Si vis pacem

Sembrerebbe che la cittadina romana Giorgia Meloni abbia tirato in ballo il motto latino : si vis pacem para bellum, lo ha proprio pronunciato al Senato per spiegare alla opposizione stremata da una lunga “guerra” senza quartiere contro una maggioranza granitica (accidenti) che non sembra avere alcuna intenzione di creparsi neppure di un millimetro…non l’avesse mai fatto ma lo fece. Lo fece si ed ha anche aggiunto: ” Se si hanno sistemi di sicurezza e difesa solidi si possono più facilmente evitare dei conflitti. È arrivato il tempo che ci occupiamo adeguatamente della nostra difesa e della nostra sicurezza: non è che i nostri valori si difenderanno da soli, non si difendono perché buoni e giusti ma se hanno una difesa adeguata. È condizione essenziale se vuoi costruire la pace”.

E perché mi sono chiesta la premier si è messa con le sue stesse mani in un simile cimento?

Ma perché no? Lei non può utilizzare un motto latino perché non ha fatto il classico? Oppure perché l’ambiziosa e spuntata opposizione (che fa il suo mestiere ma non sempre onestamente…) sta parando bellamente o cercando di farlo, qualsiasi cosa faccia il governo solo per partito preso, lasciato, ripreso, cambiato, manipolato…rinfrescato, rapito, raggruppato…e accidenti non ce la fa proprio a mettere zizzania e il governo regge?

Ma che parino bellum pure loro. E che sarà mai? L’ha spiegato Meloni: ci prepariamo meglio a difenderci in caso di attacchi, lo abbiano sempre fatto ( si, ma abbiamo anche attaccato, ma è meglio lasciar perdere…acqua decisamente passata) ed ora lo facciamo di più, in considerazione del fatto che gli americani ci hanno detto oggi con Trump, di arrangiarci, di diventare indipendenti di sganciarci finalmente da loro, quasi, se non del tutto. Per ora quasi…poi si vedrà. Lo diceva Eraclito: ” la guerra (polemos) è madre di tutte le cose” e per qualcuno persino anche padre e “spirito santo”. Davvero poco santo.

Si arriverà in dieci anni al 5 per cento in spese militari o para…militari. Pare di si. Ma in dieci anni si potrebbe persino arrivare a pensare che siano persino troppo poche (speriamo mai) le risorse per la difesa. Che ne sappiamo? Chi avrebbe detto che ci saremmo trovati in questa situazione di guerra diffusa, spalmata un po’ dovunque e che avremmo dovuto ossequiare un satrapo che ci manda a quel paese e ce lo dice in faccia: arrangiatevi parassiti?

Chi avrebbe pensato ad una simile “diplomazia” ad un simile concetto di “alleanza” atlantica o meno? Qualcuno ne sarà contento, finalmente, penserà, uno meno ipocrita degli altri che ci sputa in faccia e ci dice chiaro che ci odia. Che meraviglia, che pacifismo che si tocca con mano, che arte ruffianata e nobile della più alta espressione diplomatica…di uno che dice con le bombe: iraniani mi state quasi antipatici ma adesso che vi ho (pare ndr) distrutto i siti nucleari, parliamone…

Ma, vogliamo togliere al sociale per dare agli armaroli di tutto il mondo? No, non lo vogliamo (e speriamo che non accada) ma lo dobbiamo ( purtroppo, pensare a difenderci) perché se vogliamo stare in piedi ( e non finire all’ospedale) dobbiamo fornire carburante al nostro stomaco e se vogliamo difenderci dobbiamo fornire armi sempre più sofisticate al nostro esercito. Ma, per carità, non crediate che a me la cosa faccia piacere. Ci mancherebbe, disprezzo profondamente la guerra e le armi, ma se domani, nessuno lo vuole, ma dico e se domani, io non potessi …no, Mina non c’entra qui, dicevo e se domani, a qualche partito di testa venisse in mente di venire a conquistarmi, io gli paro un sistema aggiornato di difesa planetario che, se sa (il partito di testa) che ce l’ho, si guarda bene dal mettere in atto un tale sconsiderato sproposito…e non per fare guerre preventive ma per prevenire le guerre sempre sbagliate e distruttive.

