Tutti sappiamo chi era Francesco Guccini. Le sue canzoni sono poesie in musica e come quelle di molti altri cantautori italiani, hanno lasciato un segno indelebile nei nostri cuori. Le canzoni di Guccini lo lasciano anche nell’anima perché la loro forza espressiva va oltre quel confine invisibile e indefinibile che non sappiamo bene dove collocare. Ma lui riusciva a toccarlo e oltrepassarlo. La sua voce inconfondibile, profonda, roca, quella erre arrotata che la connotava senza possibilità di errore, quella capacità di toccare le corde più profonde e allo stesso tempo di sembrare un discorso tra amici, quasi una confidenza sussurrata o gridata. Ineguagliabile.
Sapeva essere “confidenziale” e “universale” allo stesso tempo, una qualità che non molti hanno e il patrimonio di capolavori che ci lascia merita profonda ammirazione ma soprattutto gratitudine. Una profonda gratitudine per l’inestimabile valore di quanto ci ha lasciato in eredità e che rimarrà per sempre a testimonianza di un grande poeta e un grande uomo.
Con un abbraccio ideale a Francesco Guccini.
Non ero un fan accanito, ma ne ho sempre riconosciuto lo spessore artistico. Alcuni pezzi sono storia.
Un altro cantautore vero che se ne va lasciandoci soli con i trappers.