La politica dello struzzo

Qualche piccola considerazione sulla grande manifestazione di ieri a Budapest; Si, va bene tutto, ma perché non lasciare che siano gli ungheresi a decidere se vogliono aderire o meno alle proibizioni del loro governo? In fondo non mi risulta che i gay vengano discriminati in Ungheria, ma se lo fossero sarebbe un motivo per farla uscire dalla UE. Ma, mentre la UE accetta ( o chiude un occhio) che in quel paese ci siano violazioni delle regole democratiche (compresi talvolta i diritti umani) i nostri parlamentari non accettano che siano proibiti cortei che inneggiano all”‘orgoglio gay”.

Francamente, senza volere discriminare nessuno (lungi da me), quelle baracconate che vediamo spesso in suddetti cortei, sono abbastanza penose. Lottare per la libertà va sempre bene, ma farne un carro dove far salire di tutto e di più, promuovendo sfacciatamente comportamenti decisamente sguaiati, includendo nel carrozzone le bandiere palestinesi (che cosa c’entrano?) e però mai una sola parola di conforto per l’Ucraina (quasi totalmente dimenticata), farne uno strumento di critica nei riguardi di ogni cosa sia politicamente distante dalla “ideologia” “free rights”, dove si mette dentro di tutto e finisce in un’orgia di amenità poco influenti sulla politica in generale e sui gravissimi problemi che incombono su tutta l’umanità (non esclusa la crisi climatica) , lo trovo abbastanza inutile se non, a volte, persino ridicolo.

Ci sono davvero ben altri problemi è il caso di dirlo, con tutto il rispetto per le tendenze sessuali di tutti, da, eventualmente portare “in piazza” e i nostri parlamentari che vanno ormai dovunque ci siano telecamere ad inquadrarli, dovrebbero occuparsi di questi invece che spendere soldi pubblici per andare a Budapest o altrove a protestare contro un governo che non riescono in nessun modo a scalzare, parlo, ovviamente del governo Meloni che trovano il modo di criticare da qualsiasi piazza e con qualsiasi pretesto. Si chiama politica dello struzzo: vedere solo quello che fa comodo e porta acqua al proprio mulino…sempre più a secco di idee e di proposte concrete. Opposizione inutile e persino dannosa quella che insiste a voler apparire un baluardo di civiltà mentre poi, quando si trova a governare, si dimostra immancabilmente un coacervo di ipocrisia istituzionalizzata.

Speranza

Papa Leone ha accolto in Vaticano una delegazione di famiglie di ucraini e autorità della Chiesa Greco Ortodossa, in occasione dell’anno giubilare.

L’incontro è stato un momento di fede ma anche di speranza per quella “terra martoriata”, così l’ha definita il papa e nel congedarsi gli ha detto:

“Sorelle e fratelli, accogliendovi qui, desidero esprimere la mia vicinanza alla martoriata Ucraina, ai bambini, ai giovani, agli anziani e, in modo particolare, alle famiglie che piangono i propri cari. Condivido il vostro dolore per i prigionieri e le vittime di questa guerra insensata. Affido al Signore le vostre intenzioni, le vostre fatiche e tragedie quotidiane e, soprattutto, i desideri di pace e di serenità.”

Già, “pace e serenità”. Quella che ora non c’è né in Ucraina, né in Medio Oriente, né in tante altre parti del mondo. Pace e serenità vanno insieme perché non può esserci mai serenità senza pace. Ma la pace e la serenità vanno difese rigettando le insidie e le minacce, sempre, con fermezza. E questo fanno gli ucraini da oltre tre anni: respingono con ogni mezzo l’attacco insensato da parte di una nazione confinante che ha attaccato e invaso il loro paese senza alcuna valida giustificazione.

Non ha detto di “alzare bandiera bianca”, papa Leone è stato molto chiaro: ha detto che prega per la pace e chiede agli ucraini di confidare nel Signore, ma non gli ha chiesto di arrendersi. Papa Leone ha un suo stile molto definito: è pacato ma fermo e deciso, condanna “l’insensatezza” ma non chiede alle vittime di questa guerra insensata di arrendersi a chi li aggredisce.

