Crudeltà assassina

La crisi abitativa, la speculazione edilizia e la politica. Messi assieme questi tre ingredienti fanno saltare il governo spagnolo del socialista Pedro Sanchez, il quale, ultimamente si è trovato spesso al centro di polemiche. Ora la crisi. Sanchez si dimette a causa di alcuni provvedimenti sulla casa che non sono stati approvati. Mancava poco allo scadere del suo mandato e forse questa crisi potrebbe per lui trasformarsi in opportunità, o opportunismo.

Le proteste in tutto il paese di questi giorni, a seguito dello sfratto di una donna di 87 anni, portata fuori dal suo appartamento in barella, dai sanitari, sono la miccia che ha innescato la crisi. “Maricarmen non è sola” scandivano i manifestanti. E per lei era arrivato finalmente un provvedimento che le permetteva di rimanere nella sua casa. Ma ormai è inutile: Maricarmen è morta ieri all’ospedale dove era ricoverata dopo il traumatico sfratto, non ce l’ha fatta. Lasciare in quel modo la casa dove aveva vissuto tutta la vita per lei è stato uno choc che l’ha uccisa.

La crudeltà dimostrata dagli speculatori che per sette anni l’anno torturata con le carte bollate e le richieste di pagare un affitto esoso che non poteva sostenere e quella scena di lei trasportata in ospedale, cacciata senza pietà mentre la folla tentava di fermare l’esecuzione dello sfratto, resteranno a lungo nella memoria degli spagnoli e non solo. La speculazione sta facendo danni enormi ovunque ed è dovere dei governi imporre regole severe con urgenza.

Sanchez ora ha approvato dei decreti per cercare di tamponare una situazione che va avanti da anni, ma per Maricarmen è troppo tardi. Avrebbe dovuto pensarci prima e forse è tardi anche per lui per recuperare la fiducia che gli spagnoli dopo questa tragedia faranno fatica a confermargli. Ha fatto cose buone ma ha forse trascurato uno dei problemi più sentiti e gravi del nostro tempo: la barbarie di una speculazione assassina che va fermata con tutti mezzi.

12 commenti su “Crudeltà assassina”

  1. Credo che le considerazioni della BM valgano per le città d’arte italiane, mentre mi risulta che in Spagna la situazione sia diversa.
    Ho un’amica che vive a Siviglia, e si è lamentata più volte che le leggi di Sanchez avevano creato una situazione di estrema tolleranza verso gli inquilini morosi e addirittura verso gli occupanti abusivi di case. Molti si sono trovati la casa al mare uccupata da una famiglia di immigrati e non sono riusciti a riaverla.
    Questo spiegherebbe perché la proposta fatta da Sanchez a seguito dell’episodio dell’anziana è stata bocciata. Probabilmente l’episodio stesso era diventato una questione di principio e una ripicca tra l’inquilina e la proprietà, perché sembra che non fosse così povera.
    Per inciso la mia amica possiere un bar che ha affittato, e con quell’affitto ci paga il mutuo per la casa dove abita. Se quelli del bar non pagano, perde la casa. Mia zia possedeva un appartamentino al terzo piano senza ascensore e, diventata vecchia, lo diede in affitto e andò a vivere in affitto in un appartamento al primo piano.
    Questo per sfatare il luogo comune che il proprietrio è la parte forte e l’affittuario è la parte debole. A volte è il contrario: l’affittuario è diventato benestante e si potrebbe permettere una casa sua, ma preferisce stare in affitto perché paga poco o non paga affatto.
    Non tutti i proprietari sono società immobiliari che speculano.
    A carattere generale penso che l’assistenza ai bisognosi sia un compito dello Stato, e che non possa essere messo a carico dei privati, anche perché non tutti i proprietari sono società immobiliari che se lo possono permettere.
    Se una persona indigente non paga l’affitto o ha occupato una casa non sua il proprietario ha il diritto di recuperare l’immobile, e tocca allo Stato trovarle una sistemazione alternativa; per esempio, in albergo, in casa famiglia, e simili.
    Ricordo che una decina d’anni fa un albergo a 3 stelle, l’Hotel Porto Pozzo, fu usato dal Comune di Santa Teresa Gallura per tre anni come centro di accoglienza per immigrati, che lì ricevevano un trattamento di pensione completa.
    Si potrebbe fare anche per gli sfrattati e per gli occupanti abusivi. Roma, per esempio, è piena di immobili vuoti che potrebbero essere riconvertiti.

