I mostri sono fra noi

Due bambine che non dimenticheranno mai quello che hanno vissuto. Hanno visto maltrattare, seviziare fino alla morte, una sorellina di appena due anni, ripetutamente anche sotto i loro occhi. Una vicenda spaventosa ed inspiegabile. La loro madre ora è in carcere con gravissime accuse e naturalmente spero che prenda il massimo della pena prevista. Ma non sarà mai abbastanza. Lo stesso vale per quel personaggio al quale si accompagnava e che ha causato la morte della piccola con percosse e torture di ogni genere. E dice di averle dato solo amore e cibo! Non avrà vita facile in galera dove è finito e finirà a scontare una pena mi auguro la più severa possibile. Non si possono definire esseri umani quei due. Sono due mostri. Lei ancora più di lui. Beatrice aveva solo due anni ma ha sofferto le pene dell’inferno nella sua brevissima vita ed ora è morta mentre le sue due sorelle sono finite in un istituto dove certamente vivranno meglio che a casa loro ma con quale peso sull’anima?

Ma la colpa non è solo di quei due degenerati squallidi individui, ma anche di chi non poteva non sapere, non vedere, non sentire. I nonni, ad esempio, Anche loro andrebbero indagati per omissione di soccorso. Sembra impossibile che accadano fatti del genere in una società dove, per paradosso, ci sono dei bambini che sono stati allontanati dai genitori che non li maltrattavano certo e che vivono da mesi in un istituto, parlo dei bambini della casa del bosco, mentre queste tre bambine erano alla mercé di due depravati che le hanno costrette a vivere una vita d’inferno.

Una società che vede sempre meno bambini nascere e che non riesce però a impedire che accadano casi come questo che sono una vergogna assoluta e che in un paese che si definisce civile, non dovrebbero mai accadere.

Un finale da sballo

Un vecchio spot pubblicitario diceva: una telefonata allunga la vita. Quella tra Trump e l’amico Bibi forse servirà solo ad allungare la guerra che i due hanno insensatamente provocato incendiando una vasta area del Medio Oriente. Sono peggio del Nigno.

““You’re fucking crazy. You’d be in prison if it weren’t for me. I’m saving your ass. Everybody hates you now. Everybody hates Israel because of this.”

“Sei un pazzo fuori di testa. Se non fosse per me saresti in prigione. Ti sto salvando il culo. Tutti ti odiano adesso. E tutti odiano Israele per colpa tua”-

Parole sante, anzi santissime. Ma potrebbero essere pronunciate da chi ha votato Trump nei suoi stessi riguardi, papale papale, sostituendo solo Israele con America.

Jill Biden ha dato un’intervista in questi giorni, ha detto che ha temuto per il marito Joe durante la campagna elettorale del 2024. Il marito le ha confessato: “Jill, I had to do it” in riferimento alle pressioni avute da più parti perché lasciasse. Lo ha fatto a malincuore ma non ha retto alla tensione. Ora, con i se non si fa la storia, ma la storia potrebbe essere molto diversa con Joe Biden o meglio Sleepy Joe, al comando. Se ne stanno rendendo conto gli americani che si stanno confrontando con una crisi profonda che deriva dalla conduzione di un personaggio che sembra uscito dalle pagine di un libro di Truman Capote. Un accaparratore patologico, tutto vuole per sé: donne, potere, successo e conquistare il mondo da una posizione forte, la più forte che gli potesse essere data. E, alla soglia degli ottanta, Sleepy Donald, dopo diversi tentativi falliti di farlo fuori, è più in fregola che mai. Non sta bene, ha problemi circolatori, a dispetto di quello che dice e si addormenta spesso durante le riunioni. Ma tiene duro, crede di avere la ricetta dell’immortalità, tratta tutti da sottoposti e se ne infischia delle regole. La sua tracotanza e spavalderia non hanno limiti, dice e disdice, si comporta come un adolescente e gli anni non gli hanno insegnato se non ad essere sempre più arrogante e presuntuoso. Ha persino ritirato fuori la storia con la giornalista che aveva vinto la causa contro di lui e ora vuole la revisione del processo. Deporta e mette in galera immigrati che non hanno nessun precedente penale né processi in corso, li sbatte in prigione e li tratta da criminali efferati. E’ più interessato ai propri interessi privati e quelli della sua famiglia che a quelli degli americani che stanno avendo sempre più problemi di ogni tipo. Si sta arricchendo a dismisura sulle spalle degli americani e brucia miliardi di dollari pubblici in guerre senza senso.

