Purché si vinca

Hanno fatto bingo! quello che viene definito centrosinistra, cioè, il polo opposto al centrodestra, ha messo due sindaci dei loro al “governo” di due città importanti, per ora. A Genova Silvia Salis, ex martellista ed ex vicepresidente del Coni, a 39 anni ha decisamente bruciato le tappe, complimenti! Farà bene? Giudicheranno i genovesi, alla lunga lei ha molte chances di farcela: intelligente, sportiva, determinata, non ha esperienza in materia di amministrazione locale, ma che fa? Ha le carte in regola, piace un sacco a Schlein e un po’ a tutti, ecumenicamente.

A Ravenna ha vinto un tale sempre del campo larghissimo , un certo Barattoni, un bell’omo coi baffi… Chi sarà e che farà? Un bel Boh ci sta.

Esulta Schlein con un sorriso a tutta dentiera che mette i brividi lungo la schiena…no, dico, per la passione che ci mette. Che dire di una che si spende e spande per i poveri, gli ultimi i diseredati, che ha tre passaporti, cinque ville al mare e un pedigree di famiglia lungo un chilometro? No non si può dire nulla tranne che è brava, con lei il PD decolla. Uniti si vince, dice lei. Testardamente unitaria …eh si l’unità paga, anzi ha pagato, dove vanno tutti insieme a sinistra vincono, coi Cinquestelle si governa, si discute come si conviene, ma poi si fa come dice Conte altrimenti mancano i numeri…e i numeri sono quelli che fanno la differenza, l’importante e avere e dare i numeri. Quando saranno (di nuovo) al governo (gli manca una cifra il potere) ne avranno da dare anche loro, giustamente e abbiamo già avuto modo…

E’ questa roba qui la politica italiana…che cosa ci sia da fare i salti di gioia, lo capisce solo chi ha molto a cuore il potere e poco altro. Amministrare una città come Genova deve essere un’impresa titanica. Ma i genovesi, si sa, sono di manica larga e saranno comprensivi con la sindachessa che a sua volta, ringrazierà e si darà molto da fare, non ho alcun dubbio. A fare il “lavoro sporco” ci penseranno dopo, una volta sparati ancora lì, i campi larghisti, lì nel mezzo, nell’epicentro del problema Italia, un paese ingovernabile da sempre.

Intanto a Liverpool un decerebrato è andato contro la folla con l’auto investendo un mucchio di gente, 4 persone sono in pericolo di vita, in Ucraina Putin continua a sparare e a spararle, Trump spara solo palle che il giorno dopo smentisce, a Gaza c’è l’inferno in terra: morte e distruzione ovunque, ma qui il centrosinistra ha di che gioire, pazzi di gioia di aver messo in difficoltà Meloni e il suo governo. Beh, almeno qualcuno in Italia che si diverta un po’.

Eccola la Gioia del PD:

Sarà lei la nuova premieressa? E perché no? la dottoressa Elena Schlein ha i numeri per governare, ce la può fare, sempre che si tenga stretto Conte. Un Conte è per sempre. E il PD non può più fare a meno di lui.

Chissà cosa ne pensa Beppe. Io lo so, ma non lo dico.

34 commenti su “Purché si vinca”

  1. (Prima avevo scritto qualcosa ma nel frattempo era sparito il post. Riprovo, ma non ricordo tutto)
    Le elezioni amministrative locali sono un altro sport. Per avere un senso politico bisogna considerare almeno le regionali.
    L’armocromista daltonica dice che insieme si vince. Solo che il campo largo in Italia è spesso sinonimo di inciucio e dà luogo anche a dei larghi ribaltoni, da una parte e dall’altra.
    La politica è la scienza meno esatta: si può dire tutto e il suo contrario e si vince comunque. Magari fosse così anche la vita reale!

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  2. E’ ufficiale! Per difendere i poveri (a leggere la lettera) devi essere uno di loro, se no non vale.
    E come fa un poveraccio a salire la scala della politica nazionale?
    Questo Mariagrazia non lo dice, sappiamo solo che i ricchi devono fare politica e per i ricchi, perché ovviamente non si è mai visto un poveraccio farcela e se per caso ci arriva per militanza politica, deve provenire che so dalla Garbatella (millantando di appartenere al popolino), un poveraccio se arriva per sbaglio in parlamento lo si taccia subito di essere uno che si vuole arricchire sulla pelle dei poveracci, questo perché chi c’era prima di lui ha legiferato per darsi emolumenti e privilegi a schifo.

    E non sia mai che la sinistra si permetta di chiedere rispetto per le vittime innocenti con un minuto di silenzio, quella è propaganda, strumentale, non si fa, meglio stare seduti a braccia conserte e il faccino imbronciato.
    Se il campo “larghista” poi lo fa la destra va benissimo, quelli di adesso ad esempio erano ammucchiati nel 2022 tanto quelli della sponda opposta, 4+4 mancava solo Nora Orlandi.

    A Genova tanto per dirne mezza, i partiti della destra ammucchiati come in un film di Rocco (senza i sui fratelli), erano ben 7 come i Magnifici, mentre la Salis ne aveva solo 5 come le stelle di Conte.
    Solo che i primi sparavano a salve o minchiate, la Salis invece ha fatto una campagna elettorale “Porta a Porta”, non nel senso che si è esibita nel salotto più servile d’Italia verso il potere, è proprio andata a bussare in ogni quartiere, come dovrebbe fare chi vuole ascoltare la gente e non si accontenta della videata in zoom da Roma alla “volemose bbene”.

    I genovesi non sono di manica larga (ma quando mai), ma tra Toti, Bucci e compagnia di giro si erano stufati di certe facce e di certa politica del: “se mi dai io ti do e se ti do mi dai”.
    La Schlein ha poco da esultare, iniziasse pure lei a usare la ramazza nel partito per buttare fuori l’ordalia demo-ruffiana che lo intossica, magari sbaglio ma se avesse il coraggio di sfrattare gli abusivi di destra, forse e dico forse, una chance l’avrebbe.
    Ma come diceva il Paraguru Nanni Moretti: “Con questi qui, non vinceranno mai”.
    L’alternativa potrebbe essere cercare candidati donne e di nome Salis, 2 su 2, hai visto mai.

