La deadline

La deadline è giovedì prossimo; Zelensky deve firmare oppure perderà il supporto degli Usa. Un ricatto, vero e proprio ricatto nero su bianco, Putin gongola e si sfrega le mani, Zelensky manda via social un messaggio alla nazione: questo è il momento peggiore per l’Ucraina, dice,ma continua dicendo che lui non la svenderà, non lo ha fatto all’inizio di questa sporca guerra di invasione e non lo farà ora che si trova spalle al muro a portare il crocifisso fino alla sommità del Golgolta.
Mi fa pena, immagino cosa possa provare e come possa sentirsi, io sono con lui e però sento che si dovrà piegare, ha contro le due potenze mondiali e lui è in mezzo come un topolino fra due gatti che lo stanno braccando.
La figura di Putin non ha bisogno di essere descritta, quella di Trump neppure, ma la traduzione dal russo degli accordi di “pace” presi di nascosto tra russi e americani, rivela molto di quest’uomo e delle nefandezze che ha e che avrà sulla coscienza fino a che campa. E anche oltre.
E se la UE non sarà in grado di incidere in queste ridicole “trattative”, si rivelerà per quello che vale sulla scena mondiale: nulla, decisamente nulla e sarà un punto (morto) dal quale iniziare smontare tutte le bugie che la tengono in piedi.
Il piano tradotto dal russo e concertato tra Wittkoff e Dimietriv o qualche cosa è una vera e propria pugnalata dietro le spalle di Zelensky e degli ucraini. La deadline che gli è stata data è giovedì prossimo: prendere o morire, Zelensky non ha scelta se non suicidarsi.
Vergogna delle vergogne se passa questo trionfo dell’ipocrisia e di Putin che sarà riabilitato e si sfregherà le mani.
Che tenesse per “i versi” Trump, si era capito da molto ed era anche chiaro fin dalla visita in Alaska e che i due siano complici ormai è chiaro anche a chi non vuole vedere. La UE si sta dimostrando del tutto ininfluente e imbelle, questa non è un trattativa di pace ma una pistola alla tempia di un paese sovrano che da libero e dopo quattro anni di guerra d’invasione scellerata , sta per diventare ancora suddito della Russia e questo grazie a Trump, un individuo pericoloso che sta prendendo per i fondelli il mondo.

https://www.theguardian.com/world/2025/nov/21/zelenskyy-says-ukraine-faces-most-difficult-moment-as-trump-pushes-plan-to-end-war

La pace dei malvagi

Come aveva promesso all’amico durante uno degli ultimi “bilaterali”, Trump sta preparando la “pace” in Ucraina e il piano previsto in 28 punti (secondo notizie giornalistiche) sarebbe quasi pronto e concordato tra americani e russi. Prevede che Kiev ceda i territori che Putin chiede e che dimezzi l’esercito. In pratica gli chiede di “surrender” cioè arrendersi.

I due, Trump e Putin non si sono parlati recentemente ma è chiaro che in Alaska tra i due c’è stato un accordo che ora si sta compiendo, Putin non si muove per niente con tutta la parafernalia che deve tirarsi appresso.

Zelensky è messo molto male, ieri, mattina presto, sono stati bombardati dei palazzi a Ternopil e le vittime sono 25 tra cui tre bambini e i feriti 75, tra i quali altri bambini. Uno degli assalti più feroci degli ultimi giorni e che ha devastato molte installazioni energetiche con l’intento di far morire anche di freddo gli ucraini.

La “pace giusta” dunque starebbe per arrivare: una grossa presa in giro e un tradimento totale delle promesse di Trump di andare incontro alle richieste degli ucraini, lui sta con Putin. Vuole fare, evidentemente, come con Gaza e prendersi il “merito” di aver fatto cessare anche questa guerra, Ma se sarà così avrà ben pochi meriti. I russi stanno incalzando perché vedono la vittoria a portata di mano e lo scandalo della corruzione gli cade a pennello. Zelensky ne esce indebolito e nonostante viaggi molto in cerca di aiuti e consenso per il suo paese, sembra chiaro che nonostante le strette di mano e le facce sorridenti e le dichiarazioni dei vari leader, le sue chances di convincerli ancora a sostenerlo sono sempre più flebili.

