Quanto basta

Questa volta sono d’accordo con Ilaria Salis. La eurodeputata contesta l’ascesa di AFD in Sassonia molto duramente e le do atto di aver detto cose che ritengo abbastanza condivisibili.

Avrei evitato di fare paragoni storici però, perché il contesto è molto cambiato.

https://www.v-news.it/afd-vince-le-elezioni-ilaria-salis-avverte-attenzione-alla-storia

Riconosco che quello che ha detto è una denuncia coraggiosa di un pericolo reale e che bisogna sempre tenere la guardia alta perché il pericolo di un ritorno ad una qualsiasi forma di autoritarismo c’è e va evitato con ogni mezzo lecito.

Ma c’è anche da dire che la euro deputata predica bene ma razzola molto male. Decisamente. Oltre alle note vicende sulle sue intemperanze anarchiche e le condanne a suo carico, la signora è stata recentemente condannata a risarcire due suoi dipendenti cui lei ha brutalmente dato un calcio nel sedere (eticamente scorretto oltre che legalmente perseguibile). Lei però contesta e ricorre ma nel frattempo le viene pignorato il conto corrente perché si rifiuta di pagare le spese legali. Ma va? Strano, lei che ha occupato abusivamente una casa del Comune sui Navigli a Milano anche se poteva permettersi di pagare il canone d’affitto, non pagando le spese legali rimane perfettamente in linea con la sua filosofia: a pagare e a morire…lo stesso ha fatto uscendo indenne (e non solo) da un processo in Ungheria, dove era accusata di aver pestato a sangue un passante presunto (da lei) neonazista, ma non sapremo mai se lo è davvero in quanto il processo non si è celebrato perché lei è stata salvata in corner dalla immunità parlamentare nel frattempo acquisita.

Insomma questa eroina dell’antifascismo- antinazismo è anche una che mena per il naso parecchio i suoi elettori / simpatizzanti/ followers, i quali si fanno menare per il naso volentieri quando si tratta di giustificare le sue, diciamo così “intemperanze”. Una di cui potrei anche disinteressarmi tranquillamente se non fosse che spesso compare con quella faccettina da ipocrita a insegnarmi la vita, mentre lei licenzia senza causa, evita di pagare quello che deve, si inventa la qualunque per farla sempre franca, si porta a letto uno dei suoi collaboratori (pagato da lei che paghiamo noi…) e poi cambia persino indirizzo per provare che non è convivente… e via così. E anche basta perché questa è più birba che santa e non si merita troppa attenzione ma solo quanto basta. E basta.

Senza contare che fa la bella vita coi soldi nostri e in cambio da veramente poco. La denuncia contro AFD (che l’aveva anche minacciata) mi sembra genuina, ma bisogna sempre farle la tara perché c’è sempre qualche “perché” “personale” dietro alle sue uscite pubbliche. Un’ipocrita rimane tale sempre, salvo clamorose smentite che finora però non ho visto.

25 commenti su “Quanto basta”

  1. Credo che le paure che ritorni il fascimo siano ingiustificate e anacronistiche.
    La storia non si ripete mai. Anche i corsi e ricorsi si presentano sempre in forma diversa.
    Credo, come molti opinionisti, anche di sinistra, che il fascismo, come il comunismo, non torneranno mai. Quanto meno, non torneranno nella forma storica.
    Curioso il fatto che si ventila lo spettro del fascismo più ora che nel primo dopoguerra, quando i fascisti erano ancora tra noi, e anche in Parlamento. Credo che sia un artificio retorico.
    Effettivamente. la democrazia è in crisi un po’ in tutto il mondo. Negli USA molti super ricchi si premuniscono contro la rivoluzione sociale, che ritengono inevitabile; si costruiscono bunker, oppure investono in yacht enormi per poter prendere il largo se le cose si mettessero male.
    E’ possibile che la delusione per le disfunzioni della democrazia faccia nascere forme di governo nuove, ma è improbabile che possano essere una copia del fascismo.
    Come nel “Deserto dei Tartari” ci prepariamo a difenderci da un pericolo che non c’è più.
    E, magari, il pericolo vero arriverà da una direzione imprevista che neanche ci immaginiamo.

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    da simpatizzante di Vannacci non meraviglia affatto che lei non tema il ritorno di una qualche forma di dittatura, quanto scrive somiglia alla famosa frase di re Sciaboletta e poi abbiamo visto come è andata.

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  2. Signora gazzato, non può fare a meno di interpretare quello che scrivo attraverso la lente deformante del pregiudizio?
    Io condivido alcune idee di Vannacci, e non altre (per esempio non condivido le sue idee su patria e famiglia), come condivido parte delle idee di tanti altri.
    Il fatto è che Vannacci ha avuto la sfrontatezza di dire cose che nessuno aveva il coraggio di dire, ed è per questo che se ne parla.

    Riguardo a possibili forme aberranti di organizzazione sociale, ricordo un raccontino di fantascienza che ho letto negli anni ’60, di C. Kornbluth, che mi impressionò parecchio, intitolato “La nave squalo”.
    L’autore immaginava un mondo governato da una setta intollerante e sanguinaria, che gli Ayatollah e i Talebani in confronto sono liberali.
    Sembra un misto tra una versione portata all’estremo dell’ideologia woke e politically correct e il regime di Pol Pot.
    In quel mondo si rischiava di essere amazzati per niente, e alcuni si erano organizzati a vivere in mare aperto, nutrendosi di pesce, senza mai mettere piede a terra.

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  3. P.S. Non è che non temo l’arrivo di una qualche forma di dittatura. Lo temo come temo il riscaldamento globale, ma credo che, se si creranno le consìdizioni, verrà, e non ci potremo fare niente.
    E non si esorcizza certo con le manifestazioni isteriche che stiamo vedendo in giro.

