Ho un cruccio. Mi chiedo, se l’americano e il cinese accettano di trattare sull’Ucraina con Putin ma senza gli ucraini e se dovessero pure trovare qualche accordo tra di loro, che cosa farà l’Europa? Perché il rischio che Putin prometta di smettere di bombardare se gli danno quello che vuole, ma a darglielo siano Trump e Xi, c’è. Esiste. E non ditemi che Zelensky poteva accettare i negoziati di Istanbul perché esco pazza. E se esco pazza io, non vi immaginate neppure che cosa potrebbe succedere.
Si, perché i tre sembrano avere una specie di accordo tra di loro di vedersi e trattare. C’arriunimmo e parlammo, pare si siano detti, in luogo e data da destinarsi. Proprio così alla De Filippo. E se la cosa andasse in porto? Trump si candida alle prossime elezioni, Xi si defila per non pagare dazio e Putin mette su le mostrine e entra nel Donbass con l’orchestra al completo.
E i volenterosi? Ciccano. Zelensky lo mandiamo via, al suo posto ci mettiamo Vannacci ( così ce lo togliamo dalle scatole) a fare da forza di interposizione, viene nominato vicerè dei territori occupati da Putin in persona e tutto finisce a tarallucci.
E così la smettiamo di chiedere la pace: la pace c’è è a portata di mano, basta solo che gli ucraini si convincono che meglio di così la pace non si può fare. Pechino val bene una messa.
Penso che sia una questione pratica.
Si tratta con chi è disposto a trattare.
Zelensky pone la precondizione che i russi accettino un cessate il fuoco, che poi si ritirino oltre il vecchio confine, e che gli restituiscano pure la Crimea. Oriana Fallaci avrebbe definito questa posizione “Niente e così sia”.
Quindi, è difficile trattare con Zelensky, anche perché ha un problema interno grosso come una casa: se la guerra finisce in un modo che penalizza l’Ucraina lo destituiscono e lo processano come responsabile di tutti i disastri subiti.
Gli europei si rifiutano di trattare e, addirittura, provocano la Russia con dichiarazioni bellicose ed esercitazioni militari sui confini, per vedere fin dove possono arrivare prima che reagisca male. Anche con loro non si può trattare, perché non vogliono.
Restano solo Trump e Xy che dicono di voler trattare senza precondizioni, per cui andrà a finire che l’accordo lo preconfezioneranno loro e gli altri potranno solo dire di sì o di no.
Risposta
ma per favore…
“Nella telefonata del 9 ottobre in cui Donald Trump ha promesso di tornare a comprare gasolio russo, anche Vladimir Putin ha espresso i suoi desiderata. Il presidente russo sogna un vertice a tre con Trump e Xi Jinping per discutere di Ucraina. Data e luogo dell’incontro sarebbero già stati individuati: Shenzhen, in Cina, in occasione del vertice Apec (Asia-Pacific economico cooperation) del 18-19 novembre.”
Huffpost art. Yalta 2.0
A questo volevano arrivare i “padroni del mondo” e sta per succedere.
Signora Gazzato, può darsi che lei abbia ragione, ma anche no.
Certo, i “padroni del mondo” esistono, e non sono i governanti, ma personaggi che governano i governanti.
Secondo me, però, è in corso un avvvicendamento tra i vecchi padroni e quelli emergenti.
Credo che i vecchi padroni fossero dietro a tutte le guerre del dopoguerra, compresa la guerra in Ucraina, che aveva l’obiettivo principale di indebolire economicamente e industrialmente l’Europa, oltre che riempire i loro portafogli; ma forse il vento è cambiato.
Il fatto che USA e Cina si parlino e decidano insieme è una novità spiazzante, e forse è una novità positiva, che allenta le tensioni e allontana la guerra.
Risposta
non faccia del putinesimo d’accatto, almeno qui sopra, per favore!
Ma lei vede Putin dappertutto. Se lo sogna la notte? Guardi che al mondo non c’è solo lui.
Se io parlassi ragni e ragnatele lei penserebbe che voglio difendere la rete di disinformazione di Putin ….. (smile).