Pensaci, Silvia

Quando ho letto la notizia: “Salis cancella il presepe al Tursi”, ho pensato subito a lei, nostra signora del manganello, quella che abbiamo mandato a Bruxelles perché non vada a fare casini in giro.

Invece si tratta della moderata, bella genovese al suo primo Natale da sindaca e che con questa decisione sta scatenando un putiferio in Giunta. Calma, dice, non strumentalizzate, farò il villaggio di Babbo Natale in Comune e così accontentiamo tutti.

Ma come? bisogna accontentare tutti a Genova? e perché di Grazia? Mi scambi un Babbo con Gesù bambino, i pastori, la grotta, i Magi? Non ci posso credere. Non ti facevo così “beduina” Silvia Salis, no anzi, fino a ieri mi sembravi un personaggio che poteva dire qualche parola in Campo, ora con questa follia ti sei dimostrata, scusa, pavida. Pavida si. Ma andiamo, ma che c’entra accontentare tutti? Non si può mai accontentare tutti è utopia. E per accontentare tutti, scontenti tutti…gli altri?

Errore madornale, secondo me ti costerà la tua carriera politica appena nata.

Tolleranza zero contro chi tollera di cancellare un simbolo come il presepe solo perché deve “accontentare” anche chi non è cattolico. Un simbolo è un simbolo e quello è “il simbolo “del Natale per i cattolici. Se ti posso dare un consiglio, ti suggerirei di cambiare idea e di farlo al più presto, magari puoi raccontare che non te la senti di andare contro le nostre tradizioni e un ripensamento è segno di intelligenza.

Pensaci, sei ancora in tempo.

Il monito

La Befana ha colpito ancora. Stanca di non stare sotto i riflettori ha pensato bene di spararla grossa e ha tirato fuori dal sacco un bel pezzo di carbone contro i giornalisti. Ha detto, mentre si trovava a blaterare a qualche evento da un palco coi soliti orecchini a pendolo, che l’assalto dei manifestanti Pro Pal alla sede de La Stampa a Torino del 28 novembre scorso rappresenta un “monito” perché i giornalisti tornino a fare il loro lavoro rappresentando i fatti.

Cioè? Mi ha ricordato Vittorio Gassman in una scena famosa del film “La marcia su Roma”, dove dice a Tognazzi, mentre i due stanno bruciando una pila di giornali: “se non vogliono che bruciamo non stampassero” e giù una risata sgangherata da improvvisati militanti fascisti in realtà poco convinti. Ecco, Albanese è come quel personaggio sgangherato che si mette la camicia nera per tirare a campare, lei approfitta di uno squallido attacco squadrista contro la sede di un giornale per lanciare il sasso della solita provocazione, becera ed inutile. ma soprattutto molto pericolosa.

Poi si corregge, ma non si scusa, dice che l’hanno travisata perché lei “fa paura”…beh certo un po’ paura la fa questa Befana travestita da strega che si da arie da Fallaci ma in realtà è una poveretta manipolatrice malata di protagonismo. Il giornalista David Parenzo ha detto che è un’istigatrice di odio e meriterebbe che le togliessero tutte le onorificenze. Si, avrebbe bisogno soprattutto di uno bravo, oppure di togliersi quella maschera di ipocrita sostenitrice dei palestinesi dei quali mi sa le frega meno di zero. Quello che le importa è fare la bella statuina agli eventi in suo onore, essere portata in trionfo perché, nascosta sotto la maschera di “relatrice speciale ” dell’ONU, fomenta odio contro gli ebrei.

Un personaggio squallido che trova chi la osanna perché rappresenta un’ eroina che lotta per la pace quando in realtà è solo una malata di protagonismo, piena di sé arrogante e sfrontata. Un pessimo esempio per tutte quelle donne che combattono davvero tutti i giorni una battaglia silenziosa contro la sopraffazione e la discriminazione, senza ottenere le luci della ribalta ma, molto spesso il carcere e persino la morte.

Non c’ha il fisico

La proposta del disegno di legge di istituire una leva volontaria sta sollevando il solito polverone. Ci vogliono mandare i figli in guerra, dicono i pacifisti. Certo la proposta è di quelle che fanno un po’ impressione. Ma come, soldati i nostri figli? ma se sanno appena appena allacciarsi le scarpe (senza lacci) figuriamoci abituati come sono agli apericena, doversi confrontare con il fango delle trincee, ma per carità!.

