Un altro film

Non c’è tregua che tenga. I due si sono sentiti al telefono, ma per dirsi cosa? Donald e Vlady, grandi amiconi, sentivano la reciproca mancanza era da un po’ che non si parlavano. Pare che Vlady abbia detto a Donny che vorrebbe annunciare un cessate il fuoco per il giorno della vittoria, il 9 di maggio, pare brutto bombardare in Ucraina anche il giorno della grande sfilata in piazza. E pare che l’altro gli abbia risposto che se vuole cessare il fuoco lo cessi pure, annunci pure a lui non disturba, ma se poi quel fesso di Zelly manda i droni sulle strutture russe a dispetto della tregua, lui non ci può fare niente, tocca abbozzà. E poi naturalmente Vlady gli ha espresso la sua cordiale solidarietà per il non attentato che non ha subito, ci voleva, era d’uopo. Ma si, sono stati dei great guys questa volta, il tipo è stato fermato subito prima che potesse sparare neppure un colpo, messo giù e reso inoffensivo prima che anche solo pensasse di offendere. Già già, great guys hanno sparato in aria e un colpo è finito sul giubbotto anti proiettile che uno aveva messo giusto per testarlo. Sai, Vlady, ne ho comprato una partita dall’amico Kim altro great guy, mi ha fatto pure lo sconto, li aveva importati da Taiwan a buon prezzo, funzionano. Beh meno male, ha replicato Vlady, magari me ne faccio regalare uno per il mio compleanno. E poi, ti sei evitato tutte quelle domande dei giornalisti…ah, si, non me lo dire, replica Donny, come scocciano quelli. Hai ragione. Ma lei, la Leavitt, la bionda che ride quella che mi porta la voce, lo aveva anche detto: sentirete gli spari e io, beninteso li avrei “sterminati”, ma per fortuna ci hanno evacuati prima, beh si sono salvati…ma si, tutto è bene…dice Vlady, allora gli spari sopra non erano per te? Mah e chi lo sa? Hanno sparato sembra, solo i miei great guys e hanno fermato quel tizio, che mondo, che odio, che pazzi che girano…non c’è più religione, ragione, sentimenti…

Insomma, non c’è pace che tenga e mentre i due si consigliano reciprocamente su come e dove cercarla, entrambi continuano a fare la guerra, uno da anni in Ucraina e l’altro da mesi in Iran e non si vede la fine neppure col binocolo, di un conflitto infinito e di uno che potrebbe diventarlo. Pare che Vlady abbia detto a Trump che lui non è una signora, ma una per cui la guerra non è mai finita (lo sai come sono preso) e che Donny abbia risposto che neppure lui ha tutte stelle nella vita, che ci vuoi fà? tocca abbozzà. Oh no, no no, non sono due signore di certo e ce ne siamo accorti ma hanno spettegolato per un ora e mezza senza dirsi niente come due brave casalinghe mentre aspettano che si rapprenda il sugo. Si fa ancora, si? Che cosa? Il sugo? No, no, la “brava casalinga”…ma questo è un altro film.

E mai non vien giù

Ho cercato di capirci qualcosa sul “caso” Nicole Minetti e, francamente, mi sono addormentata nel leggere quanto è successo e però, alla fine, con le palpebre decisamente pesanti, qualche cosa ho capito e mi è venuto spontaneo esclamare…ma che casino! Non solo perché tutti conosciamo bene cosa abbia fatto la signora per essere stata condannata a 3 anni e undici mesi, come ricordiamo quanto si sia parlato di lei in relazione alle cene (non) meglio definite “eleganti”, dove signore discinte allietavano le notti ( e anche i giorni) dell’ex presidente del consiglio, tale Berlusconi Silvio, uno che ne ha fatte così tante che elencarle tutte richiederebbe un tomo della Treccani…non solo per questo, dicevo, ma perché per una firma ora pare che debba cadere il governo…

Lei era quella che “briffava” le ragazze ospiti delle dimore principesche del tycoon italiano, uomo di grandi slanci e decisamente uno che ha lasciato il segno e non solo in politica.

Ebbene, il sempre vigile e attento Fatto Quotidiano avrebbe indagato e scoperto che la Grazia che il presidente ha concesso alla signora Minetti sarebbe operazione sbagliata. La signora non la meritava. Sentenzia lo staff giornalistico della testata. Non si è redenta, checché, avrebbe mentito spudoratamente per ottenere di non pagare il suo debito con la Giustizia… Ed a riprova di ciò porta evidenze di scandali e miserrime operazioni che vedrebbero coinvolto l’attuale compagno della donna richiedente e ottenente.