Ed ora…apriti cielo e terra e tutti i laghi…mi preparo a pararmi…

3 commenti su “Si vis pacem”

  1. Per me il latino è arabo, però non credo si possa fare tanto diversamente da quanto deciso dalla commissione. Non sono in grado di quantificare se il 5% o il 4% sono tanti o pochi in senso assoluto, ma qualcosa bisogna fare: per come siamo messi adesso manca poco che teniamo ancora gli alpini col somaro.
    Sarebbe bellissimo se quei soldi si potessero spendere per cose più utili, ma il disarmo ha senso se si disarmano tutti, cosa che non sembra essere ben digerita dagli esseri umani da quando Adamo ed Eva misero al mondo due fratelli litigiosi.
    Ormai le guerre si fanno col joystick, meglio cercare di stare al passo, sempre evitando che si finisca col pensare che è tutto un gioco.

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  2. Mauro, come capita spesso, ci si illude che, per affrontare un problema, basti metterci dei soldi. Vale come manifestazione di intenti, ma non si risolve niente senza un progetto intelligente.
    Cosa significa aumentare le spese per la difesa?
    Acquistare aerei? Missili terra- terra? Missili terra – aria? Carri armati? Veicoli per trasporto truppe? Costruire nuove navi da guerra? O, piuttosto, investire sui droni, che sono stati la rivelazione nella guerra in Ucraina?
    Ciascuna di queste scelte implica una previsione di quale potrebbe essere il nemico, e di cosa ci proponiamo di fare (dissuaderlo, resistergli se ci invade, invaderlo noi per primi ….).
    Secondo quello che sarà lo scenario reale, poche di queste scelte sarebbero utili, mentre le altre sarebbero soldi buttati, o addirittura potrebbe essere meglio non avere certe armi.
    Se, come prevedo, nessuno ci attaccherà, e spero bene che non verrà a nessuno l’idea di essere noi gli invasori, saranno soldi buttati tutti quanti.
    A meno che la Meloni e compagni, come hanno già accennato, non pensino ad una soluzione all’italiana, e vogliano far passare come spese per la difesa altre cose.
    Per esempio, dare più mezzi ai Carabinieri o alla Guardia di Finanza, che ufficialmente fanno parte dell’Esercito, o alla Guardia costiera e simili.
    R
    potrebbe essere un giochino per il test d’ingresso: chi sarà il nemico? e come lo “accogliamo”? mazzi di rose, no, cioccolatini, neppure troppo costosi, meglio forse un invito a cena? Beh se si presenta bene, ci si può anche pensare…però anche aumentare gli stipendi alle Forse dell’Ordine, Vigili del fuoco e militari, non sarebbe male.

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  3. Signora Gazzato, lei ci scherza, ma il nocciolo della questione è lì.
    In una eventuale guerra l’Italia vuole fare come Zelensky che resiste inutilmente da 3 anni, o come Vittorio Emanuele terzo che, dopo aver fatto deporre Mussolini che era contrario, firmò la resa agli alleati evitando così a Roma e Firenze di fare la fine di Dresda?
    Non è una domanda oziosa. In guerra ci sono varie opzioni.
    E, secondo me, la meno onorevole è quella che comporta più morti e distruzioni.
    R
    nella malaugurata ipotesi che spero non si avveri mai, farei così, mi affiderei alle capacità di difesa e di intelligence che spero il mio paese sappia mettere in atto (anche per questo paghiamo le tasse) e al “Giudice Supremo”, lei, se crede, attui una resa preventiva mettendo alla finestra qualche vecchio lenzuolo bianco a mo’ di bandiera, o volendo, qualche vecchia canotta e anche qualche sacco di sabbia “vicino alla finestra”, non si sa mai.

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