La prudenza è sempre poca

Ancora armadi? sembra aver detto Melania al marito, ma non so più dove metterli, ma a che cosa ti servono”? L’ingenua, eterea fotomodella, first lady per puro caso e a casaccio, interprete di un docu film già sparito dalle scene e dai radar è perplessa quasi stupita (anche se ha sempre la stessa espressione stampata, lo è).

Si, Donald compra armadi a ripetizione, ci deve mettere i suoi scheletri Melania, sveglia! Non li vuole lasciare in giro a mettere disordine. Lui ama l’ordine. E infatti si sta occupando di spazzare via dalla faccia della terra i regimi autoritari per portare la democrazia nei paesi che non ne godono. Non in tutti, beninteso, ma in quelli che sono i maggiori detentori di oro nero. Mica scemo, l’uomo. Ora sta pensando anche a Cuba, si Cuba, dice che può cambiare il regime anche li, se lo decide, in un bip. Senza troppi sforzi, quelli che gli servono ultimamente per cambiare le sue onorevoli griffate underwear e per tenere a bada lo scalpo che ultimamente fa le bizze.

E’ su tutte le furie Trump e i capelli non possono che risentirne. Gli “alleati” ai quali ha chiesto di aiutarlo a dirigere il traffico nelle stretto di Hormuz che gli iraniani gli hanno chiuso, proprio sbattuto in faccia, dopo che lui ha preso a bombardarli da un giorno all’altro assieme all’estremista invasato israeliano, non ci stanno a fargli da damigelle d’onore e gli hanno risposto picche: hai la flotta più grande e superlativa del mondo e vuoi le nostre caravelle? Pare abbiamo detto in molti. E ancora: non è la nostra guerra…e ancora…ma si può sapere che piano hai? Che caspita di piano hai? Perché mica lo hanno capito.

Già che piano ha Trump? Uno a coda ha previsto di metterlo nella sua nuova ballroom (che non è la stanza delle sue balle, (no quelle non possono essere contenute in nessun luogo chiuso), ma la nuova sala da ballo che sta costruendo nella White House. In quanto all’altro piano, quello che dovrebbe far capire al mondo che caspita sta facendo il “pacifista” in chief, quello che doveva fermare la guerra in Ucraina in H24 e che chiedeva il Nobel per la pace e che non ha ottenuto nessuno dei due obiettivi che si era prefissato, beh… di quello nessuno sa niente. Neppure lui stesso lo sa che piano ha, men che meno i suoi generali…no, lui recita a soggetto, come si sveglia la mattina e va e invade, manda le truppe, le navi, la gloriosa marina e la gloriosa aviazione e lui, solo lui prende le medaglie, lui il grande vittorioso re/ imperatore incoronato alle ultime elezioni come salvatore della Patria. Che sta trascinando dentro un abisso, un grande buco nero che potrebbe risucchiarci tutti.

Se prima non interviene il pronto intervento della più vicina clinica psichiatrica a sirene spiegate. Speriamo presto di sentirle, belle spiegate e magari anche un paio di auto mediche e due (cento) camion dei Vigili del fuoco, non si sa mai con lui, meglio essere prudenti.

Giorgia, posa la clava

Si aggiorneranno per le vie brevi…dicono Giorgia e Elena. Cioè a dire, via uotsap come si Usa. Cosa resterà di questi anni duemila e rotti? Dopo l’attacco a Erbil ai nostri militari la premier Meloni ha invitato le opposizioni ad un tavolo di concertazione per vedere di trovare soluzioni condivise sulla guerra lanciata da quei due sconsiderati. Sembrerebbe logico ritrovarsi tutti riuniti per decidere il da farsi. Ma non pare trovare calorosa accoglienza l’invito, anzi.