    PS: Che strano, mi sembrava di aver scritto un post stamattina presto, ma forse ero ancora nella fase REM (Respinto Energicamente da Mariagrazia), dormivo, forse sognavo. Sì è qui l’ostacolo – Sempre in fondo a destra… come il cesso (op. cit) a proposito di Sinistra e Destra.

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  3. IL campo largo mi fa venire in mente Benigni con il suo (epopea familiare) “Scendere in campo” ma mi fanno ridere (sbellicare: roba da buscopan) quelli della destra che scimiotteggiano questo “mettemose tutti insieme amorevolmente”. Loro votano partiti e soprattutto politici (ohh intendiamoci ci sono in tutti i partiti anzi l’ essere voltagabbana pare un requisito per candidarsi ovunque) che transumano da un partito (Berlusconi > Meloni tappa Salvini) all’ altro senza portare mai un voto in più alla coalizione (bisognerebbe ricorrere alla fisica per descriverne esattamente il principio), avranno bisogno delle brigate Calenda per aggiungere uno zerovirgola.

    P.S. ne approfitto dovendo diradare gli interventi: mai stimato Gualtieri, ritenuto (personalmente) unfit come commissario Economico della UE, tantomeno come Ministro dell’ Economia dell’ Arca di Noè (ops Draghi), come Sindaco di Roma lascio il giudizio a chi Roma ci prova ad abitarla, ma la sua lettera, pubblicata in altra discussione da A59, è da premio Nobel dell’ economia, non tanto per il contenuto (Gualtieri sempre quello è), ma per la chiarezza con cui ha descritto pregi e difetti del Superbonus: 110 e lode e tanto di serto sul capo. Ma tanto a quelli che criticano il SB senza capire un acca (il termine sarebbe altro) del’ economia, non quella dei master, ma quella spiccia, quella con cui tutti noi dobbiamo far conto, avranno ancora da ridere, come sempre blaterando senza portare pezze giustificative Niente più di questo caso dimostra la partigianeria e la faziosità di molti partecipanti a questo blog.

    Bene riparto con il mio periodo sabatico.

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  4. Giusto per prevenire:

    non ho utilizzato alcun bonus, anzi contribuirò ampiamente a ricoprirne i buchi essendo fra quei pochi (15%) che pagano la quasi totalità (66%) delle tasse in questo Paese del …. cavolo, ma questo non m’ impedisce d’ affermare che andava fatto, i problemi, come giustamente sottolinea Gualtieri sono di quelli che il SB l’ hanno gestito (ampliandolo e dilatandolo nel tempo)

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  5. Non è che per difendere i poveri devi essere povero. Berlinguer non lo era. Però devi almeno far finta di capire come se la passano. Spendere centinaia di euro per abbinare la giacca al foulard va benissimo, basta non lamentarsi se poi gli operai votano per Salvini che mangia i wurstel.

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  6. E’ chiaro che per la borghesia e per i propri tirapiedi, i difensori della “classe operaia” devono necessariamente avere le “pezze al culo” per avere credibilità.
    Siano essi politici o giornalisti o qualunque altro soggetto appartenente alle più disparate categorie sociali.
    E’ solo questione di avere una coscienza sociale, oltre al possedere anche una conoscenza storico sociale che ha portato alla divisione sociale in “classi” e quindi del persistere della “lotta di classe”.
    L’ignoranza è generale su questa “guerra tra le classi” e lo è maggiormente e per ovvi motivi all’interno dello stesso proletariato.
    Dopo di che, risulta anche ovvio che la “borghesia al potere” e tramite i suoi ben pagati e pasciuti cortigiani in ogni antro delle Istituzioni devono sparare a zero e inventare ogni menzogna contro ogni azione chi li possa danneggiare.
    Questo fatto di evidenziare lo stato sociale avanzato del politico di turno e di darne una immagine negativa, è lo stesso modo con cui si spara a zero su giornalisti e scrittori che a loro modo avrebbero fatto soldi scrivendo su mafie e collusioni politiche e quindi screditando la “Nazione” o potenti di turno.
    Insomma, la colpa sarebbe del termometro che misura la febbre.
    Lo scernimento si presta più all’ideologia che alla ricerca di una giustizia sociale.
    R
    Cosimo,
    non è necessario avere “le pezze al culo” per avere credibilità, ma oltre alle parole bisogna saper dimostrare con azioni conseguenti che gli obiettivi che si perseguono non sono un mezzo per ottenere “altro”. Ci sono stati (e ci saranno) leader politici che pur provenendo dalla borghesia o anche alta borghesia, hanno dimostrato coi fatti di tenere fede a quanto andavano “predicando”, ma ci sono anche stati (e ci saranno) molti “falsi profeti”, vedi miliardari, che hanno soprattutto sfruttato certi argomenti per farsi i fatti propri o del proprio partito. Non posso ancora dire con certezza che sia il caso della segretaria del PD, spero abbia modo di dimostrare che le sue intenzioni sono genuine e non il “capriccio” di una ragazza “viziata” che tanto sa che dove casca, casca bene. Mi vorrei sbagliare, ma le sue azioni finora non sono state tali da togliermi tutti i dubbi.
    No, la colpa non è del termometro ma di chi sfrutta la “febbre” per i propri interessi, sia di partito che personali, la critica anche pesante in democrazia è necessaria se non indispensabile, ma deve essere onesta, leale e non pretestuosa, Perseguire i propri fini è giusto e la democrazia deve favorire prima di tutto l’espressione di molte idee, anche in totale contrapposizione, ma sempre avendo come faro l’interesse primario della politica: il bene comune, altrimenti è solo chiacchiera e retorica fine a se stessa.

