Ghe vol truppa fresca

La Moldova, come le Marche, resta nell’orbita europeista. E meno male per i moldavi che rischiavano di finire di nuovo sotto i russi, come per i marchigiani che con Ricci rischiavano di dover prendere il “treno per Gaza”, Deve essere stato quello che li ha fatti votare di nuovo per Acquaroli, il governatore uscente che rientra. Non esultano nel campo largo ma neppure si disperano, ma trovano che sia “la strada giusta” (devono avere il navigatore guasto). Ora Ricci si metterà a guidare una Flotilla che salperà da Pesaro diretta a Palazzo Chigi per forzare il blocco delle destre al governo ormai da tre anni. Una vera (pre) occupazione.

Per i moldavi si allontana il pericolo rosso, pardon russo. Putin può attendere. Per ora si rivolgono ad Occidente e sperano di potersi dire presto cittadini europei a tutti gli effetti. Non deve aver giocato a favore del partito filorusso la caccia ai droni che l’Estonia e la Polonia devono dare ultimamente. Non si sa bene da dove provengono, alcuni dicono che sono gli ucraini che fanno i furbi e che li fanno partire da una base in Russia per far credere che vengano da Putin e invece è Zelensky, il diabolico leader ucraino a spararli dal cortile di casa sua, per invadere i cieli estoni e polacchi e fra poco ne manderà anche qui da noi, ce lo ha già promesso. Spargeranno piccole matrioske per far credere che la provenienza sia russa e invece…una ne fa mille ne pensa. Da ex comico è il minimo, la sua è pirotecnia (!).

Ricci, invece, sbarcherà a Ostia Lido e se gli riesce si farà pure un bagno e poi proseguirà a piedi verso la capitale col seguito di campo larghisti, Conte e Schlein in testa con la fanfara. Ma distanziati, non troppo appiccicati, Conte comincia ad avere a noia Elly che sempre col fiato sul collo gli sta. Che pizza! Si vede che pensa ogni volta che lei lo sbaciucchia. Questa ennesima batosta poi lo sta facendo ricredere sulla sua ostinatezza a volersi accompagnare a lui…ma non sarà che porta un po’ jella? Vicini va bene, ma non esageriamo però, teniamo le distanze, please. Conte ha un trapassato prossimo da difendere, mentre lei è in bilico e in forse ogni momento di più.

Ma, ho perso il filo, che cosa volevo dire in questo post? Quale è il punto? Sto solo divagando…no, volevo dire che sono contenta che la Moldova ce l’abbia fatta a restare di qua: una sconfitta per Putin che ciancia di vittoria con lo scolapasta in testa e manda Labrov a cianciare all’Onu e Peskov a pescare ranocchie perché ormai sono davvero poco credibili…ghe vol truppa fresca, ghe vol.

I due briganti

Pubblico questo commento di Alessandro sulla proposta di pace in Medio Oriente lanciata da Donald Trump e sottoscritta da Netanyahu. Il tono mi pare abbastanza sarcastico e, francamente, non capisco bene perché; un accordo di pace e sempre meglio di niente anche se al netto degli interessi privati di Trump e quelli ” pubblici” di Netanyahu. Pare che abbia incontrato il plauso di molti, tra cui la UE e non solo. Ma ancora non c’è la risposta di Hamas e pare che persino Netanyahu non sia del tutto convinto. Ancora non ho approfondito e mi riprometto di farlo, ma mi auguro che sia una buona occasione per chiudere un conflitto disastroso che provoca tanta sofferenza e finalmente dare alle famiglie degli ostaggi la possibilità di seppellire i loro cari e riabbracciare quelli ancora in vita.

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Si uniscono un brigante e un brigante e mezzo e annunciano al mondo la pace storica a Gaza e in tutto il Medio Oriente.
Niente più guerra -siore e siori- pace sempiterna, pace ecumenica tra quei popoli devastati dagli stessi pacificatori, pace per tutti, pure per il Qatar recentemente bombardato da Israele, e possibilmente pure per l’Iran, dopo la lezione impartitagli da Brigante e Brigante e mezzo per levargli lo sfizio della bomba atomica
Una pace che nasce(rebbe) dal sacrificio a Gaza di 20 mila bambini e di 40 mila altri civili innocenti palestinesi, e dalla distruzione del 90 % delle loro abitazioni, scuole, ospedali, mercati e campi profughi compresi. Ma che volete, se la sono cercata, e la guerra e guerra!!!

