Nemici non ne ha

La scena mi è piaciuta molto.

Bologna, Salvini tiene una conferenza stampa  in piazza Santo Stefano.

Ad un tratto qualcuno gli fa notare una cosa.

Si gira, guarda e sorride e poi dice : “siamo circondati, c’è il professore…”. E lo saluta: “buonasera professore”.

Era Prodi che con la moglie si era affacciato alla finestra della sua casa per guardare cosa stava succedendo, insomma per sentire il discorso del leader della Lega di governo ma sempre di lotta anche se non proprio continua.

E sorrideva pure lui, come sorrideva la moglie Flavia con un cellulare all’orecchio.

E cosi Salvini disse questa frase che resterà nella storia della politica italiana: ” nemici non ne abbiamo, solo avversari politici”.

Un uomo di una certa età affacciato a godersi il sole del tramonto (o quasi) un affaccio grazioso e democratico sulla bella vista , un politico entrato pienamente nel suo ruolo di componente di un governo di larghissima intesa sotto l’egida di un non politico ma che classe oh, il presidente del Consiglio Mario Draghi che ha preso, volente o nolente, le redini di un paese lanciato verso il baratro.( Proprio lanciato forse no, ma che si incamminava su quella strada).

Una bella scena da film della commedia all’italiana, quella che anche nelle tragedie ritrova sempre il bandolo, si ricompone, si tira su le maniche, tassa i cittadini ignari ancora di più, e tutto va ben madama la marchesa…del Grillo.

Oh no, Grillo no! Che c’entra lui adesso? Beh, anche lui sta al governo ma è tornato più di lotta che mai dopo il suo Vaffa a Conte.

Tutto torna. E se tornassero anche i conti sarebbe un bel ritorno. Quelli però, ormai lo sappiamo, siamo sempre cittadini noi a quadrarli.

Intanto però una bella notizia, Salvini nemici non ne ha…

L’uomo senza dimensione

“Nella misura in cui la libertà dal bisogno, sostanza concreta di ogni libertà, sta diventando una possibilità reale, le libertà correlate ad ad uno stato di minor produttività vanno perdendo il contenuto di un tempo. L’indipendenza del pensiero, l’autonomia e il diritto alla opposizione politica sono private della loro fondamentale funzione critica in una società che pare sempre meglio capace di soddisfare i bisogni degli individui grazie al modo in cui è organizzata.”

Da “L’uomo ad una dimensione ” di Herbert Marcuse.

 

Questo scriveva Marcuse nei lontani anni ’60 del 1900. Sembra passato un secolo, in realtà poco ci manca. Ma le cose stanno cosi oggi più che mai.

La libertà dal bisogno fiacca le energie e lo spirito critico, non lo affina, non lo acuisce ma, in qualche modo lo ottunde.

Si sa che la mollezza degli agi ottunde la coscienza. Siamo più reattivi se “affamati” che satolli. E’ anche una legge fisica. Si sa. Ma in questo momento la pandemia ha reso ancora più evidenti molte storture della nostra società

I ricchi, per esempio, hanno goduto sicuramente di cure migliori e della possibilità di gestirsi meglio durante il lockdown (chi possiede ville con piscina lo sa), non dico niente di originale.

Ma, in generale, si è sentita forte la presenza dello Stato. Pesante sempre, più pesante che mai nell’ultimo anno a causa di un virus che ha sconquassato tutto, dalla politica alla gestione della vita giorno per giorno dei cittadini.

Dicono che in questo ultimo periodo siano aumentati i poveri. Non faccio fatica a crederci. E dicono che al governo stanno pensando a misure per sostenerli. Anche a questo credo.

Ma sarà veramente cosi? La pressione fiscale in questi mesi non è affatto diminuita, anzi ed è anche aumentata la pressione della burocrazia con una presenza costante e robusta di “fiato sul collo ” delle Istituzioni.

Per il nostro bene? Si, magari anche per il nostro bene. Ma l’efficacia di questa amministrazione “solidale” coi problemi dei cittadini, mi pare dubbia.

Faccio veramente fatica a credere che chi siede in parlamento ed è profumatamente pagato (quindi libero dal bisogno) si preoccupi dei poveri in misura tale da rendere efficaci le misure che il governo andrà a prendere.

Si fa solo un grande discutere, ma poi, alla fine non si vedono che qualche regalia data anche un po’ a casaccio, ma niente che incida veramente sull’welfare generale.

