Intermezzo

Ho un cruccio. Mi chiedo, se l’americano e il cinese accettano di trattare sull’Ucraina con Putin ma senza gli ucraini e se dovessero pure trovare qualche accordo tra di loro, che cosa farà l’Europa? Perché il rischio che Putin prometta di smettere di bombardare se gli danno quello che vuole, ma a darglielo siano Trump e Xi, c’è. Esiste. E non ditemi che Zelensky poteva accettare i negoziati di Istanbul perché esco pazza. E se esco pazza io, non vi immaginate neppure che cosa potrebbe succedere.

Si, perché i tre sembrano avere una specie di accordo tra di loro di vedersi e trattare. C’arriunimmo e parlammo, pare si siano detti, in luogo e data da destinarsi. Proprio così alla De Filippo. E se la cosa andasse in porto? Trump si candida alle prossime elezioni, Xi si defila per non pagare dazio e Putin mette su le mostrine e entra nel Donbass con l’orchestra al completo.

E i volenterosi? Ciccano. Zelensky lo mandiamo via, al suo posto ci mettiamo Vannacci ( così ce lo togliamo dalle scatole) a fare da forza di interposizione, viene nominato vicerè dei territori occupati da Putin in persona e tutto finisce a tarallucci.

E così la smettiamo di chiedere la pace: la pace c’è è a portata di mano, basta solo che gli ucraini si convincono che meglio di così la pace non si può fare. Pechino val bene una messa.

Non mi convincono

Ancora un “sabato italiano”, proteste, cortei, manifestazioni pacifiche e poi… il caos. Violenti incappucciati, molti minorenni che si scagliano contro la polizia, spaccano vetrine, buttano per aria tutto quello che trovano, Senza insegne di partito, semplicemente così violenti e arrabbiati e mascherati.” L’Italia in Piazza” a fare casino. Ma chi sono e soprattutto chi c’è dietro?

Perché molti sono minorenni tra i quali extracomunitari di seconda generazione. Protestano contro caro vita e stipendi bassi. Vero, sacrosanto manifestare il proprio pensiero in situazioni di disagio economico ma questa roba qui che si vede sempre più spesso ha altri fini. Ha il fine di destabilizzare e di portare sconcerto e inquietudine. Ha il fine di distruggere non di costruire.

Bande disorganizzate ma feroci di ragazzini guidati forse da qualche caporione, hanno devastato tutto in centro a Milano, Torino, Bologna. Centinaia i feriti tra i poliziotti e centinaia denunciati e fermati:

https://www.open.online/2026/10/18/milano-torino-bologna-proteste-carovita-devastazioni-scontri-cosa-e-successo-foto-video

Scene da guerriglia urbana alle quali stiamo facendo l’abitudine.

Ma qui non siamo in Francia e neppure in Spagna, qui siamo in Italia. Fino a qualche giorno fa faceva troppo caldo per accorgersi degli affitti alti e degli stipendi bassi?

Ad un tratto si scopre che si vive male, che il governo non fa abbastanza e che bisogna intervenire…ma come? lanciando pietre contro le vetrine e sassi contro la polizia? Così si ottengono forse dei miglioramenti del tenore di vita? O piuttosto si ottiene di esacerbare lo scontro politico in vista delle elezioni e di sdoganare la violenza come forma di protesta?

Non mii convincete gruppi organizzati e violenti, armati di pietre e bombe carta, non siete credibili, la “lotta” che proponete non mi piace, siete solo dei guastatori e dei mestatori che scendono in piazza per fare interessi “altri” e forse neppure ve ne accorgete di essere sfruttati.

Fin che dura

Considerata l’antipatia che percepisco a pelle, sia nei miei confronti che quelli del blog, in generale, dovrei astenermi dal trattare un tema che mi procura solo frustrazione. Si, lo ammetto, parlare dell’Ucraina (come di qualsiasi altro tema), per me è diventato frustrante.