Che meraviglia! tutti i vivi potranno stare nella terra dove sono nati, ricostruita come Fantasylandia. Lì saranno liberi di pascolare, ma come stabilito da Brigante e Brigante e mezzo. L’ordine è assicurato da Israele come quello, ci si può contare, già sperimentato in Cisgiordania da polizia militarie e gruppi paramilitari israeliani.
Dei coloni insediati in Cisgiordania non s’è parlato, ma è sotto e anche sopra inteso che lì ci sono, li ci resteranno, e lì prolificheranno, altrimenti che pace è? E le alture del Golan tolte alla Siria? Resteranno ad Israele. E Gerusalemme? Ma certo, sarà tutta di Israele, non sono domande da farsi. E le domande, quelle scomode dei giornalisti (parlo di quelli veri), Brigante e Brigante e mezzo le hanno scrupolosamente dribblate.
Tutto questo ben di Dio però a una condizione: purché Hamas sparisca, si disarmi e accetti il suicidio. Altrimenti Brigante e Brigante e mezzo, continueranno “il lavoro”, quello “sporco” per cui il cancelliere tedesco ebbe modo di ringraziare Neranyahu. a nome di tutti noi europei. L’umanità è avvertita.
E la pace? Che ci pensino quei fancazzisti di Flotilla!

Alessandro Stramondo

Saggezza codina

Massimo D’Alema ha raccontato di aver visto a Pechino (o Shangai, non ricordo) un Putin debole e che gli era sembrato di vedere Berlusconi negli ultimi giorni di vita. Ha riferito di averlo visto affaticato e che si faceva sorreggere da due persone. Beh, non lo trovo strano per nulla, il peso delle responsabilità, la guerra, lo stress di apparire sempre in forma, persino in divisa, potrebbero logorare chiunque. Un dittatore non ha vita facile, sempre in guardia contro nemici visibili e invisibili, il fisico si logora, la psiche cede.

Si dice che viaggi col suo bagno personale sempre dietro, neppure la pipì può fare fuori da un vaso che non abbia il marchio del Cremlino. Deve controllare che ogni goccia venga raccolta, non deve lasciare tracce, neppure per sbaglio e deve prendere la mira con accuratezza. Possono sembrare dettagli, ma per uno come lui, sono di importanza vitale.

Che d’Alema si sia sbagliato? Può essere, magari non lo avrà visto fare un triplo salto mortale e che fosse sostenuto nel sottobraccio può starci, deve risparmiare energie, non mi meraviglierei se avesse due body guards che lo sorreggono e lo reggono in modo che non debba faticare nelle camminate non riprese dalle telecamere, risparmiare energia per lo zar è importante. E poi ha pure una vita privata quest’uomo, deve badare un minimo anche alla famiglia e potrebbe avere le sue preoccupazioni come tutti e essere stanco di combattere una guerra che pare non finire mai, mentre ci mette tutta la buona volontà per favorire la pace… e poi le complicazioni internazionali e le corna (pesano anche quelle) che la moglie giovane e bella potrebbe avergli messo in questo periodo che lui è sempre così in altre faccende affaccendato, dove le vogliamo mettere? Una donna riesce a farla in barba anche ai servizi segreti, se vuole… “L’amore non vuole pensieri” diceva Manfredi in Operazione San Gennaro e lui, Putin, di pensieri sembra averne troppi per potersi rilassare e pensare ai suoi doveri coniugali.

E, particolare non irrilevante, volete mettere vedere quel Zelensky sempre in giro per il mondo accolto come un eroe, ‘sto sozzone manfrinaro (pensa Putin) che gli porta via la scena, mentre lui deve stare attento a dove va perché c’ha la condanna di quei perdigiorno della Corte Penale Internazionale che lo segue dappertutto, come se avesse fatto qualcosa di male! Deve essere uno stress ossidativo e un perpetuo ballo di radicali sempre liberi, che, suo malgrado e nonostante i ripetuti ordini di Medvedev di stare accorti che potrebbero subire conseguenze serie, non vogliono saperne di mettersi sull’attenti per essere sparati e uccisi. No, se ne circolano liberi e arroganti dentro il fisico smagliante dell’onnipotente leader russo a fare danni!