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    nel post parlo della situazione che si è verificata nel caso citato a Madrid, questo_
    https://www.fanpage.it/esteri/laffitto-passa-da-500-a-2-650-euro-al-mese-l87enne-maricarmen-sfrattata-dopo-70-anni-nella-stessa-casa/
    Quindi per lei la donna avrebbe dovuto pagare 2600 euro alle stesse condizioni solo perché qualcuno aveva comprato lo stabile per specularci sopra? Non bastava un aumento ma non così alto? Della serie, se puoi pagare bene se no non mi frega nulla che hai pagato per 70 anni con regolarità, ti caccio anche se hai cento anni e posso farlo…
    Lei ritiene giusto fare questo tipo di strozzinaggio? Davvero complimenti!
    Da noi non è diverso certo, ma qui sto parlando della crisi spagnola non di quella italiana come lei vuole far intendere. Solo perché ha le amiche a Siviglia…
    Ma perché non commenta quello che legge invece di quello che non vede scritto? La sua puntualizzazione è fuori luogo, come nel suo stile.
    E se anche fosse stata ricca Maria Carmen aveva tutto il diritto di restare dove aveva vissuto per 70 anni senza ingrassare degli sporchi speculatori che si fanno ricchi sfondati sfrattando che ha pagato tutta la vita e non è li gratis. Vanno sfrattati quelli che occupano abusivamente, non pagano per anni quando potrebbero farlo, ma scacciare una donna che ha sempre pagato solo perché si rifiuta di regalare i suoi soldi ad uno sporco speculatore è un crimine.
    Lei, Lenzini, riesce sempre a dire la sua in maniera “graziosa” ma che in realtà rivela più spesso presunzione e una puntina di “paternalismo”. E ormai posso leggere i suoi commenti prima ancora che lei li scriva!
    PS: e se lei non lo avesse capito e non lo ha capito, nel post dico che anche Sanchez sta speculando su questa tragedia cercando di farsi rieleggere proprio spingendo su questo. E se gli spagnoli sono scesi in massa a protestare significa che la situazione lo richiede. Non avevo dubbi che lei avrebbe approfittato per fare le sue puntualizzazioni a “integrazione” e dare lezioni dalla sua cattedra. Le “risulta” male Lenzini, la situazione è tale da aver costretto il governo a dimettersi per cercare di approfittarne in corsa. Bello il socialismo di Pedro!

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    • “Quindi per lei la donna avrebbe dovuto pagare 2600 euro alle stesse condizioni solo perché qualcuno aveva comprato lo stabile per specularci sopra? Non bastava un aumento ma non così alto? Della serie, se puoi pagare bene se no non mi frega nulla che hai pagato per 70 anni con regolarità, ti caccio anche se hai cento anni e posso farlo…
      Lei ritiene giusto fare questo tipo di strozzinaggio? Davvero complimenti!”

      Signora Gazzato, la sua domanda retorica dimostra che non ha letto il mio messaggio o non ha colto il senso.
      Lo ammette lei stessa che non li legge perché sono prevedibili. Invece li dovrebbe leggere, e senza saltare le righe.

      Io ho affermato tutt’altro.
      Ho affermato che dare un tetto a chi non ha possibilità economiche è compito dello Stato, e ho anche indicato come potrebbe fare.
      Mi rifiuto, invece, di accettare che i privati cittadini si debbano far carico a proprie spese dell’assistenza alle persone bisognose se lo Stato non lo fa.
      Ma non credo che fosse il caso in questione perché, se le hanno chiesto 2600 euro, vuol dire che la signora stava in un appartamento di lusso; e i lussi vanno pagati.

