Viviamo in un periodo dominato dall’incertezza. Quello che sembra certo è che non c’è niente di certo. Non parlo delle guerre, almeno oggi, vorrei sorvolare proprio e guardare con distacco quello che sta succedendo (anche se è difficile) e che è sempre più preoccupante, no, non ne vorrei parlare per ora, vorrei guardare oltre come se vivessimo nel migliore dei mondi possibili, un mondo dove regna la pace e la fratellanza , dove non ci sono armi e dove chi ha in mano le sorti del pianeta è ragionevole, pacifico e lungimirante. Come se i governanti attuali fossero dei Saggi che sanno pensare al popolo e la cui azione è tutta incentrata sullo sforzo di farlo progredire e migliorare.
Quindi dimentichiamo le figure dominanti il panorama politico mondiale e nazionale i loro pregi e difetti e i fatti che li circondano e concentriamoci su cosa significa per noi avere delle certezze.
E fin qui…qualcuno penserà che l’ozio mi abbia tramutato in una sognatrice che passa il tempo a costruire castelli di sabbia, una diversa da quella di qualche giorno fa e magari qualcuno si domanderà: ma sarà ancora lei? Quella che abbiamo imparato a conoscere (si fa per dire) in questi anni? Oppure qualcuno penserà che la vacanza, se pur breve mi ha dato un po’ alla testa più della botta tremenda del 5 maggio scorso?
Beh, nessuno avrebbe proprio torto del tutto, sono ancora io ma sono davvero anche un po’ cambiata. Almeno credo.
Dunque dicevo, parliamo delle nostre certezza, Che cosa ci fa dire di essere certi di una determinata cosa?
Per fare un esempio pratico, spesso facciamo affermazioni che sembrano certezze e lo sono per noi in quel momento, ma, mi dicono che dubitare sempre un po’ delle proprie certezze è segno di intelligenza. Perché quello che un minuto prima sembra certo, un minuto dopo potrebbe non esserlo più. Soprattutto ora, con miriadi di schermi luminosi che ci propinano realtà mistificate o fittizie o comunque mirate a manipolarci in qualche modo.
A parte i rapporti familiari stretti sui quali è dato o è auspicabile avere delle certezze o almeno non troppi dubbi ( o la consapevolezza che da esseri umani tutti abbiamo almeno una certezza che ci deriva dal fatto di essere nati) , per tutto il resto è sano dubitare ma allo stesso modo è anche giusto formarsi una opinione che si basi su alcune certezze, un minino o anche di più, per non sembrare dei signori Cacadubbi sempre e comunque. Ma sembra sempre più difficile distinguere tra realtà e finzione e capire fino a che punto siamo veramente protagonisti delle nostre stesse vite oppure, non stiamo vivendo una vita impostaci da chi ha interesse a “dirigerci” verso certe scelte piuttosto che altre. E come facciamo ad esserne pienamente consapevoli…
Certo la virtù sta sempre nel mezzo solo che a volte è persino difficile scoprire dove sta il “mezzo” e anche su questo non possiamo avere troppe certezze. Ma neppure troppi dubbi…
Beh, se vi sembra arzigogolato…avete ragione, ma non siatene troppo certi potreste essere smentiti . Chi pensava o aveva avuto il vago sospetto che non sarei tornata, si è sbagliato, ma chi lo ha pensato potrebbe anche averci visto giusto ( confesso che la tentazione l’ho avuta…).
Ma sono qui di nuovo e però non sono così scontata come potrebbe sembrare e non ho intenzione di fare sconti, sono sempre io, ma sono un po’ cambiata. Ecco che non potete avere più certezze, almeno su di me…ammesso e non concesso che ne abbiate.

Beh? Hai dedicato le vacanze agli studi filosofici? Come si possono avere certezze se il geoide in cui viviamo gira vertiginosamente su se stesso? E poi, non si dice che il dubbio è il motore di ogni progresso?
Nessun dubbio che tu volessi chiudere il blog… anzi, a proposito di certezze, il dubbio mi era venuto, così ho pensato di rompere il ghiaccio (passami l’espressione, con ‘sto caldo, almeno qui, suona come un paradosso) scribacchiando un resoconto estivo. Dici che sei un po’ cambiata? Buon per te, chi si rinnova progredisce, ma allora perché ci confezioni un vestito addosso con quel “promemoria”? A seguirlo saremmo tutti uguali, non ti dico che noia.
Bene sento di avere “arzigogolato”, anch’io, allora concludo con i versi di Alfonso Gatto (niente a che vedere col piccolo felino).
“Estate forte e nera, chi s’abbruna di notte
scopre a un filo di vento il suo lumino.
Biancheggiano le rotte
ghiaie frangenti il nero oltremarino.
Notte, sirena, viola dell’amore
goduto, donna abbeverata
da quel filo di sete,
non c’è lingua più dolce della quiete.
Forse è il mare che pesca il suo chiarore
o la barca, incantata”.
Buon fine settimana.
R
grazie, ricambio.
Il dubbio ti è venuto? lo vedi? di nulla può esservi certezza, come recitava il poeta, belli i versi di Gatto, direi sublimi. In quanto a certezze un certo William però era impagabile:
“Quando il mio amore giura d’essere verità incarnata,
io le credo, anche se so che mente.”
