Vigile attesa

L’orlo dell’abisso lo stiamo sfiorando da troppo tempo. C’è chi si diverte a pensarci li li per precipitarci dentro, noi europei. Noi italiani siamo più ottimisti, vediamo l’abisso ma non ci facciamo caso, lo scavalchiamo e ci portiamo di la e viviamo. Beh? Siamo amici di Putin no? E anche di Trump no? Sono le istituzioni europee a voler andare in guerra con la Russia, mica noi. Noi siamo coperti dall’ombrello di Trump che ha collocato giusto giusto ad un centimetro da un posto che non si può dire. Segreto di stato. ma chi è stato? Putin no, Innocente bambino cattivo ma alla fine buono. Noi italiani lo sappiamo, ha regalato il lettone a Berlusconi e poi ama l’Italia, la pizza e anche le donne. Ma davvero Putin ama le donne? Si, ma solo russofile. Le istituzioni europee che odio, Che palle co’ sti burocrati del piffero che suonano marcette stonate…siete servi, dicono i preparati, servi siete rimasti. Ma non siete capaci di reagire? Dicono. Ma come? Con le armi no, siamo pacifisti, col dialogo, perdinci, siamo o no capaci di dialogare? E allora…convinciamo quel testa di rape di Zelensky a mollare il Donbass, le terre rare, le miniere, l’acqua corrente calda e fredda i bagni in oro massiccio (quelli li possono avere solo gli oligarchi russi che se li guadagnano ogni giorno col sudore della fronte gelata) e di ritirare l’esercito e di lasciare che Putin impazzi in Donbass e faccia felici i russofoni, finalmente, se lo meriterebbero, non aspettano altro che di ballare il kasachok e festeggiare la vittoria. Ma si, ma diamogli questa piccola soddisfazione. Trump ne sarebbe contento, povero ragazzo si sta dando così tanto da fare per la pace, commuove solo a guardarlo.

Viene bene in foto, ha uno sguardo dolcissimo il Bricconcello. Fotografato da Epstein assieme alle ragazze e alla pubblicità dei condoms che vendeva a caro prezzo (Donald king size) perché extra size e lui col faccione rubizzo tutto infervorato a vantarsi. Bella roba, ma acqua passata, peccati di gioventù di cinquantenne in fregola ricco e spietato. Ora si diverte così: prendendo per i fondelli noi europei: servi, beccate il miglio che mando ma pagatelo caro e col dazio!

Che brav’uomo che perla di presidente,

Ma per ora Zelensky tiene. Tiene, si, gli fanno di tutto ma tiene. Non sa se arriveranno quei 90 miliardi che gli servono per far andare le macchine, abbiamo paura noi servi europei che Putin s’inc…, Putin minaccia e sai che novità, non toccategli i soldi per carità che vede russo. Stiamo tra due fuochi artificiali e superficiali ma micidiali.

Ma noi abbiamo (abbaiamo) la Nato, invadente e guerrafondaia, possibile mai che non faccia paura? Incombe Natale, panettoni e torroni, feste e auguri, piccoli e grandi in attesa dei regali, la politica si ferma, nasce il Salvatore. Ma davvero? Non è che si rifiuta quest’anno? Ma perché non saltiamo questo Natale e passiamo direttamente al prossimo?

Conte ha detto che bisogna fare come dice Trump, che lui sa. Affidiamoci a lui. Mascherina tachipirina e vigile attesa…e qualche cornetto, non si sa mai. Ecco ” l’ombrello” di Conte (non si vede ma ce l’ha):

