Arrestatelo

Esce da un luogo dove è stata interrogata per oltre sette ore sette mi sembra molto decisa e rilassata, quasi come se uscisse da una sessione di yoga. Parlo di Hilary, si la moglie di Bill, la ex segretario di stato americana, la ex candidata alla presidenza, battuta allora dal sitting president Non Serve Il Nome. Lui dovreste interrogare, pare abbia detto.

Dunque la moglie dell’ex presidente Clinton che sarà interrogato oggi, ha detto e ripetuto durante un’ estenuante interrogazione, che non ha mai avuto nulla a che fare col porco maiale essere disgustoso che non risponde più perché defunto, al nome di Jeffrey Epstein.

In tutti i modi glielo hanno chiesto e in tutti i modi ha risposto che no, mai visto né conosciuto, mai frequentato, decisamente e direttamente ha negato ogni suo rapporto di qualsiasi genere col defunto pedofilo.

Ha chiesto che la sua deposizione fosse pubblica ma le è stato negato, ma ha parlato diffusamente coi giornalisti ed ha descritto molto dettagliatamente quanto ha subito durante l’interrogatorio. Non era provata affatto o almeno sembra davvero serena, devo dire persino quasi bella nel suo dignitoso contegno.

Fra non molto sapremo come si sarà difeso suo marito, quel Bill Clinton famoso soprattutto per le sue scappatelle che però ormai sembrano decisamente quasi ridicole di fronte alle emerite porcate che emergono da questa inchiesta che coinvolge persino teste coronate. Trump dice che lui con Epstein non ha avuto nulla a che fare e lui non ha fatto nulla di male…però ci sono testimonianze di donne che dicono che lui era li, col maiale mentre facevano le feste con le bambine di 14 anni, costrette ad avere rapporti sessuali con quei due mostri,

Lo schifo di tutto questo è che si sapeva chi era Trump ma è stato lo stesso eletto presidente. Ed ora che il dipartimento di Giustizia sta cercando di far sparire le evidenze del suo coinvolgimento col porco dai files, c’è chi testimonia che lui c’era e non solo c’era ma agiva allo stesso modo del porco assieme al porco.

Ma chi viene tartassata di domande è una donna che deve avere nove vite per quello che ha sopportato e che ha dimostrato davanti al mondo di non avere nessuna paura delle domande insidiose e ripetute allo sfinimento di chi punta il dito contro di lei e il marito ma dimentica che chi dovrebbe essere interrogato sta alla Casa Bianca, sta lì a portare scompiglio nel mondo e fare e disfare in un delirio di onnipotenza e prepotenza mai vista prima solo per sfangarla, per sfangare la galera che ha evitato proprio diventando presidente per la seconda volta, sconfiggendo ancora una volta una donna.

Ma saranno le donne, tante donne, quelle stesse donne che lui e il suo amico porco hanno umiliato da bambine costringendole a fare cose ignobili rubandogli il futuro, che alla fine riusciranno a togliere quella maschera ad un personaggio che sfugge come una biscia da anni alla Giustizia e mostra di sé l’immagine fasulla del buon padre di famiglia.

Perché Hilary si e Melania no? Eppure Melania è presente in molte foto col porco, grazie a lui ha conosciuto il marito e dunque ne sa di certo più di Hilary. L’ipocrisia del suo documentario snobbato da tutti, la mostra come una dea, ma quelle foto provano che lei col porco ha avuto a che fare spesso. Ma a subire un interrogatorio di sette ore non è lei ma una ex first lady che si è difesa con grinta e dignità. Potrebbe e saprebbe fare lo stesso la bionda Melania?

Questa è la storia, un porco defunto e uno vivo, quello defunto che tira i piedi del vivo e prima o poi riuscirà a farlo cadere dal piedistallo su cui si è messo. Troppe ne ha combinate ed ora il destino farà il suo corso spinto da chi, da morto, non troverà pace fino a che l’altro par suo non sarà arrestato.

Non è difficile…

All’alba di domani saranno quattro anni da che è iniziata l’operazione speciale di Pietrov Gambadilegnov contro l’Ucraina. Quattro anni fa il nostro ordinava alle truppe di avanzare dentro il territorio ucraino e di puntare le sue armate a Kiev.