E ha anche detto a proposito degli attuali teatri di guerra:”“Oggi la violenza bellica sembra abbattersi sui territori dell’Oriente cristiano con una veemenza diabolica mai vista prima… Il cuore sanguina pensando all’Ucraina, alla situazione tragica e disumana di Gaza, e al Medio Oriente, devastato dal dilagare della guerra. Siamo chiamati noi tutti, umanità, a valutare le cause di questi conflitti, a verificare quelle vere e a cercare di superarle, e a rigettare quelle spurie, frutto di simulazioni emotive e di retorica, smascherandole con decisione. La gente non può morire a causa di fake news”. 

Ha parlato molto chiaro: “la gente non può morire a causa di fake news”. Quelle che ormai invadono il mondo e lo stanno rendendo un posto insicuro e inospitale. Il papa vuole un mondo dove regni la Pace “disarmata e disarmante”, ma nei suoi discorsi pone soprattutto l’enfasi sulla ricerca costante delle cessazioni delle ostilità.

Non pare però, purtroppo, essere troppo ascoltato: le guerre si intensificano, l’Ucraina viene bombardata ogni giorno, la tregua tra Iran e Israele è fragile come un neonato e la guerra tra Israele e Hamas miete decine di vittime al giorno tra i palestinesi affamati e stremati, senza soluzione di continuità e ogni volta che ci sembra che qualche fronte stia per chiudersi, se ne apre uno nuovo ancora più violento.

Non sembra esserci nessuno in grado di dire qualche parola chiara che metta fine a queste carneficine insensate, Le parole del papa sembrano cadere nel vuoto. Ma forse no, forse il papa è l’unico che possa davvero agire in modo da dare il giusto significato alle parole Pace e Serenità e l’unico che possa tradurre in azioni concrete i desideri di chi ora non può che affidarsi a quella che sembra una parola priva di significato ma che ha, per il Vicario di Cristo e per chi crede, un valore immenso: Speranza.

La regina di cuori

Ecco perché alla riunione della Nato, hanno fatto i salamelecchi a Trump, temevano questo:
https://www.youtube.com/watch?v=qUElcH160LI&t=8s

una certa somiglianza c’è…

senza contare che tutto nasce dalla alleanza di Trump e Putin che viene da lontano, ma l’ipotesi di fermare le guerre aumentando la difesa non è peregrina ma necessaria perché le guerre i dittatori le fanno davvero e se devono bombardare bombardano, magari lo hanno pianificato da un anno ma ti dicono che ci pensano un po’ su…ancora tre anni e mezzo così e poi chi lo sa?
Ahi dura terra…
Io penso però che in Europa qualcuno stia finalmente capendo il gioco di Trump, la sua alleanza con Putin e anche con l’amichetto nord coreano, portare ad indebolire la UE e gli stati membri, destabilizzare la politica dei vari governi imponendo dazi e spese militari (necessarie) e ricattando la Ue di lasciarla scoperta in caso di attacchi che non sono tanto peregrini e che sarebbero (e sono) concordati col nostro ex alleato.
Purtroppo gli Usa di Trump, la Maga America non è più dalla parte della pace ma da quella della guerra ( a tutto campo soprattutto economico) e il pacifismo di Trump lo stiamo toccando con mano ogni giorno. Non credo che i vari leader europei non se ne siano accorti ma che ormai sia chiaro anche a loro e però ci vadano coi piedi di piombo a studiare mosse adeguate a questo scenario del tutto (im)prevedibile ma reale.
Altro che Ganassa. Uno così è capace di tutto.
Lo hanno capito secondo me anche nel Pd, mentre chi non lo capisce sono Conte, Fratoianni e Bonelli che stanno sulle barricate a fare l’interesse di Putin (e di Trump).

