L’ape non lo sa

“E m’accade talvolta, per imprigionare un pensiero difficile e indocile che vuole
isfuggirmi e deludermi, m’accade di spessire la mia materia verbale come
quell’ambra che imprigiona la pecchia”

Questa citazione di Gabriele D’Annunzio la userei per provare a spiegare quanto mi succede a volte mentre mi accingo a scrivere i post per il blog. Ho anch’io dei “pensieri difficili” e cerco di bloccarli e di imprigionarli nella stesura di un articolo con l’intenzione di trasmettere quello che vorrei dire. Ma il pensiero è difficile come la sua “indocilità”, perché il pensiero è veloce e sfugge e si ritira e si rimostra e poi ancora gioca a nascondino e si diverte un mondo a prendermi in giro.

Dunque rifletto, poi gli giro intorno poi mi arrendo e scrivo quello che mi viene in mente e si traduce in segni, qui. Ma sono consapevole che non trattiene nessuna “pecchia”, ma col tempo svapora e diventa humus, idee rapprese e immateriali. Ma come si fa ad “ispessire la materia verbale”? Trovando le parole giuste, formando frasi, dando un senso al pensiero che fugge, che si nasconde, che scompare e riappare e poi fatica a fissarsi sulla pagina bianca.

Ma, una volta fissato e imprigionato, come l’ape (la pecchia) nell’ambra, rimane lì a testimoniare una ricerca d’espressione e fissazione di un pensiero che fugge. E allora ci provo a fermarlo, ci provo a dire quello che il pensiero non vorrebbe dire, quello che rifugge dal dire o sfugge per non dirlo.

“La verità vi renderà liberi” diceva Gesù. Liberandomi dai pensieri “difficili” mi sento più libera? Si, perché in fondo sono io il pensiero che fugge. Fuggo da me e dai miei pensieri perché essi sono la “mia” verità e la pagina bianca li accoglie e in qualche modo mi libera da loro.

Da bambina chiedevo a mia madre o al nonno di dirmi la verità. Ma io non avevo un’ idea chiara di che cosa fosse la verità, ma intuivo che era una cosa importante e loro la volevano sempre da me quando tornavo a casa con qualche bozzo e mi chiedevano se mi ero arrampicata da qualche parte, tipo il cornicione (esterno) del cavalcavia… Davanti ad una bambina che vuole sapere la verità cosa si può rispondere se non raccontando la verità? Mi sono chiesta molte volte del perché spesso loro rimanessero quasi indifferenti alle mie richieste, o, almeno , questa era l’impressione che ne ricevevo. Questo è un pensiero fuggente e “difficile”, questo è il pensiero che vorrei imprigionare nell’ambra: la mia ricerca che dura da sempre della verità.

Il nonno parlava poco, molto poco e sorrideva quando gli facevo domande alle quali aveva difficoltà a rispondere o non voleva rispondere e mi diceva che non dovevo essere insistente e curiosa. E le mie domande rimanevano spesso senza risposta. Mia madre era come lui, non sorrideva neppure ma si nascondeva dietro un “ho da fare, uffa quante domande”…E, in effetti, che avesse sempre da fare non posso che riconoscerlo.

Per questo non faccio mai domande, o ne faccio poche, il minimo e se non trovo le risposte alle domande che io stessa mi faccio, mi inquieto proprio come da bambina e mi chiedo i perché dei perché e del come e del quando e poi mi arrendo. Ma non smetto di cercare la verità che si nasconde dietro ai “pensieri difficili” al pensiero che fugge, alla verità che non si rivela mai alla mia “curiosità”. Che rimane sempre insoddisfatta e nutre altra curiosità nei pensieri difficili che spesso sfuggono e che a volte riesco a catturare e che mi pungono, come fa l’ape quando si sente in trappola e per fuggire muore, ma lei non lo sa. Mentre il pensiero non muore mai e continua a essere “difficile” e a infastidire anche e soprattutto chi la verità non la cerca, non la vuole e cerca di uccidere i “pensieri difficili di tutti quelli che invece la cercano per poter essere davvero liberi e qualche volta o spesso finiscono per morire anche loro, come le api, uccisi da chi li trova “fastidiosi”.

Senza voce

E’ rimasto l’azzurro,

una spina, una crepa d’azzurro.

Come acqua o vento o luce.

Quello che pensavi non so.

Che volevi dire non so, perché

più non parlavi.

