La politica delle offese

“Banditi”, così Tommaso Montanari ha definito il governo attualmente in carica. Poi ha spiegato che intendeva dire che siccome il fascismo è stato bandito, loro, quelli che ci governano essendo fascisti sono giocoforza banditi. Eh già, ci serviva la spiegazione del professore che pensa così di essersi giustificato per aver esplicitamente proferito una grave offesa e evitare di pagare dazio.

Peso tacon del sbrego. Ma Tommaso Montanari voleva forse fare un “complimento” chiamandoli banditi, voleva solo chiaramente e democraticamente sottolineare come siamo messi in Italia: abbiamo un governo di ” fascisti” che vogliono sfasciare la costituzione per mettere fine alla democrazia e regnare in eterno al governo. Come se fosse un divertimento governare in Italia…specie ora, una goduria proprio…e sono li che smaniano tutti per farlo.

Ecco come si è espresso:

“”Volete avere ancora come padri e madri costituenti Teresa Mattei, Piero Calamandrei, Giuseppe Dossetti, Giorgio La Pira, Terracini, Nilde Iotti”, aveva chiesto Montanari un evento a Firenze per il “no” al referendum sulla giustizia. Il rettore aveva quindi proseguito con l’ovvia alternativa: “O preferite Giorgia Meloni, Carlo Nordio, Ignazio La Russa, Francesco Lollobrigida? Comprereste una Costituzione usata e manomessa da questi banditi? Io no, ed è per questo che voto ‘no'”.

Non mi pare affatto “democratico” che un rettore di una università italiana si possa permettere di dare dei banditi impunemente a chi governa eletto dagli italiani e quindi con pieno diritto. Come non mi va che un magistrato come Gratteri dia delle “persone per male” a quelli che voteranno Si.

Mai si era vista una campagna referendaria con questi toni che tutto sono meno il rispetto dei padri costituenti che hanno voluto fermamente che la libertà d’opinione fosse un faro della democrazia. Ma non sempre e solo quando l’opinione ci piace o ci soddisfa o è conforme ad una ideologia politica cui abbiamo scelto di aderire , ma sempre.

Insultare chi la pensa diversamente è un oltraggio prima di tutto a chi pagato con la vita perché il nostro paese fosse libero di rappresentare una vera pluralità di idee e potesse confrontarle anche con durezza ma rispettando l’avversario. L’insulto qualifica chi lo fa e squalifica proprio la politica che fa dell’insulto verso gli avversari la sua dottrina. Paga sul momento perché trova consenso facile, ma alla lunga distrugge i valori del vivere civile e ne mina le fondamenta.

E chi contesta il governo con gli insulti e chi insulta gli elettori “rei” di averlo eletto si rende protagonista di un’ “opposizione” che dimostra quanto lunga sia ancora la strada da fare perché il nostro paese diventi davvero una democrazia compiuta.

42 commenti su “La politica delle offese”

  1. Trovo anche molto scorretto che chi insulta il governo sia qualcuno che è investito di un ruolo istituzionale pubblico, pagato dai cittadini per fornire un servizio ai cittadini, come Gratteri e Montanari.
    Il loro disprezzo verso il Parlamento è anche disprezzo verso i cittadini che lo hanno eletto, e verso il Presidente della Repubblica che, secondo loro, da 3 anni sta firmando delle leggi neofasciste.
    Comodo usare il pulpito d’onore che gli ha fornito e pagato lo Stato per sputare sullo Stato. Questi sono i paradossi di oggi; e tanti sprovveduti applaudono ed esultano.

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  2. Mai come oggi si è vista tanta bagarre intorno ad un referendum che non fa chiedere al popolo di votare per modificare alcune regole che riguardano i magistrati. Le ragioni del si e del no vengono usate come una clava per distruggere l’avversario politico. Invece sarebbe interesse di tutti capire bene cosa andiamo a votare, senza ideologie o convinzioni personali che turbano e alimentano insicurezza e disagio verso una funzione che i cittadini sono chiamati a svolgere.
    Definire “banditi” e “persone per male” rispettivamente il governo che propone le modifiche o gli elettori che voteranno per apportarle, ci riporta indietro di un secolo quando parlare era pericoloso perché poteva avere delle conseguenze sulla reputazione e non solo morali.
    Quindi oggi si sta mettendo in atto una facoltà che i cittadini hanno di decidere se vogliono continuare con lo status quo o cambiare qualche cosa. Serve capire cosa si va a cambiare, certo, ma serve anche capire che il cambiare non è per forza sempre peggiorativo a seconda di chi lo propone.

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    • “Mai come oggi si è vista tanta bagarre intorno ad un referendum che non fa chiedere al popolo di votare per modificare alcune regole che riguardano i magistrati.”

      Cara Mariagrazia, memoria un po’ deficitaria (e se lo dico io che non ricordo cosa ho mangiato poco fa): dimentichi il secondo semestre del 2016, quando si discuteva se crociare il SI o il NO verso la schiforma Renzi.

      I toni sono sempre quelli e l’ Italia e sempre stata così gli Orazi a combattere i Curiazi, i Bianchi ed i Neri, Ghibellini e Guelfi, Fascisti ed Antifascisti, tante lotte tante giravolte e sopratutto:

      tante balle sparse con lo spry !

      Non è un caso che tutti i partiti, chi più chi meno, una volta preso il comando fanno di tutto per impossessarsi dell’ informazione.

      Comunque consoliamoci, ancora sei giorni e poi il barnum mediatico finirà.
      R
      No Franco, quello che ricorda male sei tu, io ricordo benissimo e mai ho visto e sentito pronunciare tante vergognose ingiurie nei confronti di Renzi (da me no di certo) come nei confronti di una donna che viene definita in tutti i modi e mai ho visto bruciare l’effige di Renzi in piazza come è successo di recente con la sua. Ricordo bene tutto ma una cosa simile sono certa di non averla mai vista in vita. Forse sei tu che sei distratto o male informato. L’Italia è la patria della faziosità ma una furia come questa nei confronti del primo ministro e dei suoi ministri non si era mai vista neppure ai tempi di Craxi e di mani pulite.
      E ricordo molto bene perché ho scritto una profusione di articoli sul referendum del 2016, so di cosa parlo.

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      • A Craxi lo hanno sputacchiato e gli hanno tirato le monetine, ammesso che non avesse brigato per l’ interesse personale, da nessuna parte c’ è scritto che se rubi per il Partito fai una buona azione, quindi giusto l’ intervento dei giudici, ma oltre a qualche espressione più che altro figurativa, alla Meloni il servizio toccato a Craxi non è successo.

        A proposito di LEI (la Meloni) è donna mentre LUI (Renzi) è uomo, vorrei ricordare le attenzioni rivolte verso quella simpaticona di MEB (Maria Elena Boschi) cofirmataria della legge.

        Poi ci sono sempre quelli che “un bel tacere non fu mai scritto” Montanari e Gratteri sono adulti e navigati, dovrebbero sapere che le loro dichiarazioni sono sottoposte a “taglia e cuci” che nemmeno nei migliori atelier riescono, quindi dovrebbero essere più prudenti nelle loro citazioni. Ma Montanari non ha cariche pubbliche, e Gratteri sicuramente la fatta fuori dal vaso:

        ma dalla parte opposta abbiamo personaggi istituzionali su tutti il Ministro Nordio e la sua giannizzera (Bartolozzi), non è che hanno sbagliato la mira, proprio l’uscio con scritto WC non lo hanno nemmeno cecato, e la stessa PdC, nelle sue innumerevoli esternazioni (anche stasera) senza contraddittorio, non è esente dal raccontare bufale gigantesche.

        Cara Maria Grazia questa è la politica in un paese dove chi la professa (buona parte, qualche mosca bianca c’ è ancora) non persegue il bene del Paese, ma esclusivamente quello personale, va da sè che le sacre sedi istituzionali diventano peggio del mercato del pesce a fine giornata.

        PS Io i magheggi all’ interno del PSI li ho visti di prima persona, e nulla mi ha mai fatto pensare che nelle altre chiesa la messa fosse differente, da quel tempo, Piu o meno 60 anni fa che ho una scarsa fiducia nella classe politica.
        R
        ” Tommaso Montanari ricopre attualmente la carica pubblica di Rettore dell’Università per Stranieri di Siena. Il suo mandato è valido fino al 7 ottobre 2027. È uno storico dell’arte e accademico, noto anche per il suo impegno civico e politico, sebbene non ricopra cariche elettive dirette.”

        https://www.ilsole24ore.com/art/referendum-corteo-roma-bruciato-cartellone-meloni-e-nordio-AIyQHZxB
        (I cinquestelle prendono le distanze).
        Ti risulta che Giorgia Meloni sia coinvolta in inchieste giudiziarie del tipo Mani pulite?

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        • Gli idioti ci sono da tutte le parti, ma io non accuso la Meloni per fatti giudiziari, ma perché spara BALLE (Garlasco, la famiglia nel bosco, etc etc) ad ogni occasione, balle che se anche a destra ci fosse un minimo di autocritica, capirebbero che le “buone ragioni” da quelle parti sono finite, non resta che spararle grosse, tanto il problema è sempre quello ben chiarito a suo tempo dal Berlusca:

          “l’ Italiano medio e alla pari di un ragazzino di seconda media, che non sta nemmeno nei primi banchi”
          R
          il medio…e l’anulare e l’indice?