Beh, si, la proposta è oscena, Crosetto l’ha buttata li ma sa bene che si dovrà ragionare molto prima di far digerire agli italiani una cosa simile. Abituati ad essere redditati di cittadinanza, con lo spritz sempre sul banco del primo bar sotto casa, la macchina pagata da papà, la vacanza al mare o ai monti garantita dalla pensione di nonno, beh a fare il soldato (o la soldatessa) potrebbero avere seri danni al processo di crescita, altro che casa nel bosco.

Mah, sono perplessa, la vedo male questa leva che prevede levatacce e altre difficoltà, come ad esempio, dover tenere spento il cellulare, almeno nei momenti di allenamento a percorsi di guerra o al salto dei fossi. Non la vedo proprio la nostra gioventù a fare a meno delle comodità cui si sono assuefatti in tanti anni di disoccupata laboriosità tra un esame mancato e un diciottesimo in riva al lago…

No, non mi sembra cosa e poi Putin ha detto che non ci attacca e di lui ci si può fidare, ha una parola sola e una sola parola. Possiamo stare tranquilli e attaccarci al monopattino…questa della leva è un incubo mattutino del ministro della Difesa, ma appena si risveglierà si accorgerà di averla sparata commisurata alla sua stazza.

Una corsetta nel parco gli servirà a sbollire i residui della “sbornia” che gli ha dato questa ispirazione e se ne pentirà amaramente. Già pochi sono i guai che ha, chi glielo fa fare a complicarsi la vita? Il mediano è meglio farlo fare a Giorgetti, lui Crosetto non ha il fisico.

https://www.rainews.it/articoli/2025/11/reintrodurre-la-leva-in-italia-la-proposta-di-crosetto-in-risposta-al-nuovo-contesto-di-sicurezza-18db16d3-09a5-496a-80d1-b2bd48e01825.html

Salvare il salvabile

Qualcuno in Usa chiede le dimissioni di Witkoff, l’inviato speciale di Trump per le relazioni tra Russia e Ucraina e per mediare tra i due. Il piano di Trump in 28 punti è in realtà il piano di Putin (ora ci sono le prove) ma agli ucraini non va giù che dopo quattro anni di guerra si arrivi a dargli tutto quello che chiede a mani alzate. Significherebbe dargli anche le chiavi di casa, il portafoglio, quanto di più caro perché tanto dopo lui se li prenderebbe, sarebbe accelerare il processo di russificazione dell’intera Ucraina non di parte del suo territorio e sarebbe dare ragione a Putin che gongolerebbe e si inorgoglirebbe di più e magari fargli credere che se insiste un po’ gli viene dato tutto e un bacio sopra.

L’agenzia Bloomberg ha pubblicato una telefonata tra Witkoff e un alto funzionario russo dove i due parlano tranquillamente da buoni amici su cone arrivare ad un accordo sull’Ucraina e Witkoff suggerisce di essere ottimisti perché anche se sa quanto sia difficile ottenere un accordo, è meglio essere ottimisti perché la possibilità di ottenere territori ucraini è sempre più concreta e ha inoltre suggerito le modalità di interlocuzione tra Putin e Trump per convincere quest’ultimo a venire incontro ai russi. Come se ce ne fosse bisogno.

Insomma qualcuno ha spiato e qualcuno ha spifferato. Non si sa chi, si possono solo fare congetture, resta il fatto che il famoso piano di pace, ridimensionato dagli europei e già scartato da Putin. è la prova vivente delle manipolazioni di Trump e dei suoi per far ottenere ai russi quello che vogliono. Dargli semaforo verde su tutto e tradire alla grande le promesse fatte al povero Zelensky.

Non ci voleva molto a capirlo ma ora, con questa telefonata carpita da qualche secret service che non si paleserà data la sua segretezza, sappiamo per certo come agiscono gli scagnozzi di Trump, nero su bianco.

Che speranze ci sono dunque che la guerra finisca? Meno di zero, per ora, Putin non cede di un millimetro e anzi ha detto che queste rivelazioni servono ad affossare i piani di pace. Ma va? Se lui accetta solo i suoi piani è difficile che dopo quattro anni di guerra gli ucraini gli spalanchino le porte e inneggino al salvatore. Proprio ora che hanno un esercito tra i più efficienti al mondo. Dovrebbero alzare le mani e issare bandiera bianca?

Sono stati coraggiosi e determinati fino ad ora e se accettassero sarebbe una tragedia per loro e anche per noi che saremmo esposti allo strapotere di uno che ha dimostrato fino a dove possa arrivare per ottenere i propri scopi.

L’Ucraina fin che c’è Zelensky non cederà, auguri, ha tutta la mia comprensione e spero che non molli e resista, anche se tutto sembra andargli contro e lui si trova nel centro dell’uragano spero che riesca a tenere il timone in rotta e portare in porto la nave, salvando tutto il salvabile.

Per una volta

I giochi in regione sono fatti, gli italiani hanno votato. Punto. Pochi a dir la verità, l’astensione è il primo partito. Ora sono tutti li a contare i voti, io di più tu di meno, io salgo tu scendi, come sempre, ma, in generale si potrebbe dire che il bipolarismo italiano costituito dal centro destra e il centro sinistra è pienamente rispettato. Salvo errori ed omissioni. Sono tutti sulle scale mobili e si fanno ciao con la manina.

Mi fa piacere che il “povero” Sangiuliano, ex ministro, abbia battuto quella che lo ha menato, quella Rosaria (la) Boccia e la faccia tanto tosta della sua ex amante che ha raccolto ben 89 voti ed è rimasta col boccino in mano, mentre San ne ha presi quasi diecimila. Col cappellino rosso Maga era ben ridicolo (Make Naples great again) ma ha centrato l’obiettivo. Ormai la ridicolaggine è la sua cifra distintiva e ne va fiero.

Come certamente saprete nel mio Veneto ha “fatto stricche” zio Zaia, eh si, più che Stefani (un “ragazzino” molto sveglio) ha vinto lui, il soldato Luca, quello che ci ha fatto digerire i duecento metri durante il Covid ma che era sempre presente contro il virus ogni giorno in Regione a combattere e questo ha inciso profondamente sulla stima che i veneti hanno acquisito nei suoi confronti. Un “vignaiolo” sobrio, talvolta persino elegante, molto veneto nei modi un po’ bruschi ma signori…insomma che dire? Lui è ancora presidente e neppure troppo ombra (ma neppure ombretta). Salvini può ben gioire ma la Lega deve solo a lui la valanga di voti che ha preso al nord dove lo stato è visto come un vampiro e spesso lo è.

Mentre al sud ha vinto ‘sto benedetto campo largo, cioè larghe intese col Conte del PD e Fico può ora intestarsi quel ruolo prestigioso e smettere di vivere di rendita e girare in gozzo e darsi da fare almeno per vista politica. Il grillino ha vinto per il suo fascino sicuramente, ma anche perché da quelle parti lo stato è visto soprattutto come assistenzialismo alla bisogna e la bisogna c’è sempre. Il Reddito di fannullanza ha lasciato il segno nel cuore e nell’anima e qualcuno che ha pensato che poteva ritornagli in tasca, sicuramente c’è stato…qualcuno, ovvio, tutti gli altri hanno premiato il valore dell’ex presidente della Camera, bello e possibile. In Puglia è stato confermato Decaro, e go caro…

Dunque? Non lo so, questa è una analisi molto spicciola direi quasi minima, tanto alle politiche è sempre tutta altra musica. Intanto il partito della premier ha preso più voti delle ultime regionali mentre il Movimento ne ha presi di meno, va beh, ma anche chi se ne importa?

Però Fratelli d’Italia ha invitato per una bicchierata tra nemici tutti gli esponenti dell’opposizione, nessuno escluso (una lista dettagliata e persino pedante) alla festa di Atreju che si terrà la seconda settimana di dicembre. Pare che tutti abbiano risposto che ci saranno, Renzi in prima fila a guidare la delegazione.

Schlein ha detto si però vuole confrontarsi con la premier (lotta libera nel fango) mentre i due di AVS ci devono pensare e consultare l’agenda. Ilaria Salis ha detto che ci va solo se può portarsi il manganello, ma non mi pare che l’abbiano invitata.

Beh, tra questa rimpatriata (lo slogan è “di parte ma non di partito”) ci sarà pure qualche personaggio che spicca. Vedremo se qualcuno spicca perché, non so voi, ma io ho una grossa tentazione di disertare le urne alla prossima. Ma poi lo so che ci andrò, è più forte di me esercitare il mio diritto a dare il mio prezioso voto a chi non se lo merita.

Ma perché questi signori per una volta, non lo danno loro a me?

Un volo a planare

Sono scesa piano, ho lasciato che la brezza mi facesse planare morbida sopra le ortensie. Non ho opposto resistenza.
Ho fatto i miei calcoli, la traiettoria era giusta. Ci azzecco quasi sempre.
Oggi la brezza era più sostenuta di ieri ma ho controllato il volo a meraviglia.
Ma ho trovato un ostacolo imprevisto.
Uno di quei cosi pelosi sempre col muso all’insù a cacciare… e con le coda che mulina da tutte le parti…ma sì, un gatto.
Si era messo sulla mia strada e mi stava per tirare un brutto scherzo.
Ma io l’ho gabbato il felino. Ci vuol altro. Non fosse bastato il calabrone a reazione schivato per un pelo.
Hanno un bel dire che vita facile facciamo. Li vorrei proprio vedere i criticoni e farmi quattro grasse risate alle loro spalle.
Ho dato una scrollatina d’ala e via, ma la strizza… basta.
L’ortensia sulla quale sono atterrata oggi, vista dall’alto, vi assicuro che è tutta un’altra cosa.
Sembra una di quelle montagnole di sabbia al mare, quando il sole scende e il cielo diventa rosaturchino.
Mi piace il mare, scivolo sulle onde sfiorandole e loro mi rincorrono.
Dicono che siamo sempre di meno per via dell’inquinamento, boh, io non ci penso, ci penserà Chididovere, sembra che sia uno che sa tutto.
Io ho questa filosofia:” del doman non v’è certezza”. Dicono che facciamo una vita insulsa, di fiore in fiore, tutta invidia. Brutta malattia.
E dicono che siamo sempre meno anche perché ci infilzano con degli spilloni per metterci sotto vetro e portarci le umane a rimirarci. Bella roba!
Io spero di non essere rara perché pare che sia pericoloso. Non vorrei essere nei panni di un Macaone. Brrr.

A volte mi capita di avere qualche flash-back di vite già vissute, pare che gli umani ci identifichino con le anime dei defunti. La chiamano: metempsicosi. Io quasi, quasi ci credo perché a volte sogno
che ballo allacciata ad un umano, moro, belloccio, alto, sorridente..
Io in un’altra vita, o desiderio di appartenere ad un’altra specie? Troppo difficile per la materia grigia di cui dispongo. Conosco i miei limiti.
E poi oggi c’è un sole così bello e questo giardino è pieno di fiori che…
Ma ieri ho passato un brutto quanto d’ora. Ad un certo punto, mentre mi facevo una scorpacciata di polline è venuta giù un acqua…, d’improvviso, un vento e un acqua da far spavento. Mi sono rifugiata sotto una foglia di platano.
Avevo lo stesso le ali fradice e per tornare a volare o dovuto aspettare che il sole le asciugasse.
Pare facile.
Toh, ma che bell’esemplare di lepidottero…ma cosa fa? Mi gira intorno, svolazza e …scappa.
Scappa? Sono una farfalla non una mantide religiosa. Chi li capisce questi?
Peggio per lui, ora mi faccio un giro su quel prato, hai voglia i farfalloni che ci sono.
C’è un cane laggiù che si trascina dietro un’ umana …un po’ arrancante, troppa ciccia, signora.
Mentre io, immodestamente, ho un vitino di vespa, cioè, no, di farfalla.
A proposito di vespe. Hanno una sicumera, un’arroganza, sempre lì con quel bizz bizz fastidioso, dove passano loro non ce n’è per nessuno. Prepotenti!
E pure maleducate. E già, chi gliela insegna l’educazione a quelle? Nessuno. Dicono che noi agiamo d’istinto che ho capito essere una cosa che non ti insegna nessuno ma che hai già dentro. Chissà da dove arriva e chi ce l’ha messo? Boh.
Ho svolazzato sopra il fiume, a pelo d’acqua, schivando le anatre e poi mi sono tuffata a pesce, cioè a farfalla… ma poco perché l’acqua mi rovina le ali…ma era così bello.
Poi mi sono lasciata asciugare dal sole, sulla riva, tra i ranuncoli…ragazzi che bella la vita!

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Le madri non muoiono. Diventano farfalle, fiori, nuvole, tramonti.
Diventano pensieri d’amore che ci accompagnano sempre e sono con noi in ogni istante. Una musica dolce o un vento leggero che se ascoltiamo attenti ci riporta le loro voci.