La portaerei

Deve avere avuto problemi durante la pubertà e adolescenza, come ne deve avere anche ora per trovare vestiti della sua taglia e per portarsi appresso una stazza da portaerei. Che, poi, a voler guardare è la stazza giusta per uno che fa il Ministro della Difesa. Meglio di lui…Assomiglia un po’ a Shrek, come Tajani a Barney, ma a guardarlo bene ha uno sguardo dolce e a tratti mi è sembrato quasi bello. Nel senso non pienamente estetico della parola, ma per una serie di tratti che, secondo me lo rendono attraente. Ha uno sguardo diretto. E questo mi piace negli uomini. Si è trovato davanti un furetto che deve aver pensato di fregarlo con la sua astuzia e intelligenza somma e però è stato il furetto ad avere la peggio ed a lasciarci lo zampino. Zampino “nobile” e celebrato per altro. Il rampante giornalista di spicco, ancora reduce dalla scazzottata in diretta con l’amica Lilly che lo ha choccato con quella frase: “Ma, non è così”. Ma come si è permessa di confutare le di lui grande opinionista arrembante indiscutibili opinioni? Lesa maestade! Se l’è presa e medita vendetta. Ma non è questo il punto. Marco Travaglio ospite alla festa di Atreju, intervista Guido Crosetto, appunto ministro della Difesa. La portaerei, per intenderci. E finisce spiaggiato come un balenottero scappato dalle braccia della mamma. Faceva quasi pena. Lui, sempre così ficcante acuto estroverso ed estrovertibile e introvertibile spudorato ed arrogante fiero e indisponente (no, virgole non ne metto) si è trovato a dover baciare quello di cui ha detto fino a qualche minuto prima di tutto e niente di lusinghiero s’intende, ma proprio il contrario come è solito fare con tutti quelli che non siano anche solo in prossimità di un qualche isolotto grillino. Ha provato a metterlo in imbarazzo con qualche domanda dove il suo repertorio classico ha trovato comoda sistemazione, ma niente da fare, la portaerei ha sempre risposto con un sorriso disarmante e disarmato ( il caso di dirlo) e lo ha messo nell’angolo. Risposte pacate ma precise come raffiche di mitragliatrice. Ma dove la portaerei ha dato veramente fuoco a tutte le polveri è stato quando ha dichiarato di aver denunciato tutti (e dico tutti, ha sottolineato) quelli che avevano accostato il suo nome al termine “genocidio”. “Dovranno pagarla per la vita” ha tuonato con tutta la santa Barbara a disposizione sul ponte. Lui che non ha mai tagliato la strada a una formica, che si è sempre trattenuto persino dal difendersi quando lo prendevano in giro all’asilo perché arrivava già a scavalcare la finestra con una falcata delle sue, mentre gli altri dovevano salire sugli sgabelli, deve sentirsi dare del genocida?

Non ci sta Crosetto e denuncia a nastro e mi sa che non troverà difficoltà a provare che l’accusa è di quelle da denuncia e pena congrua conseguente. E lo dice con tutta la rabbia e la frustrazione repressa che questa cosa gli ha causato e Travaglio è annichilito sulla sedia come uno investito da un improvviso e inaspettato uragano. Lui che di denunce ne ha collezionato parecchie e che le cause le ha sempre perse, andava col pensiero alle ultime edizioni del Fatto e alle sue recenti comparsate sul video a reti unificate, per verificare se gli era mai capitato di accostare la portaerei al termine citato, magari in un impeto di impetuosa passione per se stesso e le sue mirabolanti acrobazie dialettiche…ma proprio non se ne ricordava. Appena fuori però, ha pensato, deve controllare. Ma non tanto per la denuncia eventuale, una più una meno…no, ma perché Crosetto lo ha convinto e dopo questa intervista frenerà un po’ la lingua e anche la passione…prudenzia non è mai troppo (diceva uno che non fatto tre anni di militare a Cuneo, ma gli piaceva vantarsene).

One way ticket

Vengo additata, ormai, dai pochi commentatori del blog di essere main streamer…yeah (got a good reason for taking the easiest way out…). Mi viene la tentazione. Dunque dicevamo, sono un main streamer, “omertosa”, metto la testa nel sacco, non voglio vedere la corruzione dei “nazisti” ucraini…non odio Giorgia e non ne denuncio le nefandezze ogni dì. (E nel contempo non apprezzo le virtù morali di Francesca e Ilaria…).

Persino dovrei dire che non sa cucinare, come se mi avesse mai invitato a pranzo. Neppure io so cucinare. si cucinicchio ormai da anni qualcosa ma niente di che. Amo la cucina semplice e a me della cucina mediterranea interessa poco perché non sono una che si esalta per un piatto di spaghetti, ci vuole altro. Lei, ha osato accreditarsi questa cosettina della cucina italiana patrimonio dell’umanità. Ma si tratta di un puro e semplice caso: hanno tirato a sorte e siamo usciti noi. La pizza, gli spaghetti con le vongole, le cape sante, i panzerotti, tortellini, pasta e fagioli…puah…che roba. Eppure siamo i primi al mondo da sempre ad avere questa onorificenza ed è caduta solo per caso durante il governo di lei, quella di cui non dico peste e cornaccia. Ed è una grave colpa, una disperazione per i miei due o tre lettori. Lo so.

