Manca una cosa fondamentale in questi tempi particolarmente duri: il coraggio. Il coraggio viene dal cuore e manca pure quello. In giro si vede poco cuore e molto poco coraggio. Non solo fra i comuni mortali, ma anche e soprattutto nella classe chiamata “dirigente”. La politica in senso lato. Quella attiva, quella che ci governa e quella partecipata. Cioè quella che dovrebbe esistere e comparire nei gesti quotidiani. Insomma manca il coraggio di partecipare a qualche cosa di grande che ci faccia davvero progredire.. Da dove dovrebbe derivare il coraggio? Dal cuore. Ma è proprio quello che non si vede. Si nota al contrario, un egoismo spaventoso. Tutti a testa bassa a guardarsi le scarpe, l’ombelico o al massimo quell’aggeggio che portiamo sempre appresso e che sembra diventato una stampella irrinunciabile. Un bastone, un supporto che in realtà supporta se stesso e una ridda di interessi nascosti.
Manca il cuore e il coraggio di vivere senza supporti. Liberi. La libertà fa paura. Pensare è gravoso, leggere, istruirsi, aprire la mente, inutile: c’è internet sul supporto e poi c’é AI. Che cosa ci sforziamo a fare?
E piano piano ma irresistibilmente diventiamo dei supporti a nostra volta e supportiamo la ricchezza di pochi, l’enorme egoismo del mondo sotterraneo che ci scruta, ci osserva e ci sfrutta in tutti i modi possibili e inimmaginabili. Crediamo di scegliere ma in realtà siamo scelti.
La libertà fa paura, la scelta difficile, partecipare inutile…e piano piano ma inevitabilmente diventiamo supporto dell’egoismo del mondo, incapaci di ragionare e di vedere con chiarezza la complessità dove esiste e rifuggiamo dalla semplicità perché ci sembra illusione.
Illusi di essere al centro del mondo, prigionieri di questa illusione e dell’egoismo che cresce e si dilata fino a nascondere del tutto la realtà, la verità e rapinarci l’anima.
PS: Si, il coraggio che mi piacerebbe vedere un po’ di più anche qui.
Ha ragione sig.ra Gazzato vorrei proprio vedere il coraggio di quanti qua, fuori di qua e parlamentari vari, che esprimono la loro volontà di aiutare l’Ucraina nel difendersi da quel criminale russo Putin. Cosa aspettano sia a mandare valanghe di propri soldi (specialmente qua sopra penso che siano in tanti ad averne a iosa, quanto meno a diversi milioni di euro), e poi indossare la mimetica e andare a fare gli eroi a quei poveri ucraini. Questi, sì veri poveri soldati a farsi maciullare su ordini dei macellai che li governano.
Gentile sig,ra gazzato,
se è ancora possibile, può aggiungere al precedente post?:
PS Nel caso che i suddetti “volenterosi” avessero superato i limiti d’età, mandassero i propri figli.
Risposta
nel caso l’avesse dimenticati, cosa dice, ci mettiamo anche i nipoti?
ha fatto bene a ricordarlo sig.ra Gazzato, certo, anche i nipoti.
Buona giornata.
PS, sempre notizia di una mia amica ucraina, in Ucraina, il governo Zelensky sta mandando in “macelleria” i neo 18enni insieme ai maggiorenni portatori di patologie varie.
Ovviamente, i criminali non hanno patria, pertanto anche Putin non lesina sulla carne dei soldati russi.
Risposta
il russo non lesina carne da cannone dei suoi non lesina bombe delle sue, non lesina minacce al mondo, non lesina di massacrare da cinque anni gli ucraini, di rubargli la vita, non lesina di costringere il governo a mandare al fronte i giovani a difendere il paese da una scellerata invasione immotivata, non lesina di distruggere monumenti, palazzi, scuole ospedali—strade, fabbriche, infrastrutture di ogni genere.
Con la gente dentro. Oh, no, non lesina.
