Pare…

Oggi il PD e il M5S (ormai c…e camicia rossa), scendono in piazza per protestare contro se stessi.
In teoria dovrebbero scagliarsi contro tutti i totalitarismi e protestare contro l’assalto alla Cgil di sabato scorso da parte di estremisti violenti.
In realtà vanno a manifestare contro il governo (sic) nel quale siedono comodi e contenti perché il Viminale dove siede comoda, ma non troppo contenta Lamorgese non ha saputo arginare la violenza degli estremisti.
Anzi, pare che la polizia li abbia addirittura scortati verso la sede principale del sindacato a Roma. Pare li abbiano scortati e quando si sono accomodati all’interno, lasciati compiere le azioni che sappiamo.
Non se n’era accorti che erano violenti? Ma come? se il capintesta lo diceva da giorni su Istagram che era sua intenzione assaltare il massimo sindacato italiano reo di essere “servo dei padroni”?
Vista corta? Memoria altrettanto?.
Giorgia Meloni parla di “strategia della tensione”.
Dove ho già sentito questa frase? Ah si, ma ero piccola, beh insomma ragazza ecco e me ne ricordo bene, non un ricordo felice.
Ma no, io non ci credo. Giorgia Meloni fa l’opposizione e siccome è anche l’unica opposizione, può dire ciò che vuole, con quella bocca. E guai se non ci fosse almeno lei ad opporsi a questo governo di miele e zucchero e cannella, tanto gentile e tanto onesto, e pare, il più amato dagli italiani.
Pare.
E’ tutto un giochino politico del: io dico, tu contraddici, io protesto, tu contesti, ma poi, alla fine si ritrovano tutti abbracciati in un afflato fraterno per il bene della nostra tanto amata penisola.
Ma il nostro amato Draghi pare abbia gli incubi da greenpass e pare lo abbia “scaricato” nella pattumiera. Non ce l’ha insomma e non lo vuole avere.
Tanto a lui chi glielo deve chiedere? Passa e spassa ormai dove e come gli pare, ha il passepartout e oggi qui, domani li, lui ormai vive cosi.
In attesa di sedere sulla poltrona più ambita. E’ scritto nelle stelle e lui è uno con tutte stelle nella vita.

Una figura meschina

Sono solidale con tutti i lavoratori che in questo momento stanno manifestando contro il Green Pass.

A Trieste i portuali si stanno comportando bene e le manifestazioni sono pacifiche e chiedono al governo di ripensare a questo dispositivo.

Si tratta principalmente di una sorta di “ricatto” che il governo ha esteso a tutti i lavoratori e che ora che è entrato in vigore sta creando notevoli problemi organizzativi e una tensione palpabile nel paese a causa delle tante manifestazioni e scioperi che si susseguono. Non ne sentiamo il bisogno.

Continuare a sostenere che il Green pass è una difesa contro il virus e che tutti devono mostrarlo per ovviare alla possibilità di aumentare i contagi, suona falso some una moneta da dieci euro.

Ora più che mai: Il GP non ha dato la spinta che il governo pensava avrebbe dato alla campagna vaccinale, ma ormai in  l’Italia la percentuale dei vaccinati si approssima al 90%.

Quindi Draghi dovrebbe “scendere in piazza” e scendere a patti coi lavoratori che sono il fulcro della vita economica del paese per evitare che si verifichino blocchi alla consegna e alla movimentazione delle merci che creerebbero disagi e perdite per miliardi.

Già questo sta avvenendo e non credo sia una buona politica fare orecchie da mercante da parte di un governo che poggia la propria azione sulla crescita economica del paese dopo la pandemia.

Un braccio di ferro che ormai avrebbe bisogno degli spinaci di Popeye perché ho l’impressione che Draghi e il governo con lui non sia in grado di reggere il “braccio forte” di chi protesta. La figura che ci sta facendo è a dir poco meschina.