      E’ evidente che il caso è stato creato e montato ad arte per manovre politiche. Trovare una sistemazione per l’anziana era come risolvere il problema delle tazze col manico a sinistra. Evidente che c’era la volontà di non risolverlo.

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  2. Ci sono un paio di cose che mi fanno venire il mal di testa. Una è proprio quella di non riuscire a capire come non si riesca a mettere un tetto, anche modesto, sulla testa di chi non può permettersi un affitto ai prezzi attuali. Per tirare su 2 muri o rimettere in sesto una vecchia caserma abbandonata e farla diventare abitabile non ci vogliono fiumi di denaro e nemmeno tanto tempo.
    Stiamo parlando della Spagna, ma qualcuno darà colpa alla Meloni.
    Da noi invece si fa fatica a liberare una casa quando qualcuno decide di occupartela e cambia la serratura. Nei decreti sicurezza c’era qualcosa in merito, vedremo se l’altra cosa che mi fa venire il mal di testa andrà estinguendosi.
    Anche perché non possiamo più contare sul Gabibbo.

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  3. Bisogna essere davvero cattivi e con uno stomaco ricoperto di fitto pelo per agire come questi speculatori (un conto sono gli investimenti privati un conto quelli di società che sempre di più acquistano case in centro citta per adibirle a alloggi temporanei, sfrattando gli inquilini che sono spesso anziani e con scarse possibilità economiche).

    https://www.fanpage.it/esteri/laffitto-passa-da-500-a-2-650-euro-al-mese-l87enne-maricarmen-sfrattata-dopo-70-anni-nella-stessa-casa/
    questo è un caso che ha fatto scalpore perché la combattiva inquilina non ha voluto cedere fino in fondo, ma arrivare a scomodare la polizia in assetto antiguerriglia e sfondare il portone con un ariete per scacciare una donna di 87, metterla in mezzo ad una strada dopo che per una vita inter ha sempre pagato l’affitto, è una cosa che grida vendetta. E chissà quanti altri casi invece non finiscono sui giornali.

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  4. E’ un caso ricorrente. Qualche decennio fa le case nei centri delle città avevano scarso valore. Erano costruzioni vecchie, spesso senza ascensore e senza parcheggi nelle vicinanze.
    Le famiglie si trasferivano nei nuovi quartieri moderni in periferia, mentre al centro restavano gli anziani, che si ritrovavano ad occupare da soli (il più delle volte da sole) degli appartamenti troppo grandi per loro.
    Tutto andava liscio fino a che l’affitto si manteneva basso, ma era un modo di abitare irrazionale; spesso l’anziana usava solo due-tre stanze e le altre le teneva chiuse per non doverle pulire.
    Logico che, una volta che quegli appartamenti diventavano prestigiori e richiesti, si chiedesse all’inquilino di lasciarli. Non esistono più locazioni a vita. E, per una persona anziana sola, l’ideale è un appartamento raccolto con 2 camere, bagno e cucina abitabile.
    Traslocare non è una tragedia; è solo una seccatura. Io ho traslocato 8 volte in 6 città diverse.
    Quindi, abbiamo due tipologie di sfratto diverse: lo sfratto di persone indigenti che non si possono permettere l’affitto, e lo sfratto di persone che non accettano di cambiare casa e quartiere per non cambiare le loro abitudini. La soluzione non può essere la stessa.

