Ricevo (spesso) critiche di “disinteressarmi” di “questa” guerra, critiche che trovo del tutto inopportune visto che ho spiegato più volte che trovo difficile parlare di questa situazione che ritengo molto delicata e complicata e che richiama periodi estremamente dolorosi della nostra storia recente e che richiede sempre molta attenzione per non ferire nessuna sensibilità e non alimentare odio e polemiche già di per sé fin troppo presenti un po’ ovunque sull’web e fuori. E perciò ne parlo decisamente meno che della guerra in Ucraina ma non certo perché questa mi interessi o preoccupi di meno, ma unicamente per i motivi che ho spiegato.
Parlo, ovviamente del conflitto infinito tra Israele e Hamas, tra Israele e i palestinesi.
Israele con l’aiuto degli Usa sta peggiorando la situazione della popolazione palestinese che non riceve più quasi nessun aiuto o pochissimi e quando cerca di avvicinarsi ai pochi che ci sono, viene colpita a morte e nessuna tregua (ancora) sembra essere possibile anche perché Hamas ( che è utile ricordare, ha scatenato questo ennesimo conflitto con l’attacco del 7 ottobre del 2023 dove sono stati trucidati 1300 israeliani e presi in ostaggio oltre cento) non accetta le condizioni di Israele per un cessate il fuoco ma ne pone a sua volta in un perpetuarsi di accuse reciproche tra le due fazioni che non giova certamente a trovare un accordo. Nel mentre però la popolazione soffre continui attacchi e muore di fame ( gli ospedali sono pieni e i rifornimenti di benzina e anche l’elettricità, scarseggiano) e Il progetto di costruire una sorta di “campo” o area delimitata dove concentrare i palestinesi per ricevere gli aiuti, fino a che la situazione non si sblocchi è stato definito “delirante” e simile ad una soluzione che è rapportabile ad un campo di concentramento di antica memoria. La presidenza Trump (che avrebbe dovuto far cessare tutte le guerre in H24) non ha fatto sinora che peggiorare la situazione e non sembra esserci in vista nessuna possibilità di risoluzione rapida nonostante gli sforzi diplomatici di molti paesi di quell’area e i richiami della comunità internazionale a far finire subito le sofferenze dei palestinesi. Oltre ad aver “ideato” e dato vita ad un ignobile spot dove Gaza era diventata una sorta di Las Vegas e Trump veniva effigiato in statue d’oro poste nelle piazze…
Ne avevo parlato il primo di giugno ma il post è andato deserto o quasi:
Lo ripropongo perché la situazione da allora non è cambiata e certamente non è migliorata:
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“La crisi più grave attualmente è rappresentata dalla situazione della popolazione di Gaza. Gli aiuti arrivano col contagocce ed è Israele ad impedirli. Non solo, sono quasi del tutto affidati ad una organizzazione privata americana che agisce in modo confuso e arbitrario e non solo non arriva a sfamare la popolazione allo stremo, ma sembra volerla attirare in un luogo preciso per lasciare sguarniti altri. Oggi gli israeliani hanno aperto il fuoco contro le persone che si accalcavano per ricevere gli aiuti. Disumano e sembra rispondere ad un disegno preciso: farli arrivare in massa che poi colpirli. Fosse davvero così sarebbe un disegno criminale che non può rimanere impunito.
Nelle ultime settimane si sono levate molte voci contro la politica di Israele e però Netanyahu sembra deciso sempre di più a completare l’opera di totale distruzione della Striscia di Gaza e di liberarla definitivamente dai palestinesi residenti. Cacciarli insomma, per sempre dai loro territori, sotto la continua minaccia delle armi e quella ancora più devastante e crudele della fame.
Le proposte di tregua finiscono col diventare fonte di litigio tra le due parti, Hamas sembra respingere ogni trattativa che viene proposta ma poi, pare sia Israele e essere particolarmente esigente e contrapporsi ad ogni proposta di Hamas.
Prima che Trump riprendesse la carica alla presidenza Usa, le cose andavano decisamente male in Medio Oriente, ora, con lui si stanno notevolmente complicando. Parla a vanvera di accordi in fase di negoziazione, finge di indignarsi per la situazione dei palestinesi, ma il suo supporto va a Israele e Israele è così prepotente perché si sente decisamente spalleggiato dagli Usa. Lo stesso vale per Putin che si fa del tutto beffe dei “moniti” di Trump e continua a nicchiare e a cincischiare ma non ci sono reali prospettive di arrivare a un qualsiasi accordo di pace.
La pace mondiale è compromessa da questi due conflitti interminabili, ma la situazione a Gaza è decisamente la più esplosiva in questo momento e Israele non potrà sottrarsi al giudizio della Storia e alle proprie responsabilità. Anche se agisce per mano di un leader criminale, le azioni di questo non potranno non ricadere su tutto il popolo di Israele che ne dovrà subire le conseguenze. Difficile per gli israeliani contrari alla crudeltà del loro leader, provare a ribellarsi, ma purtroppo il mondo guarda ad Israele sempre più con sconcerto e riprovazione. Le azioni di Netanyahu sono criminali e non potranno non avere ripercussioni negative sulla stabilizzazione di quei territori e sulla sicurezza degli israeliani.
Prima Israele ne prenderà coscienza e troverà la forza di ribellarsi a Netanyahu e ai suoi e avviare un vero processo di pace che tenga conto della brutalità di questa offensiva da parte del suo esercito e meglio sarà per tutti. Ma esiste davvero questa possibilità? Temo che sia davvero solo una pia illusione.
Anche Hamas dovrà rispondere dei propri crimini, ma Israele non può continuare a giustificare con l’autodifesa la sistematica e crudele distruzione di una popolazione ormai allo stremo”.
Post pubblicato il primo di giugno di quest’anno.
(Che ha riportato un solo commento).