Domande impertinenti

Enrico Letta da Lucia Annunziata a “In mezz’ora dice che bisogna fare “prevenzione”, cioè stare molto più attenti a quello che succederà nei prossimi giorni durante le manifestazioni pacifiche dentro le quali si annidano violenti.
Ma, mi chiedo, come mai non si è fatta già?
E’ possibile che i nostri servizi non avessero sentore di quello che è successo a Roma, cioè l’assalto da parte di gruppi di estremisti alle sede centrale della CGIL?
E’ una domanda pertinente? Oppure è la “fatalità” delle cose?
L’assalto alla “diligenza” o alla “dirigenza” non era stato previsto e erano tutti che dormivano da piedi, sperando o sonnecchiando sbadati che tutto sarebbe andato per il meglio e che un gruppetto di “svitati” nopass fossero del tutto innocui e che nessuna infiltrazione di violenti estremisti si sarebbe potuta verificare anche con esiti disastrosi?
Lo trovo, davvero, difficile da credere.
E se fosse davvero così lo trovo persino peggio.
Mi domando al Viminale cosa facciano.
Lo so che non avrò risposta e allora cerco di darmela da sola.
Questo momento è per nostro paese estremamente delicato.
Siamo nel semestre bianco, il Parlamento è praticamente azzerato, la lunga fase preparatoria all’uscita dalla pandemia ha escerbato gli animi, le disuguaglianze e le ingiustizie sono aumentate, troppi errori sono stati fatti dai vari governi e anche dall’attuale. Troppi decreti e troppe imposizioni a volte insensate e persino controproducenti.
Quale momento migliore per instaurare nel paese una sorta di “controdemocrazia “che sembra andare nella direzione di aiutare i cittadini ma, in realtà è funzionale al potere?
Molto ma molto pericoloso.
Chi c’è a vigilare che il nostro sistema democratico venga supportato in tutto e per tutto da chi è preposto a farlo?
Cioè, chi controlla i controllori e cosa aspetta a “svegliarsi”?

Trudy

Ho avuto anch’io per dieci anni una cara bestiola che è stata in tutto e per tutto parte delle famiglia.

Si chiamava Trudy ed era una deliziosa barboncina nana (l’avesse saputo che la chiamavo “nana” si sarebbe arrabbiata tanto era spudorata da non temere cani ridondanti e prepotenti, ma questo è il nome della razza). Insomma Trudy è stata una compagnia deliziosa e indimenticabile. Una sua foto troneggia sulla libreria in salotto ormai da tempo immemore e  non la toglierei per nulla al mondo: è il nostro angelo custode.

Però…ho come l’impressione, non so voi, che si stia un po’ esagerando. Ma si, dico, non si può uscire senza incontrare persone canemunite con tanto di sacchetti e palette varie in mano e con l’altra il chilometrico guinzaglio alla cui fine compare spesso un superbo animale da paura oppure una simil pantegana truce pelo raso e piglio severo. Oppure e anche più di frequente due superbi o meno, animali da compagnia e da passeggio. Ormai pochi escono di casa senza un cane. Scanati se ne vedono pochi, sempre meno direi.

Si, perché chi passa e deve fare lo slalom tra lingue strascicanti e code spenzolanti, si sente “diverso”.

Ma come? si chiede, io che faccio cosi “nudo”? Senza una bestia o bestiola feroce o gentile che mi accompagni nel cammin della mia vita?

Per forza ormai ce ne sono cosi tanti! é lo spirito di emulazione e non solo. Molte altre sono le componenti di questa “fioritura” di animali da compagnia e da passeggio. Una di queste è la denatalità: ormai siamo quasi a crescita zero. Il problema è serio anzi molto serio e non intendo fare dello spirito su questo.

