La faremo santa?

E’ un attacco continuo a Giorgia Meloni. Da ogni parte. Ha solo difetti. L’opposizione si fa sulle barricate agostane ( dal Forte…)e si sceglie qualsiasi cosa possa gettare m… sulla premier.

Si, scusate: m…. E’ la parola più adatta. Si accompagna bene con le notizie che arrivano: dalla incapacità di governare, al familismo, persino alla crema idratante che le fa lucido il viso.

Me l’aspettavo: pura m… o se preferite: shit. Scusate se insisto ma gli italiani non hanno mai dimostrato tanta acida acredine verso un premier.

Giusto, ma lei è una premier.

Le donne vanno messe a tacere. Con tutti i mezzi.

Sbaglia tutto, lei e i suoi. Un governo che sbaglia ogni mossa anche la più a sinistra.

E allora? Che aspettiamo a far cadere anche questo governo con una scusa qualsiasi e poi? Tanto abbiamo più governi che zanzare, ormai.

Se si potesse si potrebbe mettere Paolino Paperino a governare. Ma forse è meglio Paolina Elly Schlein: un fumetto.

Parla di povertà, lei, ricca sfondata di famiglia. Ma che ne sa? Assieme all’altro che ha la fidanzata che perde soldi da tutti i pori è una meraviglia: l’ipocrisia tutta italiana personificata.

Ma lei sta a sinistra, sta dalla parte giusta e forse, se ci arriva, a quel posto, la faremo santa. ?

Sta sull’ottovolante Giorgia? beh che si aspettava: un giro in giostra? Per governare ci vogliono…beh insomma, ci vuole nerbo. Ecco che il gentil Tajani, pallido ed emaciato, orbo di Berlusconi sta mettendo su certi grilli.

Per carità, si dichiara fedele nei secoli. Ma una pugnalata la potrebbe tirare ogni secondo.

Ha preso cappello e non sembra intenzionato a toglierselo.

E che foto!

La faccia di bronzo per eccellenza o per antonomasia, Donald Trump, è stampata su una bella (si fa per dire) foto segnaletica. Ha collezionato più reati del celeberrimo Al, che in fondo, non mi risulta sia mai corso per la presidenza degli Usa (o sbaglio?).

Mentre The Donald corre ancora, always on the run, never give up, dice, ai suoi (sempre di corsa e mai cedere), sostenitori (dell’orrido). Un calo americano di gusto, una discesa negli inferi di un popolo che pare, ancora lo vorrebbe nella stanza ovale a quadrare il cerchio.

Ma come s’è fatto brutto! Neppure più la bellezza dell’asino o del ciuccio. Ma la bruttezza di una faccia che non teme neppure la fiamma ossidrica.

Ma, ancora, non ha ucciso nessuno (pare) nella quinta Strada e la pistola (fornita per gentile concessione dal suo maggior fan, la NRA) se ce l’ha, non fuma.

Ma con quella foto può spaventare i bambini come il Ba Babau dei miei incubi infantili.

Eppure, con un costume adeguato potrebbe cantare:

Il ciuffo c’è, basta un po’ di tintarella—


Per mangiarvi meglio…

Sarebbe troppo facile fare ironia sulla morte, o presunta tale, del macellaio di Putin, alias il capo della brigata Wagner, tanto tristemente conosciuta. Sarebbe facile e persino scontato ma, mi permetto di dubitare che sia veramente tra le vittime dell’aereo precipitato.

Forse a qualcuno fa più comodo da morto che da vivo? Certamente, non ho dubbi che persino nelle sua stretta cerchia di “amici”, ci possa essere chi ora si sta sfregando le mani.

Ma io non mi fido. Non ci credo. Neppure davanti all’evidenza, se ci saranno prove evidenti.

Il Fu (Mattia) Prighozin potrebbe anche cambiarsi i connotati e ripresentarsi sotto mentite spoglie ancora peggiore del precedente.

Perciò, a quello che mi raccontano non crederò. Forse crederò solo alla prova del DNA.

Ma ho molti dubbi che la vedremo. Neppure se Putin in persona dicesse: vi sta prendendo in giro, io non sono stato…ci crederei. E neppure credo nella fatalità. Troppo fatale e troppo sospetta. E io non sono Cappuccetto Rosso. Almeno non mi pare.