Percepisco (pure) l’atmosfera che circonda la guerra in Ucraina come ostile, sempre in generale. Tema complesso, arduo e faticoso. Potrei parlare di questa ennesima splendida giornata di ottobre, Un mese di solito con fasi metereologiche alterne, mentre questo è tiepido e soleggiato (almeno qui) e scorre con mattinate radiose e tramonti mozzafiato. Qualsiasi sia la mia disposizione interiore, viene mitigata e “rincuorata” dalla bellezza della natura e dalla mitezza del clima.

Lo potrei fare perché in Italia c’è ancora Pace (fin che dura). Altri paesi vivono da anni guerre e distruzioni e i mesi passano per le popolazioni che le subiscono, come passano gli anni, contando i giorni che mancano prima che possano respirare. In questo senso mi ritengo fortunata.

Ma quello che sento e leggo mi spingono a fare ancora delle considerazioni che non troveranno molta condivisione qui in questo spazio sempre più stretto e direi quasi angusto, dove cerco di esprimere delle opinioni che vengono molto spesso ribaltate, criticate, stravolte…ma sapete che c’è? Non me ne importa nulla e ci aggiungo anche un bel !

Dunque dicevo non c’è pace nel mondo e non c’è pace in Ucraina nonostante i pacifisti italiani continuino ad invocarla ( e Putin gongola). La premier Meloni ha risposto chiaramente all’ultima follia di Trump di togliere le sanzioni sul diesel russo e favorire così Putin e la sua guerra:

«La resa non è pace, è conquista. Se l’Ucraina domani smettesse di difendersi, come in molti auspicano e propongono, noi non avremmo la pace, discuteremmo dell’occupazione di una nazione europea e del ritorno di un imperialismo di stampo sovietico che l’Europa ha conosciuto per mezzo secolo. La posizione del governo non cambia: sostegno a Kyiv, pressione su Mosca e unità euroatlantica».

Inutile dire che sono d’accordo. Pochi tra gli oppositori hanno applaudito ma è un segnale anche questo e molti però continuano a fingere pacifismo quando in realtà si tratta solo di sostegno ad un invasore imperialista guerrafondaio che se ne frega di tutti e bombarda i civili ogni giorno da oltre quattro anni. Aiutato da un altro guerrafondaio e imperialista quanto lui, un “eletto” che come mai prima, sta tradendo alla grande chi lo ha votato e il paese che presiede (indegnamente). Se in Italia chi sta all’opposizione pensa che basti seguire la “linea Conte” per vincere le prossime elezioni, auguri. Il putinismo ormai in Italia è una “religione”, il pacifismo uno sberleffo al Vangelo e un alibi. Contenti voi…

Una buona occasione

Torno a parlare di Sigfrido Ranucci, di cui, francamente, non mi potrebbe importare di meno, solo perché ho letto che ha denunciato un operaio di Oderzo per diffamazione. Pare che l’uomo abbia scritto sotto un suo post su Instagram : ” buffone, truffatore”. L’avvocato del giornalista gli ha fatto recapitare la richiesta di risarcimento che ammonta a 5mila euro.

Ora, le offese vanno bandite dai social, offendere è una pratica molto diffusa purtroppo e però non per questo meno grave. Ma in questo caso si tratta di un potente giornalista che mi risulta sia tuttora dipendente Rai con uno stipendio tra i più alti che un dirigente possa percepire.

Ha fatto gli scatoloni perché non è stata accolta la sua richiesta di condurre ancora Report dopo che la Rai gli aveva tolto la conduzione a seguito dei noti fatti: la bomba del pregiudicato Lavitola depositata davanti a casa sua ed esplosa fortunatamente senza fare vittime. Una vicenda ancora tutta da chiarire, visto che Lavitola si dichiara amico di Ranucci e lo stesso Ranucci lo conferma. Un mistero dunque!

Ma ora pare che Ranucci stia raccattando tramite il suo avvocato, gli insulti che gli arrivano via web e che faccia partire richieste di risarcimento per presunte (o reali) offese. Lui che si dice un paladino della libera espressione e che lotta, sempre a suo dire, per i diritti dei più fragili, chiede cinquemila euro ad un operaio sfrattato che gli ha già chiesto scusa e ha cancellato il post.

