Scorrendo svogliatamente le notizie, oggi (si svogliatamente perché di leggere brutte notizie, francamente, non ne posso più), dopo aver letto l’ennesima polemica su una frase di Francesca Albanese che sarebbe stata manipolata, lei che si giustifica e spiega…con la sua faccia compunta e la chioma fluente e gli orecchini a ruote di Tir, mi sono sentita presa da una strana apatia e ho pensato: ma perché non leggo Proust invece? Bene, dopo aver deglutito ho anche pensato che era forse meglio se mi facevo un giro ma…mi è finito sotto gli occhi un articolo che non ho potuto fare a meno di leggere d’un fiato e che mi ha sollevato di molto il morale. Anzi, vi dirò di più, mi ha commosso.
Siete curiosi di sapere di cosa si tratta? Beh, si va bene, ve lo dico. Si tratta della depavimentazione o depave in inglese, che significa in soldoni, togliere l’asfalto dalle città dove non serve o è decisamente troppo, per creare spazi verdi, prati dove piantare fiori o alberi. Magnifico! L’ho sempre pensato che mi sarebbe piaciuto prendere un piccone e distruggere qualche pezzo di asfalto che ricopre la terra, anche poco, anche solo per far respirare una radice di un albero che soffoca.
Devo dire (e va bene perdonate se per una volta faccio una eccezione e parlo di me) che sono riuscita anni fa, quando di questa tendenza non si avvertiva neppure un pallido sentore, a far depavimentare un’area cittadina che impediva ad un viale di tigli di respirare e che il comune aveva deciso di abbattere. Ho rotto le scatole al mondo e ci sono riuscita. mi pareva un miracolo vedere le ruspe che facevano spazio intorno a quei meravigliosi alberi che avrebbero respirato grazie alla rimozione dell’asfalto che li soffocava, non so come sono riuscita a convincere i vari funzionari comunali e regionali che ho contattato, ma ora gli alberi sono ancora li, più rigogliosi che mai (e non solo in quell’area ma anche in un altra più in centro dove avevo chiesto che fosse liberata dal cemento per far respirare delle meravigliose querce che il comune aveva già deciso di abbattere e così è stato; non solo non sono state abbattute le querce, ma recentemente la zona che si trova in centro è stata riqualificata, depavimentata ed è diventata un parco dove le querce troneggiano e i cittadini possono passeggiare sotto l’ombra di quegli alberi maestosi e non solo, sono stati eliminati i parcheggi che infestavano la zona rendendo l’area irrespirabile, questo avevo chiesto allora e questo e stato di recente realizzato ). Ora scopro che la UE ha previsto incentivi per realizzare dove possibile la depavimentazione liberando aree più o meno grandi nelle città dalla morsa dell’asfalto che le opprime creando spazi verdi.
Genova è la prima città che sta operando in Italia questa “rivoluzione” e dove sono previste depavimentazioni (incentivando privati o aziende) che permettano di creare spazi verdi dove i cittadini possano respirare e che favoriranno, soprattutto d’estate, un microclima meno opprimente. Complimenti!
Anche a Milano sono previste azioni analoghe e anzi sono già iniziate e mi auguro che in tutta Italia si agisca in modo da liberare le città da quella copertura che uccide ogni forma di vita e rende le città invivibili soprattutto d’estate.
Bella notizia davvero, finalmente dopo tanto cemento sopra il cemento ora, forse, siamo arrivati a capire che ci stava soffocando e forse vedremo rifiorire le nostre città. E’ presto per dirlo, ma l’esempio della mia città, quello di Genova e Milano e di altre città (in Italia e in tutta Europa) che si stanno attrezzando per depavimentare, mi sembra già molto incoraggiante.
https://www.ilpost.it/2026/05/20/depavimentazione-genova/?homepagePosition=23
Abito in una detached house con giardini lastricati sia di fronte che sul retro., il che mi ha fatto piacere a dire il vero, perché mi giravano i cotiledoni a tagliare l’erba ogni weekend. Tuttavia Wendy, da cui l’ho comprata, mi ha lasciato dei garden borders immacolati, con tanto di fiori, shrubs e qualche pianta tra cui una camelia, Adesso, grazie agli acciacchi della vecchiaia, ho trascurato di accudire ai bordi e le erbacce hanno preso il sopravvento. Ma anche queste sono verdi e contribuiscono alla cattura dell’anidride carbonica, Inoltre fioriscono per la delizia degli insetti, specialmente api e bombi..Ho scoperto un po’ di giorni fa che un riccio e’ riuscito ad intrufolarsi passando sotto un pertugio del recinto del giardino posteriore e, tanto per non sapere leggere e scrivere, ho messo un po’ di mangime per i gatti di cui i ricci dovrebbero essere ghiotti. Adesso controllo tutte le mattine e scopro con delizia che si presenta tutte le notti per un buon pasto, breakfast nel suo caso. E’stato battezzato Harry dalla mia nipotina, pero’ potrebbe essere anche una Henriette. Beh, dopo la scomparsa della mia cagnolina Scopa mi sono ritrovato un nuovo pet!
R
bellissimo, continui così, si è vero anche quelle che definiamo “erbacce” possono avere un certo fascino, in fondo sono naturali e crescono dove possono visto che abbiamo ricoperto tutto di cemento. Io mi fermo spesso a guardare un giardino vicino a casa che deve essere come il suo :lastricato quasi tutto ma con dei bordi lasciati liberi e incolti, lo trovo affascinante perché ci cresce la malva, i ranuncoli, le false spighe, il tarassaco che altrimenti non vedrei più e sono grata agli abitanti di quella casa che non sono così “maniaci” del giardinaggio da tagliare via tutta l’erba in continuazione.