Povero Vladimiro, forse i 150 anni non li raggiungerà, mi sembra molto più probabile che li raggiunga il cinese che lui, i cinesi si sa bevono molto te e sanno come rilassarsi anche nei momenti più difficili. Secoli di saggezza codina che li aiuta a mantenersi giovani fino al centesimo. Chissà se Putin beve te? Mah, ne dubito, troppo stressante controllare sempre che sia “biologico” e non “inquinato”. Meglio la vodka sigillata.

Qualche malizioso potrebbe dire che faccio l’uccello del malaugurio, ma perbacco non osino…beh, a dire proprio il vero qualche raffreddore potrebbe anche non fargli proprio male, si riposerebbe un po’, si prenderebbe qualche tisana (bio) e magari rifletterebbe che la vita è breve e che a 72 anni potrebbe anche cominciare a pensare di godersela un po’, perdici e anche pergorbaciov. Vai Vlady, goditi la vita fino a che sei in tempo, ritirati e lascia il comando a qualcuno che non ti somigli: sei unico e tale devi rimanere e sarebbe il momento ideale per lasciare…sai quanti ci resterebbero di stucco? Falli restare di stucco e …curati va.

Avanti tutta

Gli attivisti della Global Flotilla sono decisi a forzare il blocco navale e portare aiuti a Gaza direttamente, non hanno accettato la proposta della mediazione del vicariato di Cipro. Vanno avanti spediti verso il loro destino. Meloni ha definito la spedizione “gratuita” ed “irresponsabile”. Già altre volte ci sono stati tentativi di forzare il blocco, negli anni sono stati ripetuti i tentativi di aiutare i palestinesi via mare. Ma salvo poche eccezioni, sono falliti tutti. Ora che queste 50 barche riescano nell’impresa non è affatto scontato. I rappresentanti della delegazione hanno chiesto aiuti per contrastare gli attacchi a mezzo droni che hanno subito in questi giorni: due navi da guerra italiane e una spagnola sono state previste per accompagnare la Flotilla e eventualmente intervenire in caso di pericolo. Ma, certamente è una situazione estremamente pericolosa e destinata a complicarsi perché Israele ha ribadito che chiunque cercherà di violare il blocco sarà considerato alla stregua di terrorista. Se gli attacchi mezzo droni vogliono essere degli avvertimenti, a quanto pare, non stanno ottenendo il risultato. Forzare il blocco navale per portare aiuti umanitari è certamente un’impresa meritoria. Rimane il fatto che gli attivisti però ora stanno chiedendo di essere appoggiati dalle nazioni Unite e quella che era partita come una iniziativa privata si sta complicando in una missione che coinvolge i governi e le istituzioni internazionali. Il rischio che possa succedere qualche incidente è molto elevato e le complicazioni sarebbero inevitabili e decisamente imprevedibili. La politica italiana all’opposizione sta cercando di sfruttare questa operazione per tenere alta la tensione col governo italiano, cercare solidarietà e consenso e strumentalizzarla per fini elettorali. I rischi sono altissimi, la posta in gioco è una crisi diplomatica e non solo, la possibilità di entrare in un conflitto già di per sé mostruosamente complicato.

Se, come pare, le barche procederanno e cercheranno di forzare il blocco, le navi di sostegno non potranno seguirle e le conseguenze per gli attivisti ed il seguito potrebbero essere disastrose. Come potrebbero esserlo per i vari governi che si vedranno costretti a correre ai ripari per cercare di salvarli. Non so come vada a finire e non mi permetto di giudicare in nessun modo chi sta mettendo a rischio la propria vita, dico solo che mi sembra che tutta questa storia potrebbe complicare una vicenda già mostruosamente complicata e se non sarebbe stato meglio cercare una strada alternativa per ottenere gli stessi risultati. Risultati che con tutta probabilità sarà molto ma molto difficile ottenere per questa via. A meno che questa operazione non abbia altri fini e allora sarebbe tutta altra storia. Che giudicherà la storia. Certamente la concentrazione di attenzione mediatica porta il focus su quello che succede a Gaza e sullo sterminio della popolazione. Ma, personalmente non credo che questo possa avere qualche effetto su chi in questo momento sta compiendo il massacro, la determinazione di Netanyahu di sconfiggere definitivamente Hamas sembra non avere tentennamenti né ripensamenti, di più ora che ha l’appoggio incondizionato di Trump.