Curioso no?

Io mi auguro che non paghi e anzi, dovrebbe chiedere lui un risarcimento a Ranucci per averlo denunciato, per costringerlo a sborsare dei bei soldi per l’avvocato che dovrà difenderlo, per averlo stressato ancora di più in un momento già per lui di grave difficoltà e chiedere i danni morali.

E questo, sempre secondo me, dovrebbero fare gli altri che sono stati o saranno denunciati da lui in futuro. Se Ranucci vuole solo complimenti ed è così sensibile alle critiche, non scriva sui social, si chiuda in casa a meditare sulle sue amicizie, relazioni, amori e disamori, successi e fallimenti. Ne avrebbe da meditare a lungo e forse non gli farebbe neppure male. Ma chiedere soldi a chi non ne ha e ne avrebbe bisogno, perché in un momento di massima frustrazione, ha pensato di mettere un commento su un suo post dove, immagino si sbrodolava, pensando a quanto questi personaggi si approfittino di situazioni di privilegio, vivano nel lusso (pagati dai contribuenti) viaggino, mangino (gratis) in ristoranti dove hanno amici che collaborano a rendergli la vita più facile e che poi, non si capisce ancora bene perché, gli mettano una bomba davanti casa scatenando un putiferio mediatico di cui chi ha altri e ben più gravi problemi di sopravvivenza, preferirebbe volentieri fare a meno…(riprendo fiato)…anche no. Eh no! Sono e sarò sempre contro le offese e l’odio che in tanti spargono a piene mani sui social, ma in questo caso trovo che Ranucci potrebbe fare a meno di andare post per post a scovare chi lo offende per chiedergli soldi. Anzi, dovrebbe fare tesoro delle critiche, anche le più pesanti, per cercare di capire se lui stia agendo davvero in maniera cristallina come dice di fare o se la rappresentazione di se stesso è lievemente falsata dal suo egocentrismo, narcisismo e culto di sé. E magari aiutare chi è in difficoltà, come l’operaio che ha denunciato, senza farsi pubblicità però.

Potrebbe essere una buona occasione per guadare dentro di sé e scoprire che forse c’è qualche cosa, anche piccola, (ma anche no) da cambiare, modificare, o anche semplicemente guardare senza le lenti deformanti della super autostima.

Un fulmine a ciel sereno

Da oggi il papa è ricoverato al policlinico Gemelli per un’operazione al polmone. Lo ha annunciato lui stesso all’Angelus con molta serenità. Già, stiamo parlando di un papa, l’uomo più vicino al Cielo che esista. Pare che la notizia abbia stupito molti, non c’erano avvisaglie, Ma le malattie sono così, non sempre ti avvisano e quando arrivano ti colgono del tutto impreparato. Naturalmente confido che il papa guarisca prima possibile e torni alla sua missione in piena forma.

Ma, temo, non sarà una passeggiata e forse la convalescenza non sarà breve. Certo, sarà seguito al meglio, l’equipe medica farà “miracoli”, ma anche lui e nelle mani di Dio nelle quali certamente lui si è affidato.

La cosa ha sconvolto molti, ma come è possibile che un papa si ammali così di punto in bianco e senza che ci siano delle avvisaglie? Già, ci si aspetta che un papa sia più forte degli altri esseri umani, quasi immortale. Ma non è così e anche lui avrà bisogno della preghiera per affrontare la malattia e la guarigione. Ne riceverà tante e da tutto il mondo e però l’incertezza e l’inquietudine rimane. Sembra un brutto segno un papa che si ammala proprio in un tempo così buio, difficile, complicato, imprevedibile e sempre più inquietante.

Davvero, ha sorpreso anche me e ne sono dispiaciuta e anche preoccupata. Ma la medicina moderna “fa miracoli” e sono certa che tutto si risolverà. Il mondo intero pregherà per lui. Chi non crede forse riterrà la preghiera una perdita di tempo e preferirà affidarsi del tutto alla scienza.

Ma chi crede pregherà per Leone e sarà una preghiera collettiva e molto potente e speriamo davvero che arrivi dove deve arrivare con tutta la forza insita in piccolo ma potente gesto d’amore.