Conte si rifiuta, pone condizioni tipo, vuole tutto il Donbass e che le nostre basi vengano tutte convertite in allevamenti intensivi di polli, che Meloni si metta a novanta gradi davanti a Marco Travaglio e che telefoni a Trump e chi dica che tra loro è tutto finito…

Mentre Ell’ cappona non gliele manda a dire e la invita a posare la clava, che è arrivata fuori tempo massimo che è bugiarda e non le crede, deve prima mandare al diavolo a reti unificate Rai i due diavoli e poi deve andare dalla De Filippi a C’è posta per te e mandarle la lettera e lei vedrà se aprire o ni la busta. Ma dall’espressione da bulla di Detroit la risposta pare scontata e sarà un bel NO referendario.

Mentre Carlo Calenda bacchetta e dice che sono pazzi a fare di queste manfrine in tempi così difficili e si dice disponibile, i maggiori leader dell’opposizione nicchiano oppure lo dicono proprio chiaramente che non se la sentono neppure di avvicinarsi al tavolo dove siede la premier col suo entourage, sarebbe disonorevole per loro molto onorevoli e soprattutto si sentono che Meloni sta come una foglia a Palazzo Chigi d’inverno e che il referendum le darà un mazzata…soprattutto Giuseppi Dracula Conte sente odore di sangue e vede la sconfitta del governo e le porte del paradiso riaprirsi per lui di bel nuovo e con lui alla guida del paese d’incanto il prezzo del barile scenderà i due diavoli finiranno a novanta gradi a baciargli le nobili terga…(che schifezza me lo dico da sola) e Francesca Albanese gli porterà relazioni coi fiocchi rosa tutti i giorni dove gli dichiara la sua devozione.

E’ lui quello che fa più problemi, lui che ha così a cuore le sorti dell’umanità, della pace nel mondo e della fine di tutte le guerre che ogni giorno prega davanti al suo santo preferito che Giorgia Meloni cada rovinosamente e si faccia pure qualche bozzo.

L’invidia è brutta e il bene del mondo può attendere, la fine del governo Meloni è vicina, stringa i denti (il mondo) manca poco…

La politica delle offese

“Banditi”, così Tommaso Montanari ha definito il governo attualmente in carica. Poi ha spiegato che intendeva dire che siccome il fascismo è stato bandito, loro, quelli che ci governano essendo fascisti sono giocoforza banditi. Eh già, ci serviva la spiegazione del professore che pensa così di essersi giustificato per aver esplicitamente proferito una grave offesa e evitare di pagare dazio.

Peso tacon del sbrego. Ma Tommaso Montanari voleva forse fare un “complimento” chiamandoli banditi, voleva solo chiaramente e democraticamente sottolineare come siamo messi in Italia: abbiamo un governo di ” fascisti” che vogliono sfasciare la costituzione per mettere fine alla democrazia e regnare in eterno al governo. Come se fosse un divertimento governare in Italia…specie ora, una goduria proprio…e sono li che smaniano tutti per farlo.

Ecco come si è espresso:

“”Volete avere ancora come padri e madri costituenti Teresa Mattei, Piero Calamandrei, Giuseppe Dossetti, Giorgio La Pira, Terracini, Nilde Iotti”, aveva chiesto Montanari un evento a Firenze per il “no” al referendum sulla giustizia. Il rettore aveva quindi proseguito con l’ovvia alternativa: “O preferite Giorgia Meloni, Carlo Nordio, Ignazio La Russa, Francesco Lollobrigida? Comprereste una Costituzione usata e manomessa da questi banditi? Io no, ed è per questo che voto ‘no'”.

Non mi pare affatto “democratico” che un rettore di una università italiana si possa permettere di dare dei banditi impunemente a chi governa eletto dagli italiani e quindi con pieno diritto. Come non mi va che un magistrato come Gratteri dia delle “persone per male” a quelli che voteranno Si.

