Grazie

Oggi, domenica 20 luglio 2025 è una giornata strana. Per me, lo è. Si perché voglio raccontare un po’di me. Strana per questo intendo. Chi mi legge penserà che era ora, ma chi si crede di essere questa che “non parla di sé”? Mi conoscete, credete di aver capito chi sono, cosa penso, come vivo e perché scrivo qui?

Magari qualcosa avete capito, ma la prima cosa che avete capito (e che vi da, forse un po’ fastidio) è che non parlo di me. Per presunzione, per essere diversa, per attirare attenzione? Forse, io veramente non lo so perché, ditemelo voi se lo sapete. Se lo avete capito, se vi interessa.

Questo blog è iniziato per caso, ho colto al volo il suggerimento di un tipo che scriveva su un altro blog al quale partecipavo attivamente e che ce l’aveva con me perché comparivo sempre in home page. Forse era invidioso e arrabbiato perché lui non ci riusciva. Eppure scriveva, ma quello che scriveva non era considerato interessante e finiva nel cestino. Così un giorno mi ha scritto: apriti un blog tuo, hai così tanto da dire e qui ci sei tutti i giorni come una medicina, almeno ti togli un po’ dalle…(deve avere pensato).

Beh, l’ho fatto e però non mi sono tolta dalla p…anzi, ho scritto di più e sono stata ancora di più pubblicata…ma non pagavo nessuno. Mi piace tenere questo spazio principalmente per dire come la penso sulle cose che succedono. Sulla politica in generale ma anche sulle cose che succedono nel mondo, la cronaca, i diritti delle donne discriminate sempre, anche oggi e la violenza, fisica ma anche morale, tanta, che subiscono, sempre e da sempre.

E’ andato abbastanza bene, un buon numero di accessi e anche di commenti da parte di chi ha creduto di intervenire, vuoi perché gli interessavano gli argomenti e voleva genuinamente discuterne, vuoi perché pensava di “divertirsi”, magari provocando o criticando o vuoi per un sacco di altri motivi che non sto a dire. Ci sta, i blog servono anche a questo. Le frustrazioni sono tante oggi, tante e difficili da gestire e perciò un blog dove “una” di cui non si sa quasi niente se non che è una che non le manda a dire, può essere divertente e magari può servire anche a passare qualche minuto “in compagnia”.

E poi le ragioni sono tante, io non le so, le posso capire: un “brutto carattere” non è altro che un “carattere”, ma non posso stare a spiegarmi il perché di tutto, ognuno ha il “suo” di carattere ed è giusto così. Come non sto spiegarmi il perché di questo momento di “silenzio nervoso”, se non come un modo per darmi una possibilità: riflettere su che cosa voglio fare di questo spazio.

Grazie a tutti per avermi dato questa opportunità, ci posso pensare meglio e più tranquillamente, anche ripensarmi e lasciare che questo spazio sia quello che voglio che sia senza però dargli alcuna connotazione. Vorrei che me lo suggerisse il mio intuito cosa e come fare per farlo diventare davvero quello che vuole essere. Devo darmi e dargli del tempo.

Il tempo cura tutto e io voglio curare il mio spazio e farlo diventare quello che vuole essere perché ha già una sua personalità ben definita ma, forse, deve ancora trovare “un centro”.

Lo troverà? Non lo so, mi piacerebbe e ci lavorerò, potete esserne certi.

Buona domenica

7 commenti su “Grazie”

  1. Interrompo l’astinenza per darle un suggerimento: restare sui fatti, sui temi, senza avventurarsi in indagini psicologiche spericolate sugli interlocutori, né tanto meno dargli patenti di persone riprovevoli.
    Abbiamo il diritto ad avere opinioni, e qui le confrontiamo senza paura e senza autocensura.
    In una discussione abbiamo il dovere di accettare le contestazioni, e, al limite, anche gli insulti, ma se viene meno il rispetto e si percepisce addirittura disprezzo e quasi odio, diventa impossibile partecipare ad un salotto dove, invece, si vorrebbe discutere in amicizia.
    Ricordo la metafora dei cartoni animati dove il cane da pastore e il lupo, o il coyote che sia, alla fine di una giornata in cui se le sono date senza esclusione di colpi, si salutano come due colleghi e amici.
    R
    Lenzini,
    chi la legge potrebbe pensare che io l’abbia sottoposta a delle frustate, potrebbe farsi delle idee strane, respingo fermamente tutto quello che afferma. Ma non intendo polemizzare oltre.
    Comunque, Lenzini in questo commento (come in molti altri) rivela quanto lei tenga agli “amici”…

