Pappagallini

Se qualcuno aveva dei dubbi (ancora) su come la Russia di Putin elimina i suoi oppositori, ora dovrebbe avere chiaro i metodi che usa: Alexei Navalny è stato avvelenato con una rara tossina che ne ha causato la morte due anni fa mentre era detenuto in una prigione artica.

Pochi dubbi ne aveva la moglie che ha fatto di tutto per poter accertare la verità e un pool di studiosi inglesi ora, ha fornito le prove che aveva ragione. Inoltre il veleno usato dai russi è proibito considerato fuori legge e bandito da convenzioni internazionali che Putin ha violato.

Ma non è certo una novità e non stupisce la fine che fanno i suoi oppositori morti di “freddo” si sa quale sia, la peggiore, ma sono sicura che ci sia chi dubita. Chi pensa che sia tutta una macchinazione messa in atto dagli europei infidi che vogliono indebolire la grande Russia gettando ombre e fango sulla limpida amministrazione del Cremlino.

Sentiremo nei prossimi giorni i vari pappagallini che si indigneranno e ci minacceranno di qualsiasi cosa per aver osato dubitare della trasparenza ed onestà di un popolo guidato da un leader vittima di tanta malignità?

Si, li sentiremo, li vedremo nei video con le loro facce bianche sepolcrali, compunte, stizzite e io mi chiederò ancora: ma come si fa a sostenere così spudoratamente l’insostenibile?

Si fa, si può e si vede e sono anche sicura che ci sarà chi protesterà che hanno ragione, caspita, a protestare perché sotto ci sono sempre i nemici occidentali che tramano…accidenti all’occidente, non ne fanno una di giusta, diffamano, tramacciamo, maneggiamo, aiutano quegli sconsiderati degli ucraini che sarebbero in pace se solo lo volessero…basterebbe che alzassero bandiera bianca, come diceva Francesco, bandiera bianca non è disonore ma consapevolezza…che abbassarsi a baciare la pantofola ad un regine che usa ancora certi sistemi per neutralizzare gli oppositori fa d’uopo, salva vite umane e soprattutto mette la parola fine alla guerra di un tiranno che si sentirà autorizzato ad aprirne subito un’altra.

12 commenti su “Pappagallini”

  1. Premetto che non ho nessun dubbio sul fatto che Putin sia capace di eliminare con ogni mezzo i suoi avversari politici, così come tanti altri despoti prima di lui nella storia.
    Mi permetto, però, di avanzare dei dubbi su un’accertamento fatto due anni dopo sul corpo di Navalny che era stato restituito alla vedova.
    In quella prigione della Siberia Putin aveva mille modi per far morire Navalny senza lasciare tracce. Il più semplice, come dice la nostra ospite, era di farlo morire di freddo; oppure potevano simulare un qualsiasi incidente, o una polmonite.
    Che lo abbiano avvelenato con un veleno raro e che lascia tracce, e che abbiano restituito il corpo sapendo che era avvelenato, mi pare un comportamento di un’idiozia assoluta.
    Il veleno, tra cui il Polonio, gli agenti di Putin lo hanno usato contro avversari che erano liberi di muoversi. Non aveva nessun senso usarlo contro un avversario in carcere, e poi restituire il corpo come se niente fosse.
    La logica farebbe pensare che il veleno ce lo abbiano messo dopo.
    Anche il Nordstream2, all’inizio, dicevano che se lo era fatto saltare Putin da solo.
    R
    eccoli i “non” putiniani, avanzano dubbi sui dubbi dei dubbi… pur non avendo dubbi…non avevo dubbi.
    Se sappiamo lo dobbiamo alla madre e alla vedova di Navalny non certo alla “misericordia” di Putin!
    Ma anche su di loro aleggiano dubbi…chissà se lo amavano davvero…
    https://www.theguardian.com/world/2026/feb/14/alexei-navalny-poisoning-death-russia-frog-toxin