Ora lo spirito critico dei cittadini come pure l’opposizione politica al governo, sembra non esistere, sembra sepolto sotto valanghe di problematiche portate dalla gestione dell’emergenza e chissà ancora per quanto tempo andrà avanti.

Ma un paese democratico ha bisogno di una opposizione vera e agguerrita, sia da parte dei rappresentanti dei cittadini, sia da parte dei cittadini stessi.

Se siamo ancora qui a discettare se sia meglio mettersi o levarsi la mascherina, faremo sempre più fatica ad accorgerci del bavaglio che ci opprime ormai da tempo e che si fa sempre più stretto ogni volta che cerchiamo di toglierlo.

 

L’idea meravigliosa

Conte chi? Sembra aver detto Beppe Grillo a sentire i suoi che gli chiedono come mai non ci vada più d’amore e d’accordo come sembrava prima di qualche giorno fa.
Un’ora fa – dicono – ti piaceva e oggi fai quella bocca da scorfano li?
Fa la bocca da scorfano lesso, Beppe. Non gli va giù e basta. Avrà pure le sue buone e brave ragioni, o no?
Il 5Stars Movement, come lo chiamano oltre frontiera, non può adagiarsi sul materasso Conte e ronfare assieme a lui.
Deve darsi una smossa. E Conte non è tipo da smosse.
Se Grilllo pensava che fosse una specie di Labrador che aspettava di andare a raccogliere il pupazzo che lui gli lanciava, si è sbagliato.
L’ex premeir ha una dignità e un passato ancora tutto da scrivere e non può fare il cane da riporto per il comico genovese in carenza di battute di spirito e anche di spirito per la battuta.
Il Movimento si sta spegnendo, le cinque stelle sono sempre più diafane e fredde, stanno perdendo visibilità ogni giorno, e Conte non è certo quello che le può accendere come si accendono gli zampironi.
Ci vuole tutta un’altra personalità.
Ma chi avrà per la testa Beppe Grillo? Cosa gli frulla nel capo ricciuto e pepesalato?
Vai a capirlo!
Non avrà forse in mente di dare in mano il partito a Virginia?
Già, potrebbe essere l’avversaria ideale per la Meloni.
Donna Virginia contro donna Giorgia! Potrebbe essere questa l’idea meravigliosa che il Grillo nazionale si sta mettendo in testa.
Tanto, pensa, Roma ha già goduto abbastanza di avere avuto una sindaca come lei Può vivere di rendita e lei potrebbe volare a guidare il partito che con la sua leadership potrebbe ritornare in auge…
Sogno di una notte di inizio estate, ma forse non troppo lontano dalla realtà. Forse!

Democrazia o vaccinocrazia?

Questa lettera è pubblicata sul forum di Beppe Severgnini “Italians”

 

Gentile Severgnini, le lettere che pubblica continuamente contro gli “untori” che non si sono ancora vaccinati (non chiamiamoli no-vax) sono ogni giorno di più e sono pericolose e razziste. Discrimimatorie e contro la libertà individuale e contro la nostra Costituzione. E’ inutile che mi sciorini l’articolo che dice che lo stato ha l’obbligo di difendere la salute pubblica, lo conosco, ormai lo trovo scritto persino sui fazzoletti di carta. Ma non è così, mi dispiace, l’articolo aggiunge: ” nel rispetto della persona”. E quale rispetto c’è nel condannare a priori chi non corre a vaccinarsi ? Il rispetto implica reciprocità, no che io ti rispetto e tu mi dai addosso ritenemdomi qualcuno potenzialmente pericoloso per l’umanità. Ma dove lo avete trovato scritto tutti voi che continuate a insistere sul vaccinare tutti anche chi non vuole? Questo si chiama in un solo modo: dittatura ed è l’antitesi della democrazia. Allora ditelo: non siamo più un paese democratico, da quel dì e a molti sta bene cosi. Sa, anche durante il ventennio c’era chi alzava il braccio e diceva Eja eja tre volte al giorno. E poi tutto questo rispetto per il prossimo in chi si vaccina io non lo vedo, vedo solo il terrore (umano e giusto) di contrarre una grave malattia e niente di più e questo ha fatto si che una stragrande maggioranza di italiani si stia vaccinando. Quindi piantatela di lanciare anatemi contro chi ha deciso di fare altrimenti e magari segue molto di più tutte le regole, non si ammucchia e se ne sta in disparte e non va ad infettare nessuno nei bar o nelle discoteche o stadi e semplicemente attende tempi migliori per divertirsi o socializzare a manetta, sempre che lo voglia fare. Lo so che non mi pubblicherà mai, ma mi premeva dirle come la penso.

