Milano…no.

La Milano da bere e da mangiare, Milano è vista da sempre come la capitale economico finanziaria del paese. Inutile negarlo Milan l’è un gran Milan, come dicono i milanesi e lo sappiamo tutti che li girano i soldi “veri”. Non certo a Roma dove si fa soprattutto politica che gira intorno al vivere lento di una città ricca di storia e monumenti e soprattutto di dolce far quasi niente.

Milano, no. Milano lavora e lavora indefessamente sopra e sotto, specula soprattutto sulla sua abitabilità e costruisce, vola alta, supera tutto e tutti. Altro che alberi di trenta piani ora si stagliano grattaceli che a guardarli gira la testa. E gira il mondo gira sui soldi dei costruttori allegri, fabbriche di soldi, di corruzione e di collusione con apparati istituzionale che di istituzionale hanno la facciata mentre la faccia ha i mille volti o maschere della ipocrita parata di perbenismo politico progressista ed esistenzialista, rivoluzionaria o conservatrice a seconda di come girano i venti,

Nomi eccellenti tra i quali lo stesso sindaco, spuntano da questa nuova inchiesta della Procura che mette scompiglio nella disordinata quotidianità della città che ormai, non dorme mai. Perché a dormire non si fanno i danè, a Milan i danè girano e devono girare vorticosamente per aprire porte e portoni e così i grattacieli grattano sempre più svettanti porzioni di cielo che scompaiono alla vista dei milanesi ormai sovrastati da tanta opulenza.

E intanto i bimbi crescono e non possono uscire dal nido perché a Milano come altrove, gli affitti sono proibitivi e comprare casa se non hai un lavoro stabile e ben remunerato è impresa impossibile.
Un sistema che ormai è consolidato e ha radici profonde: la speculazione edilizia in Italia è uno dei primi e più gravi cancri del Belpaese ridotto a suolo sfruttabile da personaggi “rispettabili” e con grande e stimata reputazione nella società, in politica nel mondo che “conta” e col posto prenotato in Paradiso. Mentre il mondo che non conta né mai conterà assiste alle inchieste con sgomento e anche una puntina di noia, perché tanto sa che “fare Giustizia” in questo Belpaese è opera assai meritoria ma difficile molto difficile, penosa e soprattutto, il più delle volte, infruttuosa.

L’acquario

Un vecchio slogan diceva: “il telefono la tua voce”. Ora si potrebbe convertire in: “il telefono la tua anima”. Si perché è quasi una entità metafisica. Tutti ad osservarlo in continuazione, a scrutarlo a coccolarlo e a parlargli sottovoce come si fa con un amante. Il telefono ormai è cuore e anima. L’intellifono, per dirla in italianesco è parte di noi, come una mano o un piede O meglio ancora un organo importante, vedi fegato o milza. Nessuno esce senza. Impossibile ritrovarsi in questa selva oscura senza l’intellifono al quale siamo sempre raggiungibili e col quale ci colleghiamo col mondo. Ma è un mondo reale o si tratta soprattutto di intelligenze primitive o scambio di informazioni del tutto irrilevanti se non inutili? Notiziole ridicole o drammi umanitari che arrivano non richiesti su quello schermo luminoso e dal quale siamo attratti come da bambini dalle le lucciole. E per la strada ormai non è più possibile neppure un “tirati in la” perché l’interloquito non sente non capisce e sembra dentro un acquario dal quale spuntano delle pinne. Tutte le età e generi, compresi bambini, sono alle prese con quell’ arnese consacrato alla medianità generale. Non ce l’hai? sei escluso dalla scaricabilità delle apps (oops) magiche, indispensabili e irrinunciabili. Cioè sei un drop out, un fallito uno che non vive su questa terra. Ormai la dipendenza da telefonino è una nuova patologia, una delle tante di questi tempi moderni e terribilmente ansiogeni. Pane per psicologi e affini. Al telefono, si intende.