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  7. Cosimo, per lavorare per il bene dei poveri non bisogna essere poveri, anche perché un politico, anche se in origine fosse stato povero, poi diventa benestante. Non so se D’Alema abbia ancora il suo yacht a vela che, a occhio, sarà stato almeno 15-20 metri, ma se uno ha quella passione mette tutti i suoi risparmi lì.
    Inaccettabili, invece, a mio giudizio, personaggi come Carlo De Benedetti, che ha fatto i soldi con i soldi, ha portato alla rovina la Olivetti e altre aziende con perdita di migliaia di posti di lavoro, ma aveva la tessera del PCI o quello che era diventato poi.
    Secondo me, per fare gli interessi dei poveri, non bisogna neanche fare come Landini, sempre ostile verso gli imprenditori e intransigente, che ha contribuito non poco alla rovina di Alitalia, dell’ex ILVA, e che ha fatto scappare dall’Italia tante aziende, ultima la Fiat.
    Per fare l’interesse dei lavoratori bisogna creare lavoro, e il lavoro non è una materia prima naturale; il lavoro lo creano gli imprenditori (o lo Stato nei regimi socialisti, ormai in via di estinzione). E quindi, bisogna cooperare con gli imprenditori invece di fargli la guerra.
    Purtroppo, però, ci troviamo di fronte ad un conflitto di interessi.
    Come, per un avvocato civilista, il massimo della disgrazia sarebbe che tutti andassero sempre d’accordo, per cui diventerebbe inutile, la stessa cosa vale per i sindacati e per i politici come Ely Schlein.
    Un Italia dove imprenditori e dipendenti collaborassero in amicizia, dove i lavoratori fossero ben pagati, dove ci fosse un offerta di lavoro di qualità per tutti, renderebbe inutili tutti quelli che campano politicamente, e non solo, sul conflitto, sul disagio sociale, sulla paura del domani.

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  8. ” …. e che ha fatto scappare dall’Italia tante aziende, ultima la Fiat.”

    Stendo un velo pietoso su di chi siano le colpe della situazione dell’ ILVA, (mi viene in mento Rombo di Tuono, grande bomber autoesiliatosi in Sardegna), ma sul chi ha fatto scappare la FIAT dall’ Italia rimando al mio post precedente: dare la colpa ai sindacati è semplicemente RIDICOLO !

    Quella famiglia ha, sempre, intascato ed imboscato, la saga degna di Dallas ne è la chiara dimostrazione, se una colpa va fatta ai sindacati è quella d’ aver subito l’ affaire stellantis tacendo (o quasi), ulteriore dimostrazione (come nel caso del JobsAct: 4 ore di sciopero) che c’ è stata un evidente trasfusione: gli agnellini sono loro CGIL ed UIL, lasciamo perdere la CISL di destra è sempre stata ora ha solo certificato la posizione.

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    • Francob, la lotta di classe può avere un senso nella società, ma non in un’azienda.
      Un azienda prospera se c’è sinergia tra imprenditore e lavoratori, perché sono sulla stessa barca.
      Se l’azienda va bene l’imprenditore guadagna, i lavoratori conservano il posto di lavoro e c’è anche il margine per aumentare i loro stipendi. L’imprenditore ha tutto l’interesse a che i lavoratori siano contenti, si impegnino, collaborino, perché l’azienda va meglio. E anche i lavoratori hanno tutto l’interesse a che il clima sia sereno, perché passano a lavorare la maggior parte delle loro giornate.
      Il caso di Adriano Olivetti ha fatto scuola.
      Chi non ha interesse in questo sono i sindacati, per i meccanismi che ho citato prima.
      Se in fabbrica c’è un clima di guerra l’azienda guadagna meno, i lavoratori rischiano il posto, e l’imprenditore medita se gli convenga continuare, chiudere o delocalizzare.
      Gli Agnelli non avevano certo la passione e l’onestà intellettuale di Adriano Olivetti, e Landini gli ha offerto su un piatto d’argento dei buoni motivi per spostare il baricentro della Fiat fuori dall’Italia, in modo da potersi confrontare con sindacati più pragmatici, meno ideologizzati e meno ottusi.

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  9. Se qualcuno sul blog crede che io difenda o ne prenda le parti dei vari segretari di partiti che si spacciano o si sono spacciati per sinistrorsi o addirittura comunisti, si sbagliano. Infatti, anche qui si rientra fra i moltissimi che non hanno nessuna cognizione sulla “lotta di classe” che esiste tra borghesia e proletariato.
    Bisogna che premetta, che non si possa escludere nessuno appartenente ad ogni categoria sociale, perfino anche tra i borghesi capitalisti. A ragione di ciò faccio per molti i soliti nomi che certamente non appartenevano alla “classe operaia” che sono: Friedrich Engels, Karl Marx, un certo Lenin, ed un più anonimo per i moltissimi, il capitalista inglese dell’800 Robert Owen. Tutti personaggi che hanno contribuito ad elevare dalla semplice “lotta di classe” ad una più nobile lotta per tutta l’umanità e quindi alla più giusta e scientifica “parità” e quindi ancora senza classi.
    Plaudo quindi alla domanda/risposta di “Alessandro59”, su, come “farebbe un poveraccio a salire la scala sociale” che allo stato attuale è impossibile per il proletariato schiacciato com’è dalla forza economica e politica del capitalismo che usa ogni mezzo anche quello “Istituzionale” per reprimere con la violenza della sopraffazione politica contro le rivendicazioni operaie; vedi le ulteriori e aberranti sanzioni fascio-borghesi previste dalle nuove leggi sulla cosiddetta sicurezza.

    Alle borghesie e ai benpensanti pregni di pseudo spirito democratico loro sgherri dico di stare tranquilli in quanto le varie Schlein sparse per il mondo, per il momento non intaccheranno minimamente il loro potere insieme ai privilegi.

    No signora Gazzato, la colpa è del capitalismo che non è assolutamente onesta, leale, che come già detto usa ogni metodo da quello più violento e anche facendo pascere un esercito di parassiti utili soltanto a mantenerne il potere.

    NB che il capitalismo è fautore di ogni guerra, di tutte le guerre e di ogni sorta di “terrorismo”.
    Questo ,e tutto ciò di aberrante si possa immaginare è il capitale.
    E qui, non vale assolutamente niente andare a sostenere chi ha incominciato per primo.

