Una donna di cinquanta anni, reclusa dagli anni novanta nel Tennessee: Christa Pike, condannata a morte dopo 200 anni dall’ultima esecuzione di una donna, si è salvata da due iniezioni letali ed ora è ricoverata in ospedale ma non si conoscono le sue condizioni.
Il governatore del Tennessee ha sospeso le esecuzioni. La donna era stata incarcerata per aver ucciso assieme ad un altro ragazzo, un compagno di scuola. Aveva 18 anni e dichiarata disturbata mentale con precedenti di abusi sessuali e maltrattamenti, Nel tempo diverse associazioni contro la pena di morte, avevano chiesto di sospendere la sua esecuzione, la corte d’appello era riuscita nell’intento ma la Corte Suprema ha confermato la condanna.
Mercoledì scorso ha avuto luogo l’esecuzione ma non ha ucciso la donna che ora si trova in ospedale che non ha diffuso ancora nessuna nota circa le sue condizioni.
La cosa è sorprendente e però fa riflettere. Potrebbe trattarsi di in intervento dall’Alto: Christa non deve morire, oppure di cialtroneria di chi ha eseguito la sentenza. La condanna a morte è una pena mostruosa, indegna del mondo civile e incivile. Questo episodio dovrebbe fare riflettere e cambiare la legislazione degli stati che ancora la praticano, in America e altrove. Trump, neanche a dirlo ne è entusiasta e con lui le esecuzioni pare siano aumentate, non mi meraviglia affatto una simile posizione che viene da un simile gaglioffo. Christa potrebbe essere stata miracolata, non è da escludere ma i governatori degli stati che prevedono la pena capitale dovrebbero porsi la domanda: ma che diritto abbiamo di esercitare la massima pena? .Di togliere la vita ad un essere umano per quanto colpevole?
La pena di morte è una barbarie e va eliminata da tutti quegli stati dove è ancora in vigore e questo episodio così tremendo dovrebbe portare proprio a prendere una decisione drastica e risolutiva: Uno stato che uccide i carcerati è uno stato assassino.
….e mandare gli uomini a farsi ammazzare nelle guerre per i lerci interessi del “potere” di pochi criminali, non è una barbarie?
Quindi, uno Stato che manda gli uomini in guerra ad uccidere e distruggere, è uno Stato assassino.
Risposta
perché non replica sul tema? Perché usa questo post per dire altro?
Lei ha sempre la frasetta che ha dell’universale e non scende mai nello specifico.
Cosimo lei con i suoi “messaggi criptici” ma non troppo, vorrebbe dire tutto ma in realtà dimostra solo qualunquismo.
Scenda dall’Olimpo e commenti rivolgendo i suoi strali nello specifico con maggiore chiarezza e minore presunzione. Grazie.
PS: qui siamo sulla terra.
“Il qualunquismo è un atteggiamento di indifferenza, scetticismo e critica superficiale o polemica nei confronti della politica, dei partiti e delle istituzioni, condotto in nome dei presunti interessi della “gente comune”.
Cosimo, se ho ben capito condivido sostanzialmente le sue considerazioni.
C’è un atteggiamento molto diverso nei confronti di chi uccide a seconda di come lo fa, ma la sostanza non cambia. La persona muore e i suoi parenti e amici la perdono.
In questi giorni si è commemorata la strage di Marzabotto, ma nessuno commemora allo stesso modo la strage del quartiere S. Lorenzo a Roma, dove un bombardamento angloamericano provocò oltre 900 morti tra i civili; il doppio di quelli di Marzabotto.
Nel caso di Marzabotto ci fu la crudele determinazione di catturare i civili ad uno ad uno e fucilarli guardandoli negli occhi. Nel caso di S. Lorenzo chi sganciò le bombe non vide in faccia le persone morire sotto le macerie, ma si sapeva che stavano morendo in quel modo.
Anche per la pena di morte è una questione psicologica. Condannare una persona all’ergastolo, magari al 41 bis, equivale a privarla del resto della sua vita. Però si può fare come Pilato e consolarsi col fatto che l’abbiamo lasciata in vita.
Desmond Morris osservava che le guerre moderne sono peggio di quelle storiche, perché spesso si uccidono soldati e civili senza vederli.
Quando si usava la spada o il moschetto un soldato si poteva arrendere ed era fatto prigioniero, ma non ti puoi arrendere di fronte ad una cannonata o una bomba.