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    • Risposta chiarissima e inequivocabile. Ho capito il messaggio.
      R
      mi dispiace dirglielo, non ha capito nulla (ancora) e considerando che mi offende (e le offese non passano ma rimangono agli atti e di certo non le consento di diffamarmi a mie spese), aggiungo che quella brutta cosa che si è permesso dire di me dopo tutti questi anni che scrive qui la sua vita a puntate…gliela rispedisco al mittente con gli interessi. Non meriterebbe alcuna risposta, ma se polemizzerà ancora non le risponderò di certo e se vorrà scrivere ancora dovrà prima scusarsi pubblicamente e convincermi che è seriamente pentito. E meno male che il post titola: “Grazie” e lei si permette di ingiuriami.

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  2. Più che commentatrice sono una lettrice di questo blog sinceramente mi dispiace non leggere più le varie opinioni degli ospiti rispetto ai temi proposti dalla BM trovavo interessanti le varie posizioni spesso diverse e contrastanti ma sempre corrette a mio parere, spero e le auguro che il blog riprenda vita e vitalità le auguro una serena giornata.
    R
    si, grazie Carmela un po’ di solidarietà femminile non fa male, anzi. Il blog ha sette anni e mezzo e risente della “crisi del settimo anno”, ma, come tutte le crisi io spero che sia benefica, che faccia il punto, che serva a capire e a progredire, in due parole: a crescere.

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  3. Anch’io scrivo poco ma questa volta mi unisco alla solidarietà per la BM, a me pare che qui certi primi attori l’abbiano fatta spesso …beh…out of the basket. Mah, grazie poi non capisco proprio di che, comunque, io a certi gli avrei chiesto il passaporto…
    R
    grazie Fede, sintetica ma…efficace.

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  4. Riporto, questo frammento del post di Luigi Lenzini:
    “Interrompo l’astinenza per darle un suggerimento: restare sui fatti, sui temi, senza avventurarsi in indagini psicologiche spericolate sugli interlocutori, né tanto meno dargli patenti di persone riprovevoli.”
    Lo faccio perché in questi ultimi giorni ho avuto la sensazione netta di trovarmi dentro una situazione kafkiana.
    Ho rivisto un po’le ultime discussioni e mi sono chiesta davvero: ma chi me lo fa fare?
    Il signor Lenzini scrive qui da oltre cinque anni, nel tempo ha commentato assiduamente su tutto e su tutti, gli ho passato tutti i suoi commenti tranne pochi dove, il signor Lenzini, usciva un po’ diciamo, dalle regole del blog, poche e semplici,(cosa che faccio con tutti) ma è stato uno dei più frequenti e tenaci commentatori ed ha potuto ragionare su tutti i temi da me proposti e anche di più. Spesso mettendosi in una posizione di “superiorità” esaltandosi non poco circa la propria capacità di ragionare e di usare la “sua” logica. Ha potuto dire e disdire a suo piacimento e in lungo e in largo…qui sopra.
    Ieri, il suddetto mi ha offeso pesantemente, non rivelo quale sia l’ingiuria ma è pesante e non credo di meritarla. Ma, comunque, anche ammesso e non concesso che offendere sia un modo per il signor Lenzini di sfogare la frustrazione che prova nell’astenersi (volontariamente io non c’entro perché sinora gli ho passato tutto e sempre risposto anche quando mi sarebbe venuto più facile ignorarlo), non credo ne abbia nessun diritto ed anche il solo suggerirmi con quella frase che riporto di non fare e non dire, criticandomi pesantemente e affermando cose non vere, ma sue opinabili opinioni (che tra l’altro non gli ho mai chiesto), lo trovo di una arroganza e di una violenza inaudite.
    Ma lo si fa, soprattutto con le donne perché si sa che le donne sono “sensibili” e difficilmente non “soffrono” le critiche o le ingiurie e questo è il punto: volere che la persona che riceve l’insulto “soffra”. Perché gli insulti fanno soffrire sempre chi li riceve soprattutto se sono immeritati e io non credo proprio di meritarmi l’insulto che il signor Lenzini, prima di uscire definitivamente di scena (ormai si a meno di scuse da parte sua), ha voluto “dedicarmi”.

