Ricordo che un noto giornalista qualche tempo fa mi disse di vergognarmi per avere espresso una mia opinione (da lui pubblicata) sull’atteggiamento della sorella della povera Giulia Cecchettin, l’indomani del suo ritrovamento dopo essere stata assassinata. Ricordo che non mi sono vergognata affatto e che la penso allo stesso modo anche ora. Ma io ho dimenticato quello che secondo me è stato uno scivolone dello stesso giornalista e la cosa si chiude qui. Mentre lo scivolone di Massimo Giannini con la sua frase circa la longevità del governo:
è di quelli che dovrebbero registrare l’indignazione della categoria tutta, sia che simpatizzi per la destra o per la sinistra o per qualsivoglia formazione politica. Utilizzare una frase così indecente per denigrare la longevità del governo Meloni, affermando che il governo è come un uomo che vive fino a 100 anni ma che passa gli ultimi 20 anni sulla sedia a rotelle e perciò perfettamente inutile, si è dato una randellata sui piedi che neppure lui avrebbe mai immaginato. E il pubblico che applaude ad una simile sconcezza è la dimostrazione di come certi programmi TV siano indirizzati ad applaudire questo piuttosto che l’altro per motivi politici. Il conduttore, Giovanni Floris, poi, non fa una sola piega ma glissa completamente senza neppure rilevare con un cenno degli occhi che si tratta di una frase orribile. Infelice è dire poco.
Non si è scusato più di tanto, ma ha criticato chi lo ha criticato, insistendo che lui non intendeva offendere nessuno ma parlava del governo che, a suo dire, è paralizzato e sopravvive inutilmente come fa chi è costretto da anni su una sedia a rotelle. Le critiche gli sono arrivate da molte parti, giustamente, se le merita tutte, ma non certamente per il giudizio politico che è assolutamente libero di fare, ma per la similitudine che è oltraggiosa e arrogante e dimostra come sia vacua e vana tanta politica sulla accoglienza e solidarietà dimostrata a parole e vanificata dai fatti.
Mi dispiace ma il noto giornalista ha sbagliato e avrebbe fatto meglio a dire chiaramente che aveva detto una stronz…e che la ritirava immediatamente e se ne pentiva amaramente…difficile però per certi personaggi che si credono un po’ padreterni ammettere l’errore. Si può sbagliare a parlare, si, ma si sbaglia ancora di più se non si ammette di aver sbagliato quando è chiaro come il sole che la rabbia per un governo così longevo guidato da una donna porta a dire delle cose che sono di una inaudita gravità e peseranno perché ogni volta che comparirà in TV o leggeremo i suoi articoli, rimbalzerà alla memoria quella frase e la spocchia con la quale ha cercato di rimediare al mal detto.