Ma, perdinci e anche perbacco, tanti cani non sono forse un ripiego? Neppure troppo semplice da gestire ma pur sempre di gran lunga meno impegnativo. Ormai le sento le signore, ai giardini, coi loro quadrupedi in bella mostra: “il tuo l’ha fatta oggi? No? creatura santa! Ma che gli dai da mangiare? Hai provato ***, guarda che funziona che è una meraviglia e c’ha le vitamine, il mio ne va matto”…

A dir la verità ne sento tanti di questi “discorsi” tra padroni: ragionano delle digestioni e delle dormite e delle russate e di bagnetti e dei sorbetti dei loro amati amici pelosi.

“Ormai ghe xe più cani che cristiani”, questa frase si sente ormai spesso dalle mie parti, non so altrove. Pronunciata da chi, soprattutto, ormai è circondato dai latrati diuturni di amici dell’uomo nei giardini vari e negli appartamenti, nelle terrazze e nei cortili, negli orti e nei fienili…

Ormai dove ti giri giri trovi cani. Se vedi il padrone aspetta il cane…arriva sempre, anche più di uno o due o anche  tre per padrone.

A me i cani sono sempre piaciuti, non ho niente contro i cani e neppure i gatti, ma ogni “limite ha una pazienza” e  se un tempo erano gli inglesi quelli di cui si diceva che amassero e trattassero  meglio il loro cane che i figli, ora si potrà dire anche degli italiani.

Con buona pace dei pappagallini, canarini, pesci rossi e …fichi d’india.

“D’una terra son tutti”

“S’ode a destra uno squillo di tromba, a sinistra risponde un squillo…”cosi inizia il celeberrimo coro del Manzoni che narra la battaglia tra i Veneziani e i Visconti a Maclodio nell’opera  Il Conte di Carmagnola.

Una battaglia all’ultimo sangue che lascia molti morti sul terreno e dove i veneziani sconfiggono i visconti.

Ma l’autore la definisce una lotta fratricida (“D’una terra son tutti”). E infatti si chiedono i paesani che assistono allibiti: ma perché si uccidono tra fratelli?

Le elezioni amministrative appena concluse mi sembrano rappresentare bene una battaglia dove “fratelli” si combattono tra loro non per il comune bene ma per interessi privati di questo o quell’altro partito o fazione.

Nè vinti né vincitori, in realtà.  Ora se il centrosinistra esulta, il centrodestra fa esami di coscienza e si batte il petto villoso Salvini riconoscendo il proprio errore: bene. Bravo, riconoscere di avere sbagliato gli fa onore e finalmente, ma non basta.

Certifica e mette la firma sotto la sconfitta. Ma con lui non tutto il centrodestra perché FdI ha fatto bene, ha superato la Lega e ora Meloni chiede elezioni subito.

A chi? risponde Letta. Il virtuoso. Ha avuto soddisfazione qui e ora, ma non canti vittoria perché la “guerra è ancora lunga.

Il “nemico” (il suo) ha ancora molti assi nelle maniche e può spenderseli alle politiche, se e quando ci saranno.

Sui Cinquestelle stendo un velo che dire pietoso è ancora poco: ormai si bastonano da soli.

Chi proprio non si può dire vincitore è il neonato e un po’ tronfio partito degli astensionisti.

Menefreghisti per scelta e per “partito”. Non si disturbano ad andare al seggio, c’è chi lo fa per loro, tanto “sono tutti uguali”.

E sono proprio quelli che criticano a morte i dubbiosi sul vaccino e i riottosi al green pass. Li criticano con argomenti del tipo: “egoisti, fannulloni, perdigiorno, voglia di far bene saltami addosso e poi non avete a cuore il bene del paese”…e però poi non vanno a votare.

Il che richiederebbe, pensandoci, molto meno. Ma molto meno. Queste amministrative hanno visto solo la metà circa degli elettori che si sono “disturbati” ad esercitare un proprio diritto/dovere. L’altra metà se n’è infischiata.

Infine,  come nel coro, vorrei lanciare una riflessione: ma se siamo tutti “fratelli” e tutti abbiamo a cuore le sorti della nostra “amata” terra d’Italia, perché lasciamo che tocchi ad “altri” determinarne il profilo politico?