Da qui apriti cielo e non richiuderti almeno almeno fino a che non vedremo il governo andare a gambe all’aria. Dice un’opposizione agguerrita e famelica e tutta presa ad indignarsi H24 sempre per il Bene del paese della Verità e della Giustizia.

Nordio, il ministro, appunto della Giustizia, sempre in postura instabile con un piede fuori dal ministero (i maligni dicono sia dovuto alla sua insana passione per lo spritz) e che deve dal primo giorno fare un passo indietro, questa volta potrebbe finire in laguna e farsi un bel bagno. E assieme a lui l’esecutivo al completo. E tutto questo per una firma su una Grazia che il presidente Mattarella avrebbe messo incautamente e male informato dei fatti che Il Fatto ha appurato. Mal consigliato e peggio “briffato” ha concesso una Grazia che, da quello che emerge sarebbe immeritata…e perciò deve cadere il governo strilla l’opposizione…

Cadere per una Grazia…sarebbe una disgrazia. Ma aspettiamo gli sviluppi di questa ennesima tegola caduta su un governo che dura, dura da troppo tempo, resiste resiste e mai non vien giù…

Una richiesta oscena

Magari erano ubriachi i funzionari statali che hanno redatto la formale richiesta all’Italia di sborsare 108 mila euro per le prime cure effettuate sui pazienti italiani all’ospedale di Sion, dove sono stati ricoverati dopo la tragedia di Crans Montana. Magari. O magari no. Ci credono davvero e pensano persino di essere nel giusto. Il nostro governo ha risposto che è una richiesta ignobile. Di più, io direi scandalosa. Non solo non dobbiamo pagare ma se insistono io proporrei una legge per vietare di aprire nuovi conti correnti in Svizzera, pazienza per i quasi 400 mila che già ci sono e proporrei una tassa supplementare a chi già ce l’ha.

Non solo: farei causa al Comune di Crans Montana e chiederei i danni morali e materiali per quei sei morti e per le loro famiglie e inoltre chiederei un milione di euro per ciascuno ferito italiano che porterà per tutta la vita i segni di questa immane tragedia. Il Comune a sua volta potrà rivalersi sui titolari del Constellation che a quanto pare, non sono certo poveri e hanno “santi” in paradiso, vista la cifra ( oltre 200 mila euro) che è stata versata come cauzione per far uscire di galera uno di loro, Jacques Moretti.

Tragedia che si sarebbe potuta evitare se fossero stati fatti i controlli che dovrebbero sempre essere fatti nei luoghi pubblici dove c’è una concentrazione altissima di persone e dove si possono verificare incendi o altro con la facilità con cui si è innescato l’incendio la notte di capodanno, che ha fatto 41 vittime. Una strage.

E ora, dopo i danni una beffa atroce.

Come previsto

C’era tutto il governo, Trump, Melania e tutta la sfilza di portaborse, valige, secchi e scope. Ad un certo punto si sentono degli spari, nessuno ci fa caso, poi qualcuno grida: “sparano” e allora entra un drappello di agenti armato fino oltre i capelli e fa uscire in fretta Trump, Melania e tutto il resto della compagnia governativa.

Lo aveva detto la portavoce che Trump ne avrebbe sparato delle sue, si sarebbero sentiti i colpi. Profeta in patria. Infatti così è andata. I giornalisti riuniti per il gala annuale dedicato alla libertà di stampa (sic), con quello stampo avevano a che fare, ma gli è andata male. Si sono rifugiati sotto i tavoli e potranno dire: io c’ero, sotto il tavolo a morire di paura.

L’Hotel Hilton a Washington, serata di grande gala con grande spolvero e sfoggio di eleganza. C’era persino un “mentalista” , cioè uno che avrebbe dovuto intrattenere il pubblico con la lettura della mente di Trump…figuriamoci e che mente. E’ stato forse questo il motivo di tanto subbuglio? Il mondo ha preferito non saperlo?

Nello stesso hotel nel 1981 c’era stato un attentato a Reagan. Trump non aveva mai voluto presenziare a questo pranzo di gala, lui non ama i salamelecchi e le riunioni conviviali e soprattutto non ama i giornalisti, ma questa volta ha accettato. Sapeva forse che c’era qualcuno che avrebbe attentato alla sua vita?