Mai si era vista una campagna referendaria con questi toni che tutto sono meno il rispetto dei padri costituenti che hanno voluto fermamente che la libertà d’opinione fosse un faro della democrazia. Ma non sempre e solo quando l’opinione ci piace o ci soddisfa o è conforme ad una ideologia politica cui abbiamo scelto di aderire , ma sempre.

Insultare chi la pensa diversamente è un oltraggio prima di tutto a chi pagato con la vita perché il nostro paese fosse libero di rappresentare una vera pluralità di idee e potesse confrontarle anche con durezza ma rispettando l’avversario. L’insulto qualifica chi lo fa e squalifica proprio la politica che fa dell’insulto verso gli avversari la sua dottrina. Paga sul momento perché trova consenso facile, ma alla lunga distrugge i valori del vivere civile e ne mina le fondamenta.

E chi contesta il governo con gli insulti e chi insulta gli elettori “rei” di averlo eletto si rende protagonista di un’ “opposizione” che dimostra quanto lunga sia ancora la strada da fare perché il nostro paese diventi davvero una democrazia compiuta.

Let it be

Ci penso, ci sto pensando e se rifletto sul cielo della mia città, quel cielo che è diventato simbolo della Biennale di Sputafuoco…pardon Buttafuoco allora mi sentirei di dargli ragione, ma si, facciamo entrare gli artisti russi alla Biennale, in fondo la Biennale è arte e l’arte deve essere sempre e comunque uno spazio autentico di libertà pura…ma è proprio quella che Putin vuole negare agli ucraini, Putin che con la sua porca guerra ha ucciso un numero altissimo di artisti e distrutto opere d’arte magnifiche e continua nella sua insensata lotta contro gli ucraini e la loro libertà di non farsi schiavizzare da lui.

E allora sono decisamente perplessa.

Mi piace l’idea di pacificazione attraverso l’arte che ha in mente Buttafuoco, come mi piace la sua idea di aprire un padiglione per i dissidenti di tutto il mondo. E mi piace pensare che Venezia sia fonte di ispirazione per progetti di pace e di libertà e di arte e di aggregazione e solidarietà e di valori democratici e di apertura al mondo…come è sempre stata.

Quello che non mi piace è quello che fanno i russi contro gli ucraini da ormai quattro anni (e da molto prima). Semplicemente.

Ma lascerei decidere a Buttafuoco in totale autonomia, se ne prenda la totale responsabilità, la Biennale è autonoma nelle sue scelte, se l’autonomia è inficiata dai diktat del governo e della Unione Europea, allora che autonomia è? Anche se, ripeto, capisco tutte le loro riserve e sono d’accordo con loro.

Ma Pietrangelo Buttafuoco è un intellettuale siciliano colto, raffinato e sensibile e forse potrebbe avere ragione lui e magari potrebbe far commuovere Putin (cosa di cui dubito molto) e spingerlo ad invitare Zelensky a prendere un caffè al Quadri (paga Zelensky, ovvio) e davanti al cielo veneziano chissà che Putin non sia colto da nostalgia per una vita trascorsa in pace a godersi i nipotini…(Venezia è un miracolo e può fare miracoli).

Perciò, anche se sto con gli ucraini sempre, direi che lascerei a chi si sente di prendersi questa responsabilità di andare fino in fondo, sia quel che sia.

Let it be.

Distintamente

Sostiene Giorgia Meloni: “non siamo in guerra e non abbiamo intenzione di entrarci”, ma la faccia è quella di una che in guerra ci si sente eccome. Non parlo della crisi internazionale, no, ma della guerra cui assistiamo da quasi quattro anni in Parlamento tra il governo e l’opposizione.

Ora, al netto delle colpe dell’una e dell’atra parte e al netto delle beghe da condominio portate avanti da personaggi che cercano solo visibilità e la trovano, vorrei fare osservare, a lor signori, se permettono: fatela finita! Avete stancato! ma è mai possibile che non facciate che altercare come bambini dell’asilo? Qui ci sono di mezzo questioni importanti, gravi, della massima gravità e voi che fate? No dico, che fate? Non fate che litigare, che lanciarvi invettive e rimproveri e invece che mettervi davvero insieme pancia a terra per cercare di lavorare per il bene del paese (più che mai a rischio) fate del luogo sacro che avete l’onore di occupare, un “covo di briganti”? E questo nel tempio della democrazia?