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    • A Lenzini pare un’idiozia :
      “Che lo abbiano avvelenato con un veleno raro e che lascia tracce, e che abbiano restituito il corpo sapendo che era avvelenato, mi pare un comportamento di un’idiozia assoluta”.
      Quindi attribuisce a chi compie atti del genere una morale perché tanto valeva farlo fuori con la pistola, ch bisogno c’era di avvelenarlo? Solo un idiota pensa di poterla fare franca…come se a Putin interessasse “farla franca”, come se avesse cura di nascondere quello che fa…l’aggressione dell’Ucraina e non solo non basta a qualificarlo, no, bisogna anche farci venire il dubbio che non abbia pensato che avvelenandolo si sarebbe risaputo…caspita e se poi si risapeva?
      Sa, Putin che ci sono molti ad avere sempre dei dubbi, ci conta su questi ed è anche questo il motivo per cui sta crescendo la sindrome di insicurezza, da un lato su Zelensky molti non hanno alcun dubbio che sia corrotto, dall’altro molti si fanno scoppiare le meningi per trovare dei dubbi delle azioni “poco prudenti” del capo del Cremlino…

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  2. Non essere mai sicuri di nulla, non fidarsi di quello che scrivono i giornali, guardare sempre attraverso spesse lenti deformanti che impediscono di vedere la realtà se non appunto riprodotta e celata ispessita e fuorviata, sta diventando una compulsione che molti hanno, anch’io spesso mi domando se quello che scrivono corrisponde alla realtà e se mi posso fidare, ma penso che ci sia anche un metro di giudizio che ognuno di noi ha e che può e deve usare ogni qual volta sente di non essere sicuro delle cose che gli raccontano e quel metro è il proprio spirito critico che si sviluppa negli anni e che ha ragioni di ritenere giusto ciò che ritiene giusto e sbagliato ciò che ritiene sbagliato. Io mi fido delle mie sensazioni, si rivelano spesso giuste se non quasi sempre e non mi lascio influenzare da troppi dubbi che, anche se sono legittimi, a volte sono proprio l’effetto della sindrome di insicurezza che “qualcuno” vuole che ognuno di noi senta per poterci controllare e per poterci sfruttare meglio. Più dubbi abbiamo e più compulsiamo per avere chiarimenti e così siamo più esposti a notifiche e pubblicità e a “analisi” di esperti o pseudo tali e possiamo venire manipolati e addirittura indotti a fare delle cose che altrimenti non faremmo mai.
    Un tempo si chiamava persuasione occulta ora è persino troppo palese e risiede proprio nei nostri dubbi.

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  3. Mariagrazia pubblica una notizia, immagino, per essere commentata, ma subito distingue tra coloro che osano dubitare della veridicità di una notizia data da “un pool di studiosi inglesi”, a suo dire i pappagallini, e coloro che invece la notizia se la bevono come fosse acqua di fonte.
    Certo, se del pool di studiosi inglesi fanno parte gli stessi che raccolsero le prove sulle armi di distruzione di massa di Saddam Hussein da cui scaturì una guerra sanguinosa contro l’Iraq (quello stesso Iraq che finché aveva fatto comodo, era stato aizzato a una guerra decennale contro l’Iran, tanto chi si dissanguavano erano due popoli asiatici, mica i bianchi civilissimi occidentali), certo se sono gli stessi, c’è da ricredersi su chi soni i pappagallino, e anche smemorati.
    R
    forse non mi sono spiegata o forse hai letto male. I pappagallino non sono certo gli studiosi, cioè quelli che hanno analizzato i campioni del corpo di Navalny, ma i vari portavoce di Putin che negheranno tutto e diranno che è tutta una falsità messa in piedi per screditare il Cremlino.
    Neppure tu sei putiniano, si capisce. ma chi sono poi i putiniani? Non esistono sono un’invenzione dell’occidente. E non ho fatto distinzioni, le cose sono due o io non so (più) scrivere o tu non sai (più) leggere.
    Io non ho dubbi che la notizia sia non solo vera ma orripilante! Tu come al solito rimani tra il lusco e il brusco, non sia mai, E non ci credi, pensi che Navalny si sia suicidato o sia davvero morto di freddo. Beh, può darsi, faceva un freddo boja li dentro, ma le analisi invece dimostrano che è stato avvelenato con un veleno tratto dalle rane cubane (che fantasia) e poteva morire davvero di freddo sarebbe stato meglio per lui. Invece hanno preferito toglierlo di mezzo nel modo più crudele possibile, lui lo sapeva ma ha affrontato il suo destino con grande coraggio. Come solo un martire.