Sulle regole: beh, si forse sono tantine, faticoso per un italiano seguirle, meglio la vita spericolata di chi le odia e se le infrange rischia di finire con un seggio in euro parlamento e tanti euro in saccoccia. Ma qui quel pericolo non c’è. Basta solo un po’ di filosofia e di “fantasia”per essere tutti diversi.
Signora Gazzato, io distinguerei tra certezze e convinzioni.
Le convinzioni possono essere solide, ma sono sempre suscettibili di aggiustamenti e addirittura di rovesciamenti se emergono elementi nuovi o semplicemente se analizziamo da un punto di vista diverso i dati precedenti.
Le certezze, invece, sono convinzioni a cui ci aggrappiamo per difenderci dalla paura, e siamo molto restii a cambiarle.
Io non ho mai avuto certezze, e ho cambiato le mie convinzioni tante volte. In fondo è l’approccio della scienza, che sostituisce le teorie vecchie con teorie sempre più documentate e convincenti, senza raggiungere mai la certezza.
Certezze:
Quella che finisce all’euro parlamento con tanti euro in saccoccia è una che sfasciava le teste (naziste) e occupava case (sfitte da anni), marciva in una galera ungherese senza prove e veniva esibita in tribunale incatenata come “Hannibal Lecter”.
Giusto additarla alla pubblica piazza virtuale come una reietta.
Ma vuoi mettere con la legalità esibita muscolarmente da chi rivendica (e da Premier) orgogliosamente di aver liberato un torturatore, stupratore di bambini e donne e assassino, rimpatriandolo a casa sua in Business Class e con un aereo tutto per lui, che giusto un paio di giorni fa è stato ripreso a strozzare un uomo in mezzo alla strada ammazzandolo?
O che riceve a Palazzo con tutti gli onori un assassino estradato?
Voi mettere la legalità, di una Ministro rinviato a giudizio per aver ladrato lo Stato che dovrebbe rappresentare, falsificato bilanci per milioni, che ha accostato sulle sue aziende a società estere in odore e sapore, non di sale, ma di mafia?
Vuoi mettere la legalità, di uno che in parlamento siede ininterrottamente da 20 anni e più (si fa per dire, ha il 99,4% di assenze), con la licenza media (inferiore), condannato in primo grado per falso in bilancio e truffa?
E sai quanto è diversa la pregiudicata in via definitiva che viene promossa alla vicepresidenza della Commissione di Vigilanza RAI, la volpe a guardia del pollaio?
E che dire di quello sanzionato per guida in stato di ebbrezza, condannato per rivelazione di segreto d’ufficio?
Eh sì, del doman non v’è certezza diceva quello e io posso ben testimoniarlo.
E poi le certezze a leggere la lettera mi ricordano tanto la barzelletta del carabiniere al quale il maresciallo chiede di controllare se le luci delle frecce funzionano:
“Adesso sì…adesso no… adesso sì…
Se il colore è il rosso le certezze sono granitiche, se è nero si “cacano dubbi” come se piovesse.
Le regole sono fatte per essere infrante, piegate, distorte, come l’attuale esecutivo dimostra ogni giorno con protervia e arroganza.
Bentornata.
R
grazie, anche a te.
“Quella che finisce all’euro parlamento con tanti euro in saccoccia è una che sfasciava le teste (naziste) e occupava case (sfitte da anni), marciva in una galera ungherese senza prove e veniva esibita in tribunale incatenata come “Hannibal Lecter”.
No, dubito ora che la conosco meglio che la onorevole Salis andasse a sfasciare teste (di nazisti), lo evidenzia in modo plateale nei suoi tanti video dove si pubblicizza, cerca likes e solidarietà umana ( e di vendere la sua opera prima ma non ultima) per la sua vicenda di carcerata “innocente”, lo si evince dai suoi abiti stazzonati (neppure capace di stirarsi una camicetta) e dal suo sguardo “buono”. No, lei non ha colpito ha solo fatto il gesto che nella confusione e stato scambiato per violenza, ma lei non è violenta, le fa orrore il sangue ma voleva esserci perché fa tanto anarchica d’assalto e c’era ma per finta. E mentre gli altri picchiavano lei recitava il ruolo di picchiatrice ma di colpi non ne ha inferto neppure uno. Ora però ai giudici ungheresi spetta di giudicare anche solo l’intenzione di fare del male perché loro non se la bevono che lei sia buona, anzi, che abbia picchiato o meno era li in mezzo alla banda del martello rei confessi e non sarà facile convincerli che recitava.
Come recita la parte della onorevole dedita al bene comune, ma non è un gran che come interpretazione, non le credono neppure i due tristanzuoli Boni Frati ma una così gli fa gioco, gli da quel lustro che non hanno e che cercano col lanternino a petrolio.
https://www.iononstoconoriana.com/index.php/libri/1871-ilaria-salis-vipera
Devo dire cara Mariagrazia che questa tua comunanza con i giudici ungheresi proprio la capisco poco anzi, nulla.
R
neppure io capisco dove starebbe la mia “comunanza” coi giudici ungheresi, quindi siamo in due. Facciamole pure pubblicità, bene, ha le sue spese, fare la rivoluzionaria costa. Quei tredici mesi di prigione però le stanno fruttando, non tutto il male…
Comunque, io spero che questa faccenda si componga presto e arrivi a conclusione, in fondo ha già fatto tredici mesi di carcere e non ha ammazzato nessuno. Mi comincia a stare un po’ simpatica, mi ricorda una mia vecchia amica, una un po’ “fuori” ma in fondo non cattiva.