L’opposizione sta a fare opposizione, si è il suo ruolo, ma in momenti come questo, la può sempre fare ma deve dimostrare anche responsabilità perché se le toccasse di governare ora dovrebbe mettere in atto delle misure e sarebbe bene che ci dicesse quali senza però che poi la cosa si risolva in un infinito e inconcludente diverbio interno tra correnti dei vari partiti.

E il governo parli senza paura di “perdere il posto” (tanto prima o poi lo perde comunque), lasci all’opposizione il suo ruolo di sfasciacarrozze che sta interpretando benissimo e pensi a fare del suo meglio per evitare il peggio.

Siete TUTTI E TUTTE ( come si dice ora) ben pagati per lavorare per risolvere i problemi e non per crearne di nuovi. Mettete da parte le meschine diatribe e gli interessi di bottegucce, tiratevi su le maniche e lavorate, perbacco, governo e opposizione per uscire da questa ennesima crisi. O, in caso contrario, siete da cacciare tutti (e tutte) indistintamente!

Distintamente…

I pesci nel barile

Mentre il beduino in chief rassicura il Congresso che la guerra in Iran sta per finire…è quasi finita, anzi no… procedono i colloqui privati col leader del Cremlino che si è detto pronto ad aiutare, si insomma, a bilanciare con i suoi giacimenti, la crisi internazionale provocata dalla guerra. Purché però, Trump convinca quel matto di Zelensky a sedersi o meglio a sdraiarsi sul letto dello psicanalista (fornito dalla Casa Bianca).

Bel quadretto. Davvero. Commovente. Attendiamo la sfuriata della capricorno Meloni che da pragmatica quale è la farà corta e concentrata in un: per ora non ti ammazzo ma non ti sostengo neppure. L’opposizione italiana si scatena in ordine sparso e spara gragnuolate contro l’indefesso e male capitato governo che ora si trova nelle peste più nere a causa di fattori molteplici e prevedibili (da chi possiede il dono della preveggenza).

Insomma l’Iran serve a far cadere l’Ucraina. Meloni forse lo sa e che fa? Non si sa. Ma che può fare? Dirgliene quattro o cinque? E poi? Quello l’ascolta? No, davvero credete che sia così ingenua? Fa politica da quando è nata, già sul cadregon arringava la folla di parenti e volete che si metta a discutere col beduino? Non ce la vedo. vedo piuttosto che in questo guazzabuglio da manicomio una cosa salta agli occhi…ma cosa? Mi sono persa. Sono esaurita, basta guerre per favore, non ne posso davvero più.

Ma non si era detto che il guerraiolo era Biden Joe? E allora? Questo beduino qui che vuole? Ah, la cosa che salta all’occhio è che nessuno ci capisce nulla, persino i grandi interpreti degli eventi, massimamente, vedi, uno a caso un certo Alessandro Orsini (strano questo nome ma giusto per il personaggio …andro…ini…incoerente e indeterminato, fasullo e presuntuoso, gli calza a pennello) si mostra sempre più pallido in TV o sui social e non ne azzecca una, si confonde, respira a fondo e si inciucca…insomma neppure lui ormai sa che pesci deve prendere e li prende in faccia…da quasi tutti.

Ma sono pesci e lui farebbe bene a raccoglierli per tempi migliori. Fanno bene e salvano le arterie. Se li metta in un barile.

Eppur mi son scordata di me…

Ho troppe cose per la testa, mi sono dimenticata dell’8 marzo. Capita, di questi tempi sono molto occupata in varie faccende e la Festa della Donna mi era del tutto scappata di mente.