Ma eri tu, senza voce ma tu.

L’alba era il pomeriggio

ed era ormai tardi di sole.

Non so, ma anche poco

mi sarebbe bastato per capire

che quella luce eri tu.

E da quella luce sei passata.

Come acqua come vento e sole

e adesso canti e l’azzurro è in te.

Non so e non saprò mai

se  ancora non parli

ma so che sei in un posto

di sole e che canti

anche senza voce.

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Dedicata alle tante troppe donne che quasi ogni giorno troviamo sulle pagine dei giornali perché qualcuno ha deciso che ucciderle era il giusto modo di amarle.

Dove eravate?

Ogni pretesto è buono. Va in scena la Manifestazione, popolo arrabbiato contro il governo che non fa nulla mentre il popolo attende e spera, il governo spara. Spara decreti “repressivi”, la violenza si cura con la comprensione, dicono all’opposizione, persino Landin furioso come sempre è salito sul palco a condannare il governo, prima di tutto per condannare Meloni…ma insomma questa donna non fa niente per i salari, il lavoro, non fa niente per i diritti ma che cosa fa? Che ci sta a fare lì? Già, sappiamo bene come ha funzionato alla grande il sistema Italia finora…governi a go go , che hanno fatto andare le macchine a tutto spiano. Ora che c’è lei, per carità siamo alla repressione del dissenso.

Perché manifestare è un diritto e però non si capisce come mai ad ogni manifestazione pacifica ci sono violenti a bizzeffe che mettono a ferro e fuoco le città. Spuntano dal nulla e finiscono nel nulla. Ma i decreti antiviolenza no. Perbacco, fermarli prima non si può è liberticida, come non si può fermarli dopo: erano solo armati di buona volontà… Bisogna lasciare che spacchino le vetrine che uccidano i poliziotti o i giornalisti allora si che siamo uno stato di diritto dritto! Diritto di mandare a casa una che sta li a fare la bella statuina e che ci impedisce di protestare ammazzando di botte i poliziotti che sono li per provocare, perdinci! Per fare da damigelle d’onore del governo e quindi vanno tutti sputati, assaltati, insultati, malmenati, fatti finire all”ospedale ma poi i violenti sono loro. Loro che vogliono impedire il dissenso! Pacifico anche quando lancia petardi e pietre e incendia cassonetti…

Ora con le Olimpiadi in corso i pretesti sono anche di più del solito, si manifesta contro, sempre contro, naturale, ma dove sono stati quelli che oggi protestano per il taglio degli alberi a Cortina, quando si abbattevano alberi dovunque per cementificare dovunque? Eh? Dove eravate? Io ero qui a mettermi davanti agli alberi che l’amministrazione comunale di sinistra (sensibile all’ambiente) voleva abbattere per fare parcheggi e li ho salvati. Voi dove eravate?

Ah già. vero si spendono tanti soldi per le Olimpiadi, si buttano anche tante soldi per fare i servizi d’ordine agli stadi dove orde di decerebrati fanno casini inenarrabili, ma quelli non danno fastidio al cittadino manifestante odierno che va in piazza ormai per tutto e sempre però sotto sotto, ma anche sopra c’è la “repressione” dei “fascisti” che ora stanno tenendo il paese in una morsa liberticida…

Mentre quando Conte ci teneva ai domiciliari e trattava come cani o ebrei durante il fascismo (quello vero) dove eravate manifestanti indignati e violenti? Dove? Vi aveva messo il bavaglio Conte? La mascherina chirurgica che non serviva neppure a trattenere lo smog delle auto che inquina da decenni e che fa morire di cancro ai polmoni…dove eravate? In preda al panico dato dagli annunci mortuari giornalieri? Ma allora non c’era repressione perché al governo c’era chi aveva promesso di elargire soldi pubblici a manetta e di darli indiscriminatamente a chi li chiedeva senza verificare se ne aveva davvero bisogno… e che poi li ha dati eccome anche ai mafiosi ai terroristi e ai fannulloni o a chi lavorava in nero o girava in Porsche con il cane corso al guinzaglio…comprato col reddito di cittadinanza…anche se era rumeno.

Dove eravate indignati manifestanti contro tutto, violenti o pacifici? Non vi ricordo, non ho memoria se non molto lontana di tanta “indignazione” come quella che va in scena quasi tutti i giorni da quando al governo c’è una donna.

