La risacca

Mi defilo dalla folla, c’è la guerra in tanto mondo,

eppur c’è chi ancora balla e fa pure il girotondo,

oppur c’è chi se ne infischia e con mani in tasca fischia,

fa la festa e mangia e beve è Natale per chi crede

e per chi non crede a niente e per chi si chiude in casa

ed aspetta che la vita sia domani più clemente.

Anche qui ci si defila poca voglia di parlare o

persin di dialogare di accanirsi sulla guerra

o di Putin parlar male…tanto avrà le sue ragioni

sono poi solo opinioni, e parlar non costa nulla

litigare è già qualcosa per mandarsi gli auguroni

e poi pure se ci scappa un pensier sulla Meloni.

Questo è un blog di riflessioni, riflettiamo sul domani

sul presente e sul futuro, ci diciamo tante cose o parliam

solo di guerra ch’è il pensiero dominante, non ci posso

fare niente.

Gira gira e vien Natale Capodanno Epifania

sempre lì vado a cascare non è solo colpa mia.

Non è colpa di nessuno né di chi colpe ne ha tante

se difende il proprio ruolo anche se del lestofante.

E con questa filastrocca non ho detto proprio niente

me ne accorgo solo ora che mi trovo a questo punto

e non so come finire, beh ma in fondo cosa importa?

Ogni storia ha la sua gloria, la sua coda ed il suo capo

e non è per puro caso se ho iniziato a far le rime, mi diverte

lo sapete, combaciare le parole e lo faccio con piacere

e so che chi passa e legge può pensare che son matta

e perciò ora finisco, chiudo e parto per il mare e a guardare la

risacca resterò fin che mi pare.

Ed a tutti, Buon Natale.

5 commenti su “La risacca”

  1. Le baruffe e chiozzotte che spesso ci dividono appartengono ai propri sentimenti sociali, sportivi e … purtroppo politici (non meritano le nostre incazzature), ma la stima verso persone che si conoscono da tempo è indelebile:

    l’ augurio calorosissimo a Mariagrazia, Alessandro (u caruso), Alessandro (de Zena), Carmine, affinché sopravvivano agli stress festaioli, ed un augurio ancor più sentito verso un 2026 felice e prospero.

    Gli stessi auguri sono estesi anche agli altri interlocutori di questo blog, persone con cui ho dialogato o che ho semplicemente letto, augurando che tutti concordino con
    un:

    cin cin (beh avevo scritto prosit, ma poi mi sono ricordato che questo è un paese autoctono, con tanto di Ministero del “made in Italy”).
    R
    ben ritrovato Franco, hai ragione, io la penso esattamente come te e ti dirò anche che spesso (non sempre) quando si litiga o discute lo si fa proprio perché si ha stima delle persone, difficilmente mi metterei a discutere con qualcuno di cui non ho stima.
    Grazie degli auguri che contraccambio sicuramente…e prosit anche a te se siamo “autoctoni” e abbiamo il Ministero del Made in Italy, siamo anche cosmopoliti che di più non si può, basti girare per Milano (per dire) e se trovi un milanese hai vinto alla lotteria…(beh, brindiamo allora con un cosmopolitan, anche se sono astemia, farò uno strappo alla regola…).

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    • Caro “Bric” ti ringrazio degli auguri di buon Natale che ricambio, e grazie per avermi dato del “carusu”, certo ‘n carusu un po’ cresciutello, ma accetto di buon grado il complimento. Con l’occasione rinnovo gli auguri di buon Natale alla BM, al mio omonimo, a “Taras”, Lenzini, Romolo, Francesco (leggo nelle colonna a destra, di altri mi sfugge il nome, ma sono compresi nel novero).
      PS Ho appreso del naufragio di migranti al largo della Libia, più di cento morti, per loro niente Natale, forse non c’è mai stato.
      R
      Grazie Alessandro, altrettanto a te.