Ma poi si, mi ero accorta per strada, oggi, che qualcuna aveva tra le mani il rametto di mimose, ma non ci avevo badato più di tanto, ormai da qualche mese vivo senza guardare mai il calendario. I giorni passano rapidi come treni ad alta velocità e fanno poche fermate ed ho un tale mucchio di cose da fare (le donne spesso hanno mucchi di cose da fare) che mi ero dimenticata che era anche la mia festa!

E allora auguri alle donne e ai loro mucchi di cose da fare e da pensare che non gli danno respiro in molte delle fasi della loro vita e spesso non trovano il tempo neppure per rendersi conto che sono vive e che hanno dei doveri verso se stesse di non lasciarsi travolgere dalla quotidianità, dai problemi, grandi o piccoli che siano, ma devono ogni tanto affacciarsi alla loro finestra interiore e chiedersi: come stai? Cosa ti passa per la testa nei minuti che non dedichi agli altri? Ci pensi a te? Lo sai che oggi sei anche tu la festeggiata anche se nessuno te lo fa notare, lo sei?

Mi sono fatta ora, adesso, tutte queste domande e mi sono anche risposta e le risposte le tengo per me perché sono una donna molto riservata e delle cose mie parlo poco e malvolentieri. Ma oggi no, oggi ve lo dico che mi sono dimenticata di festeggiare perché avevo troppo da fare, ma, in ogni caso, avrei festeggiato poco perché le feste mi fanno tristezza. Mi ricordano chi non c’è più e mi rimproverava di essere troppo irruente e impulsiva e di non contare fino a dieci prima di parlare e di non rispondere sempre e di lasciare correre…e molto altro che ora non ricordo o ricordo con affetto verso chi mi diceva quelle cose e io mi irritavo e rispondevo ed ero più impulsiva che mai…

Evviva le donne impulsive e anche quelle che sanno quando parlare e quando tacere, io non l’ho mai saputo e faccio ancora confusione tra le due opzioni. E a loro dedico questa, se vogliamo, poesia, alle donne anche a quelle che non mi piacciono e mi detestano (ci sono anche quelle) a tutte proprio tutte le donne:

Le parole volano e  accarezzano

e morbide come piume fluttuano.

O sferzano come bufera sul viso.

Sono cosi le parole delicate o crudeli

parole che incantano  ammutoliscono

oppure parole che uccidono.

Danno voce all’anima o al cuore

o alla rabbia  all’odio al furore

e offendono  deridono  mirano

puntano e sparano.

Oppure sono come carezze

e assomigliano al suono

di conchiglie appoggiate

all’orecchio dove si sente

il mare e il silenzio che

non assomiglia a niente

se non all’eco di un dolore.

Pregate perché vada… a farsi benedire

Ridicolo! uno spregiudicato che non teme nulla ma teme la morte perché sa quanti peccati ha sulla coscienza e che non crede in Dio perché di onnipotente c’è solo la sua di volontà quella che sta incendiando il mondo, che sta diffondendo morte e la pace per lui è un concetto che passa solo attraverso il suo portafoglio.
Ma dove sono finiti quelli che in Italia difendevano questo spergiuro? Le ricordo bene le frasi: è di certo meglio di Biden quel rinco…è di certo meno ipocrita…è di certo più lucido…beh abbiamo visto che lucidità sta mettendo in campo, manda a morire ancora gli americani e spende i loro soldi a suon di trilioni al giorno per la sua PRE- potenza.
Questa scena poi è disgustosa!

Spegnere l’incendio!

“Qualcuno morirà”, lo ha detto lo spregiudicato in chief parlando dei primi soldati americani morti in questa insensata guerra lanciata da lui e da Israele contro l’Iran. Sta mettendo il mondo nella posizione più pericolosa dal dopoguerra. Un insensato attacco senza motivo, seguendo le richieste di Israele e mentendo su tutta la linea circa le minaccia agli Usa che l’Iran avrebbe costituito. Una serie di balle che l’uomo più ambiguo e ridicolo che si sia mai visto sedere alla Casa Bianca, ha saputo inanellare negli ultimi giorni a giustificazione dell’assurda minaccia globale da lui innescata con questa guerra. Davanti alla quale persino l’invasione della Ucraina da parte dei russi scompare.