    Un cordiale saluto a tutti e in particolare ad A59 e al sig. francob.1944 (forse francobollo?)
    R
    “Per impedire la diffusione tra il popolo di idee controrivoluzionarie (comprese quelle socialiste e anarchiche) ritenute “pericolose” venne soppressa la libertà d’opinione, venne reintrodotta (essa era stata abrogata subito dopo la rivoluzione d’ottobre) la pena di morte (per il solo, ma vago reato di “controrivoluzione”), venne abolita la libertà di stampa (con conseguente ufficializzazione della censura, già praticata), si iniziò la persecuzione di tutti coloro che vennero considerati “non lavoratori” e amplissimi poteri vennero dati alla Čeka, la polizia politica che divenne il simbolo della repressione leniniana (il cosiddetto “terrore rosso”, che determinò la morte o la detenzione di migliaia di civili; Lenin, basandosi sull’esperienza francese, considerava il terrore indispensabile per la realizzazione di una qualsiasi rivoluzione).[125]” Da Wikipedia

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  10. SIg Lentini,

    non le posso togliere dalla sua mente che ritiene necessario che ci sia bisogno del “padrone”.
    Questo si evince dal suo post.
    Di pari passo si arriva a sostenere che ci vuole “l’uomo forte”.

    Saluti.

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    • Teoria curiosa. Il “padrone” non lo sentivo nominare dagli anni di “beli braghi bianchi”.
      A Natale sono andato a messa: finirà che fra un po’ mi ritrovo prete?

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  11. Ovviamente sig.ra Gazzato la propaganda del capitalismo continua indisturbatamente a seminare menzogne, o a discolparsi alternativamente tra vari capitalisti così come sta avvenendo sulle guerre a noi vicine.
    Pur nonostante da oltre trent’anni sia crollato quel falso-socialismo dove si addossavano le colpe della “guerra fredda” con la corsa agli armamenti, ebbene quella corsa continua ancora più prepotentemente e più distruttiva di città e di milioni di persone ammazzate per l’avidità sempre più insaziabili delle borghesie di tutto il mondo.

    Sig. Mauro, ho l’assoluta certezza che da quei famosi anni, lei abbia vissuto su un altro pianeta.

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  12. Cosimo, non so quanti anni abbia e se abbia vissuto gli anni di cui parla o se glieli abbiano raccontati.
    Io ho vissuto con attenzione gli anni delle lotte operaie e poi il ’68, e ho lavorato in un’azienda fino alla pensione.
    Ricordo che tanto tempo fa si usava il termine “padrone”, ma poi hanno smesso di usarlo perfino i sindacalisti.
    Da allora c’è stata la globalizzazione, la partecipazione delle sinistre al governo dell’Italia, il fallimenti delle politiche ispirate dalla sinistra, l’aumento dei consensi elettorali della destra, e tante altre cose.
    Quello che lei definisce ingenuamente “padrone” si chiama imprenditore, che, non solo ci mette i soldi (e questo sarebbe puro capitalismo), ma ci mette anche le idee, le iniziative, l’entusiasmo, la passione.
    E’ quello che crea lavoro per produrre qualcosa che lui ha intuito; per inseguire il suo sogno di successo e, (perché no?) di arricchimento.
    Senza queste molle il lavoro non nasce dal nulla.
    Tutti i regimi che hanno provato a fare a meno dell’imprenditoria privata hanno avuto risultati fallimentari.
    Ma a qualcuno – fortunatamente pochi – questi esperimenti falliti gli sono passati sopra e non si sono accorti di niente, e continuato a sognare un mondo in cui i lavoratori si mettono da soli a fabbricare non si sa cosa per venderlo a non si sa chi, e si dividono i proventi senza spartirli con nessun altro.
    Mi faccia almeno un esempio di una situazione del genere che abbia avuto successo.

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  13. Cosimo, beninteso che, invece, quando lei attribuisce a quelli che alcuni chiamano “i padroni del mondo” la responsabilità delle guerre, sono d’accordo con lei.
    I lavoratori e i proletari sono sempre contrari alla guerra, anche perché rischiano di doverla fare loro personalmente.
    Però sono due questioni completamente diverse.

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  14. L’amico Cosimo utilizza un lessico da sindacalista anni ’70 è vero, ma le cose che scrive sono sacrosante e non vedere o peggio approvare quello che si sta perpetrando ai popoli, tutti nessuno escluso, significa esultare perché quelli che abbiamo legittimato attraverso l’inutile voto ci stanno portando al disastro, scrivo inutile perché alla fine come all’inizio, tradiscono sempre e il voto gli serve solo per gestire il potere.

    Si può avere un atteggiamento fatalista come quello di Mauro, condiscendente come quello di Mariagrazia che individua sulla lavagna i buoni dai cattivi, senza capire che come dice Mimmo alla fine sono tutti complici, si può perfino suggerire qualche timida reazione a questa logica infame che se la prende sempre con i più deboli e fragili, ora che il capitalismo d’accatto ha prevalso sulla politica e sulle coscienze.

    A mio parere (sindacabile), non si può avercela con Trump ed elogiare o non criticare il nostro governo e chi lo comanda in maniera tanto sgangherata mentendo e millantando, un minimo di analisi critica andrebbe esercitata e invece si preferisce continuare con la solfa degli opposti estremismi, perniciosa tattica democristiana degli anni di piombo.
    Non capire o peggio approvare quello che questo sgoverna sta facendo all’Italia e agli italiani, comprimendone i diritti a favore delle élite è tanto stolido quanto autolesionista, al limite del masochismo sociale.
    Questi sono persi in delirio guerrafondaio, che va a scapito del wellfare, della scuola, del lavoro, i vertici UE e BCE sono stati chiarissimi in merito, il riarmo si tradurrà in tagli ai servizi e aumento della tassazione, una follia.

