E se fosse Mick Jagger?

Fra tutte le infrazione del codice stradale, il parcheggio in doppia fila è il più odioso. Se lo fa un personaggio noto e stimato per la sua lotta contro la criminalità, si lascia correre, aveva delle buone ragioni. la famiglia era assetata. Mi riferisco a Ranucci il quale ha parcheggiato in doppia fila e si è venuto a sapere perché la proprietaria dell’auto che lui aveva bloccato al supermercato si è sfogata con qualcuno e poi la voce si è sparsa. Ma, che cosa sarà mai? Anche il vigile più zelante forse avrebbe chiuso un occhio, alcuni cittadini benemeriti hanno più diritti degli altri. Il famoso lei non sa chi sono io, funziona o perlomeno la fama aiuta a superare i piccoli impicci quotidiani.

Ma osservare il codice stradale è uno dei primi doveri del cittadino. Se non lo fa, potenzialmente è un criminale. Si perché il passo tra infrangere il codice stradale e quello civile o penale non è poi tanto lungo. E’ solo questione di punti di vista. Se io che non mi faccio problemi a parcheggiare in doppia fila costringendo qualcuno ad aspettare i miei comodi, per esempio, se vedo un profumo costoso e penso di donarlo a un mio caro e però non mi va di tirare fuori il portafoglio, lo rubo. Ma non è proprio un furto, no, se sono un personaggio pubblico stimato e amato, quel gesto diventa una distrazione, un capriccio del momento, un su e via che è tardi e perdo l’aereo.

Parcheggio in doppia fila? Vabbeh ma ci sto poco e poi io sono IO mica un fesso qualsiasi, un occhio di riguardo me lo dovranno pure riconoscere o no? Se mi metto in tasca un profumo e me ne scappo perché perdo l’aereo e sono un parlamentare d’annata, beh, caspita ho tutta una vita dietro di me che parla per me…ecchecaspita.

E anche se, per caso, capita che i miei ex colleghi si servano del mio nome per fare affari e io non li denuncio …cioè si intascano mezzo milione di euro spendendo il mio nome (del premier del paese) io lascio correre perché non ne sapevo nulla e anche se lo so che mi frega? Io sono io e loro non sono un…

Ho scelto qualche esempio a caso, ma ne potrei fare mille e certamente allargati a tutto l’arco e anche le frecce…costituzionali. Ma mi fermo perché questo post mi sta venendo a noia e perché ho ben altri problemi e non solo io. E poi, qui, sembra che la morale sia sempre di salvare tutto il salvabile incentrato su una precisa ideologia e tutto quello che scrivo viene poi usato contro di me.

O quasi. E ringrazio il “quasi”, ma io che non sono affatto famosa e in doppia non ho mai parcheggiato ma ho trovato chi mi ha fatto aspettare i propri porci comodi e fosse stato anche il presidente della Repubblica ( molto improbabile anzi direi impossibile ) l’ho mandato ben bene a quel paese e al prossimo direi che il minimo che possa fare è chiamare i vigili e fargli mettere la multa. Anche se fosse MIck Jagger. E vedrete se non lo faccio…

Il nibelungo e il corto

Il nibelungo Sigfrido e il (nibe) corto amico Valter, non sono due “bravi cow boys” ma un giornalista di fama e di successo e un lestofante detto faccendiere pregiudicato. La storia di malavitola ormai la sappiamo: Valter ha messo la bomba (come mandante) davanti alla casa del giornalista, per fortuna nessuna vittima, ma da allora per il nibelungo Sigfrido, eroe popolare e molto discusso al momento, la vitola è cambiata dal giorno alla nottole. La faccio breve: mi pare di capire che ci sia del non detto, non spiegato, cioè, non si capisce come un amico possa metterti una bomba davanti a casa per farti entrare in politica. Il movente è, davvero, curioso. E anche il mezzo per incitare Sigfrido a lanciarsi nell’agone politico da eroe quale ha dimostrato con le sue inchieste di essere o di volersi accreditare, lascia perplessi. Ma ora Sigfrido si ritrova licenziato e mazziato, non indagato, per ora, ma certamente la sua posizione si complica. Vatti a fidare degli amici. E si complica anche perché ci si interroga sulla personalità di questo eroe e ci si chiede …ma sarà davvero oro quello che luce?

