Gira gira mondo

Forse chi lo ha ucciso ( ma chi sarà mai?) temeva che Andriy Parubiy ex presidente del Parlamento ucraino, alle prossime elezioni, quando sarà possibile farle , avrebbe preso il posto di Zelensky. Era temuto, evidente, da qualcuno cui preme far fuori uno che è stato la mente delle insurrezioni in Ucraina contro il governo Janukovich e che era massimo propugnatore della libertà e indipendenza dalla Russia, oltre che fervente europeista. Insomma, un pericolo per chi pensa di essere a cavallo e di avere ormai poco da fare per entrare con le insegne e gli stendardi a Kiev e questo qui era un impiccio da levare di mezzo. Chissà chi sarà mai stato a freddare con otto colpi di pistola uno che se ne andava per la propria strada, un sabato qualunque in quella terra martoriata?

Forse le indagini lo accerteranno, certo che a sospettare di qualcuno che sta colpendo dall’alto e dal basso da oltre tre anni in una guerra non dichiarata che non finisce perché qualcuno ha deciso che gli ucraini devono arrendersi al suo strapotere, non si farebbe peccato…e che ora è riuscito a far fuori una mente pericolosa per la sua vittoria, uno tosto che aveva le idee chiare e che poteva dare fastidio.

Ma l’altro tosto se ne va a Pechino, accolto da altri leader altrettanto mondiali come lui, per un summit sulla sicurezza (boh) con la corsia rossa solita stesa e senza pieghe, ormai da ricercato Putin fa strafaville ovunque, gira e rigira col solito muso di tolla, pardon, faccia di pietra, inesplicabile e incomprensibile, sguardo dritto e fisso avanti, al suo destino di zar e di leader mondiale e supremo. Ora che il fessacchiotto americano fa il suo gioco a tempo pieno, lui è sempre più orgoglioso di sé si auto stima una cifra. Una guerra mai finita, la tiene viva, gli fa lustro, se ne va per il mondo a testa alta, wanted da tutti anche da chi lo accusa di crimini di guerra, coi dittatori di tutto il mondo ad accoglierlo festanti… gli fa solo vanto e anche vento. Si fa bello come un Apollo e caracolla con l’abito delle grandi occasioni, lo stesso col quale va a dormire, lo stesso col quale si fa il bagno. Putin si fa il bagno vestito, non lo sapevate? Con la cravatta e quando esce si mette davanti a un phon e si asciuga. Non si mette mai nudo, teme di guardarsi qualche centimetro di pelle. lui deve sempre essere pronto per sfilare vittorioso in ogni istante anche quando dorme e anche quando dorme, veglia.

E da uomo di mondo gira il mondo e il mondo gira tutto intorno a lui, l’uomo sempre vestito da imperatore anche quando dorme e fa l’amore (se lo fa) e che tra poco si auto eleggerà imperatore del mondo e il mondo per l’occasione si fermerà, il tempo di riprendersi dalla notizia e poi ritornerà a girare, come sempre, intorno. Gira gira mondo…

La maschera

Lo squallore che emerge via via che siti del tipo “Mia moglie ” o l’altro “evocativo”: “Phica.ue”, o altri di cui non si conosce ancora l’esistenza che esistono di certo, è la rappresentazione della frustrazione maschile di fronte alla consapevolezza che le donne non ci stanno più ad essere “l’angelo del focolare” e pretendono di avere gli stessi diritti degli uomini e di essere trattate secondo la Costituzione che sancisce la loro completa capacità di autodeterminazione.

Gli uomini, molti uomini, si sfogano in questi circoli virtuali chiamati social dove le donne sono pezzi di carne inanimati, inconsapevoli e dove è possibile tirargli freccette, denigrarle e sfogarsi finalmente liberi dalla oppressione che provano davanti ad una donna che gli dimostra coi fatti di essere in grado di svolgere professioni un tempo solo maschili o detenere il potere (come nel caso di Giorgia Meloni).

Molti di loro, ci scommetto sono uomini che davanti alle donne si mostrano concilianti e comprensivi, persino “teneri”, ma poi sfogano tutta la rabbia repressa e la frustrazione trattenuta, quando, non visti si riuniscono virtualmente in queste porcilaie.

Perché, per una buona parte degli uomini, il femminismo ha rappresentato da sempre un fastidio, una cosa sopportabile solo per non fare la figura dei retrogradi, ma in realtà insopportabile, incombente e insidiosa e, alla fine, da combattere subdolamente e con ogni mezzo, fingendo aperture che non ci sono nella realtà.

