Marzia, hai tutta la mia solidarietà. Marzia Sardo, studentessa 23enne si reca al Policlinico Umberto Primo di Roma, al pronto Soccorso per una forte emicrania. Dopo ore di attesa viene sottoposta ad una Tac. Le dicono di togliere gli orecchini e lei chiede se deve togliere il reggiseno che ha il ferretto. Il tecnico dice di no. Poi rivolgendosi ai colleghi ridendo dice: se te lo vuoi togliere però ci fai tutti felici.
Lei, in lacrime fa circolare un video dove racconta l’accaduto e pone la domanda: vi sembra normale?
No, hai ragione, non lo è ma si tratta di normalità della follia di cui ho già trattato qui e che in questo episodio si conferma. Una frase sciocca, banale, non è il caso di farne un caso…ma, mentre un tempo le donne se le tenevano per sé e queste cose non uscivano, ora, coi social è possibile fare una denuncia generalizzata che viene recepita immediatamente da molti. Uno dei pochi casi dell’utilità dei social, a mio avviso altrimenti inutili e ricchi solo di contraddizioni.
Davanti ad una ragazza in condizione di stress e paura e che si deve sottoporre ad un esame già di per sé fastidioso e che sta male e che certo ha tutt’altro per la testa che fiondarsi a mettere in rete una simile esperienza se non le ha fatto del male, non è tollerabile una battuta del genere da parte di chi è li per curarti e per eventualmente tranquillizzarti. E, anche se non mi racconto mai, so, da donna, di cosa parlo e so che cosa significa sentirsi in balia di qualcosa che non puoi controllare, in posizione di inferiorità e paura, si anche paura, perché in molte occasioni la donna si trova in condizioni di non poter reagire, anche in contesti che dovrebbero essere sicuri e lontani anni luce da ogni possibilità che ci possano essere situazioni imbarazzanti di questo tipo. Purtroppo sappiamo che ce ne sono anche di peggiori, sappiamo di abusi di medici su donne in cura, malate e non in grado di difendersi, in strutture ospedaliere pubbliche o private. E sempre si tende a minimizzare, a non dare importanza, a derubricare come troppa sensibilità da parte della vittima o di malinteso o incomprensione… o, addirittura a colpevolizzare lei, la donna, rea di aver denunciato un fatto tutto sommato “risibile”, catalogabile quasi a complimento o a constatazione delle doti di femminilità della medesima.
E quindi tutta la mia vicinanza a Marzia e agli infami che la colpevolizzano con commenti indecenti auguro di ritrovarsi nelle sue stesse condizioni, dove un equipe di medici gay se la ride beatamente dopo che gli ha fatto togliere le mutande e ridicolizzati per le dimensioni del loro apparato riproduttivo.

Stiamo diventando paranoici.
La frase scherzosa di quel medico aveva proprio la funzione di sdrammatizzare e mettere a suo agio la paziente. I medici che scherzano garbatamente con i pazienti sono i più empatici e i più bravi, perché non si limitano a curare la malattia e basta.
Non esprimo nessuna solidarietà ad una persona che non sa sorridere; non sa capire quando gli altri la trattano con simpatia o, viceversa, con aggressività.
Una persona che si sente circondata da nemici che le vogliono male, e che, se non cambia, non avrà una vita serena.
O, forse peggio, una persona che approfitta di ogni occasione per raccogliere like sui social mettendo nei guai chi cerca di fare al meglio il proprio lavoro.
Devo dire che ha colpito anche me questa denuncia nei confronti di una situazione intrisa di cinismo e bavoso machismo d’accatto, venuta fuori nei giorni scorsi.
La frase scherzosa di quel medico è semplicemente laida, se lo scherzoso medico l’avesse fatta a una delle mie figlie gli avrei fatto passare la voglia di scherzare a quel modo a sganassoni.
Questa è la becera e retriva mentalità di un poveraccio, altro che empatia.
Mi domando se Luigi, apprezzerebbe lo stesso spirito se l’umiliazione l’avesse subita sua moglie, o sua nipote, dubito.
Come dubito che fare battute idiote a una giovane donna impaurita, sia fare al meglio il proprio lavoro.
Mi immagino un Luigi qualunque, nella stessa situazione che mezzo nudo e con il corpo segnato dal tempo, timidamente chiede se deve o meno tenere le mutande a una dottoressa e alle infermiere, che scherzando gli risponde:
“Meglio di sì, dobbiamo ancora pranzare”
E giù una risata sgangherata con le colleghe.
