C’è poco da ridere

In Russia si stanno svolgendo le elezioni del nuovo Parlamento (Duma). Non ci saranno grosse novità. vincerà il PdP che non sta per Paperon de Paperoni, no, ma per Partito di Putin. Ma non c’è poi questa sostanziale differenza, è Paperone anche lui, le sue ricchezze sono inestimabili …e chi le stima? Opposizione non ce n’è, macché. L’unico partito contrario alla guerra è Jablocko, ma lo hanno bloccato e boicottati i candidati parlamentari.

Tutto nella regola o norma che si voglia dire, nell’ottica russa. I russi lo sanno che va così. Vladimiro è alto nei sondaggi (solo in quelli) ma va a sapere se potessero davvero dire quello che pensano i russi cosa direbbero…ma non possono e tanti ci stanno a non potere. Così butta da quelle parti, la democrazia è una bella favola che i russi leggono ai bambini per farli addormentare. Nonno Vladimiro è la nostra guida, dicono, con lui siamo al sicuro dagli attacchi del bieco occidente, o accidente. E i bambini russi si addormentano felici guardando l’effige di nonno Putin sul comodino e gli mandano pure un bacino.

Le elezioni si tengono anche nei territori occupati in Ucraina, ovvio, sono cosa russa ormai, Putin ha voluto così. E cosi sia.

Ma…pare che qualche serpentello di dissenso sibillino e strisciante si stia insinuando nelle menti dei russi. Pare perché li, da quelle parti sta tutto sotto la neve, non si sa bene cosa macini, ma qualche cosa sfugge. Si, gli ucraini bombardano da loro adesso e colpiscono duro e ci sono code per la benzina e manca anche qualche scorta di qualche genere di prima necessità. Insomma l’operazione speciosa del leader, sta avendo effetti anche sulla popolazione russa. Soprattutto temono un’altra grande mobilitazione di giovani mandati a morire per la Patria. Che poi per Patria si intende Vladimiro. Lui e la Patria sono imprescindibili.

Fra poco la cartina della Russia sarà la figura di Putin da capo a piedi, una gigantografia del leader che ride…ma ride Putin? Chi lo ha mai visto ridere? Io no. Già ma io( per fortuna) non sono russa e questo privilegio non ce l’ho. Però mi sa che non me ne importa nulla di vederlo ridere, mi accontento di quel sorrisino sulle 66 che fa quando proprio non ne può fare a meno e ghigna un pochino per vista politica. Ma poi torna subito serio. Eh già, a fare il leader della Russia c’è davvero poco da ridere. Siamo seri…

1 commento su “C’è poco da ridere”

  1. Signora Gazzato, i russi bisogna capirli.
    Sono stati decenni sotto un regime comunista che negava ogni libertà e deprimeva l’economia.
    Poi è arrivato Gorbaciov che ha fatto il passo più lungo della gamba.
    Un popolo abituato alla dittatura comunista si è ubriacato di libertà ed è scivolato nell’anarchia.
    Eltsin ha accentuato il fenomeno; ha deciso “liberi tutti” ed ha scardinato l’URSS, ma anche lui ha fatto il passo più lungo della gamba, e la Russia era diventata povera e debole.
    Alla fine è arrivato Putin che, sia pure con mezzi discutibili, ha riportato l’economia a livelli decenti, e ha anche recuperato il prestigio internazionele del suo Paese.
    A questo punto, viste le esperienze passate, chi glielo dà ai russi il coraggio di cambiare?
    Sarebbe un salto nel buio; almeno il terzo in 50 anni.
    Del resto non c’è in vista nessuna personalità che abbia una strategia e una visione paragonabile a quella di Putin. Navalny era un incompetente, e un autolesionista che voleva portare la Russia nell’area di influenza degli americani.

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    nessuna, il suo commento non la merita, la pubblico solo perché io sono democratica convinta ma mi dissocio totalmente da quello che lei esprime qui.

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