In sostanza, che la morte sia preparata accuratamente come nelle allucinanti esecuzioni capitali americane camuffate da interventi medici, che arrivi con una pallottola come in quelle cinesi, o che arrivi attraverso una guerra, cambia poco.
Tutto sommato, trovo più accettabile uccidere un criminale irrecuperabile alla vita civile, piuttosto che un soldato che aveva la sola colpa di essere stato mandato a combattere; per non parlare dei civili che muoiono sotto i bombardamenti.
Risposta
il blog si dissocia totalmente dai deliri di Lenzini, oggi e sempre.
Negli Usa i movimenti contro la pena di morte si intensificano e in molti hanno chiesto la commutazione della pena per Christa da capitale all’ergastolo.
La somministrazione dell’iniezione letale è una pratica che viene definita “tortura crudele”
https://www.theguardian.com/us-news/2026/oct/02/us-death-penalty-christa-pike-tennessee
Ho come il sospetto che qualcuno abbia volontariamente annacquato la dose di veleno, magari anche a livello più alto del boia, per evitare ulteriori polemiche.
La tipa in questione sembra avesse anche un disagio mentale dovuto alla famiglia di origine abbastanza disgraziata.
Resta da capire cosa passi nella testa degli americani, compresi i parenti delle vittime, nel voler sopprimere i condannati a distanza di decenni. In Italia ci accontenteremmo del periodo di prigione fatto nel braccio della morte: da noi dopo 10 anni sono fuori in regime di semilibertà. Una via di mezzo sarebbe più civile.
Le considerazioni “peace and love” che ho letto sopra sono applicabili in qualche regno edulcorato delle favole: tutto bello e tutto giusto, per carità, ma poi basta sentire le ultime dichiarazioni di Vladimiro Putin, che sostiene che le guerre sono inevitabili e prima o poi qualcuno sgancerà l’atomica, e ti chiedi se basterebbe mandargli un mazzo di fiori per fargli cambiare opinione.
Risposta
se bastasse una bella canzone…mah, diciamo che lei Mauro riequilibra la discussione e la porta sul tema mentre gli interventi precedenti non fanno che insistere col tema principale (del quale mi si accusa di parlare troppo). E’ possibile che qualche boia si sia sentito di fare qualche manovra tattica, lo avevo pensato anch’io, ma poi l’ho escluso perché sono state diverse le iniezioni letali che poi letali non sono state. E’ una pratica subumana, vergognosa, comunque sia. E’ indubbio che ci siano tanti assassini in giro che godono dell’immunità e che da noi Christa sarebbe libera da un pezzo a scrivere le sue memorie e farne best sellers…come, sempre da noi ci sono assassini liberi e innocenti in galera.
Ma il tema del post che mi piacerebbe sviluppare è se la pena di morte, che esiste purtroppo in diversi stati americani (e con Trump ha ripreso vigore) e non solo, sia da abolire ovunque e non sia un segno piuttosto di una atavica sete di vendetta che non ha più ragione di essere in una società “globalizzata” che si fregia spesso di avere raggiunto altissimi risultati a livello tecnologico e non solo.
E invece qui si intona sempre lo stesso ritornello salvo poi lamentarsi se scrivo sempre post “divisivi”…
PS: a questo punto però io chiederei che la donna sia rilasciata e aiutata a reinserirsi nella società, credo che la sua colpa sia ormai scontata trattenerla ancora sarebbe crudeltà e abuso di potere.
Sono d’accordo con la BM, credo che quella “povera Christa” ormai abbia scontato la sua pena e con questo “incidente” ancora di più. Va aiutata però perché non credo che si possa aiutare da sola e magari, nei primi tempi, fatta seguire da qualche istituto riabilitativo. Ma la pena di morte è un retaggio dell’età della pietra e dei sassi.
Mauro ha fatto una considerazione acuta.
Se si condanna qualcuno a morte, la sentenza dovrebbe essere eseguita subito, come si faceva una volta.
Anche perché, se una persona è pericolosa e irrecuperabile, a che serve tenerla in carcere?
Credo che il motivo di questa stranezza dipenda dagli avocati, che spesso inoltrano ricorsi, domande di grazia e cercano in tutti i modi di impedire o ritardare l’esecuzione, con la conseguenza che alla fine la pena raddoppia (carcerazione + pena di morte).
Curioso, come giusto che sia, il padrone morde il cane e subito fa notizia, fosse morta quella povera Christa non se ne sarebbe accorto nessuno.
