Chissà se la UE sarà più coesa ora che Orban ha perso. E’ stata una bella manifestazione di democrazia però vedere la gente in coda per votare. Segno che gli ungheresi hanno deciso di cambiare e ci sono riusciti. Una bella festa di popolo questa affermazione del partito di opposizione a Orban. Il quale ha detto che non si arrende, Beh, intanto se ne va all’opposizione con la coda in mezzo alle gambe, la vittoria del “giovane” Magyar è schiacciante, soffocante, decisamente rilevante, Che cosa significhi per gli ungheresi che hanno votato in massa, lo sapremo, ora la sensazione che ho è che in Ungheria si respiri un aria diversa. Di già.
Da quel poco che ho potuto capire, il nuovo premier è sostanzialmente sulla linea di Orban ma con una visione più liberale e più europeista. Pare che voglia liberarsi dalla dipendenza dal gas russo e questo è certamente positivo. Non dovrebbe mettere il veto agli aiuti all’Ucraina e questo segnerebbe già una enorme differenza col suo predecessore. Per il resto, tanto resto, bisogna attendere e stare a vedere.
L’Ungheria però, in questa occasione, ha dimostrato una grande voglia di libertà, democrazia e di partecipazione.
Auguri agli ungheresi di un futuro migliore, più prospero e democratico. Il nuovo leader ha detto che ha vinto l’amore. E che l’amore vince sempre. Come premessa non è male. Ora vedremo se le promesse saranno realizzate ma già non vedere il faccione rubizzo dell’amico di Putin è un buon inizio.
Io vedo nel voto ungherese molte analogie con il volo italiano sul referendum.
In pratica c’è stata una serie di contributi ideologicamente eterogenei accomunati solo dal fatto di voler imporre una sconfitta al governo.
E anche questa volta c’è stata una partecipazione altissima al voto, ed è stato un referendum contro Orban.
Il sig. Ungherese si presenta come portatore di rinnovamento, ma, dal suo modestissimo curriculum politico appare come una costola che si è staccata dal partito di Orban, e la differenza principale rispetto alla politica del suo ex capo è la maggiore disponibilità verso le istituzioni europee.
Un po’ come se Crosetto si presentasse alle prossime elezioni come avversario della Meloni con un programma più centrista.
Ungherese ha cavalcato abilmente le varie tipologie di scontento verso lo stile Orban, e gli elettori lo hanno premiato; ma ora che farà?
Gli idrocarburi russi sono necessari per l’Ungheria, che, non avendo sbocchi al mare, non si può approvvigionare con le petroliere e le metaniere, e mi pare improbabile che ci rinuncerà.
Sbloccherà i 90 miliardi all’Ucraina per permetterle di continuare una guerra che per ora appare senza via di uscita? Forse lo farà, perché l’Ungheria, a parte il voto, si era già tirata fuori dal contribuire economicamente.
Staremo a vedere. Io, come italiano, non ne sono felice, perché una parte di quei 90 miliardi li pagheremo noi, che non nuotiamo certo nell’oro.
E’ la fine di un regime? Più che di un regime io parlerei di uno stile decisionista alla Trump, ma assolutamente pacifista. Se ci fosse stato davvero un sistema illiberale l’opposizione non avrebbe stravinto in questo modo.
Certo non è stata una transizione da destra a sinistra, e la nostra sinistra non ha motivo di sperare in un’inversione di tendenza. Ha vinto una specie di “Forza Italia” all’ungherese, anzi, all’Ungherese, che ha solo spostato un po’ il baricentro dell’Ungheria verso i popolare e la UE.
“Io vedo nel voto ungherese molte analogie con il volo italiano sul referendum.”
Il refuso di Lenzini ha un che di freudiano, la T e la L sulla tastiera sono ben distanziate e l’involontaria figura retorica che ne esce simboleggia bene come le destre in tutto il mondo sia diventate radioattive e tossiche, sul fiume sta passando pure il corpaccione di “Diktator” Orban è decisamente un “belvedere”.
A leggere le dichiarazioni del nuovo premier Magyar pare che il pragmatismo ne contraddistingua il programma.
Si era distinto nel 2024 per la richiesta di dimissioni della Presidente della Repubblica
Katalin Novák che aveva concesso l’anno prima la grazia a un uomo condannato per complicità in un caso di abuso sessuale su minori.
Chissà perché mi viene in mente quella concessa in questi giorni alla Maitresse di Silvio, Nicole Minetti… mah strani collegamenti.
Magyar non si fa scrupolo di votare con Fidesz e i fascisti di Mi Hazánk, le politiche persecutorie e razziali sono in piena continuità e resteranno quel vulnus che sono della democrazia in Ungheria.
Ha dichiarato: ” Ci procureremo sempre il petrolio nel modo più economico e sicuro”.