Zio Paperone lo aveva detto, si sapeva da mesi che Pietrov armeggiava e impilava carri armati e parafernalia varia al confine, mesi e mesi ad accumulare armamentario da guerra e lo aveva detto, aveva avvisato tutti: guardate che quello invade. Ma niente. Pippo e Pluto hanno fatto spallucce e persino Paperino non gli ha creduto. Paperin (Zelensky ) era stato eletto con convinzione perché tenesse lontane le velleità dei russi, ora questa cosa se l’avesse considerata, avrebbe creato il panico tra la popolazione, i commerci che cominciavano ad ingranare ne avrebbero sofferto…e poi, zio Paperone era anziano, forse anche un tantilello rimba (così dicevano in molti di lui a Paperopoli)…e però alla fine, quando ha capito che forse aveva ragione ha tentato la mossa di chiedere al borioso Archimede (lui ai suoi spioni ha sempre dato credito) di telefonare a Pietrov e di dirgli che non ci pensasse proprio a invadere, che non era cosa…che ci avrebbe rimesso…

Ma Pietrov non ha ascoltato nessuno, né zio Paperone che aveva incontrato mesi prima a Ginevra, né borioso Archimede, ma aveva snobbato tutti con molta sufficienza. Come si addice ad un illustre rappresentante della dinastia dei Gambedigno.

E così è andata, l’invasione è iniziata, dai piani del russo, briffato dai sui generali che avevano gonfiato il petto e sparato qualche palla alta sull’effettiva condizione dell’esercito e sulle sue potenzialità (Pietrov non è uno che va per il sottile), sarebbe dovuta durare al massimo un mese, ma che dico un mese? un paio di settimane: fare fuori Paperino e sostituirlo con Paperinik che rispondesse ai suoi comandi e conquistare la capitale senza troppo sforzo e mangiarsi un gelato sul viale principale, qualche gelateria aperta anche a Marzo si sarebbe trovata.

E invece…

Ora, al posto di zio Paperone c’è la strega Nocciola, Paperino è sempre la e si è convinto che deve rimediare all’errore di non aver dato retta a chi gli diceva di prepararsi per la battaglia o scappare. No lui non è scappato, ha cambiato solo l’ outfit e si è messo la divisa da combattente e da allora sfugge ad ogni tentativo di eliminarlo e non solo, sta facendo ammattire i volenterosi (compresa la bella Paperina italiana) con le sue richieste di armi e munizioni sempre più pressanti.

Mentre Pietrov, un po’ deluso dai suoi alti papaveri ogni tanto li cambia o li fa sparire (con la bacchetta magica fornitagli dalla strega Nocciola) e insiste a voler fare sua la povera Ucraina che è da quattro anni che non ci sta…aiutato dalla strega che fa “fatture” in continuazione e mette in subbuglio il globo perché non le garba nulla e si vendica anche degli starnuti dei poveracci che le capitano sotto tiro ma anche sopra.

Basta, mi sono stancata, la storia è questa, la sapete già, sostituite i paperi e i papaveri coi personaggi reali e capirete di cosa parlo (non è difficile)…

Troppi errori

Avevo sentito dire: “Non soffre è sedato”. Mi aveva colpito questa frase in modo particolare e anche se non avevo seguito molto la vicenda del piccolo Domenico, mi era sembrata una frase foriera di morte. Non si sapeva fino a oggi quello che era veramente successo nei particolari, tutti agghiaccianti, sull’iter doloroso e alla fine tragico di quella che doveva essere un’operazione di trapianto cardiaco che doveva dare una speranza di nuova vita al piccolo. L’Italia vanta la fama di essere all’avanguardia sui trapianti e sembrava quasi che si trattasse di un’operazione di routine. Invece si è dimostrata una tragedia italiana di quelle che stenti a capire come sia potuta accadere.

Ho capito che da Bolzano dove era disponibile il cuore da impiantare al piccolo a Napoli, è partito il primo di una serie incredibile di errori umani che si dipanano con atroce sequenza fino alla fine, uno via l’altro, non sto a descriverli, sono elencati nella cronaca di questo pasticcio tremendo iniziato a Bolzano e finito a Napoli dove ora i medici sono indagati per omicidio colposo. Dal ghiaccio secco per conservare il cuore, fino alla decisione del chirurgo di espiantare il piccolo cuore del bambino senza aver prima verificato che il cuore donato fosse idoneo. Una serie incredibile di errori fatali che hanno portato via per sempre la speranza dei genitori che il loro figlio potesse avere una vita normale e che ora vogliano sapere tutta la verità.

Una fatale catena di errori, omissioni, trascuratezze, che hanno di fatto provocato la morte di un bambino di due anni, malato, al quale è stato impiantato un cuore danneggiato, dunque peggiore di quello col quale era nato.

Non posso credere che in qualche modo abbia giocato un ruolo in questa tragica vicenda il fatto che tutto si sia computo a cavallo tra Natale e Capodanno, né che dei professionisti con esperienza conclamata, possano aver trascurato qualcosa perché già con la testa ai festeggiamenti. No, davvero, non lo posso pensare. Ma ho avuto la sensazione netta da sempre che sia meglio, se possibile, ovviamente, non avvicinarsi alle strutture ospedaliere nel periodo che coincide con le festività natalizie.

Resta l’amarezza e la consapevolezza che molto più di qualche cosa non ha funzionato e che anche se pare brutto dirlo, sembra proprio che tutto abbia giocato contro la salvezza di questa creatura e la speranza dei suoi genitori. Ai quali esprimo tutta la mia vicinanza e solidarietà.

Gelato al limone

Non credo sia una buona mossa da parte della premier mettersi così platealmente contro i “giudici politicizzati”. Che ci sia una parte della magistratura che fa politica, non c’è alcun dubbio: si sono divisi in correnti e esprimono le loro idee in base alla ideologia politica che gli sta dietro. Principalmente di sinistra. Ma criticare le sentenze che si sono accavallate in questi giorni definendole assurde, non mi pare il modo migliore per propiziare un clima sereno tra poteri dello stato che il presidente Mattarella ha auspicato- Se Meloni si sente attaccata dai magistrati per vari motivi deve poterlo provare.

La vicenda della Sea Watch, poi, è una sorta di Nemesi che si presenta proprio nel momento meno opportuno per un governo che vuole modificare alcune norme della costituzione relative alla magistratura.. Ma che i giudici abbiano sentenziato che lo stato debba risarcire la nave che era stata posta sotto sequestro senza motivazioni valide, non è una cosa che si possa contestare. Il danno c’è stato, lo ha fatto lo stato, lo stato paghi.

Della nave delle ONG ferma in porto per giorni in piena estate, si è parlato a lungo e non ci ritornerei, la capitana è stata assolta con formula piena da tutte le imputazione e lo stesso è accaduto all’ex ministro dell’Interno del primo Conte, ora ministro delle Infrastrutture e Trasporti Matteo Salvini. Assolto anche lui. Dunque la vicenda si è conclusa in modo postivo per entrambi. Ma Salvini che ora è ministro del governo presieduto d Giorgia Meloni, non ci sta e ciancia a vanvera di strumentalizzazioni delle vicenda da parte della magistratura.

Ma no, Salvini, faresti meglio sempre a tacere, se non apri la bocca si potrebbe anche pensare che ogni tanto ne azzecchi una, ma se parli togli ogni dubbio che il silenzio sia la postura che più ti conviene.

Ma, dopotutto, forse se la prende tanto perché sa che quel 170mila e passa euro sono responsabilità sua da dividere equamente con l’ex premier Conte che se la cava sempre, non a caso è avvocato delle cause che lui stravince sempre sguisciando come una biscia e non paga mai.

Questa vicenda turberà i sonni del governo ma soprattutto di Salvini che ha come incubo ricorrente Carola che lo sperona con una jeep di grossa cilindrata in un sentiero di campagna e lui finisce in mezzo ad un gregge di pecore belanti.

Ma la Costituzione qui non c’entra proprio, la riforma ancora meno, c’entra che in Italia troveremmo da litigare anche sul gusto del gelato al limone, se deve essere acidulo, amarognolo, dolce con brio o semplicemente limonato…e ai giudici tocca sempre sentenziare, perché a chi viola la legge tocca subire il processo e se è giusto e il reo ha sbagliato, tocca pagare.

I talloni di Giorgia

Non si capisce bene perché Giorgia Meloni si voglia abbrancare a Trump e a quella schifezza del Board of peace anche se solo come osservatore. Ma osservatore di che? Di quelli che si spartiscono il bottino? Non ci fa una gran figura. Ma come? Siamo nel gruppo dei Volenterosi, siamo per difendere l’Ucraina, siamo a difesa dei valori europei e nazionali…e stiamo smaccatamente col putianinissimo Trump?

Quel soggetto che ha più cause che peli sulla lingua? Francamente non la capisco. Si, diciamo che capisco la ragione di stato, la politica atlantista, anche persino la condivisione su temi di destra, tutto quello che si vuole, ma Trump e i suoi scagnozzi sono inguardabili, sono la quintessenza della volgarità, della disonestà e della miseria umana. Non si salva davvero nessuno.

Ma si tratta del fatto che lui ora rappresenta l’America, si, lo so, ma la rappresenta da schifo. La rappresenta al peggio, nessuno prima di lui e di loro l’aveva rappresentata peggio di così. Ora Trump, quello che contestava la vittoria di Biden, quello che ha promosso l’insurrezione popolare del 6 gennaio al Campidoglio per il quale ha una imputazione, vuole manipolare le elezioni di midterm perché dice altrimenti finisce che gli danno l’impeachment. Lo sa che lo impicciano di nuovo, i motivi per farlo ci sono tutti e forse anche di più. E allora tramaccia come sempre. Insomma un personaggio dal quale bisognerebbe prendere le distanze chilometriche non avvicinarsi.

Temo che questo sarà per la premier un passo che si rivelerà falso e che avrà ripercussioni sul governo. Agli italiani Trump non piace e se la vediamo in cartolina mentre gli fa le smorfiette potremo anche non sentirci proprio contenti. Temo che lo tema, scusate il giochino di parole ma temo che abbia paura di lui. Coi mati no se fa pati, diciamo qui in Veneto e lei dovrebbe, secondo me seguire l’adagio. Ma ci va piano piano nel dimostrare il disagio che certamente sente (non può non sentirlo) di sentirsi una mosca bianca e cieca o di fare la parte. Perché lei sa bene che tipo sia quello e però lei deve avere delle ragioni che non ci dice per rimanere impassibile davanti alle azioni barbare del barbaro.

Credo che questo sia il suo punto debole, il tallone d”Achille che potrebbe costarle tanto. Forse persino di più di quanto immagini. Potrebbe costarle la vittoria al referendum e persino la sedia. Vedremo se avrà ripensamenti dell’ultimo, io mi auguro di si. So bene che non è facile mostrare i denti senza sorridere ma digrignandoli un po’ ad un tipo simile. Ma mi augurerei che lo facesse, con stile, con grazia, con femminile savoir faire, ma che lo facesse. Giorgia mostragli i …talloni e distanziati più che puoi dal miserabile in chief. Trova qualche scusa e dagli buca, una buca grossa, senza parere, con nonchalance ma dagli buca. Tanto quello ha tanti di quei guai che se ti avvicini ancora a lui nella buca ci finisci tu, assieme a lui.

Viva il coraggio!

Il procuratore Nicola Gratteri è un magistrato di tutto rispetto e che merita tutto il rispetto. Sia per la sua biografia sia per il ruolo che occupa. Quanto ha affermato sul referendum sulla Giustizia è una sua opinione. Certo si può discutere se sia condivisibile o meno o se sia opportuno rendere pubblica una opinione così netta e tranchant, ma va considerato il valore della persona che ha pronunciato quelle parole e gli va dato, secondo me il giusto valore.

Gratteri ha detto che chi vota si al referendum è una persona poco per bene, in soldoni. Lui ha poi precisato di essere stato frainteso, di essere stato estrapolato da un contesto…solite scuse di chi magari capisce di aver detto una cosa piuttosto forte e di doverne pagare le conseguenze. Ma non si è ritirato, lo ha ribadito, con coraggio, ha detto.

Questa è la frase incriminata:” “Voteranno per il No le persone perbene. Voteranno per il Sì gli indagati, gli imputati, la massoneria deviata, tutti i centri di potere che non avrebbero vita facile con una giustizia efficiente”

Dunque, bene, viva il coraggio. Io non mi farò certo influenzare da lui, dica quello che gli pare, siamo in democrazia. I politici farebbero bene a lasciare che dica e a non sottolineare troppo la gravità di quell’affermazione. Si sa, un procuratore della Repubblica quando fa affermazioni pubbliche dovrebbe parlare come un libro…stampato. Ma ha detto la sua e andiamo oltre. Il coraggio prevede che non ci si penta di dire cose scomode, la pensa così? Bene, nessuno si senta offeso da una opinione in libertà, ma voti secondo coscienza senza farsi influenzare.