Tutta questa vicenda è stata innescata dall’attacco di Hamas e ancora gli ostaggi sono in mano dei terroristi che non sembrano affatto mossi a pietà per quello che succede al loro popolo e continuano a non volere alzare bandiera bianca o, quantomeno, a liberarli. Se è criminale assediare una intera popolazione come sta facendo Netanyahu, lo è altrettanto farsi scudo di poveri esseri umani martoriati (anche loro) nel fisico e nell’anima, fregandosene della tragedia immane che stanno provocando al loro popolo.

Una conflitto infinito esacerbato all’impossibile con prospettive inimmaginabili. Questa flotta di coraggiosi che spera di salvare i palestinesi è encomiabile ma cosa pensi davvero di riuscire a fare in una simile contorta e disperata situazione, mi riesce difficile da capire.

L’orso di carta

Il bullo rosso extra vagante ha stupito tutti alle Nazioni Unite: le facce sconcertate e dubbiose: ma starà facendo sul serio o ci prende in giro? il tenore era questo. Lo one man show del typhoon americano è andato surfando sull’onda e non ha deluso le aspettative di chi pensava che ne avrebbe sparato di ogni.

E così è andata: ha sconfessato tutto e tutti, siete dei folli imbecilli, tutti tranne IO che sono sempre il meglio figo del bigoncio, in sintesi estrema, questo è stato il messaggio dato al mondo. Caricaturale come sempre ma miele per i suoi fans. Uno sproloquio determinato e convinto a convincere della bontà delle sue non argomentazioni, ma neppure poi tanto, una faccia alla me ne impippo di tutti e dico quello che mi pare.

Zelensky in platea, chiuso nel suo completo nero, guardava attonito e preoccupato pensando: chissà cosa si inventa adesso sul suo amico russo.

A sorpresa però Trump ha voluto stupire ancora e ha detto che la Russia ha gravi problemi economici e si sta dimostrando una tigre di carta e l’Ucraina può in breve tempi riconquistare tutti i territori e che …Zelensky is a brave man…un uomo coraggioso!

“Russia has been fighting aimlessly for three and a half years, a war that should have taken a Real Military Power less than a week to win.”

“La Russia ha combattuto in modo sconclusionato per tre anni e mezzo una guerra che una Vera Potenza Militare avrebbe vinto in meno di una settimana”.

Oh, perbacco, ha pensato Zelensky, ci siamo, ce l’ho fatta a portarlo dalla mia parte finalmente sorvolando sulla insinuazione di totale impotenza degli ucraini, non si può guardare troppo per il sottile con un “filosofo” come Trump. Ma sa bene che quello che Trump dice oggi lo smentisce domani e sono certa che non ci fa troppo affidamento ma, intanto oggi gli va così. E così parlo Zaratrump.

La Russia ha già risposto piccatella (tramite Peskov) che casomai è un Orso e non esiste un orso di carta e che continuerà la sua operazione speciale fino alla vittoria…

Eppure un orso di carta è proprio adatto a delineare la figura che ci sta facendo la Russia in questa guerra infinita. Non vince ma insiste e non solo, cerca di destabilizzare tutta l’Europa con i suoi trucchetti. Si sente forte delle sue Alleanze coi dittatori, ma da oggi forse un po’ di meno. Se gli dovesse mancare davvero Trump, l’orso di carta potrebbe cominciare a aggirarsi per le steppe folle di rabbia e forse sarebbe persino peggio.

Trump che sta con gli ucraini lo imbestialirebbe di più? Non so, forse, o forse no. Ma tanto a lui che gli frega? c’ha sempre l’oceano per lo mezzo.

C’è chi può

Per Ilaria Salis, la legge non è uguale. Per lei, salvata dal carcere dalla elezione all’Europarlamento, non ci sarà la revoca della immunità. Lo hanno deciso oggi con un solo voto di differenza: 13 a 12. Perbacco, davvero per il classico pelo. E si conferma la regola che cane non mangia cane, i privilegiati si immunizzano tra loro e rimangono liberi anche se imputati di un grave reato e in un altro paese, per giunta.