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  2. @Mariagrazia: ho trovato tempo solo adesso per scrivere. Da questa sera sono in ferie. E sarò anche solo a casa per un po’ di giorni perché mia moglie è partita con la prole (lunga storia…) e ci riuniremo solo dopo l’epifania. In verità non sono proprio solo, perché c’è il cane con me: non posso descrivere quale preziosa presenza sia per me, anche se è solo uno stupido bracchetto.
    Il fatto di trovarmi temporaneamente solo proprio durante le feste è una manna dal cielo. Infatti amo il Natale, non occorre comandarmi nulla perché lo festeggi con piacere. Se torno in Italia infatti, significa rivedere i miei cari. Se resto qui, significa calore e Geborgenheit, una parola difficilmente traducibile in italiano ma che Lei conoscendo il tedesco sicuramente comprende. So che domani sera oltre alla compagnia del ramo famigliare di mia moglie riceverò anche un regalo, e l’attesa mi provoca un piacevole sentimento infantile. Non mi dispiace nemmeno il capodanno, sebbene faccia fatica ad arrivare a mezzanotte e non ami i botti. Però lenticchie e cotechino sono sacri.
    Al tempo stesso però, proprio durante le feste avverto maggiormente il bisogno ed anche il piacere della solitudine. Sarà una voglia di introspezione, di crearmi degli spazi interiori da riempire nel nuovo anno, di tirare fiato per pensare a nuovi progetti. E’ difficile che le vacanze classiche, in estate, diano questa possibilità. Almeno non al sottoscritto. In vacanza si viaggia, si visita, magari ci si rilassa ma raramente si pensa.
    La devo ringraziare per tenere aperto questo spazio nonostante tutto e se c’è qualcosa che Le posso augurare e di non farsi soppraffare dalla negatività che il mondo ci scarica addosso. Un caro saluto.
    R
    Francesco
    Geborgenheit è una bellissima parola che si può tradurre con il conforto che si prova a stare in un luogo intimo e protetto che ci da sicurezza e dove ci sentiamo avvolti come in un comodo e caldo plaid nelle serate d’inverno davanti ad un caminetto acceso. Ha reso bene comunque lei con la sua descrizione quello che prova, la compagnia del suo cane è preziosa, lo so ne ho avuto più di uno nella mia vita e so cosa significa, lo so molto bene..
    Mi ha ricordato un famoso film che avrà certamente visto: Quando la moglie è in vacanza, ma non penso che si ritroverà con una Marilyn sulla porta che si offre di suonare le tagliatelle al pianoforte assieme a lei. Se non lo ha ancora visto, glielo consiglio ora che ha tempo e non è tempo perso.
    Ah, si le lenticchie sono sacre anche per me che le mangio tutto l’anno, il cotechino invece no, ma so che può essere buonissimo soprattutto con la polenta gialla, ma io ormai sono vegevegana (quasi) e la carne di maiale proprio no. Poi, si ha ragione, la solitudine qualche volta fa bene, ci aiuta a riflettere a stare con noi stessi e ci ricorda che siamo importanti tanto quanto i nostri cari (che spesso ce lo fanno dimenticare). Dunque, buone ferie e si goda tutto questo periodo al meglio. In quanto a me, cercherò di fare tesoro del suo consiglio, faccio fatica a ignorare la realtà ma so che devo trovare anch’io i “momenti di solitudine” da dedicare solo a me stessa e lo farò perché è importante “staccare” ogni tanto.
    Grazie a lei di partecipare Francesco, ricambio il saluto.

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    • Mi è venuto in mente che quella parola tedesca si potrebbe tradurre in inglese con “coziness”, decisamente più breve e forse anche un po’ onomatopeica. I tedeschi sono …tedeschi, appunto, un po’ “complicati”, forse.

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  3. Francob, si rassicuri. Prosit, essendo un termine latino, non potrebbe essere più autoctono.
    Il fatto che lo usino i tedeschi, accompagnandolo spesso con un particolare tipo di commenti, ci fa solo onore.
    Ringrazio degli auguri e faccio i miei a tutti quelli che frequentano questo salotto.

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