Papa Leone ha accolto in Vaticano una delegazione di famiglie di ucraini e autorità della Chiesa Greco Ortodossa, in occasione dell’anno giubilare.
L’incontro è stato un momento di fede ma anche di speranza per quella “terra martoriata”, così l’ha definita il papa e nel congedarsi gli ha detto:
“Sorelle e fratelli, accogliendovi qui, desidero esprimere la mia vicinanza alla martoriata Ucraina, ai bambini, ai giovani, agli anziani e, in modo particolare, alle famiglie che piangono i propri cari. Condivido il vostro dolore per i prigionieri e le vittime di questa guerra insensata. Affido al Signore le vostre intenzioni, le vostre fatiche e tragedie quotidiane e, soprattutto, i desideri di pace e di serenità.”
Già, “pace e serenità”. Quella che ora non c’è né in Ucraina, né in Medio Oriente, né in tante altre parti del mondo. Pace e serenità vanno insieme perché non può esserci mai serenità senza pace. Ma la pace e la serenità vanno difese rigettando le insidie e le minacce, sempre, con fermezza. E questo fanno gli ucraini da oltre tre anni: respingono con ogni mezzo l’attacco insensato da parte di una nazione confinante che ha attaccato e invaso il loro paese senza alcuna valida giustificazione.
Non ha detto di “alzare bandiera bianca”, papa Leone è stato molto chiaro: ha detto che prega per la pace e chiede agli ucraini di confidare nel Signore, ma non gli ha chiesto di arrendersi. Papa Leone ha un suo stile molto definito: è pacato ma fermo e deciso, condanna “l’insensatezza” ma non chiede alle vittime di questa guerra insensata di arrendersi a chi li aggredisce.
E ha anche detto a proposito degli attuali teatri di guerra:”“Oggi la violenza bellica sembra abbattersi sui territori dell’Oriente cristiano con una veemenza diabolica mai vista prima… Il cuore sanguina pensando all’Ucraina, alla situazione tragica e disumana di Gaza, e al Medio Oriente, devastato dal dilagare della guerra. Siamo chiamati noi tutti, umanità, a valutare le cause di questi conflitti, a verificare quelle vere e a cercare di superarle, e a rigettare quelle spurie, frutto di simulazioni emotive e di retorica, smascherandole con decisione. La gente non può morire a causa di fake news”.
Ha parlato molto chiaro: “la gente non può morire a causa di fake news”. Quelle che ormai invadono il mondo e lo stanno rendendo un posto insicuro e inospitale. Il papa vuole un mondo dove regni la Pace “disarmata e disarmante”, ma nei suoi discorsi pone soprattutto l’enfasi sulla ricerca costante delle cessazioni delle ostilità.
Non pare però, purtroppo, essere troppo ascoltato: le guerre si intensificano, l’Ucraina viene bombardata ogni giorno, la tregua tra Iran e Israele è fragile come un neonato e la guerra tra Israele e Hamas miete decine di vittime al giorno tra i palestinesi affamati e stremati, senza soluzione di continuità e ogni volta che ci sembra che qualche fronte stia per chiudersi, se ne apre uno nuovo ancora più violento.
Non sembra esserci nessuno in grado di dire qualche parola chiara che metta fine a queste carneficine insensate, Le parole del papa sembrano cadere nel vuoto. Ma forse no, forse il papa è l’unico che possa davvero agire in modo da dare il giusto significato alle parole Pace e Serenità e l’unico che possa tradurre in azioni concrete i desideri di chi ora non può che affidarsi a quella che sembra una parola priva di significato ma che ha, per il Vicario di Cristo e per chi crede, un valore immenso: Speranza.
Molto interessante il passaggio “La gente non può morire a causa di fake news”.
Mai sentito prima neppure da papa Francesco.
Mi sa che i destinatari di questo messaggio sono veramente tanti, anche se pochi lo riconoscono …..
Oggi le guerre sono contrabbandate per quello che non sono, da ambo le parti, e si fa credere alla gente che vale la pena di ammazzare e di morire.
Vedi la Canzone del Piave, infarcita di falsità.
Se non ci fosse tutta questa disinformazione, la gente manderebbe i propri governanti affanculo, e soldati si rifiuterebbero di combattere.
R
bella prospettiva.
Il papa si riferiva alla fake news che l’Iran stesse preparando la bomba…come mai non sento la indignazione verso Trump che ho sentito in questi anni sui suoi predecessori? Mah. Mistero. Già, io non ci azzecco mai con le “analisi”…
Signora Gazzato, anche Trump mi sta deludendo molto su tutti i fronti. L’unica consolazione è che almeno lui non sembra pensare ad una guerra contro la Russia, che era la cosa che mi preoccupava di più.
Per ora ho un giudizio sospeso, perché ogni giorno cambia idea.
La differenza con Biden è che, invece, lui andava dritto come un treno e non aveva ripensamenti, e quindi era più facile farsi un’idea di dove volesse arrivare.
Ma quelli che mi hanno deluso di più sono gli europei. Spero proprio che, con la gente che abbiamo, si rinunci definitivamente a fare l’unione politica. Sembra una gabbia di matti. Meglio la Meloni e compagni che personaggi come Merz e Macron.
R
almeno lei ha l’onestà intellettuale di ammetterlo, altri preferiscono “scappare”.
Sulla Russia non si può mai sapere, persino Putin comincia ad avere qualche dubbio su Trump e sta correndo ai ripari. Non è solamente imprevedibile è un Narciso col doppio fondo e la boria e l’arroganza sono sempre cattive consigliere.
In quanto agli europei, non sarei così drastica, Merz ancora non lo conosciamo, Macron di più ma anche qui ognuno sa cosa bolle nelle proprie pentole.
Meloni, come molte donne che riescono ad arrivare a prendere posizioni di potere con molta difficoltà, è, secondo me, la più affidabile di tutti. La “guerra, non la farà a nessuno. Più probabile che tanti la facciano a lei.
Questo articolo di The Guardian Int. evidenzia come in quella striscia di terra dove sembra esserci il post apocalisse (così lo definisce il giornale questo momento), sembra succedere di tutto.
La semplificazione degli orrori è, spesso, un modo per sedare l’ansia che questa orrore provoca. Ma, spesso, le cose sono persino più complesse di quanto non sembrino.
Qui si parla di una lotta tra bande per detenere il potere in quel luogo ormai ridotto in gironi infernali, dove ci sono solo macerie e gente che cerca di sopravvivere col poco cibo che riesce ad entrare e sempre sotto attacco dei cecchini dell’IDF e di bande varie interne che fanno capo a gang criminali e a terroristi di Hamas che cercano di mantenere il potere pur dentro una situazione terrificante.
I sacchi di farina vengono sottratti a chi ne ha bisogno e messi in vendita fino a 500 dollari al sacco e se li contendono fra varie bande.
Il fuoco (persino dentro gli ospedali) tra bande, miete molte vittime tra i palestinesi ed è incerta persino la provenienza delle armi.
Persino i soldati israeliani dicono di non sapere chi tra loro spara sulla folla perché in generale loro stessi smentiscono e dicono di non capire spesso da dove arrivi il fuoco. Un modo per deresponsabilizzarsi? Certo, ma non solo.
https://www.theguardian.com/world/2025/jun/29/medical-staff-struggle-gangs-fight-aid-supplies-gaza
Signora Gazzato, Merz è l’ex responsabile della sezione tedesca di Black Rock, una delle società finanziarie che controllano mezzo mondo, compresi i principali produttori di armi, come Lockheed Martin.
E la cosa non mi piace. Quanto mi piacerebbe che tornasse la Merkel che era la più seria e intelligente di tutti ……!
R
eh già bravo. Ora è la “più intelligente” ecc ecc, quando governava gliene hanno dette di ogni…
Non certo io
R
ah no? ma davvero? Guardi Lenzini che il termine che ha usato per definire Merkel (che io ho cancellato) non era proprio la rappresentazione “plastica” della sua considerazione verso l’intelligenza della ex cancelliera, quel termine (facile da intuire) non ha niente da invidiare al “bassina” usato da A59 per il quale lei si è tanto allibito. Anzi, direi che è persino peggio. Anzi molto peggio.
Lei confonde le battute scherzose con la critica cattiva. Come se io dico che la Meloni rappresenta una tappa fondamentale per lo sviluppo del Paese.
R
lei confonde la volgarità sessista e maschilista con le “battute scherzose”, quelle che faceva Berlusconi non erano battute scherzose ma trivialità oscene e ributtanti.
E poi: “come se io dicessi” non come se io dico. Anche la “tappa” è una cattiveria gratuita.
Anche lei soffre di congiuntivite come copypasta.
Come se io dico va bene, perché, in effetti, lo sto dicendo.
R
lo sta dicendo? beh, contento lei…e se lo dice lei.
Ma non si attacchi per avere ragione a persone che non scrivono più qui da mesi, la congiuntivite per fortuna non ce l’ho, ma le lascio le sue convinzioni, sono la sua perfetta cornice.