Mah, secondo me un atto di coraggio sarebbe cominciare a criticare il “vostro” esecrabile esecutivo, comandato da una illetterata che è più bugiarda di Pinocchio, se è vero che le bugie hanno le gambe corte ci sarà un motivo se “quella” è diventata capa del governo nonostante la bassa statura, cosa che si può dire anche per la cattiva anima del “cavaliere”, agli italiani quelli che sparano balle senza soluzione di continuità piacciono da sempre, Mussolini era alto 1 metro e 68 cm.
E invece niente, mutismo assoluto, un egoismo spaventoso.
Pare che il coraggio venga dal cuore, frase retorica e ultra abusata, il cuore è un muscolo, non fa che pompare sangue dal primo giorno che si forma nell’utero fino a quando non muore nel corpo che lo ospita.
Il coraggio è frutto di raziocinio, per avere coraggio ci vuole soprattutto cervello, che è quello che dice a Don Abbondio di fronte ai bravacci “bono, statti bono”.
E hai voglia a dire che che siamo chiusi all’interno del “nostro piccolo mondo antico” come dei Fogazzaro di provincia.
Chi cerca di pre-occuparsi del sociale o degli sfruttati, oppure dei martoriati che non siano ucraini, l’unica variante possibile e accettabile, subisce il dileggio, lo spernacchio, la parodia, io in questo modo di scrivere coraggio non ne vedo nemmeno un po’, complicità con lo status quo tanta.
Più che coraggio ci vorrebbe coerenza, ma in giro se vede pochina, vittimismo tanto, autoassoluzione pure, ma la coerenza è un optional di cui troppi fanno a meno.
La lettera chiude con un auspicio, quello di vedere un po’ di coraggio pure qui, mi associo, perché fino ad oggi da quanto frequento il blog ne ho visto molto poco, tutti belli assiepati nella loro “comfort zone”, come è ingiusto che sia, BM inclusa.
Risposta
si, associati e magari la prossima volta che critichi e offendi il governo e anche me che secondo te sarei “muta” per “contratto, cosa che va oltre l’opinione ma rasenta la diffamazione, sottoscrivi con nome e cognome “veri”. Io lo faccio da sempre, A59, a differenza tua. Si può straparlare a vanvera, tanto c’è il “paravento”. Se questo lo chiami coraggio, allora hai ragione non viene da cuore ma da un cervello che pesa la convenienza e getta “ragionevolmente” il sasso e nasconde convenientemente la mano. Davvero coraggioso! Complimenti!
Gentile sig.ra Gazzato, le ho già risposto in precedenza che lei non sa niente di me, conseguentemente mi vedo costretto a respingere a lei quel suo “qualunquismo”.
E poi, non è che per caso vuole vuole addossare nientemeno a me l’inefficacia del governo che le sta tanto a cuore.
Mi sa proprio che il qualunquismo le si addice.
Fate le guerre, fate i “volenterosi”, fatelo con le vostre ristrettezze, coi vostri soldi e con la vostra pelle.
Ma fatevele da voi, senza scaricare a chi non ha sete di soldi e di potere.
Risposta
come potrà osservare ho cancellato la mia considerazione sui suoi commenti relativamente al qualunquismo che non era diretto a lei ma ai commenti che esprime qui, alle idee che porta a “nostra” conoscenza sul blog e limitatamente a quelli.
Quindi le rispedisco la sua accusa nei miei confronti che è diretta alla persona e perciò offensiva e potrei risponderle che lei non sa niente di me, come lei insiste a dire che io non so niente di lei, per cui la sua osservazione è del tutto inopportuna.
Ma oltre a questo, le farei notare che in “una vita precedente” ci conoscevamo virtualmente abbastanza perché lei si sentisse in diritto di insultarmi quasi giornalmente sul famoso blog che non sto qui a ripetere e altro che “qualunquismo mi sono sentita affibbiare da lei, signor Cosimo di cui non “sappiamo” nulla.