No, perché pare (io non l’ho letto) che nel suo libro La scelta, abbia raccontato alcune sue scappatelle erotico sentimentali, scendendo anche in particolari e pare che lo stesso, interpellato sul perché abbia messo a nudo la sua vita privata, abbia risposto: “faccio una vita di merda, volete togliermi anche una scopata?”

Ma in seguito ha detto che non era tutto vero (anche se il libro era presentato come autobiografia) ma c’era molto di romanzesco. Ah si? Ci sarebbe da dire che il tipo non mi sembra proprio il classico sciupafemmine dall’aspetto, mi sembra piuttosto un massiccio grufoloso e un tantino pecoreccio, ma de gustibus…e lui però avrebbe potuto risparmiare alla moglie (e anche alle sue altre ammiratrici e amanti) la scoperta di tenere e corna…non è bello. Anzi direi che è di pessimo gusto, un minimo di riservatezza in certi casi è richiesta. Ma da un po’ l’idea della personalità “eclettica” dell’eroe.

Anche parcheggiare in doppia fila non ne da proprio un’immagine di senza macchia, perché la signora a cui aveva bloccato la macchina al supermercato pare che gli abbia detto stupita:” non me lo aspettavo questo da lei”…ecco, in molti non si aspettavano tante cose da Sigfrido (la consorte forse prima di altri).

Ma mi sa che non abbia ancora finito di stupire.

Non infierire

Ovviamente quello che mi ha colpito di più oggi, scorrendo le notizie è il devastante collasso del ghiacciaio che ha provocato morte e distruzione in Nepal. Le Immagini della devastazione sono agghiaccianti e non c’è “gioco di parole” ma solo la constatazione di quanto mi hanno provocato nel guardarle. Lo sconvolgimento del pianeta dovuto a surriscaldamento globale ormai è una tragica realtà e nonostante ciò c’è chi ancora lo nega con determinazione.

Ma un altra notizia mi ha colpito. Certo è molto meno grave tra le tante gravissime che circolano, ad esempio la annunciata intenzione di Putin di usare armi nucleari in Ucraina. Speriamo che i negoziatori del Papa riescano in qualche modo a frenare questo proposito agghiacciante almeno quanto la frana che ha colpito il Nepal.

Si tratta di questo: Venezia sembra essere diventata il paradiso dei borseggiatori. Ieri intorno alle 12.00 da quanto riportano le notizie, una coppia di anziani turisti è stata derubata nella zona dei Frari. Il borseggiatore gli ha, sembra, rubato il portafoglio che conteneva anche farmaci salvavita. Si tratta di un rumeno di 47 anni molto noto in città per la sua “attività” di ladro di professione, al quale era stato attribuito il soprannome di Mika.

Ebbene, Mika, pare che dopo aver portato a termine l’ennesimo scippo (coi farmaci salvavita) si aggirasse nella zona delle Zattere indisturbato, ma che sia morto improvvisamente e nonostante i soccorsi. I social sembra si siano scatenati a parlare di “Karma” e molti commenti sono stati così cattivi da indurre la vigilanza delle comunicazioni ad intervenire.

Posso capire la rabbia dei veneziani che devono assistere continuamente a questi reati senza riuscire a fare nulla per metterci un freno, quello che non capisco è come ci si possa scagliare contro un uomo morto. La sua morte improvvisa è certamente un evento di difficile comprensione, ma questo non giustifica la cattiveria. Non giustifica i commenti di odio, No, non li giustifica. Se i veneziani non gli faranno un altarino, dovrebbero, secondo me evitare di infierire. Non è da loro, non li conoscevo così. Si tratta sempre della morte di un uomo e la morte cancella qualsiasi cosa questo possa avere commesso in vita. La pietà dovrebbe subentrare e indurre a riflettere sulla vita e sulla difficoltà che molti hanno a viverla. Pur se esecrabile quanto compiuto da quest’uomo, la sua morte cancella il reato e non possiamo sapere perché facesse quello che faceva, in quali condizioni sia nato e cresciuto.

Non sarà la sua morte a proteggere i veneziani dagli scippatori, ma un più solerte e costante controllo del territorio con più agenti e più interventi. Quest’uomo ha già pagato, lasciatelo in pace dove sta.

Riverbero d’autunno

Sono grata agli alberi

alla loro luce morbida

attorno all’onda del riflesso

del giallo  del rosso

del marrone.