I femminicidi sono così frequenti proprio perché nell’uomo cede quella pretesa volontà di considerare la compagna “alla pari” e non vede altra soluzione che ucciderla per dimostrarlo. Non parliamo di bruti o di pazzi o di mostri, ma di uomini cosiddetti normali che ad un certo punto smettono di considerare normale il fatto che la donna possa avere una volontà sua propria e la sopprimono perché non riescono più a fingere di tollerarlo.

“Ho fatto una cavolata”, dicono spesso gli assassini delle compagne, che non si considerano tali ma solo quelli che “perdono la testa e fanno cavolate” e spesso si meravigliano di non essere “compresi” e inscenano commedie per giustificare a se stessi un gesto che alcuni non trovano neppure troppo grave. Si risveglia in questi individui il “Tarzan” che alberga in loro e che non è mai morto. Troppo a lungo la società ha considerato l’uomo superiore e la donna destinata ad obbedirgli e questo, ora che il femminismo ha posto finalmente un punto a questa aberrazione, destabilizza la mente di molti che si trovano a non capirci più nulla.

E molti giustificano persino questo tipo di “divertimento” malsano con la pretesa di essere nel giusto perché trattasi di scherzo, o perlomeno di non stare facendo nulla di tanto grave, alla fine e che le donne che se ne lamentano non hanno ancora imparato che se vogliono la parità devono imparare ad accettare anche questo e magari fare altrettanto. Ledere la dignità di una donna è un gioco, per molti uomini che si considerano “moderni”, comprensivi del desiderio delle compagne di essere trattate alla pari, ma poi, in segreto, dietro un paravento, si sfogano dicendo l’indicibile in un cloaca di odio e disprezzo dove possono finalmente liberarsi dalla maschera di uomo moderno e che accetta che le donne abbiano uguali diritti e accampino pretese sulla propria libertà di azione e di movimento. Sghignazzare sulle natiche di una giornalista di successo o di una politica, deve essere il massimo della goduria se va avanti da decenni con la complicità di altri maschi “compiacenti” che sanno cosa succede sulle loro “piattaforme” ma lasciano correre nel nome del profitto e anche nel nome di una rivalsa contro quelle” rompipalle” che credevano di fare la rivoluzione.

Le maschere cadono e dietro c’è solo un vuoto orrido che è sintomo di un regresso che trova un unico modo per svilupparsi; combattere il femminismo fingendo di promuoverlo.

Ci vorrebbe il papa

Putin non avrà il Bombass, cioè no, il Donbass. Non lo avrà perché è un fortino e se lo espugna agli ucraini non resta che piangere. Tratteranno ancora a lungo sulle trattative, nessuno ormai ci capisce più nulla, lo svitato ha innescato un tourbillon di casini dai quali è difficile uscire. Un labirinto di opzioni tutte però con un’unica uscita: la resa degli ucraini.

E se non ci stanno chissene. Questa è la politica dello svitato. Chissene. Ricorda un personaggio di un film cult interpretato da Fabrizi (C’eravamo tanto amati), un palazzinaro romano senza scrupoli ignorante ma sadicamente furbo e intrigante. Rispondeva immancabilmente: nun me frega unca…a tutti quanti gli ponevano domande sulla sua “etica”. Amorale e sguaiato ma con alle spalle una fortuna fatta fatta tirando su palazzi anche in luoghi decisamente inadatti. Ma chissene.

E però lo svitato rimane l’unica speranza. Ha in mano il mondo e se ne fa vanti diuturni, licenza tutti, perseguita tutti, dice e disdice, mette e toglie dazi, dice che ferma le guerre in H24 ( mentre bacia le mani ai dittatori) ma le ore passano i giorni passano e le guerre crescono, si moltiplicano e la gente muore. Non si vede pace da nessun orizzonte e da tutti i punti cardinali.

A proposito di cardinali, ma che fa Leone? Lavora sotto traccia o chissene anche lui? Ma no, ma che dico, un papa è sempre un papa e di sicuro sta facendo quanto può per la pace, questo è il suo messaggio al Meeting di Rimini:

““Non possiamo più permetterci di resistere al Regno di Dio, che è un Regno di pace”. E “là dove i responsabili delle Istituzioni statali e internazionali sembrano non riuscire a far prevalere il diritto, la mediazione e il dialogo, le comunità religiose e la società civile devono osare la profezia. Significa lasciarsi sospingere nel deserto e vedere fin d’ora ciò che può nascere dalle macerie e da tanto, troppo dolore innocente”.