Che litighi con Netanyahu non sorprende: lui sta cercando disperatamente di mettere una toppa al casino pazzesco che sta facendo in Iran ormai da mesi, mentre il suo degno compare sta distruggendo il Libano e non si ferma davanti a nulla. Trump non può concordare nessuna tregua con l’Iran finché l’altro non smette di sparacchiare in Libano, ma l’altro se ne stra impippa e fa come gli pare. Sa che deve tentare il tutto per tutto pur di rimanere a galla e che presto le elezioni lo spazzeranno via, lui e la sua cricca, dalla faccia di Israele e forse, della terra. Non ha niente da perdere se non tutto.

I due “amici” litigano ma è tutta apparenza, tra loro c’è sempre intesa. L’amicizia non finisce per un litigio. Serve a far parlare i giornali, la stampa gli dedica le prime pagine, tutto serve e gioca a loro favore. La pace può attendere, Hormuz pure, la distruzione del regime iraniano pure, la libertà per gli iraniani è sempre un miraggio e anzi, pare che la repressione sia persino peggiore di prima.

Ma deve arrivare un momento in cui anche questi due troveranno “quello del formaggio” che gli farà capire che è arrivato quel momento: il momento di fermare le macchine e scendere. Sempre arriva il momento di scendere, anche la corsa più pazza prima o poi finisce e la fine del film potrebbe essere un finale alla Thelma e Louise. Per Bibi e Donald sarebbe un finale da sballo prima che the end gli porti via la scena e siano davvero costretti a fermarsi.

Mai contenti…

Per me la Repubblica è…é…

Ehm, devo fare il tema? Si? quanto tempo ho?

La Repubblica è. Intanto già questo. E’! Prima non era. Sono passati ottanta anni da quel due di giugno del 1946. Sembrano tanti? Relativamente, ma in realtà sono pochi, pochissimi in confronto all’eternità. Ma ne abbiamo viste tante e tante avremmo preferito non vederle.

La parata, la sfilata, la festa, si, va bene, poi domani tutto torna come prima: l’un contro l’altro armati (oltre i denti) e non solo tra i politici. Abbiamo altri e troppi problemi e anche le Frecce tricolori passeranno veloci, faranno alzare gli sguardi e finiranno per lasciare una scia tricolore che evapora presto.
Ma dobbiamo festeggiare, obbligatorio festeggiare e festeggiamola la Repubblica italiana. Intorno, tutto o tanto intorno si spara, qui oggi si sparano solo mortaretti e speriamo che non si spari niente altro per il futuro. Domani si ritorna alla realtà della politica che si sforza di farci credere di stare lavorando per noi, per il bene della Nazione, per il bene del Paese, per il bene insomma. E oggi vogliamo non crederci? Proprio oggi vogliamo dubitarne?

Eppure abbiamo altri problemi. Ma non li abbiamo sempre avuti? Non siamo forse diventati pessimisti irragionevoli? No, siamo più realisti della Re… pubblica, siamo italiani. E ne abbiamo ben donde , si, ben donde di essere preoccupati. Ma ora siamo in festa e il ponte ci ha portato al mare, ai laghi, ai monti e chi vuol esser lieto…e abbiamo tante risorse nascoste, noi italiani…

Festeggiamo pure ma con un occhio alle tragedie che avvengono intorno a noi e da noi. Una o più di una ogni giorno. Cerchiamo di non sbandare, ma la realtà ci può portare a farlo. E’ una realtà che fa paura.