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    ha dimenticato il terzo tipo: quello che si attua sfondando la porta di casa di una quasi novantenne con l’ariete e trascinandola fuori in barella dai sanitari che poi la devono ricoverare in un ospedale dove dopo tre giorni muore.
    Un metodo “razionale” per liberare le case del centro da vecchi rompipalle nostalgici e inadeguati ai tempi che vivono. Mi sa che la povera Maria Carmen farà scuola. Non c’è limite al peggio…della “razionalità”

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  5. Ullallà che letterona, sembra di leggere un intervento a caso della “spaccateste” sulle tensioni abitative e le speculazioni finanziarie edili ai danni della povera gente.
    Ma che è successo?
    Pensavo che Mariagrazia fosse sulle posizioni che so di una Sardone, di una Ceccardi, di una Tovaglieri e invece guarda cosa ti combina…

    Temo poi che “chi” non darebbe mai una colpa alla “Meloni”, non sappia bene quanto costi costruire ex novo e nemmeno ristrutturare, un po’ come quei somari dell’attuale governo che pensano possano bastare 100.000 € per un alloggio nuovo nel 2027 (il 26 ormai è andato).
    Al grezzo: Da 600 a 1 000 €/m² (sola struttura, tetto, senza impianti né finiture)
    Al grezzo avanzato: 1 000 a 1 500 €/m² (con impianti predisposti e intonaci)
    Chiavi in mano: 1 500 a 2 800 €/m² (finiture, impianti completi, certificazioni)
    Costi accessori: oneri comunali, parcelle (6-12 %), IVA agevolata, allacciamenti.
    Anche a volere standardizzare tagli da 50 mq lordi, siamo fuori parametro e i costi delle materie prime continuano a lievitare per la crisi energetica.

    PS: “la barbarie di una speculazione assassina che va fermata con tutti mezzi.”
    Ma… una “vipera” potrebbe andare? Mah.

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    ovvio che intendo mezzi non violenti, non faccio la parlamentare europea e non ho mai occupato case altrui.

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  6. “Ullallà che letterona”.

    Non ti sbilanciare troppo caro Alessandro59, anche il governo racconta “sempre” la favola di favorire i più bisognosi, mentre poi vediamo la cruda realtà che a beneficiarne è sempre la classe sociale più ricca.
    PS anch’io non ho mai occupato case altrui in quanto fortunatamente non ne ho avuto bisogno di farlo. Ma pensa un po’ la mia prima casa in affitto (abbastanza carina di 65mq) quando mi sono sposato (1973 tanto per citare una data) l’ho avuta da uno che viveva già in una casa popolare di circa 100mq ottenuta mentre era già proprietario dell’appartamento a me locato.
    Chissà come mai, boh, si, forse perché era semplicemente un benestante.

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    abbiamo un altro “avvocato”, mi pare giusto. Se ci sono altri volontari si facciano avanti. Cominciavo ad annoiami…avanti il prossimo e non gli cedo il posto mio!

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  7. Ullallà, ringrazio per il preventivo gratuito e, spero, senza impegno.
    C’era proprio bisogno di munirsi di calcolatrice e puntualizzare che le case costano. D’altra parte Cosimo conferma che il nostro architetto scrive per assiomi inconfutabili e non per scambiare delle idee.
    Ci sono spese per strutture pubbliche che costano in proporzione molto più delle case. Ad esempio sono rimasto sbigottito da quanto possa costare una rotonda stradale e dal numero di rotonde che sono state realizzate negli ultimi anni. Per carità, sono utili, ma si potrebbe bilanciarle con qualche bettola da affittare a costo calmierato.
    Poi ci sono le case già pronte e occupate dagli emuli della Salis e il futuro ponte di Salvini che potrebbe ospitare, sotto la sua lunghissima campata, un sacco di famiglie.
    Certo, se il concetto è che le case costano allora lasciamole fare agli speculatori che giustamente lavorano per guadagnare e non per fare beneficenza.