Segno dei tempi barbari che viviamo minimizzare certi episodi.
Per forza poi si “e-leggono” quelli come Vannacci e non solo.
A59, visto che mi chiama in causa, le rispondo.
Si. Se mia moglie mi raccontasse un aneddoto del genere sono certo che me lo racconterebbe per farmi ridere, e io riderei con lei.
Anzi, non ricordo bene, ma di battute scherzose con medici che la visitavano ce ne sono state già in passato, e sempre mia moglie, che ha il senso dell’umorismo, le ha capite e inquadrate correttamente e apprezzate.
Quanto a me sono il primo a scherzare sulle mie malattie. Riguardo ad una cisti dell’epidimo sono stato io a dire all’urologo che l’operazione sarebbe stata una gran rottura di ….
L’umorismo non è segno di tempi barbari; è segno di serenità, di equilibrio e di autostima.
Chi ha paura degli scherzi, delle battute, chi li intende come prese in giro e mancanze di rispetto, è invece un insicuro e un complessato che non sa distinguere una battuta innocente dal dileggio.
Chaplin disse che un giorno senza un sorriso è un giorno perso.
E purtroppo tante ragazze di oggi hanno perso il gusto di sorridere e sdrammatizzare, e sono sempre cupe e tese.
R
qui ridiamo tutti alle sue battute, il suo umorismo è da scompiscio.
A carattere generale, con riferimento al massaggio di apertura, osservo che il processo di emancipazione femminile si è biforcato in due processi distinti e in conflitto tra loro.
Da un lato si persegue l’uguaglianza in tutto: diritti, doveri, riconoscimento di abilità e prestazioni, e così via.
Ecco quindi che le donne devono poter accedere a tutte le professioni al pari degli uomini, comprese quelle che richiedono doti fisiche e di carattere, come la poliziotta e la soldatessa.
Dall’altro lato si persegue una politica di iperprotezione delle donne dagli uomini, considerandole soggetti deboli e fragili, che possono rimanere scioccate da una semplice battuta di spirito. Per non parlare del trauma permanente indotto da una molestia sessuale. Si tende quindi a iperproteggere la loro sfera sessuale, riesumando i vecchi atteggiamenti sessuofobi dei nostri nonni e delle nostre nonne.
Ora, delle due l’una.
Se le donne sono così “robuste” fisicamente e caratterialmente da poter fare la manager, la poliziotta e la soldatessa, devono anche, esattamente come gli uomini, saper accettare gli scherzi, perfino quelli pesanti, praticare l’autoironia, non essere permalose, accettare le battute a sfondo sessuale e i complimenti. Solo così si potrà dire che sono pari agli uomini.
Altrimenti, sarebbe una parità furbesca.
R
infatti le donne uccise e violentate ogni giorno sono un segnale di come le donne stiano furbescamente ottenendo l’agognata emancipazione. Un “piccolo prezzo” da pagare per una simile furba pretesa. E da morte però sono davvero troppo serie.
Se ha letto il mio messaggio nell’altra discussione ha visto che io distinguo bene le cose serie a tragiche, come la violenza, a cui do la massima importanza, dalle sciocchezze.
Le donne ammazzate non c’entrano assolutamente niente con le battute di spirito, anche quando sono infelici e rivolte alla persona sbagliata.
Signora Gazzato, se legge bene io sto dicendo proprio che continuando per questa strada, che per me è sbagliata, non si ottiene niente, e l’emancipazione diventa sempre più difficile da raggiungere.
La parità va raggiunta insieme agli uomini e non contro gli uomini.
R
temo che lei non si renda bene conto di quello che scrive. E temo anche che lei rappresenti, purtroppo, una mentalità ancora troppo diffusa tra gli uomini. Certo, non tutti, ma anche qui, pochi si sono presentati a dire come la pensano.
Questa la solidarietà di una donna Ohara Borselli giornalista de Il Giornale:
“A costo di sembrare maliziosa, penso a una messinscena riuscita bene, perché ripresa da molti giornali. Riuscita bene, ma pur sempre una messinscena, non una denuncia. Della quale non so se dare la colpa alla ideologia woke, molto invasiva ma altrettanto debole, o allo strapotere dei social che impongono a tutti l’obbligo di recitare copioni scadentissimi. Anzi lo so: a tutti e due.”