Ci avete capito qualcosa voi? Forse chiede maggiore partecipazione da parte nostra, di tutti noi? Ma come? E’ un po’ troppo criptica forse, come frase, Francesco era fin troppo “semplice”, ma questo richiede esperti in teologia per decifrarlo. Oppure vuole dire che non apprezza gli sforzi dei politici e si fida di più della “buona volontà” degli uomini che dei politici.

Dunque lui, il papa, ha una ricetta nuova: la buona volontà di far finire i conflitti della gente comune, disarmata o armata solo di volontà di pace…ma, a trovarla.

C’eravamo tanto armati…e bastava solo armarsi di buona volontà…se lo dice il papa, bisognerebbe credergli.

Il grave della cosa

Premessa: sono una anti Social da sempre, cioè da quando sono nati tutti questi gruppi e gruppetti che si ammassano in rete, io ne ho avuto r i b r e z z o. E lo sottolineo perché è esattamente la sensazione che mi hanno fatto da subito.

Esagero? forse si, forse, diciamo che non ho mai avuto particolare interesse (ma repulsione) per queste forme di “associazionismo” e in generale sarei piuttosto individualista. Mi fermo qui perché non intendo certo parlare di me. Ma di questa schifezza del sito che è stato cancellato dopo che era attivo dal 2019 e dove venivano pubblicate foto per lo più inconsapevoli, di donne nude o seminude e chi le pubblicava erano i compagni, fidanzati, mariti…che poi commentavano assieme agli iscritti le fattezze della donna e i commenti non hanno certo bisogno di essere riportati, si può ben immaginare (o anche no) le porcherie che i guardoni scrivevano mentre i “proprietari” delle foto in questione gongolavano, si facevano belli e si inorgoglivano come dei tacchini. Un’ altra subdola forma di violenza sulle donne che non sapevano di essere protagoniste di tanta miseria e che una volta che lo hanno scoperto (qualcuno ha denunciato e una scrittrice ha fatto girare la notizia sul suo profilo) si sono sentite come un tocco di manzo esposto in macelleria sul quale hanno sbavato in migliaia e lo choc non deve essere facile da smaltire.

Che dire? Che non mi meraviglia, affatto. E che la violenza sulle donne è alimentata molto anche da questi siti pseudo pornografici che riducono le donne a una immagine senza anima, solo un corpo in mostra esposto e reso “disponibile” da chi, in teoria, molta teoria, dovrebbe essere il compagno della vita e del quale le donne dovrebbero avere fiducia e stima.

Leggo che siti come questo ce ne sono molti, che questo è uno dei tanti e che chiuso uno ne sarà presto aperto un altro. Che non esiste un vero controllo e che questi “siti” sono non solo tollerati ma quasi favoriti dai gestori, i famosi turbo capitalisti che hanno tutto l’interesse a fare in modo che la bassezza umana esca all’esasperazione e ne alimenti altra fino a ottenere che il mondo sia popolato da una massa di decerebrati dediti a queste “pratiche”, rimbecilliti e pronti a bersi qualsiasi panzana gli venga propinata, pronti “all’uso” per scopi diversi e non tutti chiari ma intuibili e senza dubbio criminali.

Ma che cosa sono diventati i rapporti umani! E soprattutto cosa è diventato il rapporto di coppia se è così facile tradire la fiducia di una che non sa di essere diventata una “porno star” a sua insaputa e lo scopre perché “gira la voce” che le sue natiche sono oggetto di “ammirazione” di migliaia di sbavosi beceri e ignoranti delle più labili regole della convivenza tra generi che, in teoria, dovrebbero quantomeno dimostrarsi rispettosi dell’altro, e che invece passano il loro tempo a scrivere sconcezze su un sito aperto a tutti e che non solo non rispettano le compagne, mogli, figlie, nipoti…ma neppure se stessi, protagonisti di un film orrido e infimo e che fa dubitare sempre di più della capacità dell’uomo, non solo di amare, ma anche solo di provare vergogna per una azione che più infame ed arrogante non potrebbe essere (oltre che un reato) e che, molto probabilmente non sarà mai capita dagli stessi per quello che rappresenta. E questa incomprensione è la cosa in assoluto più grave.

