Il mondo è matto

No so più dove ho visto la foto di Gino Cecchettin intervistato in occasione del primo anniversario della fondazione dedicata alla figlia uccisa con 75 coltellate da Filippo Turetta. Non so come sia possibile per una persona comune entrare nel circolo mediatico e avere tanta visibilità. Si, si sta attivando contro la violenza di genere. Encomiabile, ma scusate io non lo capsico e non capisco come uno che, prima che sua figlia venisse barbaramente trucidata dal suo ex ragazzo due anni fa, era un perfetto sconosciuto che viveva la propria vita lontano dalle telecamere, improvvisamente e ormai da due anni, diventi un personaggio che viene ricevuto in parlamento, viaggia per l’Italia e presiede manifestazioni in qualità di presidente, i sindaci delle città gli offrono palchi dai quali parlare liberamente etc,etc.

Francamente non lo capisco. Ma non importa. Non è questo il motivo per cui scrivo questo post. Pare che gli sia stato chiesto che cosa pensa della Giustizia Riparativa e se Turetta potrebbe rientrare nel percorso…lui risponde che assolutamente si, si può e si deve fare, ma forse è troppo presto, si deve ancora celebrare il processo d’appello…

Dunque quest’uomo che ritengo del tutto eccezionale ma devo capire in che forma, ritiene che l’assassino della figlia possa essere perdonato. Non so che cosa comporterebbe questo, Turetta è stato condannato all’ergastolo ma senza l’aggravante della crudeltà. Già, 75 coltellate non sono crudeli abbastanza. Lei ha urlato tutto il tempo, lui era “inesperto”, dicono i giudici e quindi ha “dovuto” infierire su quella povera creatura…scusate, se i miei capelli non fossero già brizzolati mi diventerebbero bianchi improvvisamente solo a leggere una cosa simile. Ma come? non è stato crudele uno così? e allora cosa bisogna fare per essere giudicati crudeli? Non oso neppure immaginarlo.

Ora Cecchettin è libero di farsi fotografare, intervistare, di andare a parlare con Mattarella di quanti bei risultati sta ottenendo con la sua fondazione (e li vediamo infatti: quasi una donna se non due al giorno morta ammazzata e in qualche caso pure i figli), ma il pensiero che lui si renda disponibile anche a “perdonare” quel soggetto che ha ammazzato la figlia in quel modo e che vada in giro a parlare di riabilitazione di chi compie reati così vomitevoli…me lo rende ancora più incomprensibile (per non dire altro)…

E “incomprensibile” è la parola più “moderata” che mi venga in mente.

Se servirà o meno l’impegno di Gino Cecchettin, non lo posso dire e non lo so, ma se parliamo di giustizia riabilitativa per questi mostri, allora, temo ci sia poca volontà di fermare un massacro che va avanti da anni e non accenna a diminuire. Altro che fondazioni. Perdonare è una buona cosa, ma farlo preventivamente (tanto c’è la “riabilitazione”), è un’istigazione alla violenza. E non mi pare davvero che ce ne sia bisogno.

Hanno ragione i Ricchi e Poveri: “il mondo è matto”.

29 commenti su “Il mondo è matto”

  1. Ognuno elabora il lutto a modo suo. Cercare di cambiare le cose sensibilizzando chi può modificare le leggi può essere la strada giusta. Basta che lasci perdere con l’altra figlia la tiritera del patriarcato, perché non è certo quello che trasforma un uomo in un assassino.
    Ho provato a pensare come sarei al suo posto: probabilmente anch’io sarei propenso al fatto che Turetta venga liberato al più presto, ma per aspettarlo fuori!
    R
    per perdonarlo?

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  2. Signora Gazzato, sono d’accordo con lei che il mondo è matto.
    Alla fama guadagnata dal sig. Cecchettin per aver avuto la disgrazia che gli hanno ammazzato la figlia fa pendant la fama di Ilaria Cucchi, che è diventata senatrice perché le hanno ammazzato di botte il fratello in carcere. Quel fratello che avevano praticamente buttato fuori di casa perché si vergognavano di lui.
    Aggiungo anche un caso di tanti anni fa. Quando quel bambino di Ciampino, Alfredino Rampi finì in un pozzo artesiano e i vigili del fuoco di Roma non riuscirono a salvarlo perché sbagliarono tutto, il capo dei vigili fu promosso capo della Protezione Civile nazionale.
    La fama, indipendentemente da come si ottiene o da come ci piove addosso anche senza volere, fa emergere le persone e le fa diventare dei simboli, dei nomi, dei candidati.
    Quanto all’esito del processo a Turetta, credo che i giudici abbiano fatto bene a non ammettere l’aggravante della crudeltà, perché è opinabile. E’ più crudele ammazzare una persona con 75 coltellate o dargliene una sola e lasciarla morire lentamente?
    Penso però che Turetta non debba essere rimesso in libertà troppo presto. Un assassino con una mente disturbata come lui è più pericoloso di uno razionale.
    Non è una questione di perdono; quello lasciamolo al Padreterno. E’ una questione di pericolosità sociale.
    R
    Lenzini, lei mi stupisce…perbacco che argomentini (Turetta non va liberato …ma va). Dunque per lei non è crudeltà? Ma non faccia l’originale che si distingue ad ogni costo per favore!
    Va bene che va per ragni e e scorpioni ma persino loro la morderebbero se leggessero quello che scrive.