Inoltre ancora, questa non è una confraternita di milionari, ma un blog gestito da me e lei dovrebbe conoscermi abbastanza attraverso le centinaia di lettere che lo stesso blog ha pubblicato in Home page (quasi giornalmente) anche se io parlo molto poco di me per scelta.
Quindi, tiriamo un po’ le somme, lei si inalbera per una osservazione del tutto risibile e si indigna scrivendo ripetutamene che non so chi lei sia, mentre tutti e due sappiamo benissimo chi siamo e lei, sempre qui ogni volta che scrive qualcosa col poco tempo che “ci” concede, lo fa accumunando me ai lettori e partecipanti ad una banda di nullafacenti milionari che pensano solo alle proprie tasche e non mi pare che nessuno qui finora (nemmeno io) le abbia detto: ma con chi pensa di parlare, le non sa nulla di me.
E non è vero che, comunque, a prescindere dalla “vita precedente” lei qui non abbia detto nulla di sé, ha detto abbastanza per “inquadrarla” dentro un certo contesto ma io odio le etichette sia per me che per gli altri, credo che una persona abbia molte sfaccettature e che sia impossibile conoscerle tutte anche vivendo assieme, ma non mi risulta che qui né io né nessuno, l’abbia mai sottoposta a giudizi sommari e senza appello come fa lei ogni volta che entra qui.
Per cui, caro signore “sconosciuto”, se vuole scrivere qui, scriva pure, ma accetti di essere anche lei parte di questa piccola comunità e non una “entità superiore”, conceda che le si possa rispondere senza inalberarsi per ogni inezia. Altrimenti anche lei ha ampia scelta verso la quale rivolgere le sue “cortesi” attenzioni anche se la ringrazio per aver scelto questo blog e non sono certo qui a dirle di astenersi ma di considerare di attenersi ai temi proposti senza ogni volta fare l’esame del sangue a me o chi non le aggrada.
Per tutti
Ho la netta sensazione che ci sia una tendenza ( ormai instauratasi) a fare di questo blog una specie di ring con botta e risposta, colpi bassi, polemiche infinite , frecciatine velenose e dileggio quando non vere e proprie offese contro la sottoscritta.
Signori, se non vi sta bene il blog siete tutti liberi di trovarvi altri luoghi dove sfogare le vostre frustrazioni, dove portare le vostre istanze, molti ce ne sono che sarebbero entusiasti di accogliervi.
Ripetere ogni giorno lo stesso ritornello contro il governo, il main stream e l’accidente colpevole di tutti i mali del mondo, senza mai seguire i temi proposti ma andando sempre per la strada che più vi fa comodo, anche no.
Anche basta!
O cambiate tutti (tranne pochi e sanno chi sono)i toni e il modo di approcciarvi al blog, oppure cambiate blog, ne avete quanti ne volete a vostra disposizione.
Ah, dimenticavo, questo non è affatto un invito a non scrivere qui, ma al contrario è una richiesta di non esasperare gli animi, il mio in particolare, perché sono io che potrei decidere di mollare gli ormeggi e lasciare che la barca vada alla deriva. Volendo avrei anche altro da fare e da pensare. E faccio notare, sempre modestamente, che qui, io scrivo i post, io leggo e passo i commenti, io decido la “linea editoriale e ne rispondo in prima persona con nome e cognome, io sempre io lo tengo aperto da quasi dieci anni anche se in molti momenti avrei volentieri fatto anche senza questo impegno quotidiano che mi sono presa e però non chiedo niente a nessuno se non di rispettare quattro regolette minime che però noto vengono spesso e volentieri ignorate e bypassate.
I commenti spesso descrivono questo spazio in maniera negativa, ma non solo, alcuni commenti vanno sul personale e si accaniscono su di me che non sono mai il tema della discussione. E non intendo esserlo.