    Ecco una pappagallina:
    https://www.ilpost.it/2026/02/14/cinque-paesi-europei-indagine-morte-navalny-avvelenato-russia/?homepagePosition=13
    la Zacharova che parla di “propaganda” materia sua…dopotutto avevano già tentato col Noviciok ma allora gli è andata male, questa volta gli è riuscito ma è solo propaganda…

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  4. “le cose sono due o io non so (più) scrivere o tu non sai (più) leggere”(Mariagrazia)

    Mariagrazia scioglilo tu il dilemma, ma prima fai l’analisi logica del periodo da me scritto:
    “Mariagrazia (…) distingue tra coloro che osano dubitare della veridicità di una notizia (data da “un bbidi studiosi inglesi”), a suo dire i pappagallini, e coloro che invece la notizia se la bevono come fosse acqua di fonte”
    Dove “a suo dire i pappagallini” si riferisce a “coloro che osano dubitare”, cioè al primo termine della distinzione, e non all’incisa (che nel testo riproposto ho messo tra parentesi).
    Tu non hai dubbi? Forse non avevi dubbi neppure quando l’Iraq fu accusato di avere le armi di distruzione di massa, cioè quelle armi che in realtà posseggono Usa e Uk, (quando si dice l’impudenza del potere). Io invece ho seri dubbi di questo afferma il “potere occidentale” menzognero che, a parte l’Iraq, non esita a mettere in croce Francesca Albanese rea di dire la verità sul genocidio contro i palestinesi.

    R
    ognuno si tenga i propri dubbi, io sulla provetta ne ho avuti da subito. E l’ho anche detto molte volte.
    Sulla signora che citi non commento, si commenta da sola.

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  5. -Io non mi fido di chi ha mentito già una volta(Usa e Uk), mi fido di più della ragione: che vantaggio poteva avere Putin di sopprimere una persona già messa nell’impossibilità di nuocergli? Nessun vantaggio, al contrario, la morte di Navanly si sarebbe ritorta contro di lui, come la strumentalizzazione che se ne sta facendo lo dimostra.

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  6. Signora Gazzato, a scanso di malintesi, credo anch’io che Putin abbia fatto ammazzare Navalny in prigione, perché anche da lì continuava ad essere un problema.
    Sgombrato il campo da questo dubbio, non vedo perché avrebbe dovuto usare proprio il veleno delle frecce degli indigeni dell’Amazzonia.
    Gli inglesi sono i connazionali di Agatha Christie, e questo spiega certe ipotesi creative.
    R
    Lenzini, mi stupisce la sua “ingenuità”, non sottovaluti i russi e neppure gli inglesi, inglesi che sono connazionali anche di Wilkie Collins che lei conoscerà certamente, ma se non dovesse conoscerlo glielo consiglio, si legga almeno uno dei suoi romanzi (per esempio The woman in white) e non farà più simili affermazioni (forse)…sono 800 pagine (io l’ho letto due volte, in inglese e italiano, preferisco la versione originale). Scoprirà che gli inglesi sono esperti in avvelenamenti ( oltre che “creativi”) e i russi hanno usato quel tipo di veleno proprio perché aveva alte probabilità di non essere rilevato (infatti ci hanno messo due anni, certo con la stricnina avrebbero fatto prima) ma gli è andata male, in questo gli inglesi (non solo gli scrittori), difficilmente li freghi. Putin non aveva letto Collins…