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  3. Direi, anzi, che tutta questa resistenza a cambiare dimostra che è necessario cambiare, perché, evidentemente, questa riforma sta andando a toccare interessi di casta importanti.
    E nessun partito o lobby politica che si spende con tanta foga per impedire il cambiamento lo fa pensando all’interesse e alla libertà dei cittadini.
    Se lo fanno è per difendere il loro potere, che si è allargato di fatto nei decenni oltre i confini stabiliti dalla Costituzione.

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  4. Mah, lettera e commenti a latere mi paiono venire dalle cronache marziane.
    Senza che Mariagrazia se abbia a male, ma… estrapolare come ha fatto la “vulgata di destra” così ben rappresentata dalla seconda carica dello Stato, per argomentare in questo modo quello che ha dichiarato in un lungo intervento il Professor Montanari, mi pare a dir poco fuorviante.
    Il discorso andrebbe ascoltato per intero e non “scucito” adattando la pezza per criticare a casaccio.
    In quel discorso, Montanari ha citato Annah Arendt, leggendo un brano dai suoi scritti che calzava come un guanto al disegno eversore ed eversivo che questa destra, sempre più rozza, sta tentando di imporre al Paese.
    Ha disvelato il disegno politico che c’è dietro a questo scardinamento costituzionale, che non riguarda minimamente cittadini, ma la casta politica che scientemente delinque.
    Il Presidente del Senato ha querelato Montanari reo a suo dire di averlo insultato, stiamo parlando di uno che svolge il suo ruolo istituzionale infangandolo quotidianamente.
    Non più tardi di qualche giorno fa ha apostrofato con l’epiteto “coglione” un senatore del PD, nell’emiciclo di Palazzo Madama presiedendo la discussione.
    Il discorso di Montanari non era solo riferito all’attacco dell’indipendenza della magistratura, ma pure a quello delle Università, e sì, ha usato il participio passato del verbo bandire in quel discorso di 15 minuti, riferito al fatto che la nostra Costituzione i fascisti li ha “banditi” e il popolino che li vota e li fa eleggere dovrebbe avere chissà perché “pari dignità elettorale”.
    A fare campagna elettorale per questa neo fetecchia costituzionale, una banda di condannati, inquisiti, indagati, processati.
    Una delle ragioni che adducono i ruffiani del governo un giorno sì e l’altro pure, sarebbe l’impunità che i magistrati perpetuano da sempre verso se stessi.
    Una menzogna, basta leggere i dati, ma da che pulpito verrebbe da dire, il Ministro Nordio definisce il CSM un comitato para mafioso ma difende quelli che delinquono smontando pezzo per pezzo le armi degli inquirenti.
    La sua capa di gabinetto (indagata), parla di plotoni di esecuzione e di sbarazzarsi della magistratura.
    Ha il coraggio di parlare di queste cose la miracolata pregiudicata Montaruli, detta anche l’onorevole “bau bau” per la profondità di pensiero, condannata con sentenza definitiva per ave scialacquato i nostri soldi in borse, cene e pure per un libro sul sesso estremo, è agli atti, quelli che pagano le tasse devono pure consentirle l’aggiornamento cul-turale, una vergogna.
    Fa propaganda per il SI a questa sconcezza giuridica, tal Del Mastro esponente di governo, condannato in primo grado, uno che si accompagna a capodanno con con chi sparacchia e ferisce rischiando financo di uccidere.
    O l’ineffable Ministra Santanchè, accusata di truffa e bancarotta, salvata dai suoi più di una volta.
    E mi tocca leggere che il reprobo sarebbe il Prof. Montanari, che ha detto tutt’altro dall’interpretazione sciatta che i giornali al servizio di un barelliere, pure lui con carichi pendenti, hanno ululato.
    Questo non è “cambiare” è volere le mani libere, interpretare la volontà popolare alla “Marchese del Grillo”.
    Il vero insulto è difendere questa genia politica, un insulto a chi ha pagato con la vita per liberarci dall’infezione della “peste nera”, altro che Montanari che è un intellettuale e un galantuomo a differenza di quelli di cui sopra, che tutto paiono fuorché persone per bene e io non voglio che la Costituzione la riscrivano un branco di indagati, inquisiti, condannati, prescritti, corrotti e fascisti per loro stessa ammissione.
    Perché piaccia o meno questo sono, secondo la magistratura che applica le leggi che lor signori hanno fatto e licenziato, leggi che conoscono poco e male come dimostrano le sentenze della Consulta che le smonta ogni volta.

    “Loro non si sono mai riconosciuti in questa Costituzione e in questa Repubblica.
    Nel suo primo discorso da presidente del Consiglio Meloni dice di sé: ‘provengo da un’area culturale che è stata spesso confinata ai margini della Repubblica’.
    Ecco il punto: i fascisti sono stati banditi dalla Costituzione, e lo dicono. Banditi, messi al bando, messi fuori legge, estromessi. Loro chiamavano ‘banditi’ i partigiani: ma i banditi, dal primo gennaio 1948 e finché questa Costituzione dura, sono loro. Ed è esattamente per questo che si impegnano tanto per farla cadere. E poi i banditi sono quelli che agiscono fuori dalle regole contro le regole: ed è del tutto evidente il banditismo politico di chi si impegna così tanto per distruggere la regola delle regole, la Costituzione della Repubblica”
    Tomaso Montanari.
    A me pare inequivocabile il senso delle parole, ma qui ormai si gioca a fare i finti tonti e gli indignados speciali, quindi ecco la solita sponda per la solita destra, come se ne avesse bisogno…
    R
    la pensi così, io no e mi dissocio dalle ingiurie e contumelie e dall’odio viscerale che dimostri verso chi, piaccia o meno è stato eletto dagli italiani e non dal “popolino” come ti piace definire chi non vota chi vuoi tu.
    La tua arringa difensiva di Montanari è come al solito partigiana. Montanari avrà anche citato Arentd (a sproposito) ma definire banditi ministri e rappresentanti delle istituzioni democratiche è una cosa da “banditi” in senso lato nel senso di furbastri che per portare le proprie tesi insultano e denigrano gli avversari e poi si arrampicano sugli specchi per difendersi. Mi auguro che in futuro tu voglia pesare un po’ meglio i tuoi commenti cercando di evitare certe definizioni che dai sparando nel mucchio. Meloni non mi risulta che abbia carichi pendenti e mi risulta che venga definita in tutti i modi e dipinta in posizioni e situazioni che definire satira è ridicolo, mai ho visto in vita una simile becera e ipocrita opposizione malata di protagonismo e che incita all’odio.
    La tua visione delle cose non deve per forza essere riconosciuta come l’unica possibile, la democrazia prevede pluralismo di idee e rispetto delle opinioni altrui.
    E di Tommaso Montanari ho grande stima e mi dispiace dirlo ma in questa occasione ha sbagliato, dovrebbe chiedere scusa.

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  5. A59, fare propaganda per il no puntando a screditare i membri del governo che ha proposto questa riforma è un’ammissione di pigrizia mentale e di incapacità di leggerla e valutarla nel merito. Tipico di chi ha finito gli argomenti e cerca di buttarla in caciara.
    Se si informa vedrà che riforme nello stesso senso erano state considerate utili e necessarie da personaggi non sospetti appartenenti a governi di sinistra, (Violante, tanto per citarne uno), ma nessuno aveva avuto il coraggio di portarla in parlamento per paura di inimicarsi la potente lobby dei magistrati.
    Questo governo è stato costretto a metterci mano perché gli attacchi di certa magistratura che remava costantemente contro l’azione di governo (e contro gli interessi dei cittadini) avevano raggiunto un livello intollerabile.
    Si era arrivati a processare un ministro per un reato che, per la Cassazione, non esiste, e a mettere in libertà clandestini pluricondannati.
    Faccio presente che “la politica” intesa in senso istituzionale (Parlamento, Governo, Presidente della Repubblica) è l’unico strumento che permette ei cittadini di esercitare il potere che è loro attribuito in esclusiva dall’art. 1 della Costituzione, per cui non ha senso stracciarsi le vesti se questa riforma concede al Parlamento un minimo di spazio di controllo sulla Magistratura. Che, come tutte le istituzioni democratiche, è tenuta a render conto ai cittadini del proprio operato.
    Diversa è la “politica” intesa come attività dei partiti, che, invece, condiziona oggi la Magistratura attraverso le correnti, e che non rappresenta i cittadini.
    A prescindere da tutto questo, bisogna decidere se vogliamo che la Magistratura italiana diventi un po’ più simile a quella delle nazioni democratiche, o che resti nell’elenco in compagnia delle autocrazie. La tabella seguente parla chiaro. https://drive.google.com/file/d/1sJACPN8nqn7gDtPsoRwamuc8fSfK1lmP/view?usp=sharing

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  6. Lenzini, a me pare che nel dichiarare che questa riforma “serva” solo ed esclusivamente alla casta casta politica che negli ultimi anni ha salvato dalle indagini e dai procedimenti giudiziari i “suoi” 33 volte su 35 richieste.
    A buttarla in caciara sono quelli che lei ha contribuito ad eleggere e ho elencato, che per bocca di quella col diplomino, parlano di libertà per pedofili e famiglie rurali, se non passa la riforma, ma a lei pare un modo serio di argomentare? Spero di no.

    Se si informasse, ammesso ne abbia voglia e non mi pare, saprebbe che in Italia la separazione delle carriere c’è già e la Corte Costituzionale già 25 anni fa stabilì che non c’era nessuna preclusione:
    «[La Costituzione] «pur considerando la magistratura come un unico “ordine”, soggetto ai poteri dell’unico Consiglio superiore (art. 104), non contiene alcun principio che imponga o al contrario precluda la configurazione di una carriera unica o di carriere separate fra i magistrati addetti rispettivamente alle funzioni giudicanti e a quelle requirenti, o che impedisca di limitare o di condizionare più o meno severamente il passaggio dello stesso magistrato, nel corso della sua carriera, dalle une alle altre funzioni.»

    Come vede non mi limito ad un elenchino strumentale che lei è andato a pescare chissà dove per sostenere una cosa di cui gli italiani non sentono assolutamente il bisogno, lei sente la necessità della separazione delle carriere? Mah.
    Intollerabile è l’arroganza dell’azione di governo che non ne azzecca mezza (ed è certificato nei numeri), che a lei evidentemente non interessano.
    La Premier prende a modello per questa vaccata che porta il suo nome, la famiglia nel bosco, a suo dire torturata dalla magistratura, una scemenza che non riguarda minimamente la questione in oggetto e parla a me di buttarla in caciara? Ri mah.

    Che lei sposi il disegno eversivo si palesa nella frase che candidamente scrive:
    “…non ha senso stracciarsi le vesti se questa riforma concede al Parlamento un minimo di spazio di controllo sulla Magistratura.”
    Le sue sono le stesse considerazioni che faceva Il fascismo una volta arrivato al potere. Mise sotto il proprio controllo la magistratura.
    Lo fece senza grosse modifiche, sfruttando in gran parte la struttura istituzionale burocratica già ereditata dall’epoca precedente.
    Nel 1923 la riforma Oviglio rese tutti i membri del CSM di nomina governativa, ne ridusse il numero e ne diminuì drasticamente le competenze.
    La separazione delle carriere non c’entra proprio nulla e il fatto che lei vada votare una riforma che non ha chiaramente capito nelle finalità è un dato di fatto, non avrebbe postato quell’assurdo elenco senza il minimo senso logico se così non fosse.
    R
    https://www.linkiesta.it/2026/03/il-referendum-e-una-storia-breve-della-magistratura-militante/

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    • Dunque A59 non vedi nessuna ingerenza della politica in magistratura attualmente? Solo nel caso passasse il si la politica ingerirebbe? Dunque il dottor Gratteri quando dice che chi vota si è un delinquente non sta facendo politica ma sostenendo il No solo per sfizio…così per passare il tempo.
      Ma se questa riforma è così anticostituzionale perché mai il dottor Ceccanti vota si? Lo scopo del NO è evidentemente quello di far cadere il governo, nessuno o pochi hanno veramente capito di che si tratta e chi si straccia le vesti parlando di controllo dei magistrati e fine della democrazia, lo fa su basi del tutto pretestuose. La democrazia si difende informando i cittadini sul merito delle riforme non minacciando e insultando.

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  7. Io molto probabilmente non voterò al referendum, ma solo perché non mi è ancora pervenuto il plico elettorale per il voto dall’estero (il perché non mi sia arrivato posso intuirlo, errore del sottoscritto su cui non mi dilungo).

    La campagna per il si e per il no è stata molto scomposta, da ambo le parti. L’usare il referendum su una materia così tecnica sa molto di clava. Però. Le argomentazioni per il si (si, anche quelle che ho letto dagli utenti di questo blog) mi sembrano più convincenti di quelle del no, o mettiamola così, più centrate e con meno retorica.

    Pur tenendo a mente che, qualora anche vincesse il “si”, le regole per attuare nella pratica la separazione delle carriere sono ancora tutte da scrivere, potessi votare, voterei si. Sia chiaro che è un si al quesito referendario, non al governo e men che meno a FI, che molto probabilmente alle prossime elezioni non voterò (e che non ho mai votato).

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  8. Il magistrato Gratteri (cara Mariagrazia) non ha mai fatto parte di nessuna corrente della Magistratura o formazione politica, mai.
    La storia di mani Pulite come ampiamente spiegato, l’ho vissuta in prima persona, uno studio professionale dove lavoravo non decimato, di più.
    Che in magistratura ci siano dei soggetti (tipo Di Pietro e Palamara) non autorizza altri soggetti a riformare la Costituzione.
    Gratteri non ha detto che chi vota SI è un delinquente ma che i delinquenti hanno interesse a votare per il Si, ma la differenza è sostanziale.
    E chi sarebbe il dottor Ceccanti, un piddaro? Come Renzi e Calenda? Sai la novità, ne avessero pochi pure loro di inquisiti e indagati nel partito.
    Calenda poi, sta dove gli pare e conviene, l’Alberto Sordi della politica politicante.
    Questo governo non cadrà certo se perde il referendum, sono imbullonati alle poltrone, dalla Santanché a Del Mastro passando per la Bartolozzi, senza la minima vergogna vanno avanti e promuovono a ruoli apicali dei pregiudicati come la Montaruli. Devono maturare la pensioncina.
    Chi minaccia e blandisce (le menti basiche) è chi accosta a questa riforma, pedofili e stupratori, la famiglia nel Bosco e Garlasco, chi parla di plotoni di esecuzione e magistrati para-mafiosi.
    La democrazia di sicuro non la difendono questi.
    La Gabbanelli spiega assai bene le ragioni di entrambi:

    https://infosannio.com/2026/03/16/capire-il-referendum-sul-csm-le-3-modifiche-costituzionali-ecco-i-motivi-del-si-e-del-no/

    Voterò come Montanari.

    R
    https://www.ilnordest.it/cronaca/intervista-stefano-ceccanti-referendum-giustizia-separazione-carriere-pd-si-doly96wq
    I governi possono modificare la costituzione ( è già stato fatto) purché seguano le procedure previste dalla costituzione.
    “Senza vergogna” hanno sgovernato in tanti a cominciare da chi aveva promesso di “abolire la povertà” e poi è finito per diventare professore onorario del King’s College
    https://tg24.sky.it/politica/2018/09/28/manovra-luigi-di-maio-esultanza

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  9. A59, provo a spiegarle per l’ultima volta la differenza tra “controllo della Politica sulla magistratura” e “controllo dei partiti sulla Magistratura”.
    La Politica siamo noi cittadini, che manifestiamo le nostre esigenze e le nostre preferenze attraverso i nostri rappresentanti politici. Non abbiamo altro mezzo istituzionale.
    Dire che la Magistratura non deve rendere conto del proprio operato alle istituzioni politiche (segnatamente al Parlamento) significa che non è tenuta a rendere conto del proprio operato ai cittadini.
    Col che l’Art. 1 della Costituzione diventa carta straccia. E’ più chiaro così?
    Lei vuole lo Stato degli Ayatollah che non rendono conto al popolo, si nominano tra loro, e operano secondo un concetto astratto di ciò che è bene e ciò che è male?

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  10. Il dibattito politico sul referendum nei media non ha nulla di tecnico, Il dibattito è puramente politico, contro o pro la Magistratura, contro o a pro il governo, a chi conviene e a chi no. Pochi andranno a votare avendo capito granché sulla riforma, molti avranno invece in mente gli slogan elettorali, soprattutto quelli più menzionati, i bambini del bosco, il caso Garlasco, gli stupratori messi in libertà.
    Io credo, come fu per Renzi, che il referendum darà una verdetto sul governo attuale, anche se nessuno ne vorrà prendere atto.
    Detto ciò dirò perché personalmente voterò NO:
    -A sentire parlare certi commentatori “pro si”, sembra che il referendum abbia soprattutto un valore punitivo per i magistrati, si batte sui loro errori giudiziari come se questi non rientrassero nella fallibilità umana, oppure si pone l’accento sull’accanimento verso i politici come e se si potessero inventare reati a piacimento, Insomma, a sentirli parlare, sembra proprio una rivalsa della classe politica sulla classe togata
    -La componente laica , oltre ad avere un maggior peso per numero di rappresentanti rispetto a quanto ne abbia oggi, è sorteggiata da un gruppo ristretto scelto dal Parlamento: ciò significa che è orientata in maniera compatta politicamente e avrà una maggior influenza rispetto alla componente togata, scelta da una platea vastissima per sorteggio.
    -Il sorteggio della componente togata vorrebbe eliminare la suddivisione in correnti, ma solo in modo illusorio: il CSM, essendo una campionatura casuale, rispecchierà ugualmente, nelle stesse proporzioni, la suddivisione in correnti della popolazione dei togati. Il sorteggio avrà solo il risultato che la componente togata perderà in qualità rispetto ad ora.
    -Le presidenze dei due CSM spetteranno ancora al Presidente della Repubblica, ma saranno di fatto appannaggio dei vicepresidenti che sono scelti in entrambi i casi tra i laici.
    -La presidenza dell’organo al di sopra dei due CSM, il Consiglio Superiore con funzione disciplinare, sarà appannaggio di un componente laico.
    -Le funzioni del Presidente della Repubblica sono ridimensionate perché gli viene sottratta la presidenza dell’organo supremo giudicante.
    -Da quanto sopra esposto si deduce che la politica avrà un maggiore controllo della Magistratura, e ciò, anche se non è scritto, va contro la sua indipendenza
    -Infine, questa riforma comporterà una maggior costo per i contribuenti, ma nessunissimo vantaggio per loro: a loro gioverebbero soprattutto tempi brevi di giudizio, certezza della pena e soprattutto una legge uguale per tutti.

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  11. Alessandro, purtroppo anche lei sembra non avere chiara la questione. Forse, da buon siciliano, ha ascoltato troppo le “sirene”.
    L’art. 104 fu scritto in modo non chiaro. Il senso era che “i magistrati” devono essere “autonomi e indipendenti” da condizionamenti del potere politico di Governo e Parlamento. In soldoni, significa che i PM devono essere liberi di indagare su chi vogliono, e i giudici devono essere liberi di emettere le sentenze che ritengono giuste condannando o assolvendo chiunque.
    Questo è garantito oggi e sarà garantito anche se passerà la riforma. Chi dice che i magistrati non saranno più liberi di indagare sui politici, e che la legge non sarà uguale per tutti, dice una cosa inventata.
    Se passiamo dal concetto di “magistrati” al concetto di “magistratura”, o di “servizi giudiziari” in senso complessivo, il discorso cambia, perché interviene l’art. 1 della Costituzione “Il potere appartiene al popolo ….”
    Secondo questo articolo, che non per niente è la premessa dell’intera Costituzione, non ci possono essere in Italia funzioni, istituzioni, che non abbiano come fonte primaria di potere il popolo. Quindi la magistratura non può essere un “potere indipendente”, e deve render conto, come tutti, ai cittadini.
    Quindi anche i servizi giudiziari, come la Polizia, la Banca d’Italia, la Sanità, e tutti gli altri servizi, devono essere soggetti al potere/controllo dei cittadini; un potere che può essere esercitato eccezionalmente col referendum, e viene esercitato normalmente con le elezioni politiche dei rappresentanti del popolo.
    Che i consigli superiori dei Magistrati siano composti da magistrati sorteggiati e da politici sorteggiati in una rosa ristretta selezionata con criteri politici è perfettamente coerente con i ruoli della Magistratura (che non deve fare politica) e del Parlamento (che, invece, DEVE fare politica).
    La Magistratura oggi è l’unica istituzione in cui gli errori non vengono puniti, neppure con penalizzazioni nella carriera; anzi, non vengono neppure dichiarati.
    E’ evidente che, se una sentenza di appello rovescia una sentenza di primo grado, almeno una delle due era sbagliata. Invece i magistrati si sono inventati l’ossimoro della “verità processuale” per cui le considerano giuste entrambe.
    Senta le dichiarazioni di magistrati di lungo corso come Di Pietro, Cassese, Barbera ….. e le spiegheranno – da magistrati – perché questa riforma è utile e legittima, e rende la Giustizia più giusta e più responsabile.
    Non scoraggia il normale corso della Giustizia, ma scoraggia i velleitarismi e gli accanimenti ingiustificati (tipo processare qualcuno per anni per un reato che “non sussiste”.

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  12. Lenzini, lei ripete le idee di questo governo di incapaci, la cui smania è solo quella di sottomettere la magistratura.
    L’articolo 104 della Costituzione, contrariamente a quanto afferma lei, è chiarissimo: “La magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere”, più chiaro di così? “Da ogni altro potere” significa anche dal potere del popolo. Lei cita l’articolo 1 impropriamente: “La sovranità appartiene al popolo” significa che il popolo, e solo lui, ha il potere diretto(in realtà raramente) o indiretto di legiferare (e quindi anche di cambiare la Costituzione stessa), ha il potere indiretto di votare la fiducia al governo o di revocarla, ha il potere indiretto di controllare il governo, ha il potere indiretto di eleggere il Presidente delle Repubblica e anche di metterlo sotto accusa, ma non ha il potere di interferire sull’esercizio della giustizia(inquirente e giudicante)che appartiene esclusivamente alla magistratura. Non c’è spazio per speculazioni fantasiose.
    Sgombrato ogni dubbio sull’autonomia e indipendenza della magistratura, la modifica costituzionale oggetto del referendum, secondo me, è pessima e anche se non appare esplicitamente, può limitare, l’indipendenza della magistratura: in che modo l’ho già scritto, soprattutto con l’organo supremo di disciplina sottratto al controllo super partes del Presidente della Repubblica e presieduto da un presidente laico.
    Inoltre, una volta spaccato il CSM, sarà un gioco mettere la magistratura inquirente sotto il controllo del governo, basta sottrarle, con legge ordinaria, la polizia giudiziaria e porla sotto il ministro dell’interno..

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    • Scusi, Alessandro, ma dire che il popolo non ha potere sulla Magistratura (e quindi è soggetto al potere della Magistratura) significa tornare alla monarchia, dove esisteva il potere del popolo, esercitato attraverso il Parlamento, e il potere del re, che si trasmetteva all’interno della struttura familiare monarchica.
      Se il potere appartiene al popolo, come è scritto con estrema chiarezza nell’art. 1, vuol dire che non ci possono essere poteri non soggetti al popolo.
      Non c’è spazio per le arrampicate sugli specchi.
      Mi spiega lei perché un ordine professionale come la Magistratura, gestito attraverso concorsi, esami, meccanismi di rappresentanza non molto diversi da quelli degli ordini degli avvocati, dei medici o degli ingegneri, dovrebbe avere in dotazione un potere primario non derivato dalla volontà popolare? Da chi prendono il loro potere? Da Dio, come il re?
      In democrazia comanda il popolo: è tautologico; lo dice la parola stessa; non gli ordini professionali, né le famiglie regnanti.
      Quindi, le istituzioni politiche, Parlamento, Governo e Presidente della Repubblica, pur lasciando lavorare liberamente i singoli magistrati, non possono non avere nessun controllo sul sistema complessivo che fornisce i servizi giudiziari.

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  13. Luigi, ma cosa mi vuol spiegare, la politica è quella che viene legittimata dai voti dei cittadini, senza vincolo di mandato per di più.
    E governa anche su quelli che non li hanno nemmeno pensati, la metà degli aventi diritto ormai sta a casa schifata e in molti casi (Amministrative e Regionali), questa percentuale si alza in maniera imbarazzante.
    La Magistratura come sta vanamente tentando di spiegarle il mio omonimo, è un Ordine indipendente, così l’hanno pensato i costituenti.
    Le assicuro che le sue esigenze sono opposte alle mie, proprio per questo io voglio un organo terzo che valuti, indipendente dal controllo che quelli delle fritture di pesce e delle clientele, come da video che circola dell’ennesimo raccatta voti di FdI, ha avuto il merito di diffondere, io non voglio che i “magliari della politica”, abbiano controllo su alcunché.
    La sovranità appartiene al popolo è il secondo comma, dell’art.1 che recita testuale “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.”
    “La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.”
    Non c’è scritto da nessuna parte che la politica (termine generico e astratto) deve assoggettare la Magistratura ai suoi capricci.
    Art. 2 e 3, affermano che tutti i cittadini davanti alla legge sono uguali, a lei pare che la “sua” politica metta in pratica il dettato costituzionale? Sì?
    Art 10, specifica chiaramente che “l’ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute.”
    A lei pare che questi illetterati giuridici che lei (non io) ha legittimato, lo abbiano compreso? Spero di no.
    Potrei andare avanti ma mi fermo perché pare di tutta evidenza che quello che brama gli “Ahia-tou-là”, sia proprio lei, che parla di bene e male senza capire che quello che per lei sarebbe il bene è in realtà il male, assoluto in chiaro contrasto con la nostra Costituzione, che vorrebbe cambiare non si capisce a beneficio di chi.
    Certo non il mio o il suo.

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  14. Indecente campagna elettorale condotta dalle destre, un attacco continuo e mistificatorio contro i magistrati. Talk show sfacciatamente di parte, dove vengono alla ribalta gente “ingiustamente condannata”, o vittime di atti persecutori da parte dei giudici, Altro espediente messo in atto nei talk show, sbeffegguare con espressioni facciali di diniego o di disprezzo chi si azzarda a perorare il NO.
    Altro che entrare nel merito della riforma, è una strategia perdente, non frega niente a nessuno, occorre mentire, mentire, mentire, e spaventare, spaventare, spaventare: “Attenzione, se vince il no, pedofili in libertà”, “Attenzione, se vince il no, stupratori liberi di cicolare”, “Attenzione, se vince il no, giudici come plotoni di esecuzone”.
    Ahi serva Italia, di terrore ostello…
    R
    beh, ci sarà anche chi tra questa lotta del si e del no sceglierà di aggrapparsi al paradosso di Briatore.

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    • Io vedo i talk show esattamente al contrario, con rappresentanti del no che sparano bugie a raffica, tipo che la riforma mette i PM sotto l’esecutivo e che i politici non sarebbero più perseguibili.
      In realtà una Magistratura inefficiente e inaffidabile fa comodo a molte categorie.
      A cominciare dagli avvocati che ci sguazzano. L’Italia ha 4 avvocati per 1000 abitanti contro 1 avvocato per 1000 abitanti della Francia, dove i processi durano pochissimo. Fa comodo agli imprenditori senza scrupoli che hanno decine di cause pendenti e continuano a fare affari impunemente.
      In realtà quelli che si stracciano le vesti per difendere la Costituzione – che è già stata cambiata oltre 40 volte senza altrettanto clamore – hanno paura che il caos della Giustizia si risolva, perché sarebbe contro il loro interesse.

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  15. “Inoltre, una volta spaccato il CSM, sarà un gioco mettere la magistratura inquirente sotto il controllo del governo”
    Alessandro, le pare un’oscenità che domani possa succedere in Italia quello che da tempo immemorabile succede in Francia (e nella gran parte della nazioni occidentali); cioè che le procure (ovviamente, non i tribunali!) dipendano dal Ministero della Giustizia?
    In Francia la Giustizia funziona come un orologio, e lo dimostra il dato che servono solo un avvocato per 1000 abitanti, mentre in Italia la Giustizia è così incasinata e inaffidabile che c’è lavoro per 4 avvocati ogni 1000 abitanti. E i processi non finiscono mai.
    C’è da chiedersi anche a cosa serve oggi il Ministero della Giustizia. A pagare a piè di lista le spese della Magistratura, compresi i tanti milioni per le intercettazioni inutili (pesca a strascico) e quelli per gli indennizzi per ingiusta detenzione?
    Lei lo ridurrebbe ad un puro ente pagatore che non può diramare indirizzi e linee guida?
    Chiediamoci, per un attimo, cosa significa “Procuratore della Repubblica”.
    Il procuratore legale, nel linguaggio giuridico, è un professionista che promuove, perora, difende, gli interessi del suo cliente.
    Il cliente del Procuratore della Repubblica è la Repubblica, che è rappresentata dalle istituzioni politiche. Il Procuratore, quindi, se è serio e non velleitario, deve improntare costantemente la sua azione all’interesse pubblico, non a degli astratti principi etici personali.
    Un procuratore che ha la convinzione personale che gli immigrati ci pagheranno le pensioni, e si mette di traverso cercando di vanificare le iniziative del Governo e del Parlamento (cioè della Repubblica) che, invece, vorrebbero regolamentare e contenere il fenomeno, sta venendo meno al suo dovere e al suo mandato.
    Sarebbe come se un avvocato difensore si adoperasse per far condannare il suo assistito perché secondo i propri principi etici, merita la condanna.

    Rispondi
    • “In Francia la Giustizia funziona come un orologio, e lo dimostra il dato che servono solo un avvocato per 1000 abitanti, mentre in Italia la Giustizia è così incasinata e inaffidabile che c’è lavoro per 4 avvocati ogni 1000 abitanti. E i processi non finiscono mai.”

      Ma “forse” il lievitare degli avvocati nel nostro paese non è dovuto al numero eccessivo di leggi e la loro stesura non sempre di chiara comprensione ?

      E poi il malvezzo, molto diffuso nella classe politica, ma purtroppo non solo, delle Querele Temerarie, che anche in caso di sconfitta (quasi sempre) costano ben poco, se il querelante in caso di sconfitta venisse condannato a pagare lo stesso ammontare da lui richiesto, già un bel taglio alle cause pendenti si darebbe.

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      • Franco, sono d’accordo.
        Da noi capita anche che si promulghino nuove leggi senza abrogare o modificare quelle precedenti che sono sostituite o superate.
        E’ pur vero che non è colpa solo dei governi, perché il Presidente della Repubblica, prima di firmarle, le fa verificare al suo staff di giuristi.
        Forse, se ogni nuova legge, prima di essere portata alla firma, fosse fatta verificare formalmente dalla Cassazione, si avrebbero leggi meno suscettibili di interpretazioni arbitrarie e non uniformi.
        Sarebbe un esempio virtuoso di cooperazione tra Politica e Magistratura.

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  16. Alessandro, non mi aspettavo da lei un tale minestrone di argomentazioni.
    L’unico filo conduttore del suo ragionamento è che lei è di sinistra e odia le destre.
    E, come anche il suo omonimo, mentre inneggia alla Costituzione, contesta i meccanismi della democrazia.
    La sua sfiducia nella democrazia è tale che, piuttosto che i rappresentanti del popolo, preferisce che governi un ordine professionale di autonominati completamente avulso dal potere popolare, dei “commissari”, sperando che siano persone perbene.
    La sua è inconsciamente e paradossalmente una “voglia di fascismo”.
    Non fidandosi della democrazia perché c’è il rischio, come in questo caso, che emerga una maggioranza che non le piace, preferisce saltare a piè pari i meccanismi democratici e mettersi nelle mani di una Magistratura illuminata che non ha nessun mandato popolare, come se fosse una dittatura militare.
    Una Magistratura che non esita a bloccare qualsiasi iniziativa del governo che sia contraria all’ideologia prevalente nell’ANM, impedendo, di fatto il funzionamento della democrazia.
    Io, tra certe iniziative a gamba tesa, tipo l’incriminazione di Salvini, e gli attacchi alle sedi dei partiti di sinistra da parte delle squadre fasciste, a parte la diversità degli strumenti, vedo una continuità nello stile. Attacchi contro la democrazia.

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    • Lenzini per favore non scarichi le sue pulsioni fasciste su chi le può dare l’azione di antifascismo. Detto ciò è aberrante l’idea sua che la giustizia venga amministrata da magistrati che hanno un “mandato popolare”, ossia scelti dal popolo. Così avremmo magistrati che anziché rispondere esclusivamente alle leggi dovranno rispondere al colore politico.

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  17. Mi permette, signora Gazzato, di pubblicare il testo della legge?
    Come si vede, gli articoli che vengono modificati sono solo 2: l’art. 104 dove si introduce la separazione della carriere, e l’art. 105 dove si introducono i due nuovi CSM e la corte disciplinare.
    Le modifiche degli altri 6 articoli sono semplici aggiustamenti di termini a seguito della modifica dei primi due. Questo per chi grida allarmato “Hanno cambiato ben 8 articoli della Costituzione!!!!”
    Art. 1
    Modifica all’articolo 87 della Costituzione

    1. All’articolo 87, decimo comma, della Costituzione sono aggiunte,
    in fine, le seguenti parole: «giudicante e il Consiglio superiore
    della magistratura requirente».
    Art. 2

    Modifica all’articolo 102 della Costituzione

    1. All’articolo 102, primo comma, della Costituzione sono aggiunte,
    in fine, le seguenti parole: «, le quali disciplinano altresi’ le
    distinte carriere dei magistrati giudicanti e requirenti».
    Art. 3

    Modifica dell’articolo 104 della Costituzione

    1. L’articolo 104 della Costituzione e’ sostituito dal seguente:
    «Art. 104 – La magistratura costituisce un ordine autonomo e
    indipendente da ogni altro potere ed e’ composta dai magistrati della
    carriera giudicante e della carriera requirente.
    Il Consiglio superiore della magistratura giudicante e il
    Consiglio superiore della magistratura requirente sono presieduti dal
    Presidente della Repubblica.
    Ne fanno parte di diritto, rispettivamente, il primo presidente e
    il procuratore generale della Corte di cassazione.
    Gli altri componenti sono estratti a sorte, per un terzo, da un
    elenco di professori ordinari di universita’ in materie giuridiche e
    di avvocati con almeno quindici anni di esercizio, che il Parlamento
    in seduta comune, entro sei mesi dall’insediamento, compila mediante
    elezione, e, per due terzi, rispettivamente, tra i magistrati
    giudicanti e i magistrati requirenti, nel numero e secondo le
    procedure previsti dalla legge.
    Ciascun Consiglio elegge il proprio vicepresidente tra i
    componenti designati mediante sorteggio dall’elenco compilato dal
    Parlamento in seduta comune.
    I componenti designati mediante sorteggio durano in carica
    quattro anni e non possono partecipare alla procedura di sorteggio
    successiva.
    I componenti non possono, finche’ sono in carica, essere iscritti
    negli albi professionali ne’ far parte del Parlamento o di un
    Consiglio regionale».
    Art. 4

    Modifica dell’articolo 105 della Costituzione

    1. L’articolo 105 della Costituzione e’ sostituito dal seguente:
    «Art. 105. – Spettano a ciascun Consiglio superiore della
    magistratura, secondo le norme sull’ordinamento giudiziario, le
    assunzioni, le assegnazioni, i trasferimenti, le valutazioni di
    professionalita’ e i conferimenti di funzioni nei riguardi dei
    magistrati.
    La giurisdizione disciplinare nei riguardi dei magistrati
    ordinari, giudicanti e requirenti, e’ attribuita all’Alta Corte
    disciplinare.
    L’Alta Corte e’ composta da quindici giudici tre dei quali
    nominati dal Presidente della Repubblica tra professori ordinari di
    universita’ in materie giuridiche e avvocati con almeno venti anni di
    esercizio e tre estratti a sorte da un elenco di soggetti in possesso
    dei medesimi requisiti, che il Parlamento in seduta comune, entro sei
    mesi dall’insediamento, compila mediante elezione, nonche’ da sei
    magistrati giudicanti e tre requirenti, estratti a sorte tra gli
    appartenenti alle rispettive categorie con almeno venti anni di
    esercizio delle funzioni giudiziarie e che svolgano o abbiano svolto
    funzioni di legittimita’.
    L’Alta Corte elegge il presidente tra i giudici nominati dal
    Presidente della Repubblica o estratti a sorte dall’elenco compilato
    dal Parlamento in seduta comune.
    I giudici dell’Alta Corte durano in carica quattro anni.
    L’incarico non puo’ essere rinnovato.
    L’ufficio di giudice dell’Alta Corte e’ incompatibile con quelli
    di membro del Parlamento, del Parlamento europeo, di un Consiglio
    regionale e del Governo, con l’esercizio della professione di
    avvocato e con ogni altra carica e ufficio indicati dalla legge.
    Contro le sentenze emesse dall’Alta Corte in prima istanza e’
    ammessa impugnazione, anche per motivi di merito, soltanto dinanzi
    alla stessa Alta Corte, che giudica senza la partecipazione dei
    componenti che hanno concorso a pronunciare la decisione impugnata.
    La legge determina gli illeciti disciplinari e le relative
    sanzioni, indica la composizione dei collegi, stabilisce le forme del
    procedimento disciplinare e le norme necessarie per il funzionamento
    dell’Alta Corte e assicura che i magistrati giudicanti o requirenti
    siano rappresentati nel collegio».
    Art. 5

    Modifiche all’articolo 106 della Costituzione

    1. All’articolo 106, terzo comma, della Costituzione sono apportate
    le seguenti modificazioni:
    a) dopo le parole: «della magistratura» e’ inserita la seguente:
    «giudicante»;
    b) dopo le parole: «materie giuridiche» sono inserite le
    seguenti: «, magistrati appartenenti alla magistratura requirente con
    almeno quindici anni di esercizio delle funzioni».
    Art. 6

    Modifica all’articolo 107 della Costituzione

    1. All’articolo 107, primo comma, della Costituzione, le parole:
    «del Consiglio» sono sostituite dalle seguenti: «del rispettivo
    Consiglio».
    Art. 7

    Modifica all’articolo 110 della Costituzione

    1. All’articolo 110, primo comma, della Costituzione, le parole:
    «del Consiglio» sono sostituite dalle seguenti: «di ciascun
    Consiglio».
    Art. 8

    Disposizioni transitorie

    1. Le leggi sul Consiglio superiore della magistratura,
    sull’ordinamento giudiziario e sulla giurisdizione disciplinare sono
    adeguate alle disposizioni della presente legge costituzionale entro
    un anno dalla data della sua entrata in vigore.
    2. Fino alla data di entrata in vigore delle leggi di cui al comma
    1 continuano a osservarsi, nelle materie ivi indicate, le norme
    vigenti alla data di entrata in vigore della presente legge
    costituzionale.

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  18. Lenzini:
    “In realtà una Magistratura inefficiente e inaffidabile fa comodo a molte categorie.”
    Nordio:
    “La riforma non serve all’efficienza della giustizia”.
    Bongiorno:
    “Ma chi e quell’ ignorante che promette che con questa riforma la giustizia sarà più efficiente?”

    Il Ministro ex magistrato e la penalista più famosa d’Italia smentiscono la sintesi che Lenzini ha fatto della Riforma.
    “Questi” vanno a votare (SI) senza aver capito minimamente le finalità della Riforma Costituzionale… e ce lo vengono pure a spiegare! Dadaismo allo stato brado.

    Rispondi
    • A59, Nordio ha spiegato in altra sede quali sono i benefici attesi da questa riforma, tra cui una Giustizia più giusta e affidabile. L’accorciamento dei tempi dei processi verrà come risultato indiretto.
      Oggi gran parte dei processi si celebrano due, tre o anche quattro volte, salvo poi proporne la revisione dopo 10 anni che il condannato ha passato in galera.
      L’abnorme quantità di ricorsi che affligge la Giustizia italiana deriva in gran parte dalla sciatteria e dal velleitarismo dei magistrati. Atteggiamenti che dovrebbero diventare meno frequenti con l’istituzione della corte disciplinare.
      Infatti, contrariamente a quanto molti credono, il ricorso non serve per “sentire un’altra campana”, ma deve essere motivavo con qualche irregolarità procedurale nel corso del processo di primo grado, o con qualche incongruenza nel testo della sentenza.
      Un processo gestito alla perfezione con una sentenza scritta alla perfezione non consente ricorsi. Basta e avanza il primo grado.
      E’ vero che è invalso l’uso di essere di manica larga nell’accettare i ricorsi, anche se le motivazioni sono inconsistenti, ma questo è uno dei tanti vizi della Magistratura che, prima o poi, dovranno essere corretti.
      Se con la riforma il tasso di ricorsi scenderà ai livelli fisiologici francesi o tedeschi, la durata scenderà drasticamente.
      Nordio ha anche detto che, dopo che questa riforma avrà gettato le basi per una gestione più razionale e responsabile, si metterà mano, con legge ordinaria, all’ammodernamento delle procedure.
      Infine, una Giustizia più efficiente non significa solo tempi più brevi, ma anche meno sprechi, e soldi pubblici spesi meglio, invece di andare a caccia di fantasmi con quelle che Di Pietro chiama “reti a strascico”, che spesso non pescano nulla.

      Rispondi
  19. Ringrazio Luigi per l’elenco completo delle modifiche.
    A vedere attori e cantanti che in internet postano piagnistei per la morte della Costituzione viene quasi da ridere.
    L’unica cosa che mi convince poco è la modalità del sorteggio. Si va dalle palline estratte da qualche ex calciatore per gli abbinamenti UEFA, al cesto che girava per le estrazioni del Lotto, al secchio coi bigliettini per la pesca di beneficenza o l’abbinamento con la Lotteria Italia in una trasmissione di Stefano de Martino. Ma si potrebbe anche arrivare ai fiammiferi dove chi pesca quello corto è fuori dai giochi.
    Per la roulette russa forse non siamo ancora pronti.
    R
    si, il sorteggio…pare che in molti lo trovino una eresia. ma non viene fatto tra mele pere e limoni, ma tra magistrati dello stesso livello.

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  20. “si, il sorteggio…pare che in molti lo trovino una eresia. ma non viene fatto tra mele pere e limoni, ma tra magistrati dello stesso livello.”

    Errore grossolano Mariagrazia, nemmeno si sa quali requisiti debbano avere i “sorteggiati” sarà una legge futura a stabilirlo, si gioca come a poker “al buio”.
    Ma fosse solo quello…
    I membri laici sarebbero sorteggiati da un elenco di professori universitari in materie giuridiche e avvocati con almeno 15 anni di servizio che viene predisposto tramite elezione dal Parlamento in seduta comune.
    Ergo, si sceglieranno tra mele, per e limoni e ognuno dal proprio banco di frutta e verdura.
    Mi pare che quelli del S^ non siano stati così bravi a spiegare ai loro elettori come funziona se le risultanze sono quelle che leggo.
    Giustizia più efficiente e magistrati di pari livello…mah.
    R
    https://www.orizzontipolitici.it/capire-la-riforma-nordio-i-tre-pilastri-della-riforma-sulla-giustizia/
    da cui estraggo:
    Il sorteggio dei magistrati
    Se il meccanismo elettivo previsto per la componente togata determina la formazione di un sistema fondato sulla rappresentanza e sulla ricerca del consenso interno, la riforma sostituisce la competizione elettorale con l’estrazione a sorte. In questo modo, il Consiglio verrebbe a configurarsi come un organo puramente amministrativo chiamato a gestire il personale e l’organizzazione degli uffici giudiziari.

    Ciò significa che la componente togata sarà estratta casualmente tra tutti i magistrati che possiedono i requisiti di legge per ricoprire l’incarico, spezzando il legame tra appartenenza alle correnti associative e accesso agli incarichi di governo della magistratura.
    “tutti magistrati che posseggono i requisiti di legge”.
    Mah!
    Io voterei si solo per farti un dispetto! Mi pare un’ottima ragione! (non sono un’elettrice di destra).

    Rispondi
    • “si, il sorteggio…pare che in molti lo trovino una eresia. ma non viene fatto tra mele pere e limoni, ma tra magistrati dello stesso livello.”

      ma dai dobbiamo spremerci le meningi ?
      Sarà un altro “giardinetto” dove far pascolare i politici (quelli amici ovviamente) trombati dal voto popolare.

      Cioè: il “popolo” (a cui Lenzini tanto si appella) li boccia, e loro li premiano, vabbè premio di consolazione.
      R
      non mi pare una gran novità.