Molto intelligente signora Ohara, ma miope e scadente come “analisi”. Questa ragazza è una come tante che vive sui social e i social sono il prodotto di questa società di cui anche lei fa parte e i social non sono solo scadenti ma invasivi e però con questo hanno a che fare ragazze come Marzia (da che sono nate) che ci è cresciuta e che ha riconosciuto in essi un mezzo per denunciare una battuta altrettanto scadente. Come la sua “analisi”. Marzia ha fatto benissimo a denunciare lei, signora Borselli dovrebbe, a mio parere, pensare due volte prima di dare alle stampe le sue perline di vetro di (scarsa) saggezza (e molto poco coraggio).
Credo che la Borselli abbia colto nel segno.
Questa “ragazzina” (a 23 anni si è maggiorenni da 5 e alcune donne hanno già dei figli) per me ci sta prendendo in giro alla grande.
Sono andato a visitare il suo profilo Istagram e ho scoperto, tra l’altro, che ha 1940 follower, e che il motto che ha scelto farebbe arrossire di imbarazzo il tecnico radiologo che ha detto la famosa battuta.
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Che altro vogliamo aggiungere?
R
non aggiunga altro. Ha detto fin troppo. La chiuda qui o ci penso io.
Concordo sul fatto che la battuta del medico fosse fuori luogo e poco professionale, ma la reazione con lacrime e patriarcato mi pare eccessiva. Se per strada mi danno del “mona”, commettono lo stesso “crimine” di maleducazione, ma non mi metto a frignare né a scriverlo su FacciaLibro.
Le violenze sulle donne sono ben altre e, purtroppo, spesso silenziose.
Piuttosto mi soffermerei sui 32.000 mariti iscritti al gruppo che postava le foto intime delle compagne. Qui la goliardia c’entra poco.
IL BLOG NON HA PAURA DELLA VERITA’ ma non intendo insistere a girare il coltello sulle piaghe di una ragazza che ha tutto il diritto di pretendere RISPETTO DA UN MEDICO IN OSPEDALE o qualsiasi altro uomo che incontri nella sua strada.
Non mi presto a divulgare nulla che la riguardi allo scopo di denigrarla come vorrebbe fare chi vuole avere sempre ragione ad ogni costo. IL maschilismo è una piaga e esiste ancora troppo tra uomini di tutte le età, anche giovani. Qui io non sono affatto contro NESSUN UOMO, SONO CONTRO IL MASCHILISMO che continua a imperversare e a fare danni. Spero sia chiaro una volta e per sempre!
Solo per dire che trovo i commenti di Luigi Lenzini semplicemente disgustosi.
Ma che cosa ne sa di cosa prova una donna in certe situazioni?
Ha ragione la BM, troppo maschilismo ancora e sempre e questo signore con tutta la sicumera che dimostra, lo rappresenta molto bene.
Signora Gazzato e signora Fede, io non intendo denigrare nessuno.
Invito semplicemente chi non è disposto a farsi prendere in giro e vuole usare il cervello a visitare il profilo istagram di Marzia Sardo. E’ pubblico.
Una donna (a 23 anni non si è una ragazzina, come si definisce lei) che usa come motto del suo profilo una pesante ed esplicita battuta a sfondo sessuale non ci può venire a raccontare che la frase sostanzialmente innocente del radiologo l’ha scioccata.
Io non sono maschilista. Però non mi presto a certe strumentalizzazioni aberranti.
Chi insiste su questa strada danneggia prima di tutto le donne, perché getta un’ombra di ridicolo sulla sacrosanta battaglia per la parità di genere.
R
le avevo chiesto di smettere di fare insinuazioni su questa ragazza, ma lei insiste nella sua “crociata”. La sua intenzione è chiarissima e le sue “scusanti”, patetiche la sua sicumera decisamente fastidiosa.
Vede, Fede (scusi l’allitterazione), nella sua foga da crociato A59 , qualche messaggio fa, ha fatto anche una considerazione interessante:
“Mi immagino un Luigi qualunque, nella stessa situazione che mezzo nudo e con il corpo segnato dal tempo, timidamente chiede se deve o meno tenere le mutande a una dottoressa e alle infermiere, che scherzando gli risponde:
“Meglio di sì, dobbiamo ancora pranzare”
E giù una risata sgangherata con le colleghe.”
Che cosa avrei fatto io? Semplice. Mi sarei messo a ridere insieme a loro, e magari avrei rincarato la dose.
E credo che la maggior parte degli uomini, giovani o vecchi, l’avrebbero presa a ridere, e non sarebbero certo andati a piagnucolare su internet.
Perché, allora, se la frase viene detta ad una donna, la dobbiamo considerare offensiva, e addirittura una forma di molestia sessuale?