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  3. 75 coltellate non indicano crudeltà, ma violenza. Non è proprio la stessa cosa. Crudeltà è quando si infliggono deliberatamente sofferenze ad una persona prima di ammazzarla, e pare che questo non sia emerso dal processo di secondo grado.
    La violenza, la furia, omicida non sono aggravanti. Sono l’essenza di un omicidio. Se la violenza fosse un aggravante, chi ammazza col cianuro dovrebbe godere di un attenuante. Al più ci poteva stare il reato di vilipendio di cadavere.
    R

    Lenzini, nessuna meraviglia che le piacciano ragni e scorpioni.

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    • Non mi è piaciuta molto la risposta a Luigi. Le leggi a volte sono strane ed incomprensibili e il commento provava a vederla dalla parte dei giudici che devono applicarle.
      Per quanto mi riguarda, da non addetto ai lavori, la crudeltà c’era eccome. Ma non solo per il numero esagerato di coltellate (provate a pensare a quanto tempo hanno richiesto), ma già dallo stalking che il Turetta ha sottoposto la povera ragazza nei giorni precedenti.
      R
      Ci sta, sono certa che qualche volta le mie risposte possono anche non piacere, ma credo bisognerebbe provare a stare di qua ogni tanto e cercare di capire anche chi modera e risponde.
      Lenzini ha risposto così:

      “75 coltellate non indicano crudeltà, ma violenza. Non è proprio la stessa cosa. Crudeltà è quando si infliggono deliberatamente sofferenze ad una persona prima di ammazzarla, e pare che questo non sia emerso dal processo di secondo grado.
      La violenza, la furia, omicida non sono aggravanti. Sono l’essenza di un omicidio. Se la violenza fosse un aggravante, chi ammazza col cianuro dovrebbe godere di un attenuante.”
      La mia prima risposta era ben diversa ma era piuttosto severa ed ho preferito sostituirla perché la prima era che secondo me aveva scritto delle corbellerie…più o meno e mi sembrava “brutta”.
      Vede Mauro, io giudico in base alla mia sensibilità, in questo commento c’era molta supponenza, Lenzini non mi risulta sia un magistrato e le sue affermazioni però spesso sono nette come se a parlare fosse un esperto in materia.
      Io la penso esattamente come lei, però a volte non mi pare il caso di stare a ripetermi o a sviscerare come la penso perché ho la presunzione di credere di essermi fatta conoscere in questi otto anni e che chi legge possa anche capire i retroscena di quella che sembra una risposta buttata li.
      Non posso leggere certi commenti senza sentirmi ribollire il sangue. Dovrei forse evitare di rispondere? ci penserò, credo che se lo facessi forse questo blog avrebbe maggiori risultati ma io mi sentirei una che si sforza di compiacere gli altri. E questo mi dispiacerebbe. Ho già dato (e molto).
      Come si possa pontificare come fa Lenzini con tanta sicumera su un argomento simile e dire che non è crudeltà e cercare di dare spiegazioni sulle sentenze dei giudici (questo lo dice lei), io, francamente non lo capisco, poi, se non le piacciono le mie risposte è legittimo farmelo notare, ma io rimango come sono Mauro, nel bene e nel male. Non posso essere che così. Sarei falsa altrimenti.
      PS: sono quasi sicura che Tinti e Rapone non mi inviteranno mai…

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      • Aggiungo: qualche volta mi permetto di scherzare con voi perché immagino che capiate quando scherzo, ma forse sbaglio e non dovrei, ma non lo facessi, almeno ogni tanto, mi sentirei sopraffare dalla depressione che mi assale a parlare di certi temi. Posso sempre chiudere, forse è una soluzione. Oppure non rispondere mai, anche questa sarebbe una soluzione…mah, ci penso.

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  4. Signora Gazzato, a me piace l’entomologia perché mi piace l’approccio scientifico.
    Mi piace conoscere, approfondire, capire le cose che succedono, e non fermarmi alla superficie.
    Certi animali non è che mi piacciano; è una definizione che per me non ha senso. Non provo per loro alcun sentimento come tanti provano per un cane o un gatto; solo curiosità scientifica.
    Il comportamento dei piccoli animali è estremamente significativo, perché ci ritroviamo i nostri stessi comportamenti, e capiamo quali sono i meccanismi generali della vita.
    Il vantaggio, la comodità di studiare ragni e insetti è che la scala è ridotta e studiare la loro etologia è molto più facile e meno dispendioso che studiare l’etologia di animali grandi e sfuggenti.
    La repulsione verso certi animali deriva dalla non conoscenza. Conoscendoli scopriamo comportamenti sorprendenti e affascinanti, e capiamo come funziona il mondo.
    Lo sa che le formiche hanno inventato la stalla, dove, al coperto, allevano e mungono gli afidi? Che in certe specie di ragni la madre alleva i figli imboccandoli? Che in certe specie di ragni e di insetti il maschio corteggia la femmina offrendole del cibo in dono (la invita a cena)? Che certe formiche praticano la schiavitù?
    Noi umani non abbiamo inventato niente.

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  5. Anche a me fanno ribrezzo ragni e scorpioni, anzi proprio schifo e non andrei mai a studiarli neppure se mi pagassero a peso d’oro, c’è chi lo fa e non perché gli piacciono ma per la loro professione, Ma chi lo fa per hobby mi lascia alquanto perplessa.
    Non sapevo che questi graziosi animaletti avessero suggerito agli uomini tutte le scoperte che hanno fatto fin qui, se Einstein si è fatto suggerire da uno scorpione capisco perché gli sono venuti quei capelli e quello sguardo da pazzo.
    Per la BM: io non me la prenderei tanto se non piace una risposta, accontentare tutti è impossibile.
    R
    ha ragione, qualche volta lo dimentico.