Gratteri sembra avere fatto uno spottone per l’astensione ma io credo che fallirà perché gli italiani non sono permalosi ma dispettosi, qualche volta, si.

Pappagallini

Se qualcuno aveva dei dubbi (ancora) su come la Russia di Putin elimina i suoi oppositori, ora dovrebbe avere chiaro i metodi che usa: Alexei Navalny è stato avvelenato con una rara tossina che ne ha causato la morte due anni fa mentre era detenuto in una prigione artica.

Pochi dubbi ne aveva la moglie che ha fatto di tutto per poter accertare la verità e un pool di studiosi inglesi ora, ha fornito le prove che aveva ragione. Inoltre il veleno usato dai russi è proibito considerato fuori legge e bandito da convenzioni internazionali che Putin ha violato.

Ma non è certo una novità e non stupisce la fine che fanno i suoi oppositori morti di “freddo” si sa quale sia, la peggiore, ma sono sicura che ci sia chi dubita. Chi pensa che sia tutta una macchinazione messa in atto dagli europei infidi che vogliono indebolire la grande Russia gettando ombre e fango sulla limpida amministrazione del Cremlino.

Sentiremo nei prossimi giorni i vari pappagallini che si indigneranno e ci minacceranno di qualsiasi cosa per aver osato dubitare della trasparenza ed onestà di un popolo guidato da un leader vittima di tanta malignità?

Si, li sentiremo, li vedremo nei video con le loro facce bianche sepolcrali, compunte, stizzite e io mi chiederò ancora: ma come si fa a sostenere così spudoratamente l’insostenibile?

Si fa, si può e si vede e sono anche sicura che ci sarà chi protesterà che hanno ragione, caspita, a protestare perché sotto ci sono sempre i nemici occidentali che tramano…accidenti all’occidente, non ne fanno una di giusta, diffamano, tramacciamo, maneggiamo, aiutano quegli sconsiderati degli ucraini che sarebbero in pace se solo lo volessero…basterebbe che alzassero bandiera bianca, come diceva Francesco, bandiera bianca non è disonore ma consapevolezza…che abbassarsi a baciare la pantofola ad un regine che usa ancora certi sistemi per neutralizzare gli oppositori fa d’uopo, salva vite umane e soprattutto mette la parola fine alla guerra di un tiranno che si sentirà autorizzato ad aprirne subito un’altra.

Il respiro del mondo

Me lo sono scordata che oggi è San Valentino, l’ho rimosso. Ho troppe cose per la testa per pensare all’amore. Eppure l’amore è sempre la prima cosa che dovrebbe girare per la testa, sempre perché fa girare la testa e il mondo.

Gira il mondo gira…ma senza amore gira a vuoto, come un sonnambulo. Gira ma resta sempre lì, fermo, immobile e non respira. Il respiro del mondo è l’amore e ne abbiamo bisogno come del respiro e anche se lo sappiamo a volte facciamo finta di non ricordarcelo e infatti io oggi me l’ero scordato. Ma l’ho fatto senza intenzione e non perché sono smemorata. Guardavo la data scritta sullo schermo del pc, stamattina e non riuscivo a focalizzare quel 14 cosa mi ricordasse. Strano, ho pensato, eppure il 14 mi deve dire qualche cosa. E non è un tram. Assolutamente. Sarà che sono troppo presa da “altri” problemi, l’amore non mi passava per la mente. Me ne sono ricordata solo ora che cosa mi diceva quel numero. Ma in fondo è solo un numero, niente di più, una ricorrenza che di questi tempi trova forse un terreno irto di ostacoli. Un campo minato, poco propenso ai sentimenti ma piuttosto ai risentimenti.

Ma, dopotutto alla fine della giornata, mentre fisso la parete di fronte e ci vedo dei ghirigori che sono solo nella mia mente che in questo momento ha diverse cose a cui pensare, ad un certo punto me lo ricordo, mi ritorna in mente e mi sento quasi in colpa, come se avessi tradito qualcosa di importante e dovessi rimediare.

Il respiro del mondo è l’amore, il respiro è amore, il primo respiro quando nasciamo è la prova che esistiamo e senza amore il mondo fatica a respirare e soffoca. E allora prendo un respiro profondo e poi ci penso ed a San Valentino dedico il respiro consapevole che è ciò che ci fa sentire il battito del cuore.