Vorrei che chi – giustamente – crede nella parità e ritiene che le donne debbano accedere, come gli uomini, a ruoli di manager, ufficiale dei Carabinieri, soldatessa, mi spiegasse perché una donna non può stare allo scherzo come ci sta un uomo.
E non mi parlate di violenze, stupri e femminicidi, che c’entrano come il cavolo a merenda.
Come ha osservato anche Mauro, quelle situazioni stanno su un piano lontano anni luce da questo.
Fede e chi la pensa come lei e straparla di maschilismo, dovrebbero prima di tutto fare pace con se stesse. Vogliono la parità o preferiscono la discriminazione a oltranza, ed essere trattate come monache di clausura?
R
lei “straparla” di cose di cui non capisce e insiste a mettersi sul pulpito. Lei non reagirebbe perché a lei non capita e non capiterebbe mai di trovarsi in simili situazioni. Lei non è metro di tutte le cose.
A parte la netta posizione di A59, c’è la posizione interlocutoria, si, vabbeh, però…e quella decisamente accusatoria (nei confronti della “vittima”) di chi non vede di meglio che “indagare” su questa ragazza che potrebbe essere sua nipote. E protesta se oso cancellare il link del suo profilo …e che sentenzia: care donne, volete la parità? Comportatevi come noi signori uomini: stuprateci, violentateci, riempiteci di sconcezze sui social, pubblicate le nostre foto nudi, poi eventualmente arrivate ad uccidere quasi 120 130 “compagni” all’anno…e poi ne riparliamo…, cioè, diventate dei porci infami come molti (non certo tutti ma molti si) di noi…questa è la parità che secondo questa “tesi” (reiterata) le donne dovrebbero ricercare: diventare stronze “come un uomo” e chi la sostiene storce il naso e protesta se cancello i suoi post che entrano nella sfera privata della ragazza per denigrarla e trovare conforto alla proprie tesi.
Un medico ha il dovere di curare e l’ospedale non è un bordello dove si possono dire frasi da trivio, ma un luogo dove il paziente va rispettato ha dei diritti e non si fanno MAI allusioni a sfondo sessuale. Se quel medico non lo sa è bene che lo impari e mi auguro che venga sanzionato e impari la lezione.
Poi c’è anche la posizione legittima di chi preferisce non commentare forse perché crede che la cosa non lo riguardi, legittima ripeto, ma per me difficile da comprendere anche se è preferibile a chi butta benzina sul fuoco.
Ma c’è un equivoco di fondo nella posizione di chi vorrebbe che la donna si dimostrasse “pari” all’uomo, cioè altrettanto “stronza” ed è che la donna non deve dimostrare nulla né diventare un maschio per ottenere quello che la Costituzione afferma e cioè parità su tutti i piani e non per intercessione dell’uomo o dopo aver affrontato la prova che se lo merita perché si comporta come un uomo (che si comporta male) ma perché mantenendo la propria identità femminile e le sue prerogative, entra a far parte a pieno titolo della società, usufruisce degli stessi diritti dei maschi e non viene per questo discriminata, molestata o in casi estremi ma non poi tanto, uccisa- Un equivoco che purtroppo persino le donne a volte stentano a capire e si adeguano troppo facilmente alle richieste di chi pensa ancora di possedere un diritto su di loro.
E le donne possono decidere di vivere la propria vita anche a prescindere dall’uomo, quindi la parità non deve essere vincolata al rapporto uomo donna per forza di cose, ma solo se la donna lo decide liberamente e senza condizionamenti che sono ancora troppi e c’è persino chi cambierebbe la costituzione italiana per ritornare ai tempi nei quali la donna era costretta a rapportarsi all’uomo “per forza” se voleva sopravvivere.
E questa mentalità sopravvive anche nelle giovani generazioni, incistata nel DNA maschile e la prova lo sono i femminicidi che avvengono costantemente quasi tutti i giorni e contro i quali non viene richiesta alcuna mobilitazione della società civile quasi fossero una cosa “inevitabile.
E l’atteggiamento di chi non vuole “farsi prendere in giro” è esattamente quello di chi si fa prendere in giro dai Vannacci di turno e poi si vanta di essere “uomo di mondo” e insegna alle donne ( da maschio competente in materia, o meglio in tutte le materie…) a come non farsi prendere in giro da altre donne e guardare dal buco della serratura della loro camera da letto per poterle denigrare e prendere in giro (e salvare il c.,..all’uomo reo solo di essere “spiritoso ed empatico).
Concordo nuovamente con il commento ultimo di Mariagrazia in merito alla squallida vicenda capitata a Marzia.