La pappardella

Qualche leggina in più, la decisione di contare le donne uccise con diversi metri di valutazione e trimestralmente fornire i dati (incomprensibile), dare più rilievo al fatto che “gli omicidi sono in calo” e comunque…è meglio non dare i numeri…sembra che i numeri portino ad “esacerbare” il dibattito. Come se i numeri fossero loro i colpevoli della strage di donne morte ammazzate, uccise dai “compagni”. Questo in sintesi quanto avviene di recente nella lotta contro la violenza sulle donne. Neppure il governo guidato da una donna riesce ad incidere significativamente su un fenomeno ormai strutturale e del quale si sente serpeggiare una sorta di rassegnazione, quasi fosse dato per “scontato”.

Ma si, ma dai, non facciamone una tragedia, in fondo tante donne se la cercano la violenza, non capiscono quando è il momento di tacere o di parlare e quando denunciare, se denunciare e come, perché, quando…e blablabla.

Veramente comincio a provare anch’io un certo senso di scoramento. Continuare a scrivere di questo quando so per certo (quasi) che ci sarà (forse) chi leggerà distrattamente e penserà che si tratta della solita pappardella femministaiola..lo so per esperienza. Ma so anche per esperienza che a me le critiche fanno l’effetto di insistere non di desistere e se sbaglio sbaglio, me ne prendo tutta la responsabilità. E allora insisto.

Il tema è ormai stato dibattuto e studiato ma mai abbastanza secondo me. L’amore, il matrimonio, il legame tra due persone che possono decidere individualmente o consensualmente che qualcosa è cambiato e che le premesse o le promesse possono venire meno, essere dimenticate o tradite o semplicemente sciolte, sembra essere un nodo difficile da districare perché troppe relazioni finiscono con un femminicidio. Uccidere per “amore” è un ossimoro e dire ti uccido perché ti amo, un’assurdità. Ma, a questo punto di ormai quasi non dico accettazione, ma simil rassegnazione ad un fenomeno odioso e devastante per tutta la società, mi sono convinta che a dover essere aiutati siano più gli uomini che le donne. Gli uomini che si dimostrano così fragili da non saper accettare la separazione e preferiscono uccidere quella che rappresenta per loro un fallimento, piuttosto che riconoscere che hanno sbagliato qualcosa e che semplicemente l’amore può finire e che la famigliola del mulino bianco è solo una effimera illusione. E che una coppia per durare ha bisogno di attenzioni continue e sacrifici e comprensione e maturità e adattamento e molto altro ancora. E che sono gli uomini più che le donne a cui andrebbe insegnato a vedere nella chiusura di un rapporto, non la loro fine ma un nuovo inizio, un’opportunità di crescita e una nuova possibilità. Invece di uccidere il proprio futuro, dovrebbero imparare a coltivarlo e a considerare la fine di una relazione per quello che è: qualcosa che può succedere come altre cose nella vita e che va accettato e compreso e superato ed elaborato e questo richiede fatica e dolore e andrebbe loro insegnato fin da bambini, che la fatica e il dolore sono parte essenziale della vita e servono a maturare e a capire e a capirsi.

La violenza non aiuta a questa comprensione ma la nega e negandola nega la vita stessa e la sua difficile evoluzione. Qualcuno qui ha scritto tempo fa che nelle manifestazioni di piazza la violenza può essere se non accettata “compresa”, quasi funzionale alla protesta perché ogni protesta, ogni contestazione ha bisogno di essere visibile e solo la violenza ha la forza di rendere una protesta, qualsiasi protesta, tangibile.

Riconosco che da un certo punto di vista aveva ragione, si, la contestazione è da sempre un’arma per rendere visibile un problema, senza una posizione critica non esiste dibattito e non c’è crescita in nessun campo, tutto si blocca, diventa una morta gora in cui tutto langue e sopravvive a malapena e possono nascere forme “virali” difficili da combattere. Ma, allo stesso modo, riconosco che la violenza è una degenerazione della protesta, non la sua esaltazione e nella protesta di un uomo che viene lasciato c’è un furore anche comprensibile, ma che non si deve mai tradurre nella soppressione dell’oggetto di tanta sofferenza (come nella protesta di piazza, la violenza ne diventa l’aspetto peggiore e da evitare), perché l’amore non può mai diventare un cappio che può strozzare, l’amore è libertà e la libertà e l’amore vanno di pari passo insieme e devono tradursi in una relazione matura che non uccide l’altro ma che lo aiuta a superare anche il momento doloroso della fine di una relazione e il distacco che ne consegue. Senza tramutarlo in tragedia.