Gli USA, anche quelli dei “miti” (come carattere nella favolistica) Biden e Obama, per il 17° anno consecutivo, sono stati l’unico paese delle Americhe a eseguire condanne a morte, con quasi la metà di tutte le esecuzioni statunitensi effettuate in Florida.
Lo dice Amnesty International.
La poveraccia è sopravvissuta a due iniezioni letali, cosa che ha dell’eccezionale, si è mitridatizzata a sua insaputa.
Epperò… liquidare i temi posti da Cosimo e Lenzini come fuori luogo e addirittura “deliri” mi pare un azzardo, a mio parere sono perfettamente sul focus e dichiarano l’ipocrisia imperante che gira intorno al tema della “mise à mort”, che secondo la BM deve avere delle codifiche ben precise per suscitare sdegno.
E certo indigna che ci siano ancora 52 Stati nel mondo che la applicano, fuori contest la Cina, poi l’Iran e i vari stati maomettani, ma pure gli USA si “difendono” mica male, con l’ICE ultimamente non perdono nemmeno tempo in costosi processi, una palla in mezzo alla fronte per strada e tanti saluti, senza contare i pistoleri solitari che anche qui da noi suscitano una certa pena, più delle vittime che hanno lasciato agonizzanti a morire in mezzo alla strada. Eh sì un vero abominio.
Ad esempio, quello fatto a Gaza (eccheppalle lo so, ma se non ne parlo io…), può configurarsi come atavica sete di vendetta?
E parimenti, l’orrore del 7 Ottobre, voluto da Bibi per poter sfogare tutto il marcio che è in lui, è o no sete atavica di vendetta da parte dei palestinesi?
Quelli che si schiantano con gli aerei sulle torri gemelle di New York in una soleggiata giornata settembrina, avevano il diritto di farlo dopo tutti i lutti che gli americani hanno provocato tra la loro gente?
Certo che no, ma pare che ci siano morti di seria A, anzi “U” come lo stato a noi caro che non è l’Uzbekistan e altri di serie inferiori, scarafaggi umani da calpestare per toglierseli di torno.
In questi giorni sono apparse le immagini di Google Earth prima e dopo la cura, non c’è più nulla, l’82% raso al suolo come a Dresda, a proposito di “buoni e cattivi”.
Quella non è pena di morte? Domanda retorica.
Risposta scontata e pavloviana: “E Putin che bombarda gli ucraini allora?”. Giusto.
Ma non divaghiamo, la povera Christa che spero si riprenda, non dovrebbe essere riportata sul lettino di morte, cosa fatta capo ha, ma non ci giurerei.
In Alabama lo scorso anno il nero Anthony Boyd è stato giustiziato con azoto gassoso, una morte orribile per soffocamento, ci ha messo 7 minuti, tra convulsioni e spasmi. Ma vabbè, nero e in Alabama, mica si va per il sottile laggiù è terra di KKK.
Quindi lo Stato è assassino
“Muro” come lo appella la BM ha nuovamente “riequilibrato” con le parole di Vladimiro (non ha detto quello, ma si sa, la sintesi innanzitutto), è così che parte una escalation, la cosa non sembra preoccupare più di tanto, “siamo” quelli dalla parte giusta della storia, i SI WEST.
Lo Stato è assassino? Sì senza dubbio, il riarmo, la produzione di bombe e ordigni su cui si lucra lo certifica, la liberazione di un’assassino libico stupratore e trafficante di esseri umani con il volo di Stato pure.
A proposito e divagando vieppiù, il marito della “Giusy” la mitica zarina di via Arenula, lo hanno arrestato per corruzione, che dirà il Ministro allo Spritz?
Sig.ra Gazzato,
io non so se ha altri impegni oltre al suo presente blog, dove dedica altro tempo della sua giornata. Esattamente come lei non può saperne dei miei eventuali.
Pertanto respingo il titolo di “qualunquismo”.
Detto questo, mi premo farle osservare che proprio il suo titolo e lo stesso argomento di quella esecrabile condanna da parte di uno Stato che già dalle sue fondamenta si presenta come uno Stato canaglia.
E gli Stati sono canaglia quando a parole scrivono che “la legge è uguale per tutti”, mentre nei fatti si riscontra tutt’altro; cittadini di A e b (b, minuscolo ovviamente).
Fin quando non si arriva ad eliminare le disparità, qualsiasi discussione sulla questione non porterà mai a dire: “che queste cose non debbono più accadere”.