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  6. Ma certamente, il caro Luigi si vede che ha un amore innato per aracnidi, ortotteri e affini, ha un approccio tutto sc-sc-scientifico come diceva “Peppe er pantera”:

    https://www.youtube.com/watch?v=p8mFikhmtAo

    Amore che non si riscontra quando parla degli esseri umani, mai letto una sua frase di circostanza sui massacri genocidari di Gaza, pure in in questo thread mostra “benevolenza” verso uno psicopatico che ha inferto per 75 volte il coltello nel corpo di quella povera ragazza, ma senza crudeltà, anche se ad ogni colpo schizzava sangue ovunque, distingue come i giudici il Luigi.
    Sc-sc-scientificamente ha(nno) stabilito che era solo violenza, che mai capirò come possa essere disgiunta in qualche modo dalla crudeltà.
    Lo inviterei a picchiare il pugno sul tavolo della sua cucina 75 volte e con una certa forza (quella che ci vuole per affondare la lama nella carne), se ci partecipa le sue sensazioni che so, al 36° o magari al 52° colpo…
    Intendiamoci l’intento dello studioso è lodevole, anche se a sapere che le formiche hanno le stalle dove mungono latte di afide che non so in che modo commercializzino non è che poi mi cambi la vita, però una certa curiosità verso i secchi di raccolta devo dire mi è venuta.
    Io sapevo che la Mantide religiosa invitava il maschio a cena, per papparselo.
    E nemmeno sapevo che certe formiche hanno un salario e altre vengono fatte lavorare in schiavitù, certo le pagano una briciola, però le pagano.
    Devo dire però che a differenza sua che le propaganda, io di certe invenzioni non andrei a menare vanto.

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  7. A59, penso che la titolare mi passi la considerazione che di quanto ho scritto lei non ha capito niente.
    Il mio dubbio è se lei fa finta di non capire o non capisce veramente.
    Per lei violenza e crudeltà sono la stessa cosa.
    Quindi i manifestanti pro Gaza che hanno attaccato la polizia sono stati crudeli.
    Mi dispiace e mi fa male che la gente muoia inutilmente, che siano palestinesi, ucraini, russi, israeliani, iracheni, libici … non fa differenza.
    E credo che sia un ossimoro ammazzare le persone per una giusta causa. Militari compresi, a meno che non siano mercenari o volontari.
    L’Italiano è una lingua maledetta, diceva Fantozzi, e a volte pare che sia vero.

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  8. Signora Gazzato, vorrei chiarire una volta per tutte che il mio modo di scrivere non dipende da sicumera, voglia di pontificare o cose del genere.
    Non capisco coma facciano alcuni a trovarci certi contenuti.
    Io scrivo semplice e diretto quello che penso, senza giri di parole, premesse diplomatiche, eufemismi e altre perdite di tempo e di significato.
    E mi pare che la prosa della titolare sia sullo stesso stile.
    Il mio pensiero vale esattamente come quello di chiunque altro, e, se altri lo contestano, fanno benissimo, perché questo è discutere.
    Mi dà fastidio, e non lo trovo giusto e corretto, che qualcuno, oltre a contestare le mie idee, contesti la mia persona e mi insulti, più o meno pesantemente. Io non contesto mai gli altri come persone, a meno che non risponda per le rime ad un messaggio insultante.
    Vi pare strano che io accetti la sentenza di secondo grado con la quale il tribunale ha respinto l’aggravante della crudeltà?
    Allora siete voi che vi considerate più competenti dei giudici; non io.
    R
    Bene, Lenzini, mi sembra che lei abbia fatto il punto e ogni volta lo ripete, sta diventando una fiaba. Nessuno la insulta e lei non è Cappuccetto Rosso.
    Non si paragoni a me e non mi chiami “la titolare”, per favore. Commenti come le pare sui temi e accetti le poche critiche (fisiologiche)”benevolmente”, non sia permaloso, ma non dice sempre di essere un “buon incassatore”? a me non pare, almeno non sempre, mi pare piuttosto che lei, come tutti, si in…cavoli spesso.
    PS: Io sono unica e irripetibile.(!).
    Ora però anche basta, tutti siamo molto di più di quello che traspare qui, ma non serve puntualizzarlo continuamente.

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  9. Caro Luigi, io capisco fin troppo bene quello che lei scrive, che si tratti di riconoscersi in quello che scrive un pagliaccio che ha smesso la divisa dei parà, per vestire quelle del capopopolo, oppure dei distinguo pelosi come alcuni dei suoi ragni, sulla violenza di genere e non.
    Lei per me è quello che scrive e quello che scrive non mi piace nemmeno un po’, quasi mai (quasi), per me il suo pensiero se esalta un fanatico becero non vale come quello di chiunque altro, ma meno.

    Anche io scrivo semplice, mi pare che il mio pensiero al netto di calembour e citazioni (che sono a beneficio della “titolare”), sia inequivocabile.
    Invidio chi come lei riesce a estrapolare il pensiero di una persona dal suo essere, io non ci riesco ed è un mio limite.
    Quanto ai giudici il mio giudizio ricalca quello della famosa canzone di De Andrè, una casta politicizzata e strapagata, organizzata per bande che chiamano correnti e che, a parte pochissime lodevoli eccezioni (Gratteri tanto per non fare nomi), si sono rivelati per quello che sono.
    Giudici (donna, sigh) hanno sentenziato che se un energumeno riesce a sfilare i jeans attillati a una ragazza per violentarla, significa che lei “ci stava” perché è oggettivamente difficile (a detta loro) toglierli senza la collaborazione fattiva della vittima, sentenza aberrante e a mio parere incompetente.
    E sono quasi certo che lei sarebbe d’accordo, perché la conclusione è tutta…
    Sc-sc-entifica.

    La violenza è sempre crudeltà e lei gioca sporco quando pretende di equiparare un delitto efferato a una manifestazione di piazza con qualche scontro.
    E’ crudele un poliziotto bardato con casco, scudo e protezioni quando manganella a sangue un quindicenne che manifesta per impedirgli di esprimere il suo sacrosanto dissenso? Secondo me sì.
    E’ crudeltà quando i rappresentanti dello Stato riempiono di botte un povero tossico nelle stanze di una questura fino a ammazzarlo in due o tre? Secondo me sì

    Il suo idolo sostiene che il militare di carriera è un assassino, chi si arruola volontariamente sa che deve uccidere “per dovere”.
    E’ uno favorevole alla discriminazione dei diversamente abili (gli handicappati).
    E’ contrario all’aborto come scelta legittima della volontà della donna.
    Urla sputacchiante dai palchi lagaioli di “remigrazione”, terminologia utilizzata dalle formazioni neonaziste come ADF, dai razzisti come Orban.
    E’ un fiancheggiatore di Putin, ignobile autocrate refrattario ai valori democratici.
    E’ un “Charlie Kirk alla Vannaccinara”, lei può leggerne e diffonderne il verbo, ma non pretenda poi che il suo pensiero valga come quello di chiunque altro, a leggere quello che afferma per me così non è.

    Scriva qualcosa sul dramma di quelli che cita e per i quali si “sfragnerebbe”, ripeto non ho mai letto una riga che li tenesse in considerazione, solo ciniche affermazioni nelle quali lei analizza i fatti geopolitici senza considerarne le implicazioni sulla povera gente, un cinismo imbarazzante.
    Lei parla di Hamas ed è convinto che a Gaza si stia svolgendo “una guerra”, mentre è un vergognoso genocidio, mi ha sfidato a provarlo (e già quello… rivela quello che lei è), si risente se glielo faccio notare anche con ironia? Pazienza.
    I miei non sono insulti ma semplici considerazioni sui suoi scritti, legittime e circostanziate.

    Buona giornata.
    R
    Però, i violenti no, quelli vanno sempre riconosciuti e puniti (sono la prima a dirlo) ma la maggior parte degli uomini e donne in divisa, rischiano ogni giorno la vita per difenderci dai criminali e difendere lo stato di diritto, e qualche volta purtroppo la perdono. In questi giorni hanno dovuto subire attacchi violenti da parte di bande organizzate infiltrate nei cortei, delinquenti che li hanno insultati attaccati sputato contro mentre erano li solo a fare il proprio dovere e a difendere le città dalle loro scorrerie. A loro va la mia riconoscenza sempre.
    PS:a proposito che smacco per i violenti, ora che si ritrovano con questa pace inaspettata …e (per loro) quasi inopportuna.

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  10. A59, Si potrebbe discutere all’infinito, anche perché lei allarga sempre il discorso creando nuovi spunti, ma non credo che alla signora Gazzato piacerebbe, e gli altri si annoierebbero.
    Mi piacerebbe che lei non mi accostasse sempre a Vannacci, che io non nomino da settimane. Se lei leggesse il libro credo che condividerebbe un buon 50% di quello che c’è scritto. Il Vannacci scrittore del libro è diverso dal personaggio Vannacci politico che è ora.
    Io ho condiviso parte di quello che ha scritto come lo condividerei se lo avesse scritto Maurizio Landini; personaggio che detesto quanto lei detesta Vannacci.
    Riguardo all’aggravante della crudeltà provo a ragionare.
    Un omicidio è sempre e comunque un atto di violenza che implica crudeltà. Togliere la vita ad una persone non può non essere violento e crudele.
    Perché allora i legislatori si sono inventati l’aggravante della crudeltà? Secondo l’61 n. 4 del Codice Penale italiano, “si configura quando l’agente infligge alla vittima sofferenze aggiuntive e non necessarie rispetto a quelle ordinarie per la consumazione del reato”.
    Nel caso specifico il tribunale ha dibattuto se tutte quelle coltellate fossero state date per infliggere sofferenze aggiuntive o semplicemente per sfogare un accesso di rabbia.
    Non si sa neanche se siano state inflitte prima dei colpi mortali o dopo, quando la ragazza era ormai priva di conoscenza.
    Probabilmente, i giudici hanno applicato il principio “in dubio, pro reo” e hanno valutato quell’aggravante non era essenziale per la sentenza.
    Se vuole approfondire,
    https://www.giurisprudenzapenale.com/2025/04/10/caso-turetta-omicidio-giulia-cecchettin-le-motivazioni-della-sentenza-della-corte-di-assise-di-venezia/
    R
    «L’aver inferto 75 coltellate non si ritiene sia stato, per Turetta, un modo per crudelmente infierire o per fare scempio della vittima», hanno scritto i giudici. Secondo la Corte, la dinamica dell’omicidio è stata «certamente efferata», ma è stata la conseguenza «della inesperienza e della inabilità» di Turetta, che «non aveva la competenza e l’esperienza per infliggere sulla vittima colpi più efficaci, idonei a provocare la morte della ragazza in modo più rapido e “pulito”, così ha continuato a colpire, con una furiosa e non mirata ripetizione dei colpi, fino a quando si è reso conto che Giulia “non c’era più”». Da Pagella politica.
    Lenzini, pro reo …de che? visto come ha programmato tutto non avrebbe potuto fare anche pratica su una bambola prima di mettersi in tale cimento? Orrore!
    Ma non è il punto, il punto è che Giulia Bongiorno è riuscita a convincere i giudici e i giurati che non c’era crudeltà. Ma perché? Perché in appello si attaccherà a questo e potrebbe anche essere che visto che Turetta non è crudele (orrore doppio) potrebbe anche avere uno sconto di pena, anche rilevante. E sarebbe la vergogna delle vergogne. Lei che cavilla tanto sul perché i giudici non gli hanno dato la crudeltà, capisce quali potrebbero essere le conseguenze? E le sembra una cosa ben fatta se quel delinquente riuscisse proprio in virtù della abilità della sua avvocata (pagata a peso d’oro) a sfangare l’ergastolo? Riuscirebbe, lei, ad arrampicarsi ancora sugli specchi, con dovizia di particolari tecnici anche se gli dessero ad esempio la seminfermità e trenta anni poi, per buona condotta commutabili in 15, per spiegarci come mai i giudici ci siano arrivati?