Da da da

Ecco, la telefonata tra Putin e Trump dei giorni scorsi. La immagino così:

Trump chiama Putin, oh, una telefonata non aspettata che felicità. Putin risponde da da da. Trump felice: come ti butta Vladimiro? la lunga e tortuosa strada per arrivare alla tua porta, tu non sai… Ma dai, non dici niente? Non mi tenere il broncio, lo so che ti ho trascurato ma ho avuto molto da fare, ma tu sei sempre nella mia mente. Lo sai.

Silenzio.

Beh, non dici nulla?

Da da da.

Ah, già, lo so che sei uomo di poche parole e va bene parlo io, senti che ne diresti se facciamo fuori quel tale, si se ce lo togliamo dalle palle? Che ne dici?

Da da da..

.ah sei d’accordo dunque. Eh lo sapevo. Come si fa a non essere d’accordo con uno come me? Non so perdere. Sono un ragazzo fortunato. Ma…e tu, tu come stai?

Silenzio.

Eddai, su, tu sei grande gran grande come te ci sei soltanto tu, lo so, ma io sono così e passo il tempo bevendo caffè nero bollente ma mi manchi, posso far finta di star bene ma…mi manchi. E tu, dimmi qualcosa, che fai taci?

Silenzio.

E va bene, ti capisco, hai un nodo alla gola, non ti esprimi come vorresti, temi di essere sentito, capisco, lascia parlare me, dì si o si…che brutto mondo, siamo sotto i riflettori e lo sento sai che vorresti parlare, ma temi che i tuoi sentimenti vengano fraintesi, che brutto mondo. Lo so che sei un uomo di cuore, il mio sta soffrendo e gli dico ogni mattina sussurrando per non svegliare la mia soulmate…mio cuore tu stai soffrendo… cosa posso fare per te?

Silenzio.

Ma… for My sake, dì qualcosa, una parolina, buttata lì, io capisco anche un monosillabo può strapparmi il cuore o rischio di affogare, e va bene così…ed ho sentito nel silenzio una voce dentro me che mi diceva: vai Donald, non puoi sbagliare quelli belli come noi che sono pochi non sbagliano mai.

Allora ci stai o no? Lo facciamo questo deal? Facciamo fuori i volenterosi, l’ucraino e tu mi dai il tuo gas e io ti do tutto il mio amore per eternità. Uh? Che mi dici? Parla più piano, cioè no più forte, forte forte forte…come te ci sei soltanto tu e nessun altro. Come me però non c’è nessuno e lo sai, eddai che non ci sente nessuno…un bacino me lo mandi?

Da da da…clik.

Il traditore

Parlando di politica in generale con una persona, ieri, siamo finiti inevitabilmente a parlare di Trump. La mia opinione su di lui la conoscete tutti, la persona in questione pure. Ma la sua opinione sul tipo differisce dalla mia nel senso che non crede che Trump sarà sfiduciato alle Midterm, ma che, tutto sommato (ma proprio tutto?), le vince perché “agli americani piace”.

Non è la prima volta che sento questa frase. Ma si, è quello che è, ma in fondo piace.

La discussione è finita qui perché elencare i motivi per cui non sono di questo avviso, sarebbe stato troppo lungo e soprattutto inutile. Chi ha di queste idee non ammette di potersi sbagliare, di solito è abbastanza sicuro di quello che afferma e sarebbe stata solo una perdita di tempo.

Ma ora qui li vorrei esprimere (cosa terrei un blog a fare?), lo so, sono ripetitiva e forse noiosa, ma portate pazienza, quest’uomo mi irrita la nervatura e per quanto ci provi non riesce che a irritarmi. Io ci provo a mettermi nei panni di una americana che viene colta da improvvisa passione per questo maturotto signore col capello phonato e tinto, potente e ricchissimo, ci provo, ma proprio non ce la faccio a capire cosa ci trovi. Al contrario, non riesco che a provare un moto di repulsione quando lo vedo effigiato nelle foto che lo ritraggono o nei video o in TV. Le ragioni già le sapete e non ho alcuna intenzione di rinfrescarvi la memoria che alcuni, o molti, hanno cortissima o assente visto che neppure sanno di cosa parlo quando faccio l’elenco delle sue prodezze. Si dice infatti “beata ignoranza”. Meglio restare nell’illusione che sapere che abbiamo sbagliato giudizio.