Si vis pacem

Sembrerebbe che la cittadina romana Giorgia Meloni abbia tirato in ballo il motto latino : si vis pacem para bellum, lo ha proprio pronunciato al Senato per spiegare alla opposizione stremata da una lunga “guerra” senza quartiere contro una maggioranza granitica (accidenti) che non sembra avere alcuna intenzione di creparsi neppure di un millimetro…non l’avesse mai fatto ma lo fece. Lo fece si ed ha anche aggiunto: ” Se si hanno sistemi di sicurezza e difesa solidi si possono più facilmente evitare dei conflitti. È arrivato il tempo che ci occupiamo adeguatamente della nostra difesa e della nostra sicurezza: non è che i nostri valori si difenderanno da soli, non si difendono perché buoni e giusti ma se hanno una difesa adeguata. È condizione essenziale se vuoi costruire la pace”.

E perché mi sono chiesta la premier si è messa con le sue stesse mani in un simile cimento?

Ma perché no? Lei non può utilizzare un motto latino perché non ha fatto il classico? Oppure perché l’ambiziosa e spuntata opposizione (che fa il suo mestiere ma non sempre onestamente…) sta parando bellamente o cercando di farlo, qualsiasi cosa faccia il governo solo per partito preso, lasciato, ripreso, cambiato, manipolato…rinfrescato, rapito, raggruppato…e accidenti non ce la fa proprio a mettere zizzania e il governo regge?

Ma che parino bellum pure loro. E che sarà mai? L’ha spiegato Meloni: ci prepariamo meglio a difenderci in caso di attacchi, lo abbiano sempre fatto ( si, ma abbiamo anche attaccato, ma è meglio lasciar perdere…acqua decisamente passata) ed ora lo facciamo di più, in considerazione del fatto che gli americani ci hanno detto oggi con Trump, di arrangiarci, di diventare indipendenti di sganciarci finalmente da loro, quasi, se non del tutto. Per ora quasi…poi si vedrà. Lo diceva Eraclito: ” la guerra (polemos) è madre di tutte le cose” e per qualcuno persino anche padre e “spirito santo”. Davvero poco santo.

Si arriverà in dieci anni al 5 per cento in spese militari o para…militari. Pare di si. Ma in dieci anni si potrebbe persino arrivare a pensare che siano persino troppo poche (speriamo mai) le risorse per la difesa. Che ne sappiamo? Chi avrebbe detto che ci saremmo trovati in questa situazione di guerra diffusa, spalmata un po’ dovunque e che avremmo dovuto ossequiare un satrapo che ci manda a quel paese e ce lo dice in faccia: arrangiatevi parassiti?

Chi avrebbe pensato ad una simile “diplomazia” ad un simile concetto di “alleanza” atlantica o meno? Qualcuno ne sarà contento, finalmente, penserà, uno meno ipocrita degli altri che ci sputa in faccia e ci dice chiaro che ci odia. Che meraviglia, che pacifismo che si tocca con mano, che arte ruffianata e nobile della più alta espressione diplomatica…di uno che dice con le bombe: iraniani mi state quasi antipatici ma adesso che vi ho (pare ndr) distrutto i siti nucleari, parliamone…

Ma, vogliamo togliere al sociale per dare agli armaroli di tutto il mondo? No, non lo vogliamo (e speriamo che non accada) ma lo dobbiamo ( purtroppo, pensare a difenderci) perché se vogliamo stare in piedi ( e non finire all’ospedale) dobbiamo fornire carburante al nostro stomaco e se vogliamo difenderci dobbiamo fornire armi sempre più sofisticate al nostro esercito. Ma, per carità, non crediate che a me la cosa faccia piacere. Ci mancherebbe, disprezzo profondamente la guerra e le armi, ma se domani, nessuno lo vuole, ma dico e se domani, io non potessi …no, Mina non c’entra qui, dicevo e se domani, a qualche partito di testa venisse in mente di venire a conquistarmi, io gli paro un sistema aggiornato di difesa planetario che, se sa (il partito di testa) che ce l’ho, si guarda bene dal mettere in atto un tale sconsiderato sproposito…e non per fare guerre preventive ma per prevenire le guerre sempre sbagliate e distruttive.

