Le sorti del mondo

Le sorti del mondo non ci sono chiare

la guerra minaccia la pace mondiale

e Pace non è una cosa banale

ma quello che serve a poter respirare.

Ripudia la guerra chi vuole la pace

ripudia la guerra e respinge

l’idea che si debba lottare.

Lottare non vuole chi cerca la pace

vuol viver tranquillo nel proprio paese

respinge con forza l’idea della lotta

la lascia a chi se la deve vedere con

chi vuol vederlo ogni giorno morire.

Ripudia la guerra e non è indifferente

ma non vuole entrarci né saperne niente.

Così chi la guerra ripudia per sé non vuole

che nulla disturbi la pace che c’è e

permette a chi invece la guerra la cerca

la fa la propaga la vuole dovunque perché

gli conviene, distrugga la vita che gli

gira intorno, che chiede la pace con forza

ogni giorno e ottiene soltanto più morte

e più orrore e non vede mai fine al proprio

terrore.

Ripudia la guerra chi vive già in pace

non vuol vedere e non vuol sentire

si tappa le orecchie e imperterrito… tace

1 commento su “Le sorti del mondo”

  1. Mah, contravvengo alla regola di non commentare le “poesie” che non capisco e non mi piacciono (problema mio), per cercare di capire cosa volesse dire Mariagrazia con questi versi, ammesso che lo siano.
    A me pare una chiara posizione guerrafondaia, certificata:
    Ripudia la guerra chi vuole la pace
    ripudia la guerra e respinge
    l’idea che si debba lottare.

    Lottare… chissà a chi si riferisce? Ai “partigiani” ucraini immagino, quelli con i cessi d’oro e i conti off-shore di cui ne romanza, edulcorandolo, il terrorismo di Stato.
    Tutto il resto di sconcio che succede nel mondo e specialmente a Gaza è cosa che:
    non vuol vedere e non vuol sentire
    si tappa le orecchie e imperterrita… tace

    E’ così da anni, tratta l’argomento con superficialità perché è troppo complesso per poter prendere una posizione chiara e netta.
    E così, la solita litania sui “boveri ugraini”, questa volta viene ricicciata per additare “chi” a suo dire non vuole lottare al fianco di un regime corrotto e criminale.

    Io francamente ne avrei pieni gli zebedei di essere colpevolizzato (anche di sponda) perché non condivido questa follia inutile che, crea solo morti e crisi economiche, persegue un insensato riarmo che butta soldi in una voragine senza fondo per fare ricchi i mercanti della morte e la cricca ucraina, sulla quale non leggo mai un rigo.

    Mi viene in mente un poeta vero, Lucio Dalla, di cui mi permetto di parafrasare sulle note del “Cucciolo Alfredo”:

    La guerra ucraina, che noia mortale, sono più di quattr’ anni
    Che si ripete sempre uguale
    Mentre il cucciolo Alfredo canta in modo diverso
    la canzone senza note di uno che si è perso
    Canzone diversa, ma canzone d’amore
    Cantata tra i denti
    Da cuore a cuore
    Se la sua è cattiveria, io la prendo per mano
    Ce ne andremo lontano

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