Lo aveva avvisato la sua cartomante di fiducia? Può darsi e gli aveva detto pure: vai che tanto ne esci illeso, non succede niente ma tu ci guadagni, tutti ti faranno gli auguri e a avrai solidarietà mondiale…ecco e lui è andato. Ed è stato solidarizzato.

Proprio come previsto. Trump avrà tanti difetti ma un pregio ce l’ha, quando bisogna dirlo si deve dirlo e io lo dico (ma declino…): ha c… quest’uomo. Il terzo tentativo andato a vuoto…e poi si dice no? non c’è due senza tre.

Ne farà collezione? E i suoi nipoti potranno dirlo: nonno che c… che hai. Ecco il Rushmore avrà per una volta un’effige diversa, non sarà la faccia del 47esimo presidente ad esservi scolpita, ma l’altra faccia, quella che ( di solito) non si mostra e che, tutto sommato, lo rappresenta al meglio.

In memoria

Intelligente è l’uomo che ha memoria.
Che la coltiva e la cura
Che la semina e innaffia e nutre.

Il mare ha memoria, la terra ha memoria
Il cielo ha memoria.
L’Universo ha memoria.

Se manca la Memoria, l’uomo assomiglia
Alla bestia che agisce d’istinto e uccide.
E dimentica.

La memoria siamo noi, il futuro è la nostra
Memoria.

Le tracce lasciate sulla terra dalla Bestia
Senza Memoria, non si cancellano.

Restano indelebili a testimonianza della
Bestia senza Memoria.

Ricordare è onorare i morti.
Dimenticare è uccidere l’intelligenza.


In memoria di quanti hanno dato la vita per un ideale di libertà. Perché la libertà ha un prezzo e chi lo ha pagato con la vita si merita di essere ricordato e ringraziato. Sempre.

Il top del top

MI sono detta: ma perché parlare ancora di Trump? Ma non ti esce dagli occhi? Mi sono risposta che si, mi esce dagli occhi ma devo sviluppare un’idea che mi è venuta oggi mentre lavavo i piatti (non uso la lavastoviglie perché non mi fido). Lavare i piatti è noioso, non faticoso, ma a volte aiuta alla comprensione delle cose. Sarà perché non serve impegnare il cervello che allora può vagare su tante cose e il mio oggi è vagato ancora su Trump.

Questo marasma che sta causando la sua pretesa di sottomettere il mondo, mi sono detta, deve avere pure una origine, cioè deve pure derivare da qualche cosa. Perché lui non è l’erede di una casta dittatoriale e è cresciuto in un paese democratico, il quale, pur con tutte le sue contraddizioni. gli ha permesso di prosperare, arricchirsi, spendere spandere, gozzovigliare e diventare per ben due volte presidente. Ma non del Borgorosso Football club ma degli Stati Uniti D’America, lo stato con l’esercito riconosciuto come il più potente al mondo.

Capperi.

Quando mamma Mary lo ha dato alla luce e si è trovata quel frugolo congestionato tra le braccia, certo non avrebbe pensato di mettere al mondo un simile portento. Ma durante la crescita, il frugolo, diventato uomo, deve aver deviato dalla normalità per prendere decisamente una strada che lo ha condotto alla follia che dimostra oggi. Ma cosa è andato storto? Ha avuto ed ha tutto, che cosa gli manca per essere felice?

Perché certo felice non è, soddisfatto di sé neppure. Sembra piuttosto un adolescente sempre in cerca di identità. Un adolescente brufoloso che ha problemi a relazionarsi con l’altro sesso. Che pure lo attira e molto.

Ecco, se Trump avesse un approccio relazionale con le donne, diciamo, normale, forse non starebbe mandando il mondo ai matti con le sue azioni squinternate. Sragiona a causa della sua impotenza. Ma, non in senso tecnico, no, intendo impotenza mentale. Lui è ossessionato dalle donne e dalla sessualità. Un maniaco, insomma che non riesce a togliersi dalla testa di essere un maschio favoloso. Perché non lo è, non lo è mai stato e certamente non può recuperare adesso.

La ragione per cui se la prende con Giorgia Meloni è propria questa sua “impotenza” che lo ha innervosito. Perché non la considera una figura istituzionale ma una donna che lo ha respinto. Non gli va giù. Lui credeva di avere un appeal su di lei, ma ha scoperto che non è così e il fatto che glielo abbia detto chiaro, lo ha fatto andare su tutte le furie. Se Giorgia fosse stata Giorgio, non se la sarebbe presa. Con Giorgio avrebbe continuato a dire che è un great guy e che fa un good job. Ma con la donna Giorgia, no. Eh no perbacco.