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  7. Signora Gazzato, se proprio mi devo mettere nei panni di un fantasioso romanziere inglese, provo a fare un’altra ipotesi, un po’ più verosimile.
    Il veleno dei rospetti della foresta tropicale americana, così come anche il polonio radioattivo, non ammazzano subito come la stricnina o il cianuro; La morte arriva dopo un certo tempo, per cui è difficile capire chi lo ha somministrato.
    Ricordo il caso di un naturalista che aveva toccato per errore la pelle di uno di questi animaletti e morì dopo mesi di inutili tentativi dei medici per salvarlo. Il veleno gli aveva distrutto il fegato.
    Quindi, l’epibatidina poteva essere stata usata per cercare di ammazzare Navalny quando era libero, così come fu ammazzato Litvinenko con il polonio, ed è possibile che fossero rimaste delle tracce di quella somministrazione precedente.
    Mi pare improbabile, invece, che l’abbiano usata per ammazzarlo in carcere, dove sarebbe bastato fargli prendere una polmonite.
    R
    Lenzini, la sua fantasia arriva sfiorare il ridicolo. Ma la cosa è tragica e allucinante. Sempre da non putiniano sta cercando l’impossibile pur di non salvare quel poco di salvabile, veramente poco per non dire nulla.

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    • Signora Gazzato, se rilegge quello che ho scritto vedrà che non sto cercando di salvare Putin, perché concordo con lei che è stato comunque il mandante dell’assassinio di Navalny.
      Quello che sto cercando di salvare è il buonsenso e un minimo di logica.
      R
      che lei ritiene dunque che io non possieda…né l’uno né l’altra…

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  8. Mah, il bue che dà del cornuto all’asino…
    Ma perché Zezé degli “oppositori” russi che fa? Ne avesse ammazzati pochi, in patria poi li ha semplicemente messi fuori legge, banditi, spenti.
    IN USA simpaticamente si spara ai Presidenti che non piacciono, da decenni, chi ci rimane? La democratica Europa, quella che le guerre le chiama “Missioni di Pace” con un redivivo Hitler e con un cognome che è tutto un programma (Merz) che non solo non si gira dall’altra parte quando a Gaza sterminano i civili e i bambini, ma sperlecca quel branco di assassini criminali della Knesseth, esultando perché “fanno il lavoro sporco per conto nostro”, inutile dire che la “Melogna” è buona amica di entrambi o almeno così si vanta e, non contenta, vuole l’Italia nel Board di Trump, un accozzaglia di stati canaglia agli ordini di Caligola, perché non sia mai che la “prezzemolina della Sgarbatella” non debba imbucarsi anche lì.

