Magari erano ubriachi i funzionari statali che hanno redatto la formale richiesta all’Italia di sborsare 108 mila euro per le prime cure effettuate sui pazienti italiani all’ospedale di Sion, dove sono stati ricoverati dopo la tragedia di Crans Montana. Magari. O magari no. Ci credono davvero e pensano persino di essere nel giusto. Il nostro governo ha risposto che è una richiesta ignobile. Di più, io direi scandalosa. Non solo non dobbiamo pagare ma se insistono io proporrei una legge per vietare di aprire nuovi conti correnti in Svizzera, pazienza per i quasi 400 mila che già ci sono e proporrei una tassa supplementare a chi già ce l’ha.
Non solo: farei causa al Comune di Crans Montana e chiederei i danni morali e materiali per quei sei morti e per le loro famiglie e inoltre chiederei un milione di euro per ciascuno ferito italiano che porterà per tutta la vita i segni di questa immane tragedia. Il Comune a sua volta potrà rivalersi sui titolari del Constellation che a quanto pare, non sono certo poveri e hanno “santi” in paradiso, vista la cifra ( oltre 200 mila euro) che è stata versata come cauzione per far uscire di galera uno di loro, Jacques Moretti.
Tragedia che si sarebbe potuta evitare se fossero stati fatti i controlli che dovrebbero sempre essere fatti nei luoghi pubblici dove c’è una concentrazione altissima di persone e dove si possono verificare incendi o altro con la facilità con cui si è innescato l’incendio la notte di capodanno, che ha fatto 41 vittime. Una strage.
E ora, dopo i danni una beffa atroce.
Condivido le considerazioni, ma non mi preoccuperei.
Loro chiedono, magari per rispettare qualche regola burocratica loro, e il nostro governo non risponde.
Oppure risponde come dice lei.
R
com’è che non ha niente da dire sull’attentato?
Io senza mezzi termini dichiarerei guerra alla Svizzera.
Tanto che mi ci trovo, anche alla Russia.
Perché certe cose non si fanno.
Dichiarare guerra alla Svizzera non e’ una brutta idea, dopotutto.
Quelli pretendono dal nostro Paese
(e quindi da tutti noi contribuenti italiani)
il pagamento di grosse somme di denaro per aver…”curato” nei loro ospedali le vittime dell’incendio divampato nel locale “Constellation” in quel di Crans Montana.
Dopo il danno…pure la beffa!!
E…i coniugi Moretti, proprietari di quel sito trappola che fine fanno?
E le autorita’ elvetiche scevre dall’aver mai effettuato controlli su quel locale come se la passeranno?
E gli ustionati svizzeri curati in Italia?
Per quelli servizio gratis?
Nei pressi di Chiasso e a ridosso di Domodossola, verso il Sempione, si provvede di ammassare un ingente numero di alpini e carristi onde invadere il Canton Vallese, con direzione Sion!!!
Con due manovre a tenaglia
una puntando verso Ginevra da una parte e l’altra su Artdorf attraverso il Gottardo, con un paio di settimane la Svizzera la smettera’ di fare terrorismo socio economico contro di noi….
E che cavolo!!!
R
capisco ma non vorrei che qualcuno pensasse che fate sul serio…
Più che invadere io preponderei per evadere (anche se ci sono affinità non inteso in quel senso) cioè se tutti gli Italiani che lavorano in Svizzera tornassero a casa (mah poi dove lo trovano qua da noi un lavoro così retribuito) tutti i residenti di nazionalità italiana tornassero nel Bel Paese, ma sopratutto ….
…. se tutti gli Italiani svuotassero i loro conti nelle banche svizzere, non necessariamente per portali nel “loro” Paese, ci mancherebbe altro, poi qua dovrebbero pagarci le tasse, e magari lavoratori dipendenti e pensionati che pagano il 75% dell’ IRPEF, si offenderebbero … sia mai.
Ecco con queste tre operazioni pacifiche la Confederation Helvetique subirebbe ben più danni di un assalto alla baionetta nei pressi del Bizzarone.
“invadere il Canton Vallese, con direzione Sion!!!”
Saremmo accusati di essere antisemiti.
R
black humour.
Ma come, il mio amico di marciapiede che fa dei distinguo parlando di “evasione” della sola forza lavoro e non di quella reale?
La Svizzera è una delle lavatrici del mondo, i forzieri delle sue banche sono zeppi di soldi derivanti (ad esempio) da narcotraffico, del traffico di armi, di organi, delle attività illegali dei grandi cartelli criminali.
Il marcio di quella richiesta riflette la loro coscienza.
Sono quelli della lista Falciani.
Gli stessi che ti multano se superi il limite di 3 km orari (a me è successo) e prevedono la galera se non paghi la multa, ma chiudono gli occhi sulle misure di sicurezza se fai parte del circoletto e se ammazzi 43 ragazzini sfregiandone a vita altri 150, basta versargli un po’ di franchi svizzeri per farla franca, anche se arrivano da Dubai.
La risposta alla richiesta del Cantone elvetico può essere una e una soltanto:
R
un esempio preclaro di diplomazia.
Cara Mariagrazia la diplomazia mi è preclusa, a brigante (e che brigante) brigante e mezzo, anche due.
Tra le tante richieste oscene che ci squaderna la cronaca in questi anni (mesi è riduttivo), c’è l’ennesimo colpo della banda della M. (no, non è la Magliana di “Romanzo Criminale”) e cioè la grazia nientemeno a quella anima pia di NIcole Minetti, di professione (citando il Gaber di Destra e Sinistra”) “figone” che va bene per entrambe e fin qui siamo nell’oggettività.
Così, la bella pregiudicata, famosa per essere la factotum sessuale del fu “Presidente degli italiani”, quella che gli procurava la “materia prima” per le cene eleganti di Hard-core, ha presentato domanda di grazia al Presidente Mattarella che, sulle indicazioni del duo Bartolozzi-Nordio (i guastatori del Governo), la concede.
La bella Nicole, in un sussulto di dignità (come no), pare si sia “comprata” un bambino intero in Uruguay e con la necessità di doverlo accudire ha presentato domanda di grazia, il bambino oltre a provenire da una famiglia povera è pure gravemente ammalato per la seria la sfiga ci vede benissimo.
Sintesi necessaria, la realtà ha dei contorni molto più oscuri e inquietanti, l’avvocata dei genitori biologici finita carbonizzata in casa con il marito, si indaga per duplice omicidio.
Il “compagno” di questa ex consigliera regionale lombarda (sigh & sob), è nientemeno che un rampollo della famiglia Cipriani (quelli dell’Harris Bar), con lui mette su il business che le riesce meglio, il favoreggiamento della prostituzione e in una villa uruguagia di lui mettono su un bordello con tariffari e prostitute divise per nazionalità e prestazioni.
Non solo, pare che questo Cipriani fosse pure un socio di Epstein.
Complimenti quindi al duo Bartolozzi-Nordio per aver gestito così bene la pratica, alla M. per essersi messa in casa due personaggi tanto sgangherati che fanno impallidire i vari fenomeni come Genny “Banfi” Sangiuliano e Andrea “Bistecca” del Mastro.
Ma la cosa più singolare di tutto questo verminaio in questa ennesima squallida vicenda che caratterizza l’incapacità del Governo, è il silenzio assordante dell’opposizione.
La classe dirigente di questo Paese è imbarazzante, tutta eh, non ne salvo mezzo, non è possibile essere ostaggi di queste bande di incompetenti e incapaci, incompetenti quelli che sgovernano e incapaci quelli che dovrebbero fare un’opposizione degna di questo nome.
Il pesce puzza dalla testa e l’odore di marcio ormai è insopportabile, per me naturalmente, a vedere le intenzioni di voto degli italiani e il consenso di certi personaggi ridicoli, sembra che in milioni abbiano i recettori olfattivi bruciati.
R
già, solo tu senti la “puzza” Forse i tuoi “recettori” sono fuori norma? Extra size, o king size, per intenderci.
L’opposizione ha reagito, certo non come piacerebbe a te magari dando fuoco ai banchi. Ma ha reagito.
Il caso è sintetizzato abbastanza bene, devo farti i complimenti. Ma hai calcato un poco la mano (alla Travagliucci boys), sulle responsabilità (presunte) dei protagonisti. Non ci sono, allo stato, avvisi di garanzia per nessuno dei due (Minetti e Cipriani) o inchieste, se ci fossero gli zelanti Travaglio boys li avrebbero scovati. Ma se ci saranno e non è detto che non ci saranno, le cose davvero si potrebbero complicare.
Inoltre hai omesso di dire che il rapporto della procura generale di Milano è quello su cui si è basato il ministero (piccolo dettaglio). In pratica, una scrivania dopo l’altra si è passata la “patata” rapidamente perché scottava e non poco e quando è finita sulla scrivania del presidente è toccato a lui “sbucciarla”. Credo che i motivi della richiesta della Grazia fossero o siano di quelli che la consentono e Mattarella ha deciso. E le sue decisioni sono irrevocabili (salvo casi molto gravi) e anche indiscutibili.
Vedremo.
PS: Nicole Minetti è una bellissima donna, i fatti che l’hanno vista protagonista di quella vergognosa pochade risalgono a 16 anni fa. Non so se lei sia cambiata e come, (e francamente nn m’importa saperlo) ma definirla in quel modo (“figone”) non é un complimento ma un modo decisamente sessista di definire una donna, a prescindere dai comportamenti illeciti o meno, oltre che maschilista (e tu maschilista non sei).
Cara Mariagrazia, sessista un corno, la bellissima Nicole, ha fatto fruttare come meglio non avrebbe potuto le doti che madre natura le ha donato, poi mi dovresti spiegare perché utilizzare un termine virgolettato dovreste essere sessista e invece dare della “Befana” come fai sempre (e senza virgolette) a Francesca Albanese no, solo perché hai due cromosomi XX?
Hummm… a mio parere non funziona così.
Basterebbe che tu andassi a vedere come si pubblicizza la “signora” Minetti sui social sempre con tette e culo al vento in posture inequivocabili. Ah già non frequenti i social, beh basta digitare Google immagini.
Ora, farla passare per una Grace Kelli ma anche no, fare il “figone” è la sua mission come quella di tante altre “morte di fama” che scelgono la strada più semplice per acquisire notorietà, sfruttando la mononeuronalità dei maschietti sempre pronti a sbavare su certe immagini e profili.
Il fatto che continui a fare la “maitresse” in magioni di lusso, come recentemente scoperto dai “Travagliucci boys” ti dovrebbe indignare, perché trae profitto dallo sfruttamento di ragazze utilizzate come oggetti da chi ha soldi per pagare per abusare del loro corpo.
Io non ho omesso proprio nulla, ho scritto che la catena di responsabilità fa capo a un ministro berlusconiano che si è coperto di ridicolo in svariate occasioni e della sua ex, la “zarina” di via Arenula tornata a far parte dei plotoni di esecuzione.
La grazia alla bella Nicole non è che un’altra pagina dello squallido garantismo melonaro, quando una Capo di Stato si spende per rimpatriare un assassino e lo va a ricevere con tutti gli onori, o avvalla la schifezza a favore di un assassino e torturatore libico, stupratore di bambini e trafficante di esseri umani, ricercato dalla CPI, di rimandarlo a casa sua su un volo di Stato, cosa sarà mai se il suo “Ministro dell’Ingiustizia” passa le carte per grazia di una pregiudicata per sfruttamento della prostituzione (reiterata), che per ottenere lo sbiancamento della fedina si compra un bambino malato al di fuori delle regole internazionali.
Come diceva il comico che tanto ti piace, quisquilie, pinzillacchere.
Buona giornata.
R
quello che scopre il cane da tartufi (Travaglio) sempre pronto a seguire le “puzze” che più gli tornano comode è tutto da dimostrare e chissà che non abbia trovato solo cocci di bottiglia ( e debba rispondere di diffamazione e calunnia). Lei ha chiesto la Grazia e Mattarella l’ha concessa, è madre di due figli di cui uno gravemente malato e l’ha chiesta per seguirne le cure. Poi, tu e Travaglio potete fare tutte le illazioni che volete e andare a pescare nei social le sue foto e metterle anche nel portafoglio. Io dai social mi sono sempre tenuta molto distante. E lascia decidere a me su cosa indignarmi.
Befana è un complimento e Albanese lo attira conciandosi come lei.
PS: Meloni non è ancora capo di stato ma solo del governo e in quanto al resto che scrivi nei suoi confronti e quelli del governo e del ministro della Giustizia, il blog (e io) si dissocia nettamente. Non ti cancello ma disapprovo del tutto. Gli insulti verso la parte politica avversa alla nostra, non servono che a inasprire un clima già molto teso e pericoloso. Non va bene, a mio parere. Est modus in rebus dicevano i latini e io aggiungo che si può dimostrare dissenso anche senza offendere.