    Ma qui non leggo mai una critica dalla maggior parte dei partecipanti e della BM a questa insensata strategia che di politico non ha nulla.
    Un branco di somari (lo hanno dimostrato per anni), gioca a fare la guerra, ciancia di democrazia (quale?) e di valori patriottici che non rispetta, mai.
    Io non so cosa ci sia da difendere in questo esecutivo, che picchia sugli ultimi, legifera per creare pene e reati assurdi contro il dissenso anche civile e mira a “orbanizzare” il Paese, lisciando il pelo alla delinquenza vera, quella che non rispetta la sicurezza sul lavoro, quella che delinque in grande stile, i colletti bianchi che piegano le regole ai loro voleri, derubricando l’abuso d’ufficio a procedura legale.

    Mai che si levi da queste pagine qualche vagito di sdegno per quello che stanno facendo, nell’ottundimento generale, le voci critiche vengono sbeffeggiate, ridotte a macchietta, segno che una visione di futuro e soluzioni alternative a questa deriva classista non ce ne sono, la donna sola al comando va più che bene, anche se inanella disastri su disastri dandone la colpa agli altri.
    Il suo discorso fatto al recente consesso degli industriali che, come scimmie ammaestrate plaudono chiunque, tanto poi fanno come gli pare, è stato una sequela di menzogne e falsità condite da retorica da ventennio che cozza contro la realtà dei dati.
    L’Italia è agli ultimi posti in tutte le classifiche e non per colpa di quelli che c’erano prima, ma per colpa sua che si è venduta come un fenomeno e invece è una mezza calzetta, con un governo di famigli e incapaci che però comanda a bacchetta.

    Sarebbe bello ogni tanto leggerlo dai temi in home page invece di reiterare la inutile guerra Ucraina, che è finita come doveva finire, con la soubrette Zelen che pietisce in ogni dove la volontà di accordarsi, ignorato dai somari europei e dall’immobiliarista americano, di cui si commentano al pari le malefatte come se fossimo cittadini “meragani”, sulle quelle nostrane niente, nisba, nada, basta vedere questa lettera che punta l’indice non, contro chi ha meritatamente vinto un’elezione locale, ma sul fatto che una coalizione può andare bene solo a destra, a sinistra o pseudo tale diventa scherno, chissà perché.

    Chiudo scrivendo che Berlinguer non stava con i poveri ma con la classe operaia che negli 70 e 80 prima dell’avvento del capitalista Berlusconi, aveva una compattezza ormai frantumata, era il Segretario di un grande partito dei lavoratori, che poteva contare su qualcuno che ne rappresentasse le istanze e i diritti.
    A breve andremo a votare per cercare di ridurre questo divario che proprio il PD erede indegno del Partito Comunista Italiano, ha scavato con quel cesso di riforma che è il Jobs Act, voluto da uno dei peggiori figuri della politica italiana.
    Non arriverà il quorum, le più alte carica dello Stato invitano al non voto, “loro” che lo hanno chiesto per rovinare il Paese, ma un segnale comunque arriverà dall’esito.
    E per quello che vale, ha ragione Franco, dare la colpa dello sfascio della Fiat a Landini è emerita scemenza, vuol dire non conoscere minimamente la storia di quella famiglia di belve travestite da Agnelli.
    R
    E meno male che “chiudi” con la lezione su Berlinguer, mi aspettavo altre critiche al blog, fiuu, mi è andata alla grande…e però dovevi dare ragione ancora a Franco dopo che l’avevi data a “Mimmo” (non sappiamo chi sia, qui Mimmo, se volessi dircelo magari…) ma comunque, il signor Cosimo affacciatosi qui solo da qualche giorno lo avevi già gratificato della tua somma benevolenza…quindi…passi e chiudi. Grazie.
    Ho aperto un blog per parlare di quello che mi pare e di quello che penso e dare voce a chi voleva parlare, qui si parla di tutto, io non ho preclusioni e soprattutto non ho “padroni”. E leggo tutti e poi mi faccio le mie idee e le scrivo qui senza remore. Qui entra chi vuole e io do voce a tutti, se, ovviamente non offendono.

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  15. Sig. Cosimo, le confesso che sento molto la nostalgia del pianeta lontano da dove provengo e dove le certezze assolute non esistono. Comunque su questo pianeta, dove (ahimè) tocca vivere adesso, la corsa alla guerra per le avidità delle borghesie c’è sempre stata, vuoi per i terreno coltivabili, vuoi per le ricchezze del sottosuolo.
    Guarda caso proprio durante la guerra fredda, periodo più ricco di armi devastanti mai esistito, non si è sparato un colpo. Voi terrestri siete così babbei che riuscite a stare in pace solo armandovi fino ai denti.

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  16. Sig. Mauro, ha scelto la persona più sbagliata per confessare le proprie frustrazioni frutto della sua candida “ingenuità” politica.
    Non si preoccupi, è in forte compagnia.

    Mi stia bene e continui così.

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  17. Sig. Lenzini, lei non abbisogna di nessun esempio, ha fatto la sua scelta.

    Nel frattempo, ringrazio fortemente l'”amico” A59, che ha appreso il senso più esatto dei miei interventi dandone anche spiegazioni migliori di quello che io riesco a dare.

    Dicendo adesso che molto probabilmente sono l’unico “operaio” della sempre più bistrattata e maltrattata “classe operaia” (metalmeccanico V livello da diversi anni in pensione) del blog forse ho risposto a chi si poneva qualche domanda su chi io sia, penso abbia non solo il diritto di affermare che ci sono i “padroni”, ma che questi padroni diventano sempre più briganti.
    Chi non vuol vedere la realtà, è affar suo.

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    • C’è un cortocircuito in tutto ciò: per difendere la classe operaia non occorre essere operai (si diceva poco sopra), ma per poter parlare di operai bisogna presentare un CV del V livello metalmeccanico.
      Mi adeguo: ne ho visto di gente strana, ma come i terrestri…..
      R
      attento Mauro, su Marte sta per sbarcare Elon furioso ( ce l’ha anche lui con Trump…pover’omo), potrebbe chiederle se è un frequentatore del blog…lei neghi.