Ed ora…apriti cielo e terra e tutti i laghi…mi preparo a pararmi…

Invasione “pacifica”

Fa molto caldo a Venezia in questi giorni. Anche i colombi boccheggiano in Piazza San Marco e infiorano per nulla stupiti il faccione di Jeff dipinto sui masegni con la scritta:” se puoi noleggiare Venezia per tre giorni puoi pagare più tasse”. Non credo se ne preoccupino, ne hanno viste di peggiori. Così i ponti, le calli, i muri che quasi si uniscono in alto nelle vie cittadine e le aperture sul canal Grande, i monumenti, le statue nei campielli e tutto quanto fa di Venezia una straordinaria follia concettuale e una magnifica sospensione della realtà, rimarranno indifferenti al passaggio delle “celebrità” che altro non sono che “gentiluomini e gentildonne” di passaggio e che spariranno presto senza lasciare traccia.

Un sogno che apparirà come sempre incantevole agli occhi dei miliardari rapiti che si affrettano per partecipare al matrimonio del secolo tra il terzo uomo più ricco al mondo e la sua siliconata prosperosa promessa.

Gli attivisti si sono attivati (appunto) da settimane e faranno un po’ di casino: è d’obbligo e in parte o anche in tutto…giusto. Questa parata di star miliardaria sembra un grosso schiaffo in faccia alla città più ricca di storia, più accogliente e più tollerante che si conosca. Ci sono nata e ne vado orgogliosa ma so che per me ora è off limits e lo è da molto. Non mi sogno neppure di avvicinarmi. la folla mi travolgerebbe come i ricordi e sicuramente piangerei a dirotto come un temporale estivo con qualche spruzzata di grandine.

Passeranno anche loro, i miliardari. Il sindaco ha detto che le proteste sono “vergognose”. I no Jeff hanno minacciato di sganciare coccodrilli gonfiabili in Laguna, lo spettacolo sarebbe assicurato. Ma non serve, hanno già cambiato destinazione con un edificio tra i più sicuri e impenetrabili della città: l’Arsenale, per la loro prima festa di benvenuto o come la vogliono chiamare.

I tacchi dodici si sprecheranno lungo le calli e così gli abiti firmati in una gigantesca coreografia che vedrà le calli e i campielli come a Carnevale, riempirsi di moltitudini questa volta con le carte di credito dorate. Di sicuro spenderanno parecchio ed è giusto così, ci sarà chi ci guadagnerà delle cifre, non ci sono dubbi.

Ma rimane una domanda così a bruciapelo per questi due “innamorati” che hanno deciso di coronare il loro sogno: perché proprio nella città monumento, il più fragile ecosistema al mondo già preso d’assalto da milioni di turisti, navi da crociera, ai bordi di una zona industriale fatiscente e obsoleta e ora, dopo la bella prodezza bombarola del primo grande amico di Jeff, blindata per tema di attentati?

Ma che amore sarebbe quello che ha bisogno di una cornice da miliardari per affermare al mondo che c’è, esiste è tangibile e sarà coronato proprio in questo luogo così fragile, così incantato e così disperatamente assediato?

Non era lo stesso sposarsi a Miami o a Los Angeles o a New York? No, non era lo stesso, il sogno d’amore di questi due aveva bisogno della città da sogno che vivrà l’ennesimo incubo da “invasione” non armata ma non per questo del tutto inoffensiva.

Andiamo a bombardar…

Pacifisti di tutto il mondo, unitevi al potente pacifista per eccellenza: il potente prepotente che ammolla super ordigni di precisione dai sui potenti B2 che scassano le montagne in Iran e impoveriscono l’uranio che i bellicosi iraniani si ostinano ad arricchire. Le “armi della diplomazia” di Trump, i suoi bombardoni specializzati che radono i cieli come pipistrelli sono finissimi strumenti di precisione diplomatica e sono tutti rientrati dai cieli del Medio Oriente alle basi. Sani e salvi. Nessuno si è fatto male. Il bullo americano ringrazia e loda loda loda. L’America è di nuovo Great!

Mission accomplished. Il Nobel per la pace è sempre più vicino

L’ha fatto, si eccome se l’ha fatto, gli premeva e gli prudeva il pollice. In accordo con BiBi fin dal primo giorno e predestinato al successo. Sul Rushmore stanno iniziando gli scalpellini la loro ardua impresa. Ma fatelo somigliante, mi raccomando altrimenti quello bombarda pure il “sito” americano. Non scherza.

