Matilde è una bella donna ed è sottosegretario del governo Meloni. Roberto Vannacci è un ex generale entrato in politica con l’intento di terremotare, bombardare e stravolgere tutto. Squadernare, rovesciare i tavoli, fare un gran casino, insomma.
E dai sondaggi pare che la sua creatura stia scalando le vette delle classifiche, piace, pare. A me no, lo trovo decisamente piatto e volgare e putinista ( e si vanta pure), megalomane, vanesio e arrogante, ipocrita, fasullo e maschilista.
Oggi è arrivato su tutti i giornali per una foto ritoccata di Matilde Siracusano; in una foto la AI l’ha privata del sotto giacca bianco e appare con il seno in evidenza sotto la giacca aperta. Ma perché? Che cosa intendeva ottenere Vannacci con questo “scherzo”? Attenzione, attenzione, come i robivecchi di un tempo col megafono. “Donne, arriva l’ombrellaio…”. Eccolo l’ombrellaio Vannacci a fare Pierino la peste per influenzare le elezioni suppletive a Reggio Calabria: vuole far vincere una poltrona in parlamento da uno dei suoi (ex Forza Italia ora entrato ne suo partito). Una mossa da bischero come direbbe Benigni, uno che ha forse dei problemi con la sessualità, direbbe lo psicanalista, uno che potrebbe andare a nascondersi, dico io.
Siracusano ne esce bene, quella foto ritoccata le dona, ma non significa che sia lecito fare politica sul corpo di una donna. Significa volerla sminuire ed è un mezzuccio da bulletti che non fornisce certo un’apertura di credito per un partito con a capo un tipo simile. Un ombrellaio che ha già l’ombrello diretto nella “giusta” direzione e gli italiani che lo voteranno, se lo voteranno, se lo ritroveranno da quelle parti. Già non sarebbe una grossa novità, come non lo è questo pifferaio che di magico ha davvero ben poco. Trova consenso in qualcuno che ha a cuore la rovina definita del paese. Lo sfascio totale ad uso di chi, non si sa, ma si sa. O si può ben immaginare senza neppure troppa fantasia.
Eh, terreno scivoloso questo, terreno che appartiene da sempre alla destra in “generale” e a quello di Forza Italia di cui la parlamentare Siracusano fa parte, in particolare.
Il “Cavaliere nero” fondatore di FI le donne non le spogliava con l’AI ma per davvero e sappiamo bene che l’harem fosse il suo modello, anche politico, Nicole Minetti consigliera in Regione Lombardia ne è la cartina di tornasole.
Il “Kebabbaro” non è nuovo a certe sparate, passa con indifferenza dalle esecuzioni capitali sulla sabbia del Colosseo dove i malcapitati sono i principali esponenti dell’opposizione, agghindato come un dux, alle bevute di vodka della moglie rumena alla salute di Putin.
Il personaggio è spregiudicato, fa presa sulle menti basiche, porta avanti temi che con la civiltà e lo stato di diritto non hanno nulla a che fare,
La sua idea patriarcal-mediterranea della donna è messa nero su bianco nel suo demenziale programma, se il “futuro nazionale che ci aspetta è questo siamo a posto, specialmente le donne sono a posto.
E il titolare ad interim di Forza Italia, partito personale dei Berlusconi, che oggi si indigna, è lo stesso che in settimana ha fatto la disamina sulla lunghezza della gonna proporzionale alla moralità delle donne, il “kebabbaro” per non smentirsi ha dichiarato che lui le donne le preferisce senza gonna (sigh).
La solidarietà a Matilde è d’obbligo, ma forse dovrebbe pure interrogarsi sul fatto che milita in un partito fondato dal peggior stereotipo maschile, quello che le donne le comprava, con il potere, le cariche istituzionali (abbiamo a libro paga la sua finta moglie), con i soldi, i programmi televisivi, la celebrità effimera e trash.
La donna ha sicuramente ragione, il politico… mah.
Risposta
Berlusconi era quello che era, lo sappiamo, ma per quanto ancora andremo avanti a parlare solo delle sue “debolezze” ora che ha lasciato da un pezzo questo mondo?