Manca una cosa fondamentale in questi tempi particolarmente duri: il coraggio. Il coraggio viene dal cuore e manca pure quello. In giro si vede poco cuore e molto poco coraggio. Non solo fra i comuni mortali, ma anche e soprattutto nella classe chiamata “dirigente”. La politica in senso lato. Quella attiva, quella che ci governa e quella partecipata. Cioè quella che dovrebbe esistere e comparire nei gesti quotidiani. Insomma manca il coraggio di partecipare a qualche cosa di grande che ci faccia davvero progredire.. Da dove dovrebbe derivare il coraggio? Dal cuore. Ma è proprio quello che non si vede. Si nota al contrario, un egoismo spaventoso. Tutti a testa bassa a guardarsi le scarpe, l’ombelico o al massimo quell’aggeggio che portiamo sempre appresso e che sembra diventato una stampella irrinunciabile. Un bastone, un supporto che in realtà supporta se stesso e una ridda di interessi nascosti.
Manca il cuore e il coraggio di vivere senza supporti. Liberi. La libertà fa paura. Pensare è gravoso, leggere, istruirsi, aprire la mente, inutile: c’è internet sul supporto e poi c’é AI. Che cosa ci sforziamo a fare?
E piano piano ma irresistibilmente diventiamo dei supporti a nostra volta e supportiamo la ricchezza di pochi, l’enorme egoismo del mondo sotterraneo che ci scruta, ci osserva e ci sfrutta in tutti i modi possibili e inimmaginabili. Crediamo di scegliere ma in realtà siamo scelti.
La libertà fa paura, la scelta difficile, partecipare inutile…e piano piano ma inevitabilmente diventiamo supporto dell’egoismo del mondo, incapaci di ragionare e di vedere con chiarezza la complessità dove esiste e rifuggiamo dalla semplicità perché ci sembra illusione.
Illusi di essere al centro del mondo, prigionieri di questa illusione e dell’egoismo che cresce e si dilata fino a nascondere del tutto la realtà, la verità e rapinarci l’anima.
PS: Si, il coraggio che mi piacerebbe vedere un po’ di più anche qui.