      Rispondi
  21. Vorrei aggiungere, se la BM me lo permette, un’ulteriore considerazione.
    Mentre per i rappresentanti dei magistrati essere schierati politicamente rappresenta un elemento di inaffidabilità, per i rappresentanti laici essere schierati politicamente è legittimo.
    I magistrati non devono fare politica, ma i politici devono fare politica. Non ha senso chiedere ai politici di fare scelte apolitiche.
    La componente laica o politica, in quanto rappresentanza dei cittadini, è giusto che rifletta quelle che sono le posizioni della maggioranza dei cittadini in quel momento.
    Quindi, non mi pare ci sia niente di male se un Parlamento con maggioranza di destra seleziona prevalentemente rappresentanti orientati a destra, perché quella è la fotografia del sentire prevalente dei cittadini.
    E la magistratura, come tutte le altre istituzioni, è tenuta a render conto del suo operato ai cittadini, in coerenza con l’art. 1 della Costituzione, che non prevede eccezioni.
    R
    lei fa confusione, i laici sono professori, giuristi, avvocati, esperti nel campo ma non sono politici e come i magistrati possono avere le loro idee politiche ma questo non c’entra nulla con essere rappresentanti del popolo. Nessuno dice che la maggioranza deve selezionare individui orientati politicamente, questo lo dice lei.

    Rispondi
    • Più che dirlo io, lo dicono quelli che criticano le modalità del sorteggio, i quali affermano che la rosa tra cui sorteggiare sarà formata dal Parlamento, cioè dalla Politica.
      Io affermo che, anche se – ammesso e non concesso – fosse così, non ci sarebbe nessun motivo di scandalizzarsi, perché il Parlamento è un organo politico ed ha il mandato di fare Politica (con la P maiuscola), cioè di rappresentare la volontà dei cittadini.
      Diversa è la politica di bassa lega, con la p minuscola, che si fa nelle segreterie dei partiti e nella associazioni dei magistrati.

      Rispondi
  22. Cara Mariagrazia, come ben sai la Costituzione prevede i membri laici eletti dal Parlamento tanto è che sono nella composizione espressione delle varie forze partitiche, in quota parte.
    Il sorteggio dei membri laici dai partiti non penso avverrà utilizzando gli elenchi professionali, ma avverrà tra i fedelissimi delle “parrocchiette”.
    Un riffa che vorrei che tu o qualcun altro mi spiegasse come garantirebbe il cittadino, in che modo potrà impedire a un giudice di sorveglianza di far scarcerare un pedofilo stupratore, o restituire i figli ai genitori che vivono in spregio del tanto decantato “Decreto Caivano”, o consentire che finalmente si riempiano i canili albanesi, al momento “fuorilegge”.
    Tu hai capito come sarà possibile? Se sì ti prego di rispondermi in merito e illuminarmi.
    Questa riforma è stata scritta e portata avanti da “fenomeni” come il condannato Del Mastro che adesso si scopre essere socio di un camorrista, condannato con sentenza passata in giudicato (3° grado di giudizio).
    Il dispetto lo faresti a te stessa, ma scegli pure serenamente, è il bello della democrazia, poterla ridurne pezzo per pezzo attraverso leggi liberticide a favore della casta peggiore che sia mai arrivata al potere.
    R
    qui mi sembra spiegato abbastanza chiaro:
    https://www.lettera150.it/2026/02/23/vi-spiego-perche-la-riforma-prevede-il-sorteggio-secco-solo-per-i-magistrati/
    per chi vuole intendere ovvio.
    Ma se tu ti senti “garantito” dal sistema attuale e voti no, sei nel tuo pieno diritto allo stesso modo lo è chi si sente di voler cambiare sperando ovviamente che sia un cambio che influisca in qualche modo positivo sul sistema attuale e sia di qualche aiuto per avere una giustizia più efficiente, cosa che ora mi sembra un sogno ad occhi aperti.
    In quanto ai fenomeni…ne abbiamo viste di riforme portate avanti da fenomeni ma mai come in questo caso si è fatta tanta caciara.
    Non vedo l’ora che finisca, sia quel che sia, poi forse avremo di che divertirci coi fenomeni prossimi venturi.
    E in quanto a De Mastro, io non so se le accuse sono fondate o se è una trovata del Fatto (una delle tante) le cose spesso non sono come ce le vogliono far vedere i giornalisti, capita che infanghino alla grande mentre quando si scopre che non era vero niente…un trafiletto a fondo pagina in ultima pagina. Comunque anche se Del Mastro fosse “colpevole” non vedo cosa c’entri il referendum e se anche dovesse dimettersi per questo non vedo che cosa c’entri tutto il governo con le sue società e i suoi intrallazzi, avrà modo di spiegare e se sarà inquisito di difendersi.
    La tua è avversione ideologizzata per un governo che ha il demerito di essere riuscito a farsi eleggere al posto dei fenomeni a stelle e altrettanti campi larghi e inciuci vari per opportunismo e qualsiasi cosa faccia o dica è brutto sporco cattivo ignorante e lercio…anche basta, non se ne può davvero più. A questo punto sei tu quello che deve dimostrare a me che da quattro anni non c’è più democrazia in Italia e che siamo sotto dittatura perché le affermazioni che fai ogni giorno qui sopra sono gravi ma non hai mai portato uno straccio di evidenza che siamo dentro un “regime autoritario”, la cosa più ridicola che abbia sentito su un governo eletto democraticamente e che fa quello per cui è stato eletto. E devi anche dimostrare come questa riforma sia la peggiore dei mondi possibili e servirà a mettere sotto tutela del governo i magistrati: è solo una delle tante fandonie inventate per dare addosso al governo sperando di farlo cadere.
    Mentre di chi brucia i cartonati della premier in piazza non dici mezza parola, ti sembra un modo per esaltare la democrazia insultare dare della cortigiana, della serva, accusare di mettersi a 90 gradi e augurarle le peggio cose anche per la figlia? Mai sentita in tanti anni che seguo la politica una infamia simile nei confronti di nessun premier.
    Ci voleva una donna per dover assistere a questa vergogna?
    Il che dimostra la faziosità e la malafede e il maschilismo di certa opposizione becera e ignorante persino dei fondamentali della democrazia.
    E ora se vuoi darmi della “partigiana” fai pure, mi schiererò sempre contro le ingiustizie e l’ipocrisia e non se ne è mai vista tanta girare da quando lei governa: tutti i sepolcri imbiancati che le danno addosso giornalmente e chissà gli scheletri negli armadi e dentro il frigo e persino sotto i letti…ma a quelli il Fatto non fa caso…fino a che ha altri contro cui sparare le sue pallottole quotidiane.

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  23. Visto che oggi è l’ultimo giorno in cui è lecito parlare del referendum, dirò esplicitamente ciò che penso. Penso che il referendum si inquadri in un disegno più vasto di quello relativo alla sola magistratura
    Il disegno più vasto è l’istaurazione di uno stato autoritario di infausta memoria in cui tutti i poteri sono accentrati nel governo, ossia in un capo coadiuvato da un certo numero di sudditi, mentre gli altri poteri sono solo di facciata.
    Già si è sulla buona strada, con la reale esautorazione del Parlamento , mai come ora ridotto ad un organismo di pura asserzione dell’operato del Governo: non c’è bisogno di ricordare come l’iniziativa legislativa è tutta governativa, perfino questa modifica costituzionale, la cui approvazione o cancellazione andremo a votare, è stata concepita da una strettissima cerchia di ministri e approvata senza la possibilità di una minima partecipazione del Parlamento
    Esautorato il Parlamento, ora tocca alla Magistratura essere ridimensionata nella sua autonomia e indipendenza con alchimie legislative che, nell’organo di autogoverno, fanno strame del merito, per sostituirvi la casualità del sorteggio (per la rappresentanza togata) a cui si contrappone la rappresentanza laica scelta su una piccola selezione fatta dai politici. Ma l’organo di autogoverno sdoppiato viene indebolito anche per la costituzione di un nuovo organo disciplinare superiore, tolto dalle prerogative del Presidente della Repubblica, dove la pressione politica sarà maggiore e potrà essere usata per intimidire i magistrati nel loro libero svolgimento dell’attività.
    A questa modifica costituzionale seguirebbe una modifica ancora più aberrante, quella del Premierato in cui si realizzerebbe l’idea dell’uomo (o la donna)soli al comando, praticamente inamovibili, mentre il Presidente della Repubblica verrebbe completamente esautorato non avendo più la prerogativa di conferire l’incarico e quella di sciogliere le camere.
    Si è visto in questi ultimi tempi, in politica internazionale, come sia pericoloso un potere inamovibile per un intera legislatura, vedi i disastri umanitari, economici i istituzionali che stanno producendo i due stragisti democratici, Netanyahu e Trump, senza che il popolo possa far niente per evitarli. L’attuale sistema parlamentare in Italia ci salverebbe dalla pazzia dell”uomo solo al comando, perché se uno può impazzire, sarebbe difficile che possano impazzire in molti, e i parlamentari, qui da noi, possono fare cadere i governi impazziti e c’è un Presidente della Repubblica che può sciogliere le camere e indire nuove elezioni.
    Un’ultima nota: funzionale al progetto illustrato, una stampa e una televisione asservita come mai al potere governativo.
    R
    è bene che ci sbrighiamo a che andiamo a votare in massa potrebbe essere l’ultima volta che ci è concesso esprimerci…

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  24. è bene che ci sbrighiamo a che andiamo a votare in massa potrebbe essere l’ultima volta che ci è concesso esprimerci…

    Concordo! Con l’esecutivo parafascista che ci è stato imposto da chi vota con la testa nel sacco seguendo i propri egoismi e mai il bene comune, l’obiettivo, con questa “Riforma” è disinnescare chi potrebbe ostacolarli, il passo successivo è la “Dittatura del Premierato” e l’abolizione dei diritti costituzionali.
    Trumpizzare l’Italia è il fine ultimo, lunedì vedremo se il disegno eversivo è riuscito.