    Cioè, non so se sia abbastanza chiaro, forse no e dunque lo spiego meglio: Lenzini da dei consigli a me su come condurre il mio blog (mai richiesti) mi insulta gravemente e pensa di farla franca perché così va il mondo. Una donna incassa e tace. Di solito. Si, di solito una donna lo fa, per “quieto vivere”, per non alimentare polemiche, lascia correre.
    Questa donna, cioè io, questa volta non lascia correre affatto, l’ho fatto sinora forse fin troppo con il risultato di venire pesantemente offesa da chi è entrato in questo spazio per, ripeto, dire e ribadire tutto quanto gli è parso e piaciuto e che è sempre stato accolto e anche se ho espresso opinioni contrarie, ho sempre cercato di mantenere le discussioni nei limiti imposti a chi gestisce uno spazio pubblico. E non è facile. E per questo ho voluto tornare sull’argomento e lo farò ogni volta ne sentirò il “bisogno”.

    Credo di avere il diritto di avere delle idee e di manifestarle con forza sempre e comunque e ancora di più se gestisco (a volte con molta fatica) un blog che ho aperto allo scopo. E continuerò a farlo ancora con più determinazione fino a che ne avrò la forza.

    Io non ho mai obbligato nessuno né a leggermi né a commentarmi e sono sempre contenta di accogliere chi vuole contribuire alle discussioni e però sostengo il mio diritto a gestire e condurre il mio blog secondo le mie idee e seguendo un mio personale e non sindacabile progetto.
    Questo è quanto. Per adesso.

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  5. Signora Gazzato, dopo questa lunga analisi dedicata a me non mi può negare la replica.
    Quell’insulto che lei non riporta non era così grave come lei lo vuole far intendere.
    Avevo solo fatto la considerazione, un po’ amara, che il suo modo di trattarmi non è indice di “brutto carattere” , ma indica vera e propria malevolenza nei miei confronti.
    Rileggendo le sue repliche pregresse chi vuole potrà valutare se la mia è una sensazione del tutto immotivata o no.
    Ora, il brutto carattere fa dire cose che poi si vorrebbe non aver detto, ma non è niente di grave.
    Se invece io le sto così tanto sulle scatole che non perde l’occasione per rispondermi in maniera acida, anche quando replico ad altri e non a lei, spesso attribuendomi sentimenti e intenzioni che non mi passano lontanamente per l’anticamera del cervello, la cosa è diversa.
    Io non posso continuare a frequentare il suo blog – che in passato ho trovato molto utile e interessante, del che la ringrazio – se la mia presenza le dà così tanto fastidio da non resistere alla tentazione di attaccarmi ogni volta in maniera antipatica.
    Come si dice, è stato bello, ma ora il rapporto è deteriorato. Per colpa mia o sua non lo so, ma è così lacero che non vale la pena di rattopparlo.
    Grazie di tutto e auguri!
    R
    Ma no, non è come dice e non è vero che quella non era un’offesa grave ed era rivolta a me in senso generale, non faccia il furbo.
    Ma non è affatto vero che la sua presenza mi da fastidio. Per nulla, la sua è un’impressione del tutto errata. Lei è un pilastro di questo blog e lo sa.
    Semplicemente spesso non resisto a risponderle a tono perché non sono per nulla d’accordo con quello che scrive, ma non sono “acida (anche questo non è un gran complimento) sono solo sincera. Non faccia la vittima.
    Rimanga Lenzini io non ho affatto un brutto carattere, è una calunnia (inventata dalla concorrenza). Sono paziente e calma e perdono sempre e non porto mai rancore.
    Ma quale rattoppo, lei infila di quei lavoretti all’uncinetto che neppure mia nonna…

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  6. Se ci siamo chiariti, mi sento meglio.
    Le volevo anche dire che il fatto che lei sia una donna non c’entra assolutamente nulla.
    Io non ragiono per uomini e donne, né, peggio, per “uomini contro donne”. Per me siamo tutti solo persone.
    Ma, se proprio dovessi pensarla in quanto donna, l’immagine che associerei è quella della walkiria; non certo di una donna vulnerabile i cui ci si può approfittare.
    R

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