Il russo sta vincendo, i morti ucraini, i bambini ucraini non impietosiscono altrettanto quanto quelli di Gaza, l’opinione pubblica mondiale così frenetica nel difendere i diritti dei palestinesi è muta davanti alla palese ingiustizia che si sta per concretizzare anche e soprattutto grazie agli “sforzi” per la pace del subdolo e inquietante personaggio che sta a capo degli Usa, il commander in chief più spudorato che la storia americana (ma pure mondiale) ricordi. Nessuno che gridi alla “complicità” e nessuno che critichi il silenzio (quasi) tombale che ricopre le gesta di Putin. Rassegnazione? Stanchezza? Incapacità di provare empatia per un popolo che lotta per la propria libertà? Un po’ di tutto questo e molto altro. Soprattutto la massiccia e pervasiva propaganda del Cremlino, la protervia e la scaltrezza malvagia del suo leader, la capacità di trovarsi alleati potenti e l’inettitudine e l’ignavia di chi per anni ha creduto di potersi fidare di lui.

https://notizie.tiscali.it/esteri/articoli/ucraina-palazzo-sventrato-attacco-aereo-russo-ternopil-00001/#google_vignette

Il cetriolo

Stai sereno, Francesco, lavora tranquillo e non ti preoccupare…Così il presidente Mattarella consola il “povero” Francesco Garofani, consigliere di Stato al quale La Verità di Maurizio Belpietro ha attribuito delle frasi nelle quali criticava il governo e auspicava un “provvidenziale scossone” per non farlo rieleggere. C’è poco tempo, dice, per organizzare una seria opposizione, bisogna auspicare qualche scossone per impedire che la destra vada ancora al governo ed elegga il capo dello Stato. In estrema sintesi.

Il capogruppo di FDI. Galeazzo Bignami ha chiesto di smentire queste voci ed è stato sommerso dalle critiche dell’opposizione che parla di attacco al Quirinale.

Il Quirinale si è detto stupito della “violenza” di questo attacco contro il capo dello Stato e afferma che le indiscrezioni hanno del ridicolo.

Belpietro controbatte che ridicolo è volere insabbiare tutto, Bignami replica che non si è mai rivolto a Mattarella ma al suo consigliere e il consigliere che fa?

Piange sulla forte spalla del presidente e afferma che si è trattato di una “chiacchierata tra amici”, ma smentisce di avere in mente complotti contro la maggioranza al governo. E Mattarella “affettuosamente” gli dice di stare sereno. Uhmm, i complotti in Italia sono l’arma politica più utilizzata in assoluto, complottare è un vezzo tutto italiano, in questo nessuno ci batte. Dopotutto le chiacchiere tra amici sono legali, come impedirle?

Beh, io sono propensa a credere che questo “innocente” ex deputato del PD sia decisamente solo un po’ chiacchierone e nulla di più. Ma dai, ma chi ci crede al complotto contro Meloni? Ma è ridicolo…Da uno che militava nel PD poi, come si può anche solo pensarlo? Bignami datti una regolata, sei troppo impulsivo, siediti e respira profondo prima di parlare…

Lo stesso devo fare io che non c’entro nulla col consigliere e neppure coi suoi amici ma di “complotti” un po’ me ne intendo, sono solo al terzo tentativo di dare un provvidenziale scossone al blog…e questa volta pare stia riuscendo…chissà chi è il “promotore” e quante “chiacchierate tra amici” deve aver fatto per arrivare al risultato? Non lo sapremo mai, statene certi. Per ora spero se la goda alla grande e…dagli amici lo guardi Iddio che dai nemici lo guardo io…domani è sempre un altro giorno, non mettiamo i buoi davanti al carro e non facciamo ricostruzioni fantasiose…in fondo non sono capa di governo, capatosta, si, ma questo non fa consenso e anche se non mi candido in politica nel partito di Meloni, mi posso sempre dedicare alla coltivazione dei cetrioli che sono un ortaggio molto salutare, non per niente nel PD tutti ne fanno largo uso e hanno una proposta di legge per metterlo in costituzione, il cetriolo deve diventare statale e comparire sulle tavole degli italiani per legge! Lo dice Elly nei suoi comizietti tra amici e ne vuole fare un’ arma per attirare i consensi perduti. Una battaglia di civiltà: cetrioli per tutti, sono sani e aiutano a diminuire le liste d’attesa negli ospedali, di certo meglio dello slogan “Tachipirina e vigile attesa”, questo sarà: il cetriolo è salute e chi non lo mangia meloniano è…è…è ..(tranquilli sono solo chiacchiere tra amici….).