Angeli in coro

Una forma brillante

una testa danzante

gruppi svogliati di nuvole bianche

come angeli in coro

le fanno giostra intorno.

E lei appare e scompare

lascia la scia di luce

sopra la tenda nera

scopre un sorriso incerto

ma lancia fulmini d’oro.

Poi un fascio di luce

e ancora una volta sorride

e scompare e riappare

specchiandosi nella laguna

e mi lascia sconvolta

ammirata e senza fiato.

Luna.

Puledrini

Francamente non mi sento di unirmi al coro di proteste per l’allontanamento dai genitori dei tre bambini che vivevano con loro in un casolare nei boschi a Palmoli una località in provincia di Chieti. Dubito che i magistrati che hanno ordinato la presa in consegna dei bambini da parte degli assistenti sociali, non abbiano valutato a lungo l’opportunità di emettere un provvedimento così grave. Tutta una serie di circostanze hanno permesso di arrivare alla determinazione, nell’interesse dei minori, di accoglierli in una casa protetta assieme alla madre e di togliere momentaneamente la patria podestà ai genitori.

Non si rilevano maltrattamenti o abusi di alcun genere, i bambini stanno bene, ma i due aspiranti Hippies anglo australiani, si sono dimostrati incuranti di vivere in un paese dove ci ci sono più leggi che lampioni della luce e pretendevano di costringere i tre bambini a vivere in un casolare fatiscente, senza servizi essenziali e senza frequentare la scuola.

Fino a che sono loro due a volere vivere a contatto con la natura privandosi anche del minimo essenziale per la sopravvivenza, sono fatti loro, ma se ci sono di mezzo dei bambini devono essere consapevoli che lo stato ha l’obbligo di intervenire per tutelarli.

Spero che i due vengano a più miti consigli e che dietro suggerimento di persone competenti adeguino il loro stile di vita in modo da adempiere agli obblighi di legge e poter ritornare a convivere con i propri figli. Se li hanno, come pare, così cari, dovranno prendere atto che i loro figli non possono vivere come dei puledrini allo stato brado, ma devono avere la possibilità di vivere in maniera da favorire una crescita il più possibile armoniosa e integrata all’ambiente circostante e quindi andare a scuola dove si possono confrontare con altri bambini della loro età e anche l’abitazione deve essere in qualche modo fornita di un minimo di accorgimenti che gli permettano di crescere sani in un ambiente che ottemperi alle norme igieniche e sanitarie.

Non credo che sia una cosa impossibile e se vogliono riavere i figli credo che dovranno accettare che la civiltà entri a far parte della loro vita quel tanto che basta per non essere dichiarati inadeguati a crescere i propri figli.

Tristezza, per favore va via…

Non so voi ma io non ne posso più di leggere necrologi e coccodrilli. Oggi leggo della morte improvvisa di Ornella Vanoni e leggo anche le dichiarazioni dei colleghi e di Fazio che le si era attaccato come una sanguisuga per risollevare forse l’audience un po’ a corto di interesse ai suoi siparietti ipocriti e alle baggianate pseudo umoristiche della sua pupilla Litizzetto. Insopportabili entrambi e non li guardo mai, ma mi è capitato di vedere qualche spezzone dove c’era lei, Ornella, quasi una di famiglia. Ora mi dispiace naturalmente, anche se capisco che l’immortalità neppure per i divi o le persone di spettacolo è un dato acquisito, ci vorrà forse ancora molto tempo prima di arrivarci. Inutile dire che mi piaceva un sacco, tutte le sue canzoni e anche il suo modo scanzonato e la sue verve e vis comica e lei come donna non come personaggio, anche se non l’ho conosciuta personalmente, credo che fosse veramente come si rappresentava. E credo che molte donne si siano sentite rappresentate da lei e dalla sua originalità e assenza di banalità e voglia di stupire, sempre.

Ma mi fa più tristezza leggere le parole famose di circostanza dei vari personaggi che si sono già espressi e ancora lo faranno, ci saranno le code per esprimere la tristezza “che non va via” di quanti l’hanno conosciuta, apprezzata, invidiata e anche e soprattutto molto criticata.

Che tristezza!