Capisco. Comprendo. Ma questo non è un post “comprensivo”, no, al contrario è un post di contestazione. Si, contesto, la narrazione dei miei (pochi) commentatori. Ma vado avanti per la mia strada. Perché questa è la vita: non si può pretendere che ci sia “intesa” con tutti o anche con nessuno. Praticamente chi come me ha la faccia tosta di dire come la pensa sempre su questo “giornale” e non si “arrende (quasi) mai all’evidenza che sbaglia…perché errare è umano, se la mette via e continua, se vuole a scrivere quello che vuole e ad essere contestata.

Testardamente main streamer, one way ticket yes.

Però io questo blog lo amo. Cigni compresi. O incompresi, fa lo stesso. Ci sono dentro gli otto anni più belli della mia vita (perché sono tutti belli gli anni della nostra vita, anche quando non lo sembrano e tutti abbiamo solo un biglietto).

Il karma

Siamo ormai rimasti in pochi a crederci. Intendo nella non resa dell’Ucraina. Sembra che la situazione sia vicina all’abisso. O mangi ‘sta minestra…dicono a Zelensky quei bei tomi degli americani nazisti. L’America sui manifesti è diventata l’America degli incubi, Alberto Sordi ne sarebbe molto dispiaciuto se lo sapesse. Ebbene si, il delirante ha detto a Zelensky che deve firmare o andarsene, non è più valido, è scaduto da un anno e puzza di rancido. Mentre Putin da 25 anni al potere profuma di mughetto. Ma lui non si da arie di democratico…

E quindi? E quindi lo ha detto il leader ucraino invecchiato di cento anni, va bene, datemi suggerimenti su come indire elezioni con la legge marziale con milioni di ucraini sparsi per il mondo, coi soldati al fronte, le bombe di quel simpaticone sui seggi…e lo farò. E’ un’idea no? Gli ucraini che fanno le code ai seggi sotto le bombe, gli scrutinatori idem. i brogli degli infiltrati e se poi rivince Yanukovich sarà stato il Karma. Lui è allo sfinimento.

Ha stato il Karma, c’è chi ci crede. Il delirante ci crede, lui non fosse per il Karma sarebbe morto ben tre volte, ma doveva guidare il mondo a perdersi ed ora lo sta facendo perché contro il destino non si va.

Super Carlo

Dopo i cori osceni, la scritta “Spara a Meloni” con accanto la sigla delle BR.

Qui, sul blog, qualche tempo fa c’era un signore che definiva la premier Meloni, una “piagnina”. Opinione opinabile anche alla luce di quanto si legge. Questa ultima “sparata” poi ha del grottesco. Si trova su un muro di Pietrasanta – Lucca dove qualche fanatico imbecille testa di rapa, ha pensato bene di esternare la propria “opinione” e però l’invito ad uccidere Giorgia Meloni non è un’opinione ma una minaccia, una intimidazione, un “monito” un po’ mafioso simile a quello che Francesca Albanese ha lanciato alla stampa qualche giorno fa: fate il vostro mestiere con dignità, serietà ed onore…altrimenti, vi sfasciamo gli uffici…

E’ tempo di moniti: quello di Trump all’Europa e quello di Putin all’occidente (“sono per la pace, ma se mi provocate io sono pronto”). E anche quello di Matteo Salvini contro Calenda, il serafico o serafinico leader di Azione che ha preso una posizione netta e nel quadro politico italiano sembra essere una mosca bianca con qualche spruzzatina di vernice rossa qui e la. Mi riferisco alla sua affermazione che Lega e Cinquestelle devono provare di non aver preso soldi dai russi. Un’affermazione pesante ma che ha qualche fondo di verità sia per l’uno che per l’altro partito essendo uno socio di Putin e del suo partito Russia Unita e dell’altro che ha dimostrato in più occasioni una smaccata “simpatia” (travestita da pacifismo) nei confronti del russo anche con incontri con personaggi vicini al Cremlino . E pare, dico pare, che dai bancomat dell’ambasciata russa a Roma siano usciti milioni di euro a favore di queste due formazioni politiche che non fanno mistero della simpatia nei riguardi di Mosca.

Conte non so ma pare che Salvini abbia detto che lo querelerà, alla qual cosa Calenda ha risposto sempre serafico: querelami pure, non aspetto altro. Non mi è antipatico Carlo con quella faccia da bambino cresciuto, anzi, mi pare uscito da un cartone animato: Il super Carlo contro tutti, ta da, e vuoi vedere che spacca?