Concime

Un water di oro è un investimento per il futuro in una società disposable come la nostra. Il bagno in oro dello scaltro amico di Zelensky, corrotto, pare, mazzettaro, pare, scappato in Israele dopo le rivelazioni dello scandalo Energoatom è su tutti i siti e tutti i laghi. Come se fosse un simbolo di depravazione e l’ultima frontiera della spudoratezza. Ma…e allora i bagni d’oro di Putin che sono? Le sue ville i suoi palazzi, la sua sterminata ricchezza alla faccia dei poveri russi contadini mangia patate e coi figli morti al fronte, cosa sono? Corrotto e corruttore, aggressore e bombarolo, ma no, lui si salva sempre, per ora. Ha vissuto come un sovrano mentre cementava il proprio potere in Russia, ma no, lui non è corrotto, i suoi water dorati sono il frutto del suo lavoro, sudato, anzi sudatissimo sette maglie di lana. Cachemire, naturalmente.

Come sono sudati i suoi conti in banca, le sue barche (una gliela guardiamo noi qui a fior di migliaia di euro al mese)…ma lui non è corrotto. Si difende come può, risparmia, mette al sicuro i lingotti per i suoi eredi…mentre gli ucraini corrotti sono la feccia dell’umanità e devono passare per il girone infernale del disgusto morale e trascendentale del mondo.

Quello stesso mondo che non si indigna della stra ricchezza di Putin e dei suoi leccapiedi, o di quella dello strapotente americano immigrato che se lo è scordato e che accumula ancora più soldi su quella poltrona che occupa, tronfio come un sultano, pregiudicato e spregiudicato, chissà quanti bagni d’oro ha nelle sue residenze dorate, ma lui è esentato dall’indignazione perché non è amico di Zelensky, anzi lo prende per …le natiche e poi se la ride contento di tanto portento.

Come un portento è Salvini che dice che bisogna pensarci ad aiutare ancora gli ucraini se poi si fanno i bagni dorati…già, dimentica tutti gli scandali della Lega, rimossi completamente, si permette di giudicare un intero popolo lui che sarebbe davvero l’ultimo a poterlo fare con quello che hanno combinato nel suo partito. Per non aprire la cloaca della corruzione qui da noi, proprio non ne parliamo perché altro che bagni d’oro, c’è davvero da sparire dalla vergogna sotto i miliardi di mazzette che i mazzettari italiani si sono intascati. Meglio tacer e se un bel tacer non fu mai scritto, Salvini deve imparare a stare più zitto perché purtroppo tutto quello che gli esce da quella bocca di ministro viene riportato e si spande nell’universo…e certe cose che dice potrebbero trovare posto solo in quell’oggetto dorato di cui oggi tanto si discute…e a concimare i campi.

Gambe d’oro

Quando ho appreso della morte delle gemelle Kessler, senza leggere il seguito della notizia ma solo il titolo, ho pensato che non potevano che morire insieme e quando poi ho saputo che hanno scelto la morte assistita, ho pensato che era proprio così, la superstite non avrebbe sopportato la vita senza la gemella con la quale aveva condiviso tutto. Una vita in simbiosi, per i gemelli monozigoti spesso la vita è uguale e non si lasciano neppure un istante e se devono lasciarsi comunicano telepaticamente.

Le due eterne ragazze, amatissime in Italia e in patria, bellissime, eccezionali nel ballo e campionesse di simpatia, non potevano che finire così la propria lunga e tanto celebrata vita. Ma mi resta una perplessità e anche una sorta di amarezza: non approvo il suicidio, credo che sia sbagliato decidere di mettere fine alla nostra vita. Sia che lo si faccia in un momento di disperazione, sia che si scelga razionalmente.

La nostra ora arriva quando deve arrivare e non è giusto anticiparla. La vita è sacra sempre e non sarò mai favorevole ad una legge sul fine vita in Italia.

Indimenticabili, le Kessler sono state perfette: esempio di femminilità mai ostentata. Mi dispiace abbiano scelto di morire e privarsi anche di un solo giorno di vita, per come la vedo, è un errore: la vita va vissuta fino in fondo, col dolore e la gioia, le emozioni, l’amore, le albe e i tramonti, sempre fino a quel momento non è mai il momento e la parola fine si mette solo quando il film è finito, non prima.

