Per un motivo o per l’altro, Sigfrido Ranucci ha acquistato molta popolarità a seguito dell’attentato o pseudo tale compiuto dall’amico Walter Lavitola, il quale ha candidamente ammesso di essere il “mandante”. Sigfrido, infatti, pare sia al centro di una grande manovra per farlo entrare in politica dalla finestra. L’anti Vannacci, l’anti Conte e l’anti Schlein, cioè l’anti tutti, compariva in un sondaggio che l’amico Lavitola (l’amicola) aveva prodotto a proprie spese per promuovere la sua candidatura a leader del campo largo e vasto e ora, super affollato di potenziali leader. L’amicola è una macchietta, un “faccendiere”, appunto, qualsiasi cosa voglia dire. Insomma un inquieto infiltrato nel mondo della politica italiana, prima con Berlusconi ora con Sigfrido del quale si dichiara grande amico. Ricambiato.
Ma gli ha fatto mettere una bomba davanti a casa, l’amico. Forse lo aveva avvisato di stare lontano e di non spaventarsi per il botto? Ranucci nega, nega, nega sempre tutto. L’innocente fino a prova contraria amico di cotanto personaggio, il quale, pare collaborava con lui con alcune “spiate” ha anche scritto e diffuso un post dove si paragona a Moro, Mattarella, Falcone e Borsellino. Beh, non gli manca certo l’autostima. Una qualità che potrebbe aiutarlo a sbaragliare gli avversari nel caso decidesse davvero di entrare in politica e candidarsi a guidare il campo affollato. E noi “spettatori” ce lo beviamo? Se si candida che si fa? lo votiamo? Lo mandiamo in Parlamento?
La favella non gli manca, gli amici pure, l’attentato lo ha già subito e una scorta se la merita. Direi che ha “ben cominciato” ed è a metà se non tre quarti dell’opera.
Io non so, ovviamente se tutta questa faccenda veda il giornalista implicato per qualche motivo, lo giudicheranno i giudici, Certo che questo film di lui che ha un amico ex galeotto ristoratore che gli mette la bomba sotto casa e lo promuove a leader del centrosinistra rischiando di passare lunghi anni in galera (ma ha già chiesto gli arresti domiciliari) sa tanto di commedia all’italiana. Che non si sa se finisce in farsa o in tragedia. Certo meglio la prima. Ma non mi pare ci sia troppo da ridere e neppure però credo troppo a Ranucci vittima di complotti…alla fine mi sembrano un po’ matti entrambi, lui e l’amico. Ma si sa che gli italiani sono sempre accoglienti e forse, passata la tempesta, a guidare la nave del centrosinistra nel procelloso mare della politica italiana, ci sarà proprio lui…e per Silvia Salis forse si apriranno le porte del Quirinale. Senza bombe però, si spera.