Magari allo “straniero” sempre vigile e accorto ad approfittare di quello che succede da noi con l’aria di farci un “piacere”?

 

 

Alla fine dei conti…

Insomma, non mi vorrei “intrigare” (termine veneto che significa “immischiare”), con la vicenda dell’ex sindaco di Riace, Mimmo Lucano, ma come si fa?

13 anni e due mesi di galera sono una bella pena, davvero consistente, anche se si tratta di primo grado e tutto può ancora succedere.

Ma ‘sto “modello Riace”,… ‘sto sindaco “del rione Sanità”, santo o delinquente, che ha, secondo l’accusa commesso una sfilza di reati da far impallidire Al Capone, che “roba” è?

Difficile non restare intontiti davanti alla pena. Sono tanti gli anni da scontare. Ma, mi dicono che le accuse siano pesantissime, tra queste l’associazione per delinquere e peculato.

Due “cosette” non da poco.

Ma lui, imperterrito continua a dichiararsi innocente a dire che faceva tutto “per il bene” che il suo paese era un modello di accoglienza agli occhi del mondo…che non era consapevole di commettere tanti reati…

Beh, beh, io non lo so, mi piacerebbe credergli, la faccia non è quella che diresti: “che faccia da furbastro che ha questo”.

No, non ce  l’ha la faccia.
Ma, il giudice non giudica in base ai tratti somatici, ma sulle prove a carico dell’imputato. E, se ha dato una condanna cosi pesante devono per forza essere pesanti, gravi come due macigni. O almeno credo.

Aspetterei a farne un eroe, un santo, un esempio da seguire. Aspetterei, se la giustizia deve seguire il suo corso lo segua fino in fondo.

E poi, eventualmente…i conti di fanno alla fine.

 

Guardatela come vi pare

Lo scultore l’ha ritratta mentre  guarda dietro a sé. Forse voleva capire dove erano diretti gli sguardi dei presenti? Si, erano diretti  tutti proprio li, sul suo lato B.  Non che il lato A fosse meno attraente. Ma lei sembra più preoccupata del B forse perché lo sentiva più attenzionato da sguardi lubrichi.

Lei, spigolatrice di Sapri, eroina della poesia di Mercantini che tutti abbiamo mandato a memoria da ragazzi: “eran trecento, eran giovani e forti e sono morti” rappresentata nella statua inaugurata appena e appena svelata, ha l’aria triste di una che pensa “ma che ci faccio qui”?

E sembra preoccuparsi degli sguardi  che si sente addosso, più che dei poveri giovani andati al martirio.

Si trattiene con la mano la veste sul seno per non farla calare. Ma, dietro, la stessa veste non cela, ma risulta trasparente e persino inesistente, appena tratteggiata su quel mappamondo ben tornito.

Ci ha messo passione lo scultore, ha detto che, fosse stato per lui l’avrebbe fatta nuda. Si era capito.

E perché no? Nuda, li in piazza a Sapri, a ricordare ai passanti che era stata testimone di quella famosa battaglia in cui trecento giovani uomini avevavo perso la vita.

Cosi i  passanti avrebbero  pensato a tutto meno che a quel fatto storico, tanto ormai…

I passanti uomini perché le passanti avrebbero notato che, ancora una volta l’immagine di una donna era cosi raffigurata, senza veli, o appena appena perché le donne a questo servono: a farsi guardare…

Una provocazione dello scultore che ha pensato bene di farsi pubblicità? l’avesse fatta vestita, chi ne avrebbe parlato? E Conte? Era all’inaugurazione perché? Per godersi lo spettacolo?

Tutti  patrioti con la mano sul cuore, ma a guardarli, gli uomini che assistono alla cerimonia dell’inaugurazione della nuova statua, si capisce che non stanno pensando al Risorgimento.

Ma abbatterla no, come  suggerisce l’ex senatrice Manuela Repetti. Perché? E’ una bella statua e ha persino l’aria di una che si vergogna un po’.