Maschilismo? No, opportunismo, quello che da sempre governa il paese più ingovernabile del mondo che vive di ricette e pozioni magiche da sempre e che ora si scopre contestatore di ogni cosa che si muove nell’era del governo della prima (e ultima) donna al governo. Arriverà un “baffone” o un buffone prima o poi a liberarci dalle “catene” oppressive del “regime” di questa bionda così insensibile e autoritaria? Basta guardarla per vedere le fiamme dell’Inferno ardere dietro quel sorriso dolce e quello sguardo “sinistro”, mammamia Abba aiutateci voi!

Lo squalo e il cul de sac

Leggo dei negoziati di pace in corso ad Abu Dhabi e terminati oggi, notizie frammentarie e ne evinco che stanno solo facendo melina. Manfrine, insomma. Come al solito. Putin vuole il Donbass mentre Zelensky dice che non ci sarà mai la rinuncia territoriale da parte ucraina. Ah, davvero, siamo a buon punto. I russi vogliono una Ucraina disponibile e carina e soprattutto neutrale, magari senza esercito e pronta a fare tutto quello che i russi le ordinano. Pare che non ci siano davvero progressi anche se quel borioso di americano continua a dire che stanno facendo passi da gigante, si le balle stratosferiche che racconta fanno passi da gigante. Anche se le sue super smargiassate in Venezuela e ora in Iran, stanno mettendo a dura prova i nervi dell’amicone russo.

Nulla di fatto dunque, per ora per il conflitto russo-ucraino. Ma intanto pare che ci sia un certo Bonne inviato di Macron a Mosca che sta sfruculiando per ottenere una telefonata tra il leader francese e il capo del Cremlino. Che cosa si debbano dire quei due non è dato sapere. ma questo Bonne starebbe lavorando per questo. Certo se Macron riesce a convincere Putin a ritirarsi bisogna fargli un bel monumento. Minimo. Trump allora potrebbe andare a nascondersi, ma sarebbe chiedere troppo a uno che pur di mettersi in mostra sta minacciando tutto il mondo e forse oltre.

Che argomenti pensa di mettere in campo Macron? Cosa gli passa per la testa al francese? Mah, va a sapere, ma coi francesi non si può mai dire, la loro grandeur è tale e tanta che ci provano anche a fare bingo coi russi. Non si sa mai. Ma in fondo ogni tentativo per arrivare alla fine di questa guerra senza fine è il benvenuto.

Intanto però la guerra va avanti, gli ucraini dicono di aver ucciso oltre cinquantamila soldati russi solo a gennaio, dicono. E dicono anche che Starlink per loro è stata chiusa e quindi non hanno più accesso alla possibilità di colpire in Ucraina tramite il sistema prodotto da Musk. Inoltre pare che l’economia russa stia dando segnali di cedimento. Ma i boriosi portavoce del capo russo sono sempre a dire che loro stanno benissimo e che gli europei fanno schifo e che gli italiani li stanno accusando anche di alimentare la diffusione delle zanzare sul suolo italico.

Sbruffoni, troppo sbruffoni…forse qualche cosa nell’apparato perfetto si sta rompendo? Forse dopo quattro anni che non avanzano che di qualche millimetro al giorno, si stanno un po’ ridimensionando? Forse cominciano a capire che Zelensky è un osso più duro di quello che pensavano? Che è riuscito a radunare intorno a sé un bel pezzo di mondo e lungi dallo stancarsi delle loro continue minacce si sta attrezzando per diventare lui una minaccia per loro?

Dicono, i vari portavoce che sappiamo chi sono ormai, abbiamo imparato fin troppo a conoscerli, che vogliono solo che l’Ucraina rispetti i territori da loro occupati e sia malleabile e dolce con loro e con i russi che convivono con loro, ma pensa te! Dopo quattro anni che li massacrano, che gli hanno sconvolto la vita, si “accontentano” della loro “comprensione”?

Davvero, sono patetici oltre che ridicoli. Spero che Zelensky non molli e sono sicura che non molla: sta dando lezioni a tutti di come si affrontano i prepotenti e se riuscirà a ottenere che i russi indietreggino anche di poco, avrà fatto un capolavoro del quale tutti dovremmo essergli grati. Ma la strada è ancora lunga e però è l’unica, altre non ce ne sono e forse anche per i russi è arrivato il momento di capire che la strategia dello squalo comincia a perdere colpi e forse il “pesce rosso” che avevano sottovalutato li sta facendo finire in un cul de sac dal quale faticheranno molto ad uscire. E, si sa, risalire dal cul de sac non è impresa facile neppure per gli squali.