Non trova nessuna giustificazione sensata se non la follia di Trump, la sua megalomania, il suo patologico narcisismo e la sua accondiscendenza colpevole nei confronti di Netanyahu già reo di avere raso al suolo Gaza e falcidiato la sua popolazione. Ormai anche il 7 ottobre, che pure è stato un evento orribile, un atto terroristico ignobile ed esecrabile non può più essere addotto come giustificazione per un comportamento che si sta rivelando, sotto molti aspetti, del tutto sproporzionato e altrettanto esecrabile. E che va contro lo stesso Israele.

Trump ha però la responsabilità di avergli dato retta e di aver messo il mondo in pericolo di una escalation senza precedenti di un conflitto che potrebbe coinvolgere anche l’Europa. Dopo le minacce russe, ora l’Europa deve anche difendersi dalla eventualità di essere coinvolta in questa guerra e di dover respingere gli attacchi missilistici provenienti da un paese col quale ha sempre intrattenuto buoni rapporti e che ora per colpa di Donald Trump, potrebbe vederci nemici.

Una situazione assurda e intollerabile anche per gli americani che vedono ora la vera faccia di chi hanno votato in massa: un bugiardo senza vergogna e senza dignità, un prepotente che può agire indisturbato perché se ne frega bellamente di tutte le regole e che ha un potere immenso che sta usando a scapito degli stessi americani che vengono uccisi dalle sue squadracce che seminano il terrore e che si vedono diventare sempre più poveri a causa dei miliardi di dollari buttati in armi da parte di uno che aveva promesso che non avrebbe speso un solo centesimo in guerre e che nessun americano sarebbe più morto in guerra.

Mi auguro davvero che l’Europa davvero unita si svegli dal torpore e dimostri finalmente di opporsi a questo strapotere e che metta in atto tutte le misure atte a fermare questa orrida escalation di violenza e sopraffazione da parte di un folle che gli americani stanno scoprendo solo ora quanto li abbia ingannati e che assieme ad altri (compresi gli americani che si dissociano da Trump) si schieri con forza a chiedere l’immediata cessazione delle ostilità e la ripresa di trattative che servano a mettere una coperta sopra le fiamme che stanno per invadere il pianeta e fermare l’incendio prima che sia troppo tardi.

La famiglia Crosetto in vacanza

Crosetto era a Dubai con la famiglia quando il duo Donald/Bibi ha attaccato l’Iran, a sorpresa senza dire nulla a nessuno, senza coinvolgere l’Onu, senza passare per il Congresso. Insomma, hanno fatto tutto da soli, deciso tutto da soli e ora siamo ancora di più in un momento che dire pericoloso è un eufemismo. Ma la stampa italiana si è occupata soprattutto di questa strana circostanza, il ministro della Difesa è in ferie con la famiglia a Dubai proprio adesso. Coincidenza? Ma certo, Dubai è una meta per molti italiani, lui è italiano e aveva bisogno di ritemprarsi dalle fatiche del suo ruolo. Ed è andato a scegliere l’area di crisi per non perdere l’abitudine. Un po’ di colpa ce l’ha anche il collega che da ministro degli Esteri avrebbe dovuto sentire almeno voci di corridoio che quella era zona a rischio. Ma niente. I nostri spioni non hanno dato nessun report ( o se l’hanno dato Tajani dormiva)e lui è partito col vento in poppa. Fa quasi pena. E’ tornato con un volo di stato, alla chetichella ma ha pagato tre volte il prezzo del biglietto, dice. Non lo tontonate per favore con domande sciocche del tipo che ci facevi lì? l’ha spiegato, si è scusato. Certo che dover andare a salvare il ministro della Difesa che si va a cacciare dentro una guerra senza difese e inconsapevole di quanto sarebbe accaduto, lo rende un personaggio da operetta, un po’ ridicolo. Mi sa che c’è qualche cosa sotto. Ma trovare le cose sotto a Crosetto, con quella stazza è un problema grosso quasi come far cessare la guerra. Pare che Meloni abbia detto a Montovano: questi due me li cacci…