La battuta era greve e fuori luogo, il ganassa della compagnia avrà pure fatto sghignazzare i colleghi, ma mi domando in quell’inutile “ammucchiata” di sinapsi, sollecitate per arrivare a una laurea in medicina, cosa scatti se un bastano un paio di tette a rendere felice lui e quelli della sua ghenga ospedaliera.
Ce l’ha una compagna questo minus habens?
Sarà uno di quelli iscritto al sito: “Mia moglie…” o “Phica”?, che imperversava dal vent’anni (20!), pare anche con luridi fotomontaggi di donne ignare, pure rappresentanti della politica nostrana.
Io contrasterò politicamente Giorgia Meloni fino al mio ultimo respiro perché trovo quello che mette in pratica con le sue politiche, semplicemente osceno.
Ma a lei tutta va la mia solidarietà, come a Elly Schlein, Alessandra Moretti, Licia Ronzulli, Mara Carfagna, Maria Elena Boschi e molte altre protagoniste inconsapevoli di un intero thread sulle “politiche arrapanti”.
Questi microcefali disgustosi spero che vengano perseguiti e pesantemente, chi si inventa una settantina di nuovi reati e oltre 400 anni di carcere aggiuntivi, non dovrebbe avere difficoltà a inventarsene uno che sanzioni pesantemente questa gentaglia.
Bene fa Mariagrazia ad incazzarsi e a mio parere (non richiesto) quelli con il cromosoma XY, di fronte a questo scempio farebbero miglior figura ad abbozzare, invece di tentare patetiche difese d’ufficio di un mediconzolo infoiato.
R
mi unisco alla solidarietà. Qui c’è chi solidarizza con chi fa battute sessiste in ospedale. E insiste pure e trova persino “alleate” (quelle che scrivevano qui insulti a manetta nei miei confronti, pensa da che pulpito…).
Signora Gazzato, dato che questo messaggio lo ha scritto parlando di me (e fraintendendomi alla grande come al solito), non mi può impedire di replicare.
Ripeto per l’ennesima volta, sperando che qualcuno si sturi le orecchie, che PER ME I FEMMINICIDI E LA VIOLENZA SULLE DONNE SONO UN PROBLEMA GRAVE E SERISSIMO CHE HA IL MASSIMO RISPETTO DA PARTE MIA.
Quanto alla pubblicazione di foto e filmati rubati, siamo di fronte ad un reato penale commesso da persone perverse per cui sono previste sanzioni specifiche, e non c’entra nulla col maschilismo.
Ripeto, sempre per l’ennesima volta, che ritengo che le molestie sessuali in senso lato, cioè i complimenti non graditi, le battute a sfondo vagamente sessuale, l’uso di “parolacce”, il racconto di barzellette sconce, e i gesti di innocua maleducazione, NON HANNO NIENTE A CHE VEDERE COL PROBLEMA DELLA VIOLENZA SULLE DONNE.
Non ne sono né il presupposto, né l’anticamera. Semplicemente, sono ALTRO.
Nessun autore di femminicidio o violenza aveva precedenti di palpeggiatore o molestatore verbale.
Quanto alla parità non ho mai affermato che le donne devono diventare stronze come gli uomini, anche perché molte in questo senso hanno già largamente superato la parità.
Ho affermato, invece, che devono diventare più “resilienti”, per usare un termine di moda dopo il Covid; meno suscettibili e permalose, meno bacchettone, meno sessuofobe, più disponibili ad accettare gli scherzi benevoli senza prenderli sempre in senso negativo.
Gli uomini lo fanno normalmente. Nessun uomo si offenderebbe per una battuta come quelle di cui parliamo, non perché sia stronzo, ma perché ha un approccio più bonario e positivo – una volta si diceva “cameratesco” – verso i suoi simili, e non li vede come nemici da cui difendersi o verso cui chiudersi a riccio.
Altrimenti stiamo facendo un passo indietro di un secolo, cioè a quando “certe cose non si potevano dire se era presente una donna”.
Per inciso, non è vero che “le donne” la pensino come lei. Le potrei citare il messaggio di una donna in gamba frequentatrice abituale di Italians, che immagino lei conosca di nome (le ho suggerito pure il nome) che si è detta del tutto d’accordo con me.
Osservo anche che molti non colgono la differenza tra fare dell’umorismo e prendere in giro il prossimo. Fare dell’umorismo è manifestazione di simpatia verso l’altra persona e punta a farla ridere con noi. Ed era chiaramente questo il caso in esame.