Molto espressiva, in molti sensi.

Lasciamola li: rappresenta una donna che è passata alla storia grazie ad un poeta e ora la sua statua passerà alla storia grazie ad uno scultore.

Un artista non si discute, la creatività  e l’arte sono tra le poche cose capaci di salvarci in questa epoca cosi banale e triviale e volgare, al massimo si critica, ma abbatterla…

L’occhio dello scultore ha “visto” nella “sua” spigolatrice una verità interiore che ha estrinsecato nell’esteriore: la Bellezza nella sua forma più smagliante e per nulla ammiccante (anche se intrigante).

Il capitano Pisacane l’avrebbe senz’altro apprezzata come simbolo di Bellezza e di Libertà.

Forse inconsapevole rivoluzionaria che, sapendo di non andare a un pranzo di gala, non ha pensato a coprirsi adeguatamente.

Ognuno la veda come gli pare.

 

Mario non è Robin

Quattro voti di fiducia in 4 giorni. Il governo Draghi batte tutti i record: Parlamento azzerato.

In tempi di emergenza, mi dicono, c’è la ragione per fare presto, ma ormai l’emergenza dura da quasi 2 anni, quanto dobbiamo andare ancora avanti con dei governi che governano come se l’Italia non fosse più una democrazia ma una monarchia assoluta.

Era inevitabile?

Mi sono lamentata molto del Dpcm di Conte, mi lamento ancora di più di Draghi. Draghi governa con una maggioranza che dovrebbe essere coesa, solo Meloni all’opposizione eppure l’opposizione gli fa paura e mette il voto di fiducia.

Era prevedibile? No. Non credo. Sono tutti dentro, tutti insieme per “salvare il paese”. O no?

I “sinceri democratici” e i “sinceri liberali”però approvano, o almeno buona parte di essi. Mi riferisco naturalmente a buona parte del mondo del giornalismo che in questo momento è schierato a favore del governo più che mai: draghizzato per amor di patria.

E in molti dicono (io li sento dire): non si può che agire cosi.

Dunque va tutto ben?

No, manco per nulla. Un paese democratico senza Parlamento e senza opposizione ormai da anni non è più democratico ma è un’altra cosa.

Come la vogliamo definire questa “Cosa”.

Beh direi una cosa a caso, fate voi, inventavi se siete capaci una nuova forma di governo democratico che scavalca il parlamento e mette 4 voti di fiducia 4 in 4 giorni. Dategli il nome.

Ma bisogna vedere i motivi? Certo, i motivi quali sono? Ma quelli di sempre. Quando un governo teme di essere impallinato e vuole ad ogni costo far passare una legge fa cosi.  Ma un governo composto da tutti i partiti dell’arco costituzionale tranne FdI, non dovrebbe andare d’amore e d’accordo?

Ma, pare che in stato di emergenza si debba fare di necessità virtù. E dunque tutto quello che passa ormai passa obtorto collo su provvedimenti di cui i parlamentari non sanno quasi nulla e devono solo mettere la firma.

E questo su tutto, non solo sul green pass che sembra diventato la madre di tutte le battaglie.

Stiamo diventando di fatto una Repubblica presidenziale perché il conduttore teme gli ammutinamenti e teme qualsiasi contradditorio.

Lo siamo già, di fatto. Ecco la “cosa” che sta uscendo: stiamo diventando il paese della democrazia tassativa.

Una democrazia fondata sulla tassazione dei cittadini. Perché sopra sopra, anche se non si dice troppo in giro, le tasse stanno aumentando e aumenteranno ancora, subdolamente dai bollettini postali alle tasse sulla casa.

Salvini dixit: “abbiamo dato fiducia a Mario Draghi e non a Mario Monti”. Chissà che cosa avrà voluto dire?

Quale tempo migliore di quello in cui viviamo da quasi due anni: lo “stato d’emergenza ” permanente, per appioppare altre tasse ai cittadini?