Il gioco

Un solitario non è soltanto un gioco a carte ma un

pegno ed un diamante.

Si scherza, poi si fa davvero, ma è  uno scherzo la vita

che è seria quando fa male e poi diventa allegra

quando il dolore passa, oppure è disperata

e un giorno sembra un anno

e un anno che non passa sembra l’infinito.

Il bello del dolore è che lascia tramortiti

e poi capisci che sei ancora viva e allora voli.

Un diamante è un pezzo di carbone trasparente

che luccica e riflette la luce e manda raggi

intorno, un pezzo di materia che diventa anima

e l’anima non gioca e non scherza  è seria o

allegra, dolente o disperata e vola.

Vola sopra il dolore e consola e guarisce e anima di nuova vita

quello che sembra inerte e fa di un pezzo di carbone

una promessa e un dono.

Faremo finta di non sentire?

Bene, ormai lo sapete qui il topic per eccellenza è la guerra. In Europa. Si perché la guerra è qui, diffusa, apparentemente sottotraccia, il fronte è in Ucraina ma ormai si sta allargando anche a noi.

La minaccia di finirci dentro intrappolati in una never ending negotiation che ci vede contrapposti a Putin e Trump e soci, si sta materializzando giorno dopo giorno. La pietosa questua che il leader ucraino ha compiuto in questi anni girando come una trottola è riuscita a raggranellare aiuti e sostegno morale e materiale in gran parte del continente e in minima parte anche fuori fatta salva una parte cospicua di aiuti ricevuti dagli Usa prima della attuale amministrazione. Ma i nemici ci sono, qui e altrove. La Russia avanza poco sul piano militare, la resistenza ucraina tiene, ma Putin potrebbe far goal a porta vuota con l’aiuto della strapotenza Usa a guida Trump. Non ci sono stati negoziati tra le parti, la delegazione di traffichini di Trump ha omaggiato il Cremlino e snobbato per non dire altro, sia la UE che la parte lesa e in difesa da un tempo infinito.

Di più, la Strategia di Difesa emanata dagli Usa dice peste e corna dell’Europa, ammonisce e avvisa, da consigli sulle strategie politiche da tenere, fornisce linee guida e prevede il futuro come una stesa di tarocchi. Ma in soldoni, ci fa fuori, letteralmente senza fare prigionieri. L’alleanza atlantica cancellata con un colpo di spugna, poco male diranno gli odiatori degli strapotenti nostri liberatori (a suon di bombe), ma quell’arrangiatevi cade in in momento molto critico, cioè proprio mentre l’armata rossa avanza a passo di lumaca ma in pompa magna e suon di fanfare ( e marce funebri) nella propaganda del Cremlino. E trova molti che seguono i pifferi,

Io sono allibita, costernata ma ormai abituata all’idea che molti miei connazionali o co continentali apprezzino le teorie putiniane della Nato che latra alle porte dei russi e il russismo di molti intellettuali italiani e non, mi lascia sempre più interdetta.

Mi spiace ma non vedo una fine vicina delle ostilità. Non mi illudo che Putin faccia retromarcia su nulla ma che insista e continui a invadere e uccidere con l’appoggio incondizionato di grandi potenze che dicono di volere la pace ma che vedono molti più vantaggi nella prosecuzione della guerra.

E noi intrappolati tra il velleitarismo del russo, la stupidità e l’arroganza dell’americano, la furbizia mercantile dei cinese e la solidarietà pelosa e fasulla dell’indiano…

Eppure la resa sarebbe una tragedia, la speranza che Putin si fermi cedendo e dandogli quello che chiede è vana anzi super vana, una speranza vana è una non speranza, Piuttosto un’illusione. E di illusioni svanite e sepolte sotto i morti ne abbiamo viste, o meglio le ha viste in Europa chi e venuto prima di noi e da lassù ci urla di non mollare.

Faremo finta di non sentire?