Ho guardato dal buco della serratura di Marzia Sardo? Non c’è stato bisogno di nessun buco della serratura. Quella signora di 23 anni era virtualmente affacciata alla finestra, e non faceva mistero della sua personalità, e del suo compiacimento verso il sesso e relative battute di spirito. Un elemento utile, già usato da Hoara Borselli, per inquadrare l’episodio, invece di bersi passivamente la messinscena delle lacrime indirizzata a ben 1940 follower.
Col che, se continuiamo a dialogare tra sordi, la chiudo io prima che me lo imponga lei.
R
sarebbe sempre tardi.
PS; di quello che pensa la sua amica donna in gamba, non me ne può importare di meno, meno di zero. Lei vanta amicizie femminili che le danno ragione e lo scrive qui ancora? Ma non avevo dubbi sulla sua tendenza al pettegolezzo, cosi non fa che confermarlo. Lei ha parlato fin troppo su questo tema abbiamo capito tutti come la pensa più scrive e meglio capiamo. E quello che fa il sordo è lei che dopo mille commenti continua a perorare la sua causa con supponenza e arroganza e pretende di essere pubblicato come se questo spazio le appartenesse, ogni tanto faccia mente locale sul fatto che anche lei qui è ospite. E chiuda veramente, non le passo altro sul tema, ha parlato sin troppo.
PS: la prossima volta che scrive maiuscolo le cancello tutto.
@Lenzini: lei lo sa vero, che il cameratismo è qualcosa che vale tra amici/e, nei discorsi dello spogliatoio, nello Spritz dopolavoro, e non nei rapporti tra medico e paziente, insegnante e allievo, collega e nuovo arrivato, e via discorrendo?
Lei è consapevole, vero, che non tutti hanno il dono dello spirito e della risposta pronta, in qualsiasi circostanza, sia essa la discoteca o lo studio del medico?
Lei è consapevole, vero, che ognuno ha anche il diritto di sentirsi offeso?
Me lo chiedo perché la sua caterva di fesserie su humor, sagacia e parità di genere, il tutto mischiato in una macedonia che risucchia la Logica manco fosse un buco nero con la luce, si spiega con un banale bisogno di attenzioni, piuttosto che una effettiva ignoranza su come funzioni il mondo degli adulti.
PS di norma la ignoro perché ritengo che quello che scrive non meriti risposta. Ma quando è troppo è troppo.
Francesco, io, invece, la leggo con attenzione, perché, anche nei ragionamenti più vuoti e superficiali, si può sempre trovare uno spunto interessante.
Mi rendo conto che spesso scrivo considerazioni contro corrente e di cui non tutti capiscono il significato, fermandosi alla prima impressione e al suono delle parole, e guardando il dito invece della luna: ma so anche che qualcuno le capisce.
Io sono consapevole di tutte le ovvietà che lei semplicisticamente mi sottopone in forma di domanda.
Così consapevole che le ho scritte anch’io in messaggi precedenti, che, probabilmente, le sono sfuggiti, o che ha deliberatamente ignorato.
Infatti lei, come Fede, è uno degli utenti del mordi e fuggi, e non segue – per sua stessa ammissione – tutto lo svolgimento delle discussioni.
Appare, rimane colpito da qualche parola che non le piace, e aggredisce verbalmente senza contestualizzare.
Il tutto in una strategia di arruffianarsi con le donne affermando che, pur essendo un uomo, è sempre e comunque dalla loro parte, come il suo degno collega.
Chiedo scusa alla titolare, ma, quando mi insultano in maniera così sprezzante, mi autorizzo a rispondere per le rime, anche se non è il mio stile.
R
No, lei non si autorizza proprio a niente, la sua ultima frase nei riguardi di Francesco e “degno collega” sarebbe da cestino per l’arroganza e la protervia che dimostra. Me ne scuso con gli interessati.
Lei sta prendendo il mio blog come il suo pulpito per fare “proseliti” tra i suoi fan, occulti o palesi (pochi in verità). Non accetta nessuna critica, vorrebbe scrivere sempre e comunque quello che vuole senza contraddittorio o che tutti la lodassero, protesta in continuazione e polemizza su tutto con un protagonismo esasperante, ma non funziona così, lei la deve smettere di pontificare e poi protestare se gli altri la contestano (civilmente), o ci sta ANCHE ALLE CRITICHE come tutti oppure sa come deve fare.
Se insiste mi costringe a metterla in SPAM MA QUESTA VOLTA PER SEMPRE E PER DAVVERO. e LE ASSICURO CHE NON SCHERZO.