Se non ci sta…

Non serve più denunciare gli stupri, le violenze, finisce che gli stupratori e i violenti vengono assolti. Brutto messaggio ma questa sembra essere la tendenza, purtroppo.

Come una delle ultime sentenze per violenza sessuale a Firenze, dove gli stupratori sono stati assolti per aver commesso il fatto. Una ragazza diciottenne violentata da tre ragazzi, che gridava: “smettetela”, non ha fornito abbastanza prove che lei non ci stava e loro si sono sentiti “confusi”. Mancava solo che gli dessero anche un premio. L’assoluzione è avvenuta, come spiegano i giudici per “un deficit di percezione del consenso”.

Come dire a qualcuno che uccide la moglie: non era abbastanza chiaro che lei voleva vivere!

Poverini, provo quasi pena per loro: dover subire un processo solo per essersi voluti divertire un poco. In tre si sono divertiti, lei no, lei li denuncia e alla fine la colpa è sua perché non gli ha fatto capire abbastanza chiaramente che non ci stava.

Doveva mettersi un cartello: non provateci perché non ci sto?

Già, sarà bene che le donne si muniscano di segnali chiari e messi per iscritto. E poi mostrarli chiaramente agli individui che ci stanno, loro si e si divertono e ridacchiano pure. Magari strafatti. E farli controfirmare.

Temo che l’andazzo sia questo: le donne denunciano ” troppo”, si sono emancipate dalla stessa paura di denunciare: l’uomo si sente impacciato e non libero di esprimersi perché rischia di finire denunciato e non ci sta. E ora potrebbe anche “non aver capito” che urlare “smettetela” non significa che lei non ci sta. <non è abbastanza chiaro…

Uomini ( o mezzi uomini) incapaci di avere dei rapporti reciproci e non malati o viziati dalle porcherie che guardano compulsivamente. La donna è tornata “oggetto”, dopo le rivendicazioni femministe e i movimenti anti violenza di genere, alla resa dei conti sono sempre le donne a farne le spese.

Perché loro, gli stupratori, possono anche “non aver capito” che lei non si divertiva affatto. E i giudici gli danno ragione e li assolvono. Nel dubbio…dell’errata percezione a reato compiuto.

Pubblicato su L’Espresso di oggi 27.8.2023

Il punto

Tengo le persiane abbassate per non far entrare il caldo e il mondo, (a volte è insopportabile), ma le notizie filtrano, lo stesso. Quelle tragiche come quelle più banali, ma non è possibile tenere fuori del tutto quello che accade; dalle turbolenze della politica, agli eventi climatici estremi, la crisi economica, l’inflazione…la guerra in Ucraina, il russo, l’americano…il rublo vegetale, ah no…digitale.

Fa ancora troppo caldo. E poi, me la raccontano giusta? Pare che il rublo perda punti e allora che si inventa Putin? Il rublo digitale. Ma non sembra essere una putinata, pare sia tutto regolare. Mah, chi ci capisce non solo è bravo ma forse è persino troppo bravo a non farsi condizionare. E poi, le ricadute su di noi…ci saranno? e quali saranno? Saranno tempesta o ci salviamo?

Sono forse anch’io condizionata? L’aria della mia stanza oggi lo è, come ieri, ma per poco, giusto il tempo di respirare un po’ …o il caro bollette e l’inquinamento e il surriscaldamento e il pianeta, dove li mettiamo?

Guardo dalla finestra il parco condominiale. Gli aceri cresciuti al punto da nascondere il palazzo di fronte. E meno male, non si perde proprio nulla a non vederlo. Mentre gli aceri sono una meraviglia: un groviglio di rami intricato e quasi selvaggio: dopo l’ultima potatura sono diventati quasi un boschetto.

E però ci sono i piromani. Già, mancavano…ma forse sono condizionata.

La narrazione, si cioè, quello che ci raccontano, sarà poi tutto vero? Ma cosa sarà mai questa verità? Pare che ognuno abbia la sua. Un bosco di verità, intricatissimo. Quasi come i miei aceri.

La cultura buddhista parla di “verità convenzionali” e verità assolute” e che l’una annulla l’altra. Quante verità convenzionali girano per il mondo e passano per assolute?

Questo è il punto, o meglio uno dei tanti punti: un bosco di aceri, un bosco di verità, un bosco di punti. Gli, alberi per me, sono un punto fermo. E spesso mi ci aggrappo. Sperando non siano che verità assolute.