    PS: Mauro a lei cosa sembra? Le è più chiaro ora il perché di quella mia risposta che non le piace?

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    • E’ tutto chiaro dall’inizio, ma non pensavo che il mio commento al commento potesse avere strascichi. Non mi era piaciuta la risposta, forse non avendone colto l’ironia (ma in questi giorni sono sotto pressione), perché sembrava tirasse in ballo un interesse personale per gli insetti usandolo per minimizzare un’opinione. Ma non si è fatto male nessuno e possiamo andare oltre.
      Sulla non crudeltà dovuta alla non esperienza stenderei sui giudici un velo pietoso.
      R
      ecco, Mauro, a me dispiaceva che a lei sembrasse che volessi minimizzare un’opinione tirando in ballo un interesse per gli animali, grazie per averlo specificato, ora possiamo andare oltre.
      PS: mi dirà (forse) che sono “cattiva”, ma io il velo pietoso sui giudici non lo stenderei, hanno delle responsabilità e di più ne avranno se a quel delinquente verrà diminuita la pena.

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    • Io ho scritto chiaramente che Turetta non dovrebbe tornare in libertà perché è instabile e pericoloso.
      Che altro devo dire?
      Per me la crudeltà o meno non cambia niente.
      R
      invece cambia. Lei fa finta di non capire che omettendo di dargli l’aggravante della crudeltà i giudici potrebbero avere messo in discussione l’ergastolo. “Instabile pericoloso”…un assassino feroce e uno psicopatico lucido, altro che patriarcato.

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      • Brava! Il patriarcato non c’entra niente. La maggior parte dei femminicidi sono commessi da delinquenti o da psicopatici.
        R
        non faccia il furbo Lenzini.
        Turetta e gli altri non erano delinquenti prima di uccidere le compagne ma “bravi ragazzi” o “padri e compagni ” esemplari. O quasi. Persone normali, insomma. Delinquenti lo diventano dopo avere ucciso ed essersi comportati da psicopatici che non significa esserlo.
        Il patriarcato esiste ancora in molte società, nella nostra rimane un maschilismo strisciante e duro a morire. Questi assassini non tollerano che le donne possono avere libertà di scelta e questo significa una cosa sola: che la tendenza a credere ancora che la donna sia un oggetto di cui disporre a piacimento è ancora molto radicata tra gli uomini.
        L’esempio eclatante è dato da Dominique Pelicot che drogava la moglie e poi la faceva stuprare da uomini che chiavava via internet. Un depravato che ha avuto 20 anni di carcere e sono ancora pochi.
        Ora uno dei condannati ha fatto ricorso contro di lei perché, ha detto, lui non l’aveva violentata visto che il marito lo aveva autorizzato! I giudici francesi gli hanno subito risposto aumentando la pena da nove a dieci anni. Non oso immaginare in Italia cosa sarebbe successo e quanti anni Gisele avrebbe aspettato prima di avere giustizia!

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  11. Signora Gazzato, maledetto il giorno che ho raccontato che ho l’hobby del naturalista.
    Io sono franco, e a volte racconto cose senza importanza per sdrammatizzare e per uscire dai soliti temi truci, e perché mi confido volentieri con gli altri.
    Come ho scritto sopra, io non studio insetti e ragni perché li amo. Io amo solo le persone, mai gli animali.
    Li studio perché mi fanno passare delle belle giornate nella natura quando faccio le escursioni per documentarli, e, alla mia età è un esercizio salutare.
    E’ salutare anche per tenere la mente in esercizio. Ho fatto anche delle scoperte e ho pubblicato un articolo scientifico importante. Sono soddisfazioni.
    Mi permettono anche di stare in contatto con altre persone che condividono questo hobby e sono diventati miei amici. Anche questo, alla mia età, è un risultato prezioso.
    Quando si esce dal mondo del lavoro è utile crearsi un ambiente di relazioni alternativo. Sempre per questi scopi, faccio anche trekking, almeno un fine settimana ogni due. Si sta tra amici o comunque tra persone aperte, sportive e amanti della natura e della compagnia.
    Non so a quali lazzi si presterà questa seconda confessione. Starò a vedere.
    Tutto questo mi permette di essere sereno e di considerarmi una persona fortunata e realizzata, a dispetto delle batoste che ho avuto riguardo alla salute, apparentemente risolte. Per questo non sono aggressivo, a meno che non mi ci tirino per i capelli. E per prevenire questa eventualità i pochi rimasti li rado a zero.
    Ho letto Vannacci come ho letto tante altre cose. Sono curioso e, se sento parlare molto di qualcosa, cerco di informarmi. Leggo almeno un saggio al mese, e lo rileggo una seconda volta per essere sicuro di aver capito. Lei mi dirà, per le ragioni che sappiamo, che lo dovrei leggere almeno 4 volte, ma faccio quello che posso.
    Consiglio questa cura a tutti quegli utenti che ce l’hanno con gli altri e col mondo. Non è che non abbiano ragione, ma rodersi il fegato e prendersela con gli capita sottomano (aggressività rediretta) non serve a niente.
    Scusi se ho parlato di me, ma giusto chiarire certi malintesi, e per non parlare sempre di cose truci.
    R
    no, anzi ha fatto bene, non ci facciamo conoscere mai abbastanza e molto spesso, anche in età certa anzi probabile, non ci capiamo neppure noi.
    PS: però io i ragni e gli scorpioni li schifo e li odio e anch’io sono amante della natura e degli animali ma di quelli potrei fare benissimo a meno e non ne cerco la “compagnia” né li studierei, li lascio vivere, si fa per dire, fino a che passo il deragnatore sui muri e se qualcuno casca sotto i miei piedi numero 41, mi dispiace, ma fanno una brutta fine.
    PS: anche i libri che dopo due pagine capisco che non potrei mai leggerli perché m mi disgustano fanno una brutta fine: finiscono contro la parete, ma sono veramente pochi, faccio sempre una scelta preventiva.
    PS: piccola nota personale. Mi ha fatto ricordare che la nonna (una tipa originale) litigava col nonno perché diceva che i ragni non vanno cacciati e uccisi perché sono dei numi tutelari della casa, la difendono e portano guadagni. Mio nonno era molto più pratico e li detestava.

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  12. Caro Luigi, condivido alla virgola la risposta che le ha dato in calce al suo post Mariagrazia, come ho detto per me i giudici tranne rare eccezioni sono quelli della canzone di De Andrè, fiducia nella “giustizia” italiana nemmeno un unghia, l’ho provata sulla mia pelle, è un sistema a misura di delinquente e le vittime non sono mai o quasi considerate, questa ne è la prova provata.

    Quanto a Vannacci lei ne ha fatto gli elogi, torna a dire che condivide al 50% il pensiero di un ex militare infoiato ed ebbro di popolarità in forza del consenso che i suoi beceri elettori gli hanno dato, che pubblica reel adolescenziali indegni sulla parte politica avversa, non poteva che essere arruolato da Salvini, si sa che quelli come loro viaggiano in coppia, una spanna sotto l’ombelico.

    Giulia Bongiorno è riuscita a convincere i giudici… scrive Mariagrazia aggiungendo un’interrogativo “ma perché?”
    Perché fa uno dei mestieri peggiori al mondo, viene profumatamente pagata per difendere, che sia Turetta o la ragazza stuprata dal branco di Ciro Grillo, poco importa lei fattura e incassa e siccome è indubitabilmente brava (l’aveva scelta un tipino come Andreotti), riesce quasi sempre a sfangarla, ma la sua appartenenza politica per me è una lettera scarlatta marchiata a fuoco sulla fronte.
    E’ una politica che legifera sulle leggi che poi utilizza come ferri del mestiere e già questo… ma è la sua militanza nella destra più retriva che personalmente la qualifica.
    Sarà anche deontologicamente ineccepibile ma umanamente la Bongiorno è deprecabile quanto la coppia di cui sopra (per me ovviamente).
    Quando la sento esaltarsi per la giustizia verso le donne (come nel caso di quel mentecatto di Ciro Grillo) vorrei che le cascassero i denti, dal primo incisivo a quello del giudizio che usa in maniera tanto lucrativa, ma tanto non succederà mai.
    Buon sabato italiano.
    R
    Oh mamma…le cascassero i denti…ma come ti vengono?
    Io francamente non capisco come si possa (per soldi) difendere un tipo come Turetta e poi dirsi dalla parte delle donne. Inconcepibile e non mi bevo la giustificazione che fa il suo mestiere, perché avrebbe anche potuto rifiutarsi se lo avesse voluto.
    D’altra parte se riesce a fa condannare Ciro Grillo (che secondo me se lo merita) deve essere davvero brava…ma rimane il fatto che eticamente, la cosa non sta troppo in piedi. Ma a tutto c’è una spiegazione. Lei, forse, oltre che essere una politica ama talmente la sua professione da non saper rinunciare a mettersi alla prova neppure se glielo chiedesse Belzebù in persona. Una così accetterebbe e avrebbe pure qualche chances di riuscita…

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  13. A59, io non ho detto che condivido al 50% il libro di Vannacci. Ho detto che al 50% lo condividerebbe lei, perché ci ho trovato molte delle affermazioni che ricorrono nei suoi messaggi sul blog.
    Io lo condivido al 70-80%. Beninteso, sto parlando di quello che sta ascritto sul libro, non delle posizioni successive, molto diverse, che Vannacci ha assunto come politico.
    Il richiamo alla canzone “un giudice” nel LP di De André l’avevo già fatta io mesi fa.
    Solo che, allora, sono stato riempito di contumelie da chi difendeva i giudici per partito preso perché facevano bene ad attaccare i politici.
    Io non ho fiducia nei giudici, e credo che la riforma in corso sia solo una prima scalfittura della loro corazza, a cui dovrà seguire una riforma ben più sostanziale, non solo dell’organizzazione della Magistratura, ma anche delle procedure giudiziarie, troppo complicate, che lasciano troppi spazi discrezionali e producono risultati inaffidabili.
    Ho scritto un promemoria che ho mandato ad amici su come cambierei io le cose, da cittadino, non certo da esperto della materia. Tra i vari cambiamenti propongo di sostituire il meccanismo delle aggravanti e attenuanti (a parte la recidiva e la premeditazione) col meccanismo della composizione dei reati. Es.: un omicidio con aggravante della crudeltà diventerebbe la somma di due reati, omicidio + sevizie.
    Però dobbiamo fare pace con noi stessi e non possiamo apprezzare la Magistratura quando mandano a processo Salvini e poi disprezzarli quando emettono la sentenza su Turetta.
    R
    qui nessuno “disprezza”, non usi certi termine e non faccia sempre il professore Lenzini questa non è una classe ma un blog, grazie.

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  14. Turetta rinuncia all’appello, ha detto che non vuole attenuanti perché si riconosce completamente colpevole e sinceramente pentito.
    Abbiamo ragionato a lungo e se è vero che il mondo è matto, forse c’è qualche speranza. Il gesto di Turetta spero sia una sincera dimostrazione di consapevolezza di quello che ha fatto. Non merita attenuanti ed è il primo a riconoscerlo.

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  15. A quanto pare temeva anche che in appello fosse riproposta l’aggravante della crudeltà, che non avrebbe aggiunto niente all’ergastolo, ma avrebbe potuto rendere più improbabili eventuali sconti di pena in futuro.

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  16. Bravo Turetta e dalli al padre della Cecchettin…

    Caro Luigi lei non ha la minima idea di cosa io legga e condivida e si rassegni, il libro dell’ex Parà kebbabbaro non lo leggerò mai.
    Salvini si disprezza già abbastanza di suo, non è un caso che il “kebbabbaro” lo abbia candidato lui, certo che chi li vota è pure peggio.
    Ma perché non lo posta a puntate anche qui il suo Pamphlet sulle riforme del paese, sarebbe quella si una lettura interessante, le possibili recensioni la spaventano?
    Da cittadino a cittadino s’intende.
    Ci dia ‘sta gioia.

    PS: Se le mie affermazione le comprende come la Costituzione… siamo a posto.
    R
    ma senti un po’…non credi che dovresti consultarmi prima di proporre di pubblicare a “spese mie”?

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    • Se la signora Gazzato mi concede lo spazio, pubblico uno stralcio del documento a cui faceva riferimento A59.

      “L’esistenza di tre gradi di giudizio (primo grado, Appello e Cassazione) , e, soprattutto, l’uso eccessivo e generalizzato che si fa di questa possibilità, spesso in maniera semplicistica, oppure strumentale e pretestuosa, rappresenta uno dei principali fattori che determinano gravi problematiche, infatti:
      1) Non è vero che la Costituzione assicuri all’imputato tre gradi di giudizio sempre e comunque. Lo dimostra il fatto che ogni ricorso deve essere motivato. Purtroppo, ultimamente, si tende ad accettare tutti i ricorsi, anche quelli basati su motivazioni opinabili o del tutto inconsistenti.
      2) La celebrazione di 2, 3 o 4 processi per lo stesso reato allunga enormemente la durata dei processi (di quelli in questione e degli altri) e pregiudica la certezza della pena, anche a causa della prescrizione.
      3) Il processo di appello si celebra ex novo con magistrati diversi senza tener conto delle risultanze del processo di primo grado, con ciò creando una duplicazione di attività e il rischio di omissioni e dimenticanze. Il tutto porta ad una grande aleatorietà dei risultati.
      4) Sembra addirittura che i giudici di appello vogliano ignorare deliberatamente la sentenza di primo grado per non farsi influenzare, e che si compiacciano di emettere una sentenza diversa, senza considerare che la conferma dovrebbe essere la norma, e sarebbe indice di affidabilità della Magistratura.
      5) Il fatto che la sentenza di Appello non sia praticamente mai esattamente uguale a quella di primo grado getta discredito sull’affidabilità del sistema giudiziario, capace solo di accertare formalmente la “verità processuale”, ma evidentemente incapace di accertare la verità vera e di garantire un’autentica giustizia per i cittadini. Ovvio che due sentenze diverse su uno stesso fatto avvenuto non possono essere entrambe giuste, anche se frutto di due diversi processi. ”
      R
      ma di quale “documento” parla? E perché virgolettato? Non è forse suo? Che fa si autocita?
      Questo attesta solo la sua sicumera e la sua prosopopea che sono innegabili e indiscutibili.
      Le pubblico questo e però anche basta, si auto pubblichi i suoi “documenti”. E non ci provi a protestare perché cancello anche questa “prova” senza appello della sua presunzione. Le sue” opinioni” non fanno giurisprudenza.
      Comunque, il blog si dissocia dal suo sproloquio virgolettato.

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  17. Ripensandoci:
    potrebbe pure essere che Turetta abbia rinunciato all’appello su suggerimento dei suoi avvocati, così potrebbe anche sfangare l’appello della Procura contro la sentenza che non prevede l’aggravante della crudeltà.
    Insomma un pentimento interessato. Si, dato il tipo, ci sta.