Guai peggiori

Il suo nome è Bondi, Pam Bondi. Molto carina, anzi direi uno schianto di Attorney General, che equivale al nostro ministro della Giustizia, insomma la Nordio americana (mia nonna lo chiamerebbe Norbio che in veneto significa, più o meno, pallido). Lei no, ha due guanciotte paffute e fardate che incantano. Se l’è scelta bene Trump, una ministra della Giustizia con quei connotati lo mette a suo agio, lo rilassa, diciamo. Lui, si sa con la Giustizia ha un rapporto un po’ travagliato ma ora non andiamo a pescare nel suo torbido, ora è il potente presidente USA MAGA che tutto fa e altrettanto disfa.

Ma sto divagando. Insomma, dicevo, la ministra Bondi si trova in mezzo ad un piccolo ciclone per via di una certa lista di “clienti” che sembra sparita o, addirittura, mai esserci stata quando lei stessa qualche tempo fa diceva di esserne in possesso. Parlo della lista di clienti di un certo Epstein, un finanziere finito in carcere per certi traffici porno o pseudo tali nei quali erano coinvolti anche dei bambini, insomma, pare, un pedofilo maniaco sessuale. Accusa quanto mai infamante alla quale pare lo stesso non sia sopravvissuto visto che si è ucciso (pare) in carcere nel 2019. Una brutta storia, pessima direi. Ora però, questa lista che sarebbe dovuta essere resa pubblica per, eventualmente mettere a nudo le malefatte dei suoi “complici” pare si sia liquefatta e sia sparita nel nulla. Trump dice di non saperne nulla e che, anche se quel tale, guarda caso era suo amico, lui nemmeno se ne ricordava più…e c’è da credergli, per le amicizie pare essere uno di memoria corta considerato il suo (apparente) volta terga al suo forse ex grande amico russo.

Ma come si da che non hai ancora bombardato Mosca?…pare aver chiesto a Zelesnky, lui al suo posto non se ne ricorderebbe neppure più, dice, avrebbe mandato la squadriglia di fenomeni che hanno bombardato le montagne in Iran e forse al Cremlino avrebbero un po’ abbassato la cresta…forse, non è detto e poi, bisogna sempre fare la tara ai pensieri e alle parole di questo cant’attore che recita a soggetto le commedie dell’assurdo sul grande palcoscenico del mondo. Taco, per gli amici, anzi per i nemici, cioè: Trumps always chickens out (Trump fa sempre marcia indietro)…finisse nel burrone uno di questi…(nooo, ma un burroncino, piccolo e poco profondo…).

Insomma, dicevo, la splendida Pam pare sia nei guai persino coi fans di Trump, i maghetti, i quali pare, protestino per questa improvvisa fuoriuscita di scena di questa lista che avrebbe fatto, a loro dire, tremare i polsi delle caviglie a molti personaggi non proprio simpatici e tra questi molti, pare, tra i democratici. E i maghetti furiosi non si sa che alambicchi potrebbero inventarsi, Trump sta cercando di messaggiarli diuturnamente con grande zelo, ma loro, pare non stiamo mangiandosi le caramelle che il presidente gli lancia tramite X. Qualcuno ha notato dei commessi portare scatole di aglio e peperoncini passando dalla porta sul retro, alla White House, pare per infarcire i pranzi del presidente, ma i maligni sospettano che saranno impiegati per altri usi.

Intanto, il presidente è impegnato nella guerra dei dazi che ha dichiarato all’universo mondo: un ottimo diversivo per sviare l’attenzione dai suoi flops sulle millantate intese che avrebbe raggiunto in H24 tra i guerreggianti in Ucraina e in Medio Oriente. Poco ci manca se non ne apre di nuove, di guerre. E dunque questa telenovela sui dazi lascia tutti col fiato sospeso e poco propensi a pensare ad altro che alle contromisure. Insomma Trump tiene tutti appesi per i dazi e contro…dazi e così il mondo non si accorge dei guai che ,pover’uomo, deve ogni giorno santo affrontare col sorriso sulle labbra e le mani in saccoccia. Pronte, all’occorrenza a prevenire guai peggiori. Pare.