Tinte le foglie non più verdi

Assorbono i colori

dalla fonte primaria di luce.

E affondo gli occhi

nel riverbero del cielo.

Mentre l’azzurro si piega dolce

verso la cima degli abeti.

E l’avvolge con amore

in un abbraccio che sa di cose

ancora da scoprire.

O di cose che so  che ricordo

che rivedo che mi parlano  mute

mentre alzo la testa

e chiudo gli occhi.

E respiro il profondo  azzurro.

E fondo l’anima con le rughe

del tronco che si affaccia

da un angolo e mi guarda

e mi chiama come tante volte

Io l’ho chiamato.

“Sono qui per te” sembra dirmi

come sempre sulla curva del viale

dritto impassibile  ed eterno

compagno e amico.

La chioma va oltre la vista sopra

le altre chiome, sopra di tutto.

E mentre mi appoggio sento la linfa

scorrere come sangue che

si mischia a quel verde che

fugge  e si ritrae accecato.

L’Ego della bilancia

Vannacci ha un programma, lo ha messo nero su bianco. Non è un programmino ma un programma di vastità considerevole e per nulla buttato lì. Nooo, come tutto quello che fa questo personaggio balzato ai (dis)onori della cronaca politica dopo aver auto pubblicato un libro diventato subito quasi per magia un best seller (in pieno agosto), si tratta di un papello lunghissimo e circostanziato che sfido chiunque a leggersi fino alla fine, forse neppure lui stesso lo ha fatto.

Ma, tanto, non importa che si legga il suo programma è lui stesso tutto il suo programma. La faccia conta in politica e lui la mostra, la espone, la sponsorizza…ce l’ha. Ha una faccia un po’ così, quella che Verdone definirebbe “da brighella”, il generale. Il suo passato lo qualifica. ha le mostrine perbacco, sa quello che fa! E le tiene bene in evidenza anche se, ultimamente coi vertici militari era andato un poco in corni, si insomma, non piaceva più tanto, le sue “gesta” erano quantomeno sotto osservazione…insomma era alla fine di una lunga e onorata carriera…ma lo hanno voluto al geografico per “premiarlo”. Lui pare non averlo troppo gradito ed ha pensato: perché non scendo in campo? ci è sceso in campo e ci ha messo anche relativamente poco. Prima ha sfondato con le vendite del suo libro, ora sta sfondando col suo “programma”. Ed è ad un passo dal cielo, ad un passo dal diventare “l’ago della bilancia” (O anche l’Ego della bilancia), quel famoso ago che se non stai attento ti punge.

Non mi sono certo letta quel papiro babilonese del suo vasto programma e non ho intenzione di farlo. Ma neppure mi metto a criticare o ad argomentare i passi più controversi, quelli che hanno già attirato l’attenzione dei media e die politici e anche della famosa “opinione pubblica” che pretende sempre di avere un’opinione …su tutto.

Se però volete la mia io ve la dico, ma declino, cioè qui la dico e qui la ri dico: quel tipo mi piace sempre di meno, come politico e come uomo. E volete anche sapere perché? Ma siete ben curiosi, beh ve lo dico e non declino checchè: quell’uomo non mi piace! Non mi piace lui, non mi piace il suo programma vasto e ambiguo oltre che smodatamente ambizioso (come lui) e totalmente irrealizzabile come tutti i libri dei sogni che i partiti tutti senza eccezione, presentano per prenderci per i fondelli e poi, una volta al governo fare il contrario o poco poco o niente niente se non sopravvivere, vivacchiare, chi più chi più e anche l’attuale si, non è da meno: fa quel poco che può e per il resto galleggia, Ma, se non altro questo a differenza di altri, resta a galla, ogni tanto fa qualche tuffo e poi riemerge ma fatica a respirare e a volte va pure in apnea.

Ma questo tipo qui non me la racconta. E’ filorusso dalla punta dei piedi alla cima dei capelli, cita Dugin e narra la guerra in Ucraina come lo farebbe Putin.

No, decisamente, no. Punto. Caro Vannacci non avrai mai il mio voto e non mi sorprende che gli italiani facciano la coda per dartelo, abbiamo “illustri” precedenti ma anche se abbiamo visto come sono finiti, gli italiani hanno la memoria corta e l’ignoranza basica…quanto basta per finire nella tua rete. Abboccano e abboccheranno e sarà la rovina delle rovine sulle rovine di un paese già rovinato.