Solidarietà a Marzia

Marzia, hai tutta la mia solidarietà. Marzia Sardo, studentessa 23enne si reca al Policlinico Umberto Primo di Roma, al pronto Soccorso per una forte emicrania. Dopo ore di attesa viene sottoposta ad una Tac. Le dicono di togliere gli orecchini e lei chiede se deve togliere il reggiseno che ha il ferretto. Il tecnico dice di no. Poi rivolgendosi ai colleghi ridendo dice: se te lo vuoi togliere però ci fai tutti felici.

Lei, in lacrime fa circolare un video dove racconta l’accaduto e pone la domanda: vi sembra normale?

No, hai ragione, non lo è ma si tratta di normalità della follia di cui ho già trattato qui e che in questo episodio si conferma. Una frase sciocca, banale, non è il caso di farne un caso…ma, mentre un tempo le donne se le tenevano per sé e queste cose non uscivano, ora, coi social è possibile fare una denuncia generalizzata che viene recepita immediatamente da molti. Uno dei pochi casi dell’utilità dei social, a mio avviso altrimenti inutili e ricchi solo di contraddizioni.

Davanti ad una ragazza in condizione di stress e paura e che si deve sottoporre ad un esame già di per sé fastidioso e che sta male e che certo ha tutt’altro per la testa che fiondarsi a mettere in rete una simile esperienza se non le ha fatto del male, non è tollerabile una battuta del genere da parte di chi è li per curarti e per eventualmente tranquillizzarti. E, anche se non mi racconto mai, so, da donna, di cosa parlo e so che cosa significa sentirsi in balia di qualcosa che non puoi controllare, in posizione di inferiorità e paura, si anche paura, perché in molte occasioni la donna si trova in condizioni di non poter reagire, anche in contesti che dovrebbero essere sicuri e lontani anni luce da ogni possibilità che ci possano essere situazioni imbarazzanti di questo tipo. Purtroppo sappiamo che ce ne sono anche di peggiori, sappiamo di abusi di medici su donne in cura, malate e non in grado di difendersi, in strutture ospedaliere pubbliche o private. E sempre si tende a minimizzare, a non dare importanza, a derubricare come troppa sensibilità da parte della vittima o di malinteso o incomprensione… o, addirittura a colpevolizzare lei, la donna, rea di aver denunciato un fatto tutto sommato “risibile”, catalogabile quasi a complimento o a constatazione delle doti di femminilità della medesima.

E quindi tutta la mia vicinanza a Marzia e agli infami che la colpevolizzano con commenti indecenti auguro di ritrovarsi nelle sue stesse condizioni, dove un equipe di medici gay se la ride beatamente dopo che gli ha fatto togliere le mutande e ridicolizzati per le dimensioni del loro apparato riproduttivo.

Promemoria

Ogni tanto giova ripetere le piccole semplici regole di “buon vicinato” che vigono su questo blog.

  • il rispetto delle altrui opinioni, cercando di evitare attacchi personali e polemiche o critiche esplicite o celate dietro giri di parole.
  • evitare commenti troppo lunghi che raccolgono troppi temi, ma postare ciascun commento sui relativi post.
  • evitare che nel testo dei commenti ci sia nulla che possa costituire offesa nei riguardi di qualcuno.
  • chi commenta accetta implicitamente la moderazione e perciò anche l ‘eventualità che il commento sia parzialmente modificato (dove non ottempera alle regole su indicate) o censurato e cestinato e, ovviamente, non si accettano proteste o rimbrotti.
  • si accettano off topics se segnalati ed eventualmente, se la direzione lo ritiene opportuno, questi possono anche essere pubblicati in Home page e fornire spunti per la discussione del giorno.
  • evitare di allegare ai commenti troppi link per non appesantire troppo la discussione: uno o due al massino possono essere accettati, non di più.

Infine:

Il blog non ha finalità politiche o divulgative o altro di qualsivoglia natura, non è un “circolo di amici” ma è aperto a chiunque volesse dare il proprio contributo alle discussioni con la modalità di un aperto confronto sui temi che ci riguardano tutti e che sentiamo la necessità di approfondire. Senza preclusioni di età, genere, condizione sociale, religione o altro. Viviamo tutti in questo momento storico e abbiamo la possibilità di essere interpreti, spettatori o mute comparse, sta a noi scegliere.

Ricordo inoltre che per partecipare non serve registrarsi o mettere likes o altro, basta seguire le indicazioni richieste nella casella dei commenti (e superare un piccolo test d’ingresso), avendo cura, se si sceglie si partecipare col solo prenome o nick, di comunicare il proprio nome per esteso, che non sarà pubblicato e solo nel primo contatto.