Mariagraziazia Gazzato

Vaccinarsi è un dovere: serve a proteggere la salute pubblica. Quindi, la salute di tutti. Lo confermano la scienza, la storia della medicina, l’esperienza, la legge e il buon senso. La nostra libertà non è assoluta. Lei, Mariagrazia, non si sognerebbe mai di lasciar cadere pezzi di cornicione sulla strada. La sua libertà di ignorare la manutenzione finisce dove comincia la libertà dei passanti di non essere centrati da un mattone.

State in piedi

Ho notato che persino i non tifosi o quelli che snobbano il calcio e soprattutto la nazionale, sono poi i difensori dei “poveri calciatori” che hanno tutto il diritto di non inginocchiarsi.
Poverini, ecco che trovano i loro bravi sostenitori che si ergono a difesa, a diga della libertà dei calciatori vessati dalla pubblica opinione, questo mostro a sette teste che ne ha sempre per tutti ma per i calciatori dovrebbe avere un occhio o anche due di riguardo.
Dire che potevano pure fare quello sforzo per una buona causa è un’accusa ridicola! Hanno pieno diritto di stare in piedi!
Ecco, ora i non fanatici del calcio, quelli che in genere lo snobbano, si trovano compatti a difendere questi campioni perché il diritto di stare in piedi è sacro.
Mi stupisce che Fedez non sia ancora intervenuto con dosi massicce di idiozie libertariste in loro favore. Ma forse mi è sfuggito o forse non ritiene che ne valga la pena, il ddlzan è molto più remunerativo in molti sensi.

Lo scorfano

Uno si chiama Giuseppe, l’altro Beppe, se non è zuppa è…pan pepato.

E di pepe ne corre molto tra Giuseppe Conte e Giuseppe Grillo, contendenti del medesimo partito o Movimento o quel che l’è, direbbero dalle parti del Parlamento dove ci sono residuati del grillismo ormai in disarmo.

A corto di consensi, di fondi e di leadership.

Beppe non ci sta! Giuseppe è un tiratardi, gli ha mandato lo statuto da leggere all’ultimo momento come si fa con i rompiscatole che vuoi toglierti di torno. Ma tu guarda! Ancora non lo conosce? L’ex premier cosi fa: tutto all’ultimo, ci deve pensare bene e poi tra il dire e il fare lui ci mette sempre un bel mare, direi meglio un oceano.

E’ un riflessivo, Conte. E mentre lui riflette Grillo si infuria. Da impulsivo rivoluzionario ribelle delle cause (quasi) perse.

I due non si prendono. Ma non sarebbe neppure tanto necessario, basterebbe che si venissero incontro. Ma è un incontro difficile tra un bisonte e un cavallo da trotto.

Fa i capricci Conte, conscio del suo consenso. Un tesoretto di likes che si tiene stretti mentre Grillo ne perde ogni giorno e dietro a quella mascherina trasparente sembra uno scorfano nell’acquario.

Che brutta fine! Dove sono finiti i tempi del Vaffa day? Conte alla guida del Movimento fondato (anche) da Grillo sembra un pilota di Formula uno che guida un triciclo. Un principe azzurro sul cavallo bianco costretto a montare un asino.

D’ altronde la classe non essendo acqua non macina più e chi va al mulino si sfarina e  tramontate stelle…all’alba perderò.

Meglio per Conte se perde la sfida tra i due , si potrebbe fare un suo partito. Intimo, privato, sottovoce, sospirato, raffinato, delicato.

E Beppe si tenga il suo, malandato, acconciato, con le pezze al c… ma che gli somiglia.

Si faccia un ingrandimento della foto dove compare con la mascherina da scorfano e la faccia piazzare in Parlamento sopra gli scranni dei grillini a perenne ricordo della sua anima rivoluzionaria e fondatrice del partito della scatoletta di tonno.

E Conte si chiami come gli pare ma non rubi le stelle a Beppe. Ne è gelosissimo. In questi giorni, sulla spiaggia pare che corra senza mascherina cantando a squarciagola: “Non sono una signora, uno con tutte stelle nella vitaaa…”

 

 

Papa Draghi

Bene ha fatto Draghi a cercare di portare via la finale degli Europei di calcio a Londra.