No, non si penso neppure. Ma oggi mi corre l’obbligo morale di dirvi quanto sia rimasta davvero poco sorpresa delle sue ultime dichiarazione sull’Ucraina. Poco sorpresa perché “conosco” il mio pollo (neppure buono per l’arrosto della domenica) ma soprattutto perché era scritto.

Cioè, non che fosse scritto da qualche parte da cui ho attinto la notizia, no. L’ho scritto io qui sopra e se andate in archivio (attenti perché ormai è polveroso)ve ne rendete conto di persona. Ebbene si, “l’avevo previsto” da lungi anzi da subito dopo che è stato eletto presidente di nuovo. Ma questo non importa è solo un dato insignificante. Quello che conta è che ora la previsione si avvera. Trump vuole inondare gli Usa e il mondo del gas russo in ogni sua forma, liquida, gassosa, spray, in bustine , liofilizzato, surgelato e per questo gli toglie le sanzioni e non basta. NO, macchè. Dice che Zelensky se ne deve andare, che ha rotto, che gli ucraini hanno bisogno di un altro presidente. Non i russi che hanno lo stesso da più di un quarto di secolo, ma gli ucraini che ne hanno uno da sette anni, cinque dei quali passati a difenderli dalla brutale aggressione russa.

Dando così ragione a Putin, aiutandolo a produrre più armi e a provvedere ai bisogni dei russi che trovandosi in una economia di guerra, ne percepiscono gli effetti negativi. Un grosso aiuto ad un amico e, altrimenti, che cosa ci starebbero a fare gli amici se non ad aiutarti nel momento del bisogno?

E gli ucraini? Beh, direbbe lui (lo so) ” si fottano” nell’accezione più ampia del termine, lui non mette mai un limite alla provvidenza.

Finalmente, era ora, diranno tanti. Era ora che finisse la guerra? No, era ora che Trump mettesse al suo posto quell’ucraino invadente e pretenzioso e borioso. La pace si fa anche così. Il Nobel non lo ha avuto, ma una qualche giarrettiera (premio più consono per lui), la ottiene di sicuro. Io gli confezionerei un cappello con le orecchie di asino e una bella felpa con la scritta: ” sei un Giuda”…ma no, sarebbe troppo onore.

Artifischio

Ad ogni cambio di legge elettorale ci sono infinite polemiche, risse e case di tolleranza varie. Si, la legge elettorale è sempre stata cambiata da ogni governo o quasi e ogni volta si è gridato al lupo, al colpetto di stato, vergogna vergogna, siamo alla soglia del delirio fascista…gli hanno dato i nomi degli ideatori e poi si è votato ed è andata come è andata. Meloni ha la sua, eh già, ma perbacco sarà incostituzionale? Ma perché Mattarella non dice nulla? Ma dice Conte. Con…chi? Ma si, l’avvocato, quello che non sa nulla che il suo ex studio utilizzava il suo nome per lucrare sulle commesse dei dispositivi anti Covid. Conte, si, sempre lui, quello che ha aumentato le spese militari in tempo di pace…ma che dico? pacissima. Ora si dissocia anche da se stesso. Lui non c’era nei suoi due e quasi tre governi, lui non c’era era apprendista stregone e si capisce che non avesse ancora questa tempra. Non era temprato. Era novello e si sa che ci vuole il tempo suo. Persino il generale se governasse farebbe meglio di lui. Il generale omofobo. Ce lo vedete al governo a passare in rassegna i suoi ministri? Tutti etero li vuole e li perquisisce personalmente per vedere se qualcuno ha fatto il furbo e nasconde qualche pateracchio al suo occhio attento…da ufficiale poco gentiluomo.