Ma in fondo che cosa chiediamo? Di vivere in pace, liberi e di non avere paura. Chiediamo troppo? Io non credo. Chiediamoci cosa possiamo fare noi per il bene del paese perché dalla politica c’è davvero poco da sperare, con tutta la buona volontà che ci mette riesce sempre a deluderci eppure si sforza…, davvero non siamo mai contenti. La nostra Repubblica compie ottanta anni ma noi italiani siamo ancora adolescenti e pieni di contraddizioni, speranze e ambizioni tradite. La libertà è un bene prezioso, salvaguardiamola da chi pensasse di togliercela, da chi pensasse di farci credere che ci vuole “l’uomo forte”. Ne abbiamo già fatto esperienza, abbiamo già dato e molto, soprattutto chi per la libertà ha dato la vita e dobbiamo essergli riconoscenti. Cresceremo?

PS: Questa filastrocca (del signor Maicontento) me la raccontava la nonna da bambina per farmi addormentare:

Questa xe ‘a storia de sior Intento
che dura tanto tempo
che mai no se destriga.
Ti vol che tea conta
o ti vol che tea diga?

Buon compleanno Repubblica.

Il salmone

Il presente nazionale lo conosciamo, il futuro nessuno può prevederlo. Ma c’è chi se lo sta già ipotecando. E’ già un caso nazionale però, la rapida ascesa del “salmone” Vannacci. Ha fatto tutto in fretta ma la fretta in questo caso l’ha consigliato bene. Tanto che c’è già una asta sotterranea per accaparrarselo. Andrà a destra o a sinistra? E il centro? Lo vogliamo sempre dimenticare? GLi facciamo fare sempre la parte della Cenerentola? Messo al centro il salmone Vannacci potrebbe sbancare e lasciare tutti con due palmi di naso, di uno non si accontenta. Ha grandi pretese e grandi progetti, soprattutto per il suo di futuro.

Ha scalato le classifiche col suo primo libro ed ora scala ben di più con il suo nuovo, anzi, nuovissimo partito: Futuro Nazionale. Ne sentivamo la mancanza…di futuro, di nazionale no perché con FDI, il partito di maggioranza relativa, di nazione abbiamo sentito parlare. Ora tocca all’ex generale che si è inventato prima scrittore ed ora politico di successo. Il parlamentare europeo Roberto Vannacci, ha voluto accontentare Camelia, la moglie. Essì non ne poteva più di missioni all’estero del marito, avrà anche preso le medaglie ma non se ne faceva niente di una medaglia nel caso di “incidente” sul lavoro, quando si va per certi mari…

Mentre a Bruxelles la famigliola potrebbe trasferirsi e vivere qualche momento in più di intimità, anche con le due figlie che sono cresciute con la madre e che ora potrebbero vedere il padre almeno qualche sera la settimana invece che ogni qualche mese. In attesa di tornare in Italia, ma bisogna aspettare che si liberino certe stanze.

Con Roberto Vannacci abbiamo la contro politica, dopo l’anti politica ora il panorama politico italiano offre nuovi scorci di partecipazione per i delusi, gli arrabbiati, gli sconfortati, gli indecisi…un bacino largo decisamente, e un salmone è più attraente dei due pesci lessi (una sardina e un luccio) che vogliono testardamente il campo e si ritrovano a raccogliere margherite. Belle le margherite ma hanno vita breve e in politica c’è bisogno di un fiore molto più resistente alle intemperie.

E la Camelia sembra essere ideale e potrebbe anche diventare il simbolo del nuovo partito: tenace e resistente oltre che molto bella. E se resiste con uno come l’ex generale (intenperato per definizione) un futuro (inter)nazionale potrebbe anche esserselo già conquistato.

Ma lasciamo fare alla “nazione” cha a mettersi nei casini ha già dimostrato ampiamente di essere capace da sola, anche senza bisogno di “salmoni”.