La pena dei giorni

La pioggia ha lavato le foglie stanotte

Si scrollano gocce azzurrine dai rami

Riflesse nel gioco di luci del fiume.

E l’acqua più tiepida e lenta

Assapora i minuti e ne assorbe i colori

Dal morbido azzurro al timido rosa.

Se il mondo non fosse cosi colorato

Se tutto mostrasse il suo volto più grigio.

Se il verde e l’azzurro non fossero amici se il

Rosso al tramonto non desse emozioni.

Che cosa varrebbe la pena dei giorni

Se non la certezza che l’alba ritorni.

Parole

Le parole volano e  accarezzano

e morbide come piume fluttuano.

O sferzano come bufera sul viso.

Sono cosi le parole delicate o crudeli

parole che incantano  ammutoliscono

oppure parole che uccidono.

Danno voce all’anima o al cuore

o alla rabbia  all’odio al furore

e offendono  deridono  mirano

puntano e sparano.

Oppure sono come carezze

e assomigliano al suono

di conchiglie appoggiate

all’orecchio dove si sente

il mare e il silenzio che

non assomiglia a niente

se non all’eco di un dolore.

La protesta

Non mi pare un problema grave ma ne voglio parlare lo stesso. Non mi sono interessata dei titoli che parlano della protesta contro Beatrice Venezi nominata direttore musicale alla Fenice, il prestigioso teatro veneziano, risorto dalle ceneri dopo il devastante ultimo incendio. Non me ne importa niente. Ma oggi scorrendo un po’ le prime pagine dei giornali mi è saltata all’occhio la manifestazione contro di lei indetta dei sindacati. Ho provato a capire cosa stia succedendo. Non la vogliono, dicono, perché non ha un curriculum sufficiente. Bah, sembra di averla già sentita. Una donna “direttore” d’orchestra alla Fenice sembra quasi una bestemmia, bella poi, e figlia di ricco immobiliarista dichiaratamente di destra, giovane , troppo giovane e soprattutto simpatizzante di Giorgia Meloni. Non sia mai! Le hanno dichiarato guerra nonostante la Fondazione l’abbia eletta all’unanimità. Non ha i requisiti, dicono. Ma chi? Ma gli orchestrali, i musicisti, i sindacalisti… tutti a quanto pare. Non ha feeling con loro, non li conosce, non ci è andata a pranzo…insomma, tanti sono i motivi che stanno causando una quasi rivoluzione e persino scioperi.

Non ho la competenza per giudicare, ma mi pare davvero che ci sia piuttosto una sorta di discriminazione: donna, bella, giovane e di destra.

Parrebbe assurdo ma temo che sia proprio così. Una che si chiama Venezi sembra predestinata ad avere un ruolo importante nella mia città natale, ma no, non va bene, troppo giovane, troppo carina e troppo “donna” e ancora…troppo meloniana.

Se si chiamasse Pisa o Firenze o Bologna? Ma no, non cambierebbe nulla è decisamente la sua nomina che infastidisce: la mettono lì perché simpatizzante di Giorgia Meloni e non sa fare niente …dicono. Mentre, pare, quando anni fa è stato nominato un 27enne pupillo di Claudio Abbado, pare, non è successo questo disastro. Se lo sono tenuto e basta.

Ma facciamola finita, ditelo chiaro che non la volete per tutti questi motivi e fate migliore figura! La Maestra, Direttora Venezi a Venezia anche no e perché? Perché ha in simpatia Meloni…decisamente un motivo da far ribaltare le gondole in Canal Grande.

E poi chissà perché i giovani talenti italiani emigrano tutti…

L’esca

Matteo Salvini non finisce mai di stupire, conscio di essere in ribasso e che Vannacci lo sta doppiando (in molti sensi), ha dimostrato tutta la sua raffinatezza durante un comizio per la elezione del candidato della destra nella Regione Campania, Cirielli.

Scatenato come spesso succede quando si sveste dei panni del ministro per indossare quelli del combattente leghista, ha intimato un bel “fuori dalle palle” diretto agli immigrati che si lamentano e non ci stanno alle tradizioni locali.