Trovare l’equilibrio

Tatiana Tramacere è viva. Si era solo nascosta a casa di un amico. Tra i due c’è un rapporto affettivo e lui l’ha accolta in casa e insieme hanno trascorsi undici giorni nei quali la ragazza è stata cercata viva o morta. E’ una storia a lieto fine, i genitori hanno riabbracciato la ragazza e sono al colmo della gioia dopo tutta l’angoscia provata in undici lunghissimi giorni che devono essere stati per loro come un’agonia. Non rispondeva ai loro appelli Tatiana eppure deve averli sentiti, non rispondeva perché voleva rimanere nascosta, creare attenzione intorno e sentirci “cercata”. Non mi sembra difficile capire che questa ragazza ha dei problemi, come tanti ragazzi che cercano visibilità sui social. Lei questa visibilità ce l’aveva e anche un buon numero di followers, seguitori, si direbbe in italiano, cioè di persone che la seguivano, leggevano le sue poesie e le sue riflessioni e interagivano con lei ma non le bastava. Certo ha creato un grande sconquasso, tutti la cercavano, forze di Polizia, Carabinieri, tutti allertati per ritrovarla. E poi, alla fine, hanno scoperto che se ne stava li a casa di un amico, nascosta dentro una mansarda che l’ha accolta e custodita come un feto. Una donna irrisolta, che forse fatica a gestire le emozioni e che ha un grande bisogno di cure. Credo che sia evidente che questa sua ricerca di attenzione rivela la fragilità di una psiche immatura nonostante i suoi 27 anni. Non poteva non capire quanto dolore e quanta ansia stava generando attorno a sé soprattutto dopo la notizia che era stata ritrovata cadavere, rivelatasi fortunatamente falsa.

Trovo inopportuna la richiesta della dottorezza Bruzzone, la criminologa onnipresente in TV, di risarcimento delle spese sostenute dallo stato per ritrovarla, come ingiuste le ipotesi di reato nei confronti suoi e del suo amico. Lui ha solo aiutato un’amica in evidente difficoltà, lei ha bisogno di guardarsi dentro per capire cosa l’abbia spinta a fare una cosa simile.

Ma, per fortuna, in questo caso, raro, non è stata l’ennesima vittima di un femminicidio ma, forse, la vittima di uno stato di disagio psichico in essere che va compreso. Sono molti i giovani che soffrono di disturbi della personalità che non vengono alla luce se non compiono atti eclatanti come questo. Tatiana forse ha voluto far capire a chi le vuole bene che ha bisogno di aiuto e che l’affetto che riceve non è sufficiente e ne deve scoprire il motivo per imboccare la strada che la porti a trovare un suo equilibrio. Non sarà facile ma le auguro di riuscirci presto.

Immensità

Guido Crosetto ci avverte che abbiamo bisogno di uno scudo stellare per difenderci. Ma da chi? E’ bene sempre avere un sistema di difesa efficiente di questi tempi. Girano malintenzionati. No, non mi riferisco a Nitup, no, è un pacifista e poi è amico di Pmurt che gli manda i suoi tirapiedi a fargli il baciapile e finge di essere preoccupato per la guerra ma in realtà non gli importa nulla. Se l’Europa va a rotoli, e se l’Ucraina viene totalmente distrutta…meglio, ha altro da fare, L’America con lui sta diventando grande, grossa e spudorata, a misura sua. E l’Europa può andare a farsi benedire. Anzi già c’è andata ma le hanno detto di ripassare, anche i santi, di questi tempi, hanno le liste d’attesa intasate.

Ma gli italiani pensano al Natale, ai regali, alle bollette, alle primarie del PD altro che scudo stellare, ci vorrebbe un esorcismo per quelli… e poi qui non c’è pericolo e in Ucraina, beh sono affari di quello…come si chiama? Girano notizie che persino il governo sembra essersi stufato di aiutarli, c’è il decreto aiuti in stallo ma si stallerà presto, aspettiamo che passino le Feste e che Salvini si sia sborniato e abbia dormito e che non faccia le bizze. Bravo. Altrimenti Meloni lo corca. La teme, la capa è una tosta e ha gli argomenti. A proposito, in Bahrain ha fatto scalpore: bionda e senza velo e con quell’inglese che Renzi si sarà preso a schiaffi…

Crosetto, dicevo, teme i marziani. ha ragione, i marziani sono tra noi ormai, girano in macchinoni coi vetri oscurati e i pitbul sul cruscotto si preparano ad invaderci, ma a noi che ci importa? Invasore più, invasore meno, da noi c’è posto per tutti e poi non si può guardare per il sottile con la crisi demografica che c’è. Le donne non fanno più figli e fra poco non ci saranno più donne (tra quelle che non nascono e quelle che uccidono).