Il conflitto infinito

Ricevo (spesso) critiche di “disinteressarmi” di “questa” guerra, critiche che trovo del tutto inopportune visto che ho spiegato più volte che trovo difficile parlare di questa situazione che ritengo molto delicata e complicata e che richiama periodi estremamente dolorosi della nostra storia recente e che richiede sempre molta attenzione per non ferire nessuna sensibilità e non alimentare odio e polemiche già di per sé fin troppo presenti un po’ ovunque sull’web e fuori. E perciò ne parlo decisamente meno che della guerra in Ucraina ma non certo perché questa mi interessi o preoccupi di meno, ma unicamente per i motivi che ho spiegato.

Parlo, ovviamente del conflitto infinito tra Israele e Hamas, tra Israele e i palestinesi.

Israele con l’aiuto degli Usa sta peggiorando la situazione della popolazione palestinese che non riceve più quasi nessun aiuto o pochissimi e quando cerca di avvicinarsi ai pochi che ci sono, viene colpita a morte e nessuna tregua (ancora) sembra essere possibile anche perché Hamas ( che è utile ricordare, ha scatenato questo ennesimo conflitto con l’attacco del 7 ottobre del 2023 dove sono stati trucidati 1300 israeliani e presi in ostaggio oltre cento) non accetta le condizioni di Israele per un cessate il fuoco ma ne pone a sua volta in un perpetuarsi di accuse reciproche tra le due fazioni che non giova certamente a trovare un accordo. Nel mentre però la popolazione soffre continui attacchi e muore di fame ( gli ospedali sono pieni e i rifornimenti di benzina e anche l’elettricità, scarseggiano) e Il progetto di costruire una sorta di “campo” o area delimitata dove concentrare i palestinesi per ricevere gli aiuti, fino a che la situazione non si sblocchi è stato definito “delirante” e simile ad una soluzione che è rapportabile ad un campo di concentramento di antica memoria. La presidenza Trump (che avrebbe dovuto far cessare tutte le guerre in H24) non ha fatto sinora che peggiorare la situazione e non sembra esserci in vista nessuna possibilità di risoluzione rapida nonostante gli sforzi diplomatici di molti paesi di quell’area e i richiami della comunità internazionale a far finire subito le sofferenze dei palestinesi. Oltre ad aver “ideato” e dato vita ad un ignobile spot dove Gaza era diventata una sorta di Las Vegas e Trump veniva effigiato in statue d’oro poste nelle piazze…

Ne avevo parlato il primo di giugno ma il post è andato deserto o quasi:

Lo ripropongo perché la situazione da allora non è cambiata e certamente non è migliorata:

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“La crisi più grave attualmente è rappresentata dalla situazione della popolazione di Gaza. Gli aiuti arrivano col contagocce ed è Israele ad impedirli. Non solo, sono quasi del tutto affidati ad una organizzazione privata americana che agisce in modo confuso e arbitrario e non solo non arriva a sfamare la popolazione allo stremo, ma sembra volerla attirare in un luogo preciso per lasciare sguarniti altri. Oggi gli israeliani hanno aperto il fuoco contro le persone che si accalcavano per ricevere gli aiuti. Disumano e sembra rispondere ad un disegno preciso: farli arrivare in massa che poi colpirli. Fosse davvero così sarebbe un disegno criminale che non può rimanere impunito.

Nelle ultime settimane si sono levate molte voci contro la politica di Israele e però Netanyahu sembra deciso sempre di più a completare l’opera di totale distruzione della Striscia di Gaza e di liberarla definitivamente dai palestinesi residenti. Cacciarli insomma, per sempre dai loro territori, sotto la continua minaccia delle armi e quella ancora più devastante e crudele della fame.

Le proposte di tregua finiscono col diventare fonte di litigio tra le due parti, Hamas sembra respingere ogni trattativa che viene proposta ma poi, pare sia Israele e essere particolarmente esigente e contrapporsi ad ogni proposta di Hamas.

Prima che Trump riprendesse la carica alla presidenza Usa, le cose andavano decisamente male in Medio Oriente, ora, con lui si stanno notevolmente complicando. Parla a vanvera di accordi in fase di negoziazione, finge di indignarsi per la situazione dei palestinesi, ma il suo supporto va a Israele e Israele è così prepotente perché si sente decisamente spalleggiato dagli Usa. Lo stesso vale per Putin che si fa del tutto beffe dei “moniti” di Trump e continua a nicchiare e a cincischiare ma non ci sono reali prospettive di arrivare a un qualsiasi accordo di pace.