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  4. Dei guai contabili di Ilaria Salis poco mi frega, e indignarsi per due portaborse che facevano male il loro (a detta sua), ma tacere su 2500 lettere di licenziamento ad esempio dei lavoratori dell’indotto ILVA, mi pare risibile, ma vabbè.
    Quelli preposti a d occuparsi delle loro misere vite e di quelli di decine di migliaia di lavoratori che al ritorno dalle ferie hanno perso il lavoro, non pagano mai.
    Il Ministro Urso, uno che rasenta l’italiano e mai passerebbe un esame di C1 come vorrebbe il “fregnacciaro”, è riuscito in 4 anni a non combinare nulla ma continua a disporre di prebende e benefit pagati da noi e senza che ci si scandalizzi nemmeno un po’.

    Poi, leggendo i commenti del “solito” Lenzini, convinto che il fascismo non possa tornare perché è rimasto ai bravacci con la camicia nera, il fez e i pantaloni alla zuava infilati negli stivaloni, siamo oltre la soglia dell’incredibile.
    Lui i fascisti li ha votati, consapevolmente, il DNA del Premier e dei suoi scherani da lì viene, la fiamma del loro simbolo è un richiamo a quel passato a cui non hanno voluto mai rinunciare.
    Che siano dei razzisti è un dato di fatto, nemmeno da mettere in discussione.
    Che siano dei guerrafondai nemmeno, “quella” scommette sulla vittoria dell’Ucraina, alimentano da 4 anni una guerra insulsa che ci sta devastando, meno burro e più cannoni non è un vuoto slogan, ma nell’ordine dei capitoli di spesa, che prevede miliardi a gogò per la “Difesa”, quasi zero per wellfare e istruzione.

    Lenzini non teme il riscaldamento globale, intrepido come un “avanguardista”, gli scienziati dicono che stiamo per superare la soglia di non ritorno (2° in più), ma lui è sereno e pacioso, l’esperienza mi dice che con il caldo tropicale di questa estate ci saranno disastri a non finire, ma visto che ci hanno imposto la Polizza catastrofale e lui crede ciecamente nel sistema assicurativo, che problema c’è?

    Allo stesso modo la marea di liquame nero che sta sommergendo l’Europa a partire da quella fucina di nazistoidi che è la Germania, da cui sono partite 2 guerre mondiale e probabilmente scaturirà anche la terza, viene bollata come isteria collettiva.
    E la sua ricetta è sempre la stessa, allargare le braccia con fatalismo, magari dopo averli votati, alla romana, ma che ce frega ma che ce importa.
    Singolare anche il raccontino di fantascienza, un genere che “amo” come la poesia e il balletto, narra di un mondo dove si ammazza la gente per niente, come a Minneapolis, o Gaza, Mariagrazia direbbe Kiev.
    La setta intollerante e sanguinaria ha preso il potere grazie a una propaganda martellante sul diverso, facendo leva su paura e ignoranza, l’immigrato è da perseguitare, non può scappare lo definisce il colore, il “bianco” va di moda il resto no.
    Noi non ci saremo, ma nel 2050 gli italiani al ritmo attuale, fatto di salari poveri e sfruttamento sbandierato come successo occupazionale dall’infingardesimo melonaro, ridurrà di 1/3 gli “autoctoni”, stime dell’INPS mica delle pericolosissime cellule grilline, quindi occorreranno per far andare avanti il Paese, orde di 300.000 immigrati regolarizzati l’anno, questo per dire della cecità insensata delle ricette dei fregnacciari di destra, che si scontrano inequivocabilmente con la realtà:
    “Il governo di “Gioggia”, all’insaputa di tutti, è stato protagonista di una grandiosa regolarizzazione, che ha prodotto un sensibile incremento del numero di stranieri residenti (da 5,1 milioni al primo gennaio del 2023 a 5,6 milioni al primo gennaio 2026, 177 mila in più ogni anno). (Avvenire, su dati del Ministero)

    La campagna elettorale è già partita, naturalmente con una nuova legge elettorale, che serve a far stare in sella chi non se lo merita, il pericolo della Democratura è reale ed esiste, si palesa con enormi e incostituzionali premi di maggioranza, con l’indicazione del candidato Premier sulla scheda elettorale, con le preferenze farlocche e i capibastone bloccati e sicuri.
    Prove pratiche di ritorno al fascismo, le condizioni geopolitiche fanno il resto.
    PS: Io in giro vedo un mare di ignoranza, altro che isterismo…

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    prove tecniche di ritorno alla solita ira funesta contro il governo che fa tutto male madama la marchesa…mentre quando c’era Lui…beninteso parlo del fregnacciaro che ci ha portati ad un debito enorme con le sue regalie in tempo di pace: miliardi buttati al vento per restare a galla sempre in tempo di pace. A59 dirà che non so usare la calcolatrice e altre amenità, tipo che tengo per il governo io che non lo ho votato.
    La Salis è una fregnacciara pure lei però di lei non si dovrebbe parlare. Si parli di Urso come se i precedenti avessero sistemato tutto (per non parlare delle promesse mancate all’Ilva dei fenomeni grillini quando a quel posto ci stava il fenomeno Di Maio ora in corsa per diventare vice segretario Onu (col “diplomino”, ma lui ci sta…)https://www.policymakermag.it/dal-mondo/di-maio-vicesegretario-dellonu-ecco-quale-sarebbe-il-suo-ruolo/
    , ah ci pensava lui ai lavoratori, davvero, come l’altro fenomeno prima di lui ah si, hanno combinato tutti così tanto da ridurre questo paese ad un paese quasi de industrializzato con la cecità totale verso le delocalizzazioni e i relativi licenziamenti che vanno avanti da oltre un ventennio. E ora Meloni, metti tutto apposto presto e bene…
    Ma no, ce la prendiamo sempre e comunque con lei che ha raggiunto il picco dell’occupazione confermato dall’Istat, ma questo non si può dire. Si deve deve dire che siamo sull’orlo del fascismo e della dittatura mentre quando governava Lui ci ha trattati come bambini deficienti ed ha appoggiato e confermato quella scemenza del Green Pass emanata del governo Draghi dove lui aveva un peso notevole.
    La nuova legge elettorale…e sai che problema! Le hanno cambiate sempre le leggi elettorali, tutti i governi, anche l’ultima era la perfezione davvero e abbiamo visto che ci mettevano tre mesi per formare un governo…
    Vedremo se la sinistra quando governerà prossimamente col campo largo che litiga per finta, farà il miracolo e diventeremo tutti ricchi come paperoni, gli ospedali saranno tutte cliniche svizzere e d’incanto tutte le guerre spariranno dalla faccia della terra…Putin bacerà in bocca Zelensky e Schlein e Conte governeranno facendo il premier a turno…si mi piacerebbe davvero vederli con quelle facce di tolla spessa a litigare per non dare gli aiuti all’Ucraina…a meno che Vannacci non si allei con loro e allora ci sarà davvero di che essere fieri…(già lo hanno fatto i grillini col PD, non mettiamo limiti…).
    AFD in Germania sarà un grosso problema, loro si sono fascisti altro che Meloni, Weidel è una sfegatata che ha già detto che se governa fa uscire dalla Germania tutti gli ucraini..ma per favore…parlare di fascismo in Italia è ridicolo. Le isterie qui non ci sono in Germani invece, ci saranno eccome ed è giusto che ci siano e spero che in tanti si sollevino contro questi ciarlatani putinisti dell’ultima ora che porteranno solo scompiglio e altra guerra.

    Ma per favore…di Salis poco ti importa vero? I suoi “problemi contabili” ti lasciano indifferente vero? Già già a te piace solo gettare fango a profusione su Meloni (che mai ha occupato case o spaccato teste…), di una scappata dalle galere ungheresi per essere eletta al parlamento europeo e stare a combinare casini di ogni genere a spese nostre … a te frega assai…a me invece interessa perché anche lei è entrata in politica per lo strarotto della cuffia e sta li a pontificare su tutto tranne che sulle strnz…ate che combina lei…ah si, bella “classe dirigente” che rappresenta “quella”, davvero di che essere fieri…

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  5. A59, come ha detto Calenda, che, quando era ministro, se n’era occupato, il problema dell’ILVA è che quello stabilimento non lo vuole in attività nessuno.
    Non lo vuole il Comune di Taranto e i cittadini, perché produce inquinamento.
    Non lo vuole la Magistratura, che si fa carico dei problemi di salute dei tarantini.
    Non lo vogliono gli imprenditori perché è una fonte di perdite economiche.
    Non lo vogliono – paradossalmente – neppure i sindacati, che, in questa guerra tra poveri tra cittadini inquinati e lavoratori che perdono il posto, stanno con i cittadini.
    I presidenti della Puglia che si sono susseguiti, da Vendola a Emiliano, hanno sempre avuto in mente di chiudere lo stabilimento, e di deindustrializzare l’intera regione convertendola al turismo.
    In pratica, botte piena e moglie ubriaca, cioè uno stabilimento vecchio e inquinante chiuso definitivamente, e i lavoratori reimpiegati in altri settori.
    Peccato che questi posti di lavoro in altri settori, al momento, non bastano per evitare la disoccupazione ai lavoratori dell’ILVA.
    E allora tutti chiedono una soluzione al governo, alla faccia dell’autonomia regionale che vale solo quando si risponde NINBY.
    E non si capisce in che dovrebbe consistere questo intervento, perché nessuno presenta una strategia di uscita.
    Per inciso, la decisione di chiudere la sezione a caldo l’ha presa la Magistratura, ma nessuno se la prende con loro, che hanno sempre ragione a prescindere.
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    non solo, m ai grillini sono andati al governo promettendo di convertire l’Ilva in un parco cittadino…e poi abbiamo visto.

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  6. “P.S. Non è che non temo l’arrivo di una qualche forma di dittatura. Lo temo comeTEMO IL RISCALDAMENTO GLOBALE, ma credo che, se si creranno le consìdizioni, verrà, e non ci potremo fare niente.”
    Da questo A59 ha dedotto che io NON temo il riscaldamento globale. Complimenti per le sue abilità di lettura e interpretazione det testo!

    Non credo che possa tornare una qualche forma di dittatura, perché:
    1) in Europa nessuna nazione ha avuto questa evoluzione;
    2) le istituzioni europee lo impedirebbero;
    3) il fatto che in Italia ci sia già stata costituisce una specie di “vaccinazione” protettiva.
    Molti, tra cui A59, confondono la dittatura con un eventuale governo forte, ma sono due concetti molto diversi.
    Intanto, un governo forte voluto dalla maggioranza dei cittadini non sarebbe una dittatura; le dittature sono tali se imposte “contro” la volontà della maggioranza dei cittadini.
    Un governo forte, con leggi più severe e applicate in maniera rigorosa, perseguirebbe un miglior equilibrio tra libertà e sicurezza per i cittadini; tra libertà e stabilità di governo; tra libertà e rispetto delle regole.
    Oggi c’è troppa libertà, troppo lassismo, troppa debolezza nelle istituzioni, e ne approfittano soprattutto i malintenzionati: ladri, scippatori, rapinatori, stupratori, spacciatori di droga, terroristi.
    Una stretta rigorista sarebbe nell’interesse di tutte le persone perbene.
    Ma a tanti non entra in testa che la democrazia non deve essere soggetta a tutela da parte delle elite. In democrazia il potere appartiene al popolo, e quello che il popolo vuole non può essere censurato.

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    si, però in Germania l’ascesa di AFD è molto ma molto pericolosa perché si tratta di estremisti veri che riecheggiano troppo quelli che hanno portato la Germani e il mondo dentro l’abisso. Su quelli bisogna vigilare e svelare quali sono i loro reali obiettivi che sono tutto meno che un rafforzamento del processo democratico. In Italia abbiamo la Costituzione che i padri costituenti ci hanno lasciato ad arginare forme subdole di dittature, ma anche da noi va tenuta la guardia alta su chi sembra tenere alla “volontà del popolo” ma poi lo pugnala alle spalle con alleanze che il popolo mai avrebbe voluto. Anche questo è un segnale di mancato rispetto dellla democrazia.
    Guardi, osservi la Weidel qui, la sua postura, le parole che dice (c’è anche l’inglese), come le dice e poi si pronunci su questo come si pronuncia su tutto.

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  7. Signora Gazzato, credo che, se andassero mai al governo, tornerebbero con i piedi per terra, come tutti i governanti.
    Ora fanno gli estremisti per accchiappare voti.

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    io, invece, credo che lo siano per davvero e che non devono mai arrivare al governo.