    Probabilmente Putin deve aver apprezzato “Apocalypto” di Mel Gibson (gran bel film) anche se lì, il veleno della rana oggetto di deliranti dichiarazioni aveva effetto immediato, vai a sapere se lo sfondone lo ha commesso il regista o i neo esperti di venefiche pozioni caserecce.
    Se lo hanno scritto i media occidentali, quelli che: i russi combattono con le pale dell’800 a dorso di mulo, utilizzando vecchi e tossici, dev’essere senz’altro vero. Intanto i “Papageno” nostrani propalano l’ennesima minchiata a beneficio di chi ci crede (io no), la prossima sarà che gli hanno dato da mangiare del Pesce Palla, o che le conserve con cui hanno preparato la sbobba erano contaminate dal botulino.
    E pensa che scorretti quelli che hanno utilizzato il veleno per uccidere, non ne hanno utilizzato uno legale (!?), noo, si sono avventurati nella giungla “ammazz-onica” (e dove sennò?) e si sono messi in contatto con un pusher locale, che di sicuro non parla inglese ma ha certamente un osso infilato nelle narici.
    Che poi, come dice il mio omonimo, sarà lo stesso pool che ha trovato le prove delle armi di distruzione di massa e le ha fornite al Gen. Powell con tanto di provetta per giustificare l’invasione dell’Iraq (a proposito di aggressori e aggrediti) in una grottesca conferenza stampa, allora era l’antrace oggi è il “batrace”.
    Ma poi, quale Agatha Christie in Inghilterra c’è il più famoso agente segreto del mondo e che il mondo ha salvato decine di volte, James Bond, mica no, sicuramente avranno chiesto al fantasioso eroe inglese con licenza di uccidere.
    R
    si, eccolo il “terzo uomo” non putiniano che espone le proprie opinioni dubitose e sparacchia cercando di fare cortina fumogena, un altro che tira in ballo la provetta che vale sempre per tutti temi, onnipresente in tutti i temi come la Palestina e dulcis (ma mica tanto) in fundo lei, la più odiata dagli italiani che la odiano.
    Zelensky paragonato a Putin farebbe ridere se non fosse tragico.
    Signori, state parlando della morte per assassinio premeditata di un difensore della libertà, di un martire che si è immolato per il proprio paese e che si opponeva pacificamente ad un regime dittatoriale e che no aveva commesso alcun reato. Allora facciamo a capirci, Salis Silvia è un’eroina che contrasta i “fascisti” anche se sono solo dei fantasmi, mentre Navalny che si opponeva ad un vero regime autoritario è davvero morto di freddo e non merita lo stesso rispetto?
    State mettendo in dubbio la credibilità di un pool di esperti che ha dovuto fare il lavoro ingrato di scoprire come sia morto un uomo che non aveva altra colpa che quella di cercare di liberare il proprio paese (pacificamente) da un dittatore che impera e vive come un nababbo da 25 anni mentre buona parte del popolo è quasi alla fame, esperti che hanno scoperto dopo lunghe ricerche che è stato avvelenato con un potente veleno che causa un a morte atroce (che con tutta probabilità chi l’ha usato ha testato su di lui) e questo perché? Perché avete dei dubbi che si tratta di un complotto contro il povero Putin? Perché vogliono “infangare ” la sua immagine?
    Beh, se fate sul serio e non state solo ciurlando un tanto al chilo nel manico, mi dispiace per voi, navigate sull’onda di un complottismo ridicolo e certamente vi sfugge che senza volere, state giustificando una azione che dire infame è fare un complimento!
    La morte di Navalny “misteriosa” ora è chiara: è stato avvelenato, aveva ragione sua moglie che ha lottato con grande coraggio per scoprire la verità, dovremmo esserle grati invece che fare supposizioni assurde e screditare chi ha lavorato tanto per accertare la verità. Navalny e la sua famiglia meritano che si scopra la verità, una pur piccola consolazione per la perdita del loro caro e di un uomo coraggioso come lui.

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    • Ma Navanly non era morto con un pugno al cuore secondo una tecnica ben collaudata del KGB? Com’è che oggi è saltata fuori la rana cubana? Ah, già, Putin è amico di Cuba, occorre mettere in cattiva luce anche gli amici.
      E a proposito di Cuba, dopo il golpe americano in Venezuela(passato in cavalleria), l’infame embargo di carburante sta mettendo in ginocchio l’isola ribelle. Sempre questi, i metodi della “più grande democrazia del mondo” (a detta di molti), cambi di regime, portaerei nel mediterraneo pronte a sferrare una guerra, minacce a chi non si sottomette, sostegno ai peggiori dittatori, embarghi per affamare i popoli, finte paci per procurarsi affari dorati sempre a danno dei popoli. Ma il cattivo (a detta di molti) è solo Putin, sempre Putin, fortissimamente Putin.
      R
      ma Trump non era quello che con lui non ci sono mai state guerre e di cui dicevi che non si doveva entrare nella sua vita privata?
      Il resto si commenta da sé. Il “golpe americano l’ha fatto il pacifista Trump, quello che faceva finire la guerra in H24…

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  9. Signora Gazzato, mi pare che sia vero il contrario.
    Se Navalny fosse morto di freddo, di polmonite, di Covid, di intossicazione botulinica, sarebbe morto da eroe.
    Costruendogli intorno questa ridicola spy story popolata di ranocchiette multicolori che fa acqua da tutte le parti, alla fine tolgono dignità alla sua stessa morte.
    Nessuno si chiede perché, proprio ora, dopo 2 anni, si è tirato fuori dal cappello un pretesto per parlare di nuovo dell’assassinio di Navalny?
    Non sarà per buttare benzina sul fuoco e boicottare i nuovi negoziati in corso che, con un po’ di buona volontà e di fortuna, potrebbero mettere fine alla guerra in Ucraina?
    R
    Lenzini, non so più come chiederlo, ma vorrei non leggere più le sue astruserie complottistiche, glielo chiedo per favore, grazie!

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