Andiam, andiam, andiamo a bombardar..il “gigante” però non ha bisogno di attrezzi e utensili, lui in spalla si mette i B2 con tutti gli ordigni esplosivi di precisione e via andare-… e che ci vuole? Ma quali risoluzioni, ma quali trattati? Lo Squalo americano non ne ha bisogno, lui va e fa.

E ora facciamo la pace iraniani altrimenti se proprio sarete restii e ritrosetti e la lezione non vi è servita, vi aspettiamo fuori e non saranno baci d’amore.

Così parlo ZaraTrump, l’uomo della pace nel mondo in H24…ma erano altri tempi, sei mesi sono lunghi da passare e anche un pacifista che odia la guerra e non vuole “bagni di sangue”, può cambiare idea e diventare nervoso.

Diamogli atto: sta pacificando il mondo intero che è una meraviglia. Cosa chiedere di più?

Meglio chiedere di meno, di meno…Ma…e Putin che farà? Gli manderà le sue congratulazioni? Ho come la sensazione che qualche “rotella” gli stia girando vorticosamente e non è un bel segnale…di pace.

Manifestiamo?

Quanto mi sta antipatico! Ma non solo perché durante il Covid ci ha messo in quarantena tutti, ha decretato a raffica qualsiasi cosa gli passasse per la mente, no, non solo, almeno. Ma perché è insopportabile con quella zeppola, ipocrita, pieno di sé, logorroico, narcisista…

Parlo dell’avvocato, si proprio quello che, lo sapete già, mi sta proprio sulle trenta e tre. Un bizzarro ex barone pretenzioso e presuntuoso, untuoso e attaccabrighe. E lo paghiamo pure.

Non fa che blaterare che lui è infallibile, che lui è pacifista, che lui vuole la diplomazia…se con quella faccia? E perché non fa il diplomatico dunque? Perché non va lui a trattare con Putin, con Netanyahu, con Trump?

No, lui una sola cosa sa fare e lo dice pure: manifestare. Manifestiamo signore signori? Io non ho impegni al momento, mi va di fare un giro in piazza e a sparlare della politica del governo e a manifestare…ma che cosa? Ma su tutto, su come va il mondo, su come si veste (male) Schlein, sul riarmo, su Gaza, sull’Iran, su tutto quanto fa pietismo e pietà (quella vera mi sa che non lo sa cosa sia) gli ucraini no, loro non rientrano nel quadro, se non vogliono capirla che la Russia è forte si attacchino… , l’importante è manifestare dissenso e apparire dissenziente e serio. Da ciarlatano, democristiano bacia pile, manolesta ladro di idee e di partiti altrui inciuciatore massimo castaro politico collaudatore di poltrone. Un “pirata” ma non un signore. Trattasi di critica politica e di espressione di idee e opinioni (niente contro la “persona”).

Lui scende in piazza, la sua discesa in campo parte dalle piazze, fomentatore di rivolte, ricco crapulone fidanzato con Paladino che lo sposa solo se ri diventa premier. Minimo.

La prossima piazza sarà gremita da lui, dai suoi discorsi, dai fidi Bonelli Fratoianni scodinzolanti e forse qualche sparuto PD in rappresentanza di se stesso e anche quello indeciso sul da farsi e da dirsi…

Non siamo presi benissimo, ma la colpa e del governo…ladro anche con quaranta gradi.

Hai voluto la bicicletta Meloni? E io giro in Jaguar.

Night all around

Night on top of the trees and
under the clouds and night
inside my soul whenever
I look around and it’s dark.

Trees already filled with
green glory of the new
leaves and no sound to be
heard.

Night in my heart and soul
night all around up and down
night in the black old space
of the universe.

The door is not easy
to open as if thousands
of years have passed and
rust had eaten the key.

But I still managed to
get in with night all
about me.

Attacca o non attacca?

La risposta di Meloni al giornalista che le chiedeva cosa pensa della mediazione che Putin ha offerto per mettere pace tra Israele e Iran, mi è sembrata corretta: ha detto che un paese in guerra non sembra la migliore opzione per mediare tra due paesi in guerra. Ma Meloni dovrebbe, secondo me, essere molto più decisa con Trump e parlargli chiaramente dicendo che gli italiani non vogliono entrare in guerra con nessuno (e non possono) e che gli italiani non vogliono avallare le politiche di due autocrati ( Putin e Trump) che stringono l’Europa in una morsa mortale, alleanze atlantiche o meno. E che gli italiani si dissociano dalla crudeltà dimostrata da Netanyhau nei confronti del palestinesi e chiedono che si fermi subito il massacro di Gaza, come chiedono che si fermi subito il massacro degli ucraini. In parte lo ha detto, ma, secondo me, ancora non abbastanza fermamente al suo “amico” d’oltreoceano. Ma capisco quanto sia difficile il suo compito in un momento che più complicato e tragico è difficile da immaginare. E sembra che Meloni abbia detto a tutti al G7 che l’Italia è per la de escalation delle guerre e sembra che siano tutti d’accordo meno Trump che ha lasciato tutti di stucco tornando a casa e ora non sa che pesci pigliare e ne dice di ogni. Per capire le sue prossime mosse non restano che i Tarocchi, anzi pare sia proprio Trump che sta chiedendo se attaccare o meno alla sua taroccara di fiducia che pare sia russa: attacco? non attacco? questo è il dilemma, vedremo, forse sapremo, tutto dipende…”Potrei attaccare ma anche boh…” sta dicendo il grande stratega.
Se volete il mio parere, ma anche se non lo volete ve lo dico lo stesso: non attacca e si attacca alla russa…

Il punto di Renzi

Pare che Renzi stia cercando di rientrare nel PD dalla finestra dopo essere uscito dal portone. Eh si, vuole radunare i suoi vecchi nemici sotto una specie di tenda beduina. Renzi che fa finta di fare opposizione a Meloni quando si lancia nelle sue intemerate a favore di telecamera che sembra l’avvocato di qualche serie Tv americana, recita, ma in realtà ne è segretamente innamorato e ne condivide tutta la politica.

Tutto quello che avrebbe fatto lui se i gufi del suo ex partito lo avessero lasciato lavorare invece di remargli contro. Non solo, stava per fondare Fratelli di Renzi, ma poi qualcuno gli ha detto che si sarebbe confuso con l’estrema destra ( troppo rischioso) ed ha preferito Italia Viva, ma ora, dopo anni, si rende conto dello sbaglio che ha fatto e cerca di rimediare dando una connotazione più “vivace” al suo partitino smortarello.

Insomma, un centro che guardi a sinistra ma senza prendere troppo stretta la curva, restando tra il lusco e il brusco, maremma cicciona, che solo lui lo sa il punto giusto tra centro e sinistra. L’ha trovato e non lo molla. E se i suoi vecchi nemici del PD si vogliono mostrare e entrare sotto la tenda centrista Riformista, lui è lì come un capo indiano a fare la sua parte per il bene del paese. Lo chiama: il punto di Renzi o anche R, per brevità. Ci sa fare l’ex premier, ex mister 41 per cento, ex rottamatore rottamato ma sempre in fregola di successi.

Ed è tornato, ricco e spietato e dopo il palazzo ora piazza la sua tenda. Ma deve fare i conti col vendicativo Conte (Dracula) di Volturara Appula che ha mire ancora più alte delle sue: spera di ritornare al governo con la larga coalizione del Campo di Elly. Visto il grande successo di Genova. Ma ora, dopo la batosta al referendum, i due se ne stanno un po’ al riparo dei portici cittadini. mentre Renzi che sa approfittare del momento, lancia la Tenda con convinzione e si sente fin qui che batte il martello sui picchetti…

In quanti abboccheranno? Mah, mi sa che la pesca non sarà infruttuosa, quei due si stanno prendendo troppo spazio e troppa visibilità. Mentre la tenda di Renzi potrebbe fornirgli un ristoro alle ambizioni e alle velleità mai sopite di mandare a quel paese quel personaggio da operetta e quella radilcalsnob sua amica. E quale miglior ristoro di una ombrosa tenda in questa estate già così canicolare? Geniale… quel geniaccio del toscano.

Elly, Conte…state sereni ma non troppo.