Non vi piace il presepe? Fuori dalle palle, non quelle di Natale, ovviamente. Ma ci siamo abituati ai toni soft del gagliardo gaglioffo che spera sempre di incantare le platee col suo eloquio da buzzurro. Lo sceglie proprio a ragion veduta, ma nella realtà, nella vita privata Salvini è un gentleman. Oh si, non si fa vedere da voi ma a casa si mette la giacca di velluto coi calamari. Un po’ come Totò e il principe De Curtis, ha due personalità: quella pubblica e quella privata. A casa il gaglioffo si mette i guanti bianchi e serve in piatti dorati alla sua convivente (di alto lignaggio) il pesce pescato e cotto da lui secondo le ricette di chef internazionali. Mica no. E sa fare anche il baciamano col piedino alzato alla Sordi, indimenticabile Conte Max.

E’ un uomo dalle mille risorse, ancora non le abbiamo scoperte tutte e potrebbe mostrarcele un giorno, tutte insieme, credo ne rimarremo stupefatti.

Intanto però i consensi della Lega scendono mentre quelli del partito della premier crescono.

Piccoli fratelli in crescita costante ma non allarmante, in fondo gli italiani si stufano presto e presto si accorgeranno di questo fenomeno ancora tutto da scoprire e allora non ce ne sarà per nessuno, né per Vannacciacci ne per Fratellastri di Meloni né per sinistre sbandate e caserecce…

Questo è ovviamente il suo sogno, ma gli italiani sognano sogni diversi e per ora danno il consenso a Giorgia, poi se sarà il caso lo daranno al prossimo passante che gli butta un amo grosso con una bella esca grassa. Ma mi sbilancio a dire che non sarà ancora un Grillo e neppure una Cicala e che per ora non si intravede all’orizzonte nessuna testa che spunta, né quella di Landini, né quella di Elly…forse potrebbe rispuntare quella di Prodi…a mali estremi…

L’America

Sono in un mood di disaffezione al mondo. Al blog e anche per me. Mi sono disaffezionata alla politica (temporaneamente), non che ne fossi affezionata ma mi pareva che fosse doveroso approcciarmi ad essa come cittadina italiana e del mondo. Del mondo…ma quale mondo? Quello dei Putin e dei Trump? Anche no, mi fa schifo.

L’amicizia è una grande cosa ma al momento mi pare una cosa che complica la vita, si perché se su Trump non ho alcun dubbio circa la sua amicizia col pedofilo finanziere traffichiere morto suicida in carcere, neppure ne ho sul fatto che gli fosse amico/sodale soprattutto nel circuire ragazzine per portarsele a letto in ogni dove immaginabile ( magari non gli chiedeva i documenti, diamogli questa possibilità), quell’Epstein che gli turba il sonno tirandogli i piedi e del quale non vuole rivelare il corposo dossier che lo inchioda, su Zelensky ho come la sensazione che l’amicizia gli stia tirando un brutto tiro. Il caso di corruzione dentro l’ente Energoatom che vede mazzette date a ministri e collaboratori del presidente, mi lascia perplessa. Decisamente perplessa. La notizia che volesse limitare l’autonomia delle agenzie investigative, mi aveva fatto pensare che si volesse proteggere dai russi. Già, non fa altro da quattro anni. Ma chi lo avrebbe creduto lo avesse rivelato? Nessuno.

Ora questo bubbone esce proprio mentre i russi stanno avanzando e l’offensiva è massiccia più di sempre e la resistenza ucraina in affanno…quale momento migliore per mettere ai ferri Zelesnky e rosolarlo a fuoco lento? Non riescono a farlo desistere dalla sua idea folle di salvarsi dai russi con le buone? bene, si passi alle cattive. Minare il suo consenso e mettere grosse pulci dentro le orecchie degli ucraini. E qui c’è, forse, lo zampone dell’americano e la sua “amicizia” col russo, ma forse anche senza forse.

E mentre in Italia si manifesta contro i fascisti su Marte sbarcati da ben tre anni e insediatisi a Palazzo. con ogni pretesto, in America Trump la sta facendo piccola piccola (l’America) mentre si fa grande (e grosso e ricco sempre di più) lui con le sue panzane, in Ucraina si distrugge l’immagine del presidente e del suo entourage per potersi infiltrare meglio dentro le menti già debilitate dalle bombe degli ultimi resistenti e non solo ucraini e di pulci i russi ne dispongono un arsenale.

Fermiamoci a riflettere: siamo stupidi noi o ce lo vogliono proprio far credere? Beh, nel frattempo (fin che cerco di capirlo) mi ascolto una strepitosa Gianna Nannini che in tempi non sospetti aveva fatto un capolavoro che ha fatto certamente grande lei: