Il supporto

Manca una cosa fondamentale in questi tempi particolarmente duri: il coraggio. Il coraggio viene dal cuore e manca pure quello. In giro si vede poco cuore e molto poco coraggio. Non solo fra i comuni mortali, ma anche e soprattutto nella classe chiamata “dirigente”. La politica in senso lato. Quella attiva, quella che ci governa e quella partecipata. Cioè quella che dovrebbe esistere e comparire nei gesti quotidiani. Insomma manca il coraggio di partecipare a qualche cosa di grande che ci faccia davvero progredire.. Da dove dovrebbe derivare il coraggio? Dal cuore. Ma è proprio quello che non si vede. Si nota al contrario, un egoismo spaventoso. Tutti a testa bassa a guardarsi le scarpe, l’ombelico o al massimo quell’aggeggio che portiamo sempre appresso e che sembra diventato una stampella irrinunciabile. Un bastone, un supporto che in realtà supporta se stesso e una ridda di interessi nascosti.

Manca il cuore e il coraggio di vivere senza supporti. Liberi. La libertà fa paura. Pensare è gravoso, leggere, istruirsi, aprire la mente, inutile: c’è internet sul supporto e poi c’é AI. Che cosa ci sforziamo a fare?

E piano piano ma irresistibilmente diventiamo dei supporti a nostra volta e supportiamo la ricchezza di pochi, l’enorme egoismo del mondo sotterraneo che ci scruta, ci osserva e ci sfrutta in tutti i modi possibili e inimmaginabili. Crediamo di scegliere ma in realtà siamo scelti.

La libertà fa paura, la scelta difficile, partecipare inutile…e piano piano ma inevitabilmente diventiamo supporto dell’egoismo del mondo, incapaci di ragionare e di vedere con chiarezza la complessità dove esiste e rifuggiamo dalla semplicità perché ci sembra illusione.

Illusi di essere al centro del mondo, prigionieri di questa illusione e dell’egoismo che cresce e si dilata fino a nascondere del tutto la realtà, la verità e rapinarci l’anima.

PS: Si, il coraggio che mi piacerebbe vedere un po’ di più anche qui.

La fine del mondo

Col suo uomo alla Casa Bianca, ha la vittoria in tasca o nel taschino. Il presidente super extra mega, salvato e unto, gli permette di distruggere, manipolare, trafficare, ibridare le guerre che non può giocare a viso aperto o scoperto. Insomma hanno la bandana sulla bocca, la colt nel panciotto uno stuolo di yes men e stanno rapinando il mondo. Ma hanno il passe partout: eletti! Sono stati eletti, uniti e unti.

E la Cina? Grande potenza senza prepotenza e con la parvenza di essere saggia, li aspetta in riva al fiume, tanto di là devono passare. Una quieta attesa, un’attesa cinese, ponderata e raffinata come una tortura. Passeranno di la e si daranno la mano quando la loro stessa boria li travolgerà. E’ il destino di tutti i dittatori.

Non avanza ma distrugge, Esattamente come il suo omologo americano che nel frattempo impila soldi, costruisce banche dove nasconderli, si prepara l’immunità a vita e anche dopo, per sé e tutta la sua larga famiglia. Che il fantasma di Epstein non sia più che una pallida risonanza, una piuma caduta nel fango e una farfalla senza ali. Si prepara tutto il preparabile e si difende da tutto il difendibile. Lui non è l’America ma l’America è lui. Lui l’ha voluta e lui la otterrà. Niente è troppo per uno come lui. E niente può sconfiggerlo. E dopo di lui solo il Diluvio. Ma senza Arca.

Mano a mano con l’altro invincibile, passeggia sul mondo con le scarpe sporche di fango, si fa proteggere dalle mafie che lo finanziano almeno tanto quanto lui finanzia loro e insieme sono invincibili. L’amico che non avanza e per questo bombarda ospedali e scuole e però vuole la tregua, la pace e un negoziato che gli porti la vittima del suo strapotere potentissimo, viagrato, su un piatto tempestato di diamanti.

E’ coperto dallo scudo stellato del depravato e si pavoneggia beato. Non avanza ma ha uomini suoi anche da noi, no, non ad Hanoi ma qui da noi. Italia, paese bello e rinomato per molti nomi: cultura, arte, potere, bellezza. Vannacci, Conte, Salvini, Travaglio, Orsini, Ranucci (ci sta, fa rima) e molti, molti altri minori che gli ruotano attorno e ballano la danza della pioggia-

E perché non parlare di Gaza? Parliamo di Gaza, dell’orrore, del genocidio sul genocidio, del tradimento, del terrore, delle macerie del Board of war, dello sfruttamento, delle complicità, delle strumentalità. Più rimane vivo lo sdegno e l’orrore e più cresce l’Odio. Chi lo sa lo sa e chi lo fa lo rifarà. Testimoni della mancata tregua di una guerra che va avanti da secoli e che non vede la fine. E forse mai la vedrà.

Mentre di qua, dove la fine sembra sempre vicina ma non arriva mai, si combatte, si spera, si fugge, si cerca di vivere “normalmente”, fino che i famosi negoziati non riapriranno lo spiraglio della pace che sarà l’ennesimo fantoccio pro Russia, oppure la fine del mondo.

E intanto la CIna ci ha già invaso e anche in cassetta, ma senza colpo ferire.

E cosi …non sia..

Lo stato assassino

Una donna di cinquanta anni, reclusa dagli anni novanta nel Tennessee: Christa Pike, condannata a morte dopo 200 anni dall’ultima esecuzione di una donna, si è salvata da due iniezioni letali ed ora è ricoverata in ospedale ma non si conoscono le sue condizioni.

Il governatore del Tennessee ha sospeso le esecuzioni. La donna era stata incarcerata per aver ucciso assieme ad un altro ragazzo, un compagno di scuola. Aveva 18 anni e dichiarata disturbata mentale con precedenti di abusi sessuali e maltrattamenti, Nel tempo diverse associazioni contro la pena di morte, avevano chiesto di sospendere la sua esecuzione, la corte d’appello era riuscita nell’intento ma la Corte Suprema ha confermato la condanna.

Mercoledì scorso ha avuto luogo l’esecuzione ma non ha ucciso la donna che ora si trova in ospedale che non ha diffuso ancora nessuna nota circa le sue condizioni.

La cosa è sorprendente e però fa riflettere. Potrebbe trattarsi di in intervento dall’Alto: Christa non deve morire, oppure di cialtroneria di chi ha eseguito la sentenza. La condanna a morte è una pena mostruosa, indegna del mondo civile e incivile. Questo episodio dovrebbe fare riflettere e cambiare la legislazione degli stati che ancora la praticano, in America e altrove. Trump, neanche a dirlo ne è entusiasta e con lui le esecuzioni pare siano aumentate, non mi meraviglia affatto una simile posizione che viene da un simile gaglioffo. Christa potrebbe essere stata miracolata, non è da escludere ma i governatori degli stati che prevedono la pena capitale dovrebbero porsi la domanda: ma che diritto abbiamo di esercitare la massima pena? .Di togliere la vita ad un essere umano per quanto colpevole?

La pena di morte è una barbarie e va eliminata da tutti quegli stati dove è ancora in vigore e questo episodio così tremendo dovrebbe portare proprio a prendere una decisione drastica e risolutiva: Uno stato che uccide i carcerati è uno stato assassino.