Insomma forse la sfanga. Lei chiede di essere processata in Italia, magari sarebbe la cosa più giusta da fare, ma è imputata in Ungheria e anche se lei rivendica la vittoria dello stato di diritto, nessuno ha il diritto di compiere reati e andare impunito solo perché si fa proteggere dalla politica. Troppo comodo e davvero ingiusto per tutti quelli che sono andati in carcere innocenti e hanno anche dovuto passare anni a marcire in galera senza aver commesso nulla.

Lei era in Ungheria mentre degli antagonisti (tra cui anche lei) andavano a picchiare dei passanti presunti nazisti. Lei si dichiara innocente, le autorità ungheresi però sono di parere contrario. L’immunità prevede che sia praticata per i reati compiuti durante il mandato, lei non era ancora parlamentare quando era in Ungheria ed è stata arrestata assieme ad altri, componenti tedeschi della Hammerband.

Insomma, c’è chi può.

Per i suoi due avvocati (se li può permettere) Stranio e Losco, si tratta di una vittoria della Giustizia. Certo, come no. Per due che si chiamano così la Giustizia deve essere una cosa piuttosto elastica.

La spirale dell’odio

Abbiamo visto ieri la bontà e le buone intenzioni di chi si definisce pacifista, auspica la fine della violenza in Palestina e poi improvvisa una guerriglia nelle città devastando tutto quello che trova. Gli istigatori della violenza sono quelli che predicano bene e razzolano malissimo, producendo libri e articoli e andando in Tv a fomentare la massa contro chiunque non stia dalla loro parte. I” putiniani” (e sono tanti), per esempio, che se la prendono col governo da mane a sera perché spende per il riarmo (e per aiutare gli ucraini); i “pacifisti” che stanno sulle barricate per la pace in Palestina e quando manifestano mettono le città a ferro e fuoco. Sobillati da certa politica che non fa che gettare benzina sul fuoco solo per ottenere consensi o recuperare quelli persi. Le parole andrebbero sempre dosate con cura quando si ha responsabilità politica o quando si pretende di fare i profeti della pace nel mondo…specie in questo momento dove tutto viene amplificato sui social.

La violenza è sempre sbagliata (e va sempre condannata senza se ma o però) come lo è la retorica del” pacifismo” che si esprime con violenza contro l’avversario politico. Chi fomenta la violenza è chi giorno dopo giorno demonizza la parte politica avversa, condannandola senza appello solo perché di idee diverse. E l’opposizione al governo attuale, soprattutto quella di alcuni, è decisamente violenta e “ne uccide più la lingua che la spada” o se non uccide, fomenta violenza e non solo verbale.

Ma lo è altrettanto chi, come Trump, santifica uno che usava frasi di una violenza inaudita e fomentava la violenza con le sue frasi mirate soprattutto contro le minoranze (o comunque contro chi aveva meno possibilità di difendersi). La vedova di Kirk ha perdonato il suo assassino, mentre Trump ha dichiarato che odia i suoi oppositori. Una scena commovente il perdono di Erika Kirk che ha dato il destro però a Trump di fare ancora il bullo e ancora seminare violenza e odio. E però l’omicidio di Kirk e tutta la sarabanda di celebrazioni (tutte ordinate e pacifiche) che ha causato, non sembra ancora essere chiaro né nella sua dinamica, né sul movente.

L’odio genera solo altro odio, la violenza altra violenza. Manifestare per quello in cui si crede è giusto, farlo con la violenza è sbagliato e controproducente. La causa ne viene sminuita e per quanto nobile possa essere, viene ricoperta dalla macerie e dalle devastazioni e diventa essa stessa causa di altra violenza. In una spirale infinita.

Una leader che “disturba”

Quando Giorgia Meloni parla di clima d’odio scatenando un putiferio, lo fa a ragion veduta e consapevole di quello che va incontro?

Secondo me lo fa perché è esasperata dal clima che si respira nel paese e in Parlamento. Attacchi continui contro di lei e la sua famiglia e attacchi continui contro i ministri, l’ultimo contro Tajani definito dalla senatrice Maiorino: “influencer prezzolato”.