L’unica speranza è che cambi il vento e potrebbe cambiare, ma non affidiamoci al meteo ma agli Arcani Maggiori. Gli unici che dicano la verità senza chiedere nulla in cambio.

Il giocatore

Prendendo spunto da una frase delle deputata americana Alexandra Ocasio Cortes (che ha detto ad una emittente Usa che lei trova che la cultura woke è eccessiva (“Woke 1 is crazy)”,, l’ex presidente Giuseppe Conte ha rivelato a La Repubblica che lui ha le idee chiare sulla cultura woke. Ha detto che lui è ben sveglio e che non vuole farsi scippare voti dal neo movimento “futurista” di quell’ex generale da stropiccio. Deve essergli stato suggerito da Rocco Casalino che ha sempre delle idee meravigliose che gli frullano per la testa. Questa è il vero colpo di genio. Ma si, pensateci, Conte va da un giornale tra i più seguiti a sinistra a dire che l’eccesso di cultura Woke sta portando fuori strada la sinistra, a la porta su un binario già morto e sepolto e che lui non intende percorrere, Lui vuole intestarsi la lotta alle diseguaglianze, vero e profondo ideale di sinistra da sempre. Una mossa da autentico “giocatore”, Dostojevskji ne farebbe un sequel del suo romanzo. Dopo aver ricevuto la porta sbattuta sulla sua proposta sulle primarie “aperte” dalla segretaria del PD, ora si riappropria della scena con questa intervista. Rocco gli ha detto: “vai da quelli, ci stanno a pubblicare qualsiasi cosa che abbia “sinistra” nel testo, ci fai un figurone, tu, potenziale leader del campo largo con questa uscita ti sei assicurato il posto.. Se poi, anche Selvaggia Lucarelli ti riprende e dice che in fondo la Woke ci sta, che ha anche fatto del bene…è fatta, sei al centro del dibattito, ne parleranno nei talk show serali e ti inviteranno e li sfodererai tutto il tuo fascino di latin lover… Termine ormai desueto e scorretto e da farne un dibattito sulla cultura del maschilismo che puoi andare avanti a parlare senza dire un cavolo per due giorni..”.Beh, Casalino si lascia trasportare dalla sua stessa intelligenza e creatività e però, se gli ha dato questa idea è un vero genio comunicativo. Poi con Selvaggia sono amici, tanto una cara ragazza…

Che colpo di teatro, ragazzi questa volta mi sa che Elly si preoccupa. Ma come? Conte che si batte per l’uguaglianza e lei che rimane indietro a pensare ai diritti dei gay?.Ci vuole un’idea ancora più di sinistra, chissà se il PD se ne fa venire in mente una. In fondo sarebbe il suo “campo” o no?

Un buon esempio

Sono d’accordo col sindaco di Como, Alessandro Rapinese il quale ha chiuso il centro città alle biciclette. In molti hanno protestato e detto che la sua è una vendetta perché lui stesso è stato investito da una bici elettrica, lui ha risposto che la sua è una regola che serve a preservare la salute dei cittadini che non devono essere investiti da quel bolidi di ferro che sfrecciano dovunque a velocità impossibili e spesso costituiscono un grave pericolo per i pedoni.

Finalmente qualcuno che ha il coraggio di bannare i ciclisti dal centro cittadino e rivendica la sua scelta definendo così la bici che lo ha investito: “la bestia”. Casi anche recenti di investimenti da parte di ciclisti hanno avuto esito peggiore del suo e tutti abbiamo sperimentato quanto, molto spesso i ciclisti siano arroganti e incuranti delle regole. Convinti come sono di essere i salvatori del pianeta, si lanciano senza paracadute per strade e stradine del centro, pretendono di passare ovunque, di correre indisturbati sui marciapiedi o a lato di strade di grande percorrenza anche se esistono le ciclabili costringendo gli automobilisti a frenare continuamente per non investirli. Per non parlare di quelli che a gruppetti si inerpicano per le vie del centro coi bambini in fiammeggianti piccole mountain bykes che corrono senza la minima consapevolezza dei pedoni che gli si parano davanti e i genitori li incitano invece che avvertirli di non investire le persone. Tanto, sono bambini…

Bene ha fatto il sindaco di Como che è un gioiello, dove le vie del centro si intersecano strette e in pendenza, con la gente che si ferma a guardare le vetrine dei negozi e entra ed esce dai bar e rischia ogni volta di venire arrotato dal ciclista di passaggio. E anche i riders che consegnano le cene e che sfrecciano sui marciapiedi o in mezzo alla strada senza guardarsi intorno e devi lasciarli passare altrimenti ti fanno secco, anche loro devono darsi una regolata perché se il lavoro gli da da vivere, non è il caso di mettere a rischio la vita delle persone che si trovano sulla loro strada per caso.