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  8. A59, continuiamo a dire che ci servono gli immigrati per compensare la denatalità.
    Sarebbe come dire che, se a mia moglie non basto io, le devo procurare un amante, e il problema si risolve.
    Un mio amico che lavora in una grossa società di informatica mi ha detto che nei prossimi anni si prevedono 2000 esuberi grazie all’utilizzo dell’IA.
    Nell’industria le catene robotizzate hanno sempre meno bisogno di mano d’opera.
    L’unico settore dove serve ancora forza lavoro è l’agricoltura, ma anche in quel settore si potrebbe migliorare l’efficienza, come hanno fatto in Spagna.
    Il bilancio dell’INPS che pretende di quadrare le pensioni ai lavoratori di ieri con i contributi di quelli di oggi è definibile come la corazzata Potemkin di Fantozzi.
    Tanto più che già oggi un buon terzo di quel bilancio è attinto dalla fiscalità generale.
    Se si produce ricchezza i soldi per le pensioni ci saranno, e il numero di teste lavoranti è del tutto irrilevante.
    Il governo Meloni, e lo stesso Vannacci, non sono razzisti; al più, xenofobi. L’italiano va usato bene.
    Tanto che, tra gli indesiderabili, non ci sono solo gli africani di pelle nera, ma anche i latinoamericani – responsabili di buona parte della criminalità attuale – e gli albanesi, purché delinquano.
    Paradossalmente, un governo forte è il miglior antidoto contro il rischio di dittatura. Se i cittadini ottengono già da un governo democratico le garanzie che si aspettano, non c’è nessun bisogno di auspicare una dittatura.

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    Lenzini, che ne sa che sua moglie non sarebbe d’accordo con la sua ipotesi? Meglio che non allarghi troppo…
    IL governo Meloni sarebbe xenofobo? Parli come bada potrei anche cassarla immantinente, a me non risulta affatto, anzi da quando c’è lei sono entrati in tanti. Vannacci non è solo xenofobo ma razzista all’ennesima potenza, ma non solo ‘ anche putinista all’ennesima potenza oltre che un gran manfrinaro che si è messo in politica perché l’esercito non gli dava le soddisfazioni che (secondo lui) si meritava. Il “governo forte” non se la prende con gli immigrati, ma ne regola gli ingressi e controlla che rispettino le regole del paese che li ospita.
    Lei, Lenzini propende per la dittatura travestita da democrazia: cioè vuole che il popolo sia sovrano ma non le dispiace se a governarlo c’è un dittatore travestito da “buon padre di famiglia”. Lupo travestito da agnello.

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  9. Lei fa finta di non capire, ma credo che mi capisca benissimo. Io ho girato su xenofobo l’accusa di A59 che lo definiva razzista.
    Indubbiamente stiamo passando dal feticcio della multiculturalità ad una moderata xenofobia, nel senso che non abbiamo bisogno di immigrazione.

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    “Il governo Meloni, e lo stesso Vannacci, non sono razzisti; al più, xenofobi. L’italiano va usato bene.”
    Ecco, se lei che invita ad usare bene l’italiano, dice che io non la capisco, mi sa che è lei che non conosce la lingua nella quale si esprime.
    Lei sta usando termini molto gravi e ci sta giochicchiando. E non esiste la xenofobia “moderata” nel senso che intende lei. Non si può ridurre tutto in termini di quello che “conviene”, come fa lei.

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  10. Lenzini, a volte mi sembra di parlare con il sig. Veneranda quello del Manzoni meno famoso.
    Non lo dice A59 che ci servono immigrati visto l’inverno demografico italiano che si avvicina all’era glaciale.
    Non avendo più a che fare con il mondo produttivo, sembra che non abbia la minima idea di quali siano le esigenze della nostra industria a qualunque livello e lo certificano le sue “venerande” opinioni.

    https://www.secondowelfare.it/immigrazione-accoglienza/demography-report-2026-ue-europa-migrazione/

    Il suo amico ha ragione, ma fa un lavoro pseudo evoluto, l’industria, l’agricoltura, l’HoReCa, l’edilizia, etc. della AI non sanno che farsene, quindi il problema sarà per il suo amico e non per un idraulico, un contadino, o un cameriere.
    Poi, mi si consenta un inciso, sempre a proposito di “comprensione del testo”, quello che io ho scritto non è, “Lenzini non teme il cambiamento climatico”, ho fatto della semplice ironia sulla sua visione apotropaica della vita, sintetizzata con l’inno dei romani e che per Lenzini il “che ce frega” sia la norma è acclarato.

    “Se si produce ricchezza”…detto da Lenzini che prevede il caporalato salariale perché i giovani devono fare esperienza, ma ricchezza per chi?
    Fa il paio con le intemerate di Mariagrazia che rilancia le fanfaronate melonare (tanto per cambiare), alle quali non serve rispondere con i dati, lei va a simpatie.
    Ma di che ricchezza parla Lenzini, come vorrebbe “produrla” prendendo ad esempio il tavoliere spagnolo?
    Ma torniamo all’italiano, secondo la Treccani: xenòfobo (o senòfobo) agg. e s. m. (f. -a) – Che nutre odio o avversione indiscriminata verso tutti gli stranieri.
    A me “razzista” sembrava quasi un complimento.
    Ma vabbè, si discute alla Gino Paoli, come 4 amici al bar e al bar si sa, c’è sempre uno che le spara più grosse, come Lenzini.

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    • A59, non sa cosa vuol dire produrre ricchezza?
      Vuol dire che l’Agenzia delle Entrate incassa un bel po’ di soldi che lo Stato può usare per pensioni, sanità ecc…
      E si può produrre anche con tante macchine e pochi lavoratori.
      Se invece abbiamo tanti lavoratori che però producono poca ricchezza, come raccogliendo i pomodori, i soldi per le pensioni non ci sono.