E per aumentare ancora di più le disuguaglianze?

Democrazia tassativa, eh si, Mario non è Robin.

 

 

 

Non vabbaeneee proprio per niente

Come dice spesso iniziando un suo “raggionamanto”: “premesso che sono di sinistra” (fa bene altrimenti sarebbe duro da capire), io premetto che Barbara Palombelli non mi è simpatica.

Ma non è questo il problema. Il prrrobblema (con la e aperta) è che l’altro giorno nella trasmissione che conduce sulle reti Mediaset (premetto anche che non la guardo  che per sbaglio ma giro subito al primo ” vabbaaenee”), l’ha sparata, pare, davvero grossa.

Ha detto:

La frase incriminata. “Questi uomini erano completamente fuori di testa, obnubilati, oppure c’è stato un comportamento esasperante, aggressivo anche dall’altra parte?”

L’ha detto ma poi ha spiegato che non voleva etc. e che querelerà per diffamazione quanti hanno protestato di questa sua uscita, diciamo, infelice. O sarebbe meglio dire tragica?

Lei, giornalista affermata dovrebbe sapere tenere la bocca a freno, sapere quando aprirla e quando chiuderla, ma, dato l’evidente eccesso di botulino, purtroppo fa fatica a controllarla.

Ma, pare,  faccia un po’ di fatica anche a connettere il “raggionamanto” almeno a giudicare da quella frase. (non vorrei querelasse anche me).

Dunque vediamo….le spiegazioni che Barbara da sui motivi che spingono cosi tanti uomini ad ammazzare le compagne (ormai i femminicidi non si contano e non fanno neppure, purtroppo, quasi più notizia) sono principalmente due e cioè: o sono obnubilati (da che cosa poi? droga, sesso o rock and roll?), oppure (e qui casca proprio l’asina) hanno trovato nella compagna della loro vita un “comportamento esasperante” al punto di volerla ammazzare ma di brutto non cosi tanto per dire.

Perché si dice no? Qualche volta ci scappa o no qualche “ti ammazzerei”?: No, a me non scappa ma a qualcuno potrebbe scappare, pure sovente, ma poi, fortunatamente la minaccia rimane solo tale.

Lei si indigna delle proteste che le arrivano da ogni parte. Un classico: indignarsi dell’indignazione altrui ad una frase raggelante che, nelle migliori delle ipotesi, Barbara Palombelli ha detto mentre era “obnubilata” oppure era molto incarognita contro qualche collega che si era dimostrata verso di lei “esasperante ed aggressiva”?

Va a sapere. La mente umana è un labirinto del quale é difficile trovare l’entrata e spesso anche l’uscita.

Insomma, l’ha sparata li, forse intendeva che non dobbiamo essere troppo aggressive ed esasperanti con questi poveri uomini e che se lo siamo poi finiamo fatte a pezzi, era un monito, un consiglio, un’esortazione…

Ma non vabbaene cara Palombelli, eh no scusa. Una giornalista del tuo livello non se lo può permettere.

Ne uscirà, oh se ne uscirà, le auguro presto, ma in quanto a querelare e minacciare sfracelli, fossi in lei ci andrei piano.

Chieda scusa, è la pianti li.

E magari la trasmissione ritorni a Rita dalla Chiesa che battute simili, ho idea che si guarderebbe bene dal farle.