O imparano a maneggiare un mezzo sempre più tecnologico e pesante oppure lo portano a mano e vanno a piedi quando attraversano i centri cittadini. La baldanza e la tracotanza di tanti, mettono a rischio la vita di tante persone, qualche misura andava presa, spero che molti altri sindaci abbiano il coraggio di seguire l’esempio del sindaco di Como.

I bambini di Kiev

La “cosa” è questa: ma quanto fessi ci fanno? Chi? Indovinate un poco? Quanto siamo fatti fessi da tutti nel mondo? In quale percentuale e quanto ce ne rendiamo pienamente conto?

Lo so che vi sembra una domanda oziosa. Che penserete che sto delirando…bene non importa, proseguiamo. La mia domanda è semplice: in quanti nel mondo ci stanno prendendo in giro noi europei? Seconda domanda: per quanto tempo siamo disposti a farci fare fessi? Semplice no? Provate a rispondere. Non è un gioco e non mi sono svegliata pazza.

Mi spiego meglio. l’India ci vende carburante che ha a sua volta acquistato dai russi. L’India, come altri paesi ha continuato ad importare petrolio russo nonostante l’embargo. Ebbene? Ebbene ora ce lo rivende raffinato e noi lo compriamo. Cioè, quello che non compriamo direttamente dai russi lo compriamo per vie traverse dagli indiani. Non so quanto i vari governi conoscano questa procedura, ma, credo, che non gli sia difficile scoprirlo… Ma non è questo il punto, il punto è che a farci fessi sono davvero in tanti e noi compriamo tutto quello che ci serve senza battere ciglio. Insomma ci facciamo far fessi volentieri purché il nostro tenore di vita non venga in alcun modo intaccato. Paghiamo anche di più, Speriamo negli incentivi statali e intanto ci fanno fessi. ma se persino i russi importano benzina dagli indiani, chi siamo noi per lamentarci? Se i Lavitola e i Ranucci i Tavares, ci fanno fessi costantemente da giorni, come possiamo lamentarci se ci fanno fessi gli indiani?

Ma, obietterete, che fanno i nostri governanti? Chi sono quelli che vogliono da anni aiutare gli ucraini? Non sono forse i volenterosi…? Si, volenteroso e fessi? O forse solo fessi? Beh, non ci facciamo mancare qualche cosa, per carità I fessi abbondano e abboccano, comprano spendono e spandono fin che la barca non affonda, va. Pnnr …zziamoci.

A Kiev c’è anche oggi la morte che arriva dal cielo portata dai missili russi, ( e sai che novità penserà qualcuno, se non si vogliono arrendere…) ne sono arrivati a centinaia, hanno ucciso tante persone tra cui bambini, proprio come succedeva a Gaza e ora in Libano. E ora però lo scenario in Ucraina sta cambiano: c’è chi fomenta sotto, c’è chi vuole scalzare Zelensky e mandarlo a casa. C’è la corruzione che lo sfiora, che lo trasforma nell’uomo dai mille volti… in uno che deve licenziare dal di alla notte e che non sa dove girarsi perché come si gira trova coltelli puntati. Fedorov, uno a caso, l’ex ministro trombato, fa appelli alla popolazione e chiede le elezioni. Le elezioni in tempo di guerra non si possono fare è anti costituzionale, lo sa ma insiste e vuole anche andare da zio Donald a chiedere aiuti per scalzare Zelensky. E lui, il leader triste, è sempre più solo, sempre più assediato e anche se resiste da quattro anni e mezzo, sembra sul punto di cedere.

Non vuole farsi fare fesso! Non vuole, resiste a tutto anche a questo. Ma per quanto? E noi quanto siamo ancora disponibili a farci fare fessi da chi vuole venderci questa tragedia come merce contraffatta? Quanto ancora siamo disposti a farci vendere il sottoprodotto di una società in dissoluzione? Temo davvero che se ci sarà una fine a questa guerra e se la Russia otterrà quello che vuole, sarà una enorme presa per i fondelli e noi, tutti, ne pagheremo le conseguenze.