Cara Mariagrazia, a Genova sono decenni che gli spazi verdi sono dati in concessione alle aziende per curarne la manutenzione in cambio di pubblicità limitata a un piccolo cartello in cui si cita l’azienda.
A Genova il verde è un lusso, tutto il centro storico ad esempio ne è privo ed è il più grande centro storico europeo per estensione, la conformazione dei carruggi non lo prevedeva e così è rimasto, la Soprintendenza fa il resto.
Renzo Piano ha progettato il nuovo Waterfront e previsto nella rinnovata area del Palasport oltre all’immancabile COOP, al posto dello sterminato parcheggio adiacente in asfalto, che d’estate diventa rovente, un parco urbano che in questi giorni vede le prime piantumazioni, a lavoro finito diventerà cosi:
https://www.lavocedigenova.it/fileadmin/archivio/lavocedigenova/2024/12/Parco_urbano_1.png
Che la Albanese venga manipolata dai malpensanti ormai è un’ovvietà, per fortuna qualcuno inizia a togliersi le ruote di salame davanti agli occhi, qualcuno eh, mica tutti…
R
splendido
Da noi la depavimentazione delle strade è a cura delle ditte che stanno mettendo la fibra anche sui capitelli votivi. Non c’è più una via senza delle voragini ricoperte alla bene e meglio nelle quali i ciclisti precipitano copiosi.
Ma a parte gli scherzi l’iniziativa è ottima e non capisco perché non sia partita prima. Forse era osteggiata dalle lobbies del bitume, ma adesso anche quello passa da Hormuz.
E comunque sempre più spesso si sente parlare di “consumo di suolo” preferendo riqualificare piuttosto che costruire.
Sono una convinta ambientalista, farei prati e giardini dappertutto dove è possibile, C’è sempre troppo cemento per quanto se ne levi e il consumo di suolo non cessa ma aumenta, si costruisce ovunque anche dove non si dovrebbe e poi ci lamentiamo delle inondazioni. Togliere cemento è opera meritoria, finalmente, ci stanno soffocando di cemento ed ogni estate si va sotto acqua. Lo lascerei solo sulle strade per il resto lo toglierei anche a costo di camminare sull’erba. Invece noto che le case nuove sono scatoloni senza giardini dove non c’è un filo d’erba a pagarlo. Ma che razza di architetti progettano certi obbrobri?
Probabilmente gli architetti in questione hanno frequentato questa scuola…
https://miro.medium.com/v2/resize:fit:640/format:webp/0*4NdK2HUxBfGG0YmJ.jpg
R
Già, forse…
Si può dire tanto dicendo molto poco, questo è un esempio:
Mio malgrado… – Jacques Prévert
Assunto mio malgrado nella fabbrica delle idee
mi sono rifiutato di timbrare il cartellino
Mobilitato altresì nell’esercito delle idee
ho disertato
Non ho mai capito granché
Non c’è mai granché
né piccolo che
C’è altro.
Altro
vuol dire che amo chi mi piace
e ciò che faccio.
Esempio di come si possa dire tanto in una sola frase:
” amo chi mi piace e ciò che faccio”,
“Scegli un lavoro che ti piace e non lavorerai un solo giorno nella tua vita”.
Confucio.
R
aveva ragione.
“Success is not the key to happines. Happiness is the key to success, If you love what your are doing, you will be successfull”,
Albert Schweitzer.
Confucio ha detto un’emerita minchiata, io amo il mio lavoro altro che piacermi, ma sono 43 anni che mi faccio il mazzo per portare a casa la pagnotta ed è faticoso, lui lavorava? Mi sa di no.
R
neppure Confucio ti sta bene, vorresti fare il lavoro che ti piace, anzi che ami, senza fare fatica? Ma senza fatica non si ottiene nulla e senza fatica non ci sarebbe neppure soddisfazione ad ottenere qualcosa. Ma la massima di Confucio intende che se ami fare qualcosa la fatica per quanto grande sia per ottenerla è ripagata dall’amore per quello che stai facendo. Se non ti ripaga neppure l’amore hai un problema.
Si Confucio ha lavorato ha fatto lavori umili per mantenersi e ha insegnato (non un “lavoretto” da poco)..
https://www.treccani.it/enciclopedia/confucio_(Enciclopedia-Italiana)/
Ma figuriamoci cara Mariagrazia , Confucio ha scritto perle di rara saggezza e verità come ad esempio: “La vita è veramente molto semplice; ma noi insistiamo nel renderla complicata.”
Semplicissima la vita, come no, fa il paio con quella del lavoro che piacerebbe tanto a Landini.
Confucio è il precursore del “fai da te”, se uno ha fame ti mette in mano una canna da pesca. Attualissimo e lungimirante, di solito lo cita chi ha la pancia piena.
Certo che il lavoro è fatica anche se ti piace, tu hai scritto altro da quello che sostiene il “pensatore cinese” continuo a ritenere che paragonare il lavoro all’ozio (ideale) sia un’emerita minchiata, ma io il pensiero lo uso in maniera diversa dalla sua.
“Ai Liguri, aspri figli dei monti, insegnò la stessa terra che nulla si ottiene se non con tenacia e fatica”. (Cicerone)
Ecco belin, mandamelo un po’ Confucio che lo metto a produrre “sciacchetrà” sulle fasce di Monterosso e poi vediamo se mi viene a raccontare se il lavoro gli piace come quello del “pensatore”…
Buona giornata
R
si, anche a te ma non ti ho capito.