Qui siamo sempre in meno, ve ne sarete accorti immagino. E io però, faccio sempre più fatica. I temi sono sempre gli stessi, il “ritornello” è anche il mio? Bene, ma non potete pretendere che mi adegui ai desiderata di chi commenta. Chi commenta può decidere di aprirsi un blog a propria immagine e somiglianza e proporre i temi che crede opportuni. Non dico che siamo tutti d’accordo, questo no, ma che non debba essere continuamente al centro di polemiche pretestuose, processi e continui suggerimenti su cosa dovrei scrivere e come e perché.
Ripeto, ognuno è libero di dire quello che pensa ma se ogni giorno devo stare a leggere contestazioni infinite su cosa scrivo e non scrivo come e
perché, sento che potrei anche dare soddisfazione a chi non vede l’ora di vedere la parola THE END.
Ma per ora almeno, questa opzione non è alle viste, solo che ogni tanto vi devo dire come la penso a tutto tondo.
Grazie per la cortese attenzione.
Questo governo, egregia Blog Master, si offende da solo con l’operato quotidiano, vedasi la demenziale crociata contro le bambine col burqa o l’altrettanto demenziale (e ignorante) iniziativa del Ministro della “Distruzione” che stanzia nientemeno che 3.000 euro a istituto scolastico per installare i condizionatori.
Ma dove vive questo sul pianeta Pa-palla?
Ma quando è che la finirai di coprire ‘sti cialtroni?
Mai penso, mi sono imbattuto per sbaglio in una tua “opera” del dicembre 2025 sulle mirabilie di “quella là”, roba che nemmeno il duo “Bocchino&Donzelli” in coro diretti da Mario Sechi.
Nessuna frustrazione da parte mia, solo un sano riequilibrio di quello che leggo e… ma senti chi parla di ritornelli, Putin-Trump-Conte da lì non si esce, da anni.
Se l’invito è quello di cambiare blog, non so gli altri, ma posso accontentarti, basta avere il “coraggio” di dirlo.
Risposta
leggiti il seguito del mio post” a tutti” e magari vedi se puoi continuare a insinuare che mi manca il coraggio.
Signora Gazzato, la prego di credere che è mio interesse e mio obiettivo che il blog resti attivo e che sia vivace e ricco di spunti. Mi piacerebbe pure che fosse un cenacolo di persone intelligenti, competenti e attente che discutono in amicizia, ma se questo non è il suo scopo, va bene lo stesso.
Personalmente cerco sempre di essere moderato nei termini e di non attaccare gli altri utenti e neanche lei.
Sul fatto di non allargare i temi, invece, non sono tanto d’accordo. A meno che non si vada del tutto fuori tema o non si approfitti degli spunti che ci dà per parlare di Trump, di Putin o del governo anche quando non c’entrano niente, credo che arricchire il tema introducendo collegamenti e temi collaterali sia un valore aggiunto.
Magari con questo la farò arrabbiare, ma credo che lei dovrebbe prendere con più leggerezza i nostri errori e le nostre uscite maldestre, accordandoci il beneficio della buona fede.
Se si offende subito perché percepisce i nostri comportamenti come ostili o polemici verso di lei, non ne usciamo vivi.
A volte basta sdrammatizzare e torna la pace.
[…]leggiti il seguito del mio post” a tutti” e magari vedi se puoi continuare a insinuare che mi manca il coraggio.[…]
Mah, niente di nuovo sotto il sole cara Mariagrazia (posso scrivere cara anche se non sono d’accordo?).
Il tuo monito è ciclico, come le stagioni anche se non c’è più la primavera.
Certo la linea editoriale la detti tu, la moderazione è affar tuo, ma che la dialettica, anche aspra quando si confrontano opinioni contrapposte, sia il minimo sindacale è abbastanza scontato e tu, mia cara, affronti da sempre le questioni in maniera divisa e schierata, da che parte lo si è capito.
Siamo sempre meno è vero, però dare la colpa alla nostra presunta litigiosità e sorvolare sul menù che si ripete sempre uguale come il verso della gallina sulla via del Leopardi mi pare ingeneroso.