La pace mondiale è compromessa da questi due conflitti interminabili, ma la situazione a Gaza è decisamente la più esplosiva in questo momento e Israele non potrà sottrarsi al giudizio della Storia e alle proprie responsabilità. Anche se agisce per mano di un leader criminale, le azioni di questo non potranno non ricadere su tutto il popolo di Israele che ne dovrà subire le conseguenze. Difficile per gli israeliani contrari alla crudeltà del loro leader, provare a ribellarsi, ma purtroppo il mondo guarda ad Israele sempre più con sconcerto e riprovazione. Le azioni di Netanyahu sono criminali e non potranno non avere ripercussioni negative sulla stabilizzazione di quei territori e sulla sicurezza degli israeliani.

Prima Israele ne prenderà coscienza e troverà la forza di ribellarsi a Netanyahu e ai suoi e avviare un vero processo di pace che tenga conto della brutalità di questa offensiva da parte del suo esercito e meglio sarà per tutti. Ma esiste davvero questa possibilità? Temo che sia davvero solo una pia illusione.

Anche Hamas dovrà rispondere dei propri crimini, ma Israele non può continuare a giustificare con l’autodifesa la sistematica e crudele distruzione di una popolazione ormai allo stremo”.

Post pubblicato il primo di giugno di quest’anno.

(Che ha riportato un solo commento).

Fantasia

Una delle frasi che mi sono sentita ripetere più spesso è: “tu hai troppa fantasia”. Ma come si può avere “troppa” fantasia? Me lo sono chiesta molte volte perché mi è sempre sembrato un rimprovero più che un complimento. Ma ora ho più chiaro che cosa intendeva chi mi attribuiva troppa fantasia: voleva dirmi di non sognare da sveglia e di guardare alle cose come sono e non come vorrei che fossero.

E avevano ragione, ho, per troppo tempo immaginato che le cose potessero essere diverse da come le vedevo. Ma la mia percezione della realtà era forse ancora più “reale” di quanto non fosse e l’immaginazione o la fantasia, spesso mi hanno aiutato a mitigare realtà che non mi convincevano, non mi piacevano e anzi, mi causavano profondo dolore. Ed è stato spesso un aiuto salvifico e posso ringraziare la mia troppa fantasia per avermi aiutato spesso a superare realtà che mi sembravano persino troppo “reali” per essere sopportabili.

La fantasia andrebbe insegnata a scuola: promuovere la creatività degli studenti e inserirla come materia nei programmi scolastici invece che soffocarla come si fa molto spesso. Lasciare che i giovani elaborino “realtà” immaginate e ne facciano pensieri, poesie, storie, dipinti, tutto quanto è definito “artistico” e creativo dovrebbe rientrare nelle materie sottoposte ad esame delle scuole per verificare il grado di “fantasia” che lo studente ha introiettato nel suo percorso scolastico. Si perché saper immaginare, significa saper risolvere i problemi che tutti ci troviamo a dover dipanare nel corso della vita, trovare soluzioni “originali” persino talvolta “geniali” implica un grado di intelligenza e di maturità che si acquistano con lo studio ma anche praticando” l’arte” di immaginare e dare alla realtà un valore aggiunto che spesso non riusciamo a cogliere senza l’aiuto della fantasia.

Un grande ne ha fatto un film indimenticabile e chi più di Walt Disney può dirsi “fantasioso”? Fantasia” è uno dei suoi più noti capolavori e come non rimanere incantati davanti alla profonda simpatia che ispirano quei personaggi? Disney ha fatto della sua immaginazione la sua professione e la sua eredità è una serie di capolavori ineguagliabili e tutti noi ne possiamo trarre molti insegnamenti. Non solo “mondi fantastici” o “realtà immaginarie”, ma possibilità di penetrare la realtà con la consapevolezza di poterla meglio interpretare e capire con uno sguardo rivolto al futuro senza per questo negarla, ma senza diventarne succubi.

La fantasia è la capacità di dare concretezza alle idee.

Non è vero…ma e se lo fosse?