PS: per gli amici che ci seguono dall’estero: invito a partecipare e a commentare anche in altre lingue (eventualmente), nel caso curerò io stessa la traduzione (ovviamente se espressi in una delle tre lingue europee principali).

Grazie a tutti per la cortese attenzione e la pazienza, invito tutti a collaborare per fare in modo di rendere questo blog un luogo di confronto sempre più piacevole ed interessante.

Mariagrazia Gazzato

Certezze

Viviamo in un periodo dominato dall’incertezza. Quello che sembra certo è che non c’è niente di certo. Non parlo delle guerre, almeno oggi, vorrei sorvolare proprio e guardare con distacco quello che sta succedendo (anche se è difficile) e che è sempre più preoccupante, no, non ne vorrei parlare per ora, vorrei guardare oltre come se vivessimo nel migliore dei mondi possibili, un mondo dove regna la pace e la fratellanza , dove non ci sono armi e dove chi ha in mano le sorti del pianeta è ragionevole, pacifico e lungimirante. Come se i governanti attuali fossero dei Saggi che sanno pensare al popolo e la cui azione è tutta incentrata sullo sforzo di farlo progredire e migliorare.

Quindi dimentichiamo le figure dominanti il panorama politico mondiale e nazionale i loro pregi e difetti e i fatti che li circondano  e concentriamoci su cosa significa per noi avere delle certezze.

E fin qui…qualcuno penserà che l’ozio mi abbia tramutato in una sognatrice che passa il tempo a costruire castelli di sabbia, una diversa da quella di qualche giorno fa e magari qualcuno si domanderà: ma sarà ancora lei? Quella che abbiamo imparato a conoscere (si fa per dire) in questi anni? Oppure qualcuno penserà che la vacanza, se pur breve mi ha dato un po’ alla testa più della botta tremenda del 5 maggio scorso?

Beh, nessuno avrebbe proprio torto del tutto, sono ancora io ma sono davvero anche un po’ cambiata. Almeno credo.

Dunque dicevo, parliamo delle nostre certezza, Che cosa ci fa dire di essere certi di una determinata cosa?

Per fare un esempio pratico, spesso facciamo affermazioni che sembrano certezze e lo sono per noi in quel momento, ma, mi dicono che dubitare sempre un po’ delle proprie certezze è segno di intelligenza. Perché quello che un minuto prima sembra certo, un minuto dopo potrebbe non esserlo più. Soprattutto ora, con miriadi di schermi luminosi che ci propinano realtà mistificate o fittizie o comunque mirate a manipolarci in qualche modo.

A parte i rapporti familiari stretti sui quali è dato o è auspicabile avere delle certezze o almeno non troppi dubbi ( o la consapevolezza che da esseri umani tutti abbiamo almeno una certezza che ci deriva dal fatto di essere nati) , per tutto il resto è sano dubitare ma allo stesso modo è anche giusto formarsi una opinione che si basi  su alcune certezze, un minino o anche di più, per non sembrare dei signori Cacadubbi sempre e comunque. Ma sembra sempre più difficile distinguere tra realtà e finzione e capire fino a che punto siamo veramente protagonisti delle nostre stesse vite oppure, non stiamo vivendo una vita impostaci da chi ha interesse a “dirigerci” verso certe scelte piuttosto che altre. E come facciamo ad esserne pienamente consapevoli…

Certo la virtù sta sempre nel mezzo solo che a volte è persino difficile scoprire dove sta il “mezzo” e anche su questo  non possiamo avere troppe certezze. Ma neppure troppi dubbi…

Beh, se vi sembra arzigogolato…avete ragione, ma non siatene troppo certi potreste essere smentiti . Chi pensava o aveva avuto il vago sospetto che non sarei  tornata, si è sbagliato, ma chi lo ha pensato potrebbe anche averci visto giusto ( confesso che la tentazione l’ho avuta…).

Ma sono qui di nuovo e però non sono così scontata come potrebbe sembrare e non ho intenzione di fare sconti, sono sempre io, ma sono un po’ cambiata. Ecco che non potete avere più certezze, almeno su di me…ammesso e non concesso che ne abbiate.