Ed ecco perché si è vestito da Gesù. le ha dette al papa (che sta in Italia) e gliene fa dire ancora ( a Giorgia) dai suoi utili idioti che stanno dalle parti del Cremlino.

Basterebbe che lei lo chiamasse e gli dicesse: Donald darling, you are simply the best, I approve e don’t condemn…ma Giorgia non lo farà (mi auguro) e allora, se non trova il coraggio di sganciarsi da Melania (che lo tiene per di lì e gli vieta l’accesso alla sua ala della White house), purtroppo temo che il mondo avrà sempre più problemi. Almeno finché non cessa di essere in chief.

A meno che gli americani non gli trovino subito uno bravo…o brava. Insomma un’amante per Donald che lo faccia sentire il top del top…una nuova Marylin per intenderci e forse…

Di fiore in fiore

Sono scesa piano, ho lasciato che la brezza mi facesse planare morbida sopra le ortensie. Non ho opposto resistenza.
Ho fatto i miei calcoli, la traiettoria era giusta. Ci azzecco quasi sempre.
Oggi la brezza era più sostenuta di ieri ma ho controllato il volo a meraviglia.
Ma ho trovato un ostacolo imprevisto.
Uno di quei cosi pelosi sempre col muso all’insù a cacciare… e con le coda che mulina da tutte le parti…ma sì, un gatto.
Si era messo sulla mia strada e mi stava per tirare un brutto scherzo.
Ma io l’ho gabbato il felino. Ci vuol altro. Non fosse bastato il calabrone a reazione schivato per un pelo.
Hanno un bel dire che vita facile facciamo. Li vorrei proprio vedere i criticoni e farmi quattro grasse risate alle loro spalle.
Ho dato una scrollatina d’ala e via, ma la strizza… basta.
L’ortensia sulla quale sono atterrata oggi, vista dall’alto, vi assicuro che è tutta un’altra cosa.
Sembra una di quelle montagnole di sabbia al mare, quando il sole scende e il cielo diventa rosaturchino.
Mi piace il mare, scivolo sulle onde sfiorandole e loro mi rincorrono.
Dicono che siamo sempre di meno per via dell’inquinamento, boh, io non ci penso, ci penserà Chididovere, sembra che sia uno che sa tutto.
Io ho questa filosofia:” del doman non v’è certezza”. Dicono che facciamo una vita insulsa, di fiore in fiore, tutta invidia. Brutta malattia.
E dicono che siamo sempre meno anche perché ci infilzano con degli spilloni per metterci sotto vetro e portarci le umane a rimirarci. Bella roba!
Io spero di non essere rara perché pare che sia pericoloso. Non vorrei essere nei panni di un Macaone. Brrr.

A volte mi capita di avere qualche flash-back di vite già vissute, pare che gli umani ci identifichino con le anime dei defunti. La chiamano: metempsicosi. Io quasi, quasi ci credo perché a volte sogno
che ballo allacciata ad un umano, moro, belloccio, alto, sorridente..
Io in un’altra vita, o desiderio di appartenere ad un’altra specie? Troppo difficile per la materia grigia di cui dispongo. Conosco i miei limiti.
E poi oggi c’è un sole così bello e questo giardino è pieno di fiori che…
Ma ieri ho passato un brutto quanto d’ora. Ad un certo punto, mentre mi facevo una scorpacciata di polline è venuta giù un acqua…, d’improvviso, un vento e un acqua da far spavento. Mi sono rifugiata sotto una foglia di platano.
Avevo lo stesso le ali fradice e per tornare a volare o dovuto aspettare che il sole le asciugasse.
Pare facile.
Toh, ma che bell’esemplare di lepidottero…ma cosa fa? Mi gira intorno, svolazza e …scappa.
Scappa? Sono una farfalla non una mantide religiosa. Chi li capisce questi?
Peggio per lui, ora mi faccio un giro su quel prato, hai voglia i farfalloni che ci sono.
C’è un cane laggiù che si trascina dietro un’ umana …un po’ arrancante, troppa ciccia, signora.
Mentre io, immodestamente, ho un vitino di vespa, cioè, no, di farfalla.
A proposito di vespe. Hanno una sicumera, un’arroganza, sempre lì con quel bizz bizz fastidioso, dove passano loro non ce n’è per nessuno. Prepotenti!
E pure maleducate. E già, chi gliela insegna l’educazione a quelle? Nessuno. Dicono che noi agiamo d’istinto che ho capito essere una cosa che non ti insegna nessuno ma che hai già dentro. Chissà da dove arriva e chi ce l’ha messo? Boh.
Ho svolazzato sopra il fiume, a pelo d’acqua, schivando le anatre e poi mi sono tuffata a pesce, cioè a farfalla… ma poco perché l’acqua mi rovina le ali…ma era così bello.
Poi mi sono lasciata asciugare dal sole, sulla riva, tra i ranuncoli…ragazzi che bella la vita!

———…Le madri non muoiono. Diventano farfalle, fiori, nuvole, tramonti.
Diventano pensieri d’amore che ci accompagnano sempre e sono con noi in ogni istante. Una musica dolce o un vento leggero che se ascoltiamo attenti ci riporta le loro voci.

Ma quando mai?

Ci manca un pelo che dobbiamo chiedergli scusa. Noi a loro. Cioè, l’ambasciatore russo convocato da Tajani a seguito delle offese rivolte alla premier da parte di un giornalista russo, dice che siamo troppo permalosi e che diamo credito alle parole al vento pronunciate da “un cretino” qualsiasi ( a detta dell’ambasciatore, io non porto pena), che però non ha mancato di elogiare. Un “cane” da guardia del potere che l’ha fatta davanti a Palazzo Chigi. La premier però non l’ha pestata ma ha risposto che noi non abbiamo padroni ( che non la raccolgono) e che lei tira dritta per la sua strada, non si lascia influenzare…dalla puzza, insomma.

Dunque le offese da angiporto che neppure uno scaricatore di porto, avrebbe mai pensato di pronunciare, anche perché oggi sono tutti laureati in Scienza della Comunicazione, soprattutto rivolgendole verso il capo del governo ( in questo caso la capa) , sono da considerarsi gli escrementi rilasciati da uno che ha una laurea in Scienza (senza coscienza) della Disinformazione e della Manipolazione e l’ha fatta bella grossa… Guardare avanti e qualche volta anche a terra per non pestarle e procedere spediti nel cammino. E magari anche a destra e a sinistra.

E, se ci pensiamo bene, ogni passo che facciamo è un miracolo, crediamo di camminare su un piano e invece camminiamo su una sfera sospesa nel cielo che tra l’altro si muove ed è già abbastanza difficile mantenere l’equilibrio anche senza incontrare ostacoli scivolosi. Dunque Meloni, i “complimenti” scivolosi e puzzolenti non sono che il frutto dell’invidia, della cattiveria e della inettitudine di un ciarlone grottesco che deve imparare dagli scaricatori di porto la buona educazione. E Putin non c’entra. Ma quando mai?

Sempre più convinta

Quando scrissi che l’attentato a Trump del luglio 2024 mi era sembrato da subito un fake, venni subissata da critiche. Ricorderete che mi era sembrato subito una messinscena. Ma no, mi avete detto che ero una complottara anche un po’ fuori di testa (eddai) perché odio Trump.

Bene, ora a quasi due anni di distanza la teoria che quell’attentato sia stato costruito sta uscendo con forza e viene perseguita soprattutto dai seguaci più sfegatati o ex tali, di Trump. Forse perché li ha delusi, forse perché si è rivelato quello che ho sempre pensato e scritto che fosse? Forse perché si sentono presi in giro e vogliono vendicarsi? O forse perché lo hanno sempre sospettato ma non volevano arrendersi neppure all’evidenza?

Non lo so, fatto sta che se andate indietro e cercate in archivio, trovate le prove del vostro sconcerto davanti ai miei dubbi, tutte le prove e trovate anche che le cose che emergono ora sono esattamente gli stessi dubbi che io avevo allora, le stesse circostanziate incongruenze che avevo riscontrato.

Ebbene si. Ora si sta cercando di capire quello che ho cercato di capire e di scrivere qui e mi avete presa in giro un po’ tutti, non faccio nomi ma li potete trovare in archivio e sicuramente ve lo ricordate anche voi. Forse Francesco è stato l’unico che seriamente ha preso in qualche considerazione quello che ho scritto (a parte quel tale Copypasta sparito nelle nebbie, di cui ho già detto). Altri non ne ricordo e mi scuseranno se li ho scordati.