Oggi è il 7 del mese di luglio, cioè sette del sette. Il sette è un bel numero, nella numerologia è considerato il numero magico, legato alla spiritualità e la conoscenza. Fateci caso quante cose legate alla religione richiamano il sette come numero, potrei fare molti esempi.

Ma il sette è anche il numero dell’armonia e del trionfo, della sviluppo delle capacità sensoriali e dell’immaginazione oltre che della conoscenza interiore.

Chi non ha nozioni di numerologia e non ci crede potrà obiettare che è solo un numero come un altro, chi come me invece, ama le scienze esoteriche non può non sentirlo carico di significati.

Diciamo però che dal punto di vista meteorologico non si è presentato benissimo questo luglio: inondazioni, e temporali violenti hanno imperversato e non solo da noi: la tragedia del Texas ne è un esempio tra i peggiori della storia delle catastrofi naturali degli ultimi decenni, l’uomo, nonostante le tante innovazioni tecnologiche non ha ancora imparato a convivere con gli eventi estremi e come fare per prevenirli e difendersi.

Ma, per tornare al numero, il sette ha anche la peculiarità di portare (per chi ci crede) fortuna in amore. E correlato infatti alle relazioni sentimentali, si dice la crisi del settimo anno, quella che notoriamente dovrebbe portare instabilità nei matrimoni. Poi, sempre per chi ci crede, si dice che sposarsi di luglio sia foriero di buona fortuna per le coppie che scelgono questo mese, sposarsi il sette di luglio poi, ancora di più e meglio. A dir la verità, a pensarci, ho qualche esempio in famiglia di nozze celebrate a luglio che si sono col tempo rivelate unioni profonde e durature. Ma vale anche il giorno sette di ogni mese per gli incontri fortunati. Si dice : essere al “settimo cielo” quando si è innamorati o le cose vanno come noi vorremo che andassero.

Pare che chi ha il sette nella sua data di nascita sia una persona con grandi capacità introspettive e particolarmente sensibile e magnetica.

Insomma, non saprei perché, non chiedetemelo per favore, ma mi va così, ho come la sensazione che oggi sia un giorno magico. Speriamo lo sia a livello mondiale e che qualche cosa di positivo succeda in questo periodo così difficile e travagliato. Chi vivrà…

A livello personale poi, spero lo stesso che succeda qualcosa di positivo, nel qual caso però, essendo io molto riservata, me lo terrò per me.

Ipocritudine

Strano, il genio che osserva le mie mosse non si è mosso. La parola esiste non viene segnata in rosso. Credevo di averla inventata, che illusa. Mi illudo, spesso, ma è una forza più che una debolezza. Sapete (voi) quanto serve illudersi per vivere? Si che lo sapete, lo fate anche voi, da sempre ne sono certa. Ma a chi parlo? Mi illudo di avere ancora dei lettori, ma è una illusione. Fa troppo caldo ed è sabato, chi mi legge è davvero bravo. Bravo! E non dico bravo a “tutti e tutte”, perché qui siete solo “tutti”, tranne forse una o due che, se non s’ingrugnano, rientrano nei “tutti”. Questa moda del tutti e tutte mi da fastidio. La trovo stucchevole. ma non mi deve piacere tutto (o tutti), necessariamente, tante cose non mi piacciono ma non sto qui a fare l’elenco. A che serve? Insomma, dicevo, ipocritudine sta tra ipocrisia e improntitudine. Conosco il sorrisetto, si quel sorrisetto dello “sporadico” lettore…eccola, ora attacca a parlare “di me”. (A proposito, oggi è entrato qualcuno dalla Arabia Saudita…hallo there, ci conosciamo? sapete ci vuole sempre un po’ di savoir faire quando si tiene un blog, il minimo…).

Ma siete ben curiosi si. Ogni volta che scrivo qualcosa sui difetti umani pensate sempre che ce l’abbia con voi. Ma non è così . Mi piace pensare che ci sia l’intelligenza naturale che legge e registra che esiste l’ipocritudine ed è devastante. Ma si. Pensateci.