Persino le streghe…

Non so se ne vale la pena, ma cercare di capirci qualche cosa dei diabolici intrecci che emergono da quel pozzo di nefandezze definito “File Epstein”, forse non è così dispersivo e inutile come sembrerebbe dire una delle protagoniste di questo che resterà nella storia come il caso del secolo. Parlo della ministra della Giustizia americana, Pam Bondi, la quale sembra essere la riedizione della Pupa del gangster. Decisa e determinata a far uscire da qual verminaio, un’ immagine del capo che corrisponda alla sua stessa definizione di Trump: “il presidente più trasparente della storia degli Usa”…rendendosi ridicola e mostrando come il potere possa rendere meschini e persino patetici certi personaggi che, loro malgrado, si trovano a dover difendere l’ indifendibile. Come se lei fosse il difensore di Trump e non la ministra della Giustizia di un grande paese. Fa quasi pena vederla sostenere l’insostenibile pesantezza di quel macigno che le grava sulla testa e cioè le accuse che escono giorno dopo giorno da qual pozzo di fango che ha Epstein come titolo. Lei, una donna che si trova a sostenere un ruolo decisamente pesante, volta le spalle alle vittime e difende il loro aguzzino. Ma si tratta del suo capo supremo, del presidente, dell’uomo più potente del mondo, non pizza e datteri.

Pare che il pedofilo traffichino decisamente finito all’inferno dopo la sua morte avvenuta in carcere si dice per suicidio ( ma dobbiamo crederci? ) abbia affermato durante un colloquio con un altro traffichino ex consigliere di Trump a proposito di certi loschi traffici per far decadere papa Francesco (niente di meno):

“. “Meglio regnare all’Inferno che servire in Paradiso”, disse Epstein a Bannon”. Ma certo, di “regnare” non credo se ne parli ora che si trova da quelle parti. Li il regno è di tutt’altro personaggio che dubito abbia intenzioni di “trafficare” con un simile individuo considerata la portata delle porcherie che ha commesso in vita…persino “lui” lo schifa.

Un “romanzo” questo dossier Epstein che a puntate ci narra come personaggi dell’alta o altissima società mondiale compresi principi e duchi, marchese e duchesse… fossero impantanati dentro le spire di questo maramaldo dalla faccia da sozzone che si faceva aiutare da una maramalda come lui che ora sta in galera, giustamente e spero che ci resti fono allo sconto della pena.

Uno di questi è l’ex principe Andrew Mountbatten Windsor, il quale ha versato 12 milioni di sterline per zittire la principale accusatrice di Epstein: Virginia Giuffrè morta suicida (?) lo scorso anno. I reali hanno sborsato attingendo persino dai conti personali del principe consorte defunto e la regina, pare, li abbia dati al figlio in buona fede credendo alla sua versione di innocenza. ‘Sto bischero! Ci sono le foto e le mail che lo inchiodano alle sue responsabilità e per fortuna che la regina ha lasciato questo mondo prima che uscissero altrimenti forse sarebbe morta a causa di questo.

Ora Trump ha in mano tutto e le notizie escono col contagocce ma escono e lui è citato alla grande e ci sono foto e video che lo ritraggono assieme al porco: due porci mentre sghignazzano tra loro sulle quasi bambine che si scambiavano…non faccio nessuna fatica a credere che Trump sia dentro ben oltre il collo, ma fino a che alla Giustizia ci sarà la sua galoppina che prima o poi dovrà rispondere di questo atteggiamento servile nei confronti di uno che si rivela sempre di più essere un disastro mondiale, le cose per lui andranno come al solito: quasi nessuno ci crede, ed è tutta una “caccia alle streghe”. Streghe che prima o poi si vendicheranno di questo continuo essere chiamate in causa per fare da paravento ad uno che non se lo merita.

Persino una strega potrebbe non volere essere strumentalizzata da un cialtrone che ha il mondo in mano e lo guida come un go kart.

Night all around

Night on top of the trees and
under the clouds and night
inside my soul whenever
I look around and it’s dark.

Trees already filled with
green glory of the new
leaves and no sound to be
heard.

Night in my heart and soul
night all around up and down
night in the black old space
of the universe.

The door is not easy
to open as if thousands
of years have passed and
rust had eaten the key.

But I still managed to
get in with night all
about me.