Ma parliamo di cose serie. Si diceva, l’attacco all’Iran di Usa e Israele. Combinato, in coppia. Hanno mirato a colpire soprattutto i vertici del regime e sono riusciti a decapitarlo ma la coda è vivissima: morto un Khamenei se ne fan due. Infatti hanno già scelto il suo successore nel figlio, che per forza di cose, non potrà essere meglio del padre.

I motivi che hanno indotto Trump (quelli di Netanyahu sono ben noti) ad attaccare sembrano tutti essere invenzioni di qualche sceneggiatore di fiction, che l’Iran minacciasse gli Usa è una della tante balle colossali di Trump, le balle di Trump sono arcinote, lui ama le balle e appena può corre nei suoi campi da golf a metterne qualcuna in buca, un ottimo antistress. E allora? Voleva fermare i piani di arricchimento dell’uranio? Ma non aveva detto di averlo già fatto con la sua prima incursione di qualche mese fa?

No, io credo di saperlo il motivo o uno dei motivi, il principale. Lo volete sapere? Ma è facile, basta pensarci un attimo e non occorre neppure sforzarsi troppo…Oddio, richiede un certo acume, non lo nego, e anche un minimo di intuito (femminile in questo caso) non guasta. Beh, insomma io ve lo dico ma declino…si è messo d’accordo con Putin. Si, Putin ha pensato che se Trump scatenava una guerra in Iran, il mondo distoglieva gli occhi dal pantano nel quale lui, Putin è invischiato in Ucraina. Ed ecco che la pace è fatta! Semplicemente nessuno si cura più degli ucraini, nessuno gli da più dietro e lui finisce per mangiarseli tutti, Zelensky in testa.

E poi questa guerra fornisce un’occasione imperdibile per la UE per dimostrare coesione, i volenterosi potrebbe smettere di volere e abbiamo già visto come si stia dimostrando ancora una volta la fermezza dell’Unione: sono tutti d’accordo …di fare ognuno come gli pare. Come sempre.

Il più deciso e coerente con questa formula è senza dubbio Pedro Sanchez che ha fatto un discorso chiaro e condivisibile, ma certo non si è prima coordinato coi partner europei. E’ andato dritto come un fuso e le ha cantate chiare Trump: non contare su di me (e la parola che ha aggiunto, la ometto per decenza). Pedro pe…

Macron ha rispolverato la grandeur francese tirando fuori l’armamentario buono e mandandolo in avanscoperta, Starmer si è detto decisamente contrario a farsi impelagare in questo conflitto (ne ha già in casa di altrettanto pesanti), il cancelliere è volato a Washington non si sa bene a fare che, in solitaria e non ha detto a Trump: ma che Katzen fai? che tradotto dal berlinese significa : ma che gatto fai? No, gli è mancato il coraggio, ma alle sconte, fuori dai riflettori lo ha pregato di non usare le sue basi che già sono impegnate a smistare gli aiuti per l’Ucraina…

E Meloni? Meloni forse è più furba di tutti: tace, ma non sempre chi tace acconsente, a volte chi tace lo fa perché capisce che come parla finisce infilzato come una trapunta con frecce avvelenate che piovono da ogni dove e così compra tempo Costoso ma necessario.

E forse anche lei ha capito quale sia il vero motivo dell’attacco e non vuole farsi fare fessa da quei due. Chiamatela fessa…