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  11. Signora Gazzato, mi definisca lei in termini gentili l’atteggiamento di tanti italiani che sono preoccupati per l’immigrazione clandestina (e un po’ anche per quella regolare, se i numeri sono alti).
    Quegli italiani che si lamentano per certi quartieri cittadini che sono diventati inagibili di notte; perché lungo le strade (tipo Stazione termini a Roma) è ricomparso l’odore di pipì che non si sentiva più da decenni, e che era presente in ogni angolo quando andai a Meknes in Marocco.
    Quegli italiani che soffrono a vedersi scavalcati nell’assegnazione delle case popolari.
    Quegli italiani che si sentono minacciati dall’estremismo islamico.
    Quegli italiani che si scocciano se una famiglia di immigrati vuole il cibo halal e senza maiale alla mensa scolastica.
    Quello che è chiaro per me è che il razzismo non c’entra per niente, mentre tanti ce lo vorrebbero far entrare in malafede.

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    a me non piacciono le definizioni o le etichette, per principio. Dovrebbe saperlo ormai.
    Lei quando non sa come venire fuori dai vicoli cechi in cui si caccia da solo, si arrampica sugli specchi ribaltando le questioni e mettendosi a fare demagogia. Lo so bene cosa intende, lo viviamo tutti il disagio di certe situazioni e qui ne parlo spesso, questo non significa diventare razzisti o xenofobi ma solo essere preoccupati per certe situazioni che devono essere riportate sotto controllo. E chiedere alla politica di occuparsene non significa essere razzisti o xenofobi.

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  12. Sono perfettamente d’accordo con lei. Infatti, non ero stato io ad accusare il governo di razzismo, e considero necessario riportare la situazione sotto controllo.
    Avevo derubricato (secondo la mia scala) l’accusa da razzismo a xenofobia, ma credo, come lei, che non ci sia neppure xenofobia, ma solo preoccupazione.
    Xenofobia, per me, è meno grave di razzismo, perché esprime un proprio disagio anziché mettere in discussione il valore delle altre zazze e considerarle inferiori o pericolose.

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  13. Lenzini, qui se c’è uno che non sa minimamente cosa voglia dire produrre ricchezza non sono io e si immagini se un pensionato con un cv mono-aziendale può venirmi a spiegare come si fa.
    Ma la vera genialata è questa:
    “E si può produrre anche con tante macchine e pochi lavoratori.
    Se invece abbiamo tanti lavoratori che però producono poca ricchezza, come raccogliendo i pomodori, i soldi per le pensioni non ci sono.”

    Con queste affermazioni dimostra di non sapere come funziona la previdenza e del resto se vota una col diplomino turistico alberghiero che di economia non sa una mazza e si esalta per un “generale” che è altrettanto ignorante se non di più, il risultato non può che essere quello che leggo.

    Se la faccia pagare da un robot della Comau la pensione, con la quantità di contributi che versa, peraltro ormai di proprietà di un fondo statunitense.
    E le grandi aziende emigrano tutte verso sistemi fiscali meno opprimenti tipo l’Olanda, come Exor, Ferrari, Mediaset, Enel, Eni, Nutella, Armani, Snaipem, Pirelli, Cementir e centinaia di altre sparpagliate tra Paesi bassi e Lussemburgo.

    Ma la sua prosopopea inconsapevole va oltre, secondo lei sostituire il lavoratori che poi non dice come andrebbero riciclati, produrrebbe ricchezza e quelli che ne facciamo? Li lasciamo a frugare nel suo cassonetto dei rifiuti?
    Ma come si fa anche solo a pensarle certe… e non dico cosa.
    Con lei alla guida del Paese andremmo in default nel giro di un paio di mesi.
    Ma poi, che se ne fa di aumentare la produttività in maniera robotizzata se poi i prodotti che sfornano quelle aziende non possono essere comprati da chi non ha lavoro ergo soldi? Non le basta la crisi dell’Automotive?

    https://www.mimit.gov.it/it/tavoli-crisi/attivi
    https://www.mimit.gov.it/it/tavoli-crisi/in-monitoraggio

    Non le darei da gestire la paghetta che non ho mai dato alle mie figlie, lei è pericoloso Lenzini perché traduce poi le sue “idee” in voto a chi sta devastando la nostra economia, che non cresce ed è asfittica non per motivi esogeni, ma perché nei ministeri ci sono delle mezze tacche che non hanno la minima idea di cosa sia una politica industriale, come in UE del resto ostaggio ormai della lobby delle armi e guidata da una che fa danni e disastri da anni.
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    i danni e i disastri che hanno fatto tutti dove vogliamo metterli? Li abbiamo dimenticati? lei sola fa danni? La tua è furia iconoclasta sprecata.

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  14. A59, mi ero ripromesso di scrivere di meno perché, ultimamente, stavo imperversando, ma come si fa a non replicare alle cose che dice?
    “Con queste affermazioni dimostra di non sapere come funziona la previdenza”
    Se si riferisce all’INPS sono decenni che non è più un sistema di previdenza, ma una strana cosa che incassa contributi ed eroga pensioni e sussidi vari.
    Questo perché, decenni fa, i governi di allora, zitti zitti, incamerarono gli accantonamenti, e li spesero. E senza accantonamenti non esiste previdenza.
    Se lo avessero fatto oggi la gente avrebbe fatto le barricate, ma allora non se ne accorse nessuno.
    Oggi l’INPS è come una banca che, dopo che io ci ho versato i miei risparmi, se chiedo di prelevare, mi dicesse “Al momento non abbiamo soldi; se qualche altro cliente fa un versamento, lei può prelevare.” Una banca così sarebbe fallita, e, infatti, l’INPS, come sistema di previdenza, è fallito da decenni.
    Oggi la soluzione è solo una: far confluire i contributi nell’Agenzia delle entrate e affidare all’Agenzia delle entrate il pagamento di pensioni e sussidi.
    L’INPS potrebbe rimanere come ente che gestisce queste attività, visto che è attrezzato per farlo, ma si abolirebbe quel ridicolo bilancio che cerca – senza riuscirci – di far quadrare le mele con le patate.
    Altra perla:
    “…secondo lei sostituire il lavoratori che poi non dice come andrebbero riciclati, produrrebbe ricchezza e quelli che ne facciamo? Li lasciamo a frugare nel suo cassonetto dei rifiuti?”
    Si decida. L’Italia ha bisogno di importare lavoratori, o ha il problema di riciclare quelli che perdono il lavoro sostituiti dalle macchine? Delle due l’una.
    Mi lascio scivolare addosso tutte le altre sue illazioni e valutazioni strampalate.

