Il rabbioso

Trump dice che Greta Thumberg dovrebbe “gestire la rabbia” e farsi aiutare. Uno bravo, ma davvero, servirebbe anche a lui che si permette di stilare sentenze così gravi su una ragazza che ha cercato di forzare il blocco israeliano per portare aiuti umanitari alla popolazione di Gaza allo stremo.

Lui si dovrebbe far controllare il suo livello di rabbia che deve essere sopra quello del suo testosterone. Dopo le liti da comari col suo pupillo, ex presidente ombra ex “great guy”, e durante una vera e propria guerriglia che lui stesso ha scatenato mandando i soldati (Guardia Nazionale) a sedare le proteste dopo l’ennesimo raid governativo anti immigrati irregolari, si permette di dare della “rabbiosa” ad una donna che ha fatto dell’attivismo sul clima la sua identità. Si è detto di tutto di lei, che è una ragazzina viziata che usa il pretesto dell’attivismo per la sua smania di protagonismo. Come in questo caso, liquidata dal governo israeliano come quella che “si fa i selfie” sullo yacht”.

E lo fa dal suo alto scranno che lo stesso Musk lo ha aiutato ad accaparrarsi per poter diventare a tutti gli effetti un dittatore, non più aspirante ma effettivo. Così lo definisce il governatore della California Gavin Newsom (che Trump invidia per la sua avvenenza). Los Angeles è da quattro giorni messa a ferro e fuoco da uno spiegamento di forze mai visto, per proteggere la città dai manifestanti (questo dice Trump). In realtà per creare caos e una guerriglia senza senso. La gente manifesta per la brutalità con la quale vengono arrestati cittadini immigrati pacifici e senza alcuna giustificazione, messi nei centri di detenzione per essere deportati nei loro paesi di origine e per” difendere le istituzioni”, Trump ha dispiegato l’esercito contravvenendo alle leggi federali.

Ma Trump lo fa apposta a contravvenire alle leggi, farebbe arrestare anche Newsom, il democratico governatore della California che ha protestato per questo assurdo show del quale non si sentiva affatto il bisogno. Come ha fatto quando ha lanciato un gruppo di decerebrati ad assaltare il Campidoglio mentre si stava procedendo alla elezione di Joe Biden, creare il caos è, nella mente di Trump, la sua “missione”.

Si vada lui a far controllare la rabbia come ha consigliato seraficamente di fare alla svedese Thunberg più di una volta. Impiegare i Marines per sedare manifestazioni pacifiche è un sopruso da prepotenti narcisisti.

Ora che non può più assaltare tutte le donne che gli capitano a tiro, se la prende con tutti quelli che può, soprattutto con chi non può difendersi dai suoi soprusi. Ma da un pregiudicato con più condanne e una sfilza di processi e di denunce che non vedranno mai la fine, cosa ci si poteva aspettare?

Che fermasse le guerre? Ma quando mai? lui la guerra l’ha dichiarata all’America democratica ed al resto del mondo che non gli è “amico”. E ha solo appena cominciato.

Quello che con lui non ci sono state guerre…diamogli tempo.

https://www.open.online/2025/06/10/usa-los-angeles-scontri-trump-newsom

Bocconi amari

La snobberia della armocromata non funziona, può ben sfoderare la dentiera all’urna o dove le pare: il referendum è andato e la snob di sinistra ha perso, come hanno perso gli altri, Landini in testa. Si dimetta lui per il primo e poi di seguito i parlamentari del vaniloquio che si definiscono campo largo ora diventato campo libero. Ostinatamente uniti per perdere. Ma era nelle cose. Gli italiani ne hanno le scatole piene di loro e anche se erano in trecentomila, eran giovani e meno giovani, forti o deboli (in piazza San Giovanni), la propaganda è servita a ben poco, sotto la soglia dell’incredibile sfacciataggine di chi pensava di dare una spallata a Meloni (già è bassina, con una marcantonia come Elly non doveva essere troppo difficile). E invece le ha prese e anche brutte. Dirà e le sparerà come sempre fuori dai tanti lunghi denti che ha sempre in mostra a favore di telecamera e saranno balle di consolazione, tipo: in fondo la nostra base ha tenuto, non siamo sprofondati, siamo caduti in piedi, Meloni dovrà tenere conto di quei 30 per cento che sono andati a votare, le staremo col fiato ancora più sul collo e anche Landini, immagino, ringrazierà gli sforzi degli affezionati che sono andati a votare nonostante il caldo e però buco è e buco rimane, sull’acqua. E bello grosso pure.