Chiaro riferimento alle fonti fossili del russo Putin.
https://it.euronews.com/my-europe/2026/04/13/ungheria-magyar-come-orban-il-premier-in-pectore-non-chiude-a-gas-e-petrolio-dalla-russia-
Una strategia auspicata pure dal nuovo AD dell’ENI, vedremo fino a quando il club delle cocorite europee di cui fa parte anche M. ostinatamente perseguirà con tafazziana pervicacia a svuotare i portafogli degli europei e degli italiani.
Pure lui è contrario al prestito da 90 miliardi da buttare nei cessi d’oro di Zezè, contrario anche all’ingresso dell’Ucraina in UE, cosa peraltro mai osteggiata dal despota russo.
https://it.insideover.com/politica/ungheria-tutti-esultano-per-magyar-tranne-gli-ucraini-ecco-perche.html#google_vignette
Sembra più accomodante sui temi LGBTQ, nella “sua” Ungheria “chiunque potrà riunirsi liberamente e amare chi vuole”. Staremo a vedere.
E’ la fine di un regime si chiede Lenzini? Non penso proprio in Ungheria si sono sfidate tre destre e ha vinto quella più presentabile ma che non ha niente da invidiare al precedente regime di “Democrazia illiberale” voluto da Orban in 16 anni di dominio incontrastato.
Dalle destre non può mai venir fuori nulla di buono e il nuovo disordine mondiale imposto da pazzi scriteriati ne è la testimonianza diretta, purtroppo non aveva ragione ragione Berlusconi con la sua famosa uscita sui “coglioni”, Trump e il criminale sionista ne sono la dimostrazione lampante e i loro alleati servili pure.
R
dimentichi sempre uno più a destra di tutti, un certo Vladimiro Putin che ha dato il via al N.O.M.ed ha innescato il caos (lo vogliamo escludere dai c…mondiali?).
Per quanto riguarda il nuovo premier ungherese qui ci sono diverse opinioni
https://it.marketscreener.com/notizie/ungheria-il-voto-rimuove-il-piu-strenuo-oppositore-dell-ucraina-nell-ue-ce7e50dedd89f727
Quanto alla grazia a Nicole Minetti, la vedo come la riparazione di un errore giudiziario.
La condanna era stata troppo severa, e con essa avevano voluto colpire anche lo stesso Berlusconi. Bene hanno fatto a riesaminare il caso e liberare quella poveretta.
A parte che tutto l’affare Ruby, come scrissi a suo tempo, a me sembrò una trappola ben organizzata in cui fu attirato Berlusconi puntando sulle sue debolezze.
Troppi passaggi di quella vicenda erano privi di senso, o alquanto improbabili.
R
beh, “poveretta” proprio non direi, ha le sue brave responsabilità eccome. Ma quale trappola ben organizzata, lei, come al solito, sottovaluta le schifezze per prendersela coi magistrati. E’ stato uno sconcio sotto molti aspetti, ma lontano anni luce dal caso che coinvolge il torsolo americano e che quando uscirà alla luce in tutta la sua bassezza forse lei riuscirà a minimizzare pure quello.
Signora Gazzato, se mi consente lo spazio necessario (3500 caratteri), posso esplicitare perché la vicenda Ruby non mi convinse.
Quanto al minimizzare, per me le colpe massime sono le guerre che ammazzano la gente e impoveriscono le nazioni.
Il caso Epstein non mi farà mai indignare quanto gli attacchi al Venezuela e all’Iran.
R
Lenzini, le concedo due righe, la storia di Ruby mi esce dagli occhi dal naso e dalle orecchie. Due righe sono anche troppe, o anche no.
Il caso Epstein non la fa indignare? Mi auguro che sia perché se ne disinteressa e non ne sa nulla ed è propenso a pensare che si tratti di “peccati di pantaloni” e come tali sempre “scusabili”, ma si tratta di ben altro e lei se ne disinteressa perché non ha capito o non vuole capire.
Osservo che l’Ungheria è un Paese abbastanza omogeneo culturalmente ed economicamente, e non mi sorprende che sia un Paese omogeneo anche politicamente, e tutto di destra.
Probabilmente sono pochi gli ungheresi che desiderano una politica di sinistra e ci vedono delle prospettive di miglioramento, e meno che mai quelli che desiderano una politica antirussa.
Quanto alla libertà di esprimere il dissenso, probabilmente non gli interessa più di tanto, e la barattano volentieri con l’ordine e la sicurezza sociale.
Il caso di una nazione senza sinistra è molto insolito e meriterebbe di essere studiato.
R
forse hanno avuto qualche brutta esperienza con la “sinistra”?
Se mai, col comunismo, ma oggi la situazione è confusa. I comunisti dell’URSS usavano metodi che oggi si definirebbero di destra.