Torino città di confine

I tre fermati per le violenze durante la manifestazione del 31 gennaio scorso a Torino, sono stati scarcerati ieri dalla Gip torinese (uno è andato agli arresti domiciliari). Si sono difesi dicendo che loro non hanno fatto nulla, il più giovane dei tre si è avvalso della facoltà di non rispondere ma ha spontaneamente dichiarato di non aver preso parte al pestaggio dell’agente Calista.

La cosa ha suscitato molte polemiche anche fra la gente comune: ma come? dopo il disastro che abbiamo visto tutti, questi tre se ne tornano a casa quasi come se nulla fosse (due hanno solo l’obbligo di firma), dicono alcuni, ma allora è quasi un’istigazione a delinquere ancora visto che se la sono cavata così presto.

Il clima a Torino dopo la devastazione di gruppi di violenti organizzati che hanno sfasciato vetrine, lanciato di tutto contro la polizia e picchiato a sangue un poliziotto è quello di una città che fatica a riprendersi. Già, come fatica a riprendersi un po’ tutto il paese da questo clima da campagna elettorale tra le più accese degli ultimi decenni.

Il governo sarebbe quello che istigherebbe le violenze, questo dicono all’opposizione che si stracciano le mutande per condannare ma poi si girano contro Meloni per puntare il dito contro la “fascista” buona a niente e che approfitta (secondo loro) del clima per reprimere le manifestazioni di protesta: insomma un regime “fascistoide” in piena regola. Dicono.(Alla faccia della repressione…non ricordo tanti cortei tutti insieme come da quando c’è in carica questo governo).

Cito, solo come esempio di “diamantina purezza” e di stile, la frase “pacifica e moderata” della ex grillina ex sindaca (pregiudicata) Chiarissima Appendino:

“Ho immaginato per un attimo colleghi di destra che sorridevano guardando quelle immagini, perché gli anarchici sono i vostri migliori alleati“.

Direi spudoratina, ma ci sta i grillini sono quelli che sono andati al governo anche coi voti dei no Tav che gli avevano creduto quando avevano promesso di sostenerli e invece, gli spudorati, non solo non hanno mantenuto la promessa ma nel primo dei loro due governi hanno messo al Viminale proprio il “collega di destra” che ora riderebbe …decisamente Chiarina Chiara e spudorata come da contratto (la spudoratezza è un obbligo per i grillini o ex tali basti vedere come si è comportato e si comporta il loro attuale leader che ha scippato il partito al suo fondatore, il comico predicatore della teoria del Vaffa, miliardario e con un figlio condannato per stupro) e si bea di essere stato un grande primo ministro quando ha messo agli arresti domiciliari mezza Italia ed ha ordinato cariche di polizia contro i manifestanti durante la pandemia e nei suoi due governini ha quasi ottenuto lo scopo (non dichiarato) di mandare in bancarotta lo stato.

Angelo (non a caso) Bonelli, angelicamente risponde che avere dei rappresentati del partito alla manifestazione pacifica (pro Askatasuna) non significa affatto avallare le violenze, e si indigna (anche lui)…insomma indignazione generale e intignazione globale su una posizione decisamente scomoda ma che paga. Persino Bonaccini, redivivo, ha dichiarato a Repubblica che lui condanna i violenti ma il governo però non ci marci.

No, non marciarci governo, a marciare bastano i 1500 che hanno compiuto quel disastro che hanno quasi ucciso un poliziotto e che si sono dileguati nella nebbia. Uno squadrone para militare, qualcuno li ha definifiti (mi pare un sindacalista della Polizia) molto ben equipaggiato ed addestrato (anche a negare e mentire).

Se il governo non cade di suo, ci pensano loro a fomentare disordine e violenza, liti e contro liti, battibecchi e contro accuse, tutto a ridosso del referendum che, guarda caso, si tiene a breve in un clima decisamente da day after. Non a caso proprio a febbraio ci sono stati sconvolgimenti epocali in Francia e Torino in fondo non è poi così distante dal confine (tra la realtà e la fiction).

