Sette ore di colloquio fitto sfociato in un accordo di partenariato siglato dai due dittatori, il cinese e il russo, fitto fitto di roba che fa comodo ad entrambi compresa la lotta comune al prepotente amico americano.
I due amiconi hanno stretto alleanze e allentato solo i lacci delle scarpe, per il resto sono concordi in tutto persino sulla Ucraina (problema marginale) di cui dicono entrambi che:
“Nella dichiarazione congiunta finale, il conflitto in Ucraina è stato toccato di sfuggita, laddove si afferma che Mosca e Pechino “sostengono tutti gli sforzi volti a promuovere la pace” e si dicono convinte che “per una soluzione duratura e sostenibile sia necessario eliminarne le cause prime”.
Le cause prime e anche le ultime data la meticolosità con la quale Putin bombarda l’Ucraina da tre anni e questo è un metodo ottimale per ottenere una pace duratura e gli sforzi che fa Putin sono persino troppo evidenti, gli ucraini ne sanno molto.
Eliminare le cause prime pare non sia facile visto che sono tre anni che ci prova, ma con un amico così potente, anzi due amici così potenti, dovrebbe essere un gioco da ragazzi. Invece sembra un Sudoko di impossibile soluzione.
Beh, una parola buona XI ce la mette sempre (assieme alle armi). Non pare molto loquace in pubblico ma in privato si sfoga.
La parata russa è in corso, così come sono in corso le sparate dei due amici per la pelle, entrambi nemici- amici dell’orso americano che è troppo imprevedibile per i loro gusti, ma se lo tengono buono per i tempi bui. Per loro, così amici e così forti però, potrebbero essere preventivamente allontanati ed eliminati.
Con un piccolo aiuto da parte amici (quelli veri)…
Peccato non ci sia Giorgia Meloni tra i volenterosi che oggi sono a Kiev per dare sostegno alla Ucraina e chiedere formalmente a Putin di accettare la tregua di 30 giorni chiesta da Kiev e dai paesi europei per trattare le condizioni per arrivare alla fine della guerra. Trump è convitato di pezza, come la nostra leader.
Avrebbe fatto meglio ad esserci secondo me. Io ci sarei andata. (Anche col cerotto sulla fronte).
Quale migliore occasione per ribadire che la UE è decisa e unita e vuole fermare Putin che continua a farsene il baffo e a fare spallucce.
E poi però i sbaciucchia con XI e dice quanto sia vittima e quanto sia lui a volere la pace…l’incompreso.
Ma ora questa decisione di metterlo di fronte alle proprie responsabilità non può non avere conseguenze. I pacifisti, veri o presunti, possono pure deridere i leader europei e anche l’ucraino, ma se è vero che l’unione fa la forza, quella foto è un forte messaggio per il russo ( e per Trump) che l’Ucraina non è sola e la pace, non la resa, è ottenibile se chi fa il bullo si ritrova a dover fronteggiare una coalizione decisa e unita a farlo desistere dai suoi deliri di onnipotenza.