Eppur mi son scordata di me…

Ho troppe cose per la testa, mi sono dimenticata dell’8 marzo. Capita, di questi tempi sono molto occupata in varie faccende e la Festa della Donna mi era del tutto scappata di mente.

Ma poi si, mi ero accorta per strada, oggi, che qualcuna aveva tra le mani il rametto di mimose, ma non ci avevo badato più di tanto, ormai da qualche mese vivo senza guardare mai il calendario. I giorni passano rapidi come treni ad alta velocità e fanno poche fermate ed ho un tale mucchio di cose da fare (le donne spesso hanno mucchi di cose da fare) che mi ero dimenticata che era anche la mia festa!

E allora auguri alle donne e ai loro mucchi di cose da fare e da pensare che non gli danno respiro in molte delle fasi della loro vita e spesso non trovano il tempo neppure per rendersi conto che sono vive e che hanno dei doveri verso se stesse di non lasciarsi travolgere dalla quotidianità, dai problemi, grandi o piccoli che siano, ma devono ogni tanto affacciarsi alla loro finestra interiore e chiedersi: come stai? Cosa ti passa per la testa nei minuti che non dedichi agli altri? Ci pensi a te? Lo sai che oggi sei anche tu la festeggiata anche se nessuno te lo fa notare, lo sei?

Mi sono fatta ora, adesso, tutte queste domande e mi sono anche risposta e le risposte le tengo per me perché sono una donna molto riservata e delle cose mie parlo poco e malvolentieri. Ma oggi no, oggi ve lo dico che mi sono dimenticata di festeggiare perché avevo troppo da fare, ma, in ogni caso, avrei festeggiato poco perché le feste mi fanno tristezza. Mi ricordano chi non c’è più e mi rimproverava di essere troppo irruente e impulsiva e di non contare fino a dieci prima di parlare e di non rispondere sempre e di lasciare correre…e molto altro che ora non ricordo o ricordo con affetto verso chi mi diceva quelle cose e io mi irritavo e rispondevo ed ero più impulsiva che mai…

Evviva le donne impulsive e anche quelle che sanno quando parlare e quando tacere, io non l’ho mai saputo e faccio ancora confusione tra le due opzioni. E a loro dedico questa, se vogliamo, poesia, alle donne anche a quelle che non mi piacciono e mi detestano (ci sono anche quelle) a tutte proprio tutte le donne:

Le parole volano e  accarezzano

e morbide come piume fluttuano.

O sferzano come bufera sul viso.

Sono cosi le parole delicate o crudeli

parole che incantano  ammutoliscono

oppure parole che uccidono.

Danno voce all’anima o al cuore

o alla rabbia  all’odio al furore

e offendono  deridono  mirano

puntano e sparano.

Oppure sono come carezze

e assomigliano al suono

di conchiglie appoggiate

all’orecchio dove si sente

il mare e il silenzio che

non assomiglia a niente

se non all’eco di un dolore.

3 commenti su “Eppur mi son scordata di me…”

  1. Bella la citazione del brano di Mogol-Battisti portato al successo dalla “Formula 3”, un “evergreen” come direbbero gli studiati.
    Evviva le donne…
    “Evviva le donne, viva le belle donne che sono le colonne dell’amor.” così la sigla di “Sette voci” in cui comandava “l’Applausometro”, ricordo di bambino affiorato leggendo la lettera.
    Non festeggio l’8 Marzo, da decenni, trovo ipocrita dedicare una giornata alle donne giusto per dare un contentino, quando le aggressioni e le violenze non accennano a diminuire, lo stereotipo femminino è sempre lo stesso, le carriere sono perlopiù al maschile e il gender gap impera e alla donna toccano i compiti più gravosi in famiglia e non solo, basta un rametto di mimosa? Direi assolutamente no.
    A proposito di Gender Gap, un gustoso siparietto tra “genovesi e veneziani” come ai tempi delle Repubbliche Marinare, purtroppo noi genovesi non ci smentiamo mai…

    https://www.primocanale.it/attualit%C3%A0/64369-repubbliche-marinare-venezia-risponde-salis-noi-compensi-equiparati-piu-alti.html
    R
    Arguta e divertente la risposta dei veneziani, ma nel contempo una bella iniziativa quella della sindaca (infornarsi prima magari…) ma qualche granchio in scarsea capita a tutti…

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  2. Riguardo alle gare atletiche, per me la vera parità ci sarà quando uomini e donne gareggeranno insieme, anziché per categorie. Quella sarà vera parità.
    Del resto, se fanno le carabiniere e le soldatesse come gli uomini, pagate ovviamente quanto gli uomini, possono anche competere con gli uomini nello sport.
    Equipaggi di canottaggio misti, discesisti e discesiste nella stessa manche, 100 metri piani misti ….. e chi vince vince.
    R
    eccolo il generoso Lenzini che si butta a pesce ancora a definire quanto sia aperto e di larghe vedute: donne gareggiate alla pari con gli uomini, machi e femmine per lui pari sono e dunque che cosa significa fare distinzioni?
    E bravo Lenzini, lui provoca sempre, si diverte così, in fondo il blog a questo gli serve a lanciare provocazioni che poi i suoi amici (forse) leggono e poi commentano privatamente…bene, bravo, bis…like e contro like…che divertimento vero?
    Non hanno trovato pan per i loro denti qui? bene si consolano sul libro delle facce (nascoste) a criticare a frizzi e lazzi. Già così è “più meglio”…

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