Dove ero rimasta? Ah si! Il Dome di Crosetto… e i marziani che ci attaccano dal cielo, dal mare e da terra…

Beh, che aspettino almeno che finiamo gli spaghetti… si sfreddano, la scarpetta col sugo e l’ammazzacaffè, che fretta c’è? Nitup lo ha detto: non ha intenzione di attaccarci e io gli voglio credere, infatti in Ucraina non ha mai attaccato, sta solo facendo operazioni chirurgiche, asportando il male, nei fatti. Dovrebbero essergli grati, ma si sa da quelle parti non conoscono la gratitudine. In India, dove è andato in gita, si, invece, gli sono grati di esistere e lo hanno accolto con tutti gli onori. Beh, in fondo se lo merita, un chirurgo come lui è un fiore all’occhiello dell’umanità.

Qui però noi possiamo dormire sonni tranquilli abbiamo il professor Inisro e il giornalista Oilgavart che ci rincuorano giornalmente, ci mettono a giorno, insomma, sulla bontà e magnanimità di Nitup, la sua grandezza, vastità e immensità. In fondo i marziani non sono cattivi, basta saperli prendere e poi una volta presi ci si abitua anche a loro. Come a tutti.

Ps: una delle canzoni più belle di tutti i tempi:

Il ritorno

Rocco scende in campo. Largo, naturalmente. Era sparito, non avevamo più sue notizie, ma ora torna ricco e spietato, una leggera barbetta e un accenno di baffo a testimoniare la sua volontaria clausura e una certa saggezza acquisita durante anni di ritiro forzato. Di chi parlo? Già e chi se lo ricorda? Lo avevamo rimosso ma ora lui si sta dando da fare per tornare a riportare la voce del padrone mai dimenticato. Il portavoce di Conte, l’ineffabile premier ombra, ma neppure tanto. Era scappato dalla vergogna dopo ben due governi caduti, si era stancato di portare la voce a un perdente. Ma ora si può ben prendere la rivincita. Conte si è decisamente rianimato e sta scalando il PD, lo sta decisamente invadendo e sta guadagnando terreno ogni giorno, più di Putin in Ucraina.

Le “bombe” le ha messe sotto il sedere di Elly proprio in questi giorni dimostrandosi disponibile a incontrare la premier ad Atreju anche senza di lei, Ma già, in fondo che ci andrebbe a fare Elly, basta lui no? Se si deve fare questa santa alleanza facciamola bene e diamo tutto in mano all’avvocato che sa raccontarla e sa tenere testa a Meloni e quasi quasi tenta persino un approccio politico di quelli che lui solo sa come si fa. Il fascino non è acqua e neppure vino e il Conte sa come si fa con le donne, sa come prenderle e lasciarle. E ora tocca a lei Giorgia, con Elly ormai ha già dato: è sua e la può mollare per la strada al suo destino.

Elly Elly, sei cascata nella rete e ora fai il pesciolino muto che a parlare ci pensa lui. Dopotutto pesce grosso mangia sempre pesce piccolo – dice Confuso.

E giusto in tempo compare Rocco, pronto a dare una mano e anche un piede al suo ex …come definirlo? capo? no, diciamo pure “allievo”, si perché Conte da Rocco ha imparato tutte le malizie della comunicazione e ora può camminare da solo. Ma ha bisogno del sostegno di un giornale “dedicato”. Il Fatto si è fatto troppo palesemente grillino e Conte coi grillini vorrebbe tagliare un po’, cambiare aria, darsi una dimensione diversa, più identitaria, più a misura del “capo”, sua, insomma.

Ed ecco che arriva Rocco a sostenerlo, a caldeggiarlo a tirare calci ai suoi avversari o presunti alleati e ne avrà per tutti e anche per di più. Scalda i motori e le rotative e cerca giornalisti bravi…che con lui come direttore hanno la carriera assicurata. Bravo! Evviva, ci mancava una testata “indipendente” che faccia informazione vera, obiettiva, “sul campo”, largo naturalmente e testardamente.

Come si chiamerà questa nuova meraviglia? Ancora non si sa. Rocco ci deve pensare. Beh ci pensi bene, il nome è importante. Potrebbe essere il Casalinpost? Oppure: No Rocco no party?

O ancora: Torna a Casa, Rock?

Beh scelga lui, ci sa fare è scafato e le spalle le ha ben coperte, se combina qualche pastrocchio l’avvocato ce l’ha ed è uno con i contro fiocchi e con molte aderenze in politica e lo tirerà fuori dai guai. L’argent (de pochette) fait la guerre.