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  15. Probabilmente Lenzini intendeva che se un robot produce un bene che poi viene venduto, il ricavo è la ricchezza prodotta. E’ un po’ come il povero immigrato, schiavo del caporale che lo paga in nero, che produce il pomodoro ma non contribuisce a pagare i contributi.
    In pratica, da questa equazione, deriva che i robot che ci sostituiranno saranno dei lavoratori in nero!
    Per contro credo che la devastazione economica non dipenda certo interamente da chi governa adesso. Chi spinge per le auto elettriche che non potremo produrre, né comprare, né alimentare (e quindi faremo arrivare dalla Cina), sono le sinistre.

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  16. Senza girarci troppo con le parole alle varie filosofie che circolano sul mondo del lavoro e le retribuzioni sempre più basse che i padroni elargiscono ai lavoratori, è da oltre mezzo secolo che vado dicendo che; se “Agnelli” non paga i suoi operai, col caxxio questi gli compreranno la “500”.

    MI viene spesso in mente di quando “Henry Ford” volle far vedere a un sindacalista della sua fabbrica il nuovo reparto di una catena di montaggio, dove al posto degli operai vi erano delle scimmie.
    La risposta del sindacalista fu: “vorrà dire che venderete le automobili alle scimmie”.

    I vari “Lenzini” di cui il mondo è pieno, molto poco sanno (questo vale specialmente per l’attuale governo) su come gira e si produce “ricchezza” quella “vera” però, che nulla hanno a che vedere con la speculazione sui prezzi delle merci e le basse e bassissime retribuzioni.
    Le bassissime retribuzioni con la precarietà, rendono precario un Paese e la sua credibilità, fino a farlo scivolare ad un paese “cameriere”.
    Ma si ricordino che in una “sana” società, i “raccoglitori di pomodori” sono importanti quanto qualsiasi altro cittadino.
    Dopo di che, per quanto riguarda i “robot” e la robotica, ben vengano, anche per raccogliere i pomodori

    Solo la “scienza” è democratica, il mondo dei padroni e i loro cortigiani non lo sarà mai, anzi, questi ci stanno portando morte e distruzione.

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  17. Caro Cosimo, credo che siano i vari Cosimi a non capire come si produce ricchezza.
    Se lei continua a parlare di “padroni” sta proprio immerso nel passato remoto.
    Quando leggo quello che scrive lei mi pare di sentire i sindacalisti degli anni ’80.
    Non ho detto che i raccoglitori di pomodori non abbiano la dignità e l’importanza di altri lavoratori. Ho detto che con i loro contributi e con l’irpeg versata dal loro datore di lavoro – che, magari, li paga pure in nero – non si contribuisce molto al finanziamento delle pensioni.
    In altre parole, importando immigrati, magari con famiglia al seguito, e mettendoli a svolgere lavori sottopagati non si risolve il problema delle pensioni. Ci costano più, loro e famiglia, di assistenza, di quanto contribuiscano alla ricchezza dell’Italia. Dovrebbe leggere il libretto di Aldo Clementina su questo tema, ricco di calcoli e dati.
    Ma anche Federico Rampini dice le stesse cose.
    Altra parola che mi disturba è “precarietà”, per indicare un lavoro a tempo determinato.
    Tutti i lavori sarebbero per natura a tempo determinato, e nei Paesi anglosassoni è la regola. Un contratto di lavoro non può proseguire quando non c’è più necessità di quel lavoro.
    Il lavoro a tempo indeterminato è una forzatura che esiste solo in Italia e in pochi altri Paesi.
    La norma non dovrebbe essere il lavoro a tempo indeterminato, ma un mercato del lavoro fluido dove, se perdi un lavoro, ne trovi un altro.

    Quanto ai salari, l’ho scritto più volte. Se i sindacati in passato si fossero preoccupati più degli aumenti di stipendio dei laoratori, invece di preoccupersi solo dei “diritti” e di accrescere il proprio potere, e, quindi, nelle piattaforme per i rinnovi contrattuali, avessero chiesto più soldi, ora i lavoratori italiani guadagnerebbero di più.
    I salari sono bassi perché i sindacati non hanno mai considerato i salari una priorità.

    Le ricordo per inciso che il motto è che “la scienza NON è democratica”.

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  18. Lenzini (e p.c. Mauro), il ricavo “non è” ricchezza prodotta, perché da quello vanno dedotti i costi di produzione, gestione e logistica trattandosi di prodotto, è soggetta come ho (inutilmente) cercato di spiegare al testardo pensionato, alle fluttuazioni del mercato, l’esempio dell’economia tedesca con valanghe di licenziamenti in stabilimenti dove la robotica è all’avanguardia ne è la plastica dimostrazione.
    Il modello Amazon fa ricco Bezos e basta.

    Il “caporale” è uno stipendiato a nero del “padrone” dei campi di pomodori e le baraccopoli di Rosarno e Villa Literno dove vivono in migliaia in condizioni subumane, sono diretta conseguenza di quella economia stracciona.
    L’equazione non sta in piedi, il robot è un bene strumentale e come tale va in ammortamento, non costringe a versare i contributi e tasse come sostituto d’imposta al lavoratore e lo Stato ogni anno deve trovare i soldi per 300 miliardi per pagare le pensioni degli italiani, pensioni pagate dai contributi dei lavoratori attivi, non dai robot e dalle presse idrauliche.

    Surreale poi il discorso sulla previdenza come se il tema fosse chi la gestisce.
    Del resto Lenzini si picca di dare soluzioni… “alla Lenzini”, sostiene che l’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale sia una cosa “strana” che incassa contributi e distribuisce pensioni, senza sapere che “non è” un ente economico, è sottoposto alla vigilanza del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e del Ministero del Tesoro. l’INPS è Stato, come l’Agenzia delle Entrate che dipende dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, sempre quella è la parrocchia.