La collina

Si dice dispiaciuto e amareggiato per l’uscita del generale Vannacci dalla Lega. E invece ne è felicissimo. Fa la vittima per far dimenticare che il suo nome compare nei documenti definiti Epstein files, non si capisce bene a proposito di cosa, ma sono intrecci politici internazionali, robetta, lui col pedofilo di sicuro non c’entra, su questo ci metterei un piede sul fuoco. Questa notizia lo fortifica, semplicemente. Non faccia il Salvacci. E’ stato intervistato nientemeno che da Vespa e ora sono tutti li a fargli le condoglianze. Quindi non la racconti. Però al generale che sta tramacciando con Renzi ci credo. Renzi è per sua natura un Richelieu, non sa stare senza complottare qualche cosa con qualcuno. Renzi c’entra sempre nei complotti politici, il grande intrallazzatore è un topos della politica, Renzi è un topo e basta e si vede anche dal sorriso da criceto.

Vannacci se ne va e fonda un partito suo; Futuro Nazionale e soprattutto fonda il MIGA make Italy great again. Ma mica Italy è stata mai grande dai, diciamo si che ha avuto un passato ma che abbia un futuro nazionale è un’incognita che bisogna considerare: siamo da sempre divisi perciò c’è una velleità di fare soprattutto lo sfascia carrozze, l’ego della famosa bilancia, anzi lo spillo della bilancia, perché il generale punge.

Ma alla Lega interessa poco se Vannacci se ne va, anzi ne sono quasi contenti perché lui li trascinava troppo a destra e però il generale è un gallo e di fare la gallina non gli stava bene. Che poi riesca a tramare sotto sotto per far perdere le elezioni al centrodestra, ci può stare, la strategia è pane quotidiano di un militare. Infine, hanno fatto davvero il taxi e lo sapevano, c’hanno provato a tenerlo a bada ma sapevano già come sarebbe finita eddai. Non ci credo che ci credessero in Vannacci, Quel tipo è un osso duro e Salvini se lo voleva lavorare per ammorbidirlo.

Se ne va. E sai che notizia! Uno così è capace di tutto e capaci di tutto sono quelli che gli vanno dietro. E magari “dietro” al generale non ci sta solo Renzi ma un’intera collina che piuttosto che franare si affida al militare.

Ah, dimenticavo, nell’archivio del finanziere, faccendiere, pedofilo, morto (forse) suicida in carcere, ci sono anche Putin e il professore emerito Chomsky, manca solo Richelieu e poi il cerchio si chiude…

Calze a righe

Malagna direi che può farsene due ragioni. Se ti fai il film e poi pretendi che la gente corra a vederlo sei destinata alle delusioni. Già potresti essere contenta così, ti sei fatta un bel film, rimarrà ai posteri, tutti potranno ammirare il tuoi tacchi, l’incedere elegante, i cappelli e gli abiti contro firmati come le cambiali che tu non sai cosa sono perché paga sempre Pantalone Trump, cash. Ma anche no perché hai di sicuro i proventi delle tue varie attività e la tua American Express oro. E allora? Ma si, siediti e guardatelo tre volte al dì e ditti (!) quanto sei bella, affascinante, fortunata, intrigante, intelligente, importante e accattivante. Oltre che impossibile. Ma poi anche basta. Ma si, tanto Jeff (Bezos) non te ne vuole, sa come spende i suoi milioni, lo sa che certi investimenti fruttano anche dopo anni, lo sa, non lo sapesse non sarebbe Jeff. E dunque?

In Australia nessuno è andato a vederlo? Sale vuote? neppure un canguro? E allora? Ma che te ne fai dei soldi degli australiani? Ma che t’importa…è tutta invidia. Quando arriva da noi in Italia …ma quando arriva? Farai il pieno, o il vuoto, ma poi insomma anche chissene. Che vuoi di più dalla vita? non ti pare di esagerare con le pretese? Si, si, lo so che tu non ti lamenti, non ti lamenti mai, mai sentito un lamento uscire da quella bocca…e dopotutto che ti lamenteresti a fare? Sei la compagna dell’uomo più potente del mondo, anche se ultimamente perde qualche colpo, tanto tu e lui ormai vivete in castelli separati e Donny deve fare il passo lungo e ben disteso e dalla tua camera da letto non ci passa neppure col compasso.