La naturale superiorità della sinistra negherà il risultato negativo, in fondo qualcuno c’è andato è già un successo, onore al merito. Ma…e adesso? Campi larghi sembrano essersi ristretti di molto. Conte? che dirà Conte? Bofonchierà come sempre che questa era la strada giusta e che la propaganda del governo ha contribuito a scoraggiare gli elettori, vergogna, un istituto così democratico minato dalle parole della premier…ma non ci facciamo caso, quello blatera per contratto, ma sotto sotto maledice il momento in cui ha dato il suo consenso a questa roba. Che botta ragazzi, non ci voleva.

Ma tutto si manda già con un cucchiaino di zucchero di canna e un caffè amaro subito dopo. Ricetta tailandese per mandare giù i bocconi amari. Collaudata personalmente.

Con…passione

“L’Italia migliore”, dice Elena,” sta qui, a Roma, con noi”.

Cioè con chi? Il quartetto Cetra, ve lo ricordate? io si, i miei ricordi di bambina sono infarciti delle loro canzonette e della bella voce della mamma che ci cantava sopra. Ora, fare un simile accostamento potrà sembrare poco “onorevole” per il famoso gruppo, ma è la prima cosa che mi è venuta in mente quando li ho visti insieme, tra la folla della manifestazione di ieri. Gli onorevoli, Conte, Fratojanni, Bonelli e Schein. Si si, lo so, il tema era forte, va rispettato e ha tutto il mio rispetto. Ma nessuno che non sia un mostro oppure un indifferente di quelli che se casca la terra si fanno più in là, tutti gli altri provano raccapriccio nel vedere certe scene e certe situazioni. Ma l’Italia è “migliore” ovunque signorina Schlein, oppure si può dire che sia peggiore ovunque. Scelga lei. Ma davvero, fate un bel quartetto, a guardarvi sembrate persino fare sul serio. No, non dico che non vi facciano compassione i palestinesi, no, ripeto solo un malato di mente potrebbe essere indifferente a quello che gli succede. Questo no. Ma siete davvero sotto il livello della più tiepida credibilità. E la mia, nei vostri confronti non solo non è tiepida ma è gelata. Mi sento proprio una massa gelida che mi percorre dai piedi ai capelli quando vi guardo (e lo faccio raramente). Mi ispirate gelo, nell’anima. Eppure la causa è ottima, anzi direi super ottima (non si dice ma passatemela).Ma voi siete raggelanti. Non mi ispirate quello che credete di dover ispirare. Ma vi siete guardati tutti insieme allo specchio?

No, vero? Perché se lo faceste restereste di ghiaccio pure voi. Neppure voi riuscireste a commuovervi alle vostre parole. Eppure le lacrime per quella situazione sono sacrosante, persino troppo poche. Ma voi…non lo so, non mi fate muovere nulla, dentro. Anzi mi fate restare di stucco, di ghiaccio o di marmo. Ed è difficile con me eh, molto difficile. Io, non so se la cosa vi possa interessare, ma credo di no , ma ve lo dico lo stesso: sono una che definire “passionale” é come fare un complimento interessato ad un iceberg perché desista dal venirci addosso…Beh forse esagero e non so neppure se il parallelo mi sia del tutto chiaro, però credo che si sia capito lo stesso.

E me lo sono chiesta come mai: ma come mai, Mariagrazia, non ti commuovi quando senti parlare quei quattro, quando arringano con “passione” quella piazza? Si può sapere cosa ti lascia così perplessa?

Boh. Lo chiedo a voi, forse c’è qualcuno che me lo sa spiegare o forse no, in fondo chissene…anche no. Giusto, però però, sarebbe giusto che quei quattro ispirassero fiducia e se il loro compito è quello di fare una guida “spirituale” (oltre che politica) all’Italia dei “migliori”, ho come l’impressione che molti se li perdano per la strada, nei vicoli, nei gattoli…e non necessariamente i “peggiori”. Dovrebbero metterci maggiore impegno nelle loro arringhe. Sembrano recitanti una parte scritta, col suggeritore, dal palco…e poi, furbi, dietro le quinte…anche questa è fatta, dicono, testardamente uniti. Soprattutto per i propri interessi e quelli dei propri partitini.

Eddai che si capiva che c’era anche un po’ di con…passione…per voi stessi.

Eh no, il confronto coi Cetra non calza proprio, loro erano miti, questi al massimo sono solo …mitomani.

Che facce!

La continua e esagerata presa per i fondelli degli italiani si perpetua costantemente. Invece che risolvere i tanti problemi degli italiani, tanti e sempre di più, considerando soprattutto le condizioni attuali di una situazione globale esacerbata da due principali conflitti che pesano su tutti gli aspetti del quotidiano, che cosa si è pensato per complicarci un po’ la vita?

Di mandarci alle urne in giugno per abrogare delle leggi fatte dal Governo Renzi e modificate da Conte e delle norme che sono state negli anni modificate da alcune sentenze della Cassazione. Insomma, noi, italiani, brava gente (ci prendono sempre per “mone”) dovremo levarci l’anima per capire i quesiti scritti in legalese stretto di cui la maggior parte capisce meno di niente e fare il favore a chi lo ha indetto: CGIL e vari partiti di sinistra (che quelle leggi le avevano fatte) di recarci a correggere gli errori che hanno fatto i governi di sinistra con l’avallo dei sindacati che non hanno mai fatto seria opposizione, ma si sono non solo adeguati ma le hanno rese attuabili con il loro consenso.

E che ora si riempiono la bocca allo spasimo del “dovere” dei cittadini di andare a dare “maggiori diritti” e “maggiori tutele” ai lavoratori. Lavoratori che muoiono di lavoro in misura di tre al giorno e che le “tutele” fin qui espresse dai vari governi succedutisi e che hanno firmato quelle leggi che ora gli italiani dovrebbero andare ad abrogare, non solo non hanno tutelato ma hanno permesso che aumentassero in maniera esponenziale gli incidenti sul lavoro, oltre che la precarietà.

La precarietà, i contratti capestro e tutto quello che segue, sono la conseguenza di decenni di politiche del lavoro sbagliate tese a togliere diritti ai lavoratori e a sfruttarli al massimo possibile che i governi di tutti i colori da destra a sinistra passando per il centro hanno attuato minando così alla base quelli che erano sostanzialmente alcuni punti fermi che erano stati ottenuti “col sangue” dalle lotte dei lavoratori e pagati sulla loro pelle. Le norme che ora questo referendum vorrebbe abrogare sono tutte state concepite da governi di sinistra, cioè quelli che più di altri, per “eccellenza” avrebbero dovuto avere a cuore le condizioni dei lavoratori e la loro sicurezza sul lavoro. Sicurezza di cui ora Landini si riempie la bocca ma che fino ad ora non si capisce cosa abbia fatto per tutelare visto che ne muoiono sempre di più.

Lo stesso Landini che parla di “salario minimo” ha firmato contratti di lavoro a cinque euro all’ora. Perché non ha fatto la rivoluzione invece che firmare per paghe da fame o peggio e ora si batte il petto come Tarzan per ottenere che gli italiani vadano a votare per abolire delle norme che lui e molti altri hanno utilizzato per sfruttare quegli stessi lavoratori che ora dicono di voler “tutelare”?

L’ipocrisia di questa mossa disperata di una sinistra in cerca sempre di nuovi autori e che si trova ora all’opposizione di un governo di destra che sta cercando con tutti i mezzi di abbattere, anche prendendo in giro gli italiani per l’ennesima volta con questa farsa di un referendum basato sul nulla ( e che poco o nulla cambierebbe per i lavoratori) se non sulla loro disperazione di vedere che il governo guidato da una donna e per giunta di estrema destra, dura e che gli italiani (i pochi che credono ancora nella politica) non solo non lo fanno cadere con manifestazioni di piazza giornaliere, ma i sondaggi danno il partito della premier in costante ascesa o comunque non in perdita.

Ma come potrebbe essere diversamente se ogni giorno scopriamo le balle che ci raccontano quelli che si stanno strappando i pochi capelli residui per cercare di tornare a comandare e comandarci e scopriamo che si riempiono le bocche con le crisi e i soldi che si potrebbero spendere per la sanità o la scuola (da sempre con gravi problemi irrisolti da tutti) e poi però buttiamo milioni di euro per un referendum inutile se non addirittura controproducente?

Un tempo avevo stima di Landini ora con questa mossa disperata mi sembra rientrare perfettamente dentro quel girone vizioso dei politici che fanno politica più per sé e il proprio partito di riferimento che per il bene degli italiani e di gente così gli italiani ne hanno strapiene le tasche.

Non saprei quale di queste due facce si faccia più impressione quando si guarda allo specchio per radersi la mattina: temo nessuna delle due, ma, forse, dovrebbero cominciare a dirsi, sommessamente, quando si vedono con lo sguardo ancora velato dal sonno: “mamma mia che impressione”…

E noi che pensavamo di andare al mare

Avete fatto caso che da quando Trump si è insediato, le cose nel mondo vanno di male in peggio? Ora, dopo l’attacco ucraino alle basi militari russe e lo smacco subito dalla loro intelligence, si sentono echi di guerre nucleari che la Russia ha rimesso in circolo. Dateci quello che chiediamo o facciamo saltare in aria il mondo. Donald Trump è un nano coi piedi di legno a mollo dentro una bacinella di benzina. Putin lo comanda a bacchetta, Putin ha in mano il mondo e gli sta facendo “il dito medio”.

E’ chiarissimo, le trattative erano e sono un grande bluff per incartarci ancora, Putin non è mai stato così forte come da quando Trump ha ripreso il potere e Trump è una sua marionetta che lui muove a suo piacimento.

Si, diciamo che gli ucraini l’hanno fatta grossa, ma vogliamo dirlo? Da tre anni Putin gli sta devastando il paese, ammazza i civili, distrugge infrastrutture. Ma lui può, lui è forte e chissenefrega degli ucraini? In fondo lo stanno pensando in molti, ne sono sicura. Ma sono tre anni che Putin minaccia il mondo e sono tre anni che ci sentiamo con l’atomica alla gola. Cosa sarebbe cambiato adesso? Che Putin si sente che ha la vittoria in mano perché Trump sta al suo gioco e tra poco molla del tutto gli ucraini con tutto il cucuzzaro e si mette con lui e gli altri che vogliono un nuovo ordine mondiale con quattro dittatori al bar.

Questo è l’esito delle elezioni americane di novembre: i Maga ci hanno messo in un bel casino, il mondo in mano a Trump e Putin non sta meglio di sicuro di quando era in mano al “rincoglionito” che ha voluto correre anche malato sapendo che nessun altro candidato avrebbe potuto vincere su Trump. E qui c’è stato chi ha scritto: “meglio un delinquente che un deficiente”…non vorrei mai dovesse pentirsene. Dopotutto Trump ha detto di “essere stato scelto da Dio)…ora dovrebbe dimostrare che questa scelta è arrivata da lassù ma ho molti dubbi che non riesca piuttosto a dimostrare di essere stato scelto da un altro che comincia con “D” ma sta “all’opposizione” del Bene.

Sull’orlo della crisi (di nervi)

Molti analisti dicono che un esito positivo del referendum potrebbe solo peggiorare le condizioni dei lavoratori. Le leggi emesse dal governo Renzi a suo tempo, sono state nel frattempo molto ridimensionate da varie sentenze e al momento non si vede perché intervenire su leggi che già modificate non hanno più l’impatto negativo degli esordi.

Dunque perché andare a votare per eliminarle quando il quadro normativo generale non ne è più influenzato? Un motivo c’è, probabilmente l’opposizione vuole far ritornare il caos nel mondo del lavoro. Attualmente la situazione dei lavoratori italiani è stabile, nel senso che ci sono segnali di aumento dell’occupazione, anche se labili e non si capisce perché rimettere tutto in discussione se non per creare altra confusione.

Ho l’impressione che ci sia sempre ( e da sempre) chi rema contro gli italiani e i loro problemi e un’ opposizione che rema contro gli italiani quasi come quando sta al governo è una novità, ma non se ne sentiva davvero il bisogno.

Questo del referendum è un taccon peso del buso. Renzi che sta inciuciando con la neo eletta sindaca, la bellona Salis (da non confondere con l’altra bellona, la euro parlamentare scappata di galera che si mostra in bikini per attirare la compassione dei suoi followers) e riprendersi il PD (o buona parte di esso) alla faccia della vittoriosa faccia di Schlein che ora sente puzza di tradimenti, si insomma, dicevo, sempre lui, quel Renzi delle Leopolde, andrà tronfio e fiero a compiere il proprio dovere di “cittadino modello” e a cassare la sua legge cult? Quella sulla quale si era predisposto un altarino con tante candele accese?

Credo proprio di si, ha necessità, gli preme proprio di risorgere e ne fa virtù, i milioni guadagnati all’estero stanno per finire, non ha più grande appeal in Arabia e limitrofi dopo la visita di Trump e allora si rituffa a pesce nella melmosa politica italiana, si prepara per togliere lo scettro alla premier e riprendersi la campanella.

Non ci dorme la notte ormai da anni, deve riprendersi quella campanella, ne va della sua quiete interiore, non sta sereno, per niente fino a che non la rifà sua. L’ambizione dormiente si è risvegliata d’un botto, Schlein hai i minuti contati, la bella di Genova è pronta a farti le scarpe e col tacco dodici ha certamente più chances delle tue ballerine sfondate. L’italiano tipo è sensibile a certi argomenti “politici”.

Un referendum è proprio quello che ci vuole per distogliere l’attenzione dalle manovre sopra e sotto banco dei politici in crisi di astinenza da premiership. Italiani non deludeteli.

Dignità pari

A Macron, Meloni ha chiesto “pari dignità”. Buffo che una premier debba fare una simile richiesta ad un leader in visita. I dissapori recenti con il presidente francese erano così ancora difficili da digerire, serviva un “farmaco” che aiutasse a mandarli giù prima dell’incontro.

Ma poi è andata bene, i due si sono baciati e abbracciati con trasporto e tutto sembra dimenticato. Hanno cenato assieme e parlato a lungo della grande importanza strategica del nostro paese e di come i rapporti bilaterali vadano consolidati per affrontare le sfide del presente (quelle del passato sono ormai passate).

Meloni era raggiante nel suo completo blu, e anche lui non si è presentato male, una bella coppia tutto sommato, l’occhio accontentato sembra che anche l’orecchio abbia avuto la sua parte.

Questa cosa mi ha ricordato degli episodi della mia infanzia. Uno zio veniva a passare lunghi periodi durante le vacanze estive da noi. Uno scapestrato che da giovanissimo era partito per la Francia dove aveva messo su famiglia e anche (da buon veneto) con gli anni impiantato una discreta impresa metalmeccanica . Ma da giovane aveva una fama da viveur sfaticato che non lasciava prevedere nulla di buono. Veniva preso in giro dai fratelli che gli dicevano che aveva messo la testa a posto grazie alla moglie, una francese biondina molto graziosa ma con un piglio teutonico. Essendo cresciuta in una citta di confine con la Germania, era bilingue e i primi rudimenti del francese e del tedesco (oltre che dal nonno materno che aveva passato molti anni in Francia) li ho appresi proprio da lei. Per dire che questo tipo un po’ balengo era stato messo in “riga” dalla francese e lui usava dire ” eh, si, adesso comanda la Francia”, (detto popolare in Veneto che però si attagliava alla perfezione alla sua situazione).

E mi è venuto in mente anche in relazione a questa vista ufficiale del “bel” francese Macron che un tantinello di arie se le da e Meloni però non è una passacarte di qualche ministero ma la premier italiana. Dunque bene ha fatto Meloni ad incontrarlo e a chiedere “pari dignità” (una puntina di maschilismo tra i leader europei si insinua sottotraccia da quando non c’è più Merkel a ricordargli che esiste anche “l’ altra metà del cielo” che può stare comodamente al loro “livello”).

Insomma, bella la visita, bella la premier, bello il presidente, (belli i corazzieri) bello tutto e immagino che la cena sia stata “all’italiana” preparata dallo chef di Chigi dosando accuratamente i tre colori della nostra bandiera tra carboidrati e proteine e verdura di stagione e dolce alla panna “montata” e che anche il vino sia stato scelto di quello dei nostri migliori. Se un po’ conosco Giorgia Meloni, deve essere andata così. O almeno mi piace crederlo.

Viva la pace tra i due e viva però anche la “differenza” tra la “signora” premier e il “signor” Presidente che ha abbassato un po’ le alucce e se n’è tornato in patria con la stessa grandeur ma con “pari dignità”…

Ucraina libera e indipendente

L’ennesimo summit a Istanbul tra russi e ucraini finisce con il solito nulla di fatto. Il cessate il fuoco per due tre giorni proposto dai russi non viene preso in considerazione che come un barzelletta di quelle che non fanno ridere.

