Prima che diventasse la donna più potente d’Europa (così l’ha definita Politico nel 2024) Giorgia Meloni mi era quasi del tutto sconosciuta. Non fosse per qualche sua rara apparizione in TV, soprattutto ai tempi del Covid quando governava Conte, a cui si è opposta fermamente e tenacemente, di lei sapevo ben poco e mi interessavo ancora di meno. Il fatto che fosse collocata nell’area di estrema destra e decisamente snobbata da giornali e televisioni, ne faceva una figura piuttosto sbiadita e poco riconoscibile. Io ne avevo un’idea vaga ma non negativa, devo dire anzi che le poche volte che l’avevo vista, mi aveva fatto una buona impressione. Nel senso che mi era sembrata determinata, forte coraggiosa e piena di passione. Tutte qualità che amo sia negli uomini che nelle donne. Mi era sembrata “vera” senza orpelli, una che non miagola ma graffia e se occorre morde. Decisamente una leader.
Ha mordente la premier. Si ora che è premier da tre anni e la conosco meglio devo dire che non ho cambiato idea, la vedo come la vedevo prima e mi piace. Mi piace lei come persona, come si veste, si trucca, come si pone, sorride, parla, gesticola, ammicca…insomma mi è decisamente simpatica. E ritengo che per un politico sia una definizione da dare con le molle. Ma la do volentieri e senza remore. La trovo simpatica.
Ma la cosa principale che mi convince di lei è che non teme i giudizi e i pregiudizi. Ed è molto difficile combattere contro i giudizi e i pregiudizi. Ognuno di noi ne ha esperienza, più o meno, ma per una donna direi che l’esperienza sia doppia. Una donna deve spesso o sempre rendere conto di tutto, dall’A alla Z, se tiene posizioni apicali (ma anche no) le si perdona poco o nulla. E in più deve sempre avere un aspetto curato e gradevole meglio se bella. E con quella marcia in più che le conferisce una personalità “forte”, quasi “mascolina”, Giorgia Meloni direi, compendia queste qualità, Nonostante il suo metro e 63, non è certo una che non si fa notare. E guardate che il “farsi notare” non significa farsi ammirare tout court, ma essere notata, non passare inosservata, avere quella aria intorno a sé che fa girare la testa ai presenti, nel senso che non lascia indifferenti.
Ed è spontanea nella sue manifestazioni anche ora che ha da tre anni la guida di questo strano paese (in molti sensi) e che ha gravi responsabilità legate alla contingenza mondiale che fa paura a causa dei molti aspetti legati alle guerre in corso e soprattutto a quella che si svolge da quattro anni nel cuore dell’Europa e che è causa di problemi di ogni genere, anche ora dicevo che stiamo vivendo uno dei momenti più critici della storia del dopoguerra, lei trova il modo di dimostrare leggerezza e in certi atteggiamenti, persino spensieratezza.
Questo però non inficia per niente l’aria autorevole che emana sempre e la serietà e l’impegno che in molti le riconoscono all’estero. Il fatto che stia portando avanti il governo del paese da tre anni, un record, aumenta certamente la sua autorevolezza e non era affatto scontato come non è scontato mai nulla in un paese dove i governi durano in media un anno e poco più.
L’opposizione si è dimostrata da subito molto aggressiva. Le hanno subito riconosciuto tutti i difetti del mondo e anche di più, facciamo dell’universo. La leader del partito democratico, anche lei donna in carica in quel ruolo per la rima volta, le si è dimostrata acerrima nemica e antagonista feroce, non sempre il fair play è quello che ha contraddistinto le sue critiche. Fa parte del ruolo ma con una punta di cattiveria che le esce da ogni poro cutaneo ogni qualvolta si scaglia contro di lei. Le donne soprattutto, dimostrano una tenacia e inflessibilità nel criticarla che travalica spesso i confini della critica legittima. Non sono mancati momenti in cui le sono state rivolte accuse e ingiurie decisamente fuori luogo e esagerate. Ma questo lei sembra averlo messo nel conto come ha certamente messo nel conto che gli alleati di governo possano darle filo da torcere e crearle occasione di attrito. Ma riesce sempre a uscire da ogni situazione con “un filo di perle” e un sorriso che a volte cela però una profonda frustrazione. Certamente non è una passeggiata fare la premier e in alcune occasioni si capisce che vorrebbe essere altrove, come quella volta che dopo aver parlato via video in una kermesse americana (non ricordo quale) alla fine disse, pensando di non essere sentita: “volevo morì”.
Tutto questo non è e non vuol essere un’analisi politica, ma solo della donna Meloni, di quello che mi comunica come persona e non come leader, la politica Meloni la giudicheranno gli elettori quando andranno a votare e saranno di certo lapidari.
Solo un piccolo personale excursus sulla fenomenologia di una leader molto discussa e criticata ma allo stesso tempo anche ammirata e rispettata e che, per quanto mi riguarda sta facendo la sua parte, nel bene o nel male e si sta ricavando certamente uno spazio nella storia di questo paese che ha da sempre un atteggiamento altalenante e discontinuo verso i politici che vede a volte come dei salvatori della patria o al contrario, alla meglio, dei “menarrosti” (come si dice dalle mie parti) anche contemporaneamente , un paese sempre diviso tra “guelfi e ghibellini”, fazioso e lamentoso a cui non va mai bene nulla e si fa passare di tutto, che non trova pace se non nella spietata contrapposizione, come diceva Totò, a prescindere.