La “fessità” è una brutta bestia, infame e subdola e si insinua ovunque senza che ce ne accorgiamo e non vediamo quanto e fino a quanto siamo disposti a ignorarla, tollerarla e, addirittura, sponsorizzarla. La Sorte o la Cecità, passando per la “convenienza”. E non c’è governo che tenga, anche se tiene, prima o poi cade e i fessi siamo sempre noi. E contenti pure.

Il blog si prende una pausa

IL BLOG CHIUDE PER FERIE PER UN TEMPO INDETERMINATO (lo deciderò strada facendo).

Se vorrete commentare i post che sono pubblicati, potete farlo, i commenti li passerò al mio ritorno come pubblicherò quelli già in attesa di pubblicazione. Forse…

Saluti e buona vita a tutti!

In cerca di un tavolo

Zelensky resiste. Ma a che cosa? Al suo impeto di ribaltare il tavolo e di dare degli ipocriti ai volenterosi? Può darsi. Ma non lo può fare, per ora. Cosa sia andato a fare da Trump si può ben capire: chiedere ancora armi. Ma da quell’orecchio l’amico del suo aggressore, non ci sente non ci ha mai sentito e mai ci sentirà. L’intesa tra i due dittatori: il russo e l’americano è più che mai felice. Per loro, mentre per il resto del mondo è una spada di Damocle fissa H24 sul collo.

Finirà per arrendersi, non ha scelta. I pacifisti nostrani che intavolano tavoli immaginari ormai da oltre quattro anni, lo sanno e non vedono l’ora di vedere l’ucraino con le mutande abbassate, pardon…con le braghe calate e le mani alzate. E sarà un profluvio di “ve l’avevo detto”. A partire dal campo largo democratico si fa per dire, che se la suonerà e canterà in mi be molle o anche molle e basta. Renzi dice che sostiene l’Ucraina “logisticamente”, cioè con la logica, la sua cioè quella di uno che li ha già mandati a stare sereni da un bel pezzo. Conte segnala che si deve trattare e che il “conflitto russo- ucraino deve cessare presto e bene”, che già, gli conviene. Uno che definisce questa sporca mattanza “conflitto russo ucraino” non può che avere dei conflitti con se stesso. E li ha. Ora più che mai. Elly è troppo ancora padrona della scena, prossima amazzone che arriva sul suo destriero con la spada sguainata e armocromata e lucida a scacciare la “infedele” dal trono del palazzo ambito. Ne spara di cavolate ma vanno tutte a segno e sbirillano i credenti al suo verbo, resiste anche lei come Zelensky in sella al PD, partito armocromatico disarmato ma col coltello tra i denti, affilato e pronto a pugnalare alle spalle chiunque non sia in linea con le correnti, tutte insieme o anche individualmente, sotto e sopra vento. La linea della segretaria sulla Ucraina è netta: aiuto alla libertà degli ucraini ma ricerca di un tavolo per arrivare alla pace. E magari anche di un sotto il tavolo, purché si arrivi alla pace (non era mia intenzione di alludere a null’altro che alle “briciole” n.d.r.) …ma nessuno dei capi e capetti del Pd si è ancora preso la briga di andare a negoziare a casa del dittatore russo. Elly ci potrebbe andare e sfoggiare una camicia rossa con maniche ampie e jeans extralarge coordinato, avrebbe delle chances? Come no? tante, tutte e anche di più. Ma non lo fa per non dare uno schiaffo morale a Giuseppe Conte che però comincia a fare un po’ troppo il bullo per i suoi gusti, ma non lo dice e sorride serafica o serafinica e speranzosa che si convinca che la leader è lei, lei andrà a combattere a mani nude contro Giorgia Meloni, dea incontrastata del centro destra.

Intanto Putin bombarda a tutto spiano e gli ucraini muoiono. Ma la guerra ormai è così diffusa nel territorio del vasto universo che ormai ci frega assai, dicono quasi tutti, volenterosi in via di uscire dal volontariato e lo dicono anche quelli che occuperanno i loro posti, pare scontato. Unione Europa più ormai campo largo e animato di pessime intenzioni più che mai, la guerra di tutti contro tutti. In cerca di un tavolo che magari abbia anche un bel corredo di sedie…