Mai come in questo momento ho ricordi di un clima politico così litigioso e querulo, qualsiasi cosa esca dalle bocche degli esponenti della opposizione è una critica feroce e molto spesso diretta alla premier e ai suoi ministri e molto poco sui temi che interessano veramente agli italiani. Il livello delle critiche è spesso molto personale e rasenta l’ingiuria, l’offesa, la calunnia. Potrei fare tanti esempi: lo spettacolo cui assistiamo spesso e che mostra parlamentari in aula che si azzuffano sul nulla è indecente. Ripeto, mai come da quando governa Giorgia Meloni, il clima è così surriscaldato e decisamente il livello delle discussioni indecente. Le dichiarazioni che sento e che leggo da parte di giornalisti, politici, opinionisti vari, non fanno che buttare benzina sul fuoco sostenendo che la premier “cerca la rissa” o “fa la vittima”. Davvero poco utili ad abbassare i toni ma ad accenderli ancora di più. E strumentali.

La situazione internazionale richiederebbe, al contrario, un clima politico anche acceso e vivace, ma sereno e non inficiato dal pregiudizio verso la premier che guida un partito di estrema destra che però ha ottenuto i voti dagli elettori per governare e dunque non è un’intrusa o una che governa tramite un golpe.

Questo dovrebbe essere la base della democrazia, i primi rudimenti ma, purtroppo, la cafonaggine di certi atteggiamenti, sia nei politici che nella cosiddetta “società civile” è tale e tanta, da favorire quello che Meloni chiama “clima d’odio”, che, magari è esagerato, ma da chiaramente la cifra di quello che effettivamente succede e che va avanti da quando il governo si è insediato.

Il definirla in vari modi e tutti decisamente offensivi e taluni sessisti è un modo per fare opposizione politica? No, secondo me è solo il modo per contrastare una leadership forte che ha un buon consenso nel paese e questo disturba molti. Ma la politica deve essere al servizio dei cittadini e non delle varie ideologie che si azzuffano sul pero e sul pomo, per primeggiare e strappare un applauso.

Il momento è maledettamente serio, mi aspetterei da una opposizione altrettanto seria che si candida a governare, un atteggiamento meno fazioso e più responsabile. Ma so bene che è chiedere l’impossibile. Contrastare le azioni del governo è giusto, ma sarebbe giusto anche fare proposte alternative e eventualmente anche collaborare soprattutto in momenti nei quali è messa in pericolo la pace mondiale. Lasciare da parte gli interessi di partito e unirsi veramente per contrastare una situazione davvero molto critica. Meno egoismo e più collaborazione fattiva. Ma, ripeto, so di essere un’illusa a sperarlo.

Non c’è truppa

Il ministro della (auto) Difesa Crosetto ha lanciato un disperato appello al mondo: “raga, non scherziamo, io qua non sono pronto,non sono attrezzato per fare la guerra, al massimo posso fare a pugni, ma neppure tanto, mi mancano pure i guantoni e sono un tipo mite…”.

Eppure a guardarlo Crosetto sembra ben equipaggiato: di stazza robusta, alto e ben piantato, non sembra no uno che ha paura di prenderle. Mi fa venire in mente l’amico del tipo della scena de “il vizietto” al bar, quello che dice “…e io sto con lui”, mostrando dietro a sé una specie di montagna umana.

Ha messo le mani avanti e che mani!. Un avvertimento così tanto per non sfigurare se lo dovessero chiamare a fare una rivista delle truppe, oppure bluffa? Si, cioè, dice così per ingannare il nemico o i nemici… Perché non si limita ad accennare ad un eventuale attacco russo, no, dice “anche da altre nazioni”. Occhio dunque, non siamo attrezzati neppure per un attacco da parte dei marziani, meno che mai.

Insomma, siamo inermi come vermi e neppure pelosi: glabri. Grazie Crosetto, la Nazione ti renda merito in eterno della tua onestà, non hai peli sulla lingua e dici pane al pane. Ma…e allora tu che ci stai a fare al ministero della Difesa se non sapresti difenderci? Anzi, alzeresti subito bandiera bianca, anzi (idem) l’hai già alzata e sventola bella garrula su Palazzo Giggi. La premier non è tanto contenta di questa affermazione, ma lei si sa, non interviene mai sulle dichiarazioni dei suoi ministri, sta al posto suo. Se il ministro ha detto ciò avrà bene i suoi bravi motivi. Ma quali?

