Parlando di politica in generale con una persona, ieri, siamo finiti inevitabilmente a parlare di Trump. La mia opinione su di lui la conoscete tutti, la persona in questione pure. Ma la sua opinione sul tipo differisce dalla mia nel senso che non crede che Trump sarà sfiduciato alle Midterm, ma che, tutto sommato (ma proprio tutto?), le vince perché “agli americani piace”.
Non è la prima volta che sento questa frase. Ma si, è quello che è, ma in fondo piace.
La discussione è finita qui perché elencare i motivi per cui non sono di questo avviso, sarebbe stato troppo lungo e soprattutto inutile. Chi ha di queste idee non ammette di potersi sbagliare, di solito è abbastanza sicuro di quello che afferma e sarebbe stata solo una perdita di tempo.
Ma ora qui li vorrei esprimere (cosa terrei un blog a fare?), lo so, sono ripetitiva e forse noiosa, ma portate pazienza, quest’uomo mi irrita la nervatura e per quanto ci provi non riesce che a irritarmi. Io ci provo a mettermi nei panni di una americana che viene colta da improvvisa passione per questo maturotto signore col capello phonato e tinto, potente e ricchissimo, ci provo, ma proprio non ce la faccio a capire cosa ci trovi. Al contrario, non riesco che a provare un moto di repulsione quando lo vedo effigiato nelle foto che lo ritraggono o nei video o in TV. Le ragioni già le sapete e non ho alcuna intenzione di rinfrescarvi la memoria che alcuni, o molti, hanno cortissima o assente visto che neppure sanno di cosa parlo quando faccio l’elenco delle sue prodezze. Si dice infatti “beata ignoranza”. Meglio restare nell’illusione che sapere che abbiamo sbagliato giudizio.
No, non si penso neppure. Ma oggi mi corre l’obbligo morale di dirvi quanto sia rimasta davvero poco sorpresa delle sue ultime dichiarazione sull’Ucraina. Poco sorpresa perché “conosco” il mio pollo (neppure buono per l’arrosto della domenica) ma soprattutto perché era scritto.
Cioè, non che fosse scritto da qualche parte da cui ho attinto la notizia, no. L’ho scritto io qui sopra e se andate in archivio (attenti perché ormai è polveroso)ve ne rendete conto di persona. Ebbene si, “l’avevo previsto” da lungi anzi da subito dopo che è stato eletto presidente di nuovo. Ma questo non importa è solo un dato insignificante. Quello che conta è che ora la previsione si avvera. Trump vuole inondare gli Usa e il mondo del gas russo in ogni sua forma, liquida, gassosa, spray, in bustine , liofilizzato, surgelato e per questo gli toglie le sanzioni e non basta. NO, macchè. Dice che Zelensky se ne deve andare, che ha rotto, che gli ucraini hanno bisogno di un altro presidente. Non i russi che hanno lo stesso da più di un quarto di secolo, ma gli ucraini che ne hanno uno da sette anni, cinque dei quali passati a difenderli dalla brutale aggressione russa.
Dando così ragione a Putin, aiutandolo a produrre più armi e a provvedere ai bisogni dei russi che trovandosi in una economia di guerra, ne percepiscono gli effetti negativi. Un grosso aiuto ad un amico e, altrimenti, che cosa ci starebbero a fare gli amici se non ad aiutarti nel momento del bisogno?
E gli ucraini? Beh, direbbe lui (lo so) ” si fottano” nell’accezione più ampia del termine, lui non mette mai un limite alla provvidenza.
Finalmente, era ora, diranno tanti. Era ora che finisse la guerra? No, era ora che Trump mettesse al suo posto quell’ucraino invadente e pretenzioso e borioso. La pace si fa anche così. Il Nobel non lo ha avuto, ma una qualche giarrettiera (premio più consono per lui), la ottiene di sicuro. Io gli confezionerei un cappello con le orecchie di asino e una bella felpa con la scritta: ” sei un Giuda”…ma no, sarebbe troppo onore.