Un buon esempio

Sono d’accordo col sindaco di Como, Alessandro Rapinese il quale ha chiuso il centro città alle biciclette. In molti hanno protestato e detto che la sua è una vendetta perché lui stesso è stato investito da una bici elettrica, lui ha risposto che la sua è una regola che serve a preservare la salute dei cittadini che non devono essere investiti da quel bolidi di ferro che sfrecciano dovunque a velocità impossibili e spesso costituiscono un grave pericolo per i pedoni.

Finalmente qualcuno che ha il coraggio di bannare i ciclisti dal centro cittadino e rivendica la sua scelta definendo così la bici che lo ha investito: “la bestia”. Casi anche recenti di investimenti da parte di ciclisti hanno avuto esito peggiore del suo e tutti abbiamo sperimentato quanto, molto spesso i ciclisti siano arroganti e incuranti delle regole. Convinti come sono di essere i salvatori del pianeta, si lanciano senza paracadute per strade e stradine del centro, pretendono di passare ovunque, di correre indisturbati sui marciapiedi o a lato di strade di grande percorrenza anche se esistono le ciclabili costringendo gli automobilisti a frenare continuamente per non investirli. Per non parlare di quelli che a gruppetti si inerpicano per le vie del centro coi bambini in fiammeggianti piccole mountain bykes che corrono senza la minima consapevolezza dei pedoni che gli si parano davanti e i genitori li incitano invece che avvertirli di non investire le persone. Tanto, sono bambini…

Bene ha fatto il sindaco di Como che è un gioiello, dove le vie del centro si intersecano strette e in pendenza, con la gente che si ferma a guardare le vetrine dei negozi e entra ed esce dai bar e rischia ogni volta di venire arrotato dal ciclista di passaggio. E anche i riders che consegnano le cene e che sfrecciano sui marciapiedi o in mezzo alla strada senza guardarsi intorno e devi lasciarli passare altrimenti ti fanno secco, anche loro devono darsi una regolata perché se il lavoro gli da da vivere, non è il caso di mettere a rischio la vita delle persone che si trovano sulla loro strada per caso.

O imparano a maneggiare un mezzo sempre più tecnologico e pesante oppure lo portano a mano e vanno a piedi quando attraversano i centri cittadini. La baldanza e la tracotanza di tanti, mettono a rischio la vita di tante persone, qualche misura andava presa, spero che molti altri sindaci abbiano il coraggio di seguire l’esempio del sindaco di Como.

1 commento su “Un buon esempio”

  1. Avevo scritto anni fa a Italians una lettera, che fu pubblicata, dove sostenevo che le aree pedonali devono essere riservate ai pedoni.
    C’erano, invece, dei comuni che sostenevano che dovevano essere aperte anche a tutti i mezzi di trasporto non inquinanti: bici, monopattini, e qualcuno intendeva ammettere perfino le auto elettriche.
    Quello che sostenevo io è che le aree pedonali devono consentire ai pedoni, compresi anziani, bambini e mamme col passeggino, di muoversi in tutta sicurezza senza rischiare di essere investiti da un qualunque veicolo su ruote.
    Le aree pedonali sono per dare uno spazio sicuro ai pedoni; non per ridurre l’inquinamento nei centri cittadini, che è un problema del tutto diverso.

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