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  8. Mi pare che manchi la volontà di mettere a disposizione nuove case a buon prezzo. Credo che la speculazione permei profondamente le istituzioni stesse.
    Giusto oggi il Comune di Roma ha annunciato la demolizione di un enorme palazzo mai finito che era diventato un covo di spaccio e malaffare.
    Visto che l’area non ha nessun pregio paesaggistico o storico, mi sarei aspettato che ci costruissero dei palazzi per abitazione.
    Macché …! Ci realizzeranno un’area verde. Ad uso di chi non si sa.
    Da notare che convertire un area di macerie a verde costa più che sistemarla per ricostruirci sopra.
    Nella periferia romana, in aree abbastanza ben collegate, e anche in centro, ci sono decine, se non centinaia, di edifici dismessi che restano vuoti per decenni. Per esempio, il palazzo ex INPS a due passi da S. Giovanni, e la ex direzione di zona SIP sulla collegatissima Via Cristoforo Colombo; due palazzi che ospitavano centinaia di impiegati.
    Se un comune che si dichiara progressista come il Comune di Roma, che per inciso è una delle città più verdi d’Italia, ritiene più utile creare un’area verde che un pensionato studentesco o un blocco di case popolari, vuol dire che studenti e sfrattati si accamperanno in quell’area verde.

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    si chiama decostruzione ed è una tendenza innovativa diffusa in tutta Europa per levare un po’ di asfalto che soffoca le città.

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  9. Prego Mauro, si figuri, da sempre non mi faccio pagare da parenti e amici per le consulenze e poi dicono che i genovesi sono tirchi.
    A me non serve la calcolatrice faccio questo (e molto altro) dal 1983, cerco solo di fare presente che a “tirare su due muri” ci vogliono dei gran soldi e gli annunci della bugiarda incompetente lasciano il tempo che trovano.
    Segnalo poi a Lenzini che adibire uffici, ma pure caserme, a uso privato è operazione che spesso cozza contro la “burosaurocrazia” e che un palazzo pensato per gli uffici ha le colonne di scarico dei servizi di solito posizionato in punti precisi e concentrati, difficile per questioni idrauliche e di pendenze necessarie servire tutte le utenze necessarie a una riconversione privata, si può fare ma non è una passeggiata di salute, idem per le caserme, specialmente quelle vecchie e sono praticamente tutte vecchie. Si può certamente fare ma non con “du spicci”.

    PS: Si chiama “Depaving”, desigillazione del suolo:

    https://www.tutorinternational.com/it/depaving-depavimentazione-urbana-significato/

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    • A59, lo so bene. Mai detto che sia una passeggiata. Al limite si lascia solo la struttura in c.a. e si ricostruisce tutto il resto (in particolare se c’è amianto o altri materiali nocivi).
      O addirittura si demolisce anche la struttura e si usa solo il terreno e le opere di urbanizzazione.
      Quello che non si dovrebbe fare, a mio giudizio, è lasciare vuoti per anni o decenni dei palazzi che potrebbero essere reimpiegati, e che invece diventano sede di attività illegali, occupazioni abusive e così via.

      Quanto alle case popolari non dovrebbero essere assegnate a vita, ma solo finché la famiglia rientra nei requisiti; dopo di che, se vuole restare, dovrebbe pagare un affitto a valori di mercato.
      Ma oggi siamo lontani da questo. Molti assegnatari non pagano neppure l’affitto agevolato, e neanche il condominio.

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  10. La decostruzione avrebbe senso in un quartiere del centro , mentre in certe zone di periferia come quella il verde non manca.
    Purtroppo il Comune si contraddice, perché sta lastricando completamente ettari di piazze che prima erano almeno parzialmente verdi e sterrate, coma Piazza S. Giovanni e Piazza dei 500 (Stazione Termini). Questo rende il suolo impermeabile e favorisce gli allagamenti.
    In questi giorni anche la stazione Termini della metropolitana linea B si è allagata. Prima del rifacimento della piazza che è diventata del tutto impermeabile non era mai successo.
    Io non vedo coerenza in questi interventi, ma piuttosto scelte lasciate a professionisti tecnicamente incompetenti che puntano solo all’estetica. Discutibile anche quella, perché una fontana con alti spruzzi che partono dal pavimento davanto alla basilica di S. Giovanni è un oscenità.
    E, comunque bisogna scegliere tra la botte piena e la moglie ubriaca.
    Se si decostruisce è ovvio che la crisi degli alloggi popolari e studenteschi si aggrava.

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