Renderci vulnerabili…no. Lo escludo. Renderci ridicoli? Beh, quello magari poco poco, ci sta. Renderci invincibili perché tanto il nemico sa che con noi non c’è trippa e una guerra non durerebbe niente e non ci sarebbe soddisfazione?

Io scherzo, perdonate, il tema è serio (e poi non dite che non ho argomenti…) ,ma stamattina mi va così. Ho letto che la casa in Polonia è stata danneggiata da un missile polacco che aveva perso la rotta, se ne andava vagante a colpire a casa propria (per errore), proprio mentre cadevano i droni russi in territorio polacco, quando si dice il destino. E’ una cosa tragica, per fortuna nessuno si è fatto male ma non ci sarebbe voluto niente. E sono quelle cose che succedono quando gli animi sono tesi e si teme il peggio e spesso il peggio arriva.

Ma speriamo ovviamente di no, di peggio ne abbiamo anche troppo senza che ci si mettano i missili polacchi vagabondi. Almeno diamo il tempo a Crosetto di entrare nell’ordine di idee che come ministro della Difesa qualche cosa per difenderci dovrebbe, almeno in teoria, inventarsi. Facciamo che finisca la legislatura, se proprio a qualcuno dovesse venire in mente di attaccarci (per fare che poi? perché abbiamo filo ucraini)? ci ripensi e desista: anche il prossimo ministro, ne sono quasi certa, direbbe le stesse cose di Crosetto: non c’è trippa e neppure truppa.

La marcia verso il Nulla

Non potrebbe essere più orrenda la catastrofe umanitaria di Gaza. Trump e Netanyahu la stanno portando avanti assieme e senza badare a nessuno. Sordi entrambi a tutti gli appelli che arrivano da più parti di fermarsi. Vanno avanti spediti nel loro progetto comune: rendere la Striscia di Gaza un paradiso per ricchi. Incuranti di tutto procedono verso la realizzazione di un progetto disumano.

La colonna di disperati che avanza verso il nulla alla ricerca di un posto che non c’è e dove non sarà più facile salvarsi è la testimonianza di come l’uomo possa tradire se stesso e la propria umanità. Israele si sta rendendo nemico il mondo, ma Netanyahu continua nella sua opera di distruzione, imperterrito ed incurante di tutto.

Dei bambini fanno il bagno in mare mentre la colonna avanza verso il nulla portando con sé quel poco che riesce ad accatastare su improvvisati mezzi di trasporto e sembra la fotografia dell’Apocalisse.

Chi parte e chi resta, avrà lo stesso incerto destino.

I due si incontreranno presto a Washington e che si diranno? La loro faccia sarà sorridente come se nulla fosse e forse guarderanno dentro gli abissi dei loro rispettivi occhi e proveranno solo auto compiacimento.

I parenti degli ostaggi ancora in mano ai terroristi protestano davanti alla casa del loro stolido leader, ma a nulla valgono le loro parole di accusa: le loro voci non arrivano alla coscienza di chi non la possiede.

Quando il 7 ottobre, Hamas ha compiuto la strage degli israeliani e rapito 250 civili da usare come ostaggi e scudi umani, aveva messo nel conto tutto questo? Forse non fino a questo punto, ma di certo, la responsabilità di quanto avviene al popolo che dovrebbe difendere e “governare”, grava e molto anche su chi ha acceso la miccia di una serie infinita di bombe che sta ottenendo l’esatto opposto nei riguardi della popolazione palestinese e questo dimostra quanto Hamas ci tenga e sta mostrando al mondo l’aspetto più orrido e più nefasto della profondità della disumanità dell’uomo. Le immagini dicono molto, ma non tutto e se le immagini sono devastanti e inducono alla pietà nei confronti di chi sta subendo tutto questo, non dobbiamo dimenticare che ci sono anche molte cose che non appaiono e che questo conflitto va avanti da troppo tempo e nessuna tregua sembra essere all’orizzonte. Segno che il terrorismo non è mai la soluzione ma solo una grossa ipoteca su di essa.