    Rispondi
  18. A59, quando sento dire che una persona un certo libro non lo leggerà mai resto perplesso.
    Non gli interessa l’argomento? E allora, perché ne parla?
    Non ci vuole spendere i soldi? Non è una grossa spesa.
    Ha paura che, leggendolo, certi suoi pregiudizi siano smentiti? Probabile.
    Non legge il libro perché non le piace l’autore? Sbagliato, perché il libro è diverso.
    Certo, a parlare di qualcosa che non si conosce non si fa una gran bella figura.
    Anche riguardo alla Costituzione, da quello che scrive pare che ne parli per sentito dire.
    R
    Lenzini,
    le pubblico ancora questo ma la faccia finita con la pubblicità al libro di Vannacci, ne ho abbastanza! Spero di non dover replicare alle sue repliche!

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  19. Signora Gazzato, se lei rilegge bene i miei messaggi, osserverà che non sono io ad allargare il discorso.
    Sono altri (al 90% A59) che tirano in ballo Vannacci, le mie presunte idee politiche, la mia ignoranza della Costituzione, e l’ignoranza generalizzata su tutti i temi di cui scrivo.
    Se l’amico la pianta di fare allusioni e illazioni non ci sarà bisogno di repliche da parte mia. Mi sta benissimo di limitarmi al tema.
    R
    Mi risulta che lei non le risparmi a nessuno e che abbia preso il blog per il suo pulpito personale e riservato, ma non è così.

    Rispondi
  20. Caro Luigi, in altra parte ho già sistemato la sua prosopopea come la chiama eufemisticamente Mariagrazia.
    Io non ho problemi con la Costituzione lei sì e grossi anche.
    Se fosse vero quello che lei scrive (e non lo è), il Tar non avrebbe confermato la sospensione del “Generalissimo” a 11 mesi per le vaccate scritte nel suo libro.
    Uno che scrive i Gay non sono normali non è normale lui, lei condivide? Idem

    Il Ministro Crosetto (non il sottoscritto) ha pubblicato su X (lo stesso simbolo che ha reso famoso il suo idolo):

    “Non utilizzate le farneticazioni personali di un Generale in servizio per polemizzare con la Difesa e le Forze Armate.
    Il Gen. Vannacci ha espresso opinioni che screditano l’Esercito, la Difesa e la Costituzione.”

    Lei si riconosce in quelle farneticazioni, io no.
    Per quanto riguarda le sue considerazioni sulla Giustizia, tali rimangono e sono dunque opinabili, soluzioni suggerite in 5 punti? Manco mezza, segno che lei non ha la minima idea di cosa si dovrebbe fare e vorrebbe pure cambiare la Costituzione.

    https://www.youtube.com/watch?v=J_YKAJUj_Fk

    Comunque ringrazio la BM per la gentile concessione troppo buona, a proposito “quella” di stamattina non è piaciuta?

    Rispondi
    • No, non mi è piaciuta.
      In quanto alla tua richiesta di “soluzioni” a Lenzini:
      ecco la risposta:
      “A59, le sue considerazioni su di me le potrei fare io pari pari su di lei, e le do per fatte senza occupare spazio inutilmente.
      Il documento di cui lei mi aveva chiesto uno stralcio è fatto di 13 pagine, e, ovviamente, dopo le analisi, ci sono le proposte di soluzione.
      Visto come ha reagito la nostra ospite alla pubblicazione di parte dell’analisi, non potevo certo occupare altro spazio indicando le proposte di soluzione.
      Se lei è curioso di sapere cosa propongo può leggere il documento al link seguente.
      Ma, come si è rifiutato di leggere il libro di Vannacci, immagino si rifiuterà di leggere anche il mio scritto, e preferirà restare con le sue illazioni.”
      L’ho postata qui perché non intendo pubblicare il testo cui Lenzini accenna, gli avevo già chiesto di non dare seguito alla pubblicazione delle sue elucubrazioni, ma non pago, le vorrebbe da me pubblicate in forma di link, credendo così di aggirare l’ostacolo…cosa che io non intendo fare.
      Spero di essere stata chiara.

      PS: Lenzini non insista all’esasperazione come fa sempre, le sue elucubrazioni su come modificare il sistema giudiziario italiano, personalmente non le trovo interessanti ma estremamente noiose e pedanti e come le ho già detto lei non può fare di questo blog il suo personale chat box.

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  21. Signora Gazzato, solo qualche riga e poi smetto.
    Io dico solo quello che penso, non aggredisco e non offendo nessuno, mentre sono continuamente offeso e aggredito con sprezzo e sarcasmo.
    Non posso accettare gli atteggiamenti malevoli, perché considero il blog un salotto dove degli amici discutono, anche animatamente, ma mantenendo una base di rispetto e legittimazione reciproca, che è la base di qualsiasi discussione.
    Sono anche sportivo e accetto le critiche, anche dure, purché non avverta malevolenza.
    E se mi trovo ad affrontare un match dove, oltre al mio avversario, mi mena di brutto anche l’arbitro, getto la spugna.
    Tolgo il disturbo almeno per un po’ e così le risparmio un sacco di fatica.
    R
    offese non ne passo, se qualcuna mi scappa e più facilmente rivolta a me. Non è un salotto e io non sono Marta Marzotto. Questo è un blog e ci sono delle regole da rispettare. Se le chiedo di non insistere lei deve smettere senza polemizzare all’infinito. Vale per tutti, ovviamente.
    E io la “malevolenza” non so che cosa sia e non mi appartiene. Piuttosto la sperimento spesso nei miei confronti da una vita.
    Ma ci passo sopra.

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