Conte no. Lui è liberale, lascia fare purché si faccia come dice lui. Ah ne ha fatta di strada, non ha la zeppola dopo ore di logopedista, ma in compenso ha una spocchia che gli si legge su ogni ruga spianata dalle Chanel pour homme che si spalma ogni notte tanto che la Paladino si rifiuta di dormici assieme ed hanno stanze separate, troppo unto. Ma no come quello che sapete era unto di suo, no proprio unto unto anzi bis unto, come i suoi governi il Conte uno e il Bisconte. Il Bisconte di Appula brrr fa venire il brivido alla spina, ma no come la birra gelata ma come proprio quando fuori nevica.

Oggi parlò. Attorniato dai suoi rifugiati ex grillini, disperati ora non più, fuoriusciti e dentro entrati a guidarli ormai c’è lui, se li è presi sulle spalle, ha rubato il simbolo e ora se ne sta in Parlamento a fare le arringhe. E’ il mestiere suo arringare. Dunque oggi ha parlato ed ha detto…che ha detto? Boh, ha parlato di artisfizio, legge tuffa o fuffa, si è incartato ma solo un poco. Il giusto. E poi ha detto che il governo l’ha concepita (sentite ..concepita, come suona bene…) per imbullonarsi alle poltrone. Grandioso. Lui il bullone lo porta sempre con sé, lo tiene nella diplomatica, al terzo tentativo di fare il governo, non riuscito, se l’è tolto dal posteriore per piazzarlo dentro la 24 ore ma prima lo ha portato dal santo a benedire. Devoto al suo Santo e ne ha ben donde…gli è andata bene. Va. Ora poi che si è quasi sganciato dall’appiccicosElly, gli ha portato il classico cero. Gli è costato quasi come la Jaguar usata ma ne è valsa la pena,

Insomma abbiamo sempre un Conte di riserva in panchina, sfruttiamolo bene…almeno quanto lui sta sfruttando noi.

Crudeltà assassina

La crisi abitativa, la speculazione edilizia e la politica. Messi assieme questi tre ingredienti fanno saltare il governo spagnolo del socialista Pedro Sanchez, il quale, ultimamente si è trovato spesso al centro di polemiche. Ora la crisi. Sanchez si dimette a causa di alcuni provvedimenti sulla casa che non sono stati approvati. Mancava poco allo scadere del suo mandato e forse questa crisi potrebbe per lui trasformarsi in opportunità, o opportunismo.

Le proteste in tutto il paese di questi giorni, a seguito dello sfratto di una donna di 87 anni, portata fuori dal suo appartamento in barella, dai sanitari, sono la miccia che ha innescato la crisi. “Maricarmen non è sola” scandivano i manifestanti. E per lei era arrivato finalmente un provvedimento che le permetteva di rimanere nella sua casa. Ma ormai è inutile: Maricarmen è morta ieri all’ospedale dove era ricoverata dopo il traumatico sfratto, non ce l’ha fatta. Lasciare in quel modo la casa dove aveva vissuto tutta la vita per lei è stato uno choc che l’ha uccisa.

La crudeltà dimostrata dagli speculatori che per sette anni l’anno torturata con le carte bollate e le richieste di pagare un affitto esoso che non poteva sostenere e quella scena di lei trasportata in ospedale, cacciata senza pietà mentre la folla tentava di fermare l’esecuzione dello sfratto, resteranno a lungo nella memoria degli spagnoli e non solo. La speculazione sta facendo danni enormi ovunque ed è dovere dei governi imporre regole severe con urgenza.

Sanchez ora ha approvato dei decreti per cercare di tamponare una situazione che va avanti da anni, ma per Maricarmen è troppo tardi. Avrebbe dovuto pensarci prima e forse è tardi anche per lui per recuperare la fiducia che gli spagnoli dopo questa tragedia faranno fatica a confermargli. Ha fatto cose buone ma ha forse trascurato uno dei problemi più sentiti e gravi del nostro tempo: la barbarie di una speculazione assassina che va fermata con tutti mezzi.