Mi piace la verità, detesto i cialtroni come Trump e ne ho dato prova scrivendone qui spesso ed essendo spesso criticata per questo. Sempre sostenuto che fosse pericoloso e cialtrone e ora i fatti sembrano essere inequivocabilmente una conferma di questo. Mi piace la verità come la giustizia e se ora la teoria che quello sia stato un falso attentato che è servito a Trump per vincere le elezioni (come ho più volte sostenuto) uscisse dalle secche delle presunte fake e si scoprisse che davvero lo era, si farebbe finalmente giustizia di una vittoria che è stata esiziale per gli Usa e per il mondo intero e presto Trump dovrebbe rispondere anche di quello e non sarebbe certo poco. Certamente non sarà facile superare il muro di omertà e di paura che si è creato intorno al Re d’America ( o al Buffone o Jolly Joker d’America), ma io spero che la verità esca tutta fino all’ultimo dettaglio e che ci si liberi finalmente di un personaggio che può solo portare il mondo a rischio della sua stessa sopravvivenza.

L’ho sempre pensato e ne sono sempre più convinta.

Ecco un esempio:

Ed eccone un altro:

Una pessima idea

Spingere gli avvocati a accettare una sorta di “mazzetta” per convincere gli immigrati a tornare a casa propria è una idea balzana che mi auguro il governo voglia ritirare presto prima di passare per quello che qualcuno ha definito un governo che mette la taglia sugli indesiderati come nel Far West.

Una pessima idea, chiunque l’abbia avuta ha sbagliato , la ritiri subito. E’ una cosa che non si può sentire e non serve recriminare che ormai sono troppi e non ce la facciamo a gestirli. Ci vuole maggior buon senso e in questa legge non sembra essercene davvero. Intorno a casa mia da anni ci sono cantieri aperti e appena finisce uno ne inizia subito un altro, Case nuove, costruite sulle macerie di case d’epoca, oppure ristrutturazioni massicce che somigliano a demolizioni ma meno impattanti…anche il mio palazzo da due mesi è imbragato dentro una fitta rete di ferraglia che viene definita “ponteggi” e che impedisce la visuale esterna e ormai vedo i miei alberi a “strisce”, li intuisco più che altro.

La squadra di operai che ci lavora sopra è variegata, costituita da stranieri in maggioranza ma anche da italiani che in genere sono i capi. Quelli che danno le direttive. Lavorano sodo. Uno che aveva lavorato al trapano per tutta le giornata, l’ho visto mentre si stava preparando per andare a casa, togliersi un maglione e sbatterlo in aria: una nuvola densa di polvere bianca lo ha completamente ricoperto. Mi sono chiesta se si è reso conto della polvere che ha respirato in ore di frenetico trapanamento dei muri, ma penso che sia così tutti i giorni e alla salute non ha tempo per pensare. No so se sia italiano o di quale altra nazionalità, ma poco importa, lavora qui e si guadagna da vivere con un lavoro onesto e non so come retribuito. Ma spero in maniera dignitosa. Mi ha fatto pena.

Ecco, questi sono gli immigrati, anche questi e fanno lavori ingrati e pesanti che noi italiani non vogliamo fare perché non sappiamo più sporcarci le mani e preferiamo che a farli siano loro che hanno magari una famiglia che a casa aspetta di ricevere il mensile.

Anche noi italiani siamo stati “stranieri” in altri paesi, per molto tempo gli emigranti italiani hanno invaso il mondo. siamo stati trattati male o anche molto male, ma abbiamo resistito e una volta a casa abbiamo baciato la terra. Oppure molti sono rimasti li, nel paese che avevano scelto per emigrare e dal quale non sono più tornati. E in molti paesi di noi italiani hanno un ottimo ricordo.

Naturalmente ci saranno anche stati dei delinquenti che hanno un po’ rovinato la reputazione dei tanti che lavoravano onestamente ed è vero che un po’ ci sentiamo “assediati” soprattutto nelle periferie delle grandi citttà dove la criminalità la fa da padrona e la violenza e l’incuria sono uno degli aspetti negativi dell’immigrazione.

Ma ci sono anche tante brave persone che qui si sono costruite un vita migliore che nel proprio paese e che rispettano le leggi e che cercano di vivere come meglio possono senza creare problemi, anzi, fornendo manodopera in tanti settori dove manca.

Escluderli solo perché sono stranieri e ormai sono troppi non mi pare una buona politica.