Make love…not war

Ma quali buoni amici, maledetti…quei due si amano. Un brivido è passato lungo la spina dorsale del mondo quando Vlady ha detto a Donny: ci vediamo a Mosca. Donny ha sussultato, eccitato ha risposto: uhu, si, interessante, sono già tutto sudato…

Ad Ancoraggio la temperatura ieri è salita di molto, gli abitanti se ne sono accorti e sono scesi in strada a vedere cosa succedeva, no niente, è la passione di quei due che ha fatto salire il termometro. Una scia di profumo maschile, pungente; più steppato quello di Vlady più no- sleep- nights, quello di Donny. La “Bestia” ne era intrisa l’autista inebriato.

Non gli ha rivenduto l’Alaska, no, gli ha venduto l’America, isole comprese, si è fatto “basso” per accogliere l’amico, ma che dico amico? L’amante, ormai tra i due l’amore non si può più nascondere ed è passione vera di quelle che bruciano l’aria intorno…

“Nessun accordo fin che non c’è accordo” ha detto un po’ seccato dalla presenza di “estranei”, sentenza di Ciccio Trump, resterà alla storia. Ma l’accordo tra i due era visibile dalla luna.

Non ci sarebbe stata guerra se non ti avessero scippato le elezioni – gli dice l’amante, e lui, Donny si scioglie. E come non essere d’accordo? Vlady, amore mio, non potevi dire parole più sante…il mondo si sarebbe risparmiato la guerra ci fossi stato tu…miele che colava dalla bocca dell’ex amico ora amante dichiarato davanti al mondo-

La colpa è tutta di quel frescone di Biden. Beh, certo, lui non c’era a difendersi e a dirgliene quattro o cinque, al suo posto c’era questo ebbro d’amore, gigante inutile e dannoso che si fa piccolo davanti all’immensità del suo (piccolo) grande amore russo.

E la pace? Tra loro due ce n’è a fiumi, a oceani. E mentre in Ucraina attendevano ansiosi sotto le bombe di conoscere l’esito di questo rendez vous, con un trepidante Zelensky…e io tra di voi, se non parlo mai…l’intesa tra i due ha ferito gli schermi, bucato tutti i pali e anche insesti. Non sapranno cosa dire né i giornalisti, allineati né i disallineati, i proni al potere o ribelli finti al potere, a due poteri a mille poteri…ma qualcosa troveranno, le somme le tireranno e sapremo meglio cosa ne pensano del nulla che è andato in scena ieri e i giornalisti sul nulla trovano milioni di parole da dire e mille storie da raccontare.

E’ finita. Ancoraggio rimane li, forse non ritornerà russa, ma la Russia è il cinquantunesimo stato americano. I due amanti sono finalmente…Stati Uniti.

God bless America!

La normalità della follia

Mettiamola così: una donna è morta a causa di un “incidente”, l’auto che l’ha travolta era guidata da un bambino e i bambini non hanno colpa.

Cecilia Astis era sul marciapiede e attendeva il bus, non sapeva che stava per morire, pensava di andare a casa a preparare il pranzo o ad innaffiare i fiori sul terrazzo. Invece la sua vita era appesa al filo del destino che ha voluto che sulla sua strada ci fossero dei bambini rom che la sera prima avevano rubato un auto a turisti francesi e dopo aver portato le valigie nel campo volevano portarci anche l’auto.

Il campo abusivo dove pare ci siano solo donne perché gli uomini sono tutti in galera. I quattro bambini dopo aver abbandonato l’auto ed essere fuggiti sono andati al centro commerciale e solo nella notte uno di loro avrebbe confessato l’accaduto.

Ma insomma, i bambini non sono colpevoli, le madri dormivano e la povera Cecilia però ha finito di vivere li sull’asfalto in una giornata d’agosto di caldo infernale.

Le domande sarebbero molte, ma lasciamo stare, seguiranno infiniti dibattiti sulle “discriminazioni” sulle “calunnie” che i rom siano ladri… e avremo gli interpreti di quel mondo in TV a dirci quanto siamo poco comprensivi.

Però a tredici anni sapeva guidare, sapeva rubare, sapeva tornare a rubare (la refurtiva era poca cosa) e sapeva scappare lasciando un cadavere sulla strada…insomma, aveva una “carriera” aperta.

Vedremo cosa decideranno i giudici. Questa è una brutta, bruttissima storia avvenuta in un paese dove la miseria di una politica sempre all’incasso per anni ci ha ridotti a questo: a non poter neppure uscire di casa per paura di essere uccisi da un bambino rom che guida una macchina rubata e velocità folle…un paese dove ormai la follia è la normalità.

Le mie sentite condoglianze alla famiglia della povera Cecilia.