Zelensky ha detto che servono nuove sanzioni per la Russia, che Putin non deve credere che si ceda davanti ai suoi giochini e che non deve ottenere nulla dalla sua aggressione. Il che, tradotto, significa che Kiev è pronta a continuare a combattere per la propria libertà. Allo stesso tempo Zelensky chiede che la richiesta per un decisivo, vero cessate il fuoco provenga da tutti quanti desiderano la pace anche fuori dall’Europa. Fa appello a chi è in grado di capire che gli ucraini sono determinati, che tre anni di sofferenze, morti e soprusi inflitti dai russi, non hanno fiaccato la loro resistenza ma l’hanno rinforzata.

Zelensky sembra più che mai convinto che la guerra possa finire solo se Putin accetta di ritirarsi e che il cessate il fuoco sia incondizionato. Solo così l’Ucraina potrà avere rassicurazioni di una pace giusta e duratura, senza compromessi al ribasso e senza cedimenti.

Putin ha aggredito e deve essere ritenuto responsabile dell’aggressione fino in fondo e chi ha a cuore veramente la pace lo deve riconoscere ed aiutare l’Ucraina a rimanere indipendente ed integra.

Life in words

Books are life in words
I can see them dancing
around me telling me
what I want to hear.
Greeting me they know
I am looking for something
that stays.
That can explain what
sort of card play life is.
Evenings and nights
and mornings again.
Words take me by the hand
guide me I follow my instinct
and I am there within
life in words.

la tregua che non c’è

La crisi più grave attualmente è rappresentata dalla situazione della popolazione di Gaza. Gli aiuti arrivano col contagocce ed è Israele ad impedirli. Non solo, sono quasi del tutto affidati ad una organizzazione privata americana che agisce in modo confuso e arbitrario e non solo non arriva a sfamare la popolazione allo stremo, ma sembra volerla attirare in un luogo preciso per lasciare sguarniti altri. Oggi gli israeliani hanno aperto il fuoco contro le persone che si accalcavano per ricevere gli aiuti. Disumano e sembra rispondere ad un disegno preciso: farli arrivare in massa che poi colpirli. Fosse davvero così sarebbe un disegno criminale che non può rimanere impunito.

Nelle ultime settimane si sono levate molte voci contro la politica di Israele e però Netanyahu sembra deciso sempre di più a completare l’opera di totale distruzione della Striscia di Gaza e di liberarla definitivamente dai palestinesi residenti. Cacciarli insomma, per sempre dai loro territori, sotto la continua minaccia delle armi e quella ancora più devastante e crudele della fame.

Le proposte di tregua finiscono col diventare fonte di litigio tra le due parti, Hamas sembra respingere ogni trattativa che viene proposta ma poi, pare sia Israele e essere particolarmente esigente e contrapporsi ad ogni proposta di Hamas.

Prima che Trump riprendesse la carica alla presidenza Usa, le cose andavano decisamente male in Medio Oriente, ora, con lui si stanno notevolmente complicando. Parla a vanvera di accordi in fase di negoziazione, finge di indignarsi per la situazione dei palestinesi, ma il suo supporto va a Israele e Israele è così prepotente perché si sente decisamente spalleggiato dagli Usa. Lo stesso vale per Putin che si fa del tutto beffe dei “moniti” di Trump e continua a nicchiare e a cincischiare ma non ci sono reali prospettive di arrivare a un qualsiasi accordo di pace.

La pace mondiale è compromessa da questi due conflitti interminabili, ma la situazione a Gaza è decisamente la più esplosiva in questo momento e Israele non potrà sottrarsi al giudizio della Storia e alle proprie responsabilità. Anche se agisce per mano di un leader criminale, le azioni di questo non potranno non ricadere su tutto il popolo di Israele che ne dovrà subire le conseguenze. Difficile per gli israeliani contrari alla crudeltà del loro leader, provare a ribellarsi, ma purtroppo il mondo guarda ad Israele sempre più con sconcerto e riprovazione. Le azioni di Netanyahu sono criminali e non potranno non avere ripercussioni negative sulla stabilizzazione di quei territori e sulla sicurezza degli israeliani.

Prima Israele ne prenderà coscienza e troverà la forza di ribellarsi a Netanyahu e ai suoi e avviare un vero processo di pace che tenga conto della brutalità di questa offensiva da parte del suo esercito e meglio sarà per tutti. Ma esiste davvero questa possibilità? Temo che sia davvero solo una pia illusione.

Anche Hamas dovrà rispondere dei propri crimini, ma Israele non può continuare a giustificare con l’autodifesa la sistematica e crudele distruzione di una popolazione ormai allo stremo.