Gli è partito un colpo dalla pistola non dichiarata che teneva nella tasca durante un festa di capodanno famosa per l’incidente in cui un uomo è rimasto ferito dal colpo “sfuggito” dall’arma che il deputato Emanuele Pozzolo aveva portato con sé. Espulso dal partito col quale era stato eletto deputato (FDI), prima è entrato nel gruppo misto ed appena Vannacci ha formato il suo partito, ci si è intrufolato. Il partito perfetto … del partito…di testa, uno che si ubriaca e poi si mette alla guida del SUV e finisce per provocare un incidente, uno così poteva non approfittare di questo treno che gli è passato sotto il naso all’improvviso. Come la manna, lo ha preso al volo.
Lo ha detto lo stesso caporione con le stellette di avere “una sporca dozzina” e se ne vanta pure. Pozzolo coi suoi precedenti è un elemento valido e portabandiera di simile accozzaglia di fuoriusciti ora rientrati dal buco della serratura di uno che sta vedendo ogni giorno di più la crescita abnorme della sua idea meravigliosa che poi tanto ideale non è, almeno per chi voterà questa ” roba” perché la troverà “di buon senso”. Ma quale “futuro nazionale”? Questi cercano solo di costruisi un futuro personale e, date le premesse, sembrano sulla buona strada. Al peggio non c’è mai fine.
Dunque, Anna Ascani, la vicepresidente della Camera, qualche giorno fa ha redarguito cotanto caprone ( in senso politico) chiedendogli di chiamarla signora presidente e non signor presidente. Lui si è rivoltato come un cobra (sempre in senso politico), poco mancava che ne chiedesse le dimissioni. Una furia. Ascani gli detto di tornare in sé o lo avrebbe espulso.
La questione è futile, per quanto un certo maschilismo duro a morire andrebbe educato a definire le donne di potere in modo che siano riconoscibili in quanto donne, non tutte ci tengono, ma se lei lo chiede con gentilezza, non vedo perché non accogliere la richiesta.
Perché? ma perché quel tale è uno dei tanti onorevoli Trombetta del Parlamento italiano, un superficiale vanesio ora “sporco dozzina” la cui sorella non fa Trombetta (come lui) ma essendo maritata con un Bocca, fa, giustamente (o faceva) Trombetta in Bocca. Si, lo so che ora il giochino non vale più perché l'”in” non c’è più per fortuna, ma se lo merita lo stesso un caprone maschilista come lui (sempre in senso politico) non può non essere nostalgico dell’ “in”. Che, di fronte ad altre nostalgie è una bazzecola.
Un altro test.
R
questo passa però.
Premessa, la Ascani mi è simpatica come una mutanda di ortiche, ma detto questo il “Pozzo” (d’ignoranza), non ha mostrato rispetto ne per il ruolo che ricopre (indegnamente) e tantomeno per la donna in questione nell’esercizio delle sue alte funzioni, forse perché la sua ex “capa” orgogliosamente si fa chiamare:
“Il Presidente del Consiglio”.
Ma una lettera intera il “Pozzo” (d’ignoranza) non se la merita, troppa (Maria)grazia, con uno come lui il termine “pistola” va inteso alla meneghina, cioè non l’arma ma il soggetto.
Andrebbe poi ricordato che è stato condannato a 1 anno e 3 mesi per porto abusivo d’arma, piace alla feccia che piace (“Kebbabbacciari”).
Nemmeno la dignità di dimettersi con una condanna sulla schiena, ma si sa che a destra le condanne fanno curriculum, non a caso è finito nel casting della Sporca dozzinale truppa del “fenomeno” del momento.
Certo è che fino a quando prenderà i voti presentandosi con quella faccia un così e l’espressione un po’ così e quel cervello un po’ così… ha ragione lui.