Lo devo dire

Usciamo dall’equivoco. Nella esposizione dei miei “sentimenti” riguardo al blog, cosa che faccio periodicamente, come un amico del blog mi fa notare, non c’è autocommiserazione ( e “non cerco comprensione”) o, peggio ancora vittimismo, cosa che detesto negli altri e di conseguenza non vorrei mai mi fosse attribuito. Anche se c’è chi ci ricorre spesso e volentieri ed è piuttosto diffuso a tutti i livelli.

Perché è facile fare questa considerazione quando si vuole trovare un argomento che ci metta serenamente apposto con la nostra coscienza: quel “fai la vittima”, quel liquidare le argomentazioni altrui con una frase che va bene per tutto, giustifica tutto, mette tutto su uno stesso piano e non fa sconti. Un po’ come si usa dire ai bambini: “e dai, non frignare”.

Nelle relazioni tra adulti il “non frignare” somiglia molto al gaslighting, quell’atteggiamento che mira a far credere che chi si lamenta di qualche cosa sia “malato” o “stanco” o in preda a qualche allucinazione. E’ una pratica piuttosto diffusa soprattutto nei riguardi delle donne: “sei troppo sensibile” te la prendi troppo per niente, sdrammatizza…. Così diffusa che spesso chi la usa ne è inconsapevole, si crede nel giusto, da per scontato di avere ragione e reitera i motivi per cui gli arriva la lamentela. Perché è un classico e però a me non sta bene. Eh no! E vi dico anche perché.

Se qui ogni tanto o “ciclicamente” vi dovete “sorbire” le mie “lagne”, non è perché mi va di frignare per ottenere chissà che, ma è solo un mio modo di farvi partecipare a quello che io, da dietro e davanti le “quinte” osservo. E la mia è una posizione certamente “privilegiata”, ma che spesso e volentieri diventa quella che le “lagne” le deve subire e tacere o confutare e argomentare, smentire o spiegare e giustificare e poi pubblicare o tagliare o censurare (poco e magari poi pubblicare dietro insistenze e, a volte, persino “minacce”) nel caso in cui non sia possibile nessuna di queste “interazioni”. Vi faccio partecipi di quello che “vedo” che sento e che percepisco. E lo trovo giusto perché trovo che tra persone che interagiscono tra loro per anni, ci dovrebbe essere quella che si chiama “empatia”, che non significa “starsi simpatici” per forza. La simpatia è un sentimento individuale che si prova o non si prova, cioè: piace ciò che piace. No, non mi riferisco a questo. Ma all’empatia che è un sentire l’altro in maniera più profonda e che va oltre l’apparenza.

Dante lo esprime in maniera eccelsa nella sua Commedia che altro non poteva definirsi che “divina” quando dice: ” se io m’intuassi come tu t’immii…» (Dante: IX canto del Paradiso).

Non possiamo trovare nessuna espressione più alta che descriva meglio l’empatia: e se io mi intuassi come tu t’immii…implica quella reciprocità che ci deve sempre essere in tutte le relazioni, dalle più superficiali alle più intime e che si può avvertire “a pelle” anche in un incontro casuale tra sconosciuti. Soprattutto nei luoghi dove si soffre, gli ospedali per esempio, che in questo ultimo periodo per motivi che sorvolo, ho frequentato spesso. Ne ho sentita a volte di empatia e l’ho a mia volta provata e mi sono intuata e ho percepito l’immiarsi di qualcuno che la percepiva a sua volta.

Ecco, questo è ed ora prendetela come vi pare ma ve lo dovevo dire.

E infine, io credo che ci sia del “divino” in tutti, come diceva il “papà” di Topo Gigio che ha lasciato questo mondo a cento anni e che ha dato vita ad un personaggio che mi ha fatto tanto ridere da bambina e che dire che era simpatico è certamente riduttivo: il messinese Peppino Mazzullo che ha vissuto fino a quando ha potuto e che ha dato vita ad un personaggio immortale e verso il quale, credo, tutti non possiamo che provare simpatia e rispetto e decisamente empatia della migliore, nei suoi confronti e in quelli della sua famiglia, Gigio, il topo, compreso.