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    • Caro A59, prendo il suo messaggio come come una battuta scherzosa.
      La Costituzione è un documento vecchio di 80 anni scritto quando non c’era la tv e internet (in sostanza, quando non c’era la telecomunicazione); c’era la guerra fredda; gli italiani si muovevano a piedi, e poche case avevano i termosifoni e il frigorifero; non esisteva l’immigrazione clandestina …….
      Da allora è stata cambiata, giustamente, più di 45 volte.
      E’ stata realizzata l’autonomia regionale.
      E’ stata cambiata 8 volte la legge elettorale, che è il meccanismo fondamentale di attuazione dell’art. 1, che è la base della Costituzione.
      E’ stata cambiata più o meno sostanzialmente l’amministrazione della Giustizia almeno una decina di volte.
      E oggi ci stracciamo le vesti e gridiamo all’attentato alla Costituzione.
      La Costituzione è uno statuto associativo, a va sottoposto a manutenzione quando il mondo esterno cambia.
      E anche quando alcuni suoi meccanismi interni si usurano e si guastano, come è successo alla gestione dei servizi giudiziari, che ha debordano nella politica.
      Stia tranquillo. Non succederà niente di diverso dalle altre volte.
      E, comunque, in una democrazia ci deve essere equilibrio tra libertà e diritti da una parte, e sicurezza e ordine dall’altra. I diritti non sono fruibili senza sicurezza per i cittadini e affidabilità della Giustizia.
      R
      la nostra costituzione non è affatto “vecchia” ma le modifiche vanno apportate comunque e se è previsto che lo siano anche facendo intervenire “il popolo” è giusto che vengano apportate senza che questo scateni le bagarre che abbiamo visto per l’attuale riforma.

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  25. “E in quanto a De Mastro, io non so se le accuse sono fondate o se è una trovata del Fatto (una delle tante) le cose spesso non sono come ce le vogliono far vedere i giornalisti, capita che infanghino alla grande mentre quando si scopre che non era vero niente…un trafiletto a fondo pagina in ultima pagina.”

    Eddai Mariagrazia, va bene i documenti (relativi fino a quando è stato socio della figlia del camorrista) li scopriremo a posteriori, ma le foto che coprono svariati anni, fino allo scorso anno non puoi non averle viste, va bene le preferenze politiche da difendere, ma quando si mette testa nella sabbia si rischia il corporativismo.

    Del Mastro, condannato in primo grado (sic), è uno degli estensori di questa indecente riforma, che attacca la magistratura, ma non risolve minimamente i problemi della giustizia, cioè quelli che interessano a tutti noi sinistri o destri che siamo.

    Solo in un paese della banane un condannato (OK ci sono altri due gradi) può stare comodamente seduto in una poltroncina ministeriale, ed ancor peggio quella della giustizia.

    La tua tanto amata Giorgia s’ è rovinata le corde vocali per strillare chiedendo dimissioni di politici per fatti molto, molto, molto meno gravi, vabbè la coerenza nella classe politica è spesso sostituita dall’ ipocrisia, cosa di cui la Meloni fa spesso sfoggio.

    Ciao e buon voto, io l’ ho già fatto.
    R
    Franco
    premesso che avere preferenze politiche è uno dei privilegi di vivere in una democrazia e possiamo sempre ringraziare chi ci ha permesso questo (non ultimi i soldati americani e inglesi morti per sconfiggere il nazifascismo), e che non ho preferenze a destra, mai avute e al momento ho una vaga idea di chi votare obtorto collo alle prossime elezioni (e non sta a destra ma so bene chi non voterò) vorrei farti notare che nel rivolgerti a me non saresti titolato a scrivere “la tua tanto amata Giorgia” come non potresti permetterti di scrivere “non puoi non averle viste” riferendoti alle foto di Del Mastro perché è un’allusione a una mia presunta mala fede che non sei tenuto a fare. Addirittura rischio il “corporativismo”… Le foto di Del Mastro poi…non solo non le ho mai guardate, ho altro da fare io, ma non mi interessano per niente e se mi avanza tempo prezioso certo non lo butto per guardare le foto di quel tipo che manco è il mio tipo… Che poi Giorgia Meloni si sia rovinata le corde vocali per chiedere le dimissioni (specie quelle di Conte e di Speranza) ci sta, io non l’ho mai seguita nei suoi comizi (come non la seguo ora) ma quando sei all’opposizione quello fai. Che poi questo tipo sia uno sprovveduto o semplicemente superficiale o addirittura un amorale che sfrutta la sua posizione per ottenere dei benefici personali, forse lo sapremo o forse no (vedi caso Fassino archiviato per buona condotta…) Ma a me personalmente, non me ne può fregare di meno del destino di questo personaggio.
    Ora, però, quante vicende giudiziarie abbiamo visto di politici di tutte le risme finire in un nulla di fatto? Qualcuna è anche andata in porto però, vedi il caso della deputata Appendino (mentre la ex sindaca Raggi le ha sfangate tutte), le cito perché appartengono entrambe al partito che cianciava di mai neppure indagati in Parlamento… Del Mastro ha una condanna in primo grado, vedremo come andrà a finire e anche questa storia rientra tra le tante “bufere” che i giornalisti, specie quelli che tengono per l’opposizione, cani da guardia del potere cha fa comodo a loro, mettono in scena al momento opportuno, e però se è stato tanto stupido da mettersi consapevolmente in società con la figlia di…ne pagherà le conseguenze, stanne certo.
    Per il futuro per favore, evita i processi sommari alla BM, cioè a me, non sono io “l’oggetto del contendere”, io offro spunti di riflessione, dico la mia, offro lo spazio per replicare, ma c’è sempre modo e maniera…a buon intenditor.
    PS: magari vedi se ti riesce di mettere i commenti nei post relativi…grazie.

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    • Cara Maria Grazia, mai pensato alla malafede, un po’ di partigianeria si, che peraltro ci può stare, comunque ti rispondi tu stessa con la tua lettera “Co’ sto affare” dove ribadisci, vabbè sempre con un po’ di salsa rosa a togliere l’ acidità dell’ argomento, quello che ti ho fatto notare nella mia risposta.

      P.S. Se dobbiamo discutere di un argomento il minimo sindacale è informarsi, le foto del Dal Mastro a fianco del camorrista li trovi anche sul foglietto della messa.
      R
      foglietto della messa? Non vado mai in chiesa. E comunque Franco, ti lascio replicare ma sei sopra le righe e non vuoi capire, prima di emettere sentenze sei tu quello che devi leggere bene quello che scrivo e scrivo che dovrà pagare se ha sbagliato. In quanto alla mia presunta “partigianeria” io ho tutto il diritto di pensarla come mi pare e scrivere quello che mi pare.

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      • Io vado solo per battesimi, matrimoni e funerali … lascio alla tua arguzia indovinare cosa mi tiene più occupato di sti tempi.

        In quanto alla partigianeria mai detto che sia da censurare, tutti siamo, chi più o meno, partigiani di qualcosa, io lo sono, purtroppo del’ Inter.
        R
        si, lo capisco cosa ti tiene occupato, ma anche la politica e la squadra del cuore sono occupazioni a cui dedicare del tempo. Ma l’Inter ha tanti tifosi, sei in buona compagnia, c’è uno al primo piano ch equando guarda le partite se segna l’Inter fa tremare il palazzo…

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  26. Del Mastro ha dimostrato più di una volta di essere un politico inadeguato e imbarazzante, e credo che la Meloni farebbe bene a “dimissionarlo”.
    Si può parafrasare il proverbio cinese “attacca Del Mastro una volta al giorno e non gli dire perché, che tanto lo sa lui.”
    Detto questo, tirare fuori questa storia con il solito collaudato tempismo a pochi giorni dal referendum un po’ di disgusto me lo dà ….

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  27. Fallito il blitz del Governo contro la Costituzione, il popolo ha deciso per il NO, rigettando una riforma raffazzonata, inutile e dannosa, fatta per iniziativa del Governo e della maggioranza che lo sostiene, con l’esclusione del Parlamento.
    “Potete ingannare tutti per qualche tempo e qualcuno per sempre, ma non potete ingannare tutti per sempre. Così è stato, con l’augurio che ciò scoraggi la Meloni dal fare altre mosse azzardate ai danni della Costituzione. Un brutto colpo per la Meloni che resterà inchiodata alla poltrona, ma almeno Nordio dovrebbe avere la dignità di dimettersi.

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