Faccio un esempio di “linea editoriale” (di destra), negli ultimi due mesi i temi reiterati riguardano Trump, Putin, Conte e il nuovo bersaglio Ranucci, poi altre cose sparse qua e là, random, ma sempre connotate a destra, attacchi a Sanchez, alla immancabile “spaccateste”, a Vannacci reo di non uniformarsi al “Gioggiapensiero”.
Tralascio le poesie che non mi interessano, i casi di cronaca nera che lascio di solito a una morbosità che non mi appartiene, a me per esempio di Garlasco non me ne fotte una beata tanto per capire e invece la tv è invasa da ‘sta storiaccia successa vent’anni fa, a tutte le ore, pura necrofilia televisiva.
Io non insinuo nulla, chiedo chiarezza e non minacce alla Zanicchi tipo “e qui comando io e questa è casa mia”, lo sappiamo chi comanda, siamo tutti attempati, scriviamo qui perché ci piace interagire, ma a modo nostro.
E devo dire che se devi bastonare non ti metti certo i guanti, meni come un fabbro ferraio, che poi personalmente è peculiarità che apprezzo.
Nessuno si accanisce su di te in quanto “te”, ma sulle opinioni che appunto sono “opinabili”, sai che palle un blog dove si discuto con i toni dei romanzi di Jane Austin?
Le discussioni sono frizzanti, chi discute ha visioni opposte dei problemi, della società, delle possibili soluzioni.
Si condisce piccante? Può essere, ma siamo tutti adulti e vaccinati e lì si ferma, come sai bene in partita ci possono essere contrasti duri ma per me e par di capire per quasi tutti, lì finisce.
I suggerimenti arrivano perché c’è un “sentire” differente e di dibattere su Trump e Putin ogni due giorni dopo aver scritto come i Jalisse “fiumi di parole” sul tema, alla fine a cosa porta?
Le tue risposte sono in fotocopia come le nostre dissertazioni, che ovviamente, rilanciano la propaganda russa, sono figlie del “pacifintismo” e del “putinesimo” che pervade chi non si adegua alla narrazione corrente guerrafondaia.
Insomma una tragedia trasformata in un tran tran anzi, nella succitata gallina.
E’ così se ti pare e pure se non ti pare.
E’ la grande differenza con il “vecchio blog” anche se non ami i paragoni, lì veniva scelta una proposte tra le tante che arrivavano, a discrezione della BM, sei stata pubblicata tante volte e hai dato adito a tante discussioni variegate, qui sei tu che imponi i tuoi temi e chi legge e scrive deve adeguarsi.
Ok, ci sta, ma lamentarsi di quel che ne viene fuori (per stanchezza credo) non mi sembra adeguato.
Credo di porre il tema in maniera costruttiva, poi se la risultante è quella alla “Giorgia del Grillo” della serie “Io sò io e voi nun siete un …” va bene uguale, chi siamo noi per tentare di sovvertire l’ordine precostituito? Nessuno, nemmeno mi chiamo Spartaco.
Per ciò ti ringrazio credo a nome di chiunque per il tuo prezioso sforzo, ma personalmente sono grandicello per farmi dire cosa fare e dire e come dirlo, quello che piace a te potrebbe non piacermi e credo che la partecipazione debba andare oltre il mero conformismo, poi è un’idea mia e quindi totalmente sbagliata.
Come dice uno con cui mi scontro spesso (amichevolmente da parte mia e credo anche sua), se reciti la parte di “Calimero” non ne usciamo.
Per quanto mi riguarda non cambio, così sono e resto.
Buona giornata.
Risposta
ah, così non cambi? “Allora lo vedi che la cosa è reciproca”?
Beh, dovrò cambiare io ma non so se ti/vi conviene…e se peggioro?
Cara “Magdagrazia”,
lo ammetto, hai trovato un modo sofisticato e originale per darmi del “rompicoglioni”.
Touché.
Se peggiori? Sarà un piacere scoprirlo.