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    • Cosimo, credo che non ci siamo capiti. Io non ho fatto nessuna scelta di campo. Anche nei relativamente pochi anni in cui ho frequentato questo blog ho cambiato più volte posizione, e la signora Gazzato me lo ha fatto notare.
      Nella mia esperienza di lavoro, ho capito una cosa: per valutare se un sistema, un’organizzazione, una decisione, sono buoni, bisogna confrontarli con le alternative possibili. Non si può confrontare qualcosa che esiste con qualcosa che non esiste.
      E questo vale anche per i bambini del Bangladesh per i quali l’alternativa a lavorare in una fabbrica di indumenti sarebbe lavorare la terra.
      Io non ho mai fatto l’operaio, ma ci ho parlato con gli operai.
      E credo che gran parte dello scontento che si percepiva derivava dal fatto che il sindacato ci aveva messo la coda, mettendo operai e imprenditori uno contro l’altro per aumentare il proprio potere.
      Il termine “padrone” non mi piace, perché evoca significati impropri.
      Il padrone è semplicemente il proprietario o l’amministratore dell’azienda, ma il termine evoca la contrapposizione “padrone – servo”, mentre nelle aziende di oggi non ci sono servi.
      Faccio anche una considerazione provocatoria. Se uno si trova male in un’azienda, perché non la lascia e ne sceglie un’altra? Se ha i requisiti per farlo, lo faccia; se non li ha, non si lamenti.
      Ricordo che, quando lavoravo, alcuni miei collaboratori ricevettero delle proposte e passarono alla concorrenza. Mio figlio quest’anno ha cambiato azienda, perché gli hanno fatto un’offerta migliore. Lei quante offerte ha rifiutato?
      R
      lei frequenta il blog da quasi cinque anni, non mi sembrano pochi.

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  18. A proposito dei padroni o imprenditori come li si voglia definire, stamattina mi è capitato sottocchio un documento su i bambini a lavoro nelle fabbriche e miniere dell’800:
    https://www.focus.it/cultura/storia/infanzia-infernale–inghilterra-ottocento.

    Si badi bene che quelle condizioni di schiavitù proseguono tutt’ora in molti paesi del mondo e forse ancora anche nella nostra “Nazione” o forse non è vero?.
    Vorrei suggerire inoltre un testo su: “La situazione della classe operaia in Inghilterra” di Friedrich Engels.

    Voglio intanto ringraziare la sig.ra Mariagrazia Gazzato per l’ospitalita che mi concede.
    R
    prego, questi li passo, in futuro però si astenga dall’esprimere giudizi “morali” o “certezze” sui chi frequenta il blog da anni (o anche “in generale”) e che lei non conosce affatto. Cerchiamo di evitare i “conflitti” , almeno in questo piccolo spazio.

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  19. Vorrei riprendere il passaggio in cui A59 accenna alle opere di “orbanizzazione”, che non sono strade e tubature, ma un cambio di paradigma della democrazia europea.
    La politica di Orban si potrebbe sintetizzare con lo slogan trumpiano “Ungheria first”.
    Orban ha come obiettivo unico il benessere del suo Paese, e non si preoccupa di tradire la solidarietà europea per perseguirlo.
    L’Ungheria è una delle nazioni europee dove si sta meglio. L’economia cresce, anche grazie all’attrazione di investimenti stranieri favorita dalla bassa tassazione e dalla semplificazione delle normative, oltre che dal basso costo dell’energia.
    Gli ungheresi, in stragrande maggioranza, sono contenti del modo di governare di Orban e lo hanno rieletto con un risultato indiscutibile.
    Cosa c’è che non va nel suo stile di governo?
    Si vuole difendere dalle ingerenze politiche e dai condizionamenti della Magistratura; un problema che abbiamo anche noi, ma siamo sicuri che gli ungheresi siano preoccupati per questo?
    In sostanza, Orban piace al suo popolo (i contestatori ci sono dappertutto e non hanno un peso importante in Ungheria), ma non piace agli organismi europei, che lo ostacolano in ogni modo.
    E’ giusto questo? In base al principio dell’autodeterminazione dei popoli, non è giusto, né legittimo. Se però una nazione è membro di una coalizione di Stati che legifera e valuta, un certo diritto di valutazione e censura del suo stile, ci sta.
    Ritengo, però, che debba essere assolutamente prevalente rendere conto al proprio popolo piuttosto che ad una sgangherata UE, peraltro non sempre coerente con le sue prese di posizione.
    Forse, prima o poi, l’Ungheria sarà cacciata dall’UE oppure se ne andrà di sua iniziativa, e potrebbe essere seguita da alcune altre nazioni. Del resto, UK lo ha già fatto.
    Secondo me l’Unione Europea tra Paesi diversissimi che parlano almeno 20 lingue diverse e hanno altrettante storie culturali diverse, non si farà mai, e forse sarà l’Ungheria ad aprire la strada verso una sospensione del processo di unificazione.
    R
    https://ilbolive.unipd.it/it/news/societa/lungheria-stretta-sui-diritti-rapporto
    Ma, quando scriveva qui il suo amico Romolo, mi pare che lei si esprimesse diversamente nei confronti dell UE. L’Ungheria ha molta strada da fare verso la democrazia, ha una storia molto complessa e saranno i suoi cittadini a decidere se è giunto il momento di disfarsi di un putiniano obliquo e ipocrita come Orban.

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  20. Signora Gazzato, ha ragione. Io sono stato più scettico di Romolo sul fatto che l’UE potesse essere la panacea per tutti i mali, ma comunque la consideravo un traguardo irrinunciabile per cui valeva la pena di impegnarsi.
    Questi tre anni di guerra sono stati lo “stress test” che ha dimostrato quanto funziona male la UE, e quanto sia difficile e pericoloso prendere decisioni comuni, soprattutto, da quando è partita l’ubriacatura degli armamenti.
    A questo punto sono sempre più convinto che metterci insieme – che sarebbe il primo e unico esperimento del genere tentato nel Mondo – sarebbe la nostra rovina, e spero che il processo si arresti e si torni qualche passo indietro (tipo eliminare il Parlamento Europeo e la Commissione).
    Mi pare che dalla UE ormai ci arrivi più male che bene. E mi pare che le interferenze dell’UE sugli stili di governo dei singoli Paesi violino il principio di autodeterminazione dei popoli.
    Neppure gli USA, che sono una vera repubblica federale, pretendono una tale uniformità di gestione tra gli Stati. Florida e California sembrano due nazioni diverse.
    Quanto all’Ungheria, non credo che Orban debba fare strada per comprendere e instaurare una democrazia di tipo “europeo”. Credo che lui quel tipo di democrazia lo aveva già trovato, ed ha deciso di allontanarsene perché ha pensato che non faceva l’interesse degli ungheresi.
    R
    al contrario di lei, io vedo un futuro per l’Europa solo se unita. Certo molte cose non vanno e andrebbero cambiate, ma la UE è l’unica via per mantenere la pace e cercare di migliorare le condizioni di vita di tutti i paesi membri.

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  21. Gentile sig.ra Gazzato, ogni nostro intervento si può avvisare come giudizio morale o certezze, dipende dunque dal grado di moralità o certezza posseduto da ognuno di noi e questo può anche portare a qualche “conflitto”. Diversamente il “confronto” non avrebbe alcun senso.

    Buona giornata al blog.
    R
    Tenga conto però che qualsiasi cosa venga scritta qui è sottoposta a moderazione.

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  22. Mi piacerebbe capire dal “nostro” Mauro chi diavolo è che debba difendere la classe operaia, i bambini di Gaza, i senza reddito, gli sfruttati a 3 euro l’ora etc. etc. e se nel caso bisogna presentare ISEE adeguato al tipo di lotta (massì dai chiamiamola come una volta).
    Perché una cosa è certo questo sgoverno non lo fa, anzi…
    Non mi è chiaro dove vada a parare la sua ironia, oddio parare, io vedo solo degli autogol.

    PS Ma perché Lenzini non si trasferisce in Ungheria?
    R
    eppure:
    https://www.italiaoggi.it/economia-e-politica/attualita/perche-il-governo-meloni-e-destinato-a-durare-l3t0nppz?refresh_cens

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  23. Sig. A59, sono stato abbastanza sintetico, ma mi pare che la risposta al suo quesito si trovi nel mio intervento del “28 Maggio 2025 alle 8:19”. Per spiegarmi meglio potrei tentare di allegare uno schizzo, ma non riesco a disegnare il concetto di “armocromista”.
    Che questo governo non faccia abbastanza mi trova d’accordo, ma se ripenso a cosa facevano gli altri di pseudo-sinistra dovrei lasciare il foglio di carta bianco perché disegnerei un articolo 18 e poi lo cancellerei.

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  24. A59, mi pare che l’impostazione di base non sia corretta.
    L’esigenza di difendersi nasce quando c’ qualcuno che aggredisce.
    Se andiamo tutti d’accordo, troviamo un equilibrio tra le nostre aspirazioni e le nostre capacità, riconosciamo i diritti degli altri, non c’è bisogno di difendersi o di farsi difendere.
    Così come quando si parla di riarmo europeo, credo che anche nella società si debba cercare la pace e la collaborazione in un clima di sinergia di obiettivi, piuttosto che lo scontro e la lotta di classe.
    La classe operaia è stata difesa dai sindacati. Secondo me l’hanno difesa male, perché, invece di favorire lo sviluppo economico in Italia, hanno fatto scappare gli imprenditori. Io credo che chi ha veramente difeso la classe operaia sono stati i governi che hanno incoraggiato le aziende ad assumere.
    Perché non mi trasferisco in Ungheria? In Italia ho amici e parenti; sono tra persone che parlano italiano, mentre l’ungherese è una lingua stranissima. E mi sembrerebbe disonesto percepire una pensione dallo Stato italiano per spenderla in Ungheria. Dettaglio importante, il clima dell’Ungheria fa schifo per un mediterraneo/tirrenico come me. Perfino il clima di Ancona mi deprimeva.
    Ma coltivo una speranza: che le sane pratiche di ritorno alla democrazia autentica, non tutelata da enti non eletti, che si stanno sperimentando in Ungheria, arrivino, prima o poi, anche da noi; e quindi non ci sia bisogno di emigrare.
    R
    non emigri, ma le “sane pratiche” etc.etc., le lasci agli ungheresi. La loro è una storia complessa. L’ungherese è una lingua stranissima come tutte le lingue che non si comprendono.
    Il riarmo europeo: lei svicola dal fatto che l’Europa non ha solo amici e chi sta seminando “zizzania” (e non solo) ha un nome e cognome e quel nome e cognome è riuscito a far riarmare la Germania, cosa che fino a tre anni fa sembrava fantascienza. Bel risultato davvero da parte di chi presiede il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

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  25. Lo conosco bene quel nome e cognome; Jo Biden.
    Quello che rispose a Putin che la NATO, se voleva, poteva arrivare fino ai suoi confini e lui doveva tenersela e stare zitto.

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    • Concordo con Lenzini, quel nome e cognome corrisponde al Rimba d’oltreoceano e in subordine alla Vispa Teresa d’Europa alias Ursula Von der Leyen

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  26. Articolo meraviglioso quello postato da Mariagrazia , non ho compreso bene perché lo abbia postato, forse per spiegarmi che un’ Italia retrograda, razzista e classista ha il sopravvento?
    Beh, mi pare un’ovvietà, certificata dai dati che Istat e Ocse snocciolano e parlano di un Paese agli ultimi posti in tutte le classifiche europee e non potrebbe essere altrimenti con questi sgovernanti.

    Mauro, devo dire che la sintesi non aiuta, l’armocromista c’entra come i cavoli a merenda è solo un’affermazione sprezzante che fa il paio con quella di Lenzini sul sindacato.
    Evidentemente in questi ultimi anni è stato distratto, o forse più semplicemente non era d’accordo con le politiche tentate per dare una parvenza di legalità ed equità sociale alla nostra società fatta di piccoli egoismi “borghesi” come direbbe Cosimo.
    Per difendere poveri e operai ci vuol ben altro che qualche schizzo sull’art. 18, bisognerebbe andare a votare al prossimo referendum tracciando sulle schede 5 SI, altrimenti le considerazioni (sintetiche) rimangono solo chiacchiere e distintivo.

    Lenzini, lei mi dovrebbe spiegare cosa intende per “favorire lo sviluppo economico”, perché a mia memoria, che il mondo industriale lo frequento solo da 40 anni (sic), gli imprenditori che scappano altro non sono che dei banditi, ai quali l’unico sviluppo che interessa è quello del proprio conto in banca o la pila del nero in cassaforte.

    Quello che lei ha votato sarebbe un governo che incoraggia ad assumere? Forse ma a che condizioni? Ah già lei è quello che sostiene che i neoassunto devono essere pagati poco, meglio niente, lo credo che ha in uggia i sindacati.
    Tranquillo che quelli che ha votato ci stanno portando verso l’orbanizzazione dell’Italia, quello è il modello di “quella”.
    Nel rapporto dell’europarlamentare olandese Judith Sargentini del 2018, su quell’energumeno di Viktor sono state accertate: violazioni dello stato di diritto nel campo dell’indipendenza della magistratura e dei media, della libertà accademica, della libertà religiosa, della protezione delle minoranze e della possibilità di operare per le Ong e la società civile, nonché casi di corruzione, appalti irregolari e frode nell’uso dei fondi Ue.
    Non mi stupisce che lei aspiri a vivere in un Paese con queste caratteristiche, che poi non mi sembrano molto diverse da quelle che si perpetuano anche da noi.

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    • A59, io credo che anche agli imprenditori non piaccia andare all’estero, e che preferirebbero continuare a lavorare in Italia. Se se ne vanno è perché in Italia si lavora male.
      Incoraggiare lo sviluppo economico è proprio quello che sta facendo quel birichino di Orban, che ha il bilancio tra aziende che arrivano e aziende che se ne vanno più positivo d’Europa.
      Sgravi fiscali, riduzione del cuneo fiscale, ma, soprattutto, semplificazione della burocrazia, efficientamento della Magistratura, sicurezza ….. In Italia, per aprire una pizzeria, ti devi affidare ad un consulente, e, se un grosso cliente fallisce, rischi di fallire anche tu prima di vedere un euro.
      Io ho seguito con attenzione cosa facevano i sindacati nel periodo 1970 – 2000, e ho osservato alcune cose sorprendenti.
      Intanto mi ha sempre sorpreso quanto poco chiedevano di aumento di stipendio sulle piattaforme dei rinnovi contrattuali. Ricordo che la mia azienda, nel periodo che gli affari andavano bene, era disposta a concedere aumenti maggiori, ma non li chiedevano. E si opponevano tenacemente ai premi di fine anno concessi ai più bravi (vietatissimo concederli agli operai!).
      I sindacati chiedevano soprattutto modifiche normative e tutele che accrescessero il proprio potere. Nella legge che fu soprannominata Statuto dei lavoratori non c’era nessun articolo che parlasse concretamente di tutela della retribuzione, mentre c’era l’art. 28 che configurava un reato penale (comportamento antisindacale) per l’imprenditore che avesse tentato di minimizzare le conseguenze di uno sciopero.
      I licenziamenti si potevano fare tranquillamente, purché concordati col sindacato.
      Quanto al concetto di “poveri” e di “deboli”, non credo che si debba considerare un marchio a vita. Molti imprenditori di successo provengono da famiglie povere. Esiste la sfortuna, ma esiste anche tanta indolenza. Lo Stato italiano garantisce l’istruzione gratuita fino ad un buon livello, e, chi si impegna, le prospettive le ha.
      Ricordo che, nella mia azienda, c’erano diversi dirigenti non laureati che erano partiti dal basso. Chi è in gamba prima o poi lo notano, e progredisce.
      Quello che rifiuto categoricamente è che si anteponga l’obiettivo delle distribuzione della ricchezza (modello Robin Hood) all’obiettivo di crearla.
      Se non si crea ricchezza possiamo solo redistribuire equamente la miseria.

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  27. Senza replicare a nessuno in particolare, mi faccio una domanda seria alla quale non ho trovato risposta.
    Se aumentiamo le spese militari, cosa ci compriamo con quei soldi?
    L’unica guerra possibile sarebbe contro la Russia. Immaginiamo che anche una guerra dell’intera Europa occidentale contro la Russia sarebbe combattuta come la guerra in Ucraina? Con carri armati, aerei, elicotteri, missili e droni con testate convenzionali?
    Io credo che in una guerra con questo tipo di armi la Russia sarebbe perdente, e che, quindi, si passerebbe presto alle armi nucleari.
    In questo caso esserci dotati di migliaia di cannoni, carri armati, veicoli per trasposto truppe ecc… sarebbe stato solo uno spreco di soldi a vantaggio dei costruttori di armi.
    Le uniche armi utili sarebbero le armi nucleari, e relativi vettori, e i sistemi antiaerei e antimissile, che andrebbero dislocati in tutta Europa a difesa delle città e dei punti strategici.
    E’ questo che hanno in mente i tedeschi e gli altri fautori del riarmo?
    Oppure pensano di continuare a costruire ferraglia che riempirà i magazzini e che forse non si userà mai?
    E
    e questa lei la chiama “domanda seria”? Lei ha in mente un disarmo totale solo di alcuni paesi (vedi UE), tutti gli altri possono armarsi oltre i denti ma lei, nei loro riguardi, la domanda “seria” non se la pone.

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  28. Scusi, ma temo che abbia frainteso le mie perplessità.
    La mia preoccupazione è che, oltre che spendere soldi sottraendoli ad altri investimenti, si spendano male, spesando cose che, in caso di guerra, non ci servirebbero.
    Quanto al disarmo in generale, non lo ipotizzo e non lo vorrei, ma credo che le armi che abbiamo siano sufficienti per le nostre necessità reali.
    R
    Lenzini, poco elegante, a mio parere dire sempre di essere stati fraintesi, come dire…non capisci mai nulla.
    Lei è il Signor Luigi Frainteso.

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