Dunque? Ti manca che cosa? Su, dai. Melagna è un nomignolo che ti calza, ma non a te al tuo documentario perché è una lagna. Una lagna costosa e diretta da uno che ha denunce per presunte violenze sessuali (queste donne che vogliono poi?) e prodotta da uno che ha i milioni a pedate che manco sa neppure lui quanti ne ha, l’esercito anzi la truppa che gli fa la revisione dei conti, la passa in rassegna ogni mattina e deve controllare che non gli rubino…pensa che vitaccia…

Contentati su, hai un bel marito, un bel figlio, una casa discreta, sei una donna di successo, se non incassi al botteghino hai già incassato tanto. Piuttosto uno che si inca…tanto è tuo marito, ma lui lo sappiamo è fatto così, capriccioso e lamentoso ma alla fine è un bonaccione, tanto mancano solo tre anni all’alba, poi potrai andare in pensione e dedicarti alla tua passione: confezionare calzini ai ferri per il tuo presidente (ex) rigorosamente a righe perché a lui piacciono sobri. Anche il collo del piede vuole la sua parte. Le tue te le fai confezionare direttamente dai bachi e devono essere di maglia aderente e super sexy e senza righe e senza difetti né palesi né occulti che tante gambe meritano attenzioni particolari…e stai su dai, passerà anche questa.

Chi fomenta la violenza?

Che coraggio! In dieci contro uno. Ma quell’uno è un poliziotto, rappresenta lo Stato e cioè noi e quindi se ne prenda la responsabilità, perbacco. A ventinove anni uno sa quello che fa, se vuoi servire lo stato devi sapere che le puoi prendere da chi lo stato lo odia, lo detesta al punto da prenderlo a calci e a martellate e ne è “antagonista”. Poteva morire,( lo stato), sotto quei colpi di violenti che odiano lo stato, di anarchici che si dicono “antagonisti”.

L’ordine non gli piace preferiscono i disordini delle piazze che iniziano pacifiche e finiscono violente: un centinaio di feriti tra le Forze dell’Ordine chiamate a garantire lo stato di diritto in una Torino invasa da manifestanti pacifici che protestano contro la chiusura del centro sociale dal nome impronunciabile e da un nutrito gruppo di fascisti, squadristi violenti incappucciati e armati di ogni sorta di cose, dalle pietre ai tavolini dei bar, che si avventano contro la polizia mandata a mantenere l’ordine ( perché è il loro “mestiere”) e distruggono tutto quello che gli si para davanti o anche di lato.

Alessandro Calista, il poliziotto pestato a sangue dai “coraggiosi”, è finito all’ospedale con ferite e contusioni su tutto il corpo e assieme a lui un compagno che lo ha aiutato e trascinato via letteralmente da quel gruppetto di delinquenti incappucciati che lo stava uccidendo di botte.

E’ questa la “rivolta sociale” di cui parlava Landini? Magari no, lui si chiama certamente fuori anche se non l’ho sentito esprimere nulla ancora su questi fatti, lo hanno fatto in coro però da sinistra a destra molti rappresentanti delle istituzioni, solidali con la polizia e concordi nel condannare i violenti.

Si, bene, ma e poi? Chi c’è dietro questa massa enorme di infiltrati violenti che immancabilmente si ripresentano ad ogni corteo e provocano danni e feriti? La condanna è sempre “unanime” ma quelle anime che condannano sono tutte anime pure e caste?

Inutile dire che tutta la solidarietà va a chi si è preso le botte, a chi cerca di contrastare la violenza e si ritrova violentato, come violentata è la logica quando ci si presenta in piazza coi cartelli a incitare la folla, ma poi ci si dissocia dalle violenze che, guarda caso, sono sempre solo poche mele con la muffa condannabili ed esecrabili ma, ma, però, forse o anche senza forse, ma intanto…quello che vediamo ci riporta indietro di decenni ed è inquietante e decisamente disgustoso. E non si sentono più i cori di quelli che cantano “Bella ciao” che svaniscono in dissolvenza e al loro posto si materializzano gruppi di violenti incappucciati che poi scompaiono nella nebbia come gli spazzacamini nella famosa scena di Mary Poppins. (Al contrario della nostra “Antigone” nazionale che, invece, è finita in manette in Ungheria per poi essere “premiata” con un seggio a Bruxelles…)

Neri come la pece e saltellanti, finiscono inghiottiti dalla bruma notturna e voilà tutto ritorna “tranquillo” e si sentono solo le sirene della ambulanze che iniziano il loro lavoro di prelevare i feriti sulla scena del delitto dalla quale gli “assassini” si sono misteriosamente volatilizzati.