C’è la variante, dice, meglio farla qui da noi, a Roma.
Mario Draghi ha fatto gol!  Perché no? Sarebbe un’ideona, mi piace.
Anche perché una finale cosi in Italia sarebbe un’ottima spinta per la rinascita, anche i non tifosi non possono non cogliere l’occasione.
Ma, c’è una cosa che mi ha sorpreso di Draghi, ci pensavo da tempo, ma non riuscivo a metterla a fuoco, poi stasera sentendolo parlare ho capito.
La sua voce.Somiglia In maniera impressionante a quella di Papa Giovanni XXIII, il papa buono, quello di “quando andate a casa fate una carezza ai vostri  bambini…”.
Ecco chi mi ricordava la voce di Draghi. Stessa suadente dolcezza.
Non sembri irriverente, in fondo al momento anche il premier, da come si pone, sembra davvero un papa.
Papa Draghi Primo.

Buoni e zitti!

La peggiore pandemia che ci possa capitare è un governo che ci martella con leggi e leggine raffazzonate per terrorizzarci.
Tenerci buoni e zitti e imporci qualsiasi cosa che sembri giusta ma che in realtà ci toglie aria, spazio di vita e soprattutto libertà.
La pandemia è stata affrontata male fin dall’inizio e i governi che si sono succeduti ne hanno tutti aprofittato per renderci schiavi.
E lo siamo diventati ancora di più di quanto non fossimo già. Schiavi di una bruocrazia demenziale che ci sostringe a vivere al di sotto delle nostre potenzialità perché sappiamo che ogni cosa che facciamo e registrata annotata e può rivoltarsi contro di noi in ogni istante.
Dobbiamo “ubbidire” e “pagare”. Fior di tasse e balzelli su ogni respiro che facciamo e quelli che pagano, pagano per tutti anche per i delinquenti evasori che sono i veri “untori”. Gente che non titra fuori un centesimo ma usufruisce dei servizi come quelli che pagano fino all’ultimo respiro. Tassati alla fonte, qualsiasi fonte possibile e inimmaginabile. Mentre gli evasori sguazzano insospettatibili e insospettati nelle piscine delle loro ville, gli altri sono costretti a pagare per tutti e sudare sangue dietro le mascherine.
Uno schifo che va avanti da sempre e che continuerà sempre.
I ricchi sfondati sempre più sfondati e i tartassati sempre più tartassati.
Costretti a girare con una mascherina in faccia che fa colare il sudore e che lontano da altra gente non ha alcun senso. Ma serve a mantenere il terrore e lo staus quo, che è ciò che più importa veramente a tutti i governi.
Mentre il bravo ed efficiente generale si aggira per la penisola con fare minaccioso: “staniamo gli over 60 refrattari al vaccino”, va dicendo da giorni.
Gli italiani che fanno la coda per vaccinarsi, quelli si che sono da insignire di medaglie, gli altri sono da “stanare”, come se fossero bestie in cattività.
Uno stato sgovernato che sforna poveri a ciclostile e che sta già mettendo gli occhi sui nostri risparmi che, se serve, “devono” essere utilizzati per combattere il virus.
Si, quello dell’ingordigia della politica senza fondo e senza ritegno!

E aggiungo che la colpa di tutto questo non è certo di Draghi chiamato ad aggiustare una situazione catastrofica, ma della cattiva politica che fin qui ha trattato i cittadini italiani peggio di un bancomat o di una polizza sulla vita o un assegno in bianco.

I Padri costituenti si rivolterebbero nella tomba a vedere come viene trattata la Costituzione Italiana e non è detto che non lo facciano.

Una “professione” moderna

Ormai è entrato nel lessico comune e viene usato spesso per indicare quelle persone (più uomini che donne a mio parere) che si divertono a far finta di fare ma in realtà a “fancazzare”. I cosiddetti “fancazzisti” sono dovunque. Il termine non ha bisogno di essere spiegato e deriva dal volgare “non fare un c…”.

Ma non solo. Perché implica il fare qualcosa che però equivale a non fare nulla ma sembrare di fare qualcosa.

Parlo in generale, ovviamente, nessuno si deve riconoscere in questa mia disamina semiseria.

Ci sono i fancazzisti consapevoli di esserlo che si divertono a lanciare provocazioni sui social sotto diversi pseudonimi: certi ne usano anche dieci contemporaneamente e a volte arrivano persino a interloquire tra di loro. Le sparano grosse per puro divertimeno e per stupire la platea di fancazzisti come loro ma con una differenza: che si fanno prendere in giro dai fancazzisti più scaltri. Anche tra loro c’è chi si distingue.

E non fanno che riempire paginate sull’web di improbabili tesi su ogni argomento e su ogni argomento ne sanno più di suocera.

Colti o anche coltissimi? No, fancazzisti che si divertono a sembrarlo scopiazzando Laqualunque per il gusto di vedere l’effetto che fa.

Quasi una professione. Sono molto amati da chi pensa che siano delle persone “utili all’umanità” perché, in genere si scagliano contro l’Universo mondo e ne hanno per tutti, senza distinzioni.

Sono quelli che stanno sempre dalla parte giusta (a capire quale) e sempre col pensiero a senso unico (quello che hanno deciso di dargli all’occasione), ma Ragionevole e Ragionato.

Strategia per ingannarsi su se stessi e “diventare” qualcosa che non si è ma si vorrebbe essere, allontanandosi sempre di più da ciò che si è veramente ammesso, però che si “sia” qualcosa.

Insomma “l’insostenibile leggerezza dell’essere”…fancazzisti spesso rivela un vuoto, un abisso, un orrido di assenza di idee e di sentimenti che fa paura. E non ci sono limiti di età. Tra i politici sono, da sempre, molto ben rappresentati.

Non sono sempre facili da classificare, sono sfuggenti come bisce ma alla lunga si riconoscono dal biss biss che esce dalle loro interminabili geremiadi finalizzate solo all’essere fancazzisti dentro e spesso anche fuori.

Una spruzzatina di acqua di rose

Maggio è appena passato, il mese delle rose, ne ha lasciate tante nei giardini e lo spettacolo è garantito. Inoltre a maggio fiorisce anche il gelsomino che ora è in pieno rigoglio e quasi si avvia ad appassire. E sui tigli i fiori sono ormai grappoli che riempiono l’aria del caratteristico profumo che molti non sopportano perché allergici.

A me piace moltissimo, di notte, dalle finestre appena accostate, entra prepotente e mi sembra che mi aiuti ad addormentarmi, non per nulla il tiglio è anche una bevanda rilassante.

Un profumo meraviglioso che si sente ovunque e che è tipico di questa stagione.

Ma non sembra anche a voi che la pandemia ci abbia fatto venire una gran voglia di fiori e di colori e di profumi?

A me si. E però noto che i giardini sono più rigogliosi del solito e cosi anche i davanzali e i balconi (che noi in Veneto chiamiamo terrazze).

Io ne ho piantati molti quest’anno, più che mai e ne ho riempito anche il salotto. Ma non solo di fiori ma anche di piante verdi dal ricco fogliame e anche grasse.

Ho sentito che la floricoltura è in un momento magico e che le imprese florovivaistiche stanno lavorando bene. Dunque non è solo una mia impressione: la gente vuole sentirsi circondata da un natura “benefica” e amica che l’aiuti a superare questo momento che dura da troppo tempo e che, speriamo, stia volgendo al termine. Anche se abbassare la guardia non è ancora il momento.

Anche Draghi, pare, la pensa cosi ed ha prorogato lo “stato d’emergenza” anche se ormai l’emergenza dovrebbe essere solo un brutto ricordo.

Ma i governanti non si staranno abituando troppo bene con questa storia dell’emergenza?

Mi pare che emerga chiaramente che il legiferare d’urgenza e il tenere il cittadini (e diciamolo) sotto il giogo della possibilità di imporgli regole di comportamento e quant’altro per Dpcm, sia una pratica alla quale ci stanno prendendo gusto in tanti.

Attenzione, direi, signori, perché il passo dalla democrazia alla fassotutomicrazia, è breve.

E’ un passettino corto, di danza, sulle punte, con giravolte, però…

Persino i più critici di sempre con tutti i governi si stanno abituando all’idea che sia giusto tenere il paese in uno stato emergenziale permanente.

Non un “centro di gravità” ma quasi.

Insomma dai fiori ai carciofi o cardi spinosi, passando per i giardini fioriti e i tigli odorosi. Lo so, ho fatto un po’ di letteratura- critica politica con una spruzzata di acqua di rose.

Oggi mi gira cosi.