Il grave della cosa

Premessa: sono una anti Social da sempre, cioè da quando sono nati tutti questi gruppi e gruppetti che si ammassano in rete, io ne ho avuto r i b r e z z o. E lo sottolineo perché è esattamente la sensazione che mi hanno fatto da subito.

Esagero? forse si, forse, diciamo che non ho mai avuto particolare interesse (ma repulsione) per queste forme di “associazionismo” e in generale sarei piuttosto individualista. Mi fermo qui perché non intendo certo parlare di me. Ma di questa schifezza del sito che è stato cancellato dopo che era attivo dal 2019 e dove venivano pubblicate foto per lo più inconsapevoli, di donne nude o seminude e chi le pubblicava erano i compagni, fidanzati, mariti…che poi commentavano assieme agli iscritti le fattezze della donna e i commenti non hanno certo bisogno di essere riportati, si può ben immaginare (o anche no) le porcherie che i guardoni scrivevano mentre i “proprietari” delle foto in questione gongolavano, si facevano belli e si inorgoglivano come dei tacchini. Un’ altra subdola forma di violenza sulle donne che non sapevano di essere protagoniste di tanta miseria e che una volta che lo hanno scoperto (qualcuno ha denunciato e una scrittrice ha fatto girare la notizia sul suo profilo) si sono sentite come un tocco di manzo esposto in macelleria sul quale hanno sbavato in migliaia e lo choc non deve essere facile da smaltire.

Che dire? Che non mi meraviglia, affatto. E che la violenza sulle donne è alimentata molto anche da questi siti pseudo pornografici che riducono le donne a una immagine senza anima, solo un corpo in mostra esposto e reso “disponibile” da chi, in teoria, molta teoria, dovrebbe essere il compagno della vita e del quale le donne dovrebbero avere fiducia e stima.

Leggo che siti come questo ce ne sono molti, che questo è uno dei tanti e che chiuso uno ne sarà presto aperto un altro. Che non esiste un vero controllo e che questi “siti” sono non solo tollerati ma quasi favoriti dai gestori, i famosi turbo capitalisti che hanno tutto l’interesse a fare in modo che la bassezza umana esca all’esasperazione e ne alimenti altra fino a ottenere che il mondo sia popolato da una massa di decerebrati dediti a queste “pratiche”, rimbecilliti e pronti a bersi qualsiasi panzana gli venga propinata, pronti “all’uso” per scopi diversi e non tutti chiari ma intuibili e senza dubbio criminali.

Ma che cosa sono diventati i rapporti umani! E soprattutto cosa è diventato il rapporto di coppia se è così facile tradire la fiducia di una che non sa di essere diventata una “porno star” a sua insaputa e lo scopre perché “gira la voce” che le sue natiche sono oggetto di “ammirazione” di migliaia di sbavosi beceri e ignoranti delle più labili regole della convivenza tra generi che, in teoria, dovrebbero quantomeno dimostrarsi rispettosi dell’altro, e che invece passano il loro tempo a scrivere sconcezze su un sito aperto a tutti e che non solo non rispettano le compagne, mogli, figlie, nipoti…ma neppure se stessi, protagonisti di un film orrido e infimo e che fa dubitare sempre di più della capacità dell’uomo, non solo di amare, ma anche solo di provare vergogna per una azione che più infame ed arrogante non potrebbe essere (oltre che un reato) e che, molto probabilmente non sarà mai capita dagli stessi per quello che rappresenta. E questa incomprensione è la cosa in assoluto più grave.

4 commenti su “Il grave della cosa”

  1. Concordo totalmente con Mariagrazia, questa lettera fa il paio con quella della solidarietà a Marzia, il genere maschile a volte tocca abissi ributtanti di cui non ci si capacita.
    Ma vorrei spostare il tiro dai “maiali della fattoria di Facebook” a quello che è più maiale degli altri, mi riferisco al multimiliardario in erba che spaccia Fentanyl via etere rimbesuendo miliardi di persone e arricchendosi a dismisura.
    Andrebbe incriminato e condannato lui a risarcire per omesso controllo.

    Un conto è la libera scelta, personalmente non sono d’accordo con le scorciatoie del corpo in vendita che degradano la persona, ma se una, o uno, vogliono guadagnarsi il pane e il companatico così, affari loro.
    Ma rubare l’intimità della propria compagna, come i guardoni al parco e poi esibire il trofeo per leggerne i commenti è perversione e della più bassa.
    Ha ragione Mariagrazia, c’è di che vergognarsi, se solo chi compie queste turpitudini e chi le commenta, una vergogna ce l’avessero.

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  2. Questa volta concordo anch’io con la titolare, ma osservo che è una questione totalmente diversa da quella trattata nel post “Solidarietà a Marzia”. Questa è una questione molto seria.
    Purtroppo, molti dei malintesi e dei contrasti di opinioni tra le persone dipendono dall’associazione impropria di questioni che sono solo lontanamente imparentate, e spesso solo per assonanza di parole.
    Per esempio, battute di spirito più o meno a sfondo sessuale, molestie sessuali, pornografia con immagini rubate, e violenza sessuale sono quattro problematiche diversissime e quasi per niente legate tra di loro, e non è vero che siano una l’anticamera dell’altra. E, come tali, richiedono approcci totalmente diversi se vogliamo cercare delle soluzioni.

    Osservo a lato, da frequentatore di facebook, che il sistema mi propone in maniera ricorrente una serie di brevi filmati denominati “reels” con tematiche diversissime che vanno dalle riprese dei leoni nelle riserve africane alla cattura di grossi pesci, ai tuffi spettacolari nelle cascate, fino a semplici esibizioni di ragazze più o meno giovani davanti alla telecamera. Il nudo è vietato dal regolamento, anche se a volte qualcosa sfugge, ma, comunque, le movenze e gli ammiccamenti non lasciano dubbi sull’autocompiacimento di chi si è autocelebrata in quel modo.
    Questo, senza togliere niente alla gravità del tema di questa discussione, per dire che il mondo è vario; esiste un mercato di pornografia rubata e anche un mercato di quasi pornografia che, invece, viene regalata dalle stesse protagoniste.
    R
    sul quale “regalo” lei si fionda, visto che è gratis…senza nulla togliere alla gravità…

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  3. Come dicevo nel post precedente, in questo caso la faccenda si fa più seria ed aberrante. Siamo su due piani diversi rispetto a Marzia: qui andiamo sul patologico (per gli iscritti) e sul ributtante (per me).
    La cosa che mi lascia perplesso è come mai ci sia uno scultore che vede censurate le sue opere perché talvolta vi sono dei nudi, mentre vengono passate le parti intime di persone inconsapevoli.
    Che Amore e Psiche sia più scandaloso della morbosità di certi maiali?
    R
    io non ho mai fatto alcun parallelo tra questa vicenda e quella accaduta a Marzia, ma sono due post diversi e ben distinti tra loro.

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