PS: non le passo niente atro che non si attinente ai temi, tutto il resto finisce nel cestino e non ci riprovi perché, ripeto, mi costringe a spammarla. La sua arroganza ha superato ogni limite.
Risponda nel merito senza fare elucubrazioni e considerazioni sugli altri che non le competono, chiaro????
Lenzini lei si commenta da solo. Parla a vanvera e si fa bello persino di sue pretese amiche “donne in gamba” che sono d’accordo con lei…confermo quanto ho scritto ieri. E chiudo. Non leggo repliche da parte di questo signore.
R
No, non ne leggerà, ma era giusto che replicasse lei.
Signora Gazzato, non sto replicando a nessuno, ma sto facendo una considerazione generale.
Quando ero giovane ero convinto di vivere in una società libera e moderna dove non c’erano più le censure del periodo fascista e, dagli anni ’60 in poi, neppure le censure del Vaticano.
L’art. 21 della Costituzione garantisce la libertà di espressione delle proprie opinioni, non sono nel senso che non ti mettono in prigione, ma anche, secondo me, nel senso che non ti insultano e non ti discriminano. Altrimenti, se ti fanno comunque pagare un prezzo pesante, che libertà è?
Oggi mi rendo conto che non è più così.
La semplice espressione di una idea non condivisa ti fa etichettare come una persona disgustosa che dice fesserie e che non andrebbe neppure letta o ascoltata.
Beninteso, non parliamo di persone che si compostano male in concreto, ma solo delle loro opinioni.
Io non sono nessuno e scrivo in un piccolo blog, ma la stessa sorte tocca a personaggi ben più autorevoli, come Travaglio, Orsini, Santoro. Cacciari e tanti altri.
Non è una bella deriva per una società che era liberale e democratica.
R
i motivi ci sono, provi a chiedersi cosa fa lei su “questo piccolo blog” per suscitare tali reazioni. E comunque la smetta di fare la vittima e il protagonista, ne avrei abbastanza delle sue lagnanze, qui non si etichetta e non si offende, le opinioni sono libere e io sono la responsabile di quanto passa e offese non ne passano a lei meno che mai considerato che se non si offende solo è difficile che altri lo facciano visto che ormai qui scrive quasi solo lei e qui offese non ne passo. Lei raccoglie quello che semina (come tutti gli altri personaggi ai quali lei si paragona e si accomuna). Se non vuole più “seminare” qui è libero ogni momento di lasciare questo “piccolo blog” per altri lidi. Non mi esasperi ulteriormente perché potrebbe finire nel cestino. Poi non si lamenti.
“Quando ero giovane ero convinto di vivere in una società libera e moderna dove non c’erano più le censure del periodo fascista e, dagli anni ’60 in poi, neppure le censure del Vaticano”.
Invecchiando il caro Luigi è si è fatto fascinare dalle teorie della chiesa oscurantista secondo cui la donna è strumento diavolo, va dileggiata, vilipesa e umiliata, cosa del resto pontificate da quel geniaccio di “Vannacci tua” che ha scritto un libercolo che il nostro Luigi non manca mai di portare a esempio (sigh), manco fosse il verbo rivelato.
Il poveraccio, che occupa indegnamente un seggio a Bruxelles dopo essere stato dimissionato con disonore dalle forze armate, è un convinto sostenitore del ritorno al patriarcato, manca solo la crociata per riaprire i casini per fare i suoi porci comodi con le schiave del sesso gestite dallo Stato e siamo a posto.
Aggiungo che l’art. 21 è riferito alla libertà di pensiero, le sue considerazioni su Marzia non rientrano a mio parere nella casistica del pensiero.
PS: “Degno collega” è un appellativo che nel caso di specie mi onora, la pochezza del pensiero lenziniano è sintetizzata in questa comunanza, continua a darsi la zappa sui piedi ma non sente dolore e, insiste.
Caro A59, le sue fantasie sono degne di Alice nel paese delle stranezze (meraviglie è una traduzione impropria).
Non ho niente a che vedere con qualsiasi chiesa, fede o linea di pensiero di quelle che intende lei. I miei riferimenti sono la scienza, la statistica, la logica matematica, il senso della misura.
Vannacci non mi ha suggerito quasi nessuna idea, tranne che sulle questioni ambientali ed energetiche, sulle quali ha portato dati interessanti che non conoscevo.
La maggior parte delle cose che condivido (un 70% circa del libro) le pensavo già per conto mio.