La democrazia è un’altra cosa

Girano per la penisola con licenza…d’uccidere.
Sono gli 00 bu bu settete, queli che con la maglietta con scritto “staff”, ti chiedono se ce l’hai.
Succede che nonostante l’emergenza, la sindaca del mio bel paese nella cintura della Riviera veneta decantata dai poeti, abbia pensato di fare la consueta Fiera del patrono che l’anno scorso causa Covid era stata rinviata.
Quest’anno no, si fa e la piazza e dintorni è strapiena di giostre e birocci che vendono dolci e quant’altro, fino sui tetti delle case e fino a nascondere il monumento ai Caduti della Resistenza e l’aiuola a loro dedicata.
E succede che, passando di li mentre fai lo slalom tra i tavolini dei bar disseminati dovunque anche sulla vera del pozzo ottocentesco, ti imbatti in questi volontari della salute pubblica, che ti chiedono con un sorriso se ce l’hai,
Ho sentito una signora rispondere: “Cossa? Ma chi sito ti? Un carabinier.No? E alora tasi, cossa vuto?”
E il ragazzo si è rimesso la coda in mezzo alle gambe ed ha abbozzato.
Era una novax quella signora? Non aveva il green? Bah, non lo so. Io non ce l’ho e sono sgusciata rapidamente prima che me lo chiedessero ma avrei risposto che non è rischiesto per passare per la strada ma che a casa ne avevo be tre. Ma li avevo dimenticati, che mi fate?
Tanto io alla fiera non ci vado, ma non vado proprio da nessuna parte dove c’è gente ammassata. Ma non da ora ma da sempre, o quasi.
Sono una cretina perché sto a casa mia? Sono cretina perché ho deciso liberamente di stare a casa mia? E di non frequentare nessun posto affollato per i prossimi 50 anni? E se vado in qualsiasi posto dove c’è anche una sola persona,, me ne sto distante e mi calco la mascherina sugli occhi? (Ho sentito e letto offese di tutti i tipi verso chi manifesta contro il green pass).
Sono una cretina se non mi sono mai fatta il vaccino antinfluenzale?
Può darsi, ma e allora?
Ma io non sono contro i teatri, le sagre, gli stadi,i cinema le spiagge, i viaggi e neppure chi si vaccina e si vanta, anzi, semplicemente non mi mescolo, almeno per ora perché non mi fido e non mi serve andare al ristorante al chiuso, mangio benissimo a casa mia.
Non sono novax, sono convinta che chi si vuole vaccinare lo deve fare e subito ma sono anche convinta che del mio corpo decido io e della mia salute pure e per il momento non mi vaccino contro il covid.
E perciò non sono vaccinata ma sono una cittadina italiana che ha sempre pagato le tasse che non ha mai violato la legge e che ha rispetto delle persone e mai neppure per un istante mi sognerei di obbligare qualcuno a farsi un vaccino per avere il green pass e accalcarsi da qualche parte mai, neppure a prendere un’aspirina.
Perché sono democratica convinta e rispetto le idee del prossimo da sempre da quando mio nonno mi ha insegnato che io ho diritto alle mie come gli altri alle proprie.
E fino a che potrò mi sentiro di sinistra e liberale e mai offenderò qualcuno che non la pensa come me.
Se il governo ritiene di obbligare a farsi vaccinare e ad uscire greenpassati fino alle orecchie altrimenti diventi un rejetto della società, vada in Parlamento e segua l’iter di legge obbligatorio per fare la legge che renda il vaccino obbligatorio. Si prenda la responsabilità e poi se la prenda fino alla fine con tuttte le conseguenze del caso.
Se non lo fa il vaccino non è obbligatorio e chi da del cretino a chi non se lo fa per sua personale scelta ma rispetta tutte le regole imposte dal buon senso e dalla lotta alla malattia e vuole poter dimostrare la propria contrarietà al green pass perché lo ritiene una misura inutile e vessatoria e discriminatoria è solo uno che offende e non può continuare a definirsi democratico ma è con tutta evidenza un’altra cosa. Uno che sproloquia di rispetto degli altri ma che si serve della pandemia per dimostrare il poco rispetto o il disprezzo che finalmente può liberamente riversare sugli altri altri per un vaccino gli da… licenza di offendere e di spiattellare al mondo intero con  tanto di certificato quanto egli sia intelligente e bravo e rispettoso e ligio alle leggi… e quanto sia presuntuoso ed arrogante e ora abbia il plauso generale per esserlo fino in fondo.

Con tanto di passaporto.