Oggi non voglio parlare di politica ma tra i politici ce n’è molta, ma sorvoliamo. Sono andata ad abbassare le tapparelle, si sta per scatenare un temporale. Spero non faccia danni. Tra parentesi, terribile la tragedia in Texas, sconvolgente: 25 morti e altrettanti dispersi, tutti, sembra ragazzi ( o solo ragazze) che stavano campeggiando sulle rive di un fiume che è esondato. Un campeggio estivo che esiste da un secolo e non era mai successo nulla di simile, dicono. Imprevedibile. Dicono. Ma come con tutti i sistemi di allerta che abbiamo oggi, una pioggia così devastante è imprevedibile? Inquietante, Direi. Una tragedia immane, Una purtroppo, delle tante che ci capita di leggere ogni giorno.

Ma torniamo a noi, Per darvi un esempio pratico. L’altro giorno salivo le scale del mio palazzo (non prendo l’ascensore per fare ginnastica) mentre scendeva una coppia di coinquilini, due, marito e moglie. Lei mi viene letteralmente addosso e rischio di cadere (non le sono mai stata simpatica), mi chide scusa (ipocrita), io resto un po’ interdetta ma, conoscendoli replico solo…ma no mi scuso io (decisamente un po’ ironico ma non volevo litigare) e lui: è colpa tua, sei tu che sei andata addosso a mia moglie (improntitudine).

Li conosco bene entrambi, in molti anni di “convivenza” ho imparato ad “apprezzarli”, ma questo livello di ipocritudine non me l’aspettavo.

Beh, diciamo che a quel punto non ho potuto farne a meno e gli ho detto: Ah si, mi venite addosso e la colpa sarebbe mia? Un giorno di questi ti denuncio…ho detto a lui che mi ha offeso più volte e senza che ci fosse mai un vero motivo, così, forse perché non faccio troppa “comunella” con nessuno/a….

E questo, lo so è una colpa grave. Anche sui blogs.

Alligator Trump

Una zona paludosa, non lontana da Miami, una vecchia pista di atterraggio sulla quale a tempo di record è stato costruito un centro di detenzione per migranti.

Si chiama Alligator Alcatraz, un bel nome che evoca ospitalità, che gli deriva dal fatto di essere circondato dagli alligatori, pitoni, coccodrilli e altre bestiole. Un posto, ha detto il governatore della Florida, sicuro, con l’aria condizionata e tutti i comforts.

Solo, se scappi, potresti venire mangiato da un grazioso animaletto che gli gira intorno. E Trump, che caro, ha suggerito a chi volesse scappare, di nuotare a zig zag.

Certo, una delizia, un posto da sogno. Ma, veramente ci trovo poco da fare dell’ironia, mi sembra davvero di essere stata fin troppo buona fin qui con quel personaggio dal cappello rosso con scritto MAGA…ma va… Un dittatore un personaggio da incubo dei peggiori e non mi sbagliavo quando dicevo che avrebbe voluto la sua effige sul monte Rushmore. La vuole. Ma gli esperti gli hanno detto che non si può fare, che potrebbe crollare tutto. Ma figuriamoci se si fa fermare da quelli. Si farà a costo di mettere la sua faccia al posto di quella di Lincoln.

Ne sono certa. Ormai sono tutti ai suoi piedi, piedi grandi, piedi senza fine come le sue ambizioni. E lui va dappertutto a inaugurare prigioni poi ci va a nozze, cresce due chili ogni volta. Costano questi centri, costano e anche molto, ma che fa? L’importante è la gloria dell’uomo più potente e più cattivo del mondo. La cattiveria che paga quando si hanno tanti soldi e tanto potere, la cattiveria viene da sé, viene dal potere e dai soldi e anche dalla sua anima: nera come la pece che si auto alimenta della sua stessa cattiveria.

E l’uomo cattivo dei miei incubi di bambina Trump. E meno male che non mi legge altrimenti mi devo mettere a correre a zig zig anch’io…

E’ buono (un cattivo buono) Trump è giovane e farà di nuovo grande il mondo…:

https://www.rainews.it/video/2025/07/trump-ironizza-su-alligator-alcatraz-i-migranti-dovranno-imparare-a-fuggire-a-zigzag-eff16253-64fe-41c2-993a-1d7ad6cbe391.html