A proposito, legga quel libro. Altrimenti continuerà a parlarne a vanvera per sentito dire, e non ci fa una bella figura, essendo in teoria un problem solver. Anche i problemi tecnici da risolvere li analizza per sentito dire?
Se lei fosse un po’ più bravo nella comprensione del testo – materia importantissima a scuola, ma purtroppo trascurata – capirebbe che in realtà io rispetto le donne e sono per la vera emancipazione e per la vera parità di genere.
Per questo mi infastidiscono le isterie ridicole che spostano l’attenzione dalle cose importanti alle stupidaggini, squalificando tutto il processo di emancipazione, che, proprio per questo, sta avanzando zoppicando.
Non mi sto dando nessuna zappa sui piedi. Mi interessa convincere solo le persone che stimo. Gli altri pensino quello che vogliono.
R
“Meraviglie” (paese delle) è la traduzione esatta di Wonderland, le “stranezze” sono le sue.
Il suo “rispetto” per le donne si evince benissimo da come ha trattato questa questione, tacciando Marzia di “isterica ridicola” e accusandola di squalificare” il processo di emancipazione. E’ lei a zoppicare e rinunci a convincermi per favore è già tanto che le passo questa replica, dopo di ciò, come le ho già pregato di fare, smetta di commentare su questo post perché non le passo niente altro.
Signora Gazzato, to wonder in inglese significa stupirsi, mentre, in italiano, meraviglia non significa solo stupore, ma anche e soprattutto la sensazione di fronte a qualcosa di bello, di meraviglioso.
Non è una questione linguistica. E’ una questione di significato. Non mi dica che la regina che vuole tagliare le teste è qualcosa di bello e meraviglioso.
Il senso di wonderland è paese delle cose che stupiscono, che ti sorprendono; delle cose che non ti aspetti; delle sorprese e delle cose strane.
R
ora mi da anche lezioni di inglese e di italiano? La sua supponenza supera la sua arroganza e ce ne vuole.
Dia retta alla sua amica (quella che ci sta in quel paese) che le da lezioni di straforo e finirà per rendersi ridicolo.
Una stalker per interposta persona e lei si presta. Lo spam è in attesa ma se insiste con queste polemicucce dovrà aspettare poco.
Caro Luigi lei scrive a me di comprensione del testo? Surreale.
Io non intendo proprio niente, mi limito ad analizzare le sue scempiaggini “vannacciste” e le commento di conseguenza.
Non c’è nulla da comprendere in quello che scrive, è cristallino nella sua rozzezza di pensiero che poi è lo stesso del “Vannacci sua” che dovrebbe smettere di propagandarmi, io ho gusti che vanno ben oltre la basica e becera visione del mondo del fu generale, che ha smesso la mimetica per il doppio petto e che in merito alla deprecabile turpitudine che ci circonda non trova di meglio rimpiangere il patriarcato e auspicarne il ritorno:
https://www.la7.it/tagada/video/femminicidi-vannacci-altro-che-patriarcato-il-problema-e-luomo-debole-23-11-2023-515246
Può far presa su quelli che ragionano con la pancia e quello che ci sta sotto una spanna, non chi è in grado di attuare correttamente le sinapsi.
Ora, immagino che lei si senta un “uomo forte” visto che il suo pensiero collima con quello di “Vannacci sua” e immagino pure che uomo di scienza possa essere questo infuso di cacca militarista che ha scelto per mestiere di scalare la gerarchia militare che, per sua ammissione, è una aggregazione strutturata e disciplinata per uccidere (parole di sua nullità Vannacci).
“Questo qua(quaraquà)” che lei idolatra, è convinto per esempio che le macchine elettriche possano esplodere a causa delle batterie (gliel’ho sentito dire con le mie orecchie), se lei è d’accordo la invito a lasciar perdere i formicai e a studiare un po’ di automotive, cosa che il condottiero legaiolo evidentemente non ha fatto.
Lasci perdere le mie capacità di problem solver, non è certo uno che ha fatto per tutta la vita il travet che mi può impartire lezioni, lei non saprebbe nemmeno da che parte iniziare, pensi piuttosto a quello che ha il “coraggio” di affermare sul corpo delle donne reiterando e senza il minimo cenno di vergogna.
Se lei (e “Vannacci sua”) fosse il paradigma dell’emancipazione saremmo a posto, mai letto un pensiero altrettanto retrogrado e oscurantista su una molteplicità di argomenti come il suo, che si tratti di lavoro, di sanità, di wellfare della condizione giovanile o della donna.
Buona domenica.