    Io devo decidermi? Lenzini lei ha sproloquiato sulla robotica, ma ne ha mai visto uno da vicino? Dubito.
    Io so che le aziende con cui lavoro faticano a trovare manodopera, che la svendita fatta dai grandi gruppi “prenditoriali” a fondi d’investimento internazionali e multinazionali, si traducono in delocalizzazioni e chiusure (vedasi dati del Ministero) e che il tema di sostituire il lavoro manuale con quello robotizzato tutto genera fuorché ricchezza, Cassa integrazione, Naspi, contenziosi legali, svendite a concordati al ribasso, ergo povertà, a meno di non essere Bezos.

    Il tema della crisi dell’automotive che Mauro attribuisce alla sinistra (ridicolo, ma vabbè), è frutto invece di una malsana idea di governo e sgoverni che impongono e legiferano in assenza di regole chiare e soprattutto di capacità produttive e distributive, il distretto del Camper in Val d’Elsa e non solo, è di proprietà francese.
    La Cina ha una visione che manca del tutto agli europei e sicuramente alla classe dirigente italiota (e dentro ci metto tutto l’arco parlamentare), sono dei cloni di Alberto Sordi (non a caso romano), infingardi, furbetti, maneggioni, sempre pronti a cavalcare il consenso e con un orizzonte temporale che spazia da un’elezione all’altra e nulla più.
    La “sinistra”, la macchinina elettrica intesa come classe lavoratrice, non se la può permettere, 5,4 milioni di poveri assoluti e 6 milioni di lavoratori sotto la soglia minima della decenza salariale.

    https://quifinanza.it/lavoro/stipendi-bassi-italia-classifica-2026/1012911/

    Del resto lo abbiamo visto con l’ennesima “minchiata elettorale melonara”, l’abolizione parziale del bollo auto che si applica, ça va sans dire, ai mezzi più obsoleti e inquinanti, sono quasi tutte auto fuori produzione che rientrano nei parametri richiesti fino a 80 Kw.
    Sconfessando poi se stessa, come sempre le capita, perché aveva definito una misura analoga da parte dell’avversario politico in comiziaccio dei suoi a Reggio Calabria: “Una misura che nemmeno Cetto Laqualunque!”
    Ed eccola scodellata come piace a Lenzini, “laqualuqualata melonara”, presa dalla fiscalità generale, ammesso che la norma si possa applicare perché i bolli auto sono di stretta competenza regionale e non chiaro come verranno rimborsate le regioni dalla mancanza di gettito.

    PS: Chi ha spinto in ogni modo per le auto elettriche è la Commissione Europea, retta da quell’incompetente patentata di Ursula VdL, ricordo agli smemorati che M5Se quelli di Sinistra Italiana (Verdi e Sel) le hanno votato contro.
    “Von der Leyen, il futuro dell’auto è elettrico ed è in Europa” (un anno fa), la poverina delira.

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  19. A59, lai ha fatto un minestrone universale. Ci ha messo dentro un po’ di tutto. Ha dimenticato solo la crisi di Hormuz.
    Ovvio che la ricchezza non sono i ricavi. Infatti, se rilegge, io ho parlato di Irpeg.

    Il discorso è molto semplice.
    Lo Stato incassa soldi che sono una parte della ricchezza prodotta. Che sia IRPEF, IRPEG, IRAP, IVA, IMU, contributi, non fa differenza. I soldi non hanno nome.
    Con questi soldi lo Stato paga stipendi, pensioni, acquisto di beni, e tutto quello che serve alla Società.
    Se i soldi che incassa sono tanti riesce a pagare tutto; se sono pochi, taglia i servizi o si indebita.
    Che gli introiti dello Stato derivino da contributi o da altro non fa alcuna differenza.
    Il principio che le pensioni si debbano pagare con i contributi (quelli degli altri) è una boiata pazzesca.
    Ha senso se i contributi sono i propri, tesaurizzati dall’ente previdenziale altrimenti non ne ha.
    Ha mai sentito parlare di fondi pensione? che possiedono a volte cospicui pacchetti azionari di grandi aziende? Quelli sono di proprietà di veri enti previdenziali.
    Secondo lei l’INPS ha un fondo che potrebbe investire in questo modo?
    Non ce l’ha perché lo ha incamerato lo Stato a suo tempo. Per questo non è un ente previdenziale. E’ un’istituzione assurda che sopravvive nominalmente.

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  20. Sig. Lenzini,

    lei ha ragione come esattamente i padroni.
    Il potere l’hanno in mano loro e il resto conta zero.

    Lei continua a sostenere che i padroni i soldi li darebbero, ma che sarebbero i sindacati a non chiederli.
    La sua è una enorme balla esattamente come le balle che raccontano i cortigiani dei padroni, buona soltanto per i gonzi e a coloro che si beano della regalia del “bollo” meloniano.

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  21. Lenzini, ma non sono io quello che non comprende i testi?
    Ha letto in intestazione la comunanza con le considerazioni di Mauro che ha tentato di interpretare le sue illazioni?
    Cos’è che non capisce della frase: “l’INPS dipende dal Ministero del Lavoro”, quello per lei non è Stato?
    Ma lei dove vive? Lo Stato incassa un sacco di soldi, che spreca specialmente con questo inutile esecutivo, tagli i servizi e si indebita pure.
    I contributi erogati dai lavoratori attivi consentono a lei e a sua moglie di percepire la pensione, cosa le sfugge di questa boiata, nei paesi evoluti funziona così e “chissene” se Lenzini la pensa diversamente, non fa certo giurisprudenza:

    https://www.fondotelemaco.it/2025/08/27/sistemi-pensionistici-italia-germania-francia-spagna/

    Tutti fessi naturalmente, non adottano lo “schema Lenzini”.
    I Fondi pensione complementare esistono da decenni, però insiste con le litanie o come le chiama più prosaicamente Cosimo “balle”:

    https://www.cgil.it/ci-occupiamo-di/previdenza-complementare/previdenza-complementare-guida-rapida-per-chi-aderisce-o-vuole-aderire-d885opob

    Art. 38 della Costituzione (che lei Lenzini non rispetta, mai):

    – Ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere ha diritto al mantenimento e all’assistenza sociale.

    – I lavoratori hanno diritto che siano preveduti ed assicurati mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidita’ e vecchiaia, disoccupazione involontaria.

    Questo regola l’INPS che per lei è una selva oscura dantesca.
    L’Irpeg non esiste più dal 2004 (22 anni!) sostituita dall’IRES per poter armonizzare l’imposta con la sopravvenuta armonizzazione fiscale europea con 2 aliquote diverse, pensi un po’ com’è aggiornato.
    Nei paesi anglosassoni i redditi sono molto più alti dei nostri e da loro esistono dei sussidi (si informi per una volta), redditi di sussistenza che “Gioggia Laqualunque” ha abolito.
    Le sue teorie sindacali sono a dir poco risibili, io non ho mai visto in Italia se non rarissimi casi, imprenditori desiderosi di aumentare lo stipendio ai dipendenti, la destra poi… strizza l’occhio a evasori e ladri, li protegge e li coccola perché sono un bel bacino di voti, oltre agli ignoranti che in Italia abbondano sempre più.
    Il Sud vive di nero ed evasione contributiva e sono decine di milioni.

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  22. Imbrosegua, imbrosegua imberterrito con i suoi invituperi, caro A59 ….
    Evidentemente sono io che non mi spiego.
    Non c’è nessuna ragione al mondo perché le pensioni ai lavoratori di ieri si paghino con i contributi dei lavoratori di oggi e di domani. L’unica ragione sta nel termine “contributi”, ma è un ragionamento in malafede giocato sulle parole.
    Sarebbe come se lei dovesse pagare i debiti che ho fatto io.
    Le pensioni si devono pagare. Mai detto niente di diverso. La sua citazione della Costituzione non ha alcun motio di essere.
    Le pensioni le deve pagare lo Stato. Anche su questo non ci piove.
    Le deve pagare usando i contributi dei lavoratori di oggi? No. Non ha alcun senso.
    Le deve pagare attingendo alla fiscalità generale, così come paga le altre forme di assistenza, e così si sganciano i contributi dalle pensioni, e si evita che a qualcuno venga in mente di aumentare le aliquote contributive per cercare di migliorare il bilancio (insensato) dell’INPS.
    Questa è la mia posizione, che ripeto da tempo e che, evidentemente, non viene capita.
    L’INPS può continuare a svolgere la sua funzione, ma sopprimendo quell’assurdo bilancio.
    Così si eviterà di continuare a sentir ripetere la stupigaggine che gli immigrati ci pagheranno le pensioni. Che è una stupidaggine lo ha detto recentemente anche Federico Rampini, oltre al già citato Aldo Clementina.
    Quanto ai salari, forse lei, che lavora in un settore particolare, non ha esperienza di piattaforme rivendicative per il rinnoo del CCL.
    In queste piattaforme c’è un mix di richieste di aumenti di stipendio e di miglioramenti normativi, nuove assunzioni, nuove tutele ecc… .
    Se i indacati, per vari motivi tra cui accrescere il proprio potere, inseriscono nella piattaforma molte richieste di tipo normativo, richieste che creano la cìnecessità di nuove assunzioni, e altri oneri per i datori di lavoro, non possono al contempo chiedere aumenti salariali vistosi; altrimenti la trattativa non si conclude. E così hanno fatto negli anni ’70-’80-90.
    Spero di essermi finalmente spiegato e di evitarle ulteriori argomentazioni prive di senso e di relazione col tema.

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    ok, magari entrambi vi concentrate su altri aspetti della vita…grazie comunque per gli interessanti approfondomenti.
    PS: Rampini magari no, sarebbe chiedere troppo, ma forse questo signor Clementina che lei cita spesso potrebbe, volendo, partecipare alle discussioni, lei potrebbe invitarlo, sempre se lo ritiene opportuno e plausibile.

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  23. Sig, Lenzini (ma non solo),

    forse lei non legge mai i problemi dell'”inverno demografico” che sta coinvolgendo tutti i Paesi più avanzati industrialmente (fra i quali già da un paio di anni, vi è entrato recentemente anche la Cina), dove ormai è necessario “attingere” chi più chi meno da quel calderone che è la “migrazione”.
    Intanto, già per quanto riguarda l’Italia (sono dati noti a chi studia e si interessa del problema pensi un po’, sono proprio i “padroni” a cui interessa la mano d’opera in generale), fin d’adesso occorre attingere da quel “calderone” con ben 300/400.000 mila (diconsi, “quat-tro-cen-to-mi-la”) migranti annui.
    Questo avverrà indipendentemente da qualsiasi posizione politica o razzista, xenofoba che si voglia dire.
    Il “padrone” lo vuole, e così sarà in barba a tutto il sovranismo, vannacismo, nazionalismo che ammorba il mondo.
    E come ho già scritto in altra pagina circa la Fiat che se non pagava gli operai, col cavolo che questi gli compravano la 500, ebbene, oltre alla mano d’opera locale fortemente in calo, ci sarà anche bisogno degli immigrati, altrimenti, lei, la sua pensione se la mangerà in moneta cartacea al posto dei pomodori.

    Cerchi di documentarsi meglio piuttosto di sproloquiare con ideologie personali e amenità anche sul sindacato, unica organizzazione per quanto possibile ancora a difesa dei lavoratori.

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    • Cosimo, lei, come al solito, è attestato su posizioni vetuste.
      Come pensa che si risolveranno i problemi ambientali se prima o poi la popolazione non smetterà di crescere, e, successivamente, si riporterà su valori ecologicamente sostenibili? Riducendo di qualche percento le emissioni di CO2? E l’approvvigilnamento idrico? E la produzione di cibo?
      L'”inverno demografico”, così temuto da chi ha una visione religiosa della vita e da chi ha la vista corta, dovrà diventare la condizione generale di tutto il Pianeta. Altrimenti siamo fottuti.
      Certo, nel brevissimo termine, visto che l’Italia sta facendo da apripista in questo senso, può darsi che manchi la manodopera in certi settori, e che il ricorso agli immigrati sia un male necessario, ma mi rifiuto di immaginare in futuro un’Italia abitata in prevalenza da immigrati di ideologia islamica.
      L’Italia